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mercoledì 19 gennaio 2022

Rientrare nei ranghi! (Funghi Portobello gratinati)

Buongiorno!
No, non sono sparita, mi sono semplicemente lasciata assorbire dalle festività natalizie e dalla famiglia. Mi sono dedicata alla gioia del mio piccolo maschio alfa e alla realizzazione di un magico Natale per lui. 
Io ho mangiato. 
Si, per un paio di settimane non ho avuto voglia di pesare e misurare e mi sono semplicemente goduta del buon cibo ipercalorico, seppur con un briciolo di moderazione in più rispetto al passato. 
Dopo i bagordi il mio stomaco chiede pietà e vuol ritornare ai ritmi mangerecci pre-natalizi. E io sono ben felice di accontentarlo!
Inizia quindi un nuovo anno di ricette e la prima che ho deciso di proporre è un secondo piatto vegetariano molto semplice da realizzare quanto gustoso: lo preparo abbastanza spesso (almeno quando riesco a trovare i Portobello) e piace molto anche al grande maschio alfa, storicamente innamorato dei funghi. 
Provate perché questi funghi meritano di essere assaggiati!




FUNGHI PORTOBELLO GRATINATI 

Ingredienti (per 2 persone):
2 grosse cappelle di funghi Portobello
2 spicchi di aglio
Prezzemolo fresco 
80 g circa di scamorza affumicata 
Olio evo 
Sale, pepe nero 

Pulire i funghi eliminando eventuali residui di gambi e la pellicina scura che ricopre la cappella.
Preparare un trito fine con aglio e prezzemolo. Tritare (o grattugiare) la scamorza e tenerla da parte. 
Disporre le cappelle in una teglia rivestita di carta da forno con la parte lamellare rivolta verso l'alto e cospargerle con il trito di aglio e prezzemolo. Salare e pepare a piacere, poi irrorare con un filo di olio evo (circa un cucchiaio per ogni fungo). Infornare in forno già caldo a 180°C per una ventina di minuti, poi cospargere le cappelle con la scamorza tritata e infornare di nuovo per una decina di minuti, fino a che il formaggio non si è fuso e leggermente abbrustolito. 
Servire subito con una bella insalatina come accompagnamento. 
Buon appetito!


giovedì 25 febbraio 2021

In memoriam (farfalle alla boscaiola)

Tre anni fa ci lasciava, molto improvvisamente, mia suocera. In una manciata di ore ha creato un vuoto incolmabile nella sua famiglia e tutte le vite dei familiari si sono dovute riassestare attorno a quel vuoto, che resta pur sempre, appunto, un vuoto.
Era una persona gentile, sempre disponibile per tutti, tollerante e dedita completamente ai suoi cari.  Tranne che in cucina. Odiava mangiare e ancora di piu cucinare: avrebbe potuto andare avanti a pane, prosciutto e pomodori. Nonostante ciò ogni giorno si metteva ai fornelli per marito e figli, con risultati oscillanti tra il decente e l'appena edibile. Sapeva perfettamente di non essere molto capace e, anche se non rischiava mai, o quasi, ricette nuove, il risultato era sempre incerto. Andare a pranzo da lei regalava sempre un brivido! Non dimenticherò mai la pasta perennemente scotta o il suo ciambellone-mappazzone!
Poi c'erano i suoi cavalli di battaglia; quei piatti che, bene o male, risultavano sempre mangiabili: la faraona al forno con la pancetta, le lasagne, il tiramisù e la pasta alla boscaiola.
Ecco, nell'anniversario della scomparsa voglio ricordare questa persona, che è sempre stata buona con me, proprio con la pasta alla boscaiola come faceva lei. Ho aggiustato un po' dosi e procedimento ma la sostanza è quella. Non ho idea dove abbia imparato questa versione "eretica" della boscaiola, certo è che si tratta di un piatto veramente saporito e godurioso, anche se un po' anni '80! E la cosa più incredibile è che lei nemmeno la assaggiava!
 


 

FARFALLE ALLA BOSCAIOLA

Ingredienti (per 2-3 persone): 
250 g farfalle (o altra pasta corta)
350 g funghi champignon freschi
150 g pancetta tesa
150 g fontina
200 ml panna fresca
una manciata di pinoli
1 spicchio d'aglio
olio evo

Per prima cosa pulire bene i funghi dalla eventuale terra e tagliarli a fettine. Eliminare la cotenna dalla pancetta e tagliarla a cubetti o a striscioline, secondo il prorpio gusto. Tagliare a dadolini anche la fontina e tenerla da parte. In un padellino antiaderente tostare i pinoli a fiamma alta per un paio di minuti e tenerli da parte.
In una padella capiente scaldare 4 cucchiai di olio evo lo spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato, aggiungere la pancetta e farla rosolare bene, fino a che non e croccante; a questo punto aggiungere i funghi a fettine. Lasciare cuocere i funghi a fiamma vivace per una decina di minuti. Quando il liquido dei funghi si è quasi asciugato del tutto togliere lo spicchio d'aglio e aggiungere la panna fresca. Far prendere il bollore, poi abbassare la fiamma al minimo e lasciare andare per circa 5 minuti. Si formerà una salsa piuttosto liquida. Aggiustare eventualmete di sale.
Mentre i funghi cuociono lentamente, bollire le farfalle in abbondante acqua salata, scolarle al dente e saltarle insieme al condimento di panna e funghi fino a che non si forma una bella cremina. Aggiungere la fontina a dadini e i pinoli tostati. Mescolare velocemente per amalgamare e far sciogliere il formaggio.
Servire immediatamente.
Buon appetito!
 
 

N.B.: Le farfalle sono perfette con questo condimento ma andrà benone anche un qualunque altro tipo di pasta corta.

martedì 24 marzo 2020

La vita ai tempi del coronavirus (Minestra di riso, lenticchie e funghi)

Eccoci qui. Dopo un lungo, assordante silenzio anche io ho deciso di prendere la parola e dire la mia.
Che ci piaccia o no stiamo assistendo dal vivo a un evento che entrerà nei libri di storia. Quando ormai ci sentiamo potentissimi, padroni del mondo, all'apice del progresso tecnologico...una pandemia. La realizzazione di uno dei miei peggiori incubi: non c'è niente che mi faccia più paura della malattia, della sofferenza, per me e i miei cari. Un terrore viscerale che mi costringo a tenere a bada con la forza della ragione.
Starei volentieri rintanata in casa coi miei maschietti e invece sono fra quelle persone che ancora devono andare a lavoro. A volte mi sento sopraffare.
Ho fatto tutto quello che la mia mente razionale aveva giurato di non fare: sono andata a fare la spesa bardata con guanti e mascherina anche se so benissimo che basta mantenere la distanza di sicurezza; ho fatto una tale scorta che non sapevo più come fare entrare tutto in auto. Non tocco praticamente più niente a mani nude o senza disinfezione.
Bella la razionalità, eh! Salvo poi mandarla ai maiali appena possibile!
Ogni giorno tiro un sospiro di sollievo appena varco la porta di casa e la chiudo alle mie spalle.
E' a quel punto che ho bisogno di qualcosa per allentare i nervi. Gli abbracci del mio bambino. E poi cucino. Anzi, spesso cuciniamo insieme.
In queste sere fredde, in cui le notizie dei telegiornali gelano anche l'anima, sto riscoprendo zuppe e minestre. Qualcosa di buono e caldo, semplice e rassicurante, che sappia di casa e di famiglia. Perché ora, non mi occorre niente altro.



MINESTRA di RISO, LENTICCHIE e FUNGHI

Ingredienti
(per 3 persone):
250 g lenticchie secche
120 g riso (per me Carnaroli ma vanno bene anche baldo o originario)
10-12 funghi champignon
10 g di funghi porcini secchi
250 g passata di pomodoro
1 carota
1 cipolla
1 spicchio di aglio
1 costola di sedano
olio evo
sale

Mettere in ammollo i funghi porcini secchi per almeno 15 minuti. Sciacquare le lenticchie sotto acqua corrente. Pulire i funghi champignon, lavarli e tagliarli a fettine sottili. Preparare un trito con aglio, carota, sedano e cipolla. In una pentola capiente far soffriggere il trito con 3 cucchiai di olio evo, fino a che non è ben appassito. Aggiungere i funghi champignon e poi i funghi porcini sgocciolati e tagliati a pezzetti. Salare leggermente. Dopo 5 minuti aggiungere anche le lenticchie mescolando. Irrorare con la passata di pomodoro e far prendere il bollore. Versare 1,5 l di acqua e far riprendere il bollore. A questo punto aggiungere anche il riso, mescolare, e lasciare cuocere una quarantina di minuti a fiamma bassa. Aggiustare di sale e servire tiepida.
Buon appetito!


N.B.: Io ho usato un misto di funghi freschi e secchi. Niente vieta di usare di usare solo l'uno o l'altro o anche altre varietà di funghi, secondo i propri gusti.

martedì 4 aprile 2017

London calling (Mushroom & Chicken pie)

Sono stata tante volte a Londra e ogni volta è una scoperta: è una città che mi piace molto, che non mi annoia mai e a cui sono particolarmente legata. Solo lo scorso anno ci sono stata due volte: a maggio, dove io e il maschio alfa abbiamo iniziato a prendere in considerazione l'idea di un pargolo, e a novembre, già con il pancione, dove per la prima volta ho sentito qualcosa che si muoveva e non era colpa della digestione! Ho colto l'occasione per portare in gita i miei genitori che mai, e dico mai, si sarebbero avventurati da soli in terra anglosassone. Tre giorni in cui ho fatto da Cicerone ai miei e a una coppia di loro amici: in quei momenti ho capito che decisamente non avrei la pazienza per fare la guida turistica! E' stata durissima scontrarsi con l'immagine dell'italiano medio in terra straniera, in perenne ricerca di caffè espresso, pane, vino e pastasciutta! In questo senso a ben poco sono valsi i miei sforzi per far apprezzare la gastronomia locale come fish&chips, pies e sandwich.
Meta praticamente obbligata di ogni mia visita è Covent Garden, che mi piace da matti da gironzolare, e, in particolare modo, il Battersea Pie, un minuscolo ristorantino dove si possono assaggiare delle fantastiche pie salate.


Ce ne sono di veramente deliziose, con il loro guscio croccante di pasta briseè e un morbido e succoso stufato come ripieno: agnello alla menta, manzo e cipolle, stufato alla Guinness...
In occasione di un brunch a casa nostra ho voluto ricreare un po' di quell'atmosfera londinese che tanto mi affascina e ho preparato la pie preferita di un caro amico, colui che mi ha fatto innamorare di questa città: la torta ripiena di pollo e funghi!



MUSHROOM & CHICKEN PIE (torta di pollo e funghi)

Ingredienti (per 8 persone - tortiera da 24-26 cm a bordi alti):
300 g farina 00
150 g burro
90 ml acqua ghiacciata
sale

1 grosso petto di pollo
300 g funghi champignon freschi
1 porro
1 bicchiere vino bianco secco
100 ml panna fresca liquida
30 g farina 00 + per infarinare stampo
dragoncello secco
40 g burro + per imburrare stampo
brodo di pollo o vegetale caldo
1 uovo
olio evo
sale, pepe nero

Preparare la pasta briseè: frullare nel mixer la farina, con un pizzico di sale e il burro tagliato a tocchetti freddo di frigorifero fino a ottenere un composto sabbioso. Versare il composto in una ciotola e impastare velocemente con l'acqua freddissima, aggiunta poco per volta. Lavorare l'impasto fino a che non è omogeneo (attenzione a non scaldarlo con il calore delle mani), poi formare un panetto e avvolgerlo nella pellicola da cucina. Far riposare in frigorifero almeno un'ora prima di utilizzare.

Preparare il ripieno: tagliare il petto di pollo a bocconcini eliminando gli eventuali ossicini e parti grasse. Lavare e tagliare molto sottilmente il porro fino a che la parte verde non è troppo dura. Pulire molto bene i funghi dal terriccio sotto acqua corrente, eliminare poi la parte finale e tagliarli a fettine.
Scaldare in una casseruola capiente 3-4 cucchiai di olio evo e farvi appassire bene il porro a fettine. Aggiungere eventualmente qualche cucchiaio di acqua per evitare che si bruci.
Versare nella casseruola i bocconcini di pollo facendoli rosolare su tutti i lati a fiamma vivace; infine unire i funghi tagliati a fettine e lasciare insaporire alcuni minuti. Sfumare con il vino, insaporire con un cucchiaino abbondante di dragoncello, salare e pepare, poi portare lentamente a cottura il pollo su fiamma bassa.
Scaldare il brodo. In un tegame a parte sciogliere il burro a fiamma bassa, poi aggiungere la farina setacciata mescolando con una frusta, come per preparare una besciamella. Aggiungere lentamente 3-4 mestoli di brodo caldo (circa 400 ml) continuando a mescolare con la frusta per non formare grumi fino a che il composto non si è addensato (deve avere la consistenza della besciamella). Salare appena, poi versare nel tegame dove sta cuocendo il pollo. Aggiungere anche la panna fresca al pollo e mescolare fino a che la crema non si è leggermente addensata. Aggiustare eventualmente di sale, poi spengere il fuoco e lasciare raffreddare.
Imburrare e infarinare uno stampo a cerniera di 24-26 cm a bordi alti. Dividere la pasta briseè in due panetti (uno leggermente più grande dell'altro). Stendere il panetto più grande ad uno spessore di circa 2 mm (non deve essere troppo sottile perché il ripieno ha una consistente parte semiliquida) e usarla per rivestire lo stampo, facendola ben aderire ai bordi. Versare nello stampo lo spezzatino di pollo e funghi ormai freddo. Stendere il secondo panetto di pasta e usarlo per coprire lo stampo. Premere bene la pasta briseè sui bordi in modo che aderisca bene e si formi uno scrigno ben chiuso, poi ritagliare gli eccessi di impasto dai bordi e usarli per fare delle eventuali decorazioni. Con una forchetta praticare alcuni fori al centro della torta, poi spennellare la superficie con l'uovo sbattuto e cuocere in forno preriscaldato a 190°C per circa un'ora (la superficie della torta deve essere ben dorata). Sfornare e lasciare raffreddare un po' prima di servire. E' buona anche fredda e tiepida, se servita il giorno successivo alla preparazione.
Buon appetito!

N.B.1 Per una variante ancora più golosa si possono aggiungere una manciata di gherigli di noci grossolanamente tritati allo spezzatino di pollo mentre ancora sta cuocendo.
N.B.2 Si possono preparare anche delle monoporzioni molto carine con adeguati stampini!


lunedì 7 novembre 2016

Il bosco nel piatto (Zuppa autunnale di bosco)

Nelle scorse settimane, prima dell'arrivo delle piogge torrenziali, ho avuto la possibilità di fare qualche bella passeggiata nel bosco insieme ai miei, cercatori di funghi della domenica ma pur sempre più esperti della sottoscritta, che riesce a scovare solo quelli molto appariscenti (rossi, bianco fluo, arancione acceso) e invariabilmente tossici.
A prescindere dalle mie scarsissime capacità di riconoscimento fungino si è trattato di una esperienza molto rigenerante: le giornate erano belle e soleggiate, per niente fredde e il profumo del sottobosco assolutamente inebriante. Camminare su un tappeto di coloratissime foglie secche e muschio, immersi solo nei rumori del bosco è estremamente rilassante. Sembrava di essere in un bosco da fiaba con il fruscio delle foglie e colori che sfumavano dal giallo vivo, all'ocra, al rosso mattone, al marrone scuro...bellissimo.
Ho ascoltato, osservato, annusato, ho raccolto castagne e ho cercato di scoprire se davvero i Puffi vivono nei funghi rossi.
Una volta tornata a casa non ho potuto fare a meno di usare i frutti del bosco trovati per preparare qualcosa di assolutamente autunnale: una zuppa calda, confortante e preziosa nei suoi ingredienti di stagione appena raccolti. Una leccornia che riabilita il mio rapporto con l'autunno.



ZUPPA AUTUNNALE di BOSCO

Ingredienti (per 2 persone):
una trentina di castagne cotte (bollite o frugiate) sgusciate
50 g di pancetta stufata in un unico pezzo
1 cipolla
300 g funghi misti puliti (porcini, galletti, pioppini, pleurotus...)
1 l brodo vegetale
1 rametto di rosmarino
olio evo
sale, pepe nero

Sbucciare e tritare la cipolla, tagliare a dadolini la pancetta. Far soffriggere in una pentola (meglio se di coccio) la cipolla e la pancetta insieme a 2-3 cucchiai di olio evo e al rametto di rosmarino intero. Quando la cipolla è trasparente aggiungere anche le castagne e i funghi lavati e tagliati a pezzetti. Fare insaporire tutto un paio di minuti. La scelta dei funghi è libera: io avevo a disposizione porcini e galletti ma i veri conoscitori possono usare tutti quelli che preferiscono e che sono reperibili nei boschi in questo periodo (ma attenzione a quelli tossici e velenosi!) o al mercato, per i più pigri!
Aggiungere gradualmente il brodo caldo e portare a bollore, poi abbassare la fiamma al minimo e lasciare sobbollire coperto per almeno un'ora: in questo modo i sapori si amalgamano bene e le castagne si sfaldano quasi completamente formando una deliziosa cremina. Verso fine cottura aggiustare di sale e pepe. Servire calda.
Buon appetito!

Con questa ricetta partecipo al contest di Betulla in collaborazione con la Locanda 2 camini


sabato 13 febbraio 2016

Simbolo di amore eterno (Capesante ai funghi)


E' facile rimanere senza parole di fronte ad un simile spettacolo. Il Taj Mahal.
Una delle 7 meraviglie del mondo.
Il simbolo dell'amore eterno.
Si perchè se inizialmente si viene colpiti dalla grandiosa maestosità dell'edificio, dalle sue proporzioni perfette, dall'opulenza dei decori e dal suo abbacinante candore marmoreo, è la sua storia che lo rende ancora più speciale. Mentre le grandi opere architettoniche sono sempre state uno strumento per magnificare la ricchezza e il potere del committente, in questo caso la motivazione alla base della costruzione del Taj Mahal non è altro che lo sconfinato amore dell'imperatore moghul Shah Jahan per la moglie Mumtaz.
Alla morte di lei, di parto, lui le promise che non l'avrebbe mai dimenticata e per fare ciò fece costruire, nel 1632, un cenotafio di tale bellezza che ancora oggi resta una delle più mirabili opere architettoniche al mondo.
Furono impiegati più di 20 anni e fu dato fondo a tutte le ingenti ricchezze dell'impero per la sua costruzione. Si narra che l'imperatore non si riprese mai dalla morte di Mumtaz: tracurò i suoi doveri di sovrano per sovrintendere ai lavori del Taj Mahal, fino a che non fu imprigionato dal figlio, onde evitare di sperperare ancora denaro nell'opera, peraltro ormai compiuta. Morì prigioniero nel forte di Agra, dove gli era stata destinata un'ala del palazzo da cui potesse sempre vedere il Taj Mahal, la tomba della sua amata Mumtaz.
"Una lacrima di marmo sul volto del tempo", così è stato definito da Tagone e di certo io non saprei descriverlo meglio mentre mi trovavo lì davanti con un groppo in gola.

Non potevo che raccontare questa storia per San Valentino, la festa degli innamorati. In fondo, chi non vorrebbe essere ricordato in questo modo dopo la morte?
Personalmente credo che dovrò accontentermi di un romantico tete-a-tete a base di pesce. Come antipasto consiglio queste deliziose capesante gratinate ai funghi: anche se l'abbinamento sembra ardito, i sapori si sposano a meraviglia. Inoltre sono poco impegnative da preparare, così resta più tempo per le coccole!
Buon San Valentino!



CAPESANTE ai FUNGHI

Ingredienti (per 2 persone):
4 capesante
10-12 funghi champignon freschi
1 spicchio d'aglio
vino bianco secco
prezzemolo fresco
pangrattato
olio evo
sale, pepe nero

Staccare le capesante dalla conchiglia e lavarle sotto acqua corrente per eliminare eventuali residui di sabbia, poi asciugarle bene con della carta.
In una padella far rosolare lo spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato con un paio di cucchiai di olio evo, poi toglierlo e far scottare le capesante a fiamma alta per circa un minuto per lato. Sfumare con mezza tazzina di vino bianco e aggiungere i funghi precedentemente lavati e tagliati a fettine. Abbassare la fiamma e lasciare cuocere una decina di minuti. A fine cottura aggiustare di sale e pepe e cospargere con prezzemolo fresco tritato.
Rimettere ogni capasanta nel suo guscio insieme ad un po' di funghi e di sughetto, cospargere con pangrattato e infornare a 200°C  fino a che il pangrattato non inizia ad abbrustolire (circa 10 minuti). Sfornare, guarnire con una fettina di champignon crudo e servire subito.
Buon appetito!

lunedì 1 dicembre 2014

Sapori d'autunno (Pasta con farina di castagne con funghi e salsiccia)

Un lungo viale alberato, foglie gialle, rosse e marroni che volteggiano in aria fino a toccare terra per formare un insolito tappeto. Le prime giacche pesanti, le calze e gli stivali. Questa è la mia immagine dell'autunno, quando gli alberi si spogliano e i colori sono caldi e avvolgenti nonostante l'aria frizzantina e il buio che scende velocemente nel pomeriggio. Non posso dire di amare tutti gli aspetti dell'autunno ma sicuramente sono innamorata dei sapori di stagione che porta con sè come zucca, funghi e castagne.
Per dare il benvenuto alla nuova stagione ho pensato bene di concentrarmi su ciò che più mi piace dell'autunno e ho preparato qualcosa di veramente saporito.
Per la prima volta in vita mia, mi sono cimentata con la pasta fatta in casa! Direi che si tratta di un evento che merita di essere ricordato!
Invece di iniziare dalle cose semplici, ovvero dalla classica pasta all'uovo, ho deciso di complicarmi la vita e ho tentato una pasta fresca senza uova e con farina di castagne: ne è venuta fuori una cosa deliziosa anche per una principiante come me!



PASTA di FARINA di CASTAGNE con FUNGHI e SALSICCIA

Ingredienti (per 3 persone):
210 g farina di castagne
150 g farina 0
160 g acqua

2 salsicce fresche
1 scalogno
funghi galletti (un paio di manciate o comunque un quantitativo a piacere)
olio evo
1/2 bicchiere di vino bianco
2 rametti di rosmarino
sale, pepe nero

Su una spianatoia setacciare insieme le due farine, versarvi l'acqua a filo impastando inizialmente con una forchetta, poi a mano. Continuare a impastare energicamente fino a ottenere un panetto omogeneo ed elastico. Avvolgere il panetto in un canovaccio pulito e lasciare riposare almeno mezz'ora in frigo. Riprendere il panetto e stenderlo con il mattarello (aiutandosi con un po' di farina per non far attaccare l'impasto al mattarello e alla spianatoia). Chi ne è capace può fare tutto con il mattarello; per i principianti come me magari è meglio usare l'apposita macchinetta per stendere la pasta in modo più sottile e omogeneo. Essendo una pasta senza uova e con poco glutine non è molto elastica perciò è difficile tirarla sottile: meglio lasciarla un po' più spessa per evitare che si rompa (spessore n. 2 della macchinetta).



Preparare il condimento facendo soffriggere in un tegame lo scalogno sbucciato e affettato, gli aghi di rosmarino e i funghi lavati, asciugati e spezzettati. Dopo 5 minuti aggiungere le salsicce sbriciolate, far rosolare, poi sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco. Salare, pepare e portare a cottura (il fondo di cottura dovrà essersi ridotto).
Cuocere la pasta in abbondante acqua bollente salata per 5-6 minuti, scolarla velocemente e aggiungerla al condimento. Insaporire la pasta nel condimento per un paio di minuti e servire subito.
Buon appetito!


domenica 13 luglio 2014

Aspettando l'estate (Spaghetti di soia piccanti con carne e verdurine)

Si, ma l'estate???? Che fine ha fatto? Qualcuno l'ha vista o me la sono persa per strada? Sono forse caduta in letargo a giugno e mi sono svegliata a ottobre? Perchè la sensazione è proprio quella, con queste piogge, il vento, i fulmini, le bufere improvvise e l'aria fresca e pungente. Per uscire la sera ho dovuto indossare, con somma disdetta e poca eleganza, l'unica felpa che avevo lasciato nel cassetto, mentre i miei nuovi vestitini estivi rimangono ancora a far la muffa nell'armadio. Aspetto solo che qualcuno mi inviti ad una festa di Halloween e l'illusione sarà perfetta!
Per di più con questo tempo non mi va di uscire e il maschio alfa mi obbliga a sorbirmi tutte le partite del Mondiale....per fortuna che siamo alla fine di questo strazio.
Mentre sono in attesa di temperature più miti e gite al mare, propongo una ricetta cinese piccantina e molto saporita: gli spaghetti di soia saltati con verdure, maiale e salsa di soia. Sono buonissimi e vengono davvero molto simili a quelli che si mangiano al ristorante, con il vantaggio che si può limitare il quantitativo di olio e quindi la pozza di unto che spesso accompagna questo tipo di preparazione. Buonissimi!



SPAGHETTI di SOIA CINESI

Ingredienti (per 3 persone):
150 g spaghetti di soia (3 matassine)
2 spicchi di aglio 
300 g macinato di maiale
2-3 cipollotti bianchi freschi
10 funghi champignon
2 carote 
1 peperoncino piccante
1/2 peperone rosso
Un pezzo di zenzero fresco
olio di semi di girasole
Vino bianco secco 
salsa di soia
sale

Per prima cosa preparare il soffritto: sbucciare un pezzo di zenzero (io ne metto abbastanza ma dipende dai gusti personali) e tagliarlo a julienne sottilissime, sbucciare l'aglio e tagliarlo a fettine. In uno wok (o in una padella saltapasta) versare olio di semi di girasole fino a coprire abbondantemente il fondo, scaldarlo e soffriggervi il maiale insieme al ginger e le fettine di aglio. Aggiungere anche il peperoncino piccante tagliato a pezzetti (anche qui la quantità è a discrezione...io ne metto uno intero ma si può tranquillamente diminuire). Far insaporire tutto a fiamma alta mescolando frequentemente. Salare poco e sfumare con il vino bianco e una tazzina di salsa di soia. Quando la carne è praticamente cotta aggiungere anche i funghi lavati e tagliati a fettine, il peperone tagliato a listarelle, le carote raschiate e tagliate a julienne o a losanghe e il cipollotto tagliato in 6-8 spicchi verticalmente per un'ultima spadellata veloce a fiamma alta. Se il fondo di cottura è troppo asciutto aggiungere ancora salsa di soia. Il condimento può sembrare tanto ma non lo è: letteralmente sparisce tra gli spaghetti! Lessare gli spaghetti di soia in abbondante acqua bollente: basta un solo minuto, ovvero il tempo necessario perchè le matassine di spaghetti si aprano. Con tempi di cottura superiori gli spaghetti diventerebbero collosi. Scolare bene gli spaghetti e spadellarli a fiamma alta insieme al condimento preparato il tempo necessario ad amalgamare bene tutto (il fondo di cottura deve essere abbastanza asciutto a questo punto). Irrorare eventualmente con altra salsa di soia. Servire subito ma tenere presente che sono buoni pure freddi.
Buon appetito!


domenica 18 maggio 2014

Safari! (Straccetti di tacchino con curry e funghi)

Dopo 5 ore abbondanti di viaggio in auto da Johannesburg, percorriamo una strada oltre la quale si spiega una piatta e sconfinata distesa cespugliosa che non appare, a prima vista, così diversa dalla macchia mediterranea cui siamo abituati. Solo in lontananza si scorge il profilo azzurrino dei monti Drakensberg, qualcosa di remoto all'orizzonte. Mi pervade una sensazione di spazio e libertà che mi accompagnerà per tutta la vacanza. Giungiamo infine all'ingresso dello Skukuza Restcamp, all'interno del Kruger National Park: un grosso cancello di legno circondato da una recinzione elettrificata. Subito mi balzano in testa le immagini di Jurassic Park e mi aspetto di veder spuntare un tirannosauro da un momento all'altro. Anche all'interno l'illusione continua: piccoli edifici con tetti in paglia, shop, ristorante, bar. In lontananza scorgiamo il collo di una giraffa tra gli alberi, impala e scimmie sono ovunque, alcuni facoceri brucano nell'aiuola. E' tutto così perfetto e irreale da sembrare veramente un set cinematografico...ed io continuo ad aspettare il tirannosauro! Poche semplici istruzioni antimalaria e veniamo scortati alla nostra piazzola, dove le tende sono già montate all'ombra di due alberi e fornite di brandine, piumini, asciugamani, luce e ventilatore. Se mi aspettavo una sistemazione spartana e selvaggia, sperduta nella savana, al limite del pericoloso, mi sono dovuta ampiamente ricredere: qui sono accampate famiglie che preparano barbecue, con bambini che sciamano in piscina! Una pacchia! Il nostro primo safari (o game drive) è serale, pertanto abbiamo tutto il pomeriggio a disposizione per ambientarci e gironzolare un po'. Scopriamo che il camp è situato accanto al fiume, sul quale si affaccia dall'alto con una bella terrazza fornita di tavolini. La vista è mozzafiato: il fiume melmoso lambisce il principio di una radura rigogliosa e un enorme bufalo se ne sta placidamente sdraiato al centro del corso d'acqua; in lontananza alcuni babbuini corrono sul ponte della vecchia ferrovia.


Accanto alla terrazza è acceso il tradizionale braai, il barbecue, su cui 2 cuochi arrostiscono ininterrottamente salsicce e carne locale di vario tipo che emana un profumino a dir poco delizioso. Mi prometto di provarlo quanto prima anche se in realtà non ci riuscirò dato che nel nostro tour erano già previsti tutti i pasti. In compenso ci ha provato un esercito di scimmiette ad assaggiare la cucina del campo intrufolandosi nei cestini dei rifiuti!


Si potrebbe tranquillamente passare il tempo seduti su quella terrazza e vedere passare elefanti, coccodrilli, ippopotami e quant'altro ma il tempo stringe ed è ora del primo safari fuori dal campo, su enormi jeep aperte. Niente poteva preparare una cittadina come me all'emozione dell'avvistamento degli animali liberi nel loro habitat, l'adrenalina della "caccia" solo per poterli osservare da vicino: leoni, rinoceronti, zebre, giraffe, kudu, elefanti, iene, leopardi e addirittura dei rarissimi ghepardi. Tutti lì, a pochi metri di distanza da me. Meraviglioso.

Il più bello di tutti
Mai ho avuto la sensazione di essere in pericolo, nemmeno quando tre leoni hanno iniziato ad accerchiare la jeep: sembravano più incuriositi, se non proprio indifferenti, alla nostra presenza. Magari un brividino c'è stato quando ci siamo avvicinati troppo rumorosamente ad un grosso elefante che ha lanciato un sonoro barrito facendoci sobbalzare. Per il resto ho notato una pace assoluta, una calma e un'armonia che noi non conosciamo. Certo, i predatori cacciano per natura ma è istinto di sopravvivvenza e la ferocia è dettata solo dalla fame (e con tutti gli impala che ci sono a spasso dubito fortemente che qualche predatore sia denutrito!).

Altra cosa cui non ero preparata è il gelido freddo che scende nel bush (termine figo per dire savana) subito dopo il tramonto: un'escursione termica da maglietta a cappotto. Se all'inizio ridevamo delle coperte e dei poncho di pile forniti, al rientro del tour ci eravamo avvolti come in un bozzolo! Tornati al campo ci attendeva una ulteriore sorpresa. Credevo, anche stavolta erroneamente, che per i pasti avrei dovuto accontentarmi di qualcosa di molto frugale, magari intorno al fuoco, molto junk food preconfezionato, al massimo qualcosa di rustico tipo salsiccia e fagioli! Anche stavolta, stupore: accanto ad un allegro fuoco e ad una attrezzatissima cucina da campo si ergeva una tenda più grande, aperta, con sedie e tavoli elegantemente apparecchiati, illuminati da lanterne a olio...suggestioni da "La mia Africa". I menù, sempre presentati dallo chef, erano semplici ma molto curati e completi: un entreè a base di verdura come cappelle di funghi gratinate con aglio e formaggio, insalata greca o rivisitazione di parmigiana light molto buona. I piatti principali erano sempre ricette locali a base di carne come manzo, pollo o struzzo, sempre ben cotta e accompagnata da verdure miste, riso o papa, una sorta di polentina morbida di farina di mais. Per finire, golosi dolci al cucchiaio come crema alla cannella o mousse di cioccolato con fragole. Per quattro giorni ci siamo alzati alle 5, prima dell'alba, con il freddo e la bruma del bush che si diradavano al sorgere del sole e non abbiamo fatto altro che mangiare troppo abbondantemente e stare seduti sulle jeep a caccia di animali (che probabilmente non saremmo riusciti a scorgere senza la vista acuta della nostra fantastica guida) trovando a malapena il tempo per un bagno di sole in piscina o una passeggiata. Avrei potuto farlo in tacchi a spillo questo safari tanto è stato comodo! Verso le 18 il tramonto incendiava il cielo di colori incredibili regalando scenari da sogno e poi, velocemente, il buio. Giusto il tempo di far abituare gli occhi all'oscurità e alzando la testa si poteva ammirare uno spettacolo magnifico quanto gli animali liberi: nell'aria limpida un cielo stellato come non lo avevo mai visto, così tante stelle e così luminose da formare una scia, la Via Lattea, qualcosa che da noi è impensabile vedere a causa dello smog, dell'inquinamento luminoso e del pulviscolo atmosferico.
Ho lasciato a malincuore il Kruger Park e i suoi innumerevoli animali ma il viaggio continua e la strada da percorrere è ancora lunga e ricca di sorprese.

Al rientro una ricetta a base di carne, ovviamente, anche se a base dell'unico animale che non ho visto in Sudafrica: il tacchino! Leggero ma comunque saporito grazie all'aggiunta di funghi e curry, per disintossicarsi dai fasti della cucina sudafricana.



STRACCETTI di TACCHINO con CURRY e FUNGHI

Ingredienti (per 3 persone):
500 g fesa di tacchino a fette (sostituibile con pollo)
circa 20 champignon
2 spicchi d'aglio
polvere per curry
farina 00
olio evo
sale

Tagliare a striscioline le fette di tacchino e rotolarle bene in una panatura fatta con 2-3 cucchiai di farina e un cucchiaio abbondante di polvere per curry.
In un tegame antiaderente scaldare un paio di cucchiai di olio evo con gli spicchi d'aglio sbucciati e schiacciati, toglierli quando iniziano a dorarsi e aggiungere gli straccetti di tacchino infarinati. Rosolare gli straccetti a fiamma vivace, salare e sfumare con una tazzina di vino bianco. Quando il vino si è asciugato aggiungere i funghetti lavati e tagliati a pezzi. I funghi rilasciano molta acqua: lasciare cuocere fino a che il fondo di cottura non si è ritirato abbastanza da formare una speciedi cremina. Occorreranno circa 15 minuti. Aggiustare di sale e servire caldo con una insalatina e, per avere un piatto unico,con del riso basmati bollito.
Buon appetito!

mercoledì 30 gennaio 2013

In the end

Eccomi alla fine. Ultimi giorni in Florida e ultimo post dedicato. Doveva succedere prima o poi. "Era l'ora!" penserà qualcuno. Ancora non eravamo ripartiti che già la nostalgia si faceva sentire: ogni palma, ogni raggio di sole parlava di tutto quello che non avrei più visto al rientro. Mentre cercavo di imprimere bene tutto nella memoria mancava solo una tappa per completare il viaggio, qualcosa che rientrava nella mia personalissima lista di "cose da fare prima di morire": vedere dal vivo una partita di basket NBA, uno degli sport-simbolo degli USA e che io adoro guardare. Caso vuole che la squadra dei Miami Heat sia attualmente considerata la più forte (anche se io sono una tifosa dei Los Angeles Lakers e di Kobe Bryant in particolare!), quella con i giocatori più forti e famosi, nonchè detentrice del titolo: come fare a resistere??? Così siamo andati all'American Airlines Arena per assistere ad uno spettacolo da cui noi italiani avremmo solo da imparare: un intero, enorme palazzetto gremito fino al soffitto (ne sono sicura visto che, per non spendere un occhio della testa, avevamo i posti talmente in alto che potevamo toccarne il soffitto, in senso letterale!), strapieno di allegre e festose famigliole americane educatamente sedute al loro posto per tutto il tempo della partita. I cori e il tifo sono pilotati dall'organizzazione e tutto si svolge in un clima allegro, rilassato ed educato: niente insulti, niente caos, niente barriere per proteggere atleti che sono indubbiamente tra i più pagati al mondo. Eppure è tutto molto civile, niente a che vedere con le scene apocalittiche a cui siamo abituati negli stadi di calcio italiani. Ecco una foto dell'American Airlines Arena fatta dalla nostra piccionaia prima dell'inizio della partita.

La partita? Uno spettacolo per chiunque sia un'appassionato di questo sport per nerboruti spilungoni!

La ricetta di oggi non c'entra niente con l'America dato che appena ho messo piede in aeroporto ormai mi sentivo già a casa. Per di più adesso siamo nei giorni della merla, è un freddo birbone e c'è bisogno di un bel comfort-food caldo e facile da preparare: in 15 minuti è pronto per la gioia del maschio alfa (che adora gli omogeneizzati, ops...volevo dire le vellutate!) e anche della mia che non devo spignattare 3 ore e sporcare 85 tegami per avere una cenetta deliziosa!




VELLUTATA di FAGIOLI ai FUNGHI

Ingredienti (per 3 persone):
400 g fagioli borlotti lessati
50 g pancetta stagionata a dadini
300 g funghi champignon freschi
1 rametto di rosmarino
2 foglie di salvia
1 spicchio d'aglio
brodo vegetale (facoltativo)
olio evo
sale, pepe nero

Lavare bene i funghi, asciugarli e tagliarli grossolanamente. In un padellino scaldare un paio di cucchiai di olio evo e lo spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato. Eliminare l'aglio prima che diventi scuro e aggiungere la pancetta. Far rosolare un paio di minuti, poi aggiungere anche i funghi. Salare (poco), pepare a piacere e lasciare cuocere al massimo una decina di minuti (fino a che i funghi non sono cotti), poi spengere il fuoco.
In una casseruola scaldare 2-3 cucchiai di olio evo insieme alla salvia e al rosmarino: quando è caldo aggiungere i fagioli sgocciolati e lasciare insaporire alcuni minuti a fiamma vivace. Salare, pepare e aggiungere circa 400 ml di brodo caldo. Portare a ebollizione. Eliminare le foglie di salvia e il rametto di rosmarino e frullare con il pimer a immersione: ne deve risultare una crema piuttosto densa. Se la consistenza dovesse essere troppo soda aggiungere ancora brodo, se dovesse essere troppo liquida rimettere sul fuoco finoa che non raggiunge la densità desiderata. Servire calda gurnita con alcune cucchiaiate di funghi e pancetta.
Buon appetito!

Con questa ricetta partecipo al contest di Sale e coccole

sabato 25 agosto 2012

Teenager in cucina

Correva l'anno 1998. Non avevo ancora la patente, i cellulari erano qualcosa che si vedeva praticamente solo nei film, il maschio alfa pesava 10 kg meno rispetto a ora e il coprifuoco era a mezzanotte! Era l'anno dei Mondiali di calcio in Francia e, sebbene io non sia mai stata una tifosa di calcio, era una buona occasione per passare del tempo in compagnia degli amici, da cui mi accompagnavano i genitori.
Era il tempo delle prime cene in casa fai-da-te e delle prime sperimentazioni in cucina. E' stato lì, a casa di un'amica, che ho avuto il mio primo incontro con la pasta fredda che ho imparato ad amare e replicare. Delle partite non ricordo assolutamente nulla ma non posso dimenticare il grande tavolo all'aperto dove cenavamo, con la televisione portata fuori per l'occasione, le risate e le scempiaggini tipiche dei teenager.
Da allora mi piace organizzare cene a casa per gli amici e preparare le stesse bruschette con i funghi trifolati che mi furono insegnate allora: ne andavo letteralmente matta!
La particolarità sta nel fatto che i funghi sono crudi e ben conditi: sono molto saporiti e freschissimi da mangiare. Ho usato il mio amato aglio che in questo caso è assolutamente indispensabile: senza di esso i funghi non avrebbero lo stesso sapore. Data la facile reperibilità degli ingredienti è un piatto che può essere preparato in qualunque stagione, sia come antipasto, per un'aperitivo o per una cena veloce e sfiziosa.
E' curioso che ancora non avessi inserito questa ricetta, che è una delle prime cose che ho imparato a fare e che continuo a replicare anno dopo anno: èassolutamente da provare!

Bruschette con funghi trifolati


BRUSCHETTE con FUNGHI TRIFOLATI

Ingredienti (per 6 persone):
500 g funghi champignon
2 spicchi d'aglio
Succo filtrato di1 limone
un mazzetto di prezzemolo
olio evo
1 piccolo peperoncino piccante
sale
300 g pane toscano

Tagliare la parte terrosa ai funghi, poi lavarli bene sotto acqua corrente per eliminare l'eventuale terriccio. Tagliare i funghi a fettine molto sottili (si può usare una mandolina), metterli in una ciotola e irrorarli via via con il succo di limone in modo che non anneriscano.
Tritare il prezzemolo lavato e asciugato e gli spicchi d'aglio sbucciati e senza l'anima.Condire i funghi con il trito preparato, olio evo (non occorre abbondare: i funghi sono già umidi con il succo di limone) sale e il peperoncino tritato (facoltativo ma a me piacciono piccanti). Lasciare insaporire in funghi almeno un'ora in frigo.
Tagliare a fette il pane e tostarlo. Disporre i funghi sulle fette di pane tostate ancora calde e servire.
Buon appetito!


martedì 20 marzo 2012

Odori di casa

Quando abbiamo ristrutturato casa la soluzione più logica è stata avere la porta d'ingresso in cucina, così da non dover spostare porte e finestre che avrebbero allungato notevolmente i tempi dei lavori. Questa collocazione non mi ha mai entusiasmato particolarmente: ritrovarsi subito di fronte a tavolo e fornelli, oltre all'onnipresente caos che regna nella mia cucina, non è certo la soluzione più elegante a cui si possa pensare. Ormai, comunque, mi ci sono abituata e ho trovato anche dei lati positivi: mi piace entrare in casa e vedere il dolcino che ho preparato la sera precedente sul piano di marmo bianco, mi piace sentire il suo profumo che durante il giorno ha invaso la stanza e che mi accoglie come un silenzioso benvenuto. Soprattutto mi piace, quando il maschio alfa torna dai suoi allenamenti serali, che la prima cosa che veda rientrando a casa sono io, intenta a spignattare per preparare la cena. Mi piace che il profumo della cena lo saluti prima che io mi renda conto che ha aperto la porta. So che è un'immagine molto anni '50, che fa anche un po' Happy Days se vogliamo (purtroppo non c'è Fonzie), piuttosto in contrasto con l'immagine che vorrei avere di me ma cercherò di soprassedere!!!
E' stato in una di queste sere che, in barba alla stanchezza, mi sono lanciata nella preparazione degli ossibuchi di tacchino (visto che siamo in un  periodo di limitazione dei carboidrati): un tipo di carne un po' bistrattata ma in grado di dare gran soddisfazione al palato con una cifra decisamente modica (il che non guasta certo in questo periodo di quasi recessione). Inoltre è molto digeribile e ricca di sali minerali: un'ottima alternativa al solito pollo. I funghi sono un condimento azzeccatissimo per profumare e insaporire una carne che altrimenti può risultare un po' anonima e la lenta cottura la ammorbidisce e la impregna degli odori che daranno il benvenuto a chi entra in cucina!

Ossibuchi di tacchino ai funghi


OSSIBUCHI di TACCHINO ai FUNGHI

Ingredienti (per 2 persone):
 4 ossibuchi di tacchino
300 g funghi misti (freschi o congelati, a piacere)
2 spicchi aglio
3 bacche di ginepro
100 ml vino bianco secco
farina
20 g burro
doppio concentrato pomodoro
brodo di carne (facoltativo)
prezzemolo tritato
olio evo
sale, pepe nero

Sbucciare e schiacciare i 2 spicchi di aglio e farli soffriggere con 3 cucchiai di olio evo e 20 g di burro in un tegame. Infarinare bene gli ossibuchi di tacchino e rosolarsi a fiamma vivace nel tegame per circa 5 minuti per ogni lato. Salare, poi sfumare con il vino. Quando il liquido si è un po' ristretto eliminare gli spicchi di aglio e aggiungere le bacche di ginepro schiacciate e i funghi lavati e tagliati a fettine (oppure direttamente congelati). Appena riprende il bollore aggiungere anche un cucchiaio di concentrato di pomodoro e mescolare bene. Incoperchiare, abbassare la fiamma al minimo e far cuocere lentamente almeno per 1 ora. La carne di tacchino deve essere sempre ben cotta e se la cottura avviene lentamente, in presenza dei funghi, risulta anche molto tenera, oltre che profumata e saporita.
A metà cottura girare gli ossibuchi e aggiungere, se il fondo di cottura fosse troppo asciutto, poco brodo caldo (io non ne ho avuto bisogno). A fine cottura pepare leggermente e cospargere con prezzemolo tritato prima di servire.
Buon appetito!

N.B.: si può evitare il burro e usare tutto olio evo per rosolare la carne anche se il gusto ne risente un pochino.


Dato che questa ricetta sarebbe perfetta da cucinare in coccio, partecipo al contest di Max


e alla raccolta di secondi piatti di Le padelle fan fracasso

sabato 24 dicembre 2011

Primo giorno d'inverno

Non ci posso credere! L'inverno è arrivato per davvero! Dopo un autunno a dir poco tiepido, allo scoccare del 21 dicembre, esco di casa e...tac!...E' inverno: freddo pungente, auto ghiacciata, piante coperte di brina. Corro a infilarmi guanti e cappello mentre aspetto che l'auto si "scongeli" per recarmi a lavoro. In ufficio: clima adatto per un allevamento di pinguini. Accendo la stufetta al massimo e in poco tempo ricreo una piacevole atmosfera tropicale, molto più indicata per la mia condizione di animale a sangue freddo. Mancano solo i gabbiani e il frusciare delle onde!
Al momento di uscire però, inevitabilmente, trovo di nuovo il gelo. Sarà mica che mi ammalo con questi sbalzi di temperatura? Detto, fatto: il giorno seguente mi ritrovo con un raffreddore da urlo e il naso completamente tappato. Iella nera! Fra 3 giorni è Natale e io mi rifiuto di essere malata!
Per rimettermi in sesto ci vuole qualcosa di caldo e possibilmente molto godurioso: e vai con una bella polenta pasticciata! Un vero piatto da montanaro adatto anche a un re e, perchè no, anche alla tavola delle feste natalizie!

Polenta pasticciata ai funghi


POLENTA PASTICCIATA ai FUNGHI

 Ingredienti (per 3-4 persone):
250 g farina di mais (regalatami da Cocogianni)
1 bicchiere latte
450 g funghi misti surgelati
una decina di funghi champignon
2 spicchi aglio
prezzemolo fresco
Pecorino nero di Pienza
olio evo
sale, pepe nero

Lavare bene gli champignon sotto acqua corrente, asciugarli e tagliarli a fettine sottili. Lavare, asciugare e poi tritare finemente il prezzemolo. Sbucciare gli spicchi di aglio, schiacciarli col palmo della mano e farli soffriggere alcuni minuti con 2 cucchiai di olio evo in una padella. Aggiungere i funghi ancora surgelati e dopo alcuni minuti gli champignon. Salare e pepare. Far cuocere il tutto un quarto d'ora a fiamma vivace. Verso fine cottura spolverizzare i funghi con il prezzemolo tritato.
Per la polenta: in una pentola scaldare un litro di acqua insieme a 12 g di sale. Quando l'acqua bolle abbassare il fuoco e versare la farina di mais a pioggia. Iniziare subito a mescolare con un mestolo di legno in modo che non si formino grumi. Verso metà cottura (circa 25 minuti) la polenta sarà molto soda e avrà bisogno di essere ammorbidita con il latte caldo. Continuare a mescolare vigorosamente (per evitare che la polenta si attacchi al tegame) ancora per mezz'ora circa o comunque fino a che non è cotta e non ha raggiunto la consistenza desiderata. Gli ultimi minuti aggiungere un paio di manciate di pecorino a dadini: mescolare in modo che si sciolgano e insaporiscano tutta la polenta. Servire subito ben calda guarnita con fettine di pecorino molto sottili e qualche cucchiaiata di funghi caldi.
Buon appetito!

Con questa ricetta partecipo al contest polentoso di Love at first bite

mercoledì 26 ottobre 2011

Il bastone e la carota

Ogni tanto, ma solo ogni tanto, mi piace compiacere il mio maschio alfa, perché è bello fargli sapere (a modo mio, s'intende) che ci tengo a lui. L'importante è non esagerare: questi maschi sono gia abbastanza viziati!!! In questo caso la machiavellica filosofia del bastone e della carota viene in mio soccorso, anche se nello specifico sarebbe più giusto parlare di "filosofia della zucchina e del fungo"! Allora ecco che cerco di propinargli le zucchine camuffate, i capperi frullati o l'ananas mimetizzato (quante bastonate...povera creatura!) alternandole con quei piatti che per lui sono autentiche leccornie (anche se non sempre contengono carote!). In questo modo le coccole diventano speciali e ancora piu gradite!
Così, quando il sabato mattina siamo andati  a fare la spesa insieme, da brava coppietta, e ho visto gli champignon giganti ho pensato bene di farglieli notare: mi ha guardato con quel luccichio negli occhi e uno sguardo implorante che diceva "ti prego, prendiamoli, così li prepari ripieni". Ho sorriso e gli ho detto di prenderne quanti voleva (cioè quasi tutti quelli rimasti nella cassetta!).
Perchè se è vero che l'uomo si prende "anche" per la gola, è sicuro che le sottili arti femminili passano anche per la cucina!
Questi funghi ripieni li preparo da tanti anni ma credo che l'unico ad averli gustati sia stato proprio lui, il maschio alfa: ne è talmente ghiotto da sfiorare l'ingordigia, oltre al fatto che non sempre si trovano gli champignon delle giuste dimensioni! "Perchè le dimensioni contano", come dicevano in Godzilla!

FUNGHI RIPIENI al FORNO

Ingredienti:
7 grossi funghi Champignon
1 mozzarella
70 g prosciutto cotto in una sola fetta
1 spicchio aglio
prezzemolo
pangrattato
olio evo
noce moscata
sale, pepe, nero

Pulire i funghi eliminando la parte finale del gambo, terrosa, poi lavarli sotto acqua corrente. Staccare delicatamente i gambi dalle cappelle e tagliarli a dadini. In una padella fare soffriggere lo spicchio di aglio sbucciato e schiacciato con 2 cucchiai di olio evo, poi aggiungere i gambi dei funghi tagliuzzati e fare cuocere un paio di minuti a fuoco vivace. Aggiungere anche il prosciutto cotto precedentemente tritato in maniera grossolana. Salare, pepare e continuare la cottura alcuni minuti fino a che il liquido rilasciato dai funghi non si sarà asciugato. Prima di spengere il fuoco aggiungere qualche foglia di prezzemolo tritato e un pizzico di noce moscata. Tritare la mozzarella e aggiungerla ai funghi quando ormai sono quasi freddi e amalgamare bene tutti gli ingredienti. Con il composto ottenuto riempire le cappelle dei funghi. Cospargere i funghi con del pangrattato mescolato con poco sale e pepe, poi sistemarli in una teglia e irrorarli con un filo di olio evo.



Infornare a 180° C per circa 20 minuti (il pangrattato deve formare una sorta di crosticina). Servire caldi. Per un buffet sono molto carini in versione finger food: io ho usato i mini vassoi di Atmosfera Italiana anche se eravamo solo in due. Non si può sempre mangiare dal tegame di cottura come dei trogloditi: ogni tanto facciamo finta di darci un tono!


Funghi ripieni al forno

Con questa ricetta partecipo al contest del Giardino degli aromi

mercoledì 22 giugno 2011

Se il caldo non arriva

Finalmente sembra che il calendario si sia accorto che è giugno e non ottobre! Ieri sera sono persino riuscita a uscire in gonna e maglietta! Certo è che fino alla scorsa settimana il tempo non è stato molto clemente e più che invogliare a cercare refrigerio, invitava a ristorarsi con qualcosa di calduccio e confortevole. Ecco perchè alla fine ho deciso di preparare le patate ripiene al cartoccio nella versione piu autunnale che conosco! Certo ne conosco tante versioni ma, complice le temperature un pò bassine per la stagione e la viscerale passione dell'uomo per i funghi, alla fine ho optato per quella piu cicciuta e calorica!


Patate ripiene al cartoccio


Ingredienti (per 3 persone):
6 patate grandi
70 g prosciutto arrosto in una sola fetta
25 funghi champignon
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
uno spicchio d'aglio
prezzemolo
pangrattato
olio evo
noce moscata
maggiorana secca
sale, pepe

Lessare le patate intere con la buccia per un'ora e mezza: devono essere ben cotte. Sbucciarle e scavarle delicatamente con un cucchiaino fino ad ottenere delle specie di "ciotoline" tenendo da parte l'interno della patata. Tritare il prezzemolo e, separatamente, il prosciutto arrosto. Pulire bene i funghi sotto acqua corrente e tagliarli a fettine. Sbucciare e schiacciare lo spicchio d'aglio, poi farlo soffriggere in un cucchiaio di olio evo. Aggiungere i funghi, un pizzico di sale e di pepe e lasciar stufare una decina di minuti. A fine cottura aggiungere il prezzemolo tritato.
In una terrina mescolare l'interno delle patate schiacciato, i funghi saltati (avendo avuto cura di eliminare l'aglio), il prosciutto tritato, il parmigiano, una bella grattugiata di noce moscata, un pò di sale e pepe.
Riempire le patate con il composto ottenuto e spolverizzare con il pangrattato aromatizzato con maggiorana secca, sale e pepe nero. Avvolgere ogni patata in un pezzo di alluminio e cuocere in forno preriscaldato per 30 minuti a 180° C.
Da servire calde nel loro cartoccio, magari acconpagnate da una insalatina verde e da un po' di senape. Che altro dire... questo è un piatto molto buono e adattissimo per una fredda sera invernale. Se però ci si sente freddolosi...


ho scelto in abbinamento a questo piatto la birra artigianale MARGOT prodotta da un piccolo birrificio d’eccellenza”


Con questa ricetta partecipo al contest patatoso di 2 cuori in cucina dal titolo I mangiatori di patate.


Con questa ricetta partecipo al contest tutto autunnale di Samaf !!!



Con questa ricetta partecipo anche al contest di Pane e olio

sabato 14 maggio 2011

L'utile e il dilettevole

Si dice che la fretta sia cattiva consigliera. Io dico che non è sempre vero!
La ricetta di oggi è una di quelle che nascono dall'ispirazione del momento, da quel qualcosa che nasce dentro e cresce fino ad assumere una forma, un sapore e un colore ben definito: insomma, avevo una fame da lupi e poco tempo a disposizione per la preparazione di manicaretti. Trattasi questa di situazione abbastanza ricorrente e difficilmente evitabile a causa degli attuali ritmi di vita. L'unica possibilita è fare buon viso a cattivo gioco (oggi è la sagra dei luoghi comuni) e tirare avanti nel miglior modo possibile cercando di unire, appunto, l'utile (mangiare velocemente) al dilettevole (preparare qualcosa di sfizioso). Come al solito, con i minuti contati e un uomo che si aggirava famelico per la cucina, ho aperto il frigo... e questo è il risultato.

CROSTONI MULTIGUSTO

 
Ingredienti:
pane toscano (sciocco)
3 cubetti spinaci surgelati
300 g funghi porcini surgelati
scamorza affumicata a fettine
50 g pancetta a dadini
2 spicchi aglio
olio evo
sale, pepe

Scongelare gli spinaci nel forno microonde alla massima potenza per 5 minuti. Nel frattempo preparare 2 padelline con uno spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato e 2 cucchiai di olio evo ciascuna. Far soffriggere per un minuto l'aglio, poi aggiungere i funghi (ancora surgelati) e lasciarli stufare a fuoco vivace circa 10 minuti. Verso fine cottura salare e pepare a piacere.
Nella seconda padellina, una volta aver soffritto l'aglio, aggiungere la pancetta e dopo alcuni minuti gli spinaci scongelati e ben strizzati. Anche in questo caso lasciar insaporire su fiamma vivace una decina di minuti, poi salare e pepare.
Tagliare il pane a fette alte un dito e poggiarvi sopra una fetta di scamorza. Infornare le fette di pane con il formaggio in forno preriscaldato a 180°C per circa 5 minuti o comunque il tempo necessario a dorare il pane e sciogliere il formaggio.
Comporre il crostone distribuendo gli spinaci alla pancetta sul pane con il formaggio e completando con una cucchiaiata di funghi. Servire caldi.
Anche stavolta sono riuscita a placare la fame dell'uomo!
Buon appetito!

Crostoni multigusto


Con questa ricetta partecipo al contest di Mamma Papera dal titolo In 20 minuti o meno per la sezione antipasti.


Con questa ricetta partecipo al contest di Cocogianni per la sezione bruschette!

domenica 2 gennaio 2011

Natale 3 (Il punto debole)


Una delle debolezze del mio amato sono sicuramente i funghi: praticamente impazzisce per qualunque piatto li contenga. Circa un mese fa, per il compleanno di mia mamma, siamo andati a pranzo in una caratteristica trattoria vicino Chianciano, dove abbiamo mangiato una fantastica zuppa di funghi. Potevo io esimermi dal prendere per la gola l’amato? Certo che no! Così, sempre per Natale, come primo alternativo al ragù d’anatra, ho cercato di riprodurre tale ricetta e devo dire che non è venuta niente male! Anzi, personalmente preferisco una bella zuppa alla pastasciutta!


zuppa di funghi


Ingredienti per 6 persone:
·         600 g funghi misti freschi (champignon, pioppini, pleurotus)
·         400 g funghi surgelati a dadini (porcini e finferli)
·         2 grosse patate
·         Una cipolla
·         Una carota
·         Una costola di sedano
·         2 spicchi di aglio
·         Prezzemolo
·         4 cucchiai di farina
·         1,5 l brodo di carne
·         5 cucchiai olio evo
·         Pane toscano tostato
·         Sale, pepe

Sbucciare la cipolla, pelare l’aglio, raschiare la carota e pulire la costola di sedano. Preparare un trito con tali verdure e qualche rametto di prezzemolo (Stavolta non sono riuscita a schiavizzare l'uomo di casa. Sgrunt!).
Pulire i funghi freschi e tagliarli grossolanamente. Sbucciare le patate e tagliarle a tocchetti piuttosto piccoli.
Fare appassire il trito di verdure con l’olio in una pentola capiente, unire i funghi surgelati e dopo qualche minuto quelli freschi. Lasciare insaporire il tutto qualche minuto, mescolando spesso, poi aggiungere le patate e subito dopo la farina. Amalgamare bene la farina con le verdure, poi, sempre mescolando, aggiungere lentamente il brodo caldo. Salare, pepare e proseguire la cottura a fiamma bassa per almeno un’ora, mescolando ogni tanto.
Far riposare la zuppa per qualche minuto a temperatura ambiente, poi servire adagiando nella ciotola 1-2 fette di pane toscano tostato e qualche foglia di prezzemolo fresca.
Gustosissima, facile e leggera… Buon appetito!

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di ricette autunnali di Samaf 


martedì 19 ottobre 2010

I colori dell'autunno


Si può dire che l’autunno è ufficialmente iniziato con annessi e connessi: giornate poco luminose, cielo che esibisce tutte le sfumature di grigio e foglie che cadono. Anche la temperatura sta scendendo inesorabilmente e si inizia a vedere la prima nebbia nei campi al mattino. Questo periodo mi mette sempre una gran tristezza, specialmente perché i ricordi dell’estate appena trascorsa sono ancora troppo vivi. Così, per rallegrarmi un po’, cerco di cucinare più “colorato”!
Lo scorso weekend ho invitato alcune amiche a pranzo (buttando letteralmente fuori casa il tizio con cui abito), così ho deciso di optare per uno dei miei cavalli di battaglia: la vellutata di zucca con porcini.
E’ un piatto leggero (molto da donnine!) ma di sicuro effetto; e poi è bene approfittarne perché la zucca e i funghi adesso sono di stagione! Inoltre la sera prima mi ero scofanata tanta di quella trippa e lampredotto che dovevo per forza cercare di mangiare più leggero!
Mi piace l’idea della stagionalità degli ingredienti perché il sapere che non sono disponibili tutto l’anno li rende in qualche modo speciali (senza contare che gli alimenti di stagione sono infinitamente più saporiti e più a buon mercato… infatti si trovano spesso anche nell’orto di fronte a casa mia [leggi orto di mio suocero] ).
Ma passiamo alla ricetta vera e propria.

INGREDIENTI (per 3-4 persone):
-          Circa 1,2 kg zucca pulita
-          2 patate (medie dimensioni)
-          Circa 300 ml latte
-          Funghi porcini congelati 500 g circa
-          Acqua
-          2 spicchi di aglio
-          Olio extravergine di oliva (3 cucchiai)
-          Sale, pepe, noce moscata

Innanzitutto occorre sbucciare le patate e la zucca; poi tagliare tutto a dadini e mettere in una pentola abbastanza capiente (io uso quella in cui cuocio la pasta, tanto per intendersi). Aggiungere acqua e latte in parti uguali (o in parti variabili secondo il proprio gusto personale) fino a coprire appena le verdure. Far cuocere a fuoco vivace fino a che non inizia l’ebollizione: solo a quel punto abbassare la fiamma e far cuocere lentamente, con coperchio, per almeno mezz’ora (o fino a che sia la zucca che le patate non si spappolano) mescolando ogni tanto con un cucchiaio di legno.
Verso fine cottura salare a piacere e grattugiare abbondante noce moscata (a me piace da impazzire… sarà perché contiene sostanze allucinogene che creano dipendenza?).
Una volta terminata la cottura togliere dal fuoco e frullare tutto con il mixer a immersione fino ad ottenere una crema. Se l’aspetto appare troppo acquoso si può rimettere sul fuoco fino a che non raggiunge la densità desiderata.
Mentre la zucca cuoce si preparano i funghi: io ho usato quelli congelati da mia suocera (per mia fortuna mio suocero quest’anno ne ha trovati tantissimi [lo stesso dell’orto: santo subito]).
Soffriggere 2 spicchi di aglio con l’olio in una padella antiaderente, poi toglierli e ho aggiungere i funghi ancora surgelati. Lasciar cuocere a fiamma non troppo alta per circa 15 minuti, poi salare e pepare a fine cottura.
Impiattare la vellutata calda e cospargerla con i funghi porcini e, a chi piace, con del parmigiano grattugiato.
Le mie amiche l’hanno adorata, perciò… buon appetito!

Vellutata di zucca con porcini

Con questa ricetta partecipo al contest tutto autunnale di Samaf!