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domenica 29 ottobre 2023

Escamotage (Risotto zucca e salsiccia)

Continua la mia personale crociata per aumentare il consumo di verdure del grande maschio alfa. La zucca è uno di quegli ortaggi che devo occultare bene perché il maschio in questione decida di ingerirla (non senza qualche smorfia comunque). Stavolta ho scommesso sull'invisibilità della zucca grattugiata amalgamata al riso e sull'abbinamento con la salsiccia, per dare sapidità. Il tocco in più è dato dal formaggio, per un risotto ancora più cremoso e goloso!
Che dire? Ha trangugiato tutto senza proferire verbo e alla fine ha pure chiesto il bis! Forse era la fame....o forse il risotto gli è piaciuto davvero!




RISOTTO con ZUCCA e SALSICCIA 

Ingredienti (per 3 persone):
250 g riso da risotto (arborio, carnaroli...)
400 g di zucca pulita (per me butternut ma va bene anche la mantovana o il tipo che preferite)
1 salsiccia fresca
1 cipolla dorata
600-700 ml di brodo vegetale (acqua calda in assenza)
150 ml di birra chiara (circa un bicchiere)
olio evo
sale
formaggio morbido per mantecare (gorgonzola, crescenza, robiola, philadelphia...)


Grattugiare la polpa di zucca cruda e tenerla da parte.
Sbucciare e tritare la cipolla, poi mettere il trito in una casseruola capiente e antiaderente insieme a 2-3 cucchiai di olio evo e la salsiccia spellata e sbriciolata. Far appassire il trito di cipolla e salsiccia a fiamma vivace: quando la cipolla sarà diventata trasparente aggiungere il riso e farlo tostare un paio di minuti mescolando. Salare leggermente, poi sfumare con la birra. Quando l'alcool sarà evaporato iniziare ad aggiungere il brodo caldo, poco alla volta, mescolando e anche la zucca grattugiata, tutta in una volta. Abbassare la fiamma al minimo, incoperchiare e lasciare cuocere molto lentamente. Ogni 5 minuti circa aggiungere brodo caldo in modo che il risotto non si asciughi completamente e portare a cottura. Quando il risotto sarà pronto, morbido e cremoso, spengere il fornello e aggiungere il formaggio prescelto mescolando per amalgamare. Io ho scelto della crescenza (100g), per venire incontro ai gusti del piccolo maschio alfa, ma anche del gorgonzola ci sarebbe benissimo!
Aggiustare eventualmente di sale e servire subito. 
Buon appetito!



giovedì 17 febbraio 2022

Effetto pandemia (Frittelle di riso)

Partiamo da un semplice assioma: io non friggo. Mai. Troppa untuosità da ripulire, troppa puzza a giro per casa e no, non basta chiudere la porta: la cucina è un open space con il salotto e il divano tappezzato di stoffa è veramente troppo vicino ai fornelli. E poi troppe calorie e troppi sensi di colpa dopo un piatto di fritto. Quindi io non friggo. 
Poi è arrivata la pandemia. E i lockdown. E mentre tutta Italia imparava a panificare e si accapigliava per l'ultimo panetto di lievito di birra, io, nella noia della reclusione forzata, ho iniziato a friggere. Ho iniziato timidamente, con la salvia dell'orto, poi sono passata alle acciughe, alle verdure, alla mozzarella in carrozza e, per finire, le frittelle di riso. 
Bene. La ricetta di oggi è il risultato del lockdown da pandemia. Come si suole dire "non tutto il male viene per nuocere" e le frittelle di riso sono veramente superlative, soprattutto nel periodo di carnevale! 😉



FRITTELLE di RISO

Ingredienti:
250 g riso originario 
1 l di latte (per me parzialmente scremato)
1 bicchiere di acqua 
80-100 g zucchero semolato (+ altro per decorazione)
La scorza di un'arancia
2 uova intere 
Sale 
1 tazzina di vinsanto 
1 tazzina di brandy 
Farina 00
yogurt greco (facoltativo)
Olio di semi per friggere (io di semi di girasole)

In una pentola capiente porre il riso, il latte, l'acqua, lo zucchero, un cucchiaino di sale e la scorza di arancia in un unico pezzo, tutto a freddo. Portare a ebollizione, poi abbassare la fiamma al minimo e incoperchiare parzialmente. Lasciare cuocere circa 45 minuti, mescolando di tanto in tanto per evitare che il riso si attacchi al fondo della pentola: alla fine il riso dovrà essere ben cotto (ma non sfatto!) e il liquido quasi del tutto assorbito. Se il riso si asciugasse troppo in cottura, aggiungere acqua calda. A cottura ultimata togliere la scorza di arancia dalla pentola e lasciare raffreddare completamente. A questo proposito consiglio di cuocere il riso un giorno prima.
Quando il riso è raffreddato aggiungere il brandy, il vinsanto, i tuorli delle uova e mezzo vasetto di yogurt greco (facoltativo) per ammorbidire l'impasto e mescolare energicamente. Aggiungere anche 4-5 cucchiai di farina. Se non si aggiunge lo yogurt ne bastano 2-3 cucchiai e in ogni caso dipende da quanto liquido ha assorbito il riso, cosa che sarà ben visibile in cottura.
Montare a neve ben ferma gli albumi rimasti e incorporarli delicatamente al riso. A questo punto l'impasto è pronto per la frittura.
Scaldare l'olio (abbondante. Deve essere profondo per tuffarci letteralmente le frittelle) in un tegame dai bordi alti: è pronto quando buttandoci un pizzico di farina questa sfrigola copiosamente. Prelevare poco impasto con un cucchiaio e versare direttamente nell'olio bollente aiutandosi con un altro cucchiaio. Attenzione: cuocere poche frittelle alla volta per evitare che la temperatura dell'olio si abbassi! Far cuocere le frittelle su tutti i lati fino a che la superficie non sarà leggermente brunita: occorreranno circa 4 minuti.
Se le frittelle dovessero aprirsi e appiattirsi significa che l'impasto è troppo morbido e occorre aggiungere altra farina, fino a che in cottura non mantengono una forma più o meno tondeggiante. 
Una volta cotte scolare le frittelle dall'olio di cottura con l'aiuto di una schiumarola e asciugarle su carta assorbente, poi rotolarle bene in abbondante zucchero semolato.
Servire calde o fredde, a piacere, e godete!
Buon appetito!

N.B.1: mio babbo aggiunge sempre all'impasto abbondanti uvette ammollate nel rum e pinoli ma i miei congiunti non gradiscono (mannaggia a loro!)

N.B.2: a me piace usare il riso originario perché ha il chicco piccolo e tondo e ben si adatta a questo tipo di preparazione ma niente vieta di usare altre varietà come arborio o roma o baldo. Da evitare i risi poco amidacei e a chicco lungo come il basmati. 

N.B.3: Per aromatizzare io uso solo la scorza di arancia ma niente vieta di usare anche la scorza di limone (che però non piace al mio bimbo) o della vaniglia, per un gusto più dolce.







mercoledì 8 dicembre 2021

È in arrivo un bastimento carico di... (Risotto al cappone)

È in arrivo un bastimento carico di... ricette per le feste!
Complice il tempo freddo e piovoso e un piccolo maschio alfa impaziente, quest'anno abbiamo iniziato prestissimo con il mood natalizio: albero, decorazioni, biscotti...tutto già pronto i primi di dicembre, insieme al calendario dell'avvento!
Anche in cucina mi sono lasciata contagiare dall'atmosfera natalizia e tra un "Jingle bells" e un "Last Christmas i gave you my heart" ho pensato a un pò di ricette da proporre per le feste. 
Iniziamo con una ricetta che nasce come riciclo del cappone usato per fare il brodo (che nessuno si fila più dopo aver mangiato i tortellini) e si trasforma in un piatto ricco, elegante e festivo grazie all'aggiunta dello spumante e alla concessione della panna, per mantecare.
Della serie: minima spesa, massima resa.





RISOTTO AL CAPPONE

Ingredienti (per 3-4 persone):
300 g riso carnaroli
1/2 bicchiere di spumante
1 petto di cappone lesso
verdure lesse del brodo
circa 500 ml di brodo di cappone
25 g di burro (o 50 ml di panna fresca)
olio evo
sale
pepe nero
 
In una casseruola a bordi alti (meglio se antiaderente), scaldare 3-4 cucchiai di olio evo, poi tostarvi il riso per un paio di minuti. Sfumare con lo spumante (o del vino bianco). Salare un poco. Iniziare ad aggiungere il brodo caldo, un bicchiere alla volta, mescolando. Abbassare il fuoco e incoperchiare. Dopo 5 minuti aggiungere le verdure del brodo tritate (sedano, carota, cipolla, pomodoro) e il petto di cappone tagliato a dadini piccoli. Far proseguire la cottura ancora per circa 15 minuti aggiungendo gradualmente il brodo. Quando il riso è cotto aggiustare di sale e mantecare lontano dal fuoco con il burro o, per un risultato ancora più goloso e cremoso, con della panna fresca.
Servire con una generosa macinata di pepe nero.
Buon appetito!



mercoledì 20 ottobre 2021

Autunno non ti temo (Risotto con cavolo cappuccio e ricotta salata)

Ci siamo di nuovo: tempo grigio, vento freddo, pioggerella.....l'autunno, tutto ad un tratto, è scoppiato. E si che anche se con il sole i colori sono bellissimi e le foglie secche formano un piacevole manto scricchiolante sotto i piedi, quella sensazione di continua alternanza di caldo-freddo proprio non la digerisco. La mattina venticello gelido da giacca a vento e sciarpa, all'ora di pranzo T-shirt al sole, la sera pinguini e plaid.... il giorno successivo bronchenolo, aerosol e torcicollo. Non ce la posso fare!
L'unica cosa da fare per risollevare l'umore (e scaldare il pancino) è deliziarsi a suon di prelibati piatti caldi e coccolosi.
Sempre più spesso mi trovo a preparare risotti: sono più laboriosi della pasta ma al piccolo maschio alfa piacciono tanto e io li trovo molto rassicuranti. E poi è gradevole, la sera, stare vicino ai fornelli a rimestare e scaldarsi le mani!
Questo risotto è nato per caso, dalla necessità di terminare un cavolo cappuccio morente e un rimasuglio di ricotta salata. Ammetto che il risultato mi ha stupito: il contrasto tra la dolcezza del cavolo e la sapidità della ricotta è molto azzeccato e la granella di nocciole regala una nota croccante veramente piacevole!
Come sempre: provare per credere!




RISOTTO con CAVOLO CAPPUCCIO e RICOTTA SALATA

Ingredienti (per 3 persone):
200 g riso (per me Carnaroli)
1/2 cavolo cappuccio piccolo (1/4 se è molto grande)
120 g ricotta salata
1 scalogno (o una piccola cipolla bionda)
granella di nocciole (facoltativa)
olio evo
Circa 500 ml di brodo vegetale
pepe nero
sale

Sbucciare e tritare finemente lo scalogno. Tagliare sottilmente il cavolo cappuccio e poi lavarlo sotto acqua corrente. Scaldare il brodo vegetale.
In una capace casseruola scaldare un paio di cucchiai di olio evo e farvi rosolare lo scalogno tritato. Aggiungere eventualmente qualche cucchiaio di acqua per non farlo bruciare. Quando lo scalogno è diventato trasparente aggiungere il riso e lasciarlo tostare un paio di minuti a fiamma alta. Salare appena e iniziare ad aggiungere il brodo vegetale, un mestolo alla volta. Abbassare il fuoco e incoperchiare. Aggiungere il brodo ben caldo mano a mano che viene assorbito dal riso. Dopo 5 minuti aggiungere anche il cavolo cappuccio tagliato a listarelle e mescolare. Portare a cottura il riso aggiungendo brodo e mescolando molto spesso (non deve mai andare a secco): ci vorranno circa 20 minuti.
A fine cottura aggiungere la ricotta salata grattugiata lontano dal fuoco e mantecare bene.
Non serve aggiungere altro sale vista la sapidità della ricotta salata.
Servire il risotto ben caldo, cosparso di granella di nocciole tostata un minuto su una padellina antiaderente molto calda e una generosa macinata di pepe nero.
Buon appetito!





lunedì 28 settembre 2020

Il risotto gourmet (Risotto con cipolla, rosmarino e bottarga)

 Mi è stato proposto di partecipare ad una rubrica a tema "i risotti gourmet". In linea generale non sono una grande appassionata di risotti: mi piacciono ma li cucino poco, non so nemmeno io il perchè. Però non volevo perdere l'occasione di mettermi alla prova e cucinare qualcosa che non fosse solo buono ma anche bello da vedere.
Ispirandomi ad una ricetta di Marco Bianchi, adattandola ai miei gusti, alla fine ho optato per degli ingredienti molto semplici, anzi, poveri, per insaporire il mio risotto: cipolla e rosmarino, tutto dell'orto di mio suocero. Niente burro ma del buon olio evo locale, che trovo più adatto per un risotto dal retrogusto marino e basta....non ho avuto bisogno di molto altro!
Mi sono messa al lavoro e il risultato è stato ben al di sopra delle mie aspettative. Un risotto morbido e profumato, dal gusto delicato, con la dolcezza della cipolla stufata, il tocco di bottarga a dare personalità e il rosmarino che "pulisce" la bocca. provatelo e mi saprete dire!


RISOTTO con CIPOLLA, ROSMARINO e BOTTARGA

Ingredienti (per 3 persone):

300 g riso carnaroli
1 cipolla bianca
circa 750 ml di fumetto di pesce (o brodo vegetale)
2-3 rametti di rosmarino
bottarga di tonno
olio evo
sale

Scaldare il fumetto di pesce (o il brodo) fino quasi all'ebollizione e mantenerlo in caldo. Nel frattempo sbucciare e tritare finemente la cipolla; farla appassire dolcemente in una padella insieme ad un paio di cucchiai di olio evo. Aggiungere qualche cucchiaio di acqua appena inizia a brunire, per non farla bruciare. Quando è ben morbida e trasparente spengere il fuoco e tenere da parte. In un tegame a bordi alti scaldare 2-3 cucchiai di olio evo. Tostare il riso per un paio di minuti nell'olio caldo, girando spesso, poi abbassare la fiamma al minimo, aggiungere la cipolla e iniziare ad aggiungere il fumetto caldo, un mestolo alla volta e girando spesso il riso. Aggiustare di sale. Mentre il riso cuoce, lavare e asciugare i rametti di rosmarino e in seguito tritarne finemente gli aghetti.
Quando il riso è quasi cotto (occorreranno circa 15-20 minuti) aggiungere il rosmarino tritato e mescolare. A fine cottura mantecare il risotto con un giro abbondante di olio evo, impiattare subito e spolverizzare con abbondante bottarga.
Buon appetito!
 

 

martedì 24 marzo 2020

La vita ai tempi del coronavirus (Minestra di riso, lenticchie e funghi)

Eccoci qui. Dopo un lungo, assordante silenzio anche io ho deciso di prendere la parola e dire la mia.
Che ci piaccia o no stiamo assistendo dal vivo a un evento che entrerà nei libri di storia. Quando ormai ci sentiamo potentissimi, padroni del mondo, all'apice del progresso tecnologico...una pandemia. La realizzazione di uno dei miei peggiori incubi: non c'è niente che mi faccia più paura della malattia, della sofferenza, per me e i miei cari. Un terrore viscerale che mi costringo a tenere a bada con la forza della ragione.
Starei volentieri rintanata in casa coi miei maschietti e invece sono fra quelle persone che ancora devono andare a lavoro. A volte mi sento sopraffare.
Ho fatto tutto quello che la mia mente razionale aveva giurato di non fare: sono andata a fare la spesa bardata con guanti e mascherina anche se so benissimo che basta mantenere la distanza di sicurezza; ho fatto una tale scorta che non sapevo più come fare entrare tutto in auto. Non tocco praticamente più niente a mani nude o senza disinfezione.
Bella la razionalità, eh! Salvo poi mandarla ai maiali appena possibile!
Ogni giorno tiro un sospiro di sollievo appena varco la porta di casa e la chiudo alle mie spalle.
E' a quel punto che ho bisogno di qualcosa per allentare i nervi. Gli abbracci del mio bambino. E poi cucino. Anzi, spesso cuciniamo insieme.
In queste sere fredde, in cui le notizie dei telegiornali gelano anche l'anima, sto riscoprendo zuppe e minestre. Qualcosa di buono e caldo, semplice e rassicurante, che sappia di casa e di famiglia. Perché ora, non mi occorre niente altro.



MINESTRA di RISO, LENTICCHIE e FUNGHI

Ingredienti
(per 3 persone):
250 g lenticchie secche
120 g riso (per me Carnaroli ma vanno bene anche baldo o originario)
10-12 funghi champignon
10 g di funghi porcini secchi
250 g passata di pomodoro
1 carota
1 cipolla
1 spicchio di aglio
1 costola di sedano
olio evo
sale

Mettere in ammollo i funghi porcini secchi per almeno 15 minuti. Sciacquare le lenticchie sotto acqua corrente. Pulire i funghi champignon, lavarli e tagliarli a fettine sottili. Preparare un trito con aglio, carota, sedano e cipolla. In una pentola capiente far soffriggere il trito con 3 cucchiai di olio evo, fino a che non è ben appassito. Aggiungere i funghi champignon e poi i funghi porcini sgocciolati e tagliati a pezzetti. Salare leggermente. Dopo 5 minuti aggiungere anche le lenticchie mescolando. Irrorare con la passata di pomodoro e far prendere il bollore. Versare 1,5 l di acqua e far riprendere il bollore. A questo punto aggiungere anche il riso, mescolare, e lasciare cuocere una quarantina di minuti a fiamma bassa. Aggiustare di sale e servire tiepida.
Buon appetito!


N.B.: Io ho usato un misto di funghi freschi e secchi. Niente vieta di usare di usare solo l'uno o l'altro o anche altre varietà di funghi, secondo i propri gusti.

martedì 19 novembre 2019

Il risotto svuotafrigo (Piselli, prosciutto e robiola)

Apro il frigo e trovo una robiola in odore di scadenza e un rimasuglio di trancio di prosciutto. Poi mi ricordo di una esigua quantità di piselli surgelati che girano per il congelatore: troppo pochi anche solo per farne un contorno. I maschi alfa di casa si aggirano per casa come lupi famelici... che fare?
Mi scopro a pensare che non preparo un risotto da tanto tempo e mi dico "Perchè no?! Risotto sia!".
Non è una di quelle preparazioni che faccio a occhi chiusi: devo dedicare tempo e attenzione per avere un buon risultato ma alla fine che gran soddisfazione!
Questo risotto, in particolare, mi ha stupito per l'ottima riuscita nonostante la mia totale mancanza di premeditazione e l'improvvisazione degli ingredienti.
Risi e bisi è un abbinamento classico della cucina italiana, il risotto piace a tutti e arricchito con prosciutto e robiola ha dato vita ad un fantastico piatto unico!
Il piccolo di casa ha anche chiesto il bis, troppo tardi purtroppo, ed è rimasto piuttosto contrariato dalla pentola vuota, tanto che ha voluto controllare personalmente che non ne fosse rimasto nemmeno un chicco!




RISOTTO con PISELLI, PROSCIUTTO e ROBIOLA

Ingredienti (per 3-4 persone):
1 cipolla bianca
250 g riso da risotto (carnaroli, roma, vialone nano, per esempio)
4-5 cucchiai di olio evo
15 g burro
150 g prosciutto crudo in una solo pezzo (Per me di tipo toscano, salato)
1 tazza di piselli surgelati
50 ml vino bianco
100 g robiola
600 ml brodo vegetale o acqua calda
Sale
Pepe nero

Bollire i pisellini per circa 15 minuti in abbondante acqua salata, scolarli e tenerli da parte. Sbucciare e tritare finemente la cipolla. Tagliare a dadini piccoli il prosciutto crudo. Scaldare il brodo lasciandolo poi sobbollire sul fuoco.
In una casseruola capiente (io ne uso una con interno in pietra antiaderente) scaldare insieme 4-5 cucchiai di olio evo e il burro, fino a che non si è sciolto completamente. A questo punto aggiungere il trito di cipolla e lasciare stufare delicatamente fino a che non è trasparente. Versare anche la dadolata di prosciutto e alzare la fiamma, quindi lasciare insaporire per un minuto. Salare leggermente.
Aggiungere il riso alla cipolla e farlo tostare a fiamma vivace per un minuto mescolando. Sfumare con il vino. Quando l'alcool è evaporato, bagnare il riso con un mestolo di brodo (che avevo in precedenza salato appena) e abbassare la fiamma. Aggiungere anche i piselli e altro brodo, fino al livello del riso, mescolare bene e incoperchiare. Mescolare e aggiungere altro brodo caldo ogni 5 minuti circa in modo che il riso non si attacchi e resti sempre bello umido. Occorreranno circa 15-20 minuti per arrivare a cottura. Aggiustare eventualmente di sale (non ne occorre molto perchè il prosciutto è già molto sapido).
Solo a fine cottura mantecare con la robiola lontano dal fuoco. Servire subito spolverizzato da un po' di pepe nero appena macinato.
Buon appetito!




lunedì 5 dicembre 2016

Cucina indiana (Pollo Biryani)

E' trascorso ormai un anno dalla mia partenza per l'India e ancora mi sembra incredibile essere riuscita a realizzare questo sogno. Ho ancora negli occhi e nel naso gli intensi colori e odori delle spezie e della frutta esotica.
Uno degli aspetti più belli del viaggiare è proprio scoprire nuovi modi di cucinare e di mangiare, nuovi sapori e nuovi accostamenti. Per questo torno a parlare della mia amata India e della sua incredibile tradizione culinaria, che mi ha stuzzicato e sorpreso.
Circa l'80% della popolazione indiana e' vegetariana ma, se ci si pensa, non è poi così strano: si tratta di un Paese prevalentemente povero ma sovrapopolato, le vacche sono sacre, i maiali sono impuri e le restanti bestie non basterebbero a sfamare tutti. Perciò, da sempre, la gente si arrangia come può, attingendo alle risorse vegetali presenti sul territorio e creando piatti a dir poco deliziosi, sebbene senza carne. Un tripudio di cavoli, patate, riso, spinaci, lenticchie, paneer e spezie. Durante il viaggio ho avuto modo di provare una gran varietà di piatti: dallo street food dei baracchini lungo la strada, ai ristoranti degli hotel, a quelle che potrebbero essere identificate come "trattorie" indiane. Ovunque ho provato pietanze diverse, spesso forzatamente vegetariane proprio a causa dell'assenza di carne, eppure non ne ho sentito minimamente la mancanza. Per la prima volta, al nostro rientro, non ho avvertito quella familiare voglia di cibo italiano: pizza, salumi e pasta non mi mancavano così tanto. Per la prima volta mi sono rammaricata di non poter più gustare ogni mattina il poha o una masala omelette accompagnato da una tazza di thè chai, o di pasteggiare con quell'onnipresente mix di spezie che mi riempiva la bocca di gioia.
E' vero che mi sono ben rifornita di spezie e ricette ma non sarà mai come essere lì, anche se ho provato a riprodurre le sensazioni della vera cucina indiana.
Questo è uno di quei tentativi, che definirei ben riuscito. Il pollo Biryani. Un piatto piuttosto lungo e laborioso da preparare, che risale al tempo dell'impero Moghul e viene cucinato in occasione delle festività. E' un piatto unico a base di riso, carne e spezie che si presta a moltissime variazioni. Io mi sono cimentata con il pollo ma può essere preparato anche con agnello o montone, variando anche il mix di spezie.
Nonostante la grande quantità di spezie in questo caso il gusto è delicato e molto equilibrato. Decisamente delizioso.



POLLO BIRYANI

Ingredienti (per 3 persone):
1 grosso petto di pollo
2 cipolle dorate
150 g di riso basmati
4 bacche di cardamomo verde
2 foglie di alloro
5 grani di pepe nero
1 stecca di cannella
2 chiodi di garofano
1 cucchiaio abbondante di semi di cumino
una manciata di arachidi non salate (o anacardi)
una manciata di uvetta
curcuma in polvere
menta tritata (per me secca ma meglio se fresca)
3 semi di coriandolo
1 cucchiaino di pistilli di zafferano (o una bustina)
2 spicchi di aglio
un pezzo di ginger fresco
1 peperoncino fresco verde
1 patata
125 g di yoghurt bianco
150 ml di latte di cocco
20 g di burro (o ghee)
olio di semi di girasole (o altro olio vegetale)
sale

Lavare il riso sotto acqua corrente e tenerlo in ammollo per mezz'ora (serve per far rilasciare l'amido al riso). In una pentola portare a ebollizione abbondante acqua con 2 bacche di cardamomo verde aperte, una foglia di alloro, una manciata di sale grosso e un cucchiaio di olio di semi (per non far attaccare il riso). Versare il riso nell'acqua bollente e, quando bolle di nuovo, lasciare cuocere per circa 5 minuti. Scolare il riso e tenerlo da parte. Emulsionare lo zafferano in una tazzina di acqua e tenere da parte.
Sbucciare e affettare sottilmente le cipolle, poi farle appassire in una padella con dell'olio di semi di girasole, salando a fine cottura. Tenere da parte.
Tritare finemente il pezzo di ginger sbucciato insieme agli spicchi di aglio.
In un'altra padella scaldare a fuoco medio il burro (o ghee) con un paio di cucchiai di olio di semi di girasole. Quando è caldo aggiungere l'uvetta e le arachidi (o anacardi) fino a che queste ultime non assumono un colore dorato. Scolare attentamente dal fondo di burro l'uvetta e le arachidi e mettere da parte. Aggiungere al burro le spezie in pezzi mescolando continuamente: la stecca di cannella, la foglia di alloro, le restanti bacche di cardamomo aperte,  i semi di coriandolo schiacciati, il pepe in grani e i chiodi di garofano. Fare friggere per circa un minuto. Aggiungere anche i semi di cumino e far sfrigolare anche quello. Aggiungere il trito di aglio e ginger e continuare a girare.
Tagliare il petto di pollo a bocconcini e aggiungerlo alle spezie finchè ogni parte è dorata e sigillata. Salare. A questo punto aggiungere lo yoghurt, il latte di cocco, metà delle cipolle stufate in precedenza, un cucchiaino di menta secca, mezzo peperoncino tagliato a pezzetti, le patate sbucciate e tagliate a pezzetti (simili al pollo come dimensioni) e un cucchiaino di curcuma in polvere. Mescolare tutto, incoperchiare e lasciare cuocere a fiamma bassa per 20 minuti.
Preriscaldare il forno a 120°C e ungere bene una pirofila con dell'olio di semi. Disporre il pollo sul fondo della pirofila con qualche patata. Tenere da parte il sugo per gli strati superiori. Creare uno strato di riso e condire con il fondo di cottura del pollo e le patate restanti. Bagnare il restante riso con l'acqua allo zafferano e mescolare. Usare il riso allo zafferano per creare un altro strato e cospargerlo con le restanti cipolle, l'uvetta, le arachidi e il restante peperoncino verde a fettine. Cospargere la superficie con un filo d'olio, coprire la pirofila con carta stagnola e infornare a 120°C per circa 45 minuti. Sfornare, rimuovere la stagnola e mescolare delicatamente (per non rompere i chicchi di riso). Lasciare riposare qualche minuto prima di servire.
Buon appetito!


giovedì 20 ottobre 2016

L'autunno è servito! (Risotto al radicchio rosso)

Mi lamentavo di un autunno fresco e soleggiato perchè non sapevo come vestirmi? Bene....eccomi accontentata: è arrivato l'autunno vero con pioggia, grigiume, freddo. Stessi mai zitta io!
L'idea di affrontare mesi e mesi di questo clima, onestamente, mi atterrisce.
Voglio il colore e il calore, la luce e le lucciole nei prati, le magliette e gli occhiali da sole....e invece sono sul divano, sepolta da un plaid, con mani e piedi gelati nonostante la tisana bollente. No....non ce la posso proprio fare. Non potevo nascere ai Tropici???
Visto che i veneti se ne intendono di freddo, grigio e umidità ho pensato che magari sanno anche come combatterlo. Perciò mi sono lasciata ispirare dalla loro cucina e il risultato è stato un magnifico classico: il risotto al radicchio rosso. Mi piace molto il gusto amarognolo del radicchio nel riso e poi il colore è molto più allegro della pioggia che batte sulla finestra!




RISOTTO al RADICCHIO ROSSO

Ingredienti (per 2 persone):
200 g di riso
1 cespo di radicchio rosso di Chioggia
1 cipolla dorata piccola
1/2 bicchiere di vino rosso
circa 500 ml di brodo vegetale
40 g di burro
noce moscata
olio evo
sale

Sbucciare e affettare sottilmente la cipolla. Tagliare a listarelle il radicchio e lavarlo bene sotto acqua corrente.
In un tegame dai bordi alti scaldare appena 20 g di burro e 2 cucchiai di olio evo (in alternativa 40 g di burro o 4 cucchiai di olio evo. Secondo me il misto tra olio e burro è il miglior compromesso tra gusto e calorie) e aggiungere la cipolla e il radicchio. Far rosolare a fiamma vivace per alcuni minuti. Aggiungere il riso e farlo tostare, mescolando continuamente, per un paio di minuti. Sfumare con il vino e una volta che l'alcool è evaporato abbassare la fiamma. Iniziare ad aggiungere il brodo ben caldo (o, se non si ha del brodo, dell'acqua calda) un mestolo alla volta, mescolando e aggiungendo il successivo solo quando il precedente è stato assorbito.  Il risotto sarà pronto dopo circa 30 minuti di cottura, quando i chicchi saranno morbidi e avranno assorbito tutto il brodo. Aggiustare di sale, profumare con una abbondante macinata di noce moscata e, infine, mantecare con i restanti 20 grammi di burro prima di servire.
Buon appetito!


martedì 20 settembre 2016

Aria di novità (Risotto light con zucchine e fiori di zucca)

Settembre, mese di transizione. Nonostante sia il mese che tradizionalmente viene associato alla fine dell'estate e delle vacanze è anche un mese di cambiamenti e aspettative. Dopo essersi ritemprati con le vacanze e con l'arrivo di aria più fresca nuove energie iniziano a scorrere, nuovi progetti prendono il via e si respira un gran fermento: è il vero inizio dell'anno, ben più del primo gennaio!
Per affrontare le nuove sfide ci vuole energia e leggerezza: ecco quindi che ho approfittato delle ultime zucchine di stagione e di alcuni meravigliosi fiori di zucca che mi sono stati regalati, per preparare un semplicissimo risotto, dal gusto leggero e delicatissimo e molto adatto per questo periodo.



RISOTTO LIGHT con ZUCCHINE e FIORI di ZUCCA

Ingredienti (per 2 persone):
160 g riso per risotti (per me ribe)
2 zucchine
1 cipollotto fresco
4-5 fiori di zucca
1/2 tazzina di vino bianco
Brodo vegetale (in alternativa acqua calda)
Yogurt bianco magro
Olio evo
Sale, pepe nero

Tritare la cipollina e soffriggerla un paio di minuti in una casseruola insieme a 3 cucchiai di olio evo: deve diventare trasparente. Aggiungere il riso e farlo tostare a fiamma vivace mescolando continuamente con un cucchiaio di legno. Sfumare con il vino poi aggiungere le zucchine lavate e grattugiate con la grattugia a fori larghi. Salare. Abbassare la fiamma e, dopo un paio di minuti, iniziare le aggiunte graduali di brodo caldo mescolando bene dopo ogni aggiunta. Occorreranno 20-25 minuti per portare a cottura il riso. Quando mancano pochi minuti al termine aggiungere anche i fiori spezzettati e aggiustare eventualmente di sale. Mantecare con un paio di cucchiai di yogurt per rendere tutto più cremoso e servire subito con una spolverata di pepe nero e, se piace, del parmigiano grattugiato  (io preferisco la versione più semplice senza formaggio per apprezzare al massimo il gusto delicato delle verdure).
Buon appetito!


mercoledì 13 gennaio 2016

Falsi miti e modi di dire (Risotto al nero di seppia)

Sfatiamo un mito, anzi, anche più di uno. Prima di tutto: chiunque pensi che per ritrovare il proprio lato spirituale basti un viaggio nella terra dei Maharaja si sbaglia di grosso.

I santoni, i sadhu, gli uomini santi, se ancora esistono, temo se ne stiano rintanati in qualche luogo ameno, ben lontani dai circuiti turistici. Anche se la religione è praticamente il fulcro della struttura politico-sociale-culturale indiana e influenza il modo di vivere di milioni di persone è pur vero che viene sfruttata come una collaudatissima macchina per estorcere soldi a turisti più o meno ignari. Ad esempio, se vuoi recarti al lago sacro di Pushkar per pregare o anche solo per fare delle foto si devono pagare cifre esorbitanti ai sacerdoti-guardiani del lago e vieni addirittura inseguito e insultato se ti rifiuti (ebbene si: esperienza diretta)!


Spesso l'ingresso ai templi è a pagamento e anche se in questo non c'è niente di strano, ben più insolita è l'usanza di venire letteralmente "adescati" da santoni/guide/custodi in modo che possano pregare per te. In seguito viene chiesto se dopo la preghiera si è felici e tu, ingenuamente, rispondi di si. E qui scatta la trappola:"se sei felice dammi dei soldi perchè con la mia preghiera ti ho reso felice!". Geniale e inappuntabile, non c'è che dire.


Questi sono solo degli esempi per dare un'idea di come, tutto sommato, la classe sacerdotale locale, nonostante propugni un'immagine di purezza e povertà, non disdegni un bel mucchietto di rupie, anche se non mangiano animali e camminano scalzi!

Altro falso mito: il cattivo odore. Sarà che le temperature non hanno mai superato i 25°C, sarà che la stagione era molto secca e la regione visitata la più desertica dell'India, ma io non ho avvertito tutta questa puzza che tutti mi avevano detto che avrei trovato appena aperto il portellone dell'aereo. E' vero che le fogne sono a cielo aperto, gli animali girano liberamente per paesi e città e ci sono cumuli di spazzatura un po' ovunque, eppure non mi sono mai sentita mozzare il fiato dai cattivi odori, almeno non più di quanto mi sia successo in un qualunque vicolo di una qualunque altra città. In realtà l'odore che associo a questo viaggio è senza dubbio quelle delle spezie, del loro meraviglioso thè, di incenso e fiori. Decisamente un bel ricordo.


Adesso voglio invece confutare un famoso modo di dire: gli indiani, veramente "fanno gli indiani"!!! Nonostante questa espressione sia stata coniata con riferimento agli Indiani d'America ben si confà anche agli indiani asiatici: la nonchalance con cui cercano di sorpassare le file di persone in attesa è degna del Guinness dei Primati. Giuro che non riesco a capire come facciano a non prendersi a ceffoni dalla mattina alla sera con un simile atteggiamento! Magari è solo perchè, oltre alla nonchalance, possiedono anche un innato senso per la fatalità. "This is India!" è la frase con cui giustificano praticamente qualunque cosa, per quanto assurda.

Sfatiamo un ultimo mito che però niente ha a che vedere con l'India: il risotto al nero di seppia. Non so perchè ma pensavo fosse difficilissimo da fare, considerando che non sono esattamente la maga dei risotti, così quando il maschio alfa mi ha chiesto di prepararglielo per il cenone di capodanno mi sono messa le mani nei capelli. E invece....facile! Quasi banale e si fa un figurone incredibile. Da fare e rifare e rifare e rifare!



RISOTTO al NERO di SEPPIA

Ingredienti (per 2-3 persone):
300 g riso Carnaroli
2 grosse seppie mediterranee
1 grosso scalogno
2 bustine di nero di seppia o le 2 sacche di nero delle seppie
1/2 bicchiere di vino bianco secco
1 litro circa di fumetto di pesce o brodo vegetale
1 tazzina di panna fresca
prezzemolo
olio evo
sale
pepe nero

Lavare le seppie sotto acqua corrente, asciugarle e togliere loro la pellicina esterna, poi pulirle delle interiora facendo attenzione a non rompere la sacca che contiene il nero. Recuperare la sacca e tenerla da parte (se non ci si riesce usare le bustine di nero di seppia che si trovano al supermercato). Eliminare anche l'osso di seppia e tagliare le seppie a striscioline sottili. Sbucciare lo scalogno e tritarlo finemente. Scaldare 3-4 cucchiai d'olio in una casseruola antiaderente e farvi appassire lo scalogno a fiamma vivace per alcuni minuti, poi aggiungere le seppie. Rosolare per un paio di minuti mescolando con un cucchiaio di legno, poi aggiungere anche il riso e tostare alcuni minuti insieme alle seppie. Sfumare con del vino bianco secco  (io ho usato il prosecco che avevo aperto per cena). Abbassare la fiamma e iniziare a bagnare il riso con il brodo caldo, mezzo bicchiere alla volta; non aggiungere il successivo finchè l'aggiunta di liquido precedente non è stata incorporata. Se non si ha a disposizione nè fumetto di pesce, nè brodo vegetale, usare acqua calda. Incoperchiare la casseruola e lasciare cuocere a fiamma bassa mescolando ogni tanto. A metà cottura del riso (circa 10-15 minuti) aggiungere le 2 sacche di nero di nero di seppia (o il contenuto di 2 bustine) e amalgamare, sempre continuando ad aggiungere il brodo in modo che la superficie del risotto non si asciughi troppo. Verso fine cottura aggiustare di sale e pepe e mantecare con poca panna fresca. Servire caldo cosparso di prezzemolo tritato.
Buon appetito!

N.B.: In mancanza di panna fresca si può optare per la classica noce di burro per mantecare.

sabato 22 marzo 2014

La torta co' bischeri

Si narra che dalle mie parti, in terra toscana e più precisamente nella zona di San Giuliano Terme e Vecchiano, anni e anni orsono sia stata inventata una torta speciale. Una crostata, in realtà, ma talmente buona e particolare che è diventata un marchio registrato! Lo scopo era accogliere i pellegrini che si recavano a Pontasserchio per la festa dell'Ascensione (o SS. Crocifisso del Miracolo) nei giorni intorno al 28 aprile. Si tratta quindi di un dolce tipico del periodo primaverile e la farcitura è quanto di più goloso si possa pensare: riso, cioccolato, cacao, uvetta, liquore, pinoli e canditi....una delizia! La particolarità della torta sta però nei cosiddetti "bischeri". Se in Toscana il significato di tale parola è ovvio potrebbe non esserlo in altre regioni. Appellare qualcuno con "bischero" significa, in sostanza, reputarlo un ingenuo tontolone. Il termine proviene da una famiglia medievale fiorentina, i Bischeri, appunto, i quali si rifiutarono ripetutamente di vendere il terreno al comune su cui doveva sorgere il Duomo di Santa Maria del Fiore, allo scopo di far aumentare il prezzo. Alla fine il comune espropriò il terreno concedendo all'avida famiglia solo un piccolo indennizzo. Ecco perchè chi è bischero non è tanto furbo! E che c'entra con la pasticceria? In questo caso i bischeri sono dei piccoli coni che vengono modellati con l'eccedenza di pasta frolla che straripa dalla teglia. C'è chi dice che richiamino la forma fallica (e quindi il bischero sarebbe il marito cornuto!) e chi ritiene che i bischeri siano chiamati così perchè ricordano le chiavi con cui si accordano gli strumenti musicali. Ai posteri l'ardua sentenza anche se io propendo per la prima ipotesi, visto che in Toscana siamo tutti dei simpatici sporcaccioni! Addirittura, ogni anno, in provincia di Pisa, si svolge una gara in cui le signore competono per decretare chi è più brava a fare i bischeri!
Sapendo che mio babbo è un gran buontempone, oltre che un gran golosone, ho pensato bene di preparargliela per la festa del papà, in concomitanza con il suo compleanno. Guardando la mia torta coi bischeri so per certo che non avrei possibilità di partecipare alla gara sopra citata (la mia manualità continua ad essere ridicola) ma posso garantire sul sapore. Probabilmente i puristi storceranno il naso di fronte alle leggere modifiche che ho apportato ma ormai è andata così: niente canditi perchè non mi piacciono a meno che non siano di eccelsa qualità (e non ne ho trovati), grappa locale invece del liquore Strega. Il marchio registrato dice che per ottenere la torta originale si devono usare prodotti locali come i pinoli raccolti a San Rossore...i miei non so da dove venivano. Un'ultima precisazione: non confondere la torta cooi bischeri con la torta coi becchi, tipica della Lucchesia, farcita con verdure anche se pur sempre dolce!



TORTA COI BISCHERI 

Ingredienti per la frolla:
2 uova
450 g farina 00
60 g burro freddo
175 g zucchero semolato
1 bustina di vanillina
1 bicchierino di grappa (o altro liquore come rum o Strega)
1 cucchiaino di lievito

per il ripieno:
100 g riso da risotto non parboiled (per me arborio)
2 uova
80 g cioccolato fondente
150 g zucchero
50 g cacao amaro
pinoli
uvetta
1/2 bicchierino di grappa
cannella in polvere
noce moscata in polvere

Preparare la frolla: montare le uova con lo zucchero per una decina di minuti con le fruste elettriche. Aggiungere il burro freddo a dadini piccoli, la grappa e amalgamare. Aggiungere lentamente la farina mescolata al lievito e lavorare velocemente (io ho usato l'impastatrice per non far scaldare l'impasto). Avvolgere la pasta frolla in pellicola e far riposare in frigo almeno un'ora. Mettere un paio di manciate di uvetta in ammollo nella grappa per almeno 10 minuti. Bollire il riso per il tempo indicato sulla confezione in abbondante acqua aromatizzata con 1/2 cucchiaino di cannella e 1/2 cucchiaino di noce moscata in polvere. Scolare il riso e rimetterlo subito nella pentola insieme al cioccolato spezzettato. Mescolare fino a che il cioccolato non si è sciolto. Aggiungere anche lo zucchero e il cacao continuando a mescolare, poi far freddare per una ventina di minuti. Montare le uova e aggiungerle delicatamente al riso. A questo punto aggiungere anche un paio di manciate abbondanti di pinoli e l'uvetta con la sua grappa. Omogeneizzare il composto e usarlo per farcire la frolla. Tenere da parte poca pasta frolla per la decorazione e stendere il resto con un mattarello su carta da forno fino a uno spessore di circa 3 mm: la superficie deve essere molto più ampia di quella della teglia (che con queste dosi non deve superare i 26 cm di diametro). Adagiare la frolla con la carta nella teglia (la mia è una tortiera rotonda da 23 cm di diametro) e farla aderire bene ai bordi. Farcire la frolla con l'impasto di riso preparato. Stendere la frolla tenuta da parte e ricavarne delle strisce da adagiare sul ripieno per fare la tipica crostata. Con la frolla che deborda dalla teglia modellare i bischeri incidendola diagonalmente e ripiegando la pasta su se stessa: la teoria è una cosa, la pratica un'altra, lo so! Infornare a 180°C per 75-80 minuti coprendo con carta stagnola in modo che i bischeri non brucino. Sfornare e lasciare raffredare completamente. Il giorno successivo è ancora più buona!
Buon appetito!

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di "La cultura del frumento" sulle crostate regionali.




Con questa ricetta partecipo acnhe al contest sulle ricetteregionali di Kiara

sabato 8 dicembre 2012

Rientro alla base

Non sono mai stata una dormigliona ma devo ammettere che il rientro a casa è stato come un brusco risveglio da un bellissimo sogno: solo alcuni giorni fa gironzolavo felicemente al sole in maglietta e bermuda e ora tuoni e fulmini, pioggia, freddo, grigiume. Una doccia fredda. Letteralmente.
Ebbene si, sono tornata e con sommo rammarico devo constatare che la mia casina non mi è mancata così tanto come avrei creduto e che una vita "on the road", con valigia sempre al seguito e tanti motel, non mi è dispiaciuta affatto.
E' difficile anche solo raccontare cosa è stato per me un viaggio del genere: troppe cose da dire, luoghi favolosi da descrivere, sensazioni, risate, cibo, amici. Così dovrebbe essere la vita.
Per non fare confusione partirò dall'inizio e dedicherò un post ad ogni tappa del mio viaggio, a cui abbinerò una ricetta che in qualche modo cercherà di essere attinente.
Pronti. Attenti. Via!

MIAMI
Dopo più di 12 ore di volo su dei sedili Alitalia incredibilmente scomodi, finalmente abbiamo poggiato piede per la prima volta su suolo americano. Due sono state le cose che mi hanno immediatamente colpito:
1) L'enorme quantità di palme: se qui in Italia il paesaggio è punteggiato da pini e querce, in Florida l'albero più diffuso è sicuramente la palma, di tutte le dimensioni e altezze: indispensabile per una atmosfera caraibica. Fantastiche. Me ne sono letteralmente innamorata tanto che ho un sacco di foto in cui le abbraccio affettuosamente!
2) L'atmosfera natalizia. Appena giunti in aeroporto, mentre ci toglievamo gli strati di maglioni per il gran caldo, la prima cosa che ci è comparsa davanti è stato un imponente albero di Natale da cui provenivano musichette natalizie (in seguito abbiamo scoperto che esiste un canale radio che trasmette solo musica natalizia!!!). Incredibile ma vero, a metà novembre si vedevano ovunque addobbi e alberi di Natale (palme comprese). Oltre alla precocità nella preparazione di tale festività, la cosa che lascia stupefatto un turista italiano è che il tutto si svolge in una ambientazione calda in cui tutti vanno a giro in bermuda e ciabatte! Non capisco proprio con che coraggio le caffetterie propongano piatti e bevande natalizie tipo cioccolata calda speziata o gingerbread quando sarebbe più indicata una bella granita!

A parte l'iniziale shock natalizio ci siamo goduti la città (che si divide in Miami downtown, sulla terraferma, e Miami Beach, molto lussuosa e circondata dall'acqua) per quasi 2 giorni. La parte più caratteristica è sicuramente South Beach, con i suoi bassi edifici Art Deco in colori pastello, molto vip. Ovviamente, per sentirci vip anche noi, è lì che abbiamo deciso di soggiornare! L'emblema di questa zona è Ocean Drive, strada antistante una strepitosa spiaggia, strapiena di localini alla moda e molto costosi: per certi versi sembrava di essere in passeggiata a Viareggio!



Di notte la via si trasforma e le tonalità pastello sono sostituite da insegne al neon multicolor, musica e una fauna locale in abiti piuttosto succinti. La notte sembra di stare a Rimini!



Di tutt'altra pasta è Miami downtown, il centro degli affari, più seriosa, dove si possono ammirare i famigerati grattacieli



e Little Havana, il quartiere cubano dove ci siamo avventurati alla ricerca di un po' di folklore ispanico e sigari (cubani, ovviamente). C'è persino chi ha avuto il coraggio di prendere un gelato gigante in una nota gelateria (secondo la guida) dall'aspetto decisamente inquietante. Comunque il gelato al mango era effettivamente buono e non ci sono state conseguenze gastrointestinali!
In definitiva Miami non mi ha colpito particolarmente: si tratta di una città culturalmente non molto ricca, più incline al divertimento ma che si presta bene per passeggiate curiose!
Dimenticavo la parte gastronomica! Per la prima sera in America non potevamo che recarci in un diner talmente caratteristico da sembrare appena uscito da un quadro di Hopper dove ci siamo abbuffati con ottimi ed enormi  hamburger e french fries: più caratteristico di così!



La prima ricetta che associo al mio viaggio americano è questo delicatissimo risotto alla melagrana che con i suoi colori mi ricorda Ocean Drive.


Ero un po' scettica quando l'ho provato, ma l'abbondanza di melagrane provenienti dall'albero nell'orto mi imponeva di inventarmi qualcosa per consumarle. Beh, mi sono dovuta ricredere alla grande: non solo è delizioso secondo i miei gusti, ma lo è anche per il maschio alfa (giuro che mi stavo per commuovere quando mi ha detto che gli piaceva), per il mio babbo (ancor più stupefacente) e persino per i miei tradizionalissimi suoceri. Provare per credere.
Tra l'altro si tratta di una ricetta adattissima per le feste e in particolare per il cenone dell'ultimo dell'anno: dicono che le melagrane portano fortuna...cercherò di farne indigestione!

RISOTTO alla MELAGRANA e PORRO

Ingredienti (per 3 persone):
200 g riso originario
2 melagrane
1 porro
50 g robiola
30 g burro
brodo vegetale (circa 400 ml)
vino bianco
olio evo
sale, pepe nero

Affettare il porro e stufarlo dolcemente con 10 g di burro e 1 cucchiaio di olio evo. Salare leggermente e quando è morbido toglierlo dal fuoco e frullarlo con il minipimer fino a ottenere una crema (aggiungere eventualmente qualche cucchiaio di brodo per rendere il tutto più fluido).
In una casseruola scaldare il restante burro con 2 cucchiai di olio evo. Quando il burro è sciolto e spumeggiante aggiungere il riso e lasciarlo tostare alcuni minuti a fiamma alta, dopo salare, sfumare con un bicchierino di vino bianco e abbassare la fiamma. Aggiungere la crema di porro e un mestolo di brodo caldo e mescolare con un cucchiaio di legno. Cuocere lentamente fino a che il riso non è morbido (occorreranno almeno 20 minuti) aggiungendo poco brodo caldo alla volta in modo che il riso non si asciughi troppo.
Sgranare le melagrane e tenere da parte una manciata di chicchi. Ricavare il succo di melagrana dai restanti chicchi schiacciandoli con il passaverdura (o centrifugandoli). Quando il riso è quasi giunto a cottura versare il succo di melagrana e mescolare: tutto assumerà una deliziosa tonalità rosa!
Mantecare alla fine con la robiola e servire caldo spolverizzato con del pepe nero appena macinato e i chicci di melagrana tenuti da parte.
N.B. La cremosità del risotto dipende da quanto liquido viene aggiunto. A me non piace troppo morbido (ma nemmeno troppo asciutto) perciò per avere la giusta consistenza ho usato circa 400 ml di brodo, ma niente vieta di usarne di più se si vuole un risotto più "all'onda".
Il sapore è molto delicato perciò consiglio di non aggiungere altri formaggi e di sostituire la robiola al massimo con del mascarpone o della ricotta per non coprire il gusto della melagrana.
Buon appetito!

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Sapori in valigia 

lunedì 30 gennaio 2012

Problemi di parentela

Non sono una persona impulsiva. Affatto. Anzi, a ben vedere a volte sono anche troppo riflessiva: prima di dire o fare qualcosa ci penso e ci ripenso così tanto che a volte perdo delle occasioni. Tutto sommato però questa mia peculiarità mi ha risparmiato tante figuracce che, per una un po' rintronata come me, sono sempre in agguato. Il problema però è che non si può stare sempre all'erta: i cali d'attenzione sono all'ordine del giorno e sono proprio quelli i momenti in cui, fatalmente, decido di aprire bocca a sproposito.
Per esempio, quando si è all'inizio di una relazione ogni dettaglio è importante: come ci si veste, gli argomenti di conversazione, gli sguardi, le movenze... tutto. Ne segue che tutti cercano di apparire sempre al meglio, in ordine, ben vestiti e brillanti. Io non facevo certo eccezione, anche se, col senno di poi, parlare di relazione tra due ragazzini di 16 anni mi fa un po' ridere!
Il fattaccio è accaduto tanti anni fa (perciò posso considerare la figura di m...a come caduta in prescrizione) in una caldissima mattina di maggio/giugno.
La mia classe e quella del mio fidanzatino (alias il solito maschio alfa: ebbene si...ci siamo conosciuti fra i banchi di scuola) stavano rientrando a scuola dopo un'uscita a piedi in giro per il paese, non ricordo a far cosa. Io&lui, teneri come due marshmallow, stavamo in fondo alla fila di studenti tenendoci per mano con gli occhietti languidi. Ad un certo punto una signora dai capelli quasi completamente bianchi attirò la Sua attenzione e ci fermammo. La conversazione fu spiccia e dal tono intuii che si trattava di una parente. Mi presentò velocemente, io sfoderai il mio sorriso d'ordinanza e poi ce ne andammo al seguito della scolaresca.
A quel punto, complice il caldo e la stanchezza, persi l'occasione di stare zitta:
"Insomma, chi era quella signora? Tua NONNA?"
"No, veramente è mia MAMMA!"
"Ah!........." (ma nella mia mente "X@&!m0;^%@?*")
Avrei voluto sotterrarmi! Era già abbastanza grave il fatto che avessi "sottilmente" insinuato che Sua mamma mi appariva più anziana di quanto mi aspettassi, ma il fatto che il mio primo inconsapevole incontro con la suocera fosse avvenuto mentre stavo sudando come un ladro in chiesa (ricordo perfettamente la chiazza di sudore sulla mia Polo rossa) mi fa arrossire per la vergogna anche ad anni di distanza!
Per fortuna i maschi, anche i più mammoni, non sono molto sensibili sulla questione "età femminile" e, sempre per fortuna, mia suocera è una bravissima persona che non si lascia turbare da queste sciocchezze. Io, purtroppo, si, soprattutto quando la protagonista di tali nefandezze sono io!

La ricetta di oggi è un risotto fresco e profumato, come l'adolescenza!

RISOTTO al LIMONE
Ingredienti (per 3-4 persone):
400 g riso (per me Ribe)
1 + 1/2 limone (succo e scorza)
1 cipolla dorata piccola
50 ml vino bianco
mascarpone
semi di papavero
1 l brodo leggero
olio evo
una noce di burro
sale, pepe nero

Tritare finemente la cipolla e farla soffriggere in un largo tegame 5 minuti con 3 cucchiai di olio e poca acqua, facendo attenzione a non farla diventare scura. Appena la cipolla si è ammorbidita versare il riso e tostarlo un paio di minuti mescolando continuamente in modo da fargli assorbire il condimento. Sfumare con il vino e con il succo di limone. Nel frattempo aromatizzare il brodo facendolo scaldare con le scorze di limone. Salare, pepare e abbassare il fuoco continuando a mescolare con un cucchiaio di legno.Portare il riso a cottura unendo il brodo caldo un mestolo alla volta. Verso fine cottura aggiungere 2 cucchiai di semi di papavero. Quando il riso è cotto spengere il fuoco e mantecare con una noce di burro 2 cucchiai abbondanti di mascarpone. Servire guarnendo con una fettina di limone euna foglia di prezzemolo.
Buon appetito!

Risotto al limone


Con questa ricetta partecipo al contest "Amarcord" di Cuoche a casa tua

lunedì 17 ottobre 2011

Routine

Ogni mattina mi alzo dal letto e, ancora con gli occhi abbottonati, vado in cucina e scaldo una tazza d'acqua al microonde per prepararmi un thè. Mi vesto, faccio colazione, mi trucco ed esco per andare a lavoro: uno stile di vita comune a tante altre persone...niente di speciale. Dopo lunghe code in autostrada finalmente giungo a lavoro già con i capelli dritti dal nervoso e inizia una lunga mattinata che può oscillare dal noioso all'isterico passando per l'indaffarato. In ogni caso, succeda quel che succeda, prima o poi giunge l'ora di pranzo ed è lì, proprio lì, a quel tavolo nel largo corridoio del dipartimento di chimica organica, che riesco a recuperare un po' di energia e un po' di ottimismo. Lì, dove alle 13.00 in punto ci ritroviamo io e altri sventurati amici/colleghi per consumare insieme un pasto frugale (non sempre così frugale! :-P): perchè in fondo, anche una scatoletta di tonno diventa più buona se mangiata in compagnia! Certo, non sempre si assiste a siffatte tristi pietanze, anzi! Ormai i cosiddetti "aficionados del ciotolo" sono diventati bravissimi a far diventare da asporto qualsiasi cosa: dagli arrosti agli spezzatini, dalle pastasciutte alle zuppe perfino! Altro che insalatine e affettati! Il giorno più ricco e senz'altro il lunedì, quando nonostante il generale scoramento di inizio settimana, ci consoliamo con gli avanzi della domenica e tante chiacchere. In effetti la scorsa domenica nel preparare il pranzo ho pensato a qualcosa che potesse avanzare e che potessi agilmente trasportare il lunedì a lavoro.
Il risultato è stato un tortino di riso alla ricotta molto delicato abbinato ad una piccantissima e saporitissima salsa di cipolle. Il contrasto è netto e...sublime: ho fatto bene a seguire il consiglio di un'amica secondo cui la 'nduja si sposa perfettamente con la ricotta! Beate origini calabresi! La 'nduja che ho usato proviene direttamente da questa regione, grazie ad un collega del maschio alfa che ogni anno, di ritorno dalle vacanze calabresi, ce ne riporta una intera come graditissimo obolo... Grazie Roberto!

Tortino di riso alla ricotta con cipolle piccanti


TORTINO di RISO e RICOTTA con CIPOLLE PICCANTI


Ingredienti (per 4 persone):
circa 250 g riso (per me varietà ribe)
100 g ricotta
2 cucchiai parmigiano grattugiato
2 uova
latte
1 grossa cipolla
'nduja
concentrato di pomodoro
prezzemolo
olio evo
sale
burro

Affettare la cipolla e farla soffriggere in una casseruola con 2 cucchiai di olio evo e poca acqua. Quando è diventata trasparente salare e aggiungere 2 grosse fette di 'nduja spezzettate (poi la quantità dipende da quanto piccante si vuole la salsa). Lasciare andare a fuoco medio e dopo alcuni minuti aggiungere un cucchiaio di concentrato di pomodoro. Cuocere ancora fino a che le cipolle non sono morbidissime (circa 20 minuti). Lessare il riso in acqua bollente salata e scolarlo quando è ancora leggermente al dente. Mescolarlo con la ricotta, il parmigiano, circa 15 foglie di prezzemolo tritate (per dare una nota fresca al piatto) e le uova sbattute con circa 50 ml di latte.
Imburrare una teglia da forno in vetro e mettere metà del composto di riso sul fondo, livellandolo bene. Versare la salsa di cipolle e 'nduja in modo uniforme, poi coprire con il restante riso. Compattare e livellare il composto ancora una volta e infornare per 25 minuti a 180° C. Guarnire con qualche fogliolina di prezzemolo e servire sia caldo che freddo, tagliato a quadrotti. Può essere anche mangiato "a mano", senza posate e con il semplice ausilio di un tovagliolino! Fantastico!
Buon appetito!





Con questa ricetta partecipo al contest di Imma per le "ricette da asporto"!

sabato 1 ottobre 2011

Indovina, indovinello...



...Cosa potrà mai esserci dentro questo cartoccio bello?
Pessima rima ma tutto sommato mica sono Dante!
Da un pò di tempo mi sono dedicata con ostinata continuità alla cottura al cartoccio: mi piace, che posso farci? A prescindere dal notevole lato scenografico (presentarsi a tavola con questi fagottini fa sempre un certo effetto), la cosa che preferisco è la possibilità di eliminare quasi totalmente condimenti che alzano il conteggio delle calorie. E poi quella concentrazione di profumi che si sprigionano al momento dell'apertura del cartoccio è assolutamente paradisiaca!
Sono molto orgogliosa della ricetta che posto oggi, nata per caso, in un momento di svago mentale (Si...io mi svago pensando a cosa preparare per cena): cottura del pesce inusuale e per la prima volta ho usato lo zenzero fresco!
Non era la prima volta che lo assaggiavo: in qualche ristorante orientale ho avuto a che fare con quello che credevo fosse zenzero marinato, ma non mi aveva convinto molto. Da lì la mia reticenza al suo utilizzo. Poi, una settimana fa, la svolta: non si può temere una radichetta bitorzoluta! E allora ecco che un pezzo di questa aromatica radice è finita dritta dritta nel mio carrello della spesa allo scopo di dare un tocco in più a una ricetta che avevo già provato ma che non mi aveva pienamente soddisfatta. Beh...questa misera radice ci è riuscita alla grande e ci è pure piaciuta un sacco: il maschio alfa trangugiava riso e salmone (per lui razione doppia ovviamente: sia mai che patisca la fame) in religioso silenzio ma con la voracità di un lupo!
Insomma l'uso dello zenzero è ufficialmente sdoganato!

 CARTOCCI di SALMONE e RISO INTEGRALE al LIMONE e ZENZERO

Ingredienti (per 4 persone):
Trancio di salmone (circa 1 kg) 
250 g riso integrale
1 limone
30 g zenzero fresco
brandy
olio evo
sale, pepe nero

Lessare il riso in acqua bollente salata lasciandolo leggermente al dente. Nel frattempo spellare il salmone e eliminare la lisca centrale: si ottengono 4 bei  filetti. Sbucciare lo zenzero e tagliarlo a lamelle con una mandolina; con un rigalimoni ricavare la scorza del limone e tenere tutto da parte. Spremere il limone e mettere il succo in un tegame antiaderente insieme ad un cucchiaio di olio evo. Far prendere il bollore a fuoco vivace e scottare i filetti di salmone nel succo di limone caldo (basta circa un minuto per ogni lato). Sfumare con un bicchierino di brandy, poi salare e pepare leggermente i filetti verso fine cottura. Togliere il pesce e tenerlo in caldo. Nel fondo di cottura del salmone aggiungere le scorze di limone, lo zenzero e un altro bicchierino di brandy: scaldare e versarvi il riso lessato al dente. Lasciare insaporire alcuni minuti, poi comporre 4 cartocci (usando carta da forno) distribuendo sul fondo in parti uguali il riso al limone e zenzero e poi sopra un filetto di salmone. Chiudere i cartocci con spago da cucina e infornare a 200° C per 15 minuti. Servire caldi.
Buon appetito!

Cartocci di salmone e riso integrale al limone e zenzero


Con questa ricetta partecipo al contest di Sweet and salty corner per la sezione "salato".

sabato 24 settembre 2011

Tributo all'estate

Anche per quest'anno è finita. Andata. Passata. Non riesco a credere che siamo già in autunno!!! Questa estate è trascorsa troppo velocemente!!! Sarà che mi sono divertita tanto e sono riuscita a fare e vedere tante cose nuove: sono stata al parco avventura, dove ho scoperto di essere una piccola Tarzan (ma senza perizoma di pelliccia!!!), all'Aquafan, a Madrid. Ho trascorso un weekend pseudo-adolescenziale/discotecaro con le amiche a Milano Marittima (della serie "Galline in fuga"), ho partecipato ad un fantastico matrimonio "al Sud" e ad una grigliata fra amici nel bosco, sono stata al festival della letteratura di Mantova: tante risate in compagnia, nuovi luoghi, nuovi amici il tutto condito da uno splendido sole che non ci ha mai abbandonato.
E adesso invece vedo già le giornate accorciarsi inesorabilmente, le uscite con gli amici si diradano per gli impegni e la sera si inizia a sentire la necessità della manica lunga. :-(
Per esorcizzare l'arrivo del freddo e delle giornate buie ho preparato un piatto freschissimo, estivo e colorato...probabilmente l'ultimo della stagione (sigh, sigh). Questo è il mio saluto a una estate fantastica: un banalissimo riso freddo?
Non è vero, non è cosi banale! Innanzitutto ho usato un mix di cereali invece del classico riso, poi ho accuratamente evitato di usare condimenti pronti, di cui, dopo aver provato la versione homemade, non riesco proprio più a sopportare l'untuosita e il mono-sapore. Per me solo verdure fresche, meno caloriche e più salutari!

Insalata di cereali arcobaleno



INSALATA di CEREALI ARCOBALENO


Ingredienti (per 4/5 persone):
400 g mix di cereali (riso integrale, farro, avena, kamut)
2 manciate piselli surgelati
70 g mais
1/2 cespo radicchio rosso di Chioggia
80 g tonno al naturale
15 pomodorini ciliegini
1 cipolla rossa di Tropea
1 mazzetto rucola
1 mozzarella
1 carota
1 costola sedano
olio evo
aceto di vino rosso
salsa di soia
sale, pepe nero

Lessare insieme il mix di cereali e i piselli surgelati in acqua bollente salata, poi scolare e raffreddare velocemente sotto acqua corrente.
A parte preparare il condimento: tagliare a dadini la carota precedentemente raschiata, il sedano e la mozzarella, affettare la cipolla (non importa sia a velo) e il radicchio rosso, tagliare in 4 spicchi i pomodorini. Riunire le verdure in una ciotola capiente, aggiungere anche la rucola spezzettata, il tonno sgocciolato, il mais e i cereali con i piselli. Condire con sale, pepe nero macinato, olio evo (non troppo), un cucchiao di aceto e uno di salsa di soia. L'aceto nell'insalata di riso e un vecchissimo trucco che mi ha insegnato un'amica delle scuole medie: in piccola quantita insaporisce tantissimo senza essere "invadente". Mescolare bene il tutto e lasciare in frigo fino al momento di servire.

N.B. Ci sarebbero stati bene anche qualche capperino e qualche oliva nera? Ci sarebbero stati benissimo, ma la Maschia Inquisizione Alimentare li ha inseriti nella lista degli ingredienti "proibiti" e io non ho voluto rischiare la tortura!!!

Buon Appetito!

Credo che questa sara` l'ultima ricetta che contribuira` alla raccolta di Eleonora!