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martedì 9 dicembre 2025

L'odissea moderna (Stracciatella)

"Era una sera buia e tempestosa..."
Potrebbe iniziare così l'epopea che mi ha visto coinvolta dopo le copiose precipitazioni degli ultimi giorni. Nonostante abiti a nemmeno 20 km di distanza da lavoro, credo che a volte impiegherei meno tempo per tornare a casa andando a piedi!
Ma procediamo con ordine: è una qualunque sera di autunno, piove, e dopo una giornata di lavoro non penso ad altro che a tornare a casa, fare una doccia, una cena decente e a rilassarmi un'oretta prima di dormire....e invece no! In questo fantasmagorico piano non avevo considerato il meteo, il traffico e il fatto che con la pioggia la maggior parte delle persone sembra che si dimentichi di avere la patente.
Ben consapevole che il tempismo è tutto in questi casi, alle 17 in punto esco da lavoro, mi fiondo in auto e parto alla velocità della luce per "bruciare sul tempo" tutti gli altri fuggitivi, mentre la pioggia scroscia abbondante.
Decido di provare un percorso alternativo rispetto al solito ma già da lontano avvisto la lunga coda di auto che si sta formando. Non mi scoraggio e accendo il navigatore per farmi consigliare il tragitto più veloce. Lo stupido dispositivo, purtroppo, non tiene conto del flusso di auto in continuo aumento e mi fa incanalare in un girone dell'inferno, meglio conosciuto come il cavalcavia vicino al centro commerciale. Qui un genio dell'urbanistica ha creato un collo di bottiglia terrificante, in cui una strada a 4 corsie diventa a una corsia, provocando ingorghi degni di Nuova Dehli. Come se ciò non bastasse, in un tratto di nemmeno 500 m erano già presenti due incidenti a peggiorare ulteriormente la situazione. Dopo mezz'ora a passo d'uomo, lasciatami alle spalle il tratto incriminato, inizio a pensare che ormai il peggio sia passato. Errore! La fila di auto invece di diminuire sembra aumentare, fino a che non ne capisco il motivo: visto che sta continuando a piovere, i sottopassi sono stati chiusi in via precauzionale provocando ancora una volta un imbottigliamento disumano e deviazioni su minuscole strade secondarie. In questi casi i santi del paradiso non sono abbastanza e dopo averli nominati tutti a gran voce, ho ricominciato da capo.
Dopo un'ora e mezza di viaggio (neanche per volare a Barcellona ci ho messo così tanto) finalmente giungo a casa, stravolta e imbufalita, con la ciurma che reclama la cena a gran voce. Per fortuna che il giorno precedente avevo avuto l'accortezza di preparare un bel brodo di pollo salvacena, uova e parmigiano non mancano mai e voilà: una bella stracciatella calda per cena, che con questo tempo balordo è il comfort food perfetto per riprendersi dal logorio della vita moderna!
Non sapete che cosa è la stracciatella? Malissimo! Si tratta di uno dei miei piatti preferiti di quando ero bambina (e vorace mangiatrice di uova) e si prepara nel tempo in cui ci mette il brodo a prendere il bollore. Nient'altro che una zuppa di brodo, uova e formaggio. Non è sicuramente un piatto gourmet, da pranzo della domenica, ma che incredibile bontà e quanto è confortevole dopo una giornata storta!




STRACCIATELLA

Ingredienti (per una persona):
200 ml circa di brodo
1 o 2 uova (dipende da quanta fame avete)
1 cucchiaio abbondante di parmigiano per ciascun uovo
sale
pepe nero
noce moscata (facoltativa)

Per prima cosa far bollire il brodo in un pentolino. Nel mentre sbattere le uova insieme al parmigiano, poco sale, una macinata di pepe nero e, se piace, un pizzico di noce moscata. Quando il brodo ha raggiunto l'ebollizione versare il composto di uova e formaggio e aspettare un minuto che riprenda il bollore. Iniziare a mescolare delicatamente con un cucchiaio fino a che l'uovo non si è completamente rappreso (in pratica è come avere l'uovo strapazzato nel brodo). Servire subito.

Buon appetito!

N.B.: Le dosi sono riferite ad una persona; per più persone basta moltiplicare gli ingredienti per il numero di commensali.

martedì 16 gennaio 2024

Vita da mamma (Rollè di frittata agli spinaci)

Ed eccomi qua, dove qualche anno fa non avrei mai immaginato di essere, di fronte al cancello della scuola elementare, in attesa di recuperare il piccolo maschio alfa al termine della giornata scolastica.
Ogni giorno la stessa storia: una calca di persone ammassate davanti al cancello, in trepidante attesa della prediletta prole, che neanche al concerto degli Aerosmith!
Personalmente preferisco stare in disparte, ad aspettare che la fiumana umana sia un pò defluita, tanto suppongo che mio figlio possa sopravvivere per ulteriori 2 minuti alla mia assenza. 
Mentre aspetto non posso fare a meno di guardarmi intorno per osservare la variegata umanità che gira intorno alla scuola: un cicaleccio continuo di sottofondo, mamme, papà, nonni, fratelli e sorelle più grandi e più piccoli, zii, amici, cani e chi più ne ha più ne metta (giuro di aver visto anche un coniglio domestico!). Auto parcheggiate in modo fantasioso fin quasi dentro al vialetto della scuola e poi tutti lì, davanti a quel fatidico cancello. Ma quanto suona la campanella, il branco si riscuote dal torpore dell'attesa e inizia la riconquista della prole. I genitori si accalcano ancora di più al spintonandosi e cercando di attirare l'attenzione della progenie: c'è chi fischia come se richiamasse a sé il cane, chi dalle retrovie alza una mano o un ombrello, forse sperando che il pargolo riconosca la madre dal colore dello smalto, tra decine di altre mani alzate. Papà e nonni arrampicati sulle recinzioni accanto ai cancelli chiamano a gran voce i bambini, sperando forse che questi riescano a fendere la muraglia umana. 
E mentre osservo questo circo a occhi sgranati, mi sembra tutto incredibilmente assurdo! Ho pietà di quelle povere anime delle maestre, che dopo aver trascorso l'intera giornata con un'orda di piccoli selvaggi, poi devono anche affrontare l'orda di genitori per la restituzione. Ma sempre con il sorriso. Se lo meritano tutto il loro stipendio. 

Oggi, per restare in tema, ricetta a prova di bambino (magari a scuola la mensa fornisse qualcosa del genere!). Impossibile che non stuzzichi l'appetito, con tutti quei colori e un bel match di sapori.



ROLLÈ di FRITTATA agli SPINACI 

Ingredienti (per 3 persone):
6 uova 
300 g di spinaci lessati 
100 g di prosciutto cotto a fette 
Fette di formaggio (fontina, provola, edamer...)
Una tazzina di latte 
Parmigiano grattugiato (facoltativo)
Sale 
Noce moscata 

In una terrina sbattere velocemente le uova per amalgamare i tuorli con gli albumi. Aggiungere il latte, un paio di cucchiai di parmigiano grattugiato (solo se vi piace. Non è essenziale per la buona riuscita del piatto), un cucchiaino di sale e una generosa grattugiata di noce moscata, sbattere vigorosamente per un minuto. Aggiungere anche gli spinaci lessati e ben strizzati e amalgamare il tutto. 
Preriscaldare il forno a 180°C. Ricoprire la leccarda del forno con carta da forno e versare il composto di uova e spinaci; distribuire e livellare bene poi infornare per circa 25 minuti: la superficie dovrà essere appena brunita. 
Sfornare e lasciare raffreddare completamente, poi farcire con le fette di prosciutto cotto (o arrosto ma andrà bene anche l'affettato di pollo o tacchino) e le fette di formaggio. Arrotolare dal lato lungo e tagliare a fette spesse un paio di centimetri. 
Può essere preparato in anticipo (anche il giorno prima).
Buon appetito!





giovedì 24 marzo 2022

(Egg curry)

Per quanto mi riguarda, sulla tavola di Pasqua non possono assolutamente mancare le uova, in qualunque forma. Presa dal sacro fuoco della sperimentazione quest'anno ho pensato di "farle strane" e  di abbinarle all'altra mia grande passione a tavola: le spezie. "Ancora roba al curry?" direte voi. Ebbene si! Mi piace troppo e non riesco a farne a meno!
Premetto che non si tratta di una ricetta originale (ne esistono mille versioni) ma è veramente spettacolare: gustosa e leggera, saziante e soddisfacente! Dimenticate le tristi e solitarie uova bollite scondite: qui c'è un tripudio di profumi, colore e gusto!
Provare per credere!




EGG CURRY

Ingredienti (per 2 persone):
4 uova 
1 cucchiaio abbondante di semi di cumino 
Olio di semi di girasole 
3-4 cm di radice di zenzero 
1 cipolla 
2 spicchi di aglio 
1 cucchiaio di cocco rapè 
Curcuma in polvere 
Garam masala
Peperoncino secco o fresco (facoltativo)
250 ml passata di pomodoro 
sale
Coriandolo fresco (o prezzemolo)

Innanzitutto lessare le uova con il guscio (meglio se a temperatura ambiente) in acqua bollente per 8-9 minuti circa: in questo modo il tuorlo sarà ben rappreso.  Scolare le uova, raffreddare sotto acqua fredda e sgusciare subito. Tenere da parte le uova e preparare la salsa. 
Sbucciare la cipolla, lo zenzero e l'aglio e tritare tutto abbastanza finemente (se non avete voglia di lavorare di mezzaluna tritare con un piccolo mixer). In un tegame non troppo grande versare 2-3 cucchiai di olio di semi di girasole e i semi di cumino e farli tostare un paio di minuti a fiamma vivace. Quando iniziano a scoppiettare, aggiungere il trito di ginger, aglio, cipolla e peperoncino fresco (facoltativo) e far appassire dolcemente. Aggiungere la passata di pomodoro e portare a ebollizione, poi abbassare la fiamma al minimo e lasciare sobbollire per circa 5 minuti. Aggiungere anche il cocco rapè, un cucchiaio raso di garam masala e mezzo cucchiaino di curcuma. Aggiustare di sale e lasciare cuocere dolcemente ancora 5 minuti. Spengere il fuoco e lasciare intiepidire.
Disporre nel piatto di portata la salsa di pomodoro al curry, le uova sode tagliate a metà o a spicchi, a piacere e cospargere tutto con un trito di coriandolo fresco. Se, come me, non amate il coriandolo fresco potete sostituirlo con del prezzemolo fresco tritato.
Servire subito con del riso basmati semplicemente bollito, in accompagnamento.
Buon appetito!






N.B.:Se decidete di usare il peperoncino secco in scaglie invece che intero, trovo che sia meglio aggiungerlo dopo la passata di pomodoro



venerdì 3 settembre 2021

Ripartenze (uova nel peperone)

 Settembre. Mese di ripartenze e buoni propositi. La fine dell'estate e dei primi brividi serali, il giubbottino per uscire la mattina e andare a lavoro.
Non mi piace la fine dell'estate, mi mette malinconia e la prospettiva di mesi di freddo e buio non mi alletta per niente.
Guardo i lati positivi: posso riaccendere il forno senza trasformare la mia cucina nell'anticamera dell'inferno! E poi ho bisogno di colori accesi e sgargianti, che mi mettono allegria.
Ecco quindi la mia ricetta per delle golosissime uova, anche se posso garantire che sono assolutamente "fit" e perfettamente in linea con il mio piano alimentare dimagrante!
Non sono allegre e graziose? Provatele e scoprirete che sono pure buone: il connubio uova-peperoni è spettacolare!




UOVA NEL PEPERONE

Ingredienti (per 1 persona):
2 uova
1 peperone
olio evo
erba cipollina
sale
pepe nero

Preriscaldare il forno a 180° C.
Lavare il peperone, asciugarlo, poi tagliarlo a metà nel senso della lunghezza. Eliminare il picciolo, i semi e i filamenti bianchi.
Ungere appena l'interno del peperone (l'ideale sarebbe usare un pennello da cucina), salare e pepare leggermente. Quando il forno è caldo infornare le due parti del peperone su una teglia rivestita di carta da forno, con la parte interna rivolta verso l'alto. Far cuocere una ventina di minuti (il peperone si deve ammorbidire), poi sfornare e, facendo attenzione, scocciare un uovo dentro ad ogni mezzo peperone. Salare e pepare anche le uova e infornare di nuovo per circa 3 minuti (se piace il tuorlo fondente, altrimenti si può prolungare la cottura per un uovo ben cotto). Sfornare e servire subito cosparso da erba cipollina appena tagliata e del buon pane fresco.
Buon appetito!



sabato 1 maggio 2021

Voglia di picnic (Frittata di spaghetti)

C'è tanta voglia di uscire di casa, tanta voglia di scampagnate nella natura, tanta voglia di vedere posti nuovi. Finalmente la Toscana è tornata ad essere zona gialla e io già pregusto un goloso picnic in spiaggia. Peccato che, ovviamente, piove per tutto il weekend! E pazienza, sarà per la prossima settimana. Ma alla frittata di spaghetti che avrei voluto mangiare in riva al mare proprio non rinuncio! 
La mia versione è molto basic, condita con un semplice sugo di pomodoro e mozzarella ma di fatto può essere arricchita con ciò che si preferisce: piselli, pancetta, formaggi e salumi vari. Piace ai bambini, è perfetta per pranzi e cene fuori casa ma fa una bella figura anche sulla tavola delle feste, se degnamente farcita.
Un piccolo spoiler: il giorno dopo forse è ancora più buona!



FRITTATA DI SPAGHETTI AL FORNO

Ingredienti (per 3 persone):
200 g spaghetti 
1 cipolla 
150 g di mozzarella 
3 uova
250 ml polpa di pomodoro (o passata)
Pangrattato 
Parmigiano grattugiato 
Olio evo
Sale 
Origano secco 
Pepe nero 

Tritare finemente la cipolla e farla ammorbidire in padella, a fiamma media, insieme a 3-4 cucchiai di olio evo e una tazzina di acqua. Una volta che la cipolla è diventata trasparente aggiungere la passata di pomodoro e lasciare sobbollire una decina di minuti. Aggiustare di sale e insaporire a piacere con origano e pepe nero.
Cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata e scolarli a metà cottura. In una ciotola condire gli spaghetti con la salsa di pomodoro, poi aggiungere la mozzarella a pezzetti e le uova. Mescolare per amalgamare il tutto. Rivestire con carta da forno una teglia da forno rotonda da 24 cm di diametro e versare il composto di spaghetti. Livellare bene e spolverizzare la superficie con abbondante parmigiano grattugiato e pangrattato.
Infornare in forno caldo a 200°C per una ventina di minuti (deve essersi formata una bella crosticina croccante in superficie), sfornare e lasciare raffreddare completamente prima di servire, tagliata a fette.
Buon appetito!
 






 




venerdì 23 ottobre 2020

Colazione indiana (Masala omelette)

Era un giorno di fine novembre del 2015 e io, per la prima volta, mi svegliavo in terra indiana, a Udaipur per l'esattezza, la città dei laghi.
Mi preparai e scesi per la colazione, che veniva servita nel giardino dell'albergo, sulla riva di uno degli innumerevoli laghi, con vista sulla città.
Mi lasciai guidare dai colori e dai profumi di quella terra lontana a lungo sognata per raggiungere il buffet. Mentre la maggior parte degli occidentali si dirigeva sicura verso torte e cappuccini, io mi permisi di indugiare di fronte al banco dei prodotti locali. Un cameriere in livrea bianca, incrociando il mio sguardo, mi chiese se desideravo una "masala omelette". Non avevo idea di che cosa fosse, oltre al fatto che conteneva uova, ma accettai l'offerta di buon grado, desiderosa di provare la vera cucina indiana.
Osservai il cameriere saltare velocemente in un padellino cipolla e peperoni, a parte scocciare un uovo e sbatterlo vigorosamente con un mix di spezie, per poi aggiungerlo alle verdure. Appena un paio di minuti di cottura e la mia omelette era pronta. Tornai al tavolo con il mio trofeo e al primo boccone esplose in bocca una bomba di sapore: la mia frittatina era calda, speziata, saporita in modo inusuale ma deliziosa.  Su suggerimento del cameriere la accompagnai con un buon thè Chai (che ancora non ho imparato a fare nel modo giusto).
Ho ancora negli occhi l'immagine dei Ghat di Udaipur e in bocca il sapore di quella prima masala omelette. Che nostalgia!
In questi tempi di quasi totale immobilità mi limito a ripercorrere con la mente i miei viaggi e a ricreare i sapori che mi hanno accompagnato. Oggi è stata la volta di questa deliziosa omelette, tanto semplice quanto buona. Per viaggiare nei ricordi.

 


 MASALA OMELETTE
 
Ingredienti (per una persona):
1 uovo 
2 falde di peperoni dolci verdi e rossi (vanno bene anche 2 friggitelli)
1 cipollotto (o uno scalogno)
mix di spezie (garam masala)
semi di cumino
semi di senape
olio di semi (o ghee)
sale

Lavare i peperoni ed eliminare i semi interni e i filamenti bianchi. Tagliare sia i peperoni che il cipollotto a dadini piuttosto piccoli (fare una brunoise).
Far scaldare in un padellino un cucchiaio di olio di semi (per me di girasole) e quando è ben caldo spadellare per un paio di minuti le verdure, facendo attenzione che non brucino.
Sbattere un uovo con mezzo cucchiaino di garam masala (mix di spezie per curry), un pizzico di semi di cumino e un pizzico di semi di senape secchi. Salare a piacere (poco: le spezie danno tantissimo sapore). Aggiungere l'uovo sbattuto in padella e farlo amalgamare bene con le verdure. Abbassare il fuoco e incoperchiare. Far cuocere l'omelette per un paio di minuti. Servire subito accompagnata da una buona tazza di thè, meglio se Chai.
Buon appetito!

N.B.: Si possono aggiungere anche alcune foglie di coriandolo tritate (onnipresenti nella cucina indiana) all'uovo sbattuto. Io non l'ho fatto perchè non avevo il coriandolo, oltre al fatto che non mi piace molto.


mercoledì 10 ottobre 2018

Suggestioni spagnole (tortilla di patate e cipolle)

Ormai è noto che, oltre la cucina e il mangiar bene, la mia grande passione sono i viaggi, di cui sento tanto la mancanza. Nonostante l'arrivo dell'alfa baby non ci abbia propriamente fermato (ma di questo racconterò in un altro momento), sento la mancanza di un volo aereo, del rumore del trolley mentre cammino in aeroporto, della Babilonia di lingue che fa da sottofondo.
Mi sorprendo spesso a ripensare a tutti i posti che ho visitato e uno in particolare mi ha ispirato per la preparazione del piatto di oggi: Barcellona.
Ricordo un assolato pomeriggio di luglio, io e il maschio alfa seduti ad un tavolino presso un tapas bar vicino alla Rambla, una pinta di Clara ciascuno, qualche stuzzichino e un'atmosfera di allegra rilassatezza che ormai mi sembra un sogno.
Il mio pensiero si è soffermato su quel piattino....che cosa smangiucchiavamo?....Ah si! Una buonissima tortilla di patate!
Tra il pensare alla tortilla e iniziare a prepararla per la cena è trascorso giusto il tempo di aprire il frigo per tirare fuori le uova. Che poi altro non è che una sorta di frittatona con le patate che a me piace cuocere in forno. Un piatto salva-cena che chissà per quale motivo non mi era mai tornato in mente fino a poco tempo fa.
E' stata un successo strepitoso in casa tanto che ho deciso di proporla anche per varie cene tra amici, come finger food. Semplice e saporita, che in fondo è tutto ciò che cerco in una ricetta, almeno negli ultimi tempi, e con un'eco vacanziera che mi ha fatto sorridere mentre l'addentavo.





TORTILLA di PATATE e CIPOLLE

Ingredienti:
1 grossa cipolla dorata
3 patate di medie dimensioni
6 uova
2 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato
latte
olio evo
sale
pepe nero

Sbucciare e tritare grossolanamente la cipolla. Sbucciare le patate e affettarle sottili. In una padella far soffriggere la cipolla insieme a un paio di cucchiai di olio evo fino a che non è trasparente, poi aggiungere le patate e lasciare cuocere a fuoco vivace per una decina di minuti. Non importa che siano perfettamente cotte: termineranno la cottura in forno. Salare poco verso fine cottura, poi spengere e lasciare intiepidire.
In una terrina sbattere le uova con mezzo bicchiere di latte, sale e pepe nero, meglio se appena macinato.
Rivestire una teglia quadrata di circa 25 cm di lato con della carta da forno e distribuire uniformemente sul fondo le patate. Versare il composto di uova e latte sulle patate e lasciarlo distribuire. Cospargere la superficie con il parmigiano e infornare in forno preriscaldato a 180°C per 25-30 minuti (la superficie deve essere ben dorata). Sfornare e lasciare raffreddare completamente prima di tagliare a quadrotti e servire.
Buon appetito!



N.B. Non ho usato salse di accompagnamento perchè la preventiva cottura di patate e cipolle rende il tutto sufficientemente unto e saporito, almeno per i miei gusti.

giovedì 27 ottobre 2016

Uova per cena (Uova in purgatorio)

Sono semplici.
Sono veloci.
Sono stra-famose e super-saporite.
Risolvono il problema cena in 15 minuti con ingredienti che tutti hanno sempre in dispensa!
Unica accortezza: tanto pane a disposizione per la scarpetta.



UOVA in PURGATORIO

Ingredienti (per 1 persona):
2 uova
150 ml passata di pomodoro
1 spicchio d'aglio
mezza cipolla
qualche foglia di basilico fresco
olio evo
sale
pepe nero

Far soffriggere in un tegame lo spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato e la cipolla affettata a velo con un paio di cucchiai di olio evo. Quando la cipolla inizia a diventare trasparente e l'aglio a brunire, togliere l'aglio e aggiungere la passata di pomodoro dopo aver avuto l'accortezza di abbassare la fiamma (altrimenti schizza ovunque e si rischia di bruciarsi). Salare il sughetto e farlo cuocere 5 minuti in modo che si asciughi un pochino. Profumare con del basilico fresco spezzettato. Con un cucchiaio ricavare 2 cavità nel sughetto e rompervi le uova. Far cuocere a fiamma vivace un paio di minuti se le uova piacciono molto morbide e con il tuorlo scioglievole, altrimenti prolungare il tempo di cottura. Salare e pepare le uova a piacere.
Un trucchetto: se piace il tuorlo molto morbido ma l'albume ben cotto si può coprire la padella con dell'alluminio o un coperchio per 2-3 minuti. In questo modo il calore viene trattenuto e l'albume si cuoce bene anche nella parte superiore esposta, mentre il tuorlo resta comunque morbido.
Servire immediatamente ben calde.
Buon appetito!


mercoledì 8 giugno 2016

Cucina antistress (Pasta alla carbonara)

Ho cercato sul dizionario la definizione di "stress": Tensione fisica, psichica e nervosa che si manifesta nell'organismo, in forme più o meno gravi, come risposta patologica agli stimoli negativi dell'ambiente.
Bene. Posso affermare con ragionevole sicurezza di essere stressata ormai da svariati mesi.
E che cosa si fa quando ci si sente sotto pressione? Si cercano degli antistress, ovvio!
Ecco quindi che mi lancio nello shopping, ma a quanto pare il mio portafogli non è sufficiente a rilassarmi quanto servirebbe.
Allora acchiappo la gatta e me la spupazzo fino a che non ne può più e scappa a nascondersi da quella pazza sclerata della sua padrona, ma non basta.
Cerco di leggere qualche libro ma la testa continua a girare a vuoto sulle cause del mio malessere (che poi è una sola: il lavoro).
Maltratto il povero maschio alfa, che sopporta pazientemente in attesa di tempi migliori.
Provo a rintanarmi in cucina a spignattare, si, ma cosa? In questo stato di perenne scoglionamento anche pensare a qualcosa da cucinare diventa una missione impossibile.
In questi casi vado sul classico, un comfort food al limite del food porn, il mio primo piatto preferito in assoluto: la sola e unica pasta alla carbonara!
Una bomba calorica che mi concedo di rado ma quando ci vuole ci vuole. Servono pochi ingredienti ed è velocissima da fare anche se necessita di alcune irrinunciabili accortezze: uova freschissime, pecorino romano (non parmigiano, non pecorino sardo, nè toscano) e guanciale. Diffidare delle imitazioni.
Dopo un piatto di questa tipica prelibatezza romana tutti i guai risultano ridimensionati e si ha quasi l'impressione di sentire il canto degli angeli!
Che poi si sa che i carboidrati complessi danno serenità!


PASTA alla CARBONARA

Ingredienti (per 2 persone):
200 g pasta (penne o spaghetti a piacere)
3 uova freschissime
3 cucchiai abbondanti di pecorino romano grattugiato
80 g di guanciale
olio evo
sale
pepe nero

Tagliare a dadini il guanciale  (eventualmente sostituibile con della pancetta tesa, ma solo in caso di emergenza!). Mettere a bollire una pentola con abbondante acqua. Nel frattempo scaldare una padella saltapasta con appena un cucchiaio di olio evo, giusto per ungere il fondo (soprattutto se non è antiaderente) e farvi rosolare il guanciale che dovrà sciogliersi un poco e diventare croccantino sui bordi. Mentre la pasta cuoce sbattere leggermente le uova con il pecorino e poco sale. Scolare la pasta (raccomando che sia al dente) mantenendo poca acqua di cottura e farla insaporire nella padella con il guanciale a fuoco vivace, mescolando energicamente per 1-2 minuti. Togliere la padella dal fuoco e versare immediatamente le uova sbattute con il pecorino sempre mescolando: l'uovo deve appena addensarsi. Attenzione: non rimettere la padella sul fuoco! L'uovo deve cuocersi appena con il calore della pasta e formare una deliziosa cremina, senza creare l'effetto "uovo strapazzato".
Terminare con una generosa spolverata di pepe nero appena macinato e, se piace, ancora un po' di pecorino romano grattugiato. Servire immediatamente.
Buon appetito!


N.B. Per il formato di pasta io consiglio penne, rigatoni o spaghetti. Non so bene quale sia il formato tradizionale da usare.
N.B.2. Ricordare di conteggiare 1 uovo a testa più 1 (che lo richiede la padella...almeno così dice Alessandro Borghese!)

mercoledì 26 agosto 2015

Birra e patatine fritte (Tortino di verdure e ricotta al curry)

No, non sono sparita e non ho abbandonato il blog: ero in vacanza! Quest'anno, per ricaricare le batterie, siamo stati in Belgio (con noi intendo io e il maschio alfa, non era un pluralis majestatis!). Paese affascinante, più di quanto mi aspettassi, con la sua architettura medievale e un gusto per l'ironia surreale. Ci siamo mossi tra la capitale, Bruxelles, la fiabesca Bruges e la giovane e vitale Ghent. Ci siamo persi alla ricerca dell'art noveau di Horta, l'arte surreale di Magritte mi ha intrigato e divertito, i graffiti di Tintin mi hanno sorpreso per le vie di Bruxelles.Ho visto il grande Atomium, ormai simbolo di Bruxelles, una enorme molecola di ferro che accoglieva i visitatori dell'esposizione universale del 1958.


Ho assaporato i romantici scorci dei canali di Bruges e Ghent e passeggiato per le loro fascinose stradine lastricate.




Storia antica e moderna si mescolano in questo piccolo stato con piccole città, visitabili a piedi in non più di 2 giorni, ma dalla grande personalità. Mi è piaciuto il rispetto per l'ambiente (la gente si sposta prevalentemente in bici e a Ghent è stato istituito il "giovedì vegetariano") e lo stile di vita agiato e rilassato. E poi, oltre alla storia, l'arte, la cultura, l'irrinunciabile lato enogastronomico: carbonnade flamandes (stufato di manzo alla birra belga), stinco alla senape, coniglio alla birra alla ciliegia, stoemp (salsicce locali con purè), cozze alla birra o con vino e panna e, soprattutto, le patatine fritte più buone che abbia mai mangiato! Non avevo idea che fossero i belgi gli inventori di tale prelibatezza e ne hanno fatto una sorta di bandiera nazionale (esiste addirittura il museo della patata fritta, meta obbligatoria a Bruges!). Guai a dire french fries! E' stato un malinteso: sono i belgi gli inventori! Ho scoperto che il segreto è l'uso di patate fresche appena sbucciate e, soprattutto, una doppia frittura a diverse temperature in strutto di manzo o vitello: inutile inorridire di fronte al grasso....sono buonissime! Non sarò mai in grado di replicare ma sono strafelice di essermene ingozzata fino a scoppiare praticamente ogni giorno!
Per fortuna era freschetto e camminavamo tantissimo per smaltire!

Altro colpo di fulmine: le birre. Ne sono sempre stata una estimatrice ma ammetto di essermi letteralmente innamorata delle birre belghe, della loro incredibile varietà  e della cura nella presentazione. Sembra che ogni paese, ogni pub, per quanto minuscolo e sperduto, abbia la sua birra, prodotta o servita solo da loro, in un bicchiere dedicato, con un orgoglio e una cura quasi religiosa. Ho amato follemente questi posti e le birre alla spina erano davvero deliziose, sebbene a gradazione alcolica decisamente importante!

Il ritorno alla realtà è stato traumatico, come sempre d'altronde, e all'insegna della depurazione: tanta acqua e tisane, frutta e verdura a volontà. Ma chi ha detto che bisogna rinunciare al gusto per stare un po' a dieta???
Ecco la mia proposta golosa, colorata e a basso impatto calorico!



TORTINO di VERDURE e RICOTTA al CURRY

Ingredienti (per 4 persone):
3 uova
250 g ricotta vaccina
250 g piselli lessati
1 piccolo peperone
1 cipolla dorata
2 carote
curry
olio evo
sale

Sbucciare la cipolla e le carote e affettarle sottilmente. Scaldare un cucchiaio di olio evo in una padella e far appassire cipolle e carote. Aggiungere eventualmente qualche cucchiaio di acqua per evitare di bruciare tutto. Aggiungere il peperone privato di picciolo, semi e filamenti bianchi e tagliato a listarelle. Dopo un paio di minuti aggiungere anche i piselli sgocciolati e un cucchiaio di polvere di curry. Lasciare insaporire tutto per 5 minuti a fiamma media, poi aggiustare di sale.
In una terrina mescolare le uova e la ricotta, poi aggiungere le verdure al curry e amalgamare. Foderare una teglia a bordi altri di circa 22 cm di diametro con carta da forno e versarvi il composto. Cuocere in forno a 200°C per circa 30 minuti: deve essere appena dorato in superficie.
Sfornare, tagliare a fette e servire, caldo o freddo accompagnando con una fresca insalatina.
Buon appetito!


sabato 11 aprile 2015

Uova pasquali (uova sode farcite)

"Che il sole splenda finalmente sulle nostre teste, che le gite fuori porta siano liete e le vivande gustose e abbondanti!"
...
Questo avrei voluto scrivere il giorno di Pasqua per fare gli auguri a tutto il web. Ma, ahimè, come sempre capita quando cerco di organizzarmi, i miei piani falliscono miseramente.
Innanzitutto è stato brutto tempo: pioggia, nuvole e un vento gelido che scoraggiava qualunque uscita. Poco male: ci si può sempre rintanare in casa, in buona compagnia, per gustare insieme i tanti manicaretti preparati.
Niente di fatto anche in questo caso. Il maschio alfa ha pensato bene di "ammalarsi" sabato sera.
Un po' di raffreddore è bastato a metterlo KO.
Con una temperatura di 37.3°C già non aveva le forze per bere da solo il thè.
Ho pensato che se disgraziatamente la febbre fosse salita sopra i 37.5 probabilmente avrei dovuto chiamare un prete per l'estrema unzione!
L'ho lasciato a letto moribondo per andare a pranzo sentendomi gridare dietro "riportami gli avanzi del pranzo!". Doveva stare proprio male, specialmente quando alle 5 del pomeriggio l'ho visto azzannare un cosciotto di capretto arrosto e un piatto di pappardelle al cinghiale!
Per fortuna non gli piacciono le uova sode, di cui io invece sono ghiotta!
Quindi eccole qui, nella mia versione preferita, farcite con capperi e prezzemolo. Sono buonissime e appetitose e ormai da tanti anni è così che le mangiamo a casa mia. L'importante è ricordarsi che vanno bene anche in qualunque altro giorno dell'anno, non solo per Pasqua! Ottime come sfizioso antipasto, finger food, o anche per un picnic. A me piacciono così tanto che per farmi smettere di mangiarle devono togliermi il piatto dalle mani! Ricordare che un solo uovo a testa potrebbe non bastare! :-P


UOVA SODE FARCITE

Ingredienti (per 4 persone):
4 uova
una manciata di capperi sotto sale
3-4 rametti di prezzemolo 
olio evo
sale, pepe nero

In un pentolino far bollire abbondante acqua e tuffarvi le uova lentamente, facendo attenzione che il guscio non si rompa. Lasciare bollire una decina di minuti girando le uova di tanto in tanto. Sgusciare le uova quando sono ancora calde e lasciarle raffreddare a temperatura ambiente. Se proprio si ha paura di ustionarsi le mani lasciare raffreddare prima e sgusciare a freddo ma tenere presente che a freddo il guscio potrebbe attaccarsi all'albume e rendere l'operazione più lunga e difficoltosa (se non si vuole rovinare la superficie dell'albume).
Tagliare le uova a metà per il lungo con un coltello a lama piatta e mettere da parte i tuorli facendo attenzione a non rompere il bianco. Dissalare i capperi sotto acqua corrente. Tritare finemente prezzemolo e capperi e amalgamarli ai tuorli aggiungendo olio evo a filo fino a formare una sorta di crema molto densa. Aggiustare di sale e pepe secondo il proprio gusto.
Usare gli albumi come scodelline e riempirne l'incavo con il composto di tuorli usando una sac-a-poche o facendo delle quenelle con 2 cucchiaini. Decorare con capperi e foglie di prezzemolo fresco e servire.
Buon appetito!



N.B.: Possono essere preparate in anticipo e conservate in frigorifero per qualche ora (non troppo a lungo altrimenti il ripieno perde cremosità).

sabato 14 giugno 2014

Una frittata mondiale (Frittatona di cipolle piccante)

A me il calcio non piace proprio. Tra tutti gli sport è quello che trovo più insulso. Sarà che ormai non mi appare più come uno sport ma come uno sporchissimo business, sarà che non ne capisco la logica. Ci ho provato a guardarlo, anzi, spesso sono obbligata dato che, per la legge del contrappasso, il maschio alfa non poteva che essere un calciatore e uno sfegatato cultore di tale sport. Notare bene, tifoso di calcio, non di una squadra in particolare, che renderebbe meno influente l'ingerenza del calcio nella mia vita. Ciò comporta che qualunque partita, trasmissione sportiva, conversazione inerente al calcio sia degna di attenzione: dalla serie A della Mongolia, ai pulcini dello sperduto paesino appenninico, coppe, tornei, campionati....Tutto, lui si interessa di tutto e io devo di conseguenza sorbirmi l'intero universo calcistico. Violenza domestica.
Adesso, che i Mondiali sono appena iniziati, mi preparo spiritualmente ad una overdose di calcio: sarà un mese difficile per me! Il maschio alfa entra in trance durante le partite: non parla, non gli si può rivolgere la parola pena l'essere zittiti in malo modo; è totalmente concentrato, manco dipendesse da lui fare goal!
Per sopravvivere senza annoiarmi a morte sto organizzando serate con amici chiaccheroni, il tutto ovviamente accompagnato da buon cibo.
Immancabile, irrinunciabile, indimenticabile la fantozziana frittatona di cipolle, da gustare sul divano con un bel birrozzo gelato. Concesso il rutto libero, perchè io non sono certo una perbenista.
Questa mia versione somiglia ad una tortilla ma ha un gusto tutto italiano, con parmigiano e 'nduja. Tagliata a quadrotti può essere servita come simpatico finger food.
E' così buona che mi troverete così:


Se tiferò Italia? Solo in buona compagnia e con la bocca piena (sempre che qualcuno non mi inviti a vedere "La corazzata Potemkin"!)!!!
Una chicca per chi non lo sapesse: la telecronaca della partita in Fantozzi riguarda proprio una improbabile partita tra Italia e Inghilterra....sarà di buon auspicio?



FRITTATONA di CIPOLLE PICCANTE

Ingredienti:
5 uova
2 grosse cipolle dorate
'nduja
parmigiano reggiano grattugiato
latte
bicarbonato
olio evo
sale

Sbucciare e tagliare a fette le cipolle (non importa siano sottili: a me piace sentire distintamente sotto i denti il pezzo di cipolla ). Scaldare in un tegame di circa 26 cm di diametro 2-3 cucchiai di olio evo e stufare lentamente le cipolle affettate. Aggiungere sale e poca acqua per evitare che le cipolle si brucino e continuare a cuocere fino a che non sono morbide. Battere appena le uova in una terrina insieme a una tazzina di latte, 3 cucchiai di parmigiano grattugiato e una punta di cucchiaio di bicarbonato. Versare il composto di uova sulle cipolle in modo più possibile omogeneo, poi scuotere il tegame per pareggiare la superficie. Incoperchiare, abbassare la fiamma al minimo e lasciare cuocere per una decina di minuti. Scaldare per pochi secondi una fetta di 'nduja insieme a un cucchiaio di olio evo e tenere da parte. Rigirare la frittata aiutandosi con un piatto e cuocere per 5 minuti anche sull'altro lato, sempre a fiamma bassa. Una volta cotta impiattare la frittata e spalmare uniformemente la 'nduja. Lasciare raffreddare e servire al momento opportuno, anche senza riscaldare.
Buon appetito!




giovedì 24 gennaio 2013

Regressione

Ci sono luoghi, oggetti, libri, profumi che hanno la capacità di scatenare l'immaginazione e farmi tornare bambina. Un esempio? I parchi di divertimenti. Io non mi immedesimo, io regredisco a un'età oscillante tra i 4 e i 10 anni. Epocale è il mio attacco di iperventilazione alla vista del castello della Bella Addormentata nel bosco a Eurodisney, per il quale il maschio alfa continua a prendermi in giro, anche a distanza di quasi 10 anni. D'altro canto come si fa a rimanere indifferenti di fronte ad un castello rosa??? Non a caso mi piace la letteratura fantasy, quella per ragazzi (lo ammetto!) e in particolar modo...Harry Potter! Ho divorato alla velocità della luce tutti i libri e quando è uscito l'ultimo capitolo ero tra quei pazzi che a mezzanotte si trovavano in libreria per poterne acquistare una copia al più presto.
Un siffatto concentrato di infantilità, abbinato alla passione per maghi, streghe e bacchette magiche poteva forse lasciarsi sfuggire l'occasione di visitare il regno della fantasia, la mecca dei parchi a tema? Qualcuno capisce dove voglio andare a parare?
Parchi divertimenti. Harry Potter. Florida......Universal Studios!!!!
Benchè il parco sia suddiviso in diverse aree tematiche (tutte fantastiche!) la meta principale è stata senza ombra di dubbio quella dedicata al maghetto.

 
Mentre mi aggiravo sognante per le vie di Hogsmeade, con i negozi di Olivander, Zonko, i 3 manici di scopa, mi sentivo come Alice nel paese delle meraviglie. Poi, all'improvviso, tra le casette innevate,si è aperto uno spiazzo ed è comparso il castello di Hogwarts....reazioni isteriche mie e di un amico (fortunatamente non immortalate), anch'egli ossessionato da Harry Potter.



Al suo interno, tutto quello che è familiare per chiunque ami questa saga: l'ufficio di Silente, i quadri parlanti, l'ingresso alla casa di Grifondoro, l'aula di incantesimi, il cappello parlante... da restare senza fiato!
Che posso farci? Ho sempre avuto un debole per maghi e incantesimi, per quegli enormi pentoloni fumanti riempiti con ingredienti improbabili per creare pozioni magiche.
Questa, invece, è la mia versione di pozione magica (da cucinare rigorosamente in un bel pentolone durante una sera buia e tempestosa): calda e fumante piace a tutti, grandi e piccini. E' colorata e divertente oltre ad essere una ricetta storica citata niente meno che dal mitico Pellegrino Artusi, praticamente l'Albus Silente della cucina! Una zuppa da re assolutamente da provare: è magica!




 ZUPPA IMPERIALE

 Ingredienti (per 10-12 persone):

brodo di pollo e verdure

Impasto bianco:
2 uova
40 g burro
40 g parmigiano grattugiato
60 g semolino
noce moscata in polvere
sale, pepe nero

Impasto rosso:
2 uova
40 g burro
40 g parmigiano  grattugiato
60 g semolino
2-3 cucchiai di concentrato di pomodoro
origano secco
sale, pepe nero

Impasto verde:
2 uova
40 g burro
40 g parmigiano grattugiato
60 g semolino
una manciata di spinaci lessati e tritati
noce moscata in polvere
sale

L'impasto di base si prepara allo stesso modo in tutti e tre i casi: sciogliere il burro (anche nel microonde) e, in una terrina, amalgamarlo con le uova, il parmigiano, il semolino e un pizzico di sale (non troppo dato che il parmigiano è già molto saporito). A questo punto aromatizzare gli impasti: il primo con noce moscata e pepe, il secondo con concentrato di pomodoro, origano e pepe, il terzo con gli spinaci e noce moscata.
Foderare con carta da forno uno stampo quadrato da circa 22 cm di lato (va bene anche di un'altra forma: l'importante è che una volta riempito con l'impasto questo raggiunga uno spessore di circa 1/2 cm) e riempire con uno degli impasti preparati. Livellare con una spatola e infornare a 200°C per 15 minuti. Sfornare, lasciare raffreddare e tagliare a dadolini da 1 cm di lato. Ripetere la procedura di cottura con gli altri due impasti.
In una pentola portare a ebollizione il brodo (indicativamente 1/2 l ogni 2 persone), salare appena e gettarvi dentro un mix di dadolini colorati (un paio di manciate a testa). Cuocere un paio di minuti e servire calda.
N.B. Se non consumati immediatamente i dadolini possono essere conservati nel congelatore. Al momento del loro utilizzo basta farli bollire un minuto in più nel brodo.
Buon appetito!

Con questa ricetta partecipo al contest sulle zuppe di Sale e coccole





domenica 6 maggio 2012

Pollice verde

E' lì, nell'angolo del salotto, e mi guarda, fissa, immobile: ha già capito che io sarò la causa della sua prematura fine. No, non sto per compiere un'insano gesto nei confronti di qualcuno: sto parlando di un'innocente piantina di calancola che ha avuto la sventura di essere adottata da due individui (io e il maschio alfa) con una propensione al giardinaggio pari a zero. Non sarebbe mai entrata in casa se non fosse stato per una buona causa. D'altronde se ti vien chiesto di acquistare una pianta per sostenere il Telefono Azzurro non si può dir di no! Ed eccoci qui, a chiederci quanto resisterà in balia del mio pollice bruciacchiato: perchè se è vero che esistono persone col pollice verde, capaci di resuscitare piante tropicali in mezzo al deserto, è pur vero che ne esistono altre, come me, in grado di far seccare anche le piante grasse (mi è successo più di una volta e non ne vado orgogliosa). Io ci provo ma lo so che prima o poi mi dimenticherò di innaffiare la malcapitata per un tempo indefinitivamente lungo, tanto che me ne accorgerò solo quando il povero vegetale sarà diventato praticamente paglia. L'ultima vittima risale allo scorso anno ed è stato un vaso di erba cipollina: mentre a mia suocera è cresciuto un rigogliosissimo cespuglio, il mio vasino si è trasformato in un insieme di fili d'erba gialli e rinseccoliti. E pensare che l'avevo pure messo in bella vista, vicino alla porta, per ricordarmi di annaffiarlo! Niente, non c'e stato verso di rianimarlo nemmeno nelle mani della suocera.
Di contro non ho nessunissimo problema quando cotali vegetali (purchè commestibili) sono già defunti, anzi dimostro una notevole curiosità nei loro confronti: li maneggio volentieri, li taglio, li cuocio, li mangio... :-)
Non fosse per questa mia curiosità non avrei mai provato gli agretti (o barba di frate che dir si voglia). Li ho scoperti lo scorso anno e sono stati una rivelazione: un sapore delicatissimo a cui non si può resistere! Dopo averli gustati semplicemente conditi con olio e limone ho voluto provarli in una frittata dal gusto fresco e delicato, perfetta per la primavera nei colori e nei sapori. La ricotta dà corpo e spessore alla frittata senza coprire il gusto degli agretti, il limone richiama il classico condimento e rinfresca la bocca. Nel complesso i sapori sono molto equilibrati, gradevoli, leggeri e non ho usato un solo goccio di olio! Insomma è la frittata definitiva!!! ;-)

Frittata di agretti al forno


FRITTATA di AGRETTI al FORNO

Ingredienti (per 3 persone):
4 uova (consegnate direttamente dal contadino)
500 g agretti (dal mercato)
125 g ricotta
1 limone bio
sale

Togliere la radichetta agli agretti e lavarli bene sotto acqua corrente per eliminare l'eventuale terra rimasta attaccata. Sbollentarli 5 minuti in abbondante acqua bollente e scolarli in un colapasta in modo che non trattengano l'acqua di cottura. In una terrina battere leggermente le uova intere, poi aggiungere la ricotta, la scorza del limone a filetti sottilissimi (io ho usato un rigalimoni) e poco pepe. Amalgamare il tutto e regolare di sale. Infine aggiungere anche gli agretti scolati e omogeneizzare delicatamente il composto. Foderare una teglia da 26 cm di diametro con carta da forno e rovesciarvi il composto ottenuto. Livellare e infornare a 180°C per 25-30 minuti. Sfornare, tagliare a fette o a quadrotti e servire. E' buona sia calda che fredda.
Buon appetito!

Con questa ricetta partecipo al contest di Artù



e al contest di Pensieri e Pasticci in collaborazione con Enjoy
e anche al contest di Ti cucino così


Con questa ricetta partecipo al contest di Una pasticciona in cucina

martedì 3 aprile 2012

Tra inverno e primavera

Per quanto sia cosciente che è primavera, vedo ancora intorno a me strascichi dell'inverno appena terminato: non tutte le piante hanno già messo fiori e foglie nuovi, l'orto di mio suocero non è ancora stato ripulito e liberato dalle coltivazioni invernali, ormai esauste...
Poi però vedo la luce, e il sole mi accarezza il viso quando esco da lavoro, la mattina avverto il cinguettare degli uccellini e i prati sono verdi e pieni di non-ti-scordar-di-me: tutti chiari segni di un prodigioso risveglio che si ripete anno dopo anno.
Ho voglia di colore, di freschezza, di novità: non a caso ho tirato fuori magliette e ballerine anzitempo (così un bel raffreddore precoce e qualche torcicollo non me li toglie nessuno).
Anche in cucina sono alla ricerca continua di tutti quei colori che impreziosiscono questo periodo: rosso, giallo, per non parlare di tutta la gamma dei verdi al completo. Anche il maschio alfa avverte il richiamo della primavera (come ogni animaletto che si rispetti) e per presentarsi in forma alla prova costume (che comunque non faremo visto che al mare non mi porta quasi mai) sta ingurgitando una tale quantità di verdure da far invidia a una mucca. Ormai in casa più che mangiare si bruca erba, con la testa infilata in grandi ciotole di insalata e lui più che un maschio alfa sembra un coniglietto! Le scorte di ortaggi in frigo vengono esaurite in pochi giorni e spesso mi trovo a dover fare le corse per l'approvigionamento della dose giornaliera di insalata. Per fortuna è venuta in mio soccorso la suocera, con le ultime delizie invernali dall'orto: prima di dissodare tutto mi ha gentilmente omaggiato dei germogli del cavolo nero, una vera rarità, anche qui in Toscana. Con questo preziosa prelibatezza mi sono preparata un'insalatina da mille e una notte, in cui l'inverno, rappresentato dal cavolo nero, seppur crudo, e dalla pancetta (si sa che maiale e cavolo vanno molto d'accordo), si sposano a meraviglia con le prime uova e i giovani e freschi cipollotti di Tropea. Gustosissima e colorata, adattissima da trasportare per picnic all'aria aperta, oppure può rappresentare un ottimo antipastino anche per il giorno di Pasqua, magari sostituendo l'uovo con quello di quaglia e il cavolo nero con rucola, più facilmente reperibile.
Ecco qua! Non sembra un fiore in un prato?

Insalata di cavolo nero e uovo

INSALATA di CAVOLO NERO e UOVO

Ingredienti (per 1 persona):
40 g germogli di cavolo nero
30 g pancetta tesa a fettine sottilissime
1 uovo
1/2 cipollotto fresco di Tropea
olio evo
sale

Scaldare una pedellina antiaderente e cuocervi le fette di pancetta fino a che non sono diventate croccanti. Far rassodare l'uovo in acqua bollente per 7-8 minuti. Nel frattempo lavare bene le foglioline di cavolo nero, separandole una ad una dal fusto, poi asciugarle con un canovaccio pulito. Tagliare il cipollotto a rondelle sottili. In una terrina unire le foglioline di cavolo nero e il cipollotto: condire semplicemente con sale e dell'ottimo olio evo (non c'è bisogno di altro, data la sapidità degli ingredienti). Sgusciare l'uovo, tagliarlo in 4 spicchi e disporlo "a fiore" sull'insalatina condita. Sbriciolare la pancetta con le mani e distribuirla su insalatina e uovo e servire.
Buon appetito!




Con questa ricetta partecipo al contest di Photo and food sulle mie amate insalate





e al contest di Archcook, sempre sulle insalate






Con questa ricetta partecipo al nuovo contest della Cuochina Sopraffina "Spuntino sopraffino, fallo sveltino"!



Con questa ricetta partecipo al contest di Una pasticciona in cucina

sabato 5 novembre 2011

5 Novembre

"Remember, remember,
the fifth of November
gunpowder, prison and plot,
a stike or a stake for king James's sake
will you please give us a fogget,
if you can't give us one,
we'll take two.
The better for us,
the worst for you."


"Ricorda per sempre il 5 Novembre,
il giorno della Congiura delle Polveri contro il Parlamento.
Non vedo perchè di questo complotto,
nel tempo il ricordo andrebbe interrotto!"

(V per vendetta)
 



Un presente alternativo, una Londra post-epidemia diventata il centro del mondo e governata da una folle dittatura militare: come se l'inquisizione e il nazismo si fossero fusi. In questo scenario si aggira, alla ricerca di vendetta, un uomo sfigurato che nasconde il proprio volto dietro la maschera di Guy Fawks, colui che il 5 Novembre 1605 tentò un attentato contro il Parlamento inglese. L'incontro con una giovane donna, Evey, che salva dai soprusi della polizia durante il coprifuoco sarà l'inizio di una complicità che cambierà per sempre le loro vite. Lei gli insegnerà ad amare, lui le farà scoprire quanto forte può essere una persona quando a guidarla sono gli ideali. Le insegnerà a non avere paura e a non piegarsi di fronte alle ingiustizie.
Un film che parla di manipolazione delle informazioni, corruzione di una classe dirigente dedita solo a potere e guadagno e di una popolazione inerme in cui lo spirito critico è stato sopito mediante un regime di paura.
Alla fine la verità emerge, V troverà la sua vendetta e solleciterà una presa di coscienza popolare, che segnerà la fine della dittatura e il preludio di inevitabili cambiamenti.
Ho amato questo film dal primo fotogramma: intenso e delicato tratta di temi purtroppo tristemente attuali che mi hanno dato molto a cui pensare.
Durante la permanenza di Evey nel "covo" di V c'è una scena in cui lui le prepara la colazione: l'ovetto nel cestino. Un piatto quasi banale nella sua semplicità e un classico della cucina inglese che, in questo caso, rappresenta un atto di ribellione dato che burro e uova sono ormai diventati alimenti di lusso destinati solo ai ricchi e potenti.


OVETTO nel CESTINO
 Ingredienti (per 1 cestino):
2 uova
1 fetta di pane in cassetta
una noce di burro
latte
sale, pepe

Sbattere un uovo in un piatto insieme ad un cucchiao di latte, sale e pepe. Praticare un foro circolare al centro della fetta di pane (io ho usato un bicchierino da caffè). Passare la fetta di pane nell'uovo da entrambi i lati. In una padellina scaldare il burro a fuoco basso e farvi cuocere 5 minuti la fetta di pane sgocciolata dall'eccesso di uovo. Prima di girare il pane occorre che la parte a contatto con la padella sia brunita. Una volta girata la fetta rompere l'altro uovo nel foro del pane. Salare, pepare e incoperchiare. Lasciare cuocere a fuoco bassissimo per 7-8 minuti. Servire immediatamente.


Ovetto nel cestino

Erano anni che sognavo di assaggiare l'ovetto nel cestino di V e oggi, 5 Novembre, in suo onore, l'ho preparato (anche perchè ormai è ben nota la mia folle dipendenza da uova!).

Concludo con una citazione tratta da "V per vendetta": I popoli non dovrebbero temere i propri governi: sono i governi che dovrebbero temere i propri popoli.

Con questa ricetta partecipo al contest di Piccoli..Semplici..Sapori


giovedì 20 ottobre 2011

Sola come un ovetto

Per una serie di congiunzioni astrali la settimana scorsa mi è capitato di essere a casa per pranzo. Ovviamente il maschio alfa era a lavoro, quindi si è presentata  l'opportunità (e la necessità) di cucinare qualcosa di "frivolo" che il carnivoro sicuramente non avrebbe apprezzato. La prima cosa che mi è venuta in mente sono state le uova al tegamino. Aaaahhhh!!!! Uno dei miei piatti preferiti. Adoro le uova in tutte le sue forme: all'occhio di bue, sode, alla coque, in camicia, al pomodoro. Pur non avendo origini britanniche, spesso mia mamma mi preparava succulente frittatine anche per colazione, tanto ne ero ghiotta. Quando ero poco più di una bambina fui ricoverata quasi 2 settimane per alcuni accertamenti: il rancio ospedaliero non è quanto di più appetibile si possa immaginare (specialmente per i bambini) ma mentre gli altri bambini anelavano biscotti, gelati e dolcetti io desideravo ardentemente un paio di uova al tegamino!!!
Fatto sta che ormai la mia voglia di uova si era scatenata e dovevo placarla in qualche modo.  Ho aperto il frigo, certa di averne una scorta consistente del contadino di fiducia, e... 1! Solo un povero, solitario ovetto: l'uomo di casa ne aveva ingurgitate chissà quante la sera precedente...maledizione! Ho frugato ancora un po' nel frigo e sono emersi una serie di "ultimi articoli" che avrebbero degnamente fatto compagnia al piccolo uovo: una zucchina, un cipollotto, mezzo peperone. E se avessi cotto tutto al forno? Così avrei sporcato solo una terrina. Detto, fatto: uovo al forno con verdure. Che posso dire? Non capisco come non mi fosse mai venuto in mente di cuocere l'uovo al forno ma sicuramente è una cottura che ripeterò! In pochi minuti l'albume si cuoce perfettamente e il tuorlo resta morbido e cremoso che quando si spacca la pellicola superficiale ne esce una crema meravigliosamente arancione da recuperare con una quantità scandalosa di pane! Le verdure così colorate fanno da degno contraltare e mi ricordano la bella estate appena trascorsa, benchè siano calde e morbide, come si addice ad una giornata di autunno.

UOVO al FORNO con VERDURINE ESTIVE


Ingredienti (monoporzione):
1 uovo (fresco)
1 zucchina
1 cipollotto bianco
1/2 peperone rosso
1 spicchio aglio
olio evo
sale, pepe nero

Lavare le verdure e tagliarle a dadini abbastanza piccoli. Sbucciare l'aglio e schiacciarlo. Mettere le verdure e l'aglio in una pirofilina monoporzione da forno. Irrorare con un filo di olio evo e un cucchiaio di acqua, salare e infornare a 180° C per circa un quarto d'ora. Quando le verdure sono quasi cotte togliere la pirofila dal forno, eliminare lo spicchio di aglio e rompere l'uovo sopra le verdure. Salare e pepare l'uovo, poi rimettere la pirofila in forno per altri 5 minuti o comunque il tempo necessario a far rapprendere completamente l'albume. Sfornare e servire caldo accompagnando con del buon pane fresco.
Buon appetito!


Uovo al forno con verdurine estive


Con questa ricetta partecipo al contest di Barbara

mercoledì 20 luglio 2011

Sex & the city è fantascienza: ne ho le prove!

Dopo aver passato le ultime due settimane a simulare parzialmente la vita delle 4 scatenate amiche newyorkesi sono giunta alla conclusione che non è possibile: lo stile di vita narrato nel telefilm è pura fantascienza! Non è pensabile uscire tutte le sere, andare a cena, cinema, teatro, discoteca, pub, raccattare frotte di maschi (questa poi è la più assurda), fare tardissimo e presentarsi il giorno dopo a lavoro fresche e riposate come se niente fosse. In quale universo parallelo è fisicamente possibile una cosa del genere??? Forse sono cyborg... Alla fine della quarta serata di bagordi con gli amici ho rischiato seriamente di cadere di schianto a terra, addormentata. Vogliamo parlare poi del "day-after"? La notte dei morti viventi era niente in confronto alla mia faccia, senza considerare il relativo rincoglionimento (che, a quanto pare, va a braccetto con occhiaie e borse sotto gli occhi)!
Ragion per cui sono giunta alla conclusione che vita sociale si, ma con moderazione... Non ho più 20 anni! Sigh! Ho avuto tanta nostalgia del mio bel divanone e questa settimana ho tutte le intenzione di rimettermi in pari prima di partire per le sospirate vacanze madrilene.
Nel frattempo ho preparato un primo piatto semplice e fresco ma insolito, anche se di notevole impatto visivo: il riso alla cantonese freddo.
E' semplicissimo, trasportabile e, con una accurata presentazione, ottimo da servire per una cena orientaleggiante!


RISO FREDDO alla CANTONESE


300 g riso Basmati o Thaibonnet
150 g trancio di prosciutto cotto
2 uova
150 g piselli surgelati
1 cipolla grande
latte
olio evo
curry
salsa di soia
sale, pepe

Cuocere il riso in acqua bollente salata per il tempo necessario (deve restare leggermente al dente), poi scolarlo e raffreddarlo velocemente sotto acqua corrente.
Affettare la cipolla a velo e farla soffriggere in una padella antiaderente con 2 cucchiai di olio evo e 5 di acqua. Quando la cipolla è morbida e il liquido si è asciugato quasi del tutto salare, pepare e irrorare con 5 cucchiai di salsa di soia. Lasciare insaporire per alcuni minuti a fuoco basso, poi trasferire la cipolla in una ciotola. A parte sbattere le uova con mezzo bicchierino di latte, mezzo cucchiaino di curry, sale e pepe. Cuocere le uova a fiamma bassa nella stessa padella della cipolla (senza aggiungere olio) strapazzandole bene con una frusta.
Lessare i piselli ancora surgelati in acqua bollente salata per una decina di minuti, poi scolarli e aggiungerli alla cipolla.
Tagliare il prosciutto a dadolini.
Riunire nella stessa ciotola riso, piselli, cipolla, prosciutto e uova strapazzate e mescolare per amalgamare tutti gli ingredienti. Irrorare eventualmente con un pò di salsa di soia (a me piace un sacco), poi far riposare in frigo per almeno un'ora prima di servire.
Per chi è pratico, un'idea "fashion" potrebbe essere proprio servire il riso in ciotoline con le bacchette, in perfetto stile chinese, come ho fatto io!
Buon appetito!


Riso freddo alla cantonese


Con questa ricetta partecipo al contest di Vaniglia, zenzero e cannella




Ed essendo anche un notevole piatto completo, anche al contest di Menta Piperita & Co.