sabato 1 maggio 2021

Voglia di picnic (Frittata di spaghetti)

C'è tanta voglia di uscire di casa, tanta voglia di scampagnate nella natura, tanta voglia di vedere posti nuovi. Finalmente la Toscana è tornata ad essere zona gialla e io già pregusto un goloso picnic in spiaggia. Peccato che, ovviamente, piove per tutto il weekend! E pazienza, sarà per la prossima settimana. Ma alla frittata di spaghetti che avrei voluto mangiare in riva al mare proprio non rinuncio! 
La mia versione è molto basic, condita con un semplice sugo di pomodoro e mozzarella ma di fatto può essere arricchita con ciò che si preferisce: piselli, pancetta, formaggi e salumi vari. Piace ai bambini, è perfetta per pranzi e cene fuori casa ma fa una bella figura anche sulla tavola delle feste, se degnamente farcita.
Un piccolo spoiler: il giorno dopo forse è ancora più buona!



FRITTATA DI SPAGHETTI AL FORNO

Ingredienti (per 3 persone):
200 g spaghetti 
1 cipolla 
150 g di mozzarella 
3 uova
250 ml polpa di pomodoro (o passata)
Pangrattato 
Parmigiano grattugiato 
Olio evo
Sale 
Origano secco 
Pepe nero 

Tritare finemente la cipolla e farla ammorbidire in padella, a fiamma media, insieme a 3-4 cucchiai di olio evo e una tazzina di acqua. Una volta che la cipolla è diventata trasparente aggiungere la passata di pomodoro e lasciare sobbollire una decina di minuti. Aggiustare di sale e insaporire a piacere con origano e pepe nero.
Cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata e scolarli a metà cottura. In una ciotola condire gli spaghetti con la salsa di pomodoro, poi aggiungere la mozzarella a pezzetti e le uova. Mescolare per amalgamare il tutto. Rivestire con carta da forno una teglia da forno rotonda da 24 cm di diametro e versare il composto di spaghetti. Livellare bene e spolverizzare la superficie con abbondante parmigiano grattugiato e pangrattato.
Infornare in forno caldo a 200°C per una ventina di minuti (deve essersi formata una bella crosticina croccante in superficie), sfornare e lasciare raffreddare completamente prima di servire, tagliata a fette.
Buon appetito!
 






 




martedì 27 aprile 2021

Ricerche golose (asparagi ginger e cumino)

Anche quest'anno sta per finire la stagione degli asparagi selvatici e anche stavolta non sono mai riuscita ad andare alla loro ricerca. La grande sfortuna è vivere in un comune pianeggiante, ma talmente pianeggiante da non possedere nemmeno un fazzoletto di terra idoneo alla crescita di questo prelibato ortaggio. E la zona rossa mi ha reso impossibile spostarmi senza avere i sudori per l'infrazione delle normative vigenti. 
Ovviamente, adesso che potrei andare a cercare, piove. Che fortunella sono!
Ho sofferto nel vedere le foto di abitanti dei comuni vicini che esibiscono mazzi di asparagina grandi come fascine di legna!
Così, mi sono dovuta accontentare degli asparagi in commercio che, seppure meno saporiti, hanno la grande virtù di essere più "cicciosi" e meglio si prestano ad essere serviti come contorno.
Per una volta ho voluto osare: invece dei soliti asparagi bolliti e conditi semplicemente con olio, sale e limone (peraltro buonissimi) ho provato un condimento più speziato e orientaleggiante e una cottura veloce che lascia l'asparago "al dente".
Il risultato non mi ha deluso, anzi, non vedo l'ora di riprepararli per accompagnarli con un buon riso basmati!
Resta comunque la speranza di tornare nei boschi a respirare l'odore della terra e a raccogliere i suoi meravigliosi frutti spontanei.




 ASPARAGI al GINGER e CUMINO

Ingredienti (per 2-3 persone):
500 g di asparagi freschi, non troppo grandi
un pezzo di ginger fresco
1 spicchio di aglio
semi di cumino
il succo di mezzo limone
olio evo
sale

Tagliare via la parte terminale più dura degli asparagi, poi lavarli, asciugarli e tagliarli a pezzi lunghi 2-3 cm. Sbucciare il ginger e tagliarlo a julienne; sbucciare l'aglio e tagliarlo a fettine sottili.
In una padella far scaldare olio evo in quantitativo tale da coprirne il fondo e un cucchiaio di semi di cumino: quando i semi iniziano a scoppiettare aggiungere gli asparagi tagliati e spadellarli per un paio di minuti. A questo punto aggiungere anche il ginger a julienne, lo spicchio d'aglio a fettine e il succo di limone. Continuare la cottura per circa 5 minuti: gli asparagi si devono ammorbidire mantenendo comunque consistenza. Aggiustare di sale. Servire caldi o freddi, a piacere.
Buon appetito!





domenica 4 aprile 2021

Tradizioni pasquali (ciaccia)

 Se c'è una cosa che non deve mancare mai sulla mia tavola di Pasqua è la ciaccia. Si, lo so, in pochi la conoscono e sicuramente non gode della popolarità del tortano o del casatiello ma fa parte della tradizione della mia famiglia e d è comunque una pietanza tradizionale..
Innanzitutto....che diavolo è la ciaccia??? Cercando sul web si trovano ricette di ogni tipo: dalla banale focaccia a una sorta di torta al formaggio. In realtà si tratta di una specie di pagnotta arricchita da pancetta e pepe che, tradizionalmente, viene servita il giorno di Pasqua in accompagnamento a delle semplici uova bollite. Un pane opulento, quindi, per festeggiare la fine della Quaresima. Non a caso la ciaccia viene portata in chiesa per essere benedetta insieme alle uova! E' tipica della zona di Siena e Arezzo, da cui proviene, per l'appunto, mia mamma. E' grazie a lei se la ciaccia è per noi una tradizione pasquale, anche se non si è mai cimentata nella sua preparazione. Qui dove viviamo è piuttosto difficile da trovare ma i miei genitori, pur di poterla mangiare, si facevano un viaggio di 130 km per l'andata e 130 km di ritorno per andare a comprarla. Tanto per far capire quanto può essere buona! Per fortuna da qualche anno siamo riusciti a trovare qualche fornaio che prepara una ciaccia decente senza dover andare fino a Siena o giù di lì!
Quest'anno invece ho deciso di provare a cimentarmi io stessa con la ciaccia e il risultato è stato davvero niente male e più semplice di quanto immaginassi.




CIACCIA

Ingredienti:
300 g farina 0
200 g farina integrale
1 cucchiaio abbondante di strutto
circa 300 ml di acqua tiepida
1 cubetto di lievito da 25 g
200 g di pancetta tesa in unico pezzo
pepe nero macinato
15 g sale

Tagliare a dadini la pancetta e tenerla da parte. Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida. Miscelare le due farine nella ciotola della planetaria, poi aggiungere lentamente l'acqua con il lievito mentre la planetaria impasta (io ho usato il gancio). Aggiungere anche lo strutto, un cucchiaio di pepe nero (non siate parchi: la vera ciaccia deve essere ben pepata) e il sale. Dovrà risultare un composto morbido ma non appiccicoso. A questo punto inglobare anche i dadini di pancetta e lavorare manualmente e a lungo l'impasto (una decina di minuti). Quando l'impasto è liscio ed elastico mettere a lievitare in una ciotola coperta con pellicola per un paio d'ore in luogo riparato (io lo tengo in forno spento con la luce accesa per creare un minimo di tepore). Dopo circa 2 ore riprendere l'impasto, fare delle pieghe di rinforzo e poi modellarlo a pagnotta (si può anche dividere in due l'impasto in modo da ottenere 2 pagnotte più piccole). Adagiare la pagnotta sulla leccarda del forno rivestita di carta da forno, con un coltello fare una incisione a croce sulla sommità della pagnotta (facoltativo) e far lievitare ancora un'ora. 


 
Inumidire la superficie della pagnotta con poca acqua e infornare in forno preriscaldato a 200°C per circa 35 minuti. Sfornare e lasciare raffreddare prima di tagliare e servire insieme alle uova bollite.
Buon appetito e buona Pasqua a tutti!



mercoledì 31 marzo 2021

Un gustoso riciclo (polpette di verdure)

 A volte ci applichiamo davvero tanto per trovare nuove ricette e abbinamenti, ci lanciamo in improbabili voli pindarici gastronomici e poi, alla fine, le cose che più ci stupiscono sono talmente semplici da essere quasi banali.
E' il caso di queste polpette, nate per caso dalla necessità di riciclare della verdura al vapore che nessuno aveva più voglia di mangiare. Nessuna premeditazione, nessun impiattamento elegante, solo la necessità di una mamma stremata di non sprecare cibo e di far mangiare le verdure anche al resto della famiglia. E che diamine se ci sono riuscita!
Partiamo dal presupposto che le polpette rappresentano sempre, e dico sempre, un'attrattiva irresistibile a qualsiasi età: sono poco impegnative, facili da mangiare, sfiziose. Se mangi una polpetta a base di verdura non sembra nemmeno di mangiare gli odiati vegetali!
Inoltre sono leggere perchè cotte al forno. Oddio, si possono anche friggere e sono sicura che sarebbero ancora più buone, anche se ancora non ho provato.
Insomma, con questo stratagemma sono riuscita a circuire i miei maschi alfa che si sono lanciati sul vassoio come dei lupi  e alla fine si sono leccati pure le orecchie!

 


POLPETTE DI VERDURE 

 
Ingredienti (per 15 polpette circa):
500 g di verdure cotte al vapore o bollite (carote, patate, zucchine, broccoli, cavolfiore...)
100 g circa di parmigiano grattugiato (o grana o pecorino romano)
polvere per curry
1 uovo
pangrattato
semi vari (sesamo, papavero, lino)
sale
olio evo
 
Schiacciare bene le verdure fino a ridurle ad una sorta di grossolana purea. Unire l'uovo e il parmigiano grattugiato e amalgamare il tutto. Aggiungere mezzo cucchiaino di curry in polvere e aggiustare di sale.
Se il composto dovesse risultare troppo morbido e appiccicoso aggiungere del pangrattato fino a che non diventa "polpettabile" (un paio di cucchiai). Il composto sarà comunque piuttosto morbido: in cottura l'uovo farà rapprendere il tutto e si otterranno polpette morbide ma ben formate.
Con le mani bagnate formare le polpette delle dimensioni di una noce e passarle in un mix di pangrattato e semi vari (quantitativo a piacere).
Poggiare le polpette su una teglia rivestita di carta forno, salare in superficie e irrorare con un filo di olio, meglio ancora se avete l'erogatore spray di olio.
Infornare a 180°C per 20-25 minuti in modo che si forma una bella crosticina dorata.
Sfornare e servire calde o a temperatura ambiente, a piacere.
Buon appetito!

N.B.: questa preparazione è ottima anche per recuperare le verdure del brodo che altrimenti nessuno si fila!

lunedì 22 marzo 2021

Dinosauri (Finto fritto di acciughe)

 Già in passato ho avuto modo di disquisire sull'esagerata passione del piccolo maschio alfa per Spiderman, fissazione che continua tuttora a riempirmi casa del merchandising del famigerato supereroe in calzamaglia rossa e blu. Non riesco a vedere la fine di questo tunnel pieno di ragnatele però, forse, siamo riusciti a creare una breccia. O almeno una deviazione. Finalmente, con mia somma gioia, dopo tanti tentativi andati a vuoto, il piccolo di casa ha iniziato a interessarsi ai dinosauri!!!!
Da brava paleontologa mancata non posso che esultare di fronte ad un "Mammaaaaa voglio vedere il T-Rex!" e di certo non gli dico di no!
E allora via! Guardiamo tutti insieme per l'ennesima volta le due stagioni di "Campo Cretaceo" e, se proprio vogliamo esagerare, ceniamo sul divano con qualcosa di sfizioso mentre guardiamo la TV!
Le alici simil fritte sono perfette da mangiare come finger food anche per una cena informale e poi sono buone, sfiziose ma leggere, così croccantine che sembrano fritte davvero, senza l'inconveniente dei capelli unti e puzzolenti di olio esausto e della difficile digestione! Al piccolo ho detto che erano patatine di pesce...ci ha creduto e ne ha spazzolate mezzo vassoio, la creaturina....Prima o poi addenterà pure il gatto!

 


FRITTO FINTO DI ACCIUGHE
 
Ingredienti (per 3 persone):
500 g di acciughe freschissime
150-200 g di pangrattato
la scorza di 2 limoni bio
erbe secche miste (prezzemolo, origano, timo, erba cipollina, aglio....a piacere)
olio evo
pepe nero macinato
sale
 
Per prima cosa occorre pulire le acciughe: staccare delicatamente la testa con due dita, aprire la pancia ed eliminare le interiore e la lisca, poi sciacquare i filetti sotto acqua corrente. Se avete un pescivendolo di fiducia che lo fa al posto vostro, approfittatene; in caso contrario se, come me, dovete fare da soli e la spiegazione non è molto chiara, consiglio la visione di un tutorial online! Io ho imparato così!
In una ciotola mescolare il pangrattato, un cucchiaio di erbe secche miste a piacere (per me è irrinunciabile l'aglio liofilizzato ma è questione di gusti), una macinata di pepe nero e la scorza grattugiata dei due limoni.
Asciugare i filetti di acciuga con della carta assorbente, spennellarli da tutte le parti con dell'olio evo e passarli nel pangrattato in modo che questo aderisca abbondantemente.
Disporre i filetti panati su una teglia rivestita di carta da forno, spennellata anch'essa di olio evo e spruzzare pochissimo olio sulla superficie del pesce panato. Infornare in forno caldo a 200°C per 5 minuti circa, fino a che la panatura non è dorata.
Sfornare, salare a piacere e servire subito.
Buon appetito!



 

giovedì 25 febbraio 2021

In memoriam (farfalle alla boscaiola)

Tre anni fa ci lasciava, molto improvvisamente, mia suocera. In una manciata di ore ha creato un vuoto incolmabile nella sua famiglia e tutte le vite dei familiari si sono dovute riassestare attorno a quel vuoto, che resta pur sempre, appunto, un vuoto.
Era una persona gentile, sempre disponibile per tutti, tollerante e dedita completamente ai suoi cari.  Tranne che in cucina. Odiava mangiare e ancora di piu cucinare: avrebbe potuto andare avanti a pane, prosciutto e pomodori. Nonostante ciò ogni giorno si metteva ai fornelli per marito e figli, con risultati oscillanti tra il decente e l'appena edibile. Sapeva perfettamente di non essere molto capace e, anche se non rischiava mai, o quasi, ricette nuove, il risultato era sempre incerto. Andare a pranzo da lei regalava sempre un brivido! Non dimenticherò mai la pasta perennemente scotta o il suo ciambellone-mappazzone!
Poi c'erano i suoi cavalli di battaglia; quei piatti che, bene o male, risultavano sempre mangiabili: la faraona al forno con la pancetta, le lasagne, il tiramisù e la pasta alla boscaiola.
Ecco, nell'anniversario della scomparsa voglio ricordare questa persona, che è sempre stata buona con me, proprio con la pasta alla boscaiola come faceva lei. Ho aggiustato un po' dosi e procedimento ma la sostanza è quella. Non ho idea dove abbia imparato questa versione "eretica" della boscaiola, certo è che si tratta di un piatto veramente saporito e godurioso, anche se un po' anni '80! E la cosa più incredibile è che lei nemmeno la assaggiava!
 


 

FARFALLE ALLA BOSCAIOLA

Ingredienti (per 2-3 persone): 
250 g farfalle (o altra pasta corta)
350 g funghi champignon freschi
150 g pancetta tesa
150 g fontina
200 ml panna fresca
una manciata di pinoli
1 spicchio d'aglio
olio evo

Per prima cosa pulire bene i funghi dalla eventuale terra e tagliarli a fettine. Eliminare la cotenna dalla pancetta e tagliarla a cubetti o a striscioline, secondo il prorpio gusto. Tagliare a dadolini anche la fontina e tenerla da parte. In un padellino antiaderente tostare i pinoli a fiamma alta per un paio di minuti e tenerli da parte.
In una padella capiente scaldare 4 cucchiai di olio evo lo spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato, aggiungere la pancetta e farla rosolare bene, fino a che non e croccante; a questo punto aggiungere i funghi a fettine. Lasciare cuocere i funghi a fiamma vivace per una decina di minuti. Quando il liquido dei funghi si è quasi asciugato del tutto togliere lo spicchio d'aglio e aggiungere la panna fresca. Far prendere il bollore, poi abbassare la fiamma al minimo e lasciare andare per circa 5 minuti. Si formerà una salsa piuttosto liquida. Aggiustare eventualmete di sale.
Mentre i funghi cuociono lentamente, bollire le farfalle in abbondante acqua salata, scolarle al dente e saltarle insieme al condimento di panna e funghi fino a che non si forma una bella cremina. Aggiungere la fontina a dadini e i pinoli tostati. Mescolare velocemente per amalgamare e far sciogliere il formaggio.
Servire immediatamente.
Buon appetito!
 
 

N.B.: Le farfalle sono perfette con questo condimento ma andrà benone anche un qualunque altro tipo di pasta corta.

mercoledì 17 febbraio 2021

Menage a trois (Capesante alla bretone)

San Valentino. La festa dell'amore.
Tavola apparecchiata per le feste. Candele. Musica soft di sottofondo. Una bottiglia di prosecco ghiacciato e due calici. Sguardi ammiccanti....
"Mammaaaaaaaaaaaaa!!!!!! Io ho fame! Dammi qualcosa da mangiare!!!!"
...
Già! Il mio San Valentino è trascorso in compagnia di ben due fustacchioni! I miei amati maschi alfa: quello grande e quello piccolo! D'altronde si festeggia l'amore, mica solo le coppie! E noi siamo un terzetto fantastico. E sempre piuttosto affamato!
Per l'occasione mi sono dedicata alla preparazione di un pranzetto a base di pesce e ho sperimentato una nuova versione di capesante molto ricca e saporita.
Si dice che molluschi e crostacei siano afrodisiaci e particolarmente indicati per attivita' di coppia extra-mangerecce. Non so se sia vero oppure no: lascio ad altri l'onere della prova. Quello che so per certo è che sono state spazzolate alla velocita' della luce e che sono stata pure rimbrottata dal piccoletto di casa perchè non ne avevo preparate abbastanza!
Perciò provatele in coppia, da soli, in compagnia di parenti e amici, non ve ne pentirete! 
 



 CAPESANTE alla BRETONE

Ingredienti  (per 3 persone):
6 capesante con guscio 
1 piccolo scalogno 
Farina 00 q.b.
1 tazzina di brandy 
100 ml di panna fresca 
1 ciuffo di prezzemolo 
15 g di burro 
Pangrattato 
Olio evo 
Sale 
Pepe nero 

Staccare la noce e il corallo del mollusco dalla conchiglia e lavare bene sotto acqua corrente per eliminare eventuali residui di sabbia. Lavare anche le conchiglie. Asciugare i molluschi e infarinarli leggermente, scuotendo via l'eccesso. 
Sbucciare e tritare lo scalogno e poi farlo appassire delicatamente con il burro. Unire le noci delle capesante, farle dorare da entrambi i lati, poi sfumare con il brandy. Aggiungere anche i coralli e regolare tutto di sale e pepe. Versare la panna e lasciare cuocere ancora un paio di minuti prima di reinserire le capesante nelle conchiglie, con il loro sughetto di cottura. 
A parte tritare il prezzemolo e mescolarlo con circa 5 cucchiai di pangrattato. Salare, pepare e inumidire con poco brandy. Disporre il composto sulle capesante in modo tale da coprirle bene. Irrorare con appena un filo d'olio prima di infornare sotto il grill del forno ben caldo a 200°C per circa 5 minuti, in modo che la panatura diventi dorata. 
Servire calde. 
Buon appetito!