domenica 1 febbraio 2026

Il mese infinito (Stufato di pollo e verdure)

Gennaio. Il mese infinito. Non so perchè ma sembra non finire mai. Sembrano già passati almeno 3 mesi dalla Befana e invece....solo 24 giorni!!! E se il tempo scorre lento, la cucina si adegua e rallenta.
Per contrastare il grigiore un secondo piatto che sa di casa e famiglia, uno di quelli che fanno venire in mente le nonne e il tegame a sobbollire lentamente sul fuoco. Un'immagine di un tempo lento e tranquillo, che diventa sempre più difficile replicare.
Le mie nonne non sono mai state molto presenti nella mia vita e sicuramente non ricordo grandi prelibatezze fatte da loro ma, se un giorno dovessi diventare nonna, è questo il tipo di ricordi che vorrei riuscire a evocare nei nipoti. Chissà. L'importante è non farsi trovare impreparati! E' per questo motivo che intanto mi esercito con questo semplicissimo quanto buono stufato di pollo e verdure, uno dei cavalli di battaglia di mio babbo. È fantastico perché molto versatile: si possono usare le verdure che si preferiscono in base alla stagione (questa è la versione basic, che va bene in qualunque stagione) o alla disponibilità del frigo ed è ottimo pure mangiato a temperatura ambiente (quindi va benissimo anche d'estate o come schiscetta). Un unico problema: dotarsi di adeguato quantitativo di pane per la scarpetta obbligatoria!




STUFATO DI POLLO E VERDURE 

Ingredienti (per 4 persone):
1 pollo tagliato a pezzi (si possono usare anche solo fusi o sovracosce)
3 patate medie
3 coste di sedano
1 cipolla o 1 porro
2 spicchi di aglio
4 carote
400 g di pomodori pelati
3 bacche di ginepro
un cucchiaio di bacche di pepe nero
un paio di foglie di alloro
un bicchiere di vino bianco

Sbucciare le patate e tagliarle a tocchetti non troppo piccoli, sbucciare e affettare la cipolla (o il porro), raschiare le carote e tagliarle a rondelle non troppo sottili, lavare e tagliare a pezzettoni le coste di sedano. Tenere da parte tutte le verdure insieme.
Sbucciare e schiacciare i due spicchi di aglio e farli rosolare insieme a 3-4 cucchiai di olio evo, le bacche di ginepro, il pepe e le foglie di alloro per un minuto a fiamma vivace, in una capiente casseruola (meglio se antiaderente). Quando il tutto inizia a soffriggere aggiungere i pezzi di pollo, preferibilmente senza pelle, e farlo rosolare su tutti i lati. Salare a piacere e poi sfumare con il vino. Quando l'alcool è evaporato aggiungere tutte le verdure precedentemente preparate e mescolare. Aggiungere anche i pomodori pelati spezzettati e far riprendere il bollore. A questo punto abbassare la fiamma al minimo, incoperchiare e lasciare stufare il tutto per almeno un'ora, mescolando ogni tanto. Trascorso questo tempo il pollo sarà cotto e si sarà formato un bel sughetto di verdure. Aggiustare eventualmente di sale. Se lo si vuole ridurre un po' è sufficiente alzare la fiamma e tenere il tegame scoperto, così da far evaporare il liquido fino a raggiungere la densità desiderata.
Servire caldo, freddo o tiepido, a piacere con abbondante pane o riso bollito.
Può essere preparato in anticipo e il giorno dopo è ancora più buono.
Buon appetito!

N.B.: Per una versione più estiva usare peperoni, zucchine, melanzane in aggiunta; per una più invernale sbizzarrirsi con broccoli, zucca, bietole e cavolfiore.



domenica 18 gennaio 2026

Versione invernale (Torta rovesciata di cipolle e formaggio)

 Sono una grande amante delle cipolle e non ne faccio mistero, anche se vengono ritenute socialmente poco accettabili. Non è la prima volta che le utilizzo per una torta rovesciata (vedi qui http://jeggycorner.blogspot.com/2011/08/il-cappero-della-discordia.html?m=1) ma stavolta ho voluto farne una versione più invernale e, se vogliamo, più peccaminosa. Trovo che le cipolle abbinate al formaggio siano uno di quei matrimoni d'amore difficili da replicare, ancor di più se le cipolle si caramellano con zucchero e glassa di aceto balsamico, il tutto racchiuso da un croccante scrigno di pasta sfoglia. Mi viene l'acquolina in bocca solo a scriverne!
Il tempo di preparazione è ridicolmente breve e a parte le immancabili lacrime dovute al taglio cipolla, questa torta regala solo gioie!





TORTA ROVESCIATA DI CIPOLLE E FORMAGGIO


Ingredienti:
1 rotolo di pasta sfoglia
2-3 cipolle dorate
Scamorza affumicata o altro formaggio (fontina, provola, cheddar... ma anche brie o gorgonzola)
glassa di aceto balsamico
zucchero
sale, pepe

Disporre della carta da forno sul fondo di una teglia rotonda da crostata. Distribuire un cucchiaio abbondante di zucchero e successivamente della glassa di aceto balsamico sul fondo della teglia.
Sbucciare le cipolle e farne delle fette spesse almeno mezzo cm. Distribuire le fette di cipolla sulla teglia, sopra lo zucchero e la glassa, fino a che il fondo non è più visibile. Si possono anche leggermente sovrapporre le fette per avere una maggiore copertura. Salare le cipolle e distribuirvi sopra il formaggio a sentimento. . Coprire il tutto con la pasta sfoglia, chiudendo bene i bordi verso l'interno della teglia così da "raccogliere" tutta la farcitura.
Infornare in forno caldo a 200°C per 35 minuti (valutare il tempo in base alle prestazioni del proprio forno. In ogni caso la superficie della pasta sfoglia dovrà essere ben dorata).
Sfornare e lasciare raffreddare prima di rovesciare la torta su piatto di portata. Eliminare la tortiera e la carta da forno, delicatamente. Guarnire con foglie di salvia fresca o di timo e servire. 
Buon appetito!



sabato 17 gennaio 2026

Ricordi di bambina (Panini di Sant'Antonio)

Tra i ricordi d'infanzia più golosi che ho, una menzione d'onore la meritano sicuramente i panini dolci di Sant'Antonio. 
Ero una bambina gracile e molto inappetente ma attendevo ogni anno l'arrivo del 17 gennaio per poter fare colazione e merenda con questa prelibatezza. Che poi non si tratta d'altro che di semplici sofficissimi panini dolci! Ma quanto erano buoni, appena presi dal fornaio!
In seguito mi sono informata sulla loro storia e a quanto pare si tratta di un dolce tradizionale unicamente della zona Prato-Pistoia! Anni addietro si era soliti prepararli in occasione della benedizione del parroco agli animali delle fattorie. 
Adesso, che non sono più bambina (e nemmeno inappetente!) e questa tradizione religiosa si è decisamente persa, anche perchè di stalle ormai ne sono rimaste ben poche! Restano loro, i panini di Sant'Antonio, a memoria di un tempo che fu e anche della mia infanzia.




PANINI di SANT'ANTONIO

Ingredienti (per circa 30 panini):
550 g di farina 0 + altra farina per lavorare
80 g di zucchero semolato
1 uovo
50 g di olio di semi di girasole
250 ml di latte
12 g di lievito di birra
sale
1 tuorlo + una tazzina di latte per spennellare
zucchero semolato per decorare

In una ciotola capiente disporre la farina a fontana. Al centro mettere 80 g di zucchero, un pizzico di sale, l'uovo sbattuto, l'olio e il latte tiepido in cui avrete fatto preventivamente sciogliere il lievito di birra. Iniziare ad impastare, prima con un cucchiaio e poi a mano. Impastare energicamente per una decina di minuti, fino a che non si crea un impasto sodo ma elastico. A questo punto creare una specie di palla con l'impasto, praticare un taglio a croce sulla sommità e coprire la ciotola con la pellicola per alimenti. Riporre la ciotola in luogo riparato (io metto la ciotola nel forno spento ma con la luce interna accesa in modo che il forno si intiepidisca) per far lievitare l'impasto fino al raddoppio: occorreranno 3/4 ore circa. 
Una volta terminata la lievitazione, versare l'impasto su un piano di lavoro infarinato e formare tante palline di impasto di circa 35 g ciascuna. 
Disporre le palline di impasto su una placca da forno previamente rivestita di carta da forno: devono essere vicine ma non toccarsi tra di loro. Arriveranno a toccarsi al termine della seconda lievitazione. Tradizionalmente si creano file da 6 panini. Riporre la placca in forno, sempre e solo con la luce accesa, e lasciare lievitare un altro paio d'ore circa. 
Una volta che i panini hanno finito di lievitare toglierli dal forno e accenderlo in modalità statica a 170-180°C.
In un bicchiere mescolare il tuorlo d'uovo e il latte e usare questo composto per spennellare abbondantemente i panini. Spolverizzare a piacere con zucchero semolato e, quando il forno è caldo, infornare. Cuocere per 25 minuti: la superficie dovrà appena brunirsi.
Sfornare e lasciare raffreddare completamente prima di servire.
Sono ottimi da soli, staccati con le mani, ma se siete dei veri viziosi potete osare una farcitura a piacere: nutella, panna, marmellata...
Buon appetito!



martedì 9 dicembre 2025

L'odissea moderna (Stracciatella)

"Era una sera buia e tempestosa..."
Potrebbe iniziare così l'epopea che mi ha visto coinvolta dopo le copiose precipitazioni degli ultimi giorni. Nonostante abiti a nemmeno 20 km di distanza da lavoro, credo che a volte impiegherei meno tempo per tornare a casa andando a piedi!
Ma procediamo con ordine: è una qualunque sera di autunno, piove, e dopo una giornata di lavoro non penso ad altro che a tornare a casa, fare una doccia, una cena decente e a rilassarmi un'oretta prima di dormire....e invece no! In questo fantasmagorico piano non avevo considerato il meteo, il traffico e il fatto che con la pioggia la maggior parte delle persone sembra che si dimentichi di avere la patente.
Ben consapevole che il tempismo è tutto in questi casi, alle 17 in punto esco da lavoro, mi fiondo in auto e parto alla velocità della luce per "bruciare sul tempo" tutti gli altri fuggitivi, mentre la pioggia scroscia abbondante.
Decido di provare un percorso alternativo rispetto al solito ma già da lontano avvisto la lunga coda di auto che si sta formando. Non mi scoraggio e accendo il navigatore per farmi consigliare il tragitto più veloce. Lo stupido dispositivo, purtroppo, non tiene conto del flusso di auto in continuo aumento e mi fa incanalare in un girone dell'inferno, meglio conosciuto come il cavalcavia vicino al centro commerciale. Qui un genio dell'urbanistica ha creato un collo di bottiglia terrificante, in cui una strada a 4 corsie diventa a una corsia, provocando ingorghi degni di Nuova Dehli. Come se ciò non bastasse, in un tratto di nemmeno 500 m erano già presenti due incidenti a peggiorare ulteriormente la situazione. Dopo mezz'ora a passo d'uomo, lasciatami alle spalle il tratto incriminato, inizio a pensare che ormai il peggio sia passato. Errore! La fila di auto invece di diminuire sembra aumentare, fino a che non ne capisco il motivo: visto che sta continuando a piovere, i sottopassi sono stati chiusi in via precauzionale provocando ancora una volta un imbottigliamento disumano e deviazioni su minuscole strade secondarie. In questi casi i santi del paradiso non sono abbastanza e dopo averli nominati tutti a gran voce, ho ricominciato da capo.
Dopo un'ora e mezza di viaggio (neanche per volare a Barcellona ci ho messo così tanto) finalmente giungo a casa, stravolta e imbufalita, con la ciurma che reclama la cena a gran voce. Per fortuna che il giorno precedente avevo avuto l'accortezza di preparare un bel brodo di pollo salvacena, uova e parmigiano non mancano mai e voilà: una bella stracciatella calda per cena, che con questo tempo balordo è il comfort food perfetto per riprendersi dal logorio della vita moderna!
Non sapete che cosa è la stracciatella? Malissimo! Si tratta di uno dei miei piatti preferiti di quando ero bambina (e vorace mangiatrice di uova) e si prepara nel tempo in cui ci mette il brodo a prendere il bollore. Nient'altro che una zuppa di brodo, uova e formaggio. Non è sicuramente un piatto gourmet, da pranzo della domenica, ma che incredibile bontà e quanto è confortevole dopo una giornata storta!




STRACCIATELLA

Ingredienti (per una persona):
200 ml circa di brodo
1 o 2 uova (dipende da quanta fame avete)
1 cucchiaio abbondante di parmigiano per ciascun uovo
sale
pepe nero
noce moscata (facoltativa)

Per prima cosa far bollire il brodo in un pentolino. Nel mentre sbattere le uova insieme al parmigiano, poco sale, una macinata di pepe nero e, se piace, un pizzico di noce moscata. Quando il brodo ha raggiunto l'ebollizione versare il composto di uova e formaggio e aspettare un minuto che riprenda il bollore. Iniziare a mescolare delicatamente con un cucchiaio fino a che l'uovo non si è completamente rappreso (in pratica è come avere l'uovo strapazzato nel brodo). Servire subito.

Buon appetito!

N.B.: Le dosi sono riferite ad una persona; per più persone basta moltiplicare gli ingredienti per il numero di commensali.

domenica 28 settembre 2025

L'autunno all'improvviso (Straccetti di pollo con uva e ginger)

 Giuro che non ero preparata. Com'è possibile che nell'arco di meno di una settimana siamo passati da un clima subtropicale a un nebbioso autunno inglese???? Dalla canotta alla felpa in uno schiocco di dita mentre con l'altra mano reggo il flacone di Fluimucil e l'aspirina, pronta per l'inevitabile tracollo di tutta la famiglia. 
Ok il cambio di stagione e l'abbassamento delle temperature ma io preferisco l'estate!
D'altro canto, con il fresco serale mi è tornata l'ispirazione in cucina: fornelli e forno sono stati riaccesi e ho già fatto incetta di verdure e frutta di stagione. 
Chi mi conosce sa che, in linea generale, non amo molto la frutta e che per consumarne delle quantità adeguate, spesso la inserisco in piatti salati che la rendono più appetibile. 
Nonostante l'uva sia un frutto che mi piace piluccare semplicemente, ho voluto comunque provarla in un secondo piatto veloce da preparare quanto buono. Ammetto che il risultato mi ha stupita oltre le mie più rosee aspettative: un gusto leggermente agrodolce davvero gradevole. 
Purtroppo l'opinione dei maschi alfa di casa non è pervenuta visto che entrambi si rifiutano di mangiare uva. 




STRACCETTI di POLLO con UVA e GINGER. 

Ingredienti (per 3 persone):

- 400 g di petto di pollo 
- 200 g di uva bianca (meglio senza semi)
- un pezzetto di ginger fresco  (3 cm circa)
- 30 g di burro 
- maizena
- brandy
- sale
- pepe nero 

Per prima cosa tagliare il petto di pollo a filettini spessi circa 1cm. Se trovate gli straccetti di pollo già tagliati, pure meglio!
Lavare l'uva e tenerla da parte. 
Sbucciare il ginger e tritarlo.
In un tegame dal fondo antiaderente sciogliere a fuoco dolce il burro insieme al ginger tritato; quando è tutto sciolto e sfrigolante mettere a cuocere gli straccetti preventivamente infarinati con la maizena. Alzare il fuoco e far dorare gli straccetti su tutti i lati, poi salare e sfumare con un bicchierino di brandy. 
Aggiungere gli acini di uva ed eventualmente poca acqua per creare un bel fondo di cottura cremoso senza che si bruci. 
Portare a cottura (occorreranno circa 5 minuti) e alla fine cospargere con del pepe nero a piacere. 
Servire subito accompagnato magari da riso bianco o pane per fare scarpetta. 
Buon appetito!




mercoledì 17 settembre 2025

Controcorrente (Pasta alle noci)

 Mentre tutto il mondo impazzisce per i pistacchi, io vado controcorrente e confesso che preferisco di gran lunga le noci, frutta secca che, credo, abbia avuto il suo momento di gloria negli anni '80, ma che decisamente incontra di più il mio gusto personale e, a quanto pare, anche quello dei miei amati maschi alfa.
Contrariamente ad altri tipi di frutta secca, come mandorle e nocciole, ben più diffuse e blasonate, le noci sembrano essere cadute un po' nel dimenticatoio se non per qualche estroso fornaio che le inserisce nei suoi impasti. Per esempio, ormai è difficile trovare un gelato alle noci o della pasticceria che le contenga. Per questo motivo le ho sempre mangiate perlopiù in purezza, sgranocchiandole come spuntino o al massimo come aggiunta nelle insalate.
Recentemente, però, mi sono applicata per un utilizzo più creativo delle noci come condimento per la pasta: roba da leccarsi i baffi! Niente a che vedere con le salse pronte del reparto frigo al supermercato, solo noci tritate, robiola (o altro formaggio spalmabile) e poco altro.
Uno dei migliori primi piatti che ho prodotto negli ultimi tempi. Quindi una bella pacca sulla spalla per me e tutti a tavola!




PASTA ALLE NOCI 

Ingredienti (per 3 persone):
250-300 g di pasta corta (fusilli e farfalle sono perfetti)
100 g di noci sgusciate
150 g di robiola (o altro formaggio spalmabile tipo Philadelphia o stracchino)
Un pugno di foglie di rucola fresche
olio evo
sale
pepe nero

Per prima cosa tritare le noci in un piccolo mixer fino a ridurle quasi in polvere.
In un tegame scaldare un paio di cucchiai di olio evo e farvi tostare per un minuto le noci tritate a fiamma vivace, in modo che rilascino tutto il loro profumo. A questo punto abbassare la fiamma al minimo e aggiungere la robiola mescolando piano fino a che non si è completamente sciolta e si è formata una cremina invitante. Aggiustare eventualmente di sale.
Cuocere la pasta al dente in abbondante acqua salata e, dopo averla scolata (tenere da parte un bicchiere di acqua di cottura), tuffarla nella salsina di noci e robiola. Mantecare bene la pasta aggiungendo, se necessario, l'acqua di cottura della pasta tenuta da parte per aumentare la cremosità del piatto. Un minuto prima di servire aggiungere anche la rucola spezzettata e una generosa macinata di pepe nero, sempre mescolando.
Servire subito e buon appetito!

N.b.: per un gusto più delicato, la rucola può essere efficacemente sostituita da una stessa quantità di spinacini freschi.



mercoledì 27 agosto 2025

Un'estate anni stile '80 (Panzanella croccante)

 Le estati della mia infanzia si sono sempre svolte al mare, sulla riviera adriatica secondo una rigida routine consolidata nel tempo: erano gli anni '80, quando si partiva il primo di agosto con l'auto stracarica in stile trasloco. A seguire 30 giorni da trascorrere in spiaggia, pressochè identici l'uno all'altro ma comunque leggeri e spensierati.
Era da quegli anni che non trascorrevo tanto tempo stabilmente al mare eppure, guardandomi intorno, le cose non sono cambiate poi così tanto: i bambini al pomeriggio fanno ancora merenda con il gelato dello stabilimento balneare e in riva al mare si gioca ancora con la palla e i racchettoni mentre i bagnini borbottano infastiditi; alcune sere si mangia la pizza in spiaggia guardando il tramonto, altre si va a giocare a minigolf, altre ancora si va in bicicletta a mangiare il gelato alla gelateria buona. Le mamme urlano ancora per far uscire i bambini dall'acqua e a ferragosto si fanno i gavettoni. Si fanno le grigliate la sera e a pranzo si mangia il riso freddo.
Tutto come circa 40 anni fa, solo che, stavolta, sono dall'altra parte della barricata: adesso sono io la mamma!!!! Sono io che me ne sto seduta sul bagnasciuga a ciarlare mentre con lo sguardo controllo che il piccolo maschio alfa non anneghi o, peggio ancora, non affoghi qualche altro bambino. Adesso sono io che lotto ogni sera per fare la doccia al piccolo maschio alfa e gli intimo di fare i compiti altrimenti niente gelato!
Tutto uguale eppure tutto diverso. Un altro punto di vista della stessa vacanza. 
Un po' come la mia panzanella, che nel corso degli anni ga subito un piccolo update, una sorta di ammodernamento che la fa diventare un bel piatto completo vegano. E anche più instagrammabile!





Ingredienti (per 3 persone):
200 g di pane toscano raffermo 
Pomodorini in quantità 
3-4 costole di sedano 
1 cipolla fresca dolce (di Tropea o di Certaldo)
350 g di ceci già lessati
Olive nere denocciolate
Basilico fresco a profusione 
Olio evo 
Aceto balsamico 
Zucchero di canna 
Sale 
Pepe nero 

Per prima cosa lavare i pomodorini, poi asciugarli e tagliarli a metà. Disporre i pomodorini sulla placca del forno con la parte tagliata rivolta verso l'alto. Cospargere i pomodorini con un dello zucchero di canna, un pizzico di sale e un filo d'olio evo. Infornare i pomodorini a 200°C per circa 20 minuti: si devono appassire e abbrustolire leggermente ai bordi. Sfornare e lasciare raffreddare. 
Tagliare il pane a dadini, raccoglierlo in una ciotola e condirlo con poco sale e olio evo. Infornare una decina di minuti, sempre a 200°C, fino a che non diventa dorato e croccante. Sfornare e lasciare raffreddare. 
Lavare e tagliare a fettine il sedano, la cipolla fresca e le olive nere. 
Raccogliere in una ciotola il sedano, la cipolla e le olive a fettine, il pane e i pomodorini. Aggiungere anche i ceci lessati e ben sgocciolati e tanto basilico spezzettato. 
Condire a piacere con olio evo, sale, aceto balsamico e un pizzico di pepe nero, mescolare e lasciare insaporire tutto insieme per una decina di minuti (magari in frigorifero) prima di servire. 
Buon appetito!



N.b.1: io uso pane integrale o semi-integrale a lievitazione naturale perché mi piace ma andrà bene qualsiasi altro tipo di pane purché sia senza sale, olio, latte, burro, strutto. Insomma deve essere pane toscano!

N.b.2: ho usato del sedano al posto del classico cetriolo, che mi resta indigesto. Se preferite il cetriolo usatelo!