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giovedì 6 agosto 2020

Afa (Insalata pantesca)

Nonostante tutto anche quest'anno è giunto il periodo del caldo torrido, quello che ti fa sudare anche stando fermo in piedi davanti a un ventilatore acceso.
Abitando nell'entroterra, in una zona pianeggiante, la situazione peggiora ulteriormente a causa della mancanza di ventilazione e dell'afa opprimente: una cappa di calore umido tale da fiaccare anche gli spiriti più arditi.
In queste condizioni la preparazione dei pasti si riduce alla modalità preistorica pre-scoperta-del-fuoco, limitandosi all'assemblamento di alimenti crudi o già pronti.
In questo momento le insalatone sono i miei cavalli di battaglia: mi piace provare nuovi accostamenti e ingredienti inusuali anche se l'insalata che propongo oggi è un classico che più classico non si può. Però è buona e ha tutti i colori, gli odori e i sapori dell'estate e del Mediterraneo: non a caso deve il suo nome all'isola di Pantelleria, patria di capperi pregiati.
Un inno all'estate, ai piatti freddi, al gusto ma anche alla leggerezza, saziante senza appesantire. Io la adoro!



INSALATA PANTESCA

Ingredienti (per 3 persone):
3 patate grandi
3 pomodori ben maturi 
1 cipolla fresca di Tropea
Capperi sotto sale 
Olive verdi 
Basilico 
Olio evo 
Aceto di vino bianco 
Sale 
Pepe nero appena macinato 

Per prima cosa sbucciare e tagliare a quadrotti le patate e cuocerle a vapore per una ventina di minuti. in alternativa si possono bollire (intere e con la buccia. Occorrono almeno 40 minuti). Lasciare raffreddare le patate e nel frattempo preparare tutti gli altri ingredienti: affettare la cipolla, lavare e tagliare il pomodoro (come si preferisce: a fette, a spicchi, a tocchetti...). Dissalare una manciata di capperi sotto acqua corrente. Tagliare a rondelle un quantitativo a piacere di olive (io ho usato quelle denocciolate ma vanno bene anche con il nocciolo!). Riunire tutto in una terrina e aggiungere foglie di basilico a piacere. Condire con olio evo, una spruzzata di aceto, sale e una macinata di pepe nero e amalgamare tutto. Meglio far riposare una mezz'ora in frigorifero per far insaporire e gustarla fredda.
Buon appetito!

venerdì 29 maggio 2020

Polpettiamo (Polpette di ricotta e basilico al pomodoro)

Mi sono resa conto che negli ultimi tempi la mia produzione di polpette ha avuto una crescita esponenziale: ormai almeno una volta a settimana propongo un pasto sotto forma di polpette. E non sto parlando solamente di polpette di carne. Tutt'altro. Già in questo post ho parlato diffusamente di polpette a base di ricotta, per esempio.
Ma perchè proprio le polpette? Tutto sommato non sono la cosa più veloce da cucinare ma presentano degli indubbi vantaggi:
1) Sono divertenti e facili da mangiare e fanno bella figura nel piatto.
2) Gli ingredienti sono sempre spezzettati/frullati/amalgamati tanto che spesso risultano non identificabili: questo permette di occultare al loro interno praticamente qualunque cosa.
3) Ottime per riciclare avanzi di vario tipo.
4) Partendo dallo stesso ingrediente di base si può ottenere ogni volta un piatto diverso in base a come vengono aromatizzate e al metodo di cottura.
5) Piacciono a grandi e piccini!

E quindi bando alle ciance e passiamo alle mie polpette di ricotta (anche oggi) al pomodoro. La ricetta è ripresa da un vecchissimo giornaletto e riadattata secondo i miei gusti: in casa piacciono tantissimo, soprattutto al piccolo maschio alfa che è ghiotto di ricotta! E poi sono davvero veloci da preparare e sono un ottimo e sfizioso salvacena!




POLPETTE di RICOTTA e BASILICO al POMODORO

Ingredienti (per 2 persone):
250 g di ricotta
1 uovo 
4-5 foglie di basilico 
Pangrattato q.b.
250 ml di passata di pomodoro 
1 spicchio d'aglio 
Olio evo 
Sale 

Scolare bene la ricotta dall'acqua di vegetazione. Successivamente, in una terrina, amalgamare la ricotta con l'uovo, le foglie di basilico grossolanamente spezzettate, sale a piacere e circa 4 cucchiai di pangrattato: ne deve risultare un impasto morbido ma polpettabile! Se è troppo morbido significa che la ricotta conteneva ancora troppa acqua e bisogna aggiungere ulteriore pangrattato. Attenzione a non esagerare con il pangrattato o si otterranno delle polpette troppo pastose!
In un tegame antiaderente dal fondo piatto far scaldare 2-3 cucchiai di olio evo e lo spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato. Preparare delle polpette grandi come una noce circa, aiutandosi con le mani leggermente bagnate e depositarle nel tegame caldo. Con queste dosi si ottengono circa 15 polpette. Attenzione: le polpette devono essere abbastanza distanziate fra loro perchè sono molto delicate e potrebbero attaccarsi fra loro. Rosolare le polpette su tutti i lati aiutandosi con una spatola, poi eliminare l'aglio e aggiungere la passata di pomodoro. Salare leggermente e lasciare cuocere una decina di minuti. Servire calde o tiepide profumando con altro basilico.
Buon appetito!

N.B.1: Per una versione ancora più golosa aggiungere nell'impasto un cucchiaio di parmigiano grattugiato e una macinata di pepe nero. In questo caso diminuire il quantitativo di sale da aggiungere.

N.B.2: Si può sostituire il basilico fresco con dell'origano, anche secco, per un gusto più "invernale".

martedì 28 aprile 2020

Lavoro e cucina (Fesa di tacchino ripiena)

Nonostante scriva questo blog ormai da tanti anni, penso sempre che ho più cose da imparare dagli altri di quante ne possa insegnare. La ricetta di oggi ne è un ottimo esempio.
Mi è stata passata da una collega, anche lei appassionata del buon mangiare, con la quale spesso mi soffermo a dissertare di cucina.
Non è la prima volta che mi lascio ispirare dalle ricette di amici e conoscenti, spesso senza nemmeno aver mai assaggiato il piatto; certo è che sono sempre risultate più affidabili di molte altre riprese da libri, giornaletti o dal web.
Vorrei quindi fare un sentito ringraziamento alla mia collega Chiara, che ha condiviso con me i suoi segreti per questo fantastico rotolo di tacchino ripieno, morbido, succoso, saporito eppure estremamente leggero e digeribile. E poi fa una bellissima figura sulla tavola!
Provare per credere: non ve ne pentirete!




FESA di TACCHINO RIPIENA

Ingredienti (per 4-5 persone):
1 kg di fesa di tacchino in un unico pezzo
100 g prosciutto arrosto
100 g scamorza affumicata (a fette o in un unico pezzo da tritare)
1 cespo piccolo di radicchio rosso
1 cipolla dorata
2 spicchi di aglio
2 costole di sedano
2 carote
2 bacche di ginepro
olio evo
sale
pepe nero
spago da cucina

Lavare il radicchio rosso, tagliarlo a listarelle e spadellarlo velocemente in padella con un paio di cucchiai di olio evo e uno spicchio di aglio sbucciato e schiacciato, fino a che non è morbido. Non è necessario salare.
Sbucciare cipolla e carote e affettare tutto grossolanamente. Lavare il sedano e tagliarlo a pezzi. Tenere da parte le verdure.

Incidere la fesa di tacchino per lungo con un coltello affilato a lama piatta e aprirla a libro. Se la fesa è molto massiccia, incidere una seconda volta in modo da formare una specie di "foglio" di carne di spessore più o meno uniforme.


Salare e pepare leggermente la carne e procedere alla farcitura: disporre sulla carne le fette di prosciutto arrosto, poi la scamorza affumicata (a fette oppure grattugiata o tritata) e infine il radicchio rosso, sgocciolandolo bene dal suo fondo di cottura.
Un consiglio: non esagerare con la farcitura e non farla straripare dai bordi perchè altrimenti diventa poi più difficile formare il rotolo.

Arrotolare la fesa su se stessa fino a formare un rotolo e fermarlo con degli stuzzicadenti lungo tutta la lunghezza.
Legare la fesa con lo spago da cucina: fare prima due giri di spago nel senso della lunghezza fermandoli con dei nodi alle estremità,  poi far girare lo spago a spirale lungo tutto il rotolo e fermare tutto con un ulteriore nodo. A questo punto si possono togliere gli stuzzicadenti: il rotolo non si aprirà!
Sicuramente esistono metodi più "scientifici" per legare gli arrosti e sul web si trovano un mare di tutorial. Io mi trovo bene a fare come ho descritto sopra (spero in modo chiaro).


Una volta che la carne è ben legata scaldare in una capiente casseruola a bordi alti 2-3 cucchiai di olio evo con uno spicchio di aglio sbucciato e schiacciato. Far rosolare la carne a fiamma vivace su tutti i lati, poi aggiungere le verdure a pezzi tenute da parte, le bacche di ginepro e circa 500 ml di acqua calda.


 Far prendere il bollore, salare e pepare a piacere, poi abbassare la fiamma al minimo, incoperchiare e lasciare cuocere molto lentamente almeno un'ora (meglio un'ora e mezzo per ottenere della carne più morbida). Girare la carne di tanto in tanto durante la cottura.
Se il fondo di cottura si dovesse asciugare, aggiungere acqua calda.
Trascorso il tempo necessario, togliere la fesa di tacchino dalla casseruola e avvolgerla in carta stagnola per farla riposare almeno 10 minuti prima del taglio.
Frullare il fondo di cottura con un minipimer: se la salsa risultasse troppo liquida, farla ridurre a fuoco vivace e senza coperchio; se troppo densa, diluire con acqua calda fino alla consistenza desiderata. Aggiustare di sale.
Affettare la fesa di tacchino quando è tiepida e servirla irrorata dalla sua salsa.
Servire a temperatura ambiente.
Buon appetito!



N.B.1: Questo tipo di preparazione si presta ad innumerevoli farciture: prosciutto cotto, zucchine grigliate e fontina; speck, melanzane grigliate e caciocavallo; frittata e asparagi. La farcitura descritta è semplicemente quella che piace a tutti in casa mia.

N.B.2: Pur essendo un piatto dalla preparazione piuttosto laboriosa e adatto anche a occasioni di festa, è molto leggero, digeribile e a bassissimo contenuto di grassi grazie all'uso del tacchino (carne bianca) e all'esigua quantità di olio usato.

sabato 4 aprile 2020

Il lato positivo (Polpette di broccoli e ricotta)

In questo periodo folle il mio umore va su e giù che nemmeno le montagne russe al luna park: in poco tempo riesco a passare da una profonda disperazione (vista di tg, il pensiero di uscire di casa per andare a lavoro) a una moderata euforia ("sono a casa e ho finalmente il tempo per cucinare e pulire casa come si deve").
La situazione è indubbiamente grave ma per evitarmi inutili attacchi di panico cerco di estraniarmi, di allontanarmi da tutto, di avere un diverso punto di vista. Positivo.
Perchè in tutto quello che stiamo vivendo c'è davvero la possibilità di vedere un lato positivo.

Innanzitutto: io sto bene e tutti i miei cari sono in salute. Mi sembra già un sufficiente motivo di giubilo. Evidentemente questo non vale per tutti, date le continue lamentele cui si assiste sui social da parte di chi "si annoia" troppo chiuso in casa.

Ho scoperto il piacere di guidare senza traffico (da casa a lavoro e viceversa), con il finestrino aperto, senza respirare gas di scarico.

Mi godo ogni angolo della nostra casetta e lenti pomeriggi assolati in terrazza, a giocare con le costruzioni e le macchinine. C'è tempo per non far niente, per pensare, per ritrovarsi senza farsi travolgere dalla solita frenetica routine quotidiana. Per guardare film e serie tv, per leggere libri che da troppo tempo prendevano polvere sullo scaffale.

E poi ancora: quanto bene sta facendo questo lockdown al nostro pianeta? Una vera boccata di ossigeno!
La mattina mi affaccio fuori e sento solo il cinguettio degli uccelli. Niente più rumore di fondo, niente più brusio. Un silenzio corroborante che calma i nervi. L'aria tersa. I gatti che vagano liberi per le strade vuote. Sulle colline vicine immagino una esplosione di natura indisturbata: cervi, cinghiali, volpi, asparagi selvatici alti un metro e vitalbe rigogliose.

La cosa che però mi piace di più sono i pic-nic. Non ne ho mai fatti così tanti in vita mia: sul tappeto in salotto, in terrazza....ogni scusa è buona per smangiucchiare qualcosa insieme seduti per terra. Il piccolo maschio alfa ne è entusiasta, e io anche!
Stiamo approfittando di queste belle giornate primaverili per pranzare fuori. Pensare che in 10 anni non lo avevamo mai fatto! Che spreco!

La ricetta di oggi, per l'appunto, è perfetta per un pic-nic, dentro o fuori casa. Ammetto di averla copiata da Marco Bianchi, che sto seguendo molto ultimamente, soprattutto in virtù della mia decisione di ridurre il consumo di carne.
Ecco, queste polpette di ricotta e broccoli trovo che siano un'ottima alternativa alla carne: saporite, con pochissimi grassi e veramente di semplice realizzazione, tanto che mi sono fatta aiutare dal piccolo maschio alfa! Adatte, quindi, anche ai bambini, che si divertiranno a prepararle. Il mio, poi, le ha divorate letteralmente.
Se non ci credete....ecco le prove!



POLPETTE di BROCCOLI e RICOTTA

Ingredienti (per 2 persone):
250 g ricotta
250 g broccoli
1 cucchiaio di parmigiano
Pangrattato
Sale
Pepe nero


Dividere il broccolo a cimette, lavarlo e cuocerle al vapore.
In una terrina schiacciare con una forchetta i broccoli ben cotti, poi amalgamare la ricotta, il parmigiano e del pangrattato. Il quantitativo di pangrattato dipenderà molto dall'umidità dell'impasto: di solito a me ne bastano 3-4 cucchiai. Aggiustare di sale e pepe.
Formare delle polpette della dimensione di una noce e passarle nel pangrattato.
Adagiare le polpette sulla leccarda del forno rivestita di carta da forno.
Infornare in forno caldo a 200°C per 15-20 minuti, fino a che la superficie delle polpette non è leggermente brunita.
Sfornare e servire, calde o fredde, a piacere.
Buon appetito!




mercoledì 5 febbraio 2020

Freselle d'inverno con broccoli, alici e pomodori secchi

Una delle situazioni più deleterie per l'economia domestica è sicuramente andare a fare la spesa affamati. Non so voi ma io quando, con lo stomaco borbottante, mi trovo davanti a tutti quegli scaffali e espositori pieni di ogni ben di dio, perdo il lume della ragione. E inizio ad arraffare cose. Mi lascio tentare da promozioni e offerte e ingolosire da tutto ciò che in quel momento potrebbe soddisfare il mio appetito.
Finisco per uscire con un carrello pieno quando dovevo prendere solo pane e latte, per esempio.
In preda ad uno di questi raptus di shopping mangereccio compulsivo mi sono ritrovata con in mano delle freselle integrali. A gennaio. Ripeto: freselle. A gennaio. Io poi, che le freselle le mangio solo d'estate, con una valanga di pomodori, quando sono maturi, rossi e polposi...ma dove avevo il cervello? E che ci faccio adesso?
Pensa che ti ripensa, sono giunta a una soluzione: preparo un condimento caldo! Con cosa? Verdura di stagione naturalmente: i miei amati broccoli! Alici e pomodori secchi per rendere tutto più sfizioso. E poi i pomodori in qualche modo ce li dovevo mettere per rendere la fresella meno "eretica"!



FRESELLE con BROCCOLI, ALICI e POMODORI SECCHI

Ingredienti (per 2 persone):
4 freselle integrali piccole (se sono grandi quanto un piatto ne bastano 2!)
1 broccolo di cavolo
4 filetti di acciuga sott'olio
4 pomodorini secchi sott'olio
uno spicchio d'aglio
peperoncino in scaglie (va bene anche in polvere)
olio evo
sale

Dividere il broccolo in cimette e lavarlo sotto acqua corrente, poi sbollentarlo massimo una decina di minuti in acqua bollente salata (deve rimanere consistente, non deve essere sfatto). Scolare il broccolo e conservare l'acqua di cottura calda che servirà per inumidire le freselle.
Saltare velocemente in padella (un paio di minuti) le cimette con un paio di cucchiai di olio evo e lo spicchio di aglio sbucciato e schiacciato. Salare a piacere e condire con del peperoncino secco (è inverno....quello fresco non ce l'ho).
Bagnare le freselle con l'acqua di cottura dei broccoli e farcire con i broccoli ben caldi, i filetti di acciuga e i pomodorini secchi scolati dall'olio e tagliati a filetti. Servire subito.
Buon appetito!




martedì 12 settembre 2017

Momento di quiete (Insalata di quinoa con peperoni piccanti e rucola)

Negli ultimi 4 mesi ho approfittato del mio pochissimo tempo libero per i bisogni primari tipo dormire, mangiare e per l'igiene personale. Stasera, per la prima volta da tanto tempo mi ritrovo sola in casa, con il pargolo che dorme beatamente accanto a me e io che ho già mangiato, fatto la doccia e non ho sonno. Un evento epocale per il mio stile di vita recente. In realtà non credo che riuscirò mai più ad annoiarmi in vita mia: non ne avrò il tempo materiale!
Ma bando alle ciance che il tempo stringe e il mio piccolo supremo padrone potrebbe svegliarsi da un momento all'altro ed esigere la mia totale attenzione. Ne approfitto finché posso per tornare a far visita al mio sgangherato e semi-abbandonato blog, per pubblicare una ricetta dedicata a chi è a corto di tempo ma non ha voglia delle solite cose, ottima per gustare gli ultimi peperoni di stagione che fanno tanto estate e mi piacciono tanto. Un pizzico di piccantezza per dare una marcia in più, qualche foglia di rucola per rinfrescare e in poco tempo si ottiene un piatto completo, perfetto da preparare in anticipo (anche il giorno prima), fresco e colorato.
Godiamoci questi ultimi giorni di estate e i momenti di quiete!



INSALATA di QUINOA con PEPERONI PICCANTI e RUCOLA

Ingredienti (per 2 persone):
120 g quinoa
2 peperoni (per me uno rosso e uno verde)
1 cipolla rossa
Un pezzetto di ginger fresco
1 spicchio d'aglio
Un mazzetto di rucola
Il succo di mezzo lime
Olio evo
Sale
Peperoncino in polvere


Lessare la quinoa per 15 minuti in abbondante acqua bollente salata, poi scolarla (io uso un setaccio) e lasciarla raffreddare a temperatura ambiente.
Sbucciare aglio e ginger e tritarli insieme. Affettare sottilmente la cipolla. Eliminare picciolo, semi e filamenti bianchi dai peperoni,  poi tagliarli a dadini.
In una padella scaldare un fondo di olio evo e farvi soffriggere per alcuni minuti il trito di aglio e ginger e la cipolla. Quando quest'ultima è diventata trasparente aggiungere i peperoni e lasciare cuocere a fiamma vivace per circa 10 minuti. Salare e cospargere di peperoncino a piacere.  Aggiungere poi anche la quinoa, saltare per un minuto per fare insaporire tutto, poi spegnere il fuoco e aggiungere anche la rucola tritata grossolanamente. Condire con il succo di lime e una ulteriore spolverata di peperoncino. Riporre in frigo a riposare almeno un'ora prima di servire.
Buon appetito!


sabato 12 settembre 2015

Total white dinner 2015 (Zucchine in carpione light)

Giunta alla sua terza edizione torna stasera, nella città di Pistoia, la Total White Dinner, alias la cena in bianco! Già lo scorso anno avevo partecipato e ho trovato l'evento davvero originale e divertente per far sfoggio di eleganza e buone maniere. Questa volta l'evento più chic e glamour dell'anno avrà come scenario via Cavour, in pieno centro storico.
Il mio vestito bianco è pronto nell'armadio, i sandali bianchi con tacco alto aspettano solo di essere calzati, e il cappello bianco a tesa larga è già sul comò, accanto alle perle (finte!): se non è eleganza questa....
Non solo! Anche il menù è già pronto e impacchettato dentro le ceste di vimini:
- selezione di formaggi con mostarda di anguria bianca
- zucchine light in carpione
- pasta fredda con melanzane, pomodori secchi e ricotta salata
- insalata di pollo, avocado e noci
- crumble di mirtilli e mandorle profumato alla vaniglia
Non mi resta che rilassarmi e aspettare le mie amiche per godermi questa serata speciale!
Intanto ecco la versione light delle classiche zucchine in carpione, molto semplice e molto saporita, ottime per accompagnare salumi e formaggi o carni alla griglia.



ZUCCHINE in CARPIONE LIGHT

Ingredienti (per 6 persone):
3 zucchine tonde
1 bicchiere di vino bianco
2 cipolle rosse
1/2 bicchiere di aceto di vino bianco
grani di pepe nero
2 foglie di alloro
olio evo
sale

Lavare e asciugare le zucchine; eliminare le estremità spinose e tagliarle a fettine sottili.
Scaldare a fiamma molto alta una piastra di ghisa e grigliare le fette di zucchina un paio di minuti per lato, giusto perchè si abbrustoliscano leggermente. Salare appena. Tenere da parte le zucchine e preparare la marinata.
In un pentolino scaldare un paio di cucchiai di olio evo e far appassire le cipolle tagliate a velo insieme alle foglie di alloro e ad un cucchiaio di grani di pepe nero. Salare appena, sfumare con il vino e l'aceto (tenendo il fuoco vivace) e far riprendere il bollore. Dopo massimo 10 minuti spengere il fuoco e lasciare raffreddare: la marinata dovrà risultare molto liquida.
In un vasetto o in una terrina da poter chiudere disporre sul fondo un primo strato di zucchine. Irrorare con qualche cucchiaio di marinata e di cipolle. Continuare con uno strato di zucchine e uno di marinata fino ad esaurimento degli ingredienti (terminare con la marinata). Chiudere il contenitore e tenere in frigo almeno un giorno prima di consumare. Si conservano fino a 4-5 giorni in frigorifero.
Buon appetito!



domenica 20 luglio 2014

L'estate secondo me (Insalata di cocomero e feta)

Guidare con i finestrini aperti. Braccialetti di perline colorate. Il gelato che si scioglie nella coppetta. Capelli bagnati sciolti sulle spalle. Bermuda e sandali. L'odore di fritto misto di mare. Il brivido quando entro in acqua dopo un bagno di sole. Carne cotta sulla brace in riva al lago. Guardare il tramonto dal terrazzo. Vestiti bianchi sulla pelle abbronzata. Thè freddo. Zanzare e citronella. Il rumore delle onde su una spiaggia deserta. Ghiaccioli al cedro e granite al limone. Pomeriggi in bicicletta. Pescare. Sdraiarsi sulla sabbia. Birra fresca con il limone. Cene in giardino con gli amici. Viaggi in città straniere. Sagre e feste di paese. Beach volley e tennis. L'asfalto bollente. Cappelli di paglia e occhiali da sole. Il frinire delle cicale. L'aria silenziosa e immobile del pomeriggio. Passeggiate sulla battigia. Pesche, albicocche e cocco. Il profumo di crema solare. Il sale sulla pelle. Pomodori appena colti dall'orto. La settimana enigmistica. Riso freddo. Tornei di briscola e ramino. Margarita e mojito.
La mia stagione preferita. Come potrebbe essere altrimenti?
La ricetta di oggi entra a pieno titolo tra i miei ricordi estivi preferiti: complice un cocomero, emblema dell'estate, lasciatomi in dono da genitori vacanzieri, ho provato un'insalata che si è rivelata sorprendente per gusto e freschezza. Da provare.



INSALATA di COCOMERO e FETA

Ingredienti (per una persona):
1 grossa fetta di cocomero
50-60 g di feta
1/2 cipolla di Tropea fresca
Un mazzetto di rucola
5-6 olive al forno
succo di 1/2 limone
olio evo

Lavare e asciugare la rucola. Affettare la cipolla. Emulsionare il succo di limone e un paio di cucchiai di olio evo. Per ultimo tagliare a dadi il cocomero. Chi ne ha voglia può prima togliere gli antipatici semini neri...io ne ho fatto a meno e li ho sputacchiati via mentre mangiavo! Disporre gli ingredienti preparati nel piatto di portata, sbriciolare sopra la  feta e irrorare con l'emulsione al limone. Servire immediatamente.
Buon appetito!

N.B.1 Il cocomero deve essere tagliato e impiattato per ultimo perchè perde molti liquidi e, se lasciato a lungo nel piatto, annacquerebbe tutto.

N.B.2 Le dosi sono indicative: si possono aumentare o diminuire i vari ingredienti in base ai propri gusti.


sabato 29 marzo 2014

Voglia di coccole (involtini di carpaccio e agretti)

Mi capita di cenare da sola. Il maschio alfa, con i suoi innumerevoli impegni sportivi e musicali serali, mi abbandona a casa insieme alla gatta. A volte chiamo degli amici a casa, a volte vado a cena dai miei, a volte, semplicemente, resto a casa da sola. Potrebbe essere una buona occasione per buttarsi su del cibo spazzatura stravaccata sul divano davanti alla TV e invece, io che sono strana, cucino. Per me sola. Con tutta la calma possibile, in silenzio, senza nessuno tra i piedi tranne la gatta che, talvolta, rimedia pure qualche calcio involontario, poveretta. E' molto riposante considerando che, anche se lavoro prevalentemente da sola in una stanzetta e posso stare zitta tutto il giorno, è come se nella mia testa ci fosse sempre un esercito di scimmie urlatrici! Per una volta posso detenere il potere supremo del telecomando e decidere cosa guardare, fosse anche la più cretina delle commedie romantiche, mentre sto seduta a tavola ben apparecchiata gustando qualcosa che mi piace e che sia anche carino da vedere. Queste sono le mie coccole. Perchè no? Dopo l'insalatina di carciofi di qualche settimana fa ecco un altro piatto leggero, con un gusto fresco e delicato che probabilmente il maschio alfa non avrebbe apprezzato. Peggio per lui!
Finalmente è stagione di agretti e appena li ho visti al mercato mi ci sono fiondata. Due anni fa li ho proposti in una bella frittata, quest'anno li ho semplicemente avvolti in delle fettine di carpaccio di manzo e accompagnati con una salsina a base di senape e limone: l'ho trovato davvero un ottimo abbinamento; i sapori si legano grazie alla salsa (che "cuoce" leggermente la carne) ma restano comunque distinti e delicati.



INVOLTINI di CARPACCIO e AGRETTI

Ingredienti (per una persona):
1 mazzetto di agretti (o barba di frate)
3 fettine di carpaccio di manzo
1/2 limone
senape
olio evo
sale, pepe nero

Pulire gli agretti eliminando la radichetta finale (solitamente terrosa e rossiccia), lavarli bene sotto acqua corrente per eliminare eventuali tracce di terra e sbollentarli per 5 mihuti in abbondante acqua bollente salata addizionata di mezzo cucchiaino di bicarbonato. Scolarli e lasciarli raffreddare alcuni minuti. Formare dei mazzetti di agretti e avvolgere la parte finale in una fettina di carpaccio di manzo. Preparare la salsa emulsionando insieme il succo di mezzo limone, 3-4 cucchiai di olio evo, mezzo cucchaino di senape, poco sale e del pepe nero: lo si può fare usando un pimer oppure semplicemente shakerando un barattolino chiuso. Servire gli involtini con salsa a parte da versare a piacimento.
Buon appetito!


mercoledì 12 marzo 2014

Fine inverno (Tartare di pesce spada mediterranea)

L'inverno sta per finire. Lo capisco dalla frutta! Siamo entrati in quel periodo dell'anno in cui la frutta invernale, come mele, pere e arance, è ormai indiscutibilmente vecchia e insapore ma le primizie primaverili non sono ancora comparse sui banchi del mercato. La scorsa settimana mi è capitato di mangiare dei mandarini talmente rinsecchiti da farmi venire sete. Rassegati: questa è la giusta definizione. Una schifezza, tanto che ho deciso che fino a che non vedrò comparire le fragole mi limiterò alle banane e, forse, qualche kiwi. Nel frattempo aspetto: vedo le giornate allungarsi e qualche timido raggio di sole spuntare fra le nubi. Torna la voglia di freschezza e leggerezza, di colori vivaci, di vento fra i capelli.
La ricetta che propongo oggi non è proprio primaverile ma più estiva, però è talmente buona che la mangio volentieri in ogni stagione. Continuo sulla scia delle cruditè: dopo i carciofi e il tonno , la tartare di pesce spada.
Unica nota: attenzione al pesce. Per mangiare il pesce crudo occorre che abbia subito il trattamento del freddo in abbattitore per eliminare il rischio di contrarre l'Anisakis, una antipatica larvetta parassita che può trovarsi nelle carni del pesce. Non c'è molto da scherzare con queste bestioline. Per tale motivo, la cosa migliore da fare, secondo me, è acquistare del pesce da sushi, sicuramente già trattato (si iniziano a trovare nei banchi del pesce dei supermercati) o chiedere ad un pescivendolo di fiducia. Il congelamento del pesce fresco fatto in casa non scongiura il rischio dato che i congelatori domestici non scendono sotto i -12°C, mentre per uccidere l'anisakis è necessaria una temperatura di almeno -18°C per almeno 96 ore. Detto questo e prese tutte le opportune precauzioni, si può gustare una vera prelibatezza, facile e veloce da preparare!



TARTARE di PESCE SPADA MEDITERRANEA

Ingredienti (per una persona):
100 g polpa di pesce spada
10 capperi sotto sale
1/2 cipollotto fresco (di Tropea per me)
5 olive nere denocciolate
1 pomodorino secco sott'olio
olio evo
sale, pepe nero

Eliminare le parti scure dal pesce (se ve ne sono) e sminuzzarlo con il coltello piuttosto finemente (devono venire fuori dei cubetti abbastanza piccoli). Sciacquare i capperi sotto acqua corrente per eliminare l'eccesso di sale. Tritare il cipollotto insieme ai capperi, 4 olive e il pomodorino. Unire il trito al pesce spada e condire con sale, pepe e olio evo. Compattare la tartare in un coppapasta (o altra ciotolina di adeguate dimensioni) e rovesciarla nel piatto di portata. Guarnire con l'oliva rimasta tagliata a fettine e servire.
Buon appetito!

sabato 8 marzo 2014

Maschio alfa way of life (Tagliata di tonno orientale)

Il maschio alfa non si spoglia: i vestiti gli esplodono addosso. Entra in casa e....boom! Il giubbotto di sbieco sulla sedia. Boom! Lo zaino accartocciato sul divano. La deflagrazione più eclatante, però, avviene in camera. BOOOOOM!!! Un inestricabile groviglio di jeans, maglie, camicie e calzini che occupa metà del pavimento libero della stanza. Sospiro. Potrei riordinare...potrei, ma non ho nè tempo, nè voglia e non è nemmeno giusto. Opto per una ritirata strategica nella vana speranza che si materializzi un elfo domestico, come in Harry Potter, o che almeno qualche mago strampalato mi doti di pratica bacchetta magica!
Ci sono poi i pasti itineranti: perchè sedersi a tavola con piatti, posate e tovaglia quando si può mangiare con le mani, in piedi, passeggiando per casa? Non so dire se si tratta di fanatismo nei confronti dello Street Food o se pensa che ciò che sgranocchia in piedi non rientri nel conteggio calorico. Un'attenta osservazione del soggetto mi ha portato a concludere che gli piace un sacco smangiucchiare in questo modo quanto di più friabile e sbricioloso ci possa essere, come biscotti, cracker, pane e patatine, tanto che il pavimento di almeno 3 stanze risulta spesso forsennatamente cosparso di briciole di vario tipo e in quantità tale da poter sfamare un esercito di galline!
Quando esco di casa di corsa, al mattino, facendo finta di non vedere l'imperante casino in cucina, mi riprometto "si, stasera pulisco tutto quanto" e sono già stanca al solo pensiero. Poi, una sera, torno tardi da lavoro, stanca e abbrutita, e... la magia: tutto pulito, persino il tavolo di vetro che è sempre un incubo di aloni. No, non è stato l'elfo domestico che speravo ma il maschio alfa che, ogni tanto, in modo del tutto imprevedibile, decide che è il momento di pulire. Non perchè è la festa della donna. Sollievo.
Come faccio a non cucinargli qualcosa di speciale? Purchè sia veloce e non sporchi troppo, onde evitare di tornare al punto di partenza!
Meraviglioso tonno fresco. Appena scottato. Una sottile crosta croccantina e un tocco orientale. Facile. Veloce. Eccezionale (per chi apprezza il pesce semicrudo).
Buona festa della donna a tutte voi che passate di qui! Ve la meritate. Ce la meritiamo!



TAGLIATA di TONNO ORIENTALE 

Ingredienti (per 2 persone):
 2 fette alte di filetto di tonno fresco da circa 150 g ciascuna
olio di semi di sesamo
pangrattato
1 cucchiaio semi di sesamo
1 cucchiaino semi di papavero
sale, pepe nero
salsa di soia

Preparare la panatura per il tonno mescolando 2-3 cucchiai di pangrattato con i semi di sesamo (per me neri, souvenir di Tokyo) e di papavero, una presa di sale e del pepe nero. Spennellare le fette di tonno con olio di sesamo, poi mpanare bene su ogni lato le fette di tonno con la panatura preparata. Scaldare una padella antiaderente a fiamma alta (non c'è bisogno di olio) e quando è bollente adagiarvi le fette di tonno ben stese. Scottare un paio di minuti per lato e, tenendo la fetta con una pinza, abbrustolire appena anche i bordi. La panatura deve dorarsi appena. Prolungare il tempo di cottura solo se si desidera che il pesce sia più cotto (a me piace praticamente crudo) ma attenzione a cuocerlo troppo: perde la sua naturale morbidezza. Quando è ancora caldo tagliarlo a fette usando un coltello a lama piatta, irrorarlo con qualche goccia di salsa di soia per dare sapidità e servire immediatamente, magari accompagnato da una fresca insalatina.
Buon appetito!

mercoledì 5 marzo 2014

Il gatto-Swiffer (Insalata di carciofi, rucola e grana)

Ammetto che negli ultimi tempi non ho fatto altro che lamentarmi delle marachelle della nuova coinquilina pelosa, facendo addirittura passare in secondo piano il maschio alfa che, spero, non si senta trascurato. In realtà avere un gatto che si aggira in casa sta comportando anche degli inaspettati risvolti positivi. La sua capacità di intrufolarsi negli angoletti più angusti e nascosti, dietro il televisore, ai vari lettori DVD, DVX, Xbox e persino sotto i mobili, mi sta risparmiando le acrobazie e la fatica di spolverare in quegli inaccessibili anfratti che ogni casa possiede. In pratica, mentre la pelosetta gioca, funziona anche da raccogli polvere! Quando riemerge con i baffi e le zampette polverose basta scuoterla un po' (delicatamente...non effetto shaker!), spazzare e il gioco è fatto!
Stai a vedere che ho trovato un metodo rivoluzionario per le faccende di casa!
Mentre Kiki spolverava io mi sono dedicata alla preparazione di una cenetta in solitaria: se il maschio alfa non c'è posso prepararmi tutto quello che lui non mangerebbe mai ma che a me piace da morire! Per l'appunto mamma dice che è periodo di carciofi i quali, guarda caso, non piacciono al solito maschio. E quindi carciofi siano, anche se rigorosamente crudi, come piacciono a me (d'altronde dovevo compiacere solo me stessa!)!



INSALATA di CARCIOFI e RUCOLA con GRANA

Ingredienti (per 1 persona):
1 carciofo tenero e possibilmente senza fieno (fatevi consigliare dal fruttivendolo come faccio io)
rucola
1 limone
Grana in scaglie
olio evo
sale, pepe nero

Pulire il carciofo eliminando le foglie esterne più dure, poi tagliare la parte alta per eliminare la parte appuntita. Strofinare le estremità tagliate con una fettina di limone in modo che non anneriscano. Tagliare a metà il carciofo nel senso della lunghezza ed eliminare il fieno interno, poi affettarlo molto sottilmente e metterlo subito a bagno in acqua acidulata con il succo di mezzo limone. Lavare la rucola e spezzettarla a mano. Comporre il piatto ponendo al centro un mucchietto di rucola e disponendovi sopra le fettine di carciofo. Condire con olio evo, sale, pepe e il succo del limone rimasto. Guarnire con scaglie di grana e servire subito.
Buon appetito!

domenica 10 novembre 2013

Il tempo dei finocchi (Finocchi alla curcuma)

C'era una volta il tempo delle mele. Sophie Marceau. Le cotte adolescenziali. La torta di mele a merenda durante i cartoni animati.
Tempi passati e nostalgici, senza dubbio. Per me, adesso, è il tempo dei finocchi. Con la loro sofisticata dolcezza non sono certo amati da tutti i palati ma, attualmente, li preferisco di gran lunga alle mele. Per di più l'orto ne è pieno: dalla finestra riesco a vedere un sacco di rigogliosi ciuffetti verde chiaro crescere e nascondere questa candida verdura.
Anche il maschio alfa, uomo di larghe vedute come pochi altri, da qualche anno ha scoperto la croccantezza del finocchio (uno dei suoi tanti tabù alimentari che però è riuscito a superare) e riesce ad apprezzarlo sia crudo che cotto.
Data l'abbondanza ecco quindi che nasce la necessità di variare il più possibile il modo in cui gustarli, in particolar modo cotti, visto che le temperature stanno scendendo e si sente più la necessità di qualcosa di caldo e confortante.
Mi sono inventata questa ricetta che si prepara in un battibaleno e che sta diventando uno dei miei più frequenti pranzi da portare a lavoro. Trovo che sia molto allegra e solare grazie alla presenza della curcuma (ho scoperto di preferirla allo zafferano) che dona al tutto un meraviglioso color giallo e una delicata nota speziata, che non guasta mai.





FINOCCHI alla CURCUMA


Ingredienti:
1 finocchio (femmina, se si vuol essere pignoli, che è più adatto ad essere cotto)
1 spicchio di aglio
curcuma in polvere
olio evo
sale, pepe nero
ceci lessati (facoltativi)

Lavare bene il finocchio per eliminare il terriccio, poi tagliare via la parte verde e affettarlo abbastanza finemente. Sbucciare e tritare lo spicchio di aglio, poi soffriggerlo appena in una padella insieme a un paio di cucchiai di olio evo. Prima che l'aglio inizia bruciare e diventare marrone aggiungere il finocchio tagliato e spadellarlo a fiamma vivace un paio di minuti. Condire con una presa di sale, poco pepe nero e mezzo cucchaino di curcuma (ne basta poca perchè è veramente molto colorata! Non a caso contiene curcumina che in passato veniva usata anche come colorante per le stoffe) e lasciare cuocere a fiamma bassa per una decina di minuti mescolando ogni tanto. A me piace che il finocchio rimanga leggermente croccantino: se lo si preferisce più morbido basta aumentare di qualche minuto il tempo di cottura.
Per avere un piatto unico completo spesso aggiungo anche un po' di ceci già lessati (quantità a piacere secondo la disponibilità) un paio di minuti prima di spengere il fuoco, in modo che si insaporiscano.
Servire caldi.
Buon appetito!

venerdì 23 agosto 2013

Insolito smoothie

E' mattina presto, troppo presto per essere in vacanza. Incredibile che anche quando sono in vacanza mi alzi di buon mattino: non è una cosa normale. Il maschio alfa dorme placidamente e io sto attenta a non svegliarlo. Il sole è sorto, ma non fa ancora così caldo da accendere il ventilatore. Lascio la porta aperta così che il venticello entri e mi svegli definitivamente. Appena alzata non ho mai fame e oggi non fa eccezione, anche se so che tra un paio d'ore sarei capace di spolpare un bufalo! Quindi mi costringo a fare colazione perchè i bufali ormai sono in via di estinzione e rifuggono la mia presenza quando mi vedono affamata! Inoltre mi sono pesata: shock! Un'estate di inattività fisica e bisogna correre ai ripari con un regime alimentare  più controllato che preveda pasti regolari e ipocalorici. Per la colazione trovo molto stuzzicanti i frullati di frutta: sono veloci da fare, freschi e vanno giù che è un piacere anche quando non si ha voglia di mangiare. Sono estremamente versatili e se ne possono inventare di tutti i tipi per fare un pieno di energia e vitamine (con un occhio alle calorie). Tutta un'altra cosa rispetto alle brodaglie piene di zuccheri e conservanti che si trovano al supermercato!
Oggi ne ho provato uno un po' insolito, senza latte ma con una rinfrescante tisana alla menta come base, ottimo in caso di caldo torrido! Provare per credere!
Una volta finito il mio beverone magari torno a letto per un pisolino o per infastidire il maschio alfa! ;-)



 SMOOTHIE di PESCHE e ALBICOCCHE alla MENTA

Ingredienti (per 1 persona):
1 bicchiere di infuso di menta freddo
1 pesca matura
3 albicocche mature
1 cucchiaino di miele
qualche goccia di succo di limone

Eliminare il nocciolo dalla pesca e dalle albicocche e spezzettare la frutta. Riunirla nel bicchiere del frullatore insieme ad alcune gocce di succo di limone, un cucchiaino di miele (o più, per chi preferisce lo smoothie più dolce) e un bicchiere di infuso di menta freddo (va bene anche del the aromatizzato alla menta) e frullare bene tutto fino a che non è omogeneo e non ci sono pezzettini a giro. Occorre meno di un minuto e si può usare anche il pimer a immersione. Versare in un bicchierone e gustare immediatamente, magari con una bella cannuccia. Non conservare lo smoothie perchè la frutta frullata si ossida alla velocità della luce, diventa scura e non più buona.
Buon appetito!

N.B. Più la frutta è matura e meglio è: è più dolce e lo smoothie risulterà più saporito. E' anche un ottimo modo per smaltire della frutta in via di deperimento e quindi non più molto appetibile da mangiare "nature".
N.B.2. Io preparo l'infuso la sera prima con il metodo dell'infusione a freddo dell'Arabafelice. In pratica basta mettere una bustina della tisana che si preferisce a bagno in un bicchiere d'acqua fredda per una nottata: trovo che abbia un sapore migliore del the caldo lasciato raffreddare e si conserva pure meglio.



venerdì 19 luglio 2013

Ich bin ein Berliner (Insalata con albicocche e primosale)

Sono trascorsi 50 anni da quando, nel 1963, l'allora presidente americano JFK tenne uno storico discorso di fronte al municipio di Berlino: una dichiarazione di pace e fratellanza verso il popolo di una nazione che aveva compiuto misfatti inauditi ma che stava vivendo un periodo di terribile divisione. Infatti, se è giusto che un'intera nazione venga condannata e punita per il proprio passato, è altrettanto giusto che le nuove generazioni non vengano screditate per gli errori dei padri, in nome di una storia che non hanno vissuto.
Fin da piccoli ci è stato insegnato che in Germania sono stati perpretati crimini abominevoli, siamo stati abituati a sentirci dalla parte dei buoni, dei giusti; sensazione rafforzata da racconti di nonni, partigiani, sopravvissuti. Eppure era necessario restituire un volto umano alla Germania e a Berlino. Forse  è questo che ha tentato di fare JFK con il suo discorso.
Tra qualche giorno andrò in vacanza a Berlino per una settimana e proverò anche io a senirmi un po' "Berliner". Nonostante abbia studiato tedesco non sono mai stata in Germania: chissà che non mi piaccia!

Mi sono domandata con quale piatto accompagnare questo post pre-partenza: purtroppo ho già pubblicato le ricette più tedesche che conosco, ovvero lo stinco e le patate alla birra; perciò ripiego su un'insalata molto particolare, ma salutare (in vista della dieta ipercalorica tedesca che mi aspetta). L'ho provata per consumare delle albicocche acerbe e un po' insipide e che si è rivelata più buona del previsto: non a caso l'ho già preparata più volte. Dato che non sono una grande mangiatrice di frutta al naturale ho trovato l'ennesimo modo per consumarla con gusto e spero che al mio ritorno avrò imparato qualche corposo piatto tedesco!



INSALATA con  ALBICOCCHE e PRIMOSALE

Ingredienti (per 1 persona):
Insalata verde (per me gentile ma sarebbeperfetta la valeriana)
60-70 g di formaggio primosale
2 albicocche leggermente acerbe
1 cucchiaio di uvetta
1 cucchiaio di pinoli
olio evo
aceto di mele
sale, pepe nero

Lavare l'insalata e spezzettarla a mano, tagliare il primosale a tocchetti e le albicocche a fettine. Disporre nel piatto di portata l'insalata, le albicocche e il formaggio. Distribuire anche l'uvetta e i pinoli. Preparare una emulsione con 2 cucchiai di olio evo, 1 cucchiaio di aceto di mele (si sposa benissimo con la frutta perchè è più delicato), un pizzico di sale e di pepe e condire l'insalata. Servire immediatamente.
Buon appetito!


Con questa ricetta partecipo al contest della Cuochina Sopraffina



Con questa ricetta partecipo alla raccolta di SosiDolceSalato

sabato 13 luglio 2013

Cucina anti-caldo (Insalata di carote, cipolla e aringa)

Si sa che con il caldo accendere forno e fornelli può essere difficile soprattutto se, come me, non si ha l'aria condizionata e la cucina già di per sè è la stanza più calda della casa. In questi casi cucinare diventa più una sfida che una necessità: il coraggio e la resistenza del cuoco di turno vengono duramente messi alla prova e solo i più golosi riusciranno a farcela! Nei momenti peggiori persino la mia portentosa fame diminuisce e mi viene voglia di convertirmi al crudismo!
E allora bisogna pensare a qualcosa di fresco e appetitoso, che soddisfi il palato ma non mi faccia sentire come se avessi ingoiato una palla da bowling!
L'ultima cosa che mi sono inventata mi ha stupito talmente tanto che continuo a riproporla almeno una volta alla settimana. Niente di difficile o cervellotico, sia chiaro, solo un'idea fresca e veloce per cui la sola cosa da accendere è la luce della cucina se è sera!
Tutto è nato dal fatto che al supermercato mi sono lasciata tentare, in uno dei miei soliti attacchi di shopping compulsivo, dall'aringa marinata del reparto gastronomia, pur non avendola mai assaggiata ma sapendo che si tratta di un pesce piuttosto grasso con un sapore e un odore molto forti. Arrivata a casa la domanda è stata spontanea: che ci faccio? Pensa che ti ripensa decido di abbinarla alla dolce croccantezza delle carote e al sapore più deciso della cipolla, che mitiga quello dell'aringa. Il tutto condito con del buon olio evo, abbondante pepe nero appena macinato e qualche goccia di aceto balsamico per sgrassare la bocca. Assolutamente deliziosa! Provare per credere!



INSALATA di CAROTE, CIPOLLE e ARINGA


Ingredienti (per 2 persone):

2-3 carote
1 filetto di aringa affumicato marinato da circa 70-80 g
1 cipolla di Tropea fresca
olio evo
aceto balsamico
sale, pepe nero

Raschiare le carote, poi grattugiarle con la grattugia a fori larghi. Affettare la cipolla e tagliare a striscioline il filetto di aringa (eliminare eventualmente la pelle, se non piace) e unire tutto alle carote. Condire con olio evo, abbondante pepe nero appena macinato, sale e aceto balsamico a piacere. Servire accompagnando con una bella fettona di pane casereccio (magari leggermente tostato).
Buon appetito!

Con questa ricetta partecipo alla raccolta estiva di Silvia ai fornelli

domenica 12 maggio 2013

Sol Levante (fusilli integrali con zucchine, pinoli e pomodorini)

Tutto ha avuto inizio a febbraio. Si sa che in compagnia di amici si tende a dire un sacco di stupidaggini pur di fare quattro risate: qualche bicchiere di troppo, la lingua si scioglie, un pretesto qualunque (tipo un orologio da parete con 3 fusi orari) e parte la cazzata. Si continua a ridere, si fantastica e poi qualcuno la prende sul serio e inizia a fare ricerche serie e.... Bam! In men che non si dica trova l'offerta definitiva, quella che non puoi rifiutare perchè sai che un'occasione del genere non ricapiterà mai e devi approfittarne adesso, anche se forse non è il momento giusto, anche se hai appena iniziato un nuovo lavoro e non hai ancora uno stipendio. Al diavolo tutto: io parto! Nemmeno due mesi dopo mi sono ritrovata su un'altro volo intercontinentale, insieme ai soliti amici (e al maschio alfa!), diretta a TOKYO!
Ora sono tornata, con un milione di cose in testa, gli occhi pieni di meraviglia e tanta voglia di cucina italiana!
In realtà non avevo mai preso in considerazione il Giappone come meta per un possibile viaggio: troppo lontano, troppo costoso, troppo complicato e invece....mai dire mai nella vita!
Difficile dire cosa sono stati questi 10 giorni: come si può riassumere una simile esperienza quando si ha l'impressione di essere stati su un altro pianeta, tanto è diversa la gente, la cultura e lo stile di vita? Dalla silenziosissima folla ordinatamente in coda per la metro, alle pagode variopinte, la gentilezza e l'educazione di un popolo che non sa una parola d'inglese ma vuole lo stesso cercare di aiutarti, il monte Fuji, i templi buddisti e i santuari scintoisti, la grande metropoli punteggiata da meravigliosi giardini zen, il thè verde che sa di acqua di cottura degli spinaci, la cucina e la gastronomia di un paese che riesce a saziarsi con porzioni lillipuziane (ho capito perchè i giapponesi sono tutti piccoli e magri!), gli anime e i mangacome modello di vita. Indescrivibile. Se non si è nati in Giappone credo sia praticamente impossibile riuscire a capire fino in fondo e entrare a far parte di una simile società ma è comunque fantastico averci a che fare come turisti: appare tutto così strano e diverso da suscitare ammirazione e meraviglia.
Ecco una foto che mi piace particolarmente: sala da thè sul laghetto del giardino Hama Rikyiu con lo skyline della Tokyo moderna sullo sfondo.


Il Daibutsu (o grande Budda) di Kamakura


La pagoda di Nikko


So che il mio racconto non è esaustivo e non può essere altrimenti: le cose torneranno a galla poco alla volta e più chiaramente quando il jet lag mi avrà definitivamente abbandonato!
Di una cosa sono sicura: per la prima volta mi è mancata la cucina italiana. Non è che non mi piaccia la cucina giapponese, anzi, la apprezzo moltissimo ma essendo molto diversa dalla nostra verso la fine del nostro soggiorno nipponico abbiamo iniziato ad avere voglie molto italiane: non so dire quante ore abbiamo trascorso in treno e in metro a discutere su quale sarebbe stata la prima cosa che avremmo mangiato una volta tornati! Io propendevo per prosciutto crudo, coccoli e olive verdi ma erano molto quotate anche lasagne e grigliata di carne. Alla fine di tutti i giochi però, quale può essere il piatto principe di cui un italiano all'estero sente la mancanza se non una bella pastasciutta???
Ecco quindi che cosa propongo oggi: niente pietanze esotiche o ingredienti orientali, solo un piatto di pasta semplicissimo e veloce nella sua preparazione, leggero, tanto gustoso e che sa di casa.

FUSILLI INTEGRALI con ZUCCHINE, PINOLI e POMODORINI

Ingredienti (per 2 persone):
160 g fusilli integrali
1 grossa zucchina tonda
1 cipollotto fresco
8 pomodorini
1 cucchiaio di pinoli
basilico
olio evo (2 cucchiai)
sale, pepe nero

Scaldare un padellino antiaderente a fiamma alta, tostarvi per un paio di minuti i pinoli (attenzione che non brucino) e tenerli da parte.
Tagliare a rondelle sottili il cipollotto e soffriggerlo nell'olio per farlo appassire. Aggiungere la zucchina tagliata a dadini e cuocere a fuoco medio per 5 minuti. Aggiungere anche i pomodorini tagliati a spicchi e salare. Continuare la cottura ancora per una decina di minuti al massimo (preferisco che le zucchine non siano spappolate). Verso fine cottura abbassare la fiamma, aggiungere i pinoli tostati, abbondanti foglie di basilico fresco (dona un profumo delizioso alle zucchine) e una macinata di pepe nero.
Nel frattempo cuocere la pasta in abbondante acqua salata (io ho scelto i fusilli ma va bene qualunque altro formato di pasta corta), scolarla al dente e saltarla un paio di minuti insieme alle zucchine prima di servire. Volendo si può aggiungere del formaggio grattugiato anche se io l'ho trovata assolutamente perfetta così.
Buon appetito!






mercoledì 20 febbraio 2013

Conosciamoci

Mi piacciono i giochi a domande perchè sono una gran curiosona (per non dire ficcanaso),  perciò sono molto felice di accettare e continuare il gioco cui mi hanno invitata sia Luana di Sognando Dolcezze  che Vale, per conoscere un po' meglio tutte le magnifiche persone che stanno dietro a ricette e foto strepitose. Si tratta di rispondere alle 11 domande che vengono poste da chi invita, poi bisogna scegliere altri 11 blog e fare a nostra volta 11 domande. Facile, no?
Intanto ecco le mie risposte per Luana:
 1) E' stato facile trovare un nome per il tuo blog?
Si! E' stato il primo nome che mi è venuto in mente: volevo che facesse riferimento alla mia professione di chimico (ecco perchè laboratorio), dato che la correlazione tra cucina e chimica è più stretta di quanto si possa pensare.
2) Quanto tempo dedichi al tuo blog?
Ci passo giornalmente ma per scrivere un post mi occorrono almeno un paio d'ore (a volte di più: sono pigra).
3) Il tuo piatto preferito?
Non uno ma tre, a parimerito: astice alla catalana, rosticciana alla brace, uova al tegamino. Potrei mangiarne fino a scoppiare e prima o poi succederà davvero!
4) Quando hai scoperto di avere la passione per la cucina?
Boh! Sono una mangiona e il cibo mi ha sempre interessata. Ricordo che già da piccola mi piaceva pasticciare in cucina e un anno, per Natale, mi fu regalata la gelatiera: ne ero entusiasta.
5) Il piatto o dolce che proprio non ti riesce?
Ho un brutto rapporto coi lievitati, con i quali ho un conto in sospeso da anni, ma da quando ho il licoli la situazione è notevolmente migliorata!
6) Se non hai alcuni ingredienti per una ricetta rinunci o la modifichi?
Dipende da quanto è fondamentale l'ingrediente mancante: a volte modifico, a volte rinuncio.
7) Dove vivi? Ti piace vivere lì?
Vivo in un paesino vicino a Pistoia da ormai 15 anni e ci sto benissimo! Per me è il posto ideale in cui vivere.
8) Sei sposata, fidanzata, single? Hai figli?
Fidanzata da 16 anni in totale, convivente da 4. Niente bambini per ora.
9) Ti piacerebbe fare un corso di cucina?
Certo che si! Anche se sono perfettamente cosciente di avere un mucchio di cose ancora da imparare mi piace fare la saccente!
10) Quanti anni hai?
Non si chiedono queste cose a una signora!!!! Vabbè...ormai vado per i 32 ma me ne sento la metà!
11) Il tuo nome?
Facilmente intuibile.....Jessica! Jeggy è solo uno degli innumerevoli nomignoli che usiamo in casa.

E quelle per Vale:
1) Cosa significa per te il tuo blog?
E' un hobby, un passatempo che mi permette di mettermi alla prova in tante aspetti: cucina, scrittura, fotografia.
2)Cosa ti rilassa di più in cucina?

Preparare dolci, anche se poi ne mangio pochissimi.
3) Quale piatto non vorresti mai trovare da invitata a cena?

Le ostriche crude.
4) Preferisci il pranzo o la cena?

Cena: posso fare le cose con più calma, considerando anche che mangio lentissima!
5) Ti piace ascoltare la musica quando cucini? Se si, quale?

Dipende da cosa sto cucinando: per i dolci mi piace la musica classica, se devo preparare mille cose meglio un po' di rock!
6) Quali sono i tuoi piatti vincenti?

Cheesecake, torta al cioccolato, paella alla valenciana.
7) Quale complimento "culinario" ti ha fatto più piacere ricevere?

Vedere le persone care che mangiano di gusto ciò che ho cucinato è il complimento più bello per me.
8) Preferisci una cena in pizzeria, al ristorante o nella tua casetta?

Sono indecisa tra ristorante e casa mia ma penso dipenda dai momenti.
9) Oltre alla cucina quali sono i tuoi hobby?

Può non sembrare ma sono abbastanza sportiva: pallavolo, tennis e quando è bel tempo ogni tanto vado pure a correre! Poi ci sono i viaggi e i libri: ne ho tanti e adoro leggere.
10) Qual'è il tuo primo/secondo/dolce preferito?

Come primo piatto direi ravioli, come secondo astice alla catalana, come dolce decisamente creme bruleè.
11) Cosa pensi del mio blog? E di me?

Tante ricette carine, semplici e buone. E tu? Tu sei un vulcano di energia!!!

E ora ecco le mie 11 domande. Siccome ne ho già lette un bel po' a giro per il web cercherò di essere originale:
1) Ti applichi molto alla fotografia per il blog?
2) Quale piatto cucineresti per corteggiare qualcuno?
3) Ti spaventano ingredienti nuovi che non conosci?
4) Pensi che avere un blog di cucina sia una forma di narcisismo?
5) Quale piatto/ingrediente proprio non riesci a mangiare?
6) Qual è l'attrezzo da cucina che possiedi ma che non usi?
7) Qual è il tuo dolce preferito?
8) Qual è il tuo libro di ricette preferito?
9) Una cosa che ti ha dato grande soddisfazione riuscire a preparare?
10) Hai mai frequentato un corso di cucina?
11) Pizza o pasta?

Infine gli 11 blog a cui rivolgo le mie domande:
1) Golosando serenamente
2) Emporio 21
3) My ricettarium
4) Le pappe kitchen
5) Bietolin@ in cucina
6) Cookalaska
7) Il ricettario di Cinzia
8) Puffin in cucina
9) Sale e coccole
10) Smalti pentole e rock and roll
11) Tra cucina e pc

Per finire una ricettina facile, facile e veloce, con un sapore delizioso, molto aromatico, che sa d'oriente, copiata direttamente da Alessandro Borghese. Chissà che il mio prossimo viaggio non sarà proprio in oriente!



SPEZZATINO di MAIALE ORIENTALE

Ingredienti (per 2 persone):
500 g lonza di maiale
3-4 carote
1 scalogno
2 spicchi d'aglio
radice di zenzero fresca
mezzo limone
4 cucchiai di salsa di soia
pepe nero
erba cipollina fresca
olio evo

Raschiare le carote, tagliarle in 4 nel senso della lunghezza e poi a bastoncini. In un tegame fare scaldare 2 cucchiai di olio evo e farvi rosolare le carote alcuni minuti. Tagliare la lonza a cubetti, come per fare lo spezzatino e aggiungerla alle carote. Rosolare la carne su ogni lato a fiamma vivace, poi continuare la cottura a fuoco più basso. Nel mixer frullare lo scalogno, gli spicchi d'aglio, un bel pezzo di radice di zenzero sbucciata (la quantità dipende dai gusti), il succo di mezzo limone, la salsa di soia e 2 cucchiai di olio evo fino a ottenere una cremina liscia. Versare la cremina ottenuta nel tegame con la carne e le carote e continuare la cottura per una decina di minuti. Verso fine cottura macinare un po' di pepe nero e aggiungere qualche stelo di erba cipollina tritata. Servire subito accompagnando preferibilmente con riso basmati bollito.
Buon appetito!

domenica 10 febbraio 2013

Prova in palestra

Trascorrere in casa la maggior parte delle proprie giornate può essere rilassante le prime due settimane, noioso dopo un mese, deprimente dopo 2 mesi, irritante dopo 3 mesi e decisamente da andare fuori di testa dopo 5 mesi. Per questo motivo ho accettato di fare qualche ingresso di prova in una palestra vicino casa: incrementare l'attività fisica, oltre ai soliti allenamenti di pallavolo, non può certo farmi male!
La cosa si è rivelata tragi-comica. Non era la prima volta che entravo in una palestra ma non mi ero mai avvalsa della consulenza del personale interno, dato che sono sempre stati i miei allenatori di squadra a decidere quali esercizi e in che quantità. Stavolta ero sola, inerme e non avevo la più pallida idea di cosa mi aspettava. Sono stata fatta accomodare in una stanza per massaggi dove uno zelante cinquantenne (ci tengo a precisare: di corporatura normale, non visibilmente palestrato) ha iniziato col chiedere le generalità: nome? età? altezza? Poi ha tirato fuori la bilancia e io ho avuto un istintivo primo moto di irritazione, che si è tramutato in un principio di svenimento appena ci sono salita, quando ho visto il peso. Dannazione! Continuo a prendere 1 chilo l'anno! La questione per me era già abbastanza imbarazzante ma il tizio non si scomponeva e scriveva tutto senza fare commenti. Poi, lo shock. "Signorina, alzi la maglietta!" Questo incosciente signore si è avvicinato con una specie di pinza e così, senza preavviso, mi ha afferrato la pancia! Si, proprio il rotolino di lonza, la ciambella di ciccia, quella che nessuno al mondo deve osare toccare, il mio punto debole, quello in grado di trasformarmi da pacifica Heidi in un inferocito Hulk! Non so dire quale sforzo di volontà io abbia fatto per evitare che, di riflesso, mi partisse una ginocchiata negli zebedei del tipo! Quest'uomo non saprà mai di essere stato vicino ad essere ucciso e continuerà a vivere la sua vita ignaro di essere passato attraverso un'esperienza di pre-morte! Ma non è finita qui! Dopo aver "pinzato" anche la parte posteriore del braccio (cosa che è passata praticamente inosservata, dopo il trauma della lonza), il responso: "Certo che la massa grassa è notevole! Lei dovrebbe cambiare alimentazione!" O_O
Ora....intendiamoci bene: lo so di non essere una silfide e di avere qualche chilo di troppo, ma da qui ad essere una palla di lardo (parafrasando il responso), ne passa. Mi sono calmata, ho esibito lo sguardo più accondiscendente di cui sono stata capace e ho spiegato che preferisco ammazzarmi di corsa, addominali e quant'altro piuttosto che costringermi ad una cucina sciapa e perennemente ipocalorica. Per la prima volta mi sono sentita in dovere di qualificarmi come foodblogger (ero fuori di me dalla rabbia) per giustificare il fatto che per me la cucina non è solo un mero atto per la sopravvivenza, ma un hobby vero e proprio. Sono uscita dalla stanzetta completamente istupidita con un unico mantra che mi ronzava in testa: "Datemi una cyclette!!!"
Alla fine di una seduta di pesi e addominali che ho trovato fin troppo leggera (e come sperano che perda peso se mi fanno fare le stesse cose della ultra-sessantenne in pensione?), il tizio che mi ha umiliato si è avvicinato e mi ha detto che lui è un nutrizionista e che magari dovevamo fissare un appuntamento nel suo studio per parlare della mia alimentazione.....Ok, ora è tutto più chiaro!

Nonostante la rivelazione che l'istruttore di palestra sia un nutrizionista in cerca di clienti abbia in parte sopito i miei sensi di colpa per la mia ciccia di troppo, ormai mi è stata messa la pulce nell'orecchio e un ridimensionamento del conteggio calorico (inteso soprattutto come ridimensionamento delle porzioni) può effettivamente rimettermi in forma.
In questa ottica ho voluto provare una nuova vellutata, ispirata da una ricetta di Benedetta Parodi. Ammetto di non essere una sua grande fan ma ho trovato uno dei suoi libri, regalatomi a Natale da una carissima amica, molto carino, con ricette semplici, veloci e non banali...adatte per la cucina di tutti i giorni.
Questa zuppa mi ha attirata già dal nome (drenante) e dal fatto che non contiene nemmeno una goccia di olio o altri grassi; mi ha sorpresa per l'uso del peperone, ortaggio tipicamente estivo, in una preparazione prettamente invernale a cui regala un gusto e un profumo sorprendente. Ho sostituito il brodo di dado con quello vegetale (abbasso il glutammato!). L'aggiunta dell'uovo, del peperoncino e del prezzemolo sono idee mie: il primo consente di ottenere un ottimo piatto unico per la sera, i secondi danno più carattere alla zuppa.
Enjoy it!



ZUPPA DRENANTE ARRICCHITA


Ingredienti (per 4 persone):
1 porro
1/2 peperone (colore a piacere)
1/2 cavolo cappuccio
1 gambo di sedano
1 pomodoro rosso
1 uovo
peperoncino secco (facoltativo)
prezzemolo fresco tritato
brodo vegetale (facoltativo)
sale

Tagliare tutte le verdure a pezzettoni (tranne il prezzemolo) e metterle in una pentola. Per chi piace un gusto piccantino (secondo me ci sta molto bene) aggiungere anche un pezzo di peperoncino secco. Versare il brodo fino ad arrivare al livello delle verdure, salare e cuocere almeno 40 minuti con il coperchio. Se non si ha tempo e voglia di preparare il brodo vegetale usare semplicemente acqua. Quando tutte le verdure sono ben cotte e mordide togliere dal fuoco e frullare con un frullatore a immersione fino a ottenere una crema. Rimettere sul fuoco e aggiungere l'uovo, leggermente sbattuto, agitando bene il tutto con una frusta fino a che l'uovo non si è addensato, formando una crema grumosa (come quando si prepara la stracciatella). Aggiustare eventualmente di sale e servire la zuppa calda cosparsa da prezzemolo tritato.
Buon appetito!

Con questa ricetta partecipo al contest di Sale e coccole


sabato 15 settembre 2012

Il mio nome è...

Io ho un nome. Può non piacermi da matti, ma ce l'ho. Non tutti lo conoscono, ovviamente: d'altronde mica sono famosa, io. E allora mi domando perchè perfetti sconosciuti e spesso anche colleghi (che il mio nome dovrebbero ormai saperlo) si prendono la libertà di appellarmi con nomignoli che di certo non ho scelto, nè approvato ma che, anzi, trovo velatamente maschilisti e sicuramente irritanti? Sono stufa dei vari "Chicca", "Stella", "Bella", "Tesoro", "Amore" (posso giurare che sono stata salutata più volte con ognuno di questi nomi). Odio l'atteggiamento di condiscendenza che solitamente deriva da questi vezzeggiativi. A volte ho l'impressione di non essere presa minimamente sul serio e che manchi solo che qualcuno mi carezzi la testa come ad un cane. In questi casi non sarebbe più adeguato un generico "Signorina"? Posso arrivare a tollerare il "Signora", perchè, diciamo la verità, in fondo l'età c'è tutta, anche se non sembra. E se proprio si vuole dare un tocco personale alla conversazione basta chiedermi il nome che non mi vergogno a rispondere, anche se mi è già stato chiesto ma non viene ricordato, prima di lanciarsi in ameni tentativi di socializzazione!
Oggi ricetta "arrabbiata", piccante, perchè quando rimugino su questo argomento mi saltano tutti i gangheri!
Continuano le sperimentazioni con il tofu che al naturale, secondo il mio gusto, continua a sapere di cartone. Invece affogato in questo sughetto saporito e piccante è proprio buono e un'ottima alternativa proteica alla carne.




SPEZZATINO di TOFU alla PIZZAIOLA PICCANTE

Ingredienti (per 2 persone):
125 g tofu naturale
10 olive nere denocciolate
2 cucchiai di capperi sotto sale
400 g di pomodori pelati
1 cipolla rossa
1 peperoncino piccante fresco
origano secco
olio evo
sale

Sbucciare la cipolla, affettarla grossolanamente e soffriggerla in un tegame antiaderente con un paio di cucchiai di olio evo e qualche cucchiaio di acqua fino a che non è trasparente. Aggiungere il tofu tagliato a tocchetti di circa 2 cm di lato e lasciarlo insaporire. Salare e aggiungere il peperoncino tagliato a fettine (compresi i semi). Versare i pomodori pelati con il loro liquido e spezzettarli un po' direttamente nel tegame usando un cucchiaio di legno. Far prendere il bollore a fiamma vivace, poi aggiungere i capperi dissalati sotto acqua corrente, le olive tagliate a rondelle e abbondante origano tritato. Abbassare il fuoco, incoperchiare parzialmente e lasciare sobbollire almeno 20 minuti: il sughetto deve ritirarsi della metà. Servire caldo.
Buon appetito!

N.B. Il giorno dopo è ancora più buono perchè il tofu avrà assorbito tutti i sapori del condimento.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Olio e Aceto



Con questa ricetta partecipo al contest di Le cuoche per gioco