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domenica 7 aprile 2024

Rispetto (Inzimino di trippa)

A volte penso che vorrei diventare vegetariana. Talvolta persino vegana. Principalmente per questioni di sostenibilità ambientale. Partendo da questo presupposto posso dire di aver ridotto in modo piuttosto consistente il consumo di carne.  Poi ci sono giorni, invece, in cui la voglia di ciccia è prepotente, quasi una necessità fisica, e allora cedo. Cedo, si, ma con rispetto e umiltà: niente tristi petti di pollo alla griglia o bracioline stracotte e dure come solette per lenire i sensi di colpa da eccesso di calorie. Adesso, quando mangio carne, voglio che sia qualcosa di veramente buono e appagante e goloso. Insomma: questa povera bestia si merita una degna fine! 
Per restare in tema di rispetto è giusto anche non sprecare nulla dell'animale ed ecco allora che entrano in gioco le frattaglie, considerati tagli poco pregiati, se non proprio di scarto, ma che se ben cucinati sono una meraviglia della cucina povera italiana. 
Oggi ho usato la trippa e l'ho cucinata in modo un pò diverso dal solito, come l'abbiamo mangiata in un ristorante di frattaglie che ci piace molto: in inzimino, con gli spinaci. Che dire....una bomba di gusto!




INZIMINO di TRIPPA


Ingredienti (per 4-5 persone):
800 g di trippa precotta
400 g di spinaci freschi
3 spicchi di aglio
1 bicchiere di vino bianco secco
400 ml di pomodori pelati (una lattina)
olio evo
3 bacche di ginepro
peperoncino fresco (facoltativo)
sale

Sciacquare molto bene la trippa sotto acqua corrente, poi asciugarla con carta assorbente e tagliarla a striscioline spesse circa 1 cm. Tagliare via le radici degli spinaci e lavarli accuratamente per eliminare eventuale terra depositata sulle foglie.
In un largo tegame a bordi alti soffriggere a fiamma vivace gli spicchi d'aglio sbucciati e schiacciati insieme alle bacche di ginepro e ad un fondo di olio evo (in quantità tale da coprire appena il fondo del tegame). Prima che l'aglio si scurisca aggiungere la trippa a striscioline e farla rosolare qualche minuto mescolando. Salare leggermente e poi sfumare con il vino. Quando l'alcool sarà evaporato aggiungere anche gli spinaci ben scolati e mescolare. Dopo che gli spinaci saranno ben appassiti versare anche i pomodori pelati schiacciati e il peperoncino (se piace) tagliato a pezzetti e portare a bollore: a questo punto abbassare la fiamma al minimo e incoperchiare. Lasciare cuocere dolcemente per circa un'ora, mescolando di tanto in tanto, in modo che tutti i sapori si amalgamino tra loro. Trascorso questo tempo togliere il coperchio, aggiustare eventualmente di sale e far asciugare un po' il sughetto fino alla consistenza desiderata (a me piace abbastanza brodosa).
Servire calda con tanto tanto pane, meglio se arrostito. In effetti è buonissima anche sopra un bel crostone!
Buon appetito!




giovedì 27 settembre 2018

Piccoli passi (Tartare di manzo senapata)


Oggi mi sono data lo smalto. Niente di che: un semplice gloss trasparente. Può sembrare banale ma era da prima di Natale che mi ripromettevo di trovare il tempo di smaltarmi le unghie, senza mai riuscirci: c'è sempre stato qualcosa che acquisiva una priorità maggiore. Ma quando oggi ci sono riuscita mi sono sentita onnipotente. Più carina, più in ordine. Un piccolo passo verso la riconquista di minuscoli spazi solo per me, l'inizio della divergenza dal barcollante cammino del piccolo maschio alfa che, per inciso, ha già la fidanzata all'asilo nido, con mio sommo sbigottimento.
Tutto questo ovviamente comporta anche il riavvio dell'attività bloggereccia e la preparazione di qualcosa di nuovo e speciale, seppur velocissimo.
Questa estate ce ne siamo cibati in quantità, io e il grande maschio alfa, viste le temperature torride e la semplicità di preparazione, pure senza accendere i fornelli. Purtroppo in questo caso il piccolo è rimasto a bocca asciutta perchè va bene essere onnivori ma per la carne cruda è decisamente troppo presto!
Ecco quindi la ricetta della mia tartare di manzo: la si può condire in mille modi ma questa rimane la mia versione preferita, con quel tocco agro-piccante di senape che esalta il sapore morbido della carne
Un consiglio: l'uovo in camicia deposto sopra la tartare è facoltativo ma non rinunciateci! Il tuorlo cremoso che cola sulla carne appena si rompe l'uovo....è poesia per gli occhi e per il palato!



 TARTARE di MANZO SENAPATA

Ingredienti (per 2 persone):
300-320 g manzo battuto al coltello
senape in grani
vinsanto o altro vino dolce (moscato, passito)
2 uova freschissime
aceto
olio evo
sale
pepe nero appena macinato

Innanzitutto occorre un macellaio di fiducia che fornisca della carne di manzo idonea: un taglio di manzo magro che abbia subito un idoneo trattamento. La carne deve essere poi battuta al coltello, non tritata, nè macinata. Questa operazione può richiedere un bel po' di tempo e alcune banali accortezze: pulizia del coltello e del tagliere sono fondamentali per evitare contaminazioni da parte di altri alimenti crudi, siano essi carni, pesci, frutta o verdure. Battuta al coltello significa tagliare prima tutta la carne a piccoli dadolini e poi continuare a "battere" la carne con il coltello, appunto, fino a che non si arriva alla grana desiderata. Per evitare noie si può chiedere al suddetto macellaio di fornire la carne già debitamente preparata. Ho notato che anche alcuni supermercati iniziano ad esibire della carne da tartare: l'ho provata e personalmente la trovo di una grana forse troppo fine ma alla fin fine è questione di gusti!
Porre la carne in una terrina e condirla con un cucchiaio di senape, un cucchiaio di vinsanto, un filo d'olio e un pizzico di sale. Mescolare bene e lasciare riposare in frigo una mezz'ora. Impiattare poi aiutandosi con un coppapasta.
In un pentolino scaldare abbondante acqua con un cucchiaio di aceto. Quando l'acqua bolle, con un cucchiaio creare un vortice al centro e versare al centro del vortice un uovo (senza guscio!). Mantenere il vortice con il cucchiaio facendolo girare nell'acqua vicino al bordo per far si che l'albume, addensandosi, resti adeso al tuorlo. Continuare per circa un minuto e mezzo: in questo lasso di tempo l'albume si addensa ma il tuorlo resta quasi crudo e morbido. Recuperare l'uovo con una schiumarola, far sgrondare bene l'acqua di cottura e poi depositare l'uovo sopra il disco di tartare. Ripetere l'operazione con il secondo uovo.
Servire la tartare senapata con l'uovo spolverizzando con del pepe nero appena macinato.
Buon appetito!




lunedì 27 marzo 2017

Toxoplasmosi (Straccetti di manzo con olive, capperi e pomodori secchi)

Dopo l'incredibile scoperta sono stata immediatamente risucchiata nel vortice in cui, presumo, cadono tutte le donne gravide che si affidano al Sistema Sanitario Nazionale. Innanzitutto c'è stata la consegna del libretto verde, in cui sono indicati tutti gli esami clinici da fare lungo tutta la gravidanza. Ancora incosciente del fatto che avrei dovuto cambiare stile di vita, mi sono presentata all'ostetrica tutta sudata, in tenuta da tennis e lei, come se niente fosse mi ha sparato lì la presunta data del parto. Ma come? Io dovevo ancora realizzare di essere incinta e questa già sapeva quando avrei partorito??? Mi è salita un'ansia che l'affanno da scambio lungo a tennis era nulla! Poi la sorpresa e l'incredulità:  la scala temporale è in settimane! Non in mesi. In settimane. E io non le so contare. A intervalli regolari mi si può trovare a vagare senza meta per la ASL, in cerca di qualche anima pia che mi dica che esami devo fare. Alla fine il ginecologo ha avuto pietà di me e, invece delle settimane, mi ha segnato le date in cui effettuare gli esami. Non si è mai guadagnato meglio la sua parcella. Sono seguite poi le prime analisi del sangue, per verificare se avessi avuto oppure no la toxoplasmosi. Mi sentivo tranquillissima al riguardo: come è possibile che non l'avessi avuta? Teniamo un gatto in casa, non sono una maniaca della pulizia, ho mangiato carne cruda e semicruda un giorno si e l'altro pure in Sudafrica, ho brucato per anni more e fragole direttamente dalla pianta, per non parlare dello stretto contatto avuto in India con cammelli, elefanti e altri cibi crudi.
Responso: negativo. Non ho mai contratto la toxoplasmosi. Cacchio!
Nonostante il gatto possa restare in casa purchè io non maneggi la sua lettiera, io ho dovuto rinunciare a: prosciutto crudo, salame, lardo, finocchiona, bresaola, speck, frutta e verdura non sbucciabile, tartare, sushi, bistecca al sangue, carpaccio, tagliata di manzo e qualsiasi altro tipo di carne che non sia stracotta, formaggi freschi o erborinati, vino, birra e alcolici in generale. E' stato un momento estremamente drammatico.
"Signora, può comunque mangiare una bistecca o un filetto di manzo basta che sia ben cotto!"
Non ho insultato il mio ginecologo solo perché non ho tutta questa confidenza ma avrei voluto dirgli:"preferisco farne a meno che compiere un simile scempio!" Non tollero proprio che la prelibata carne di dolci e innocue mucchine, sacrificate per nutrirci, venga trattata con così poco rispetto!....Una bistecca ben cotta....rabbrividisco al solo pensiero. Mi rifarò al momento opportuno di tutti gli arretrati.
Sarò superficiale e meschina ma mentre tutte le altre gravide che ho incontrato pensano al momento del parto come all'inizio di una nuova famiglia, una nuova vita, il neonato etc etc etc, l'unico traguardo che riesco ad  immaginare come post-partum è un panino con il prosciutto crudo e una birretta fresca. Sono assolutamente irrecuperabile.....

A causa della mia innata bassa conta emoglobinica, resta comunque la necessità di mangiare carne rossa, sebbene ben cotta e senza troppi condimenti grassi. Ciò mi ha portata a riscoprire gli straccetti di manzo, un taglio sottovalutato da chi, come me sarebbe di natura un carnivoro da bistecca al sangue e tartare cruda. Li trovo molto versatili, ovviamente velocissimi da cuocere e, in questa versione, estremamente saporiti. Un buon modo per fare buon viso a cattivo gioco.



STRACCETTI di MANZO con OLIVE, CAPPERI e POMODORINI SECCHI

Ingredienti (per 2 persone):
300-400 g fettine di manzo per pizzaiola
1 cipolla piccola
4-5 pomodorini secchi sott'olio
1 filetto di alice sott'olio
una manciata di capperi sotto sale
una manciata di olive nere secche
origano secco
olio evo
sale

Con le forbici eliminare il grasso e i nervetti dalle fettine di manzo, poi tagliare ciò che rimane a straccetti. Mettere gli straccetti tra due fogli di carta da forno e batterli con un batticarne in modo che si assottiglino. In questo modo la carne si sfibra e diventa più morbida in cottura. Inoltre è anche un trucchetto psicologico pro-dieta: assottigliandola sembra di mangiarne molta di più! Affettare finemente la cipolla, tagliuzzare a pezzetti i pomodorini secchi ben sgocciolati, sciacquare sotto acqua corrente i capperi per eliminare il sale.
In una padella far scaldare un paio di cucchiai di olio evo con il filetto di alice, poi aggiungere lo scalogno e farlo appassire a fiamma vivace. Quando lo scalogno si è ammorbidito aggiungere gli straccetti e farli cuocere velocemente su tutti i lati (basteranno un paio di minuti). Aggiungere anche le olive, i pomodori secchi spezzettati e i capperi. Condire con abbondante origano secco e lasciare insaporire tutto ancora per alcuni minuti. Aggiustare di sale solo alla fine e solo se necessario (gli ingredienti usati sono tutti molto sapidi e per quanto mi riguarda non ce ne è bisogno). Servire gli straccetti immediatamente, ben caldi.
Buon appetito!


sabato 18 febbraio 2017

La cena Ikea (Polpette di carne al sugo)

Le mie recente incursioni all'Ikea devono avermi influenzato più di quanto pensassi. Questi svedesi sanno come prendere per la gola i clienti: trascorri un paio d'ore a fare tutto il giro dell'esposizione, guardi, provi letti e poltrone, cerchi suppellettili, prendi misure e poi, quando inizi a essere davvero stanco e con "quella voglia di qualcosa di sfizioso" ecco sistemato in modo strategico il ristorante! Salmone e polpettine con salsa di ribes occhieggiano dalle vetrine e il loro profumino inizia a far brontolare lo stomaco. Facendo appello a tutto il mio autocontrollo tiro dritto per terminare i miei acquisti e tornare stoicamente a casa. No, non mi lascerò sedurre da un self service svedese! ma ormai sono le otto di sera e il ricordo delle polpettine svedesi mi accompagna fino a casa, facendomi pentire un pochino di non averci fatto almeno uno spuntino.
L'idea fissa delle polpettine è rimasta e qualche giorno dopo, quando ho invitato a cena un'amica, ne ho approfittato per prepararle una cena Ikea: polpettine di carne al sugo accompagnate da patate Hasselback, che ho scoperto essere anch'esse di origine svedese.
Certo, le mie polpettine poco hanno a che vedere con quelle dell'Ikea, se non la forma: sono delle classiche polpettine al sugo di pomodoro...ma quanto sono buone però?!!! Altro che Ikea... io me ne servo una seconda porzione e tanti saluti agli svedesi!



POLPETTE di CARNE al SUGO

Ingredienti (per 3-4 persone):
400 g di macinato di manzo
1 salsiccia fresca
un pugno di mollica di pane raffermo
2 albumi d'uovo (oppure un uovo intero)
1 scalogno
2 cucchiai di pecorino romano grattugiato (o parmigiano o grana)
latte
400 ml di passata di pomodoro
paprika dolce
noce moscata
aglio in polvere
origano secco
olio evo
sale

Ammollare la mollica di pane sbriciolata in qualche cucchiaio di latte caldo. Sbucciare e tritare finemente lo scalogno. In una ciotola mescolare bene il macinato, la salsiccia spellata e spezzettata, lo scalogno tritato, il pane ammollato e ben strizzato, gli albumi e il formaggio grattugiato. Condire l'impasto con sale, un cucchiaino di aglio in polvere e uno di paprika dolce, una generosa macinata di noce moscata e amalgamare bene tutto. Far riposare l'impasto in frigo almeno mezz'ora.
Una volta trascorso questo tempo sagomare con le mani delle polpettine grandi più o meno come una noce (con queste dosi ne vengono fuori poco più di una ventina).
In un tegame a bordi abbastanza alti scaldare un fondo di olio evo; quando è caldo adagiare le polpettine sul fondo in un solo strato e farle rosolare uniformemente su tutti i lati.
A questo punto aggiungere la passata di pomodoro e mezzo bicchiere di acqua calda, mescolando delicatamente per far si che tutte le polpette fossero immerse nel pomodoro. Portare a bollore a fiamma alta poi salare (poco) e insaporire con origano secco a piacere. Abbassare il fuoco al minimo e lasciare cuocere circa 45 minuti in modo che il sughetto si addensi un po'. Servire calde con tanto pane per fare scarpetta!
Buon appetito!

N.b. Si possono aggiungere erbe aromatiche a piacere (tipo prezzemolo, timo o basilico) sia nell'impasto delle polpette che nel sugo.
N.b.2 Trovo che usare un trito misto di carne (nel mio caso manzo e maiale) renda le polpette più morbide e saporite rispetto all'utilizzo di solo manzo.


venerdì 18 novembre 2016

Cucina povera di riciclo (Lesso rifatto con le cipolle)

Tempo di brodini e minestre calde. In questo periodo in casa non faccio mai mancare una pentola di brodo o di minestrone: due pietanze che riescono a scaldarmi anche nella più uggiosa delle giornate novembrine. Soprattutto il brodo, preparato con verdure e tagli poco nobili di manzo, rappresenta la base di innumerevoli altre ricette. E poi cosa ne facciamo della carne? Non sempre viene mangiata immediatamente appena cotta, quando è ancora morbida e calda. Spesso succede che rimanga come stoppaccioso avanzo sul fondo della pentola e, diciamolo, non è che dopo risulti molto appetitosa, persino per i palati più alla buona. Ecco allora che i buoni vecchi contadini toscani avevano trovato il modo di recuperare e rendere gustosi anche questi "avanzi", per non sprecare nemmeno un boccone della preziosa carne.
Il lesso rifatto con le cipolle è un piatto tanto semplice ed economico quanto saporito, una sorta di spezzatino di recupero in cui la carne con cui si è fatto il brodo viene cotta nuovamente insieme alle cipolle, ai pomodori e agli "odori" fino a sfaldarsi e a perdere la sua fibrosità. Credetemi se dico che non ha niente da invidiare ai piatti stellati!



LESSO RIFATTO con le CIPOLLE

Ingredienti
(per 3 persone):
500 g muscolo di manzo bollito
2-3 grosse cipolle rosse
1 costola di sedano
2 carote
una decina pomodorini (in alternativa 200 g di pomodori pelati)
un bicchiere di brodo
1 foglia di alloro
1 spicchio di aglio
olio evo
sale

Sbucciare le cipolle e affettarle sottilmente. Fare soffriggere le cipolle in un tegame a bordi alti con dell'olio evo, lo spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato e la foglia di alloro. Quando le cipolle sono appassite togliere lo spicchio d'aglio e aggiungere il manzo bollito e tagliato a bocconcini, le carote raschiate e tagliate a rondelle e la costola di sedano lavata e tagliata anch'essa a fettine. Lasciare insaporire tutto alcuni minuti, mescolando. Se il fondo di cottura risultasse troppo asciutto aggiungere un po' di brodo caldo. Aggiungere anche i pomodori pelati spezzettati grossolanamente, abbassare la fiamma, incoperchiare e lasciare cuocere a fuoco basso per 20-30 minuti. Aggiustare di sale e una volta che il sughetto di fondo si è un po' asciugato servire con abbondante pane.
Buon appetito!

sabato 10 ottobre 2015

Cedimenti? (Carne ammucciata)

Alla terza giornata di campionato il maschio alfa comincia a dare segni di cedimento: complice l'ora tarda prevista per la partita, invece della solita pasta semi-scondita ha acconsentito a pranzare normalmente. Ne ho approfittato per provare una ricetta di carne trovata nel libro di ricette di Benedetta Parodi. Benchè lei non mi ispiri particolare simpatia, devo ammettere che il libro mi piace: le ricette sono semplici, a prova di principiante, ma comunque originali e sfiziose, molto spesso degne di essere provate.
Ne è un esempio questa teglia di patate, cipolle e carne: ingredienti semplici e saporiti che piacciono a tutti e che permettono anche una presentazione carina invece della solita fettina all'olio.



CARNE AMMUCCIATA

Ingredienti (per 2 persone):
300 g di fettine di manzo
3 patate medie
1 cipolla dorata grande
parmigiano reggiano o grana padano grattugiato (3 cucchiaiate)
origano secco
pangrattato
olio evo
burro
sale

Sbucciare le patate e tagliarle a fette sottili. Affettare sottilmente anche la cipolla e raccogliere tutto in una terrina. Condire patate e cipolle con 3 cucchiai di olio evo, il parmigiano grattugiato, poco sale e abbondante origano, mescolando delicatamente. Ungere una piccola teglia con una noce di burro. Coprire il fondo della teglia con metà del composto di patate e cipolle. Stendere sopra le fettine di manzo tagliate a pezzetti (tipo straccetti), salarle leggermente e ricoprirle con l'altra metà delle patate. Spolverizzare la superficie con altro origano, un cucchiaio di pangrattato e poco altro parmigiano grattugiato. Cuocere in forno a 200°C per 35-40 minuti: le patate in superficie dovranno essere appena abbrustolite.
Buon appetito!

N.B. Per avere una carne più tenera si possono battere le fettine con il batticarne prima di tagliarle a straccetti.

N.B.2: Si formerà del liquido sul fondo della teglia (che comunque è buono per fare scarpetta): se si vuole limitare questo fenomeno usare il forno ventilato.

N.B.3: "ammucciata" significa "nascosta", ecco perchè non si vede! Giuro che sotto le patate e le cipolle la carne c'è, solo che non ho fatto in tempo a fotografarlaperchè avevamo parecchia fame!

giovedì 15 gennaio 2015

Freddo pungente (Peposo alla fornacina)

Finalmente il freddo. E' il primo anno che mi trovo a essere felice delle basse temperature, delle brinate, del ghiaccio sul vetro della macchina. Dopo un'estate che non è stata estate e un autunno più simile ad una primavera, dopo essermi vestita praticamente allo stesso modo da aprile a novembre e aver assistito a piogge torrenziali senza fine, finalmente l'inverno, con il ghiaccio e la neve nel momento giusto. Ammetto che lo aspettavo, nonostante la mia atavica avversione per le basse temperature, e non solo per una questione prettamente climatica, ma anche per la voglia di cucinare qualcosa di corposo, caldo e confortante. Avevo voglia di piatti invernali e durante queste feste mi sono sbizzarita con ricette della più classica tradizione toscana. Ho iniziato con il celeberrimo peposo alla fornacina e chi non lo conosce è pregato di provarlo quanto prima perchè è strepitosamente buono nella sua semplicità: la carne cotta a lungo e lentamente nel vino assorbe tutti i sapori e i profumi diventando tenerissima. Delizioso! Inoltre è un piatto col trucco: è di grande effetto e molto saporito ma moderatamente calorico visto che, pur essendo una sorta di spezzatino, non prevede alcun soffritto, nè olio! Così mettiamo a posto pure la coscienza!
Narra la leggenda che questa succulenta pietanza fu inventata dai "fornacini", gli operai addetti alla cottura dei mattoni necessari alla costruzione di Santa Maria del Fiore, alias il Duomo di Firenze. Già a quei tempi la zona di Impruneta, sulle colline fiorentine, era rinomata per la produzione di terrecotte e le fornaci in via di spegnimento venivano sfruttate anche per cucinare, in particolare modo il peposo, che richiede un lungo tempo di cottura a bassa temperatura. Gli ingredienti sono pochi e semplici e non necessitano di niente, solo di essere tenuti tutti insieme al calduccio in un coccio! Sembra che i fornacini ingaggiati dal Brunelleschi per la costruzione della cupola ne fossero particolarmente ghiotti: ecco perchè talvolta si parla addirittura di "peposo del Brunelleschi"!
Ricapitolando: è buono e facile da preparare, è quasi dietetico ed è pure una ricetta storica! Io amo il peposo!!!



PEPOSO alla FORNACINA

Ingredienti (per 3 persone):
1 kg spezzatino di manzo (o trancio di muscolo di manzo da tagliare a dadi abbastanza grandi)
1 bottiglia di vino rosso (preferibilmente Chianti)
8 spicchi di aglio
pepe nero in grani (un paio di cucchiai)
1 rametto di salvia
3 bacche di ginepro
1 rametto di rosmarino
sale

Porre la carne tagliata a grossi dadi in una pentola dal fondo spesso (o, ancora meglio, di coccio). Aggiungere salvia, rosmarino, le bacche di ginepro leggermente schiacciate, i grani di pepe nero e un cucchiaino abbondante di sale (il quantitativo dipende dai gusti personali). Aggiungere anche gli spicchi d'aglio interi e sbucciati. Per un gusto più delicato si può usare aglio in camicia, senza sbucciarlo. Versare il vino fino a che la carne non ne risulta completamente coperta e cuocere col coperchio a fuoco basso per circa 3 ore (chi ha la pentola di coccio o pentole che vadano in forno può cuocerlo lì, a bassa temperatura) mescolando di tanto in tanto. Il fondo di cottura a base di vino deve essere quasi completamente ridotto e la carne deve essere tanto tenera da sfaldarsi in cottura. Servire caldo accompagnato da pane casereccio o polenta calda.
Buon appetito!



sabato 29 marzo 2014

Voglia di coccole (involtini di carpaccio e agretti)

Mi capita di cenare da sola. Il maschio alfa, con i suoi innumerevoli impegni sportivi e musicali serali, mi abbandona a casa insieme alla gatta. A volte chiamo degli amici a casa, a volte vado a cena dai miei, a volte, semplicemente, resto a casa da sola. Potrebbe essere una buona occasione per buttarsi su del cibo spazzatura stravaccata sul divano davanti alla TV e invece, io che sono strana, cucino. Per me sola. Con tutta la calma possibile, in silenzio, senza nessuno tra i piedi tranne la gatta che, talvolta, rimedia pure qualche calcio involontario, poveretta. E' molto riposante considerando che, anche se lavoro prevalentemente da sola in una stanzetta e posso stare zitta tutto il giorno, è come se nella mia testa ci fosse sempre un esercito di scimmie urlatrici! Per una volta posso detenere il potere supremo del telecomando e decidere cosa guardare, fosse anche la più cretina delle commedie romantiche, mentre sto seduta a tavola ben apparecchiata gustando qualcosa che mi piace e che sia anche carino da vedere. Queste sono le mie coccole. Perchè no? Dopo l'insalatina di carciofi di qualche settimana fa ecco un altro piatto leggero, con un gusto fresco e delicato che probabilmente il maschio alfa non avrebbe apprezzato. Peggio per lui!
Finalmente è stagione di agretti e appena li ho visti al mercato mi ci sono fiondata. Due anni fa li ho proposti in una bella frittata, quest'anno li ho semplicemente avvolti in delle fettine di carpaccio di manzo e accompagnati con una salsina a base di senape e limone: l'ho trovato davvero un ottimo abbinamento; i sapori si legano grazie alla salsa (che "cuoce" leggermente la carne) ma restano comunque distinti e delicati.



INVOLTINI di CARPACCIO e AGRETTI

Ingredienti (per una persona):
1 mazzetto di agretti (o barba di frate)
3 fettine di carpaccio di manzo
1/2 limone
senape
olio evo
sale, pepe nero

Pulire gli agretti eliminando la radichetta finale (solitamente terrosa e rossiccia), lavarli bene sotto acqua corrente per eliminare eventuali tracce di terra e sbollentarli per 5 mihuti in abbondante acqua bollente salata addizionata di mezzo cucchiaino di bicarbonato. Scolarli e lasciarli raffreddare alcuni minuti. Formare dei mazzetti di agretti e avvolgere la parte finale in una fettina di carpaccio di manzo. Preparare la salsa emulsionando insieme il succo di mezzo limone, 3-4 cucchiai di olio evo, mezzo cucchaino di senape, poco sale e del pepe nero: lo si può fare usando un pimer oppure semplicemente shakerando un barattolino chiuso. Servire gli involtini con salsa a parte da versare a piacimento.
Buon appetito!


giovedì 27 giugno 2013

Estate (Kefta di manzo)

Finalmente. Dopo un interminabile inverno e una primavera a dir poco traballante, è arrivata. Per me è il periodo più bello dell'anno. Le giornate sono lunghe, c'è luce fino alle 9 di sera e io mi sento piena di energie: riesco a fare mille cose senza sentirmi stanca. E' tempo di mare, piscina, passeggiate, tornei di beach volley, vestiti leggeri, sandali e barbecue. Barbecue...una delle mie grandi passioni. Già altre volte ho professato il mio incondizionato amore per la rosticciana alla brace ma è pur vero che qualunque cosa, cucinata in questo modo, acquista più sapore, a partire dal semplice petto di pollo. E allora via con bruschette, verdure, bistecche, salsicce e chi più ne ha più ne metta! La cosa divertente sta proprio nel poter variare ogni volta gli ingredienti e l'odore che proviene dalla griglia, secondo me, è uno degli emblemi di questa magnifica stagione. Io e il maschio alfa sono già 3 settimane che nel weekend ci dedichiamo all'arte del barbecue in giardino!!!
La scorsa settimana mi sentivo in vena di sperimentare, così ho consultato un libro di ricette al barbecue regalatomi da una cara amica a Natale. Potevo lasciarmi sfuggire l'occasione di un barbecue un po' etnico e speziato? Giammai!
Ecco da dove arriva l'idea di questi spiedini che sembrano salsicce ma sono speziati e a base di manzo: per un barbecue alternativo e, tra l'altro, anche piuttosto economico!



SPIEDINI di KEFTA di MANZO

Ingredienti (per 6-7 spiedini):
600 g macinato di manzo
1 cipolla rossa grande
2 spicchi d'aglio
1 mazzetto di prezzemolo
1 peperoncino rosso (per me secco ma fresco penso sarebbe meglio)
1 pezzo di ginger
semi di cumino
semi di coriandolo
cannella in polvere
noce moscata
2 chiodi di garofano
olio evo
Amido di mais
sale, pepe nero

In un mortaio pestare bene fino a ridurre in polvere un cucchiaio di semi di cumino, un cucchiaino di semi di coriandolo e i chiodi di garofano. Tritare la cipolla sbucciata, l'aglio anch'esso sbucciato, il prezzemolo, il ginger (senza corteccia) e il peperoncino privato dei semi. Mescolare il trito con il macinato di manzo e le spezie pestate. Aggiungere anche una punta di cucchiaino di cannella in polvere e una generosa grattugiata di noce moscata. Personalmente non esagero con la cannella, che non amo molto nei piatti salati. Poi salare, pepare, aggiungere un cucchiaio abbondante di amido di mais (per rendere l'impasto più compatto) e impastare il composto per legare bene gli ingredienti. L'impasto può essere preparato anche con qualche ora di anticipo in modo che il tutto si insaporisca bene bene. Bagnare le mani e formare 6-7 salsicce, infilarle sugli spiedini e spennellare con olio evo. Meglio lasciarle almeno 30 minuti in frigo in modo che si rapprendano un pò. ATTENZIONE: per fare in modo che gli spiedini di legno non si brucino sulla brace, immergerli un paio d'ore nell'acqua prima di infilzarvi le salsicce.
Preparare il barbecue. Un consiglio: per accendere il fuoco su cui poi si dovrà cuocere la carne, meglio non utilizzare prodotti chimici (tipo diavolina) ma solo carta, cartone e legna non trattata, che non rilasciano cattivi odori e sostanze nocive.
Scaldare la griglia ad altezza media sulla fiamma e, quando le braci saranno vive ma senza fiamme, disporre gli spiedini. Lasciare cuocere 5 minuti, poi girarli (con attenzione: quando la carne non è ancora cotta è molto morbida e lo spiedino potrebbe fuoriuscire) e proseguire la cottura per altri 5 minuti. Sono pronti quando è rimasto impresso il segno della griglia bruciacchiato. Servire immediatamente.
Buon appetito!


domenica 10 marzo 2013

Affanno

Puff! Pant! Si sente che sono in affanno? Io lo sento! Sono latitante da un bel po' perchè finalmente sono riuscita a trovare il modo di riempire le mie giornate ma, ovviamente, quando torno a casa spesso sono piuttosto stanca e provata e non ho nè voglia, nè testa per dedicarmi al blog. Devo solo riacquistare un po' di ritmo e capacità di incastrare tutti gli impegni, poi confido di tornare a pubblicare regolarmente. Spero solo he sia la volta buona per un lavoro che mi piace!
Anche la mia cucina subisce gli effetti di questo radicale e repentino cambio di stile di vita. Sia chiaro: l'attività in cucina non è diminuita, si sta solo velocizzando e adattando alle nuove esigenze. Il piatto di oggi è velocissimo, adatto a quelle sere in cui c'è voglia di ristorante cinese ma non di uscire e in generale quando non si ha troppo tempo da dedicare alla cucina ma non si vuole scadere in una noiosa fettina alla griglia. Ecco qualcosa per non rinunciare a qualcosa di saporito e sfizioso, naturalmente con un sapore tutto orientale!



STRACCETTI di MANZO in STILE CINESE

 Ingredienti (per 2 persone):
400 g di fettine di manzo (o carpaccio di manzo)
1 cespo di radicchio rosso tardivo
5-6 cipollotti bianchi freschi
semi di sesamo
olio di semi di girasole
salsa di soia
maizena
sale

Battere le fettine di manzo per renderle sottili, poi tagliarle a striscioline e farne degli straccetti. Passare la carne velocemente in poca maizena (servirà per far addensare il fondo di cottura e creare quella specie di salsina che si trova sempre nei piatti cinesi). In uno wok (o comunque in una padella a fondo antiaderente) scaldare 3-4 cucchiai di olio di semi e farvi rosolare gli straccetti per un paio di minuti a fiamma alta. Aggiungere il radicchio lavato e tagliato e i cipollotti tagliati in 4 parti nel senso della lunghezza. Sfumare con abbondante salsa di soia ed eventualmente salare (poco: la salsa di soia è già molto salata). Abbassare un po' la fiamma e continuare la cottura per una decina di minuti (le verdure devono essere cotte ma ancora croccantine). Un minuto prima di spengere il fuoco distribuire sulla carne un cucchiaio abbondante di semi di sesamo. Servire calda. Accompagnato con del riso basmati bollito diventa un piatto unico.
Buon appetito!

giovedì 9 agosto 2012

Cartolina da Budapest

In questo post farò finta di essere una persona seria e parlerò un po' della mia vacanza a Budapest. Nonostante le impreviste e roventi condizioni meteorologiche, Budapest si è rivelata una meta sorprendentemente affascinante. La città è piacevolissima per passeggiate e gite in bicicletta (che sembra essere uno dei mezzi più utilizzati dagli autoctoni e non solo): parchi e piazze verdi abbracciate da edifici in stile eclettico sono testimoni di un passato recente ma non dimenticato.
Ho attraversato più volte il Danubio sui suoi maestosi ponti e ho camminato sull'isola Margherita all'ombra dei suoi alberi. Qui ho scoperto che gli ungheresi sono dei gran podisti: dalle 17 in poi l'isola si affolla di persone di tutte le età intente a fare footing. Alla vista dei podisti che ci sorpassavano di slancio non mi sono preoccupata ma mi sono sentita prorpio una polpetta quando anche i normali pedoni hanno iniziato a sorpassarci!
Passeggiando in Andrassy utca, la via più elegante della città, la nostra attenzione è stata attratta da un grande palazzo signorile, visibilmente restaurato di recente e adibito a museo: la Casa del Terrore.


Pensavamo fosse una qualche stupidaggine per turisti: quanto ci siamo dovuti ricredere!
Si tratta in realtà dell'edificio che è stato la sede della polizia segreta sin dal periodo fascista e poi nel lungo periodo comunista, adesso destinato alla memoria di tutte le efferatezze compiute in Ungheria da parte dei due regimi più sanguinari dell'ultimo secolo. Ne siamo usciti con un nodo allo stomaco e il groppo in gola: mai riuscirò a capire la molla che spinge l'uomo a un tale profondo e insensato odio ma è giusto sapere e soprattutto ricordare. E questo, gli ungheresi, mi sembra lo cosiderino veramente importante.
Dopo una tale esperienza avevamo bisogno di qualcosa di più leggero siamo andati a rilassarci alle terme. Si perchè Budapest è una città termale, ricchissima di stabilimenti dato che le terme sono parte integrante dello stile di vita della città. Nella penombra delle antiche terme turche, immersa fino al collo nella vasca ottagonale a 38°C, ho pensato che ovunque io vada in vacanza riesco a imparare tante cose e a trovare luoghi meravigliosi.
Ma adesso ormai sono tornata a casa, anche se non posso fare a meno di ripensare al mio viaggio...anche in cucina. Cosciente che non è proprio la stagione adatta per riproporre zuppe e goulash, ho pensato comunque di preparare un piatto a base di carne di manzo (ne abbiamo mangiata un sacco a Budapest!) anche se rigorosamente freddo: una bella idea per mangiare un po' di carne in estate nonostante il gran caldo.


MANZO FREDDO al PEPE VERDE e ROSMARINO

Ingredienti  (per 2 persone):
350 g fettine di manzo per pizzaiola (sostituibile con fette di petto di pollo, di tacchino o filetti di pesce)
1 cucchiaio di pepe verde in salamoia
rosmarino fresco
aceto di vino bianco
succo di 1 limone
olio evo
sale

In un mortaio pestare il pepe verde e relativa salamoia con le foglie di 2 rametti di rosmarino. Aggiungere al pesto ottenuto il succo filtrato di un limone, 2 cucchiai di aceto e 3 cucchiai di olio evo ed emulsionare bene il tutto.
Poggiare le fettine di carne tra 2 fogli di carta da forno e batterle con il batticarne per assottigliarle come per un carpaccio. Scaldare una piastra antiaderente e cuocere le fettine ottenute un minuto per lato, salando leggermente solo a fine cottura.
Disporre le fettine ben distese su un vassoio e irrorarle abbondantemente con la marinata al pepe verde. Lasciare insaporire le fettine in frigo almeno mezz'ora (io le ho preparate la sera per il giorno successivo: più riposano e più si insaporiscono). Servire fredde.
Buon appetito!

Manzo freddo al pepe verde e rosmarino

venerdì 18 maggio 2012

Reazioni psico-somatiche

Sto scoprendo che cercare di scrivere qualcosa di divertente quando mi girano a 1000 (e anche di più) non è affatto semplice. Perciò non ci proverò nemmeno. Basti solo dire che sto evidentemente somatizzando un "disagio interiore" legato alla sfera lavorativa. Ecco quindi comparire il raffreddore, che mi trasforma automaticamente nella regina della sciatteria e dell'antiestetica, poi un gigantesco herpes in bella vista tra la bocca e le cavità nasali che mi rende sexy quanto una cozza attaccata al pilone del molo, e infine perchè farsi mancare un leggero attacco di appendicite?
Finirà questo periodaccio, lo so che finirà, forse prima di quanto possa immaginare. Magari, mentre scrivo, è già finito (anche se per l'herpes dovrò aspettare ancora qualche giorno prima di essere di nuovo presentabile!).
Nonostante le temperature piuttosto freschine degli ultimi tempi, la primavera ci sta comunque donando le sue primizie, così ho deciso di approfittarne per preparare un caldo e confortante spezzatino accompagnato da pisellini appena sgranati e profumato con un tocco di coloratissima curcuma.
Ogni boccone un balsamo per la mia rabbia, ogni boccone un pizzico di pace capace di farmi dimenticare ciò che non è importante.

Spezzatino di manzo con piselli alla curcuma



SPEZZATINO di MANZO con PISELLI alla CURCUMA

Ingredienti (per 3-4 persone):
800 g spezzatino di manzo
400 g piselli freschi sgranati
50 g pancetta tesa in una sola fetta
2 scalogni
15 pomodorini
farina q.b.
150 ml vino bianco secco
200 ml brodo
olio evo
sale, pepe nero

Tagliare a dadini la pancetta. Tritare gli scalogni e farli appassire dolcemente in un tegame con i dadini di pancetta in 3-4 cucchiai di olio evo. Infarinare i bocconcini di manzo (a me piacciono abbastanza piccoli: circa 2 cm di lato) e rosolarli nel soffritto di scalogni alcuni minuti: devono dorarsi da tutti i lati. Salare e sfumare con il vino. Aggiungere i pomodorini lavati e tagliati a metà, un cucchiaino di curcuma e mescolare. Bagnare lo spezzatino con il brodo caldo (per me di carne) e abbassare il fuoco al minimo. Coprire e lasciar cuocere 40 minuti mescolando di tanto in tanto. Trascorso questo tempo aggiungere anche i piselli ed eventuale altro brodo e far cuocere almeno altri 30 minuti o finchè i piselli non sono morbidi. Pepare e servire subito caldo accompagnato da tanto pane o riso bianco bollito.
Buon appetito!


Con questa ricetta partecipo al contest di Max per il mese di maggio


Con questa ricetta partecipo al contest di Una pasticciona in cucina

martedì 29 novembre 2011

Sapore d'Irlanda

Correva l'anno 2007. Una deliziosa coppietta italiana atterrava a fine luglio in una piovosa Dublino per le vacanze estive. Inutile dire che la felice coppietta eravamo io e il maschio alfa che, dopo varie vicissitudini, eravamo riusciti ad organizzarci e a partire alla volta dell"Irlanda. Ancora adesso mi stupisco di come due tordi come noi possano tuttora riuscire a viaggiare senza perdersi, sbagliare mezzo di trasporto e accaparrarsi la valigia giusta!
Non potevamo noleggiare l'auto ma riuscimmo comunque a raggiungere Galway, sulla costa occidentale, grazie ad un lungo viaggio in autobus, e a partecipare ad alcune gite. Attraversammo una terra dove il verde è talmente brillante da abbagliare, o forse è solo il contrasto con il cielo perennemente coperto da nuvole grigie e pesanti; talmente spesse da sembrare quasi solide, come trovarsi sotto un gigantesco tendone. Pioggia, pioggia e ancora pioggia, tutti i giorni, a tutte le ore: avevo dei capelli talmente gonfi e crespi da sembrare un leone (ecco che si spiegano le mie crocchie perenni nelle foto di quella vacanza!).
Grazie ad una gita in pullman raggiungemmo le scogliere di Moher: un incredibile spettacolo della natura. La vista sull'oceano da un'altezza di più di 200 m era a dir poco mozzafiato: il vento freddo che mi sferzava il viso, mentre guardavo le onde più impetuose che avessi mai visto frangersi contro l'inamovibile scogliera, è il ricordo più vivido che ho dell'Irlanda. Rimanemmo un paio d'ore incantati a contemplare l'immensità di queste scogliere (che non sono nemmeno le più alte d'Europa ho scoperto poi!), camminando lungo il ciglio e ridendo di fronte alla piccolezza dell'essere umano a paragone.
Sulla via del ritorno il pullmann fece sosta in un minuscolo paesino sulla costa: una decina di edifici prefabbricati dall'aria alquanto triste, non fosse stato per la vista sul mare. Senza che ce ne accorgessimo fummo condotti all'interno di un deserto self-service dove pranzammo con lo stufato alla Guinness. Sarà stata l'esaltazione derivante dalla vista delle scogliere o la necessità di qualcosa di caldo dopo tanto freddo e vento ma quello fu sicuramente il più buono e incredibile spezzatino alla Guinness che abbia mai mangiato. Il gusto amarognolo della birra conferisce al piatto un sapore deciso e molto particolare. Provammo a mangiarlo anche in altri pub di Galway ma non c'era proprio paragone: quello dello sperduto paesino resta insuperabile. Il tocco segreto? Io credo fossero i semi di cumino che sono assolutamente sicura di aver percepito nello stufato!
Il resto della ricetta mi era ignoto ma cercando un po' qui e un po' là credo di essere riuscita a ricostruire abbastanza fedelmente quella meraviglia della gastronomia irlandese!

Stufato alla Guinness

STUFATO alla GUINNESS

Ingredienti (per 2 persone):
400 g spezzatino di manzo
50 g pancetta tesa a dadini
2 cipolle dorate
2 carote
1 lattina di birra Guinness (330 ml)
farina
miele
semi di cumino
1 foglia alloro
20 g burro
olio evo
2 cucchiai prezzemolo fresco tritato
sale, pepe
2 patate medie

Affettare a velo le cipolle e farle soffriggere, insieme alla pancetta, a fiamma bassa con il burro e 2 cucchiai di olio evo in un tegame a bordi alti. Togliere le cipolle con la pancetta e tenerle da parte in caldo. Infarinare i bocconcini di manzo e rosolarli  bene su tutti i lati nel fondo di cottura delle cipolle, a fiamma vivace. Una volta che lo spezzatino è leggermente brunito rimettere nel tegame le cipolle con la pancetta. Salare, pepare e aggiungere un cucchiaio di miele (indispensabile per neutralizzare il sapore altrimenti troppo amaro della birra). Aggiungere anche le carote raschiate e tagliate a fettine, la foglia di alloro e un cucchiaino di semi di cumino schiacciati. Sfumare il tutto con la Guinness, far riprendere il bollore e abbassare il fuoco al minimo. Lasciar cuocere coperto per almeno un paio d'ore, fino a che il sughetto non è diventato denso e cremoso e la carne è talmente tenera da sfaldarsi.
Nel frattempo lessare due patate intere per almeno un'ora, sbucciarle, schiacciarle bene e condirle con olio evo e poco sale.
Servire lo stufato caldo accompagnato da quenelle di patate lesse e una spolverata di prezzemolo fresco tritato. Sarebbe doveroso gustare questo stufato assieme ad una pinta di Guinness, peccato che qui in Italia abbia un sapore totalmente diverso (e peggiore)! Non a caso in una guida turistica ho letto che si dice il sapore della Guinness peggiori tanto più ci si allontana dallo stabilimento di produzione, a Dublino!
Buon appetito!

Con questa ricetta partecipo al contest di My taste for food sulla cucina internazionale, per la sezione Europa

venerdì 28 ottobre 2011

Una qualunque sera di tanti anni fa

E' ufficialmente arrivato l'autunno. Le giornate si accorciano, il vento sferza le pareti di casa e io me ne sto accovacciata sul divano con il mio plaid preferito e una tisana calda, mentre i ricordi affiorano come le castagne bollite. E' il crepuscolo e l'ora di cena si avvicina: sento il bisogno di calore, di qualcosa di rassicurante, caldo, che sappia di casa. Mi torna in mente quando ero una bambina e ancora abitavo nel vecchio appartamento coi miei genitori. La zona cucina era separata dalla sala da pranzo da una grande tenda a righe bianche e azzurre (terribile!), immancabilmente aperta. Io aspettavo la cena seduta al tavolo rotondo di legno nero, guardando la televisione, mentre mia mamma cucinava. Dal secondo piano dove ci trovavamo si vedeva il tramonto, il lento declinare del sole dietro i tetti delle case: l'aria si faceva fredda e scura e i contorni diventavano meno netti, talvolta completamente avvolti dalla bruma. Era bello stare rintanati al calduccio, con i profumi e i vapori della cucina ad appannare la vecchia porta-finestra. Succedeva che mio babbo tornasse più tardi da lavoro, quando era già buio e io stavo mangiando o avevo già finito, e non ci fosse niente di pronto. Lui non si lasciava scoraggiare (neppure adesso!) e nemmeno si accontentava di qualcosa di pronto, perciò si rimboccava le maniche e si metteva ai fornelli. Uno dei piatti che preparava più frequentemente era il macinato con le cipolle al vino: molto saporito e in 15 minuti al massimo era pronto! L'ideale per una sera fredda e umida. Mentre spignattava, il profumo celestiale di cipolla soffritta e del vino che sfumava riempivano la casa e le mie narici, facendomi ardentemente desiderare di assaggiare quella delizia. Solo che non potevo: ero troppo piccola e la "ricetta" prevedeva del vino!
Adesso sono piu grandicella e il mio rapporto con gli alcolici è diventato legale, per fortuna!
Mentre ripensavo a quel fumante piatto di succulento macinato le mie gambe si sono dirette in cucina e le mie mani hanno iniziato a muoversi per preparare un ricordo. Qualche deviazione dall'originale è sempre inevitabile e guarda caso c'era in frigo una bottiglia di birra da terminare... Vuoi vedere che è buono anche se lo faccio stufare con la birra? Lo è! Davvero!


MACINATO e CIPOLLE alla BIRRA


Ingredienti (per 2/3 persone):
350/400 g macinato di manzo
40 g pancetta tesa
2 cipolle rosse
2 filetti acciughe sott'olio
1 spicchio aglio
300 ml birra chiara
triplo concentrato di pomodoro
rosmarino
olio evo
sale, pepe nero

Affettare a velo le cipolle, tritare l'aglio e tagliare a dadini la pancetta. Far soffriggere tutto insieme in un tegame con olio evo, i filetti di acciuga e 4 rametti di rosmarino spezzettati. Quando le cipolle sono diventate trasparenti aggiungere anche il macinato e rosolare bene la carne. Sfumare con la birra a fuoco vivace, salare, pepare e aggiungere 2 cucchiaini di concentrato di pomodoro. Dopo aver mescolato bene abbassare il fuoco e  lasciar cuocere finchè il fondo di cottura non si è ritirato e si è formato un invitante sughetto (occorrono 10-15 minuti). Servire subito accompagnando con tanto pane.

Macinato e cipolle alla birra

Con questa ricetta partecipo al contest "I migliori anni della nostra vita" della Cucina di Vale

lunedì 3 gennaio 2011

Natale 4 (Il mattino ha l'oro in bocca)


Le persone normali la mattina di Natale si svegliano tardi, fanno una bella colazione con calma insieme alla famiglia, scartano i regali… Io no! Anche la mattina di Natale sono stata destata dal dolce suono della sveglia e mi sarei voluta picchiare per aver avuto questa idea malsana del pranzo natalizio: il prossimo anno, al ristorante!
Lo stracotto con le cipolle è stato la causa della mia levataccia: non essendo riuscita a prepararlo la sera precedente, mi sono dovuta alzare presto, dato che richiede una cottura di almeno 3 ore. Accidenti!
Tagliare cipolle appena svegli non è la cosa più esaltante da fare, ma comunque ne è valsa la pena.

Ingredienti:
800 g di sottonoce di manzo (va bene anche codone o scamone) in un unico pezzo
6 grosse cipolle
2 foglie alloro
Timo (preferibilmente fresco, altrimenti va bene anche quello secco)
1 bicchiere di vino bianco
Circa 500 ml brodo di carne
50 g burro
Olio evo
Spago da cucina
Sale, pepe

Spellare le cipolle e tagliarle prima a metà, poi a fettine non troppo sottili. Legare strettamente il pezzo di carne con più giri di spago da cucina, in modo che mantenga bene la forma durante la cottura.
Scaldare 20 g di burro e 3 cucchiai di olio in una casseruola. Rosolare la carne uniformemente su tutti i lati a fuoco medio-alto, così da sigillare tutti i succhi all’interno. E’ di fondamentale importanza usare delle pinze o comunque qualcosa che non incida la carne mentre viene girata, perché alla fine potrebbe risultare stoppacciona.
Unire il vino bianco e lasciarlo evaporare. Abbassare il fuoco e aggiungere le cipolle, il burro rimasto, l’alloro e un po’ di timo (io avevo solo quello secco). Irrorare con un mestolo di brodo caldo, chiudere con il coperchio e cuocere a fuoco bassissimo per almeno 3 ore. Per evitare che il fondo di cottura si asciughi troppo aggiungere, di tanto in tanto, poco brodo caldo e mescolare. Trascorse 3 ore scoperchiare la casseruola, regolare di sale e pepe e proseguire la cottura per altri 30 minuti a fuoco basso. Togliere la carne dalla casseruola e tagliarla a fette abbastanza sottili. Disporre le fette di carne in un piatto da portata e coprirle con le cipolle ormai morbidissime che, come direbbe una mia amica, “dopo 3 ore di cottura sanno di meraviglia!”
La carne, dopo una cottura così prolungata è talmente morbida che “si taglia con un grissino” (tanto per continuare con le citazioni)!
Non aggiungo altro… Buon appetito!

Stracotto alle cipolle

lunedì 27 dicembre 2010

Natale 1 (Chi vuol mangiar leggero vada da un’altra parte)


Natale è passato anche quest’anno e, come precedentemente annunciato, ho preparato il fatidico e tanto temuto pranzo. Beh, ce l’ho fatta! Sono sopravvissuti tutti quanti e con soddisfazione! Come al ristorante (si fa per dire), ho cercato di puntare sulla varietà per tentare di accontentare un po’ tutti. Il che ha significato due giorni e mezzo trascorsi interamente in cucina…altro che desperate housewives!!! Dopo circa un mese trascorso spulciando tutti i miei libri e giornali di cucina, modifiche e ripensamenti, ecco il menu ufficiale:

plumcake salato accompagnato da salumi misti                                                      
crostini neri (preparati da mio papà: perché come li fa lui non li fa nessuno)
tagliatelle al ragù misto d’anatra
pandoro con crema di mascarpone

Per scrivere tutto quello che ho fatto mi ci vorrà una settimana! Per fortuna (o sfortuna) sono costretta a casa da un uomo semi-infermo!...Diventeremo grassissimi!


Ingredienti per 6 persone:

  • Mezza anatra
  • 300 g macinato di manzo
  • 1 carota
  • 1 costola di sedano
  • 1 cipolla
  • 1 spicchio di aglio
  • 250 g pomodori pelati
  • 20 g burro
  • 2 foglie alloro
  • 4 bacche di ginepro
  • 6 cucchiai olio evo
  • 1 bicchiere vino rosso
  • ½ l brodo di carne
  • 10 grani di pepe nero
  • Erbe aromatiche miste (prezzemolo, maggiorana, timo)
  • Sale


Spellare e disossare l’anatra, poi tagliare la polpa a dadini: può sembrare facile ma questo volatile (benché già defunto) si è dimostrato poco collaborativo. Non a caso mi è occorso circa un’ora per togliere pelle e ossa e ricavare la carne. Ho lasciato intatte la coscia e l’ala nel caso ci fosse stato qualcuno interessato ad assaggiare la sola anatra in umido! ;-)
Preparare un trito con cipolla, sedano, carota e qualche rametto di prezzemolo e poi farlo soffriggere in una casseruola con l’olio e il burro, il ginepro, il pepe, l’alloro e il timo (fresco non l’ho trovato, così ho usato un cucchiaino di quello secco) per circa 10 minuti. Se disponete di un uomo semi-infermo potete usarlo per preparare il trito.
Unire la polpa d’anatra e il macinato e lasciar cuocere 15 minuti, poi bagnare con il vino rosso e lasciarlo evaporare a fuoco vivace. Il macinato è una mia personale aggiunta, essendomi accorta all’ultimo minuto che la polpa di mezza anatra non sarebbe mai bastata per preparare ragù sufficiente per 6 persone, e ormai era tardi per recuperare un’altra mezza anatra. Inoltre anche mio papà mi aveva precedentemente consigliato di “adulterare” l’anatra con del manzo!
Una volta evaporato il vino, abbassare il fuoco al minimo e aggiungere i pomodori pelati e il sale (a piacere, naturalmente). Continuare la cottura per almeno 2 ore, con casseruola parzialmente coperta, aggiungendo poco brodo caldo alla volta in modo che il ragù risulti morbido e non si asciughi troppo.
La comodità del ragù risiede nel fatto che può essere tranquillamente preparato il giorno prima (come ho fatto io) e riscaldato al momento dell’utilizzo mentre cuoce la pasta.
Io l’ho servito con delle tagliatelle fresche (che magari un giorno imparerò a fare da sola invece di comprarle dal pastaio!) e, sorpresa delle sorprese, persino mio suocero mi ha fatto i complimenti!

Tagliatelle al ragù misto d'anatra

lunedì 20 dicembre 2010

Venerdì 17…Ovvero l’apocalisse fiorentina


Non sono mai stata superstiziosa ma devo dire che stavolta ho seriamente pensato che la sfiga ci abbia messo lo zampino.
Quando mi sono alzata, al mattino, sembrava tutto tranquillo: solo un leggero nevischio; perciò ho preso le mie cose e sono andata a lavoro dove, tra l’altro, era previsto un pranzo natalizio dove avrei esibito il mio plumcake salato.
Ore 13.30: cibo e vino a fiumi, amici, risate. Ci voltiamo verso la finestra…la neve! Bellissima e appropriata durante un pranzo natalizio! Iniziamo a prendere in giro i pavidi che si allontanano in auto al primo accenno di intemperie, ignari di cosa ci aspettava. Dopo pranzo, ovviamente, c’è stata la guerra di palle di neve in cortile con foto-ricordo di rito. Come all'asilo!
Intanto la nevicata si intensifica e la luce inizia a diminuire: la preoccupazione per il rientro a casa inizia a farsi strada, così vado verso la mia auto, che risulta essere completamente sommersa dalla neve. Non mi scoraggio, ripulisco tutto e parto. 200 m e sono bloccata da una fila di auto che non riescono nemmeno ad immettersi sullo stradone che porta all’autostrada: tutto fermo in entrambe le direzioni. 10  minuti di attesa e decido che prendere l’autostrada è impossibile, così abbandono l’auto a bordo strada e mi avvio verso la stazione a piedi, fiduciosa che il sistema ferroviario italiano non mi avrebbe abbandonato.
Mi incammino nella tormenta con il mio ombrellino sgangherato ed è bellissimo: il silenzio quasi totale della neve, l’orizzonte che si confonde col candore del cielo, campi bianchi e incontaminati. Non incontro nessuno, a parte un gatto nero (un gatto nero di venerdì 17… forse dovevo aspettarmi qualcosa di brutto!) e riesco anche a godermi la passeggiata di alcuni km nonostante la neve che mi arrivava alle caviglie e degli stivali assolutamente inadatti all’occasione.
Arrivo in stazione alle 16.15 stanca ma soddisfatta e convinta che il peggio fosse ormai passato. Mi sbagliavo…quanto mi sbagliavo! Pensiline gremite di persone in attesa e nessuna speranza che passino treni. Si diffondono voci allarmanti: scambi congelati, treni bloccati. C’era chi diceva di essere in attesa dalle 14. A questo punto mi arrabbio: come è possibile che 20 cm di neve abbiano completamente bloccato tutto il sistema di trasporti e pure le comunicazioni (nessuno in stazione riusciva a chiamare, solo a ricevere, a volte)?! Aspetto impotente fino alle 17.30, quando mi rendo conto che il rischio di passare la notte in stazione al freddo è piuttosto reale: niente treni, tutte le strade e autostrade bloccate. Uno scandalo. Per mia fortuna delle amiche abitano nelle vicinanze. Non potevo chiamarle perché, oltretutto, mi si era scaricato il telefono. Mi incammino di nuovo nella neve con il solito zaino, 2 borse e l’ombrellino sperando che mi potessero ospitare. Il mio arrivo è stato piuttosto drammatico: stanca, sconvolta e quasi totalmente ricoperta di neve mi sono presentata bussando alla serranda dell’ingresso posteriore... praticamente una profuga! Grazie al cielo erano in casa e mi è stata offerta ospitalità, un letto e soprattutto abiti asciutti e un phon! In seguito ho saputo di quanti si sono trovati nella mia stessa situazione (anche peggio), senza informazioni e senza aiuti, costretti a dormire in centri di accoglienza organizzati per l’occasione. Insomma, un vero e proprio cataclisma che ha colto impreparati ferrovie e amministrazioni. Sono riuscita a tornare a casa il giorno successivo per pranzo e appena ho varcato la porta di casa, dove mi attendeva il  mio  moroso, ho pensato “questo weekend io non esco più di casa!”
Dall’interno del calduccio di casa mia la neve appariva ancora più bella ,così, per ammazzare il tempo, ho deciso di preparare qualcosa che fosse adeguato alle temperature polari del momento: ossibuchi con riso!
La ricetta è di mia mamma e, anche se non è di origini lombarde, è molto buona e adattissima per adagiarsi  sul divano dopo il pasto a fare il chilo!.

OSSOBUCHI con RISO allo ZAFFERANO

Ingredienti (per 2 persone):
 
-          2 ossibuchi
-          2 grosse cipolle rosse
-          1 carota
-          1 costola di sedano
-          1 spicchio di aglio
-          50 g burro
-          1 bicchiere vino bianco
-          100 g riso thaibonnet
-          1 bustina zafferano
-          farina
-          1 cucchiaio concentrato di pomodoro
-          30 ml olio evo
-          500 ml brodo di carne
-          Sale, pepe in grani


Preparare un trito molto fine di sedano e carota e affettare sottilmente le cipolle. Soffriggere le verdure  con l’olio, 20 g di burro, una decina di grani di pepe nero e lo spicchio di aglio sbucciato e leggermente schiacciato in un largo tegame a fondo piatto e antiaderente. Se serve, aggiungere un mestolo di brodo caldo. Nel frattempo incidere in 4-5 punti il bordo degli ossibuchi (altrimenti in cottura si arricciano), poi infarinarli abbondantemente e adagiarli nel tegame, ben distesi.




Fare rosolare uniformemente da entrambe le parti a fuoco vivace (girando con una pinza in modo da non incidere la carne), poi aggiungere il vino e lasciar sfumare una decina di minuti. A questo punto abbassare il fuoco, salare a piacere, aggiungere del brodo caldo (in cui è stato precedentemente sciolto il concentrato di pomodoro) fino a coprire la carne e lasciar cuocere per almeno 2 ore. Infatti un ingrediente fondamentale per questo piatto è il tempo: in generale, in cucina, non si può prescindere dal fattore tempo perché far le cose di fretta non può che diminuire la qualità del piatto. In questo caso, gli ossibuchi sarebbero sicuramente cotti dopo mezz’ora, ma probabilmente la carne sarebbe dura!
Ogni 30 minuti girare la carne e aggiungere brodo se il fondo di cottura si asciuga troppo.
Verso fine cottura far bollire abbondante acqua salata in una pentola e sciogliervi lo zafferano. Cuocere il riso nell’acqua allo zafferano per una quindicina di minuti. Scolare il riso e condirlo in una ciotola con il restante burro.
Servire l’ossobuco con il fondo di cottura accompagnato dal riso allo zafferano…molto godurioso e, naturalmente molto calorico. Ma in fondo chi se ne frega: con tutto il freddo che ho sofferto mi merito un sacco di calorie!

Ossibuchi con riso allo zafferano