giovedì 19 maggio 2022

Rose salate di sfoglia

 L'ho già detto nello scorso post: è un periodo un pò così. Tanta stanchezza, mille cose da fare, arrabbiature a non finire, tanto stress e tanta pressione a lavoro. E la sera arranco anche solo per mettere qualcosa in tavola. È inevitabile che la prima cosa a risentirne siano gli hobby, ciò che non è indispensabile alla sopravvivenza ma è utilissimo per mantenere una parvenza di salute mentale. Con uno sforzo immane oggi mi sono incaponita a voler pubblicare perciò eccomi qua, stanca, arruffata e con le occhiaie. 
Certo, oggi non è che sia proprio una ricetta..... è più un'idea carina e decisamente zerosbatti per fare bella figura con ospiti dell'ultimo o per un aperitivo informale. Ho preparato questi sfizietti salati per il compleanno del mio piccolo maschio alfa e sono stati spazzolati alla velocità della luce da tutti quanti!
Garantisco che sono a prova di principiante, anche per chi ha la manualità di un ippopotamo come la sottoscritta!




ROSE SALATE di SFOGLIA
 
Ingredienti (per 10 roselline):
1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare
prosciutto cotto a fette (circa 3 fette)
cheddar a fette (o altro formaggio a fette tipo fontina, provola, edamer...)
sale
pepe nero
latte q.b.

Stendere la pasta sfoglia e tagliarla a metà nel senso della lunghezza usando una rotella da pizza ( o un coltello a lama piatta). Da ogni metà tagliare 5 rettangoli per un totale di 10 rettangolini di pasta sfoglia. Stendere su ogni rettangolo del prosciutto cotto e circa mezza fettina di formaggio. Piegare il rettangolo a metà nel senso della lunghezza e poi arrotolarlo su se stesso: si ottiene una piccola rosellina. Ripetere l'operazione fino a terminare i rettangolini.  Disporre le roselline ottenute su una placca da forno rivestita di carta da forno, spennellare la superficie con poco latte, salare e pepare leggermente. Infornare a 200°C per circa 25 minuti, fino a che non sono leggermente dorate. Lasciare raffreddare fuori dal forno e servire per accompagnare un bel calice di prosecco, che mi serve proprio per darmi una calmata!
Buon appetito!





venerdì 6 maggio 2022

Festa della mamma (Pasta mimosa ai carciofi)

Tanto tempo che non scrivo. Eppure di ricette pronte ne ho tante. Manca la voglia, e spesso anche il tempo, per scrivere. Sono in uno dei miei periodi down, in cui mi sento stritolare dal lavoro e dalla pressione. Sono sempre stanca, svogliata, irritabile e non mi piace portare questa realtà online. Vorrei che questa fosse una pagina di svago e non solo per me. Quindi basta con discorsi tormentati e torniamo alla cucina, che mi rilassa. 
In questo periodo sto cucinando spesso i carciofi, in mille modi diversi; poi finisce che li mangio solo io perché i miei congiunti li schifano. Poco male: quando li preparo ne ho per più giorni e peggio per loro che non sanno cosa si perdono!
Questo primo piatto lo preparava mia mamma tanti anni fa poi, non so come, se ne è dimenticata! Ma io, che ho la memoria di un elefante, no! E mi è venuta voglia di prepararlo. E di gustarmelo, da sola, in silenzio, mentre i miei due maschi alfa mangiavano schifezze al fast food durante la loro settimanale "serata maschi". Una festa della mamma anticipata praticamente! Perché festeggiare vuole dire anche prendersi del tempo per sé e fare qualcosa che ci piace e ci fa stare bene! Quindi, buona festa mamme! 






PASTA MIMOSA ai CARCIOFI 

180-200 g di mafaldine (o altro formato di pasta a piacere)
2 carciofi 
2 uova 
1 spicchio d'aglio
Succo di limone o aceto di vino bianco 
Olio evo 
Sale 
Pepe nero 

Pulire i carciofi eliminando le foglie esterne più dure e la sommità appuntita, poi tagliarli a metà ed eliminare anche l'eventuale fieno all'interno. Tagliarli a fettine e metterli in ammollo in acqua acidulata con succo di limone o aceto. Recuperare anche i gambi dei carciofi: eliminare la parte esterna più filamentosa, tagliarli a pezzetti e mettere anch'essi in ammollo. 
Lessare le uova con il guscio per circa 8 minuti, poi sgusciarle e tenerle da parte. 
In un tegame scaldare 4 cucchiai di olio evo con lo spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato; quando inizia a sfrigolare aggiungere i carciofi (e i gambi) scolati. Cuocere coperti a fuoco moderato per 10-15 minuti, poi aggiustare di sale e pepe. 
Cuocere la pasta in abbondante acqua bollente salata per il tempo indicato. 
Nel frattempo tagliare a metà le uova, togliere il tuorlo e tagliare l'albume a dadini. 
Scolare la pasta al dente, conservando un mestolo di acqua di cottura, e spadellare insieme ai carciofi a fiamma alta, bagnando con l'acqua di cottura per non far bruciare i carciofi. 
Aggiungere anche i dadini di albume rassodato e amalgamare.
Servire subito cospargendo con il tuorlo sodo sbriciolato. 
Buon appetito!





giovedì 24 marzo 2022

(Egg curry)

Per quanto mi riguarda, sulla tavola di Pasqua non possono assolutamente mancare le uova, in qualunque forma. Presa dal sacro fuoco della sperimentazione quest'anno ho pensato di "farle strane" e  di abbinarle all'altra mia grande passione a tavola: le spezie. "Ancora roba al curry?" direte voi. Ebbene si! Mi piace troppo e non riesco a farne a meno!
Premetto che non si tratta di una ricetta originale (ne esistono mille versioni) ma è veramente spettacolare: gustosa e leggera, saziante e soddisfacente! Dimenticate le tristi e solitarie uova bollite scondite: qui c'è un tripudio di profumi, colore e gusto!
Provare per credere!




EGG CURRY

Ingredienti (per 2 persone):
4 uova 
1 cucchiaio abbondante di semi di cumino 
Olio di semi di girasole 
3-4 cm di radice di zenzero 
1 cipolla 
2 spicchi di aglio 
1 cucchiaio di cocco rapè 
Curcuma in polvere 
Garam masala
Peperoncino secco o fresco (facoltativo)
250 ml passata di pomodoro 
sale
Coriandolo fresco (o prezzemolo)

Innanzitutto lessare le uova con il guscio (meglio se a temperatura ambiente) in acqua bollente per 8-9 minuti circa: in questo modo il tuorlo sarà ben rappreso.  Scolare le uova, raffreddare sotto acqua fredda e sgusciare subito. Tenere da parte le uova e preparare la salsa. 
Sbucciare la cipolla, lo zenzero e l'aglio e tritare tutto abbastanza finemente (se non avete voglia di lavorare di mezzaluna tritare con un piccolo mixer). In un tegame non troppo grande versare 2-3 cucchiai di olio di semi di girasole e i semi di cumino e farli tostare un paio di minuti a fiamma vivace. Quando iniziano a scoppiettare, aggiungere il trito di ginger, aglio, cipolla e peperoncino fresco (facoltativo) e far appassire dolcemente. Aggiungere la passata di pomodoro e portare a ebollizione, poi abbassare la fiamma al minimo e lasciare sobbollire per circa 5 minuti. Aggiungere anche il cocco rapè, un cucchiaio raso di garam masala e mezzo cucchiaino di curcuma. Aggiustare di sale e lasciare cuocere dolcemente ancora 5 minuti. Spengere il fuoco e lasciare intiepidire.
Disporre nel piatto di portata la salsa di pomodoro al curry, le uova sode tagliate a metà o a spicchi, a piacere e cospargere tutto con un trito di coriandolo fresco. Se, come me, non amate il coriandolo fresco potete sostituirlo con del prezzemolo fresco tritato.
Servire subito con del riso basmati semplicemente bollito, in accompagnamento.
Buon appetito!






N.B.:Se decidete di usare il peperoncino secco in scaglie invece che intero, trovo che sia meglio aggiungerlo dopo la passata di pomodoro



giovedì 17 marzo 2022

Fiori a primavera (carciofi farciti con pane e formaggio)

Nonostante tutto, sta arrivando la primavera. E il sole. E le giornate più lunghe. E temperature più miti. Gli alberi si sono già riempiti di fiori e io li guardo rapita da tanta bellezza, che sboccia incurante, nonostante tutte le brutture intorno. È come una magia. 
Da sempre mi piacciono i fiori nel loro habitat naturale e non ho mai sviluppato una passione per i fiori recisi: bouquet e mazzi non esercitano particolare attrazione su di me. A meno che non siano commestibili. Diciamo che in questo caso i fiori recisi mi piacciono parecchio!
Un esempio? I carciofi! Verdura veramente poco apprezzata in casa mia, viene regolarmente schifata dai miei maschi alfa anche se io non posso esimermi dal consumarla quando è stagione. La ricetta di oggi trovo che sia un modo semplice ma originale per gustare al meglio i carciofi: così farciti possono essere serviti come antipasto, come un ricco contorno o come secondo piatto. In ogni caso sono deliziosi! Come sempre: provare per credere!

 
 
CARCIOFI FARCITI CON PANE E FORMAGGIO

Ingredienti (per 3 persone):
3 carciofi 
150 g pecorino fresco (o scamorza o caciocavallo)
Pane raffermo 
Olio evo 
Aglio secco 
Pepe nero 
Sale
Succo di limone o aceto di vino 

Per prima cosa occorre pulire bene i carciofi: eliminare le foglie esterne più dure, poi tagliare via la parte superiore spinosa così da creare una superficie pari. Mettere i carciofi in ammollo in acqua acidulata con il succo di mezzo limone o con 3-4 cucchiai di aceto in modo che non anneriscano.
Nel frattempo tagliare il pane raffermo a cubetti di circa 1cm di lato. Tagliare anche il formaggio più o meno delle stesse dimensioni. Dopo una decina di minuti scolare i carciofi e allargarne più possibile i petali, anche quelli più interni, e iniziare a farcire i carciofi infilando alternativamente dadini di pane e formaggio all'interno fino a esaurimento degli ingredienti (o fino a che non è possibile infilarci altro!).
Adagiare i carciofi "in piedi" in un piccolo tegame a bordi alti: devono essere quasi incastrati, così da non cadere sul fianco. 
Condire con sale, pepe, aglio secco in polvere e un filo di olio evo. Versare un paio di dita di acqua sul fondo del tegame e accendere il fuoco al massimo. Quando l'acqua ha raggiunto l'ebbollizione mettere il coperchio, abbassare il fuoco e lasciare cuocere a fuoco dolce per 20-30 minuti. Se il fondo di cottura dovesse asciugarsi, aggiungere acqua calda. 
Una volta cotti servire caldi o freddi, a piacere. 
Buon appetito!



N.B.: In questo caso le dosi sono calcolate per fare da contorno o da antipasto: per un secondo piatto occorre conteggiare 2-3 carciofi a testa, in base alla grandezza.

giovedì 10 marzo 2022

Buio (Curry di gamberoni)

Sono triste. Sono preoccupata. Sono spaventata. 
Più di duemila anni di storia e ancora c'è chi pensa di essere così superiore da poter disporre a proprio piacimento della vita altrui per le proprie manie di onnipotenza.
Guardo mio figlio, in tutta la sua meravigliosa innocenza, e penso che non merita di conoscere questo schifo di mondo. Nasciamo perfetti, tele immacolate, eppure a un certo punto l'anima umana si guasta e si corrompe senza rimedio. Altrimenti non si spiega quello che sta succedendo. Penso a tutti quei genitori che perderanno i loro figli in modo così cruento e mi sento mancare.
Provo un gran senso di impotenza e molta vergogna. Questo non è il mio lavoro e mi vergogno a stare qui a discettare di soffritti e condimenti quando ancora si ricorre alla violenza per risolvere dei conflitti (futili).
Eppure quando ho bisogno di calmarmi, di mettere a tacere i miei tumulti interiori, è in cucina che vado e nelle spezie mi rifugio: odori forti e inebrianti che mi trasportano altrove, dove mi sono sentita in pace: i miei comfort food sono sempre speziati e piccanti, come questi gamberoni al curry, furbissimi nella preparazione tanto sono veloci e semplici da preparare (e non serve il latte di cocco!).





Ingredienti (per 2 persone):
10 gamberoni 
2 spicchi di aglio 
3-4 cm di radice di zenzero 
250 ml di latte (parzialmente scremato per me)
2 cucchiai abbondanti di cocco rapè
Un cucchiaio di miscela di spezie per curry 
Maizena 
Vino bianco secco 
Olio di semi di girasole 
Sale 

Per accompagnare:
150 g riso basmati 
Curcuma in polvere 
Semi di senape 
Porro 

Sciacquare i gamberoni sotto acqua corrente, tagliare i "baffi", sgocciolarli bene e tenerli da parte. 
Sbucciare l'aglio e lo zenzero e tritare tutto finemente. Porre in un tegame il trito insieme a 2-3 cucchiai di olio di semi e far soffriggere a fuoco dolce. Quando il trito è appassito alzare la fiamma e disporre i gamberoni in un solo strato. Scottare un paio di minuti per ogni lato, poi sfumare con una tazzina di vino bianco secco. Salare poco e cospargere i gamberoni con il curry e la farina di cocco. 
Stemperare un cucchiaino di maizena nel latte e versare tutto nel tegame. Spadellare i gamberoni fino a che il fondo di cottura non si sarà addensato fino a creare una bella cremina (occorreranno circa 5 minuti). Spengere il fuoco e servire subito insieme a del riso bollito insieme a un cucchiaino di curcuma. Guarnire con semi di senape e porro croccante (fritto in friggitrice ad aria).
Buon appetito 



domenica 27 febbraio 2022

Cucina terapeutica (Involtini di branzino e prosciutto)

Succede di non avere voglia. Di tornare a casa la casa e sentirsi svuotati di ogni energia, di non avere nemmeno la forza di pensare a cosa si vuole mangiare. Poi apri il frigo e le vedi, quelle belle fettine di branzino che hai comprato il giorno prima, anche se non sapevi ancora cosa combinarci. Qualcosa inizia a muoversi, l'omino del cervello si risveglia dal suo torpore e qualche vaga idea prende forma. Idee semplici, ovviamente, ma capaci almeno di risolvere la cena.
Ecco l'effetto che mi fa cucinare, anche solo per necessità: mi costringe a pensare, inventare e uscire dallo stato di apatia che spesso mi accompagna tutto il giorno. Un hobby, si, ma che ha degli indubbi effetti positivi su tutta la famiglia!



INVOLTINI di BRANZINO e PROSCIUTTO alle NOCCIOLE 

Ingredienti (per 2 persone):
300 g carpaccio di branzino (senza pelle né lische)
100g prosciutto crudo
30 g granella di nocciole 
Olio evo 
Sale 

Stendere bene le fette di carpaccio e adagiarvi sopra, ben stesa, una o più fette di prosciutto. Arrotolare strettamente il tutto fino a formare un involtino, poi fermatelo con uno stuzzicadenti. Ungere uniformemente la superficie degli involtini con poco olio evo (io mi aiuto con un pennello da cucina), poi passarli nella granella di nocciole. Salare leggermente e infornare dentro una teglia a 200°C per 10-15 minuti, girandoli a metà cottura. Servire caldi o tiepidi accompagnati da una fresca insalatina. 
Buon appetito!

giovedì 17 febbraio 2022

Effetto pandemia (Frittelle di riso)

Partiamo da un semplice assioma: io non friggo. Mai. Troppa untuosità da ripulire, troppa puzza a giro per casa e no, non basta chiudere la porta: la cucina è un open space con il salotto e il divano tappezzato di stoffa è veramente troppo vicino ai fornelli. E poi troppe calorie e troppi sensi di colpa dopo un piatto di fritto. Quindi io non friggo. 
Poi è arrivata la pandemia. E i lockdown. E mentre tutta Italia imparava a panificare e si accapigliava per l'ultimo panetto di lievito di birra, io, nella noia della reclusione forzata, ho iniziato a friggere. Ho iniziato timidamente, con la salvia dell'orto, poi sono passata alle acciughe, alle verdure, alla mozzarella in carrozza e, per finire, le frittelle di riso. 
Bene. La ricetta di oggi è il risultato del lockdown da pandemia. Come si suole dire "non tutto il male viene per nuocere" e le frittelle di riso sono veramente superlative, soprattutto nel periodo di carnevale! 😉



FRITTELLE di RISO

Ingredienti:
250 g riso originario 
1 l di latte (per me parzialmente scremato)
1 bicchiere di acqua 
80-100 g zucchero semolato (+ altro per decorazione)
La scorza di un'arancia
2 uova intere 
Sale 
1 tazzina di vinsanto 
1 tazzina di brandy 
Farina 00
yogurt greco (facoltativo)
Olio di semi per friggere (io di semi di girasole)

In una pentola capiente porre il riso, il latte, l'acqua, lo zucchero, un cucchiaino di sale e la scorza di arancia in un unico pezzo, tutto a freddo. Portare a ebollizione, poi abbassare la fiamma al minimo e incoperchiare parzialmente. Lasciare cuocere circa 45 minuti, mescolando di tanto in tanto per evitare che il riso si attacchi al fondo della pentola: alla fine il riso dovrà essere ben cotto (ma non sfatto!) e il liquido quasi del tutto assorbito. Se il riso si asciugasse troppo in cottura, aggiungere acqua calda. A cottura ultimata togliere la scorza di arancia dalla pentola e lasciare raffreddare completamente. A questo proposito consiglio di cuocere il riso un giorno prima.
Quando il riso è raffreddato aggiungere il brandy, il vinsanto, i tuorli delle uova e mezzo vasetto di yogurt greco (facoltativo) per ammorbidire l'impasto e mescolare energicamente. Aggiungere anche 4-5 cucchiai di farina. Se non si aggiunge lo yogurt ne bastano 2-3 cucchiai e in ogni caso dipende da quanto liquido ha assorbito il riso, cosa che sarà ben visibile in cottura.
Montare a neve ben ferma gli albumi rimasti e incorporarli delicatamente al riso. A questo punto l'impasto è pronto per la frittura.
Scaldare l'olio (abbondante. Deve essere profondo per tuffarci letteralmente le frittelle) in un tegame dai bordi alti: è pronto quando buttandoci un pizzico di farina questa sfrigola copiosamente. Prelevare poco impasto con un cucchiaio e versare direttamente nell'olio bollente aiutandosi con un altro cucchiaio. Attenzione: cuocere poche frittelle alla volta per evitare che la temperatura dell'olio si abbassi! Far cuocere le frittelle su tutti i lati fino a che la superficie non sarà leggermente brunita: occorreranno circa 4 minuti.
Se le frittelle dovessero aprirsi e appiattirsi significa che l'impasto è troppo morbido e occorre aggiungere altra farina, fino a che in cottura non mantengono una forma più o meno tondeggiante. 
Una volta cotte scolare le frittelle dall'olio di cottura con l'aiuto di una schiumarola e asciugarle su carta assorbente, poi rotolarle bene in abbondante zucchero semolato.
Servire calde o fredde, a piacere, e godete!
Buon appetito!

N.B.1: mio babbo aggiunge sempre all'impasto abbondanti uvette ammollate nel rum e pinoli ma i miei congiunti non gradiscono (mannaggia a loro!)

N.B.2: a me piace usare il riso originario perché ha il chicco piccolo e tondo e ben si adatta a questo tipo di preparazione ma niente vieta di usare altre varietà come arborio o roma o baldo. Da evitare i risi poco amidacei e a chicco lungo come il basmati. 

N.B.3: Per aromatizzare io uso solo la scorza di arancia ma niente vieta di usare anche la scorza di limone (che però non piace al mio bimbo) o della vaniglia, per un gusto più dolce.







mercoledì 9 febbraio 2022

In agguato (Insalata di arance, finocchio, cipollotti e salmone)

Succede quasi ogni giorno: parcheggio l'auto davanti casa e, mentre mi accingo a salire le scale per arrivare al portone, all'improvviso, spunta mio suocero, che sembra sempre stia lì ad aspettarmi per farmi prendere un colpo. "Nell'orto ci sono da cogliere....(cavoli, broccoli, rape, finocchi.....vegetali in generali)!"
Ora, a parte che non so quanto le mie coronarie potranno resistere a questi agguati, credo che mio suocero mi abbia scambiata per una sorta di gigantesco e famelico coniglio, capace di ingurgitare quantità tali di vegetali da far impallidire anche un vegano.
Adesso, per esempio, è il momento dei finocchi e allora via, che ogni giorno mi ricorda che-li-devo-andare-a-cogliere-che-altrimenti-poi-si-ghiacciano-se-fa-troppo-freddo-e-diventano-duri-se-crescono-troppo-oppure-marciscono-se-piove-troppo. E io, che sono gentile (e solitamente affamata) mi lascio "infinocchiare"!
E mangio finocchi! In tutti  modi possibili, perchè altrimenti sai che noia finocchi tutti i giorni! 
Mi piacciono molto crudi, croccanti, in insalata e nella versione di oggi costituiscono un veloce e pratico secondo piatto (con del pane in accompagnamento addirittura un fantastico piatto unico), bello e colorato da vedere, buono da mangiare e molto sano!




INSALATA  di ARANCE, FINOCCHI, CIPOLLOTTI e SALMONE

Ingredienti (per 2 persone):
1 grosso finocchio
1 arancia
1 cipollotto fresco
200 g di salmone affumicato
olio evo
sale
pepe nero

Pulire molto bene il finocchio sotto acqua corrente, poi affettarlo molto sottile, usando magari una mandolina. Pelare l'arancia al vivo e affettarla a proprio piacere. Affettare anche il cipollotto. Riunire tutto in una terrina e condire con un filo di buon olio evo, un pizzico di sale e del pepe nero appena macinato.
Disporre l'insalata sul piatto di portata e guarnire con le fette di salmone affumicato.
Servire subito.
Buon appetito!

N.B.: Non è necessario usare aceto per condire ulteriormente l'insalata poichè l'arancia fornirà il giusto grado di acidità.





domenica 30 gennaio 2022

Il pranzo della domenica (Zuppa di orzo, cavolo nero e lenticchie)

E' una domenica lenta e pigra, fredda e pure un po' grigia. Il mio piccolo maschio alfa, dopo una sola settimana di asilo, ha vinto una nuova quarantena da contatto grazie a decisioni scolastiche a dir poco scellerate. Ma non è questo il posto in cui far polemica, anche se ne avrei una gran voglia, basti pensare che il morale non è esattamente alle stelle (il mio perlomeno, il piccolo è felicissimo di stare a casa a giocare!).
Insomma mi serve qualcosa per tirarmi su mentre sono in casa: vado in cucina e preparo il pranzo! Un bel comfort food, caldo e avvolgente, con il cavolo nero appena colto dall'orto, all'apice del suo rigoglio, un po' di guanciale per rendere il tutto più appetibile per i carnivori di casa e i miei amati legumi. Una cottura lenta, il profumo che si spande per casa, l'umore che si risolleva e ci troviamo tutti a tavola insieme, davanti alla nostra ciotola fumante, lieti che sia domenica e che possiamo stare insieme a non far assolutamente niente se non mangiare!




ZUPPA di ORZO, CAVOLO NERO e LENTICCHIE

Ingredienti (per 3 persone):
1 cipolla dorata 
50 g di guanciale (o pancetta tesa)
1 foglia di alloro 
2 bacche di ginepro 
10-12 foglie di cavolo nero 
120 g lenticchie secche 
150 g orzo perlato 
1 l brodo vegetale (o acqua calda, se non lo avete a disposizione)
Olio evo 
Sale 
Pepe nero 

Sbucciare e affettare sottile la cipolla,  tagliare a dadini piccoli il guanciale. Lavare le foglie di cavolo nero e tritarle grossolanamente. In una capace casseruola antiaderente far appassire cipolla e guanciale insieme a 3-4 cucchiai di olio evo, 2 bacche di ginepro schiacciate e una foglia di alloro. Aggiungere le lenticchie preventivamente sciacquate sotto acqua corrente e mescolare. Versare il brodo vegetale già caldo e portare all'ebollizione, poi aggiungere il cavolo nero e l'orzo. Lasciare sobbollire, parzialmente incoperchiato, a fiamma bassa per mezz'ora. Aggiustare di sale a fine cottura e servire la zuppa calda o tiepida con una generosa macinata di pepe nero e un filo di olio evo a crudo.
Buon appetito!




N.B.1: per una versione vegana basta omettere la pancetta! La zuppa sarà ugualmente buona e saporita.

N.B.2: l'orzo può essere sostituito da qualunque altro cereale (o mix di cereali) che abbiamo a disposizione in casa: farro, riso, grano saraceno ma anche quinoa o miglio, per una consistenza più "papposa". Tenere ovviamente conto dei diversi tempi di cottura dei cereali.


lunedì 24 gennaio 2022

Colazioni importanti (waffle allo yogurt)

 Ho sempre avuto difficoltà a mangiare appena sveglia: se c'è chi non riesce nemmeno ad aprire gli occhi senza caffè, latte e biscotti, c'è anche chi, come me, si alza dal letto come una molla e inizia subito a frullare in giro per casa prima di andare a lavoro. Una colazione leggera e veloce, giusto per mettere qualcosa sotto i denti e poi via, a lavoro. 
Verso le 9.00 solitamente inizia un leggero languorino che poi si trasforma nel ruggito di un leone nell'arco di un'ora. Intorno alle 10.30 persino il mouse del PC inizia ad avere un aspetto appetitoso. Mi fiondo a fare lo spuntino rischiando di diventare una Hannibal Lecter al femminile quando incrocio qualche collega sul mio percorso. Purtroppo lo yogurt o la frutta che mi sono portata non placa la voragine nel mio stomaco e mi ritrovo presto di nuovo affamata, ad anelare il pranzo. 
Ecco, tutto questo disagio alimentare finalmente è finito: ho imparato (mi è stato insegnato) a fare colazione come si deve e senza sensi di colpa. 
Inizialmente mi sono sforzata un pò, adesso però mi rendo conto che non posso farne a meno anche se non ho fame. Anzi, se non ho fame forse è pure meglio: devo impegnarmi di più per preparare qualcosa di goloso ma completo e saziante. 
Grazie a un azzeccatissimo regalo di natale ho scoperto come fare i waffle in casa, in versione "light ", cioè senza burro e, volendo, pure senza zucchero! Sono super versatili perché si possono farcire a proprio piacimento: è diventata una delle mie colazioni preferite! 
Da non dimenticare che quando si ha tempo si possono preparare in grande quantità e poi congelarli per averli pronti nelle mattine frenetiche e svogliate (basta passarli nel microonde o farli scongelare la sera prima).
Qua sotto la ricetta!




WAFFLE ALLO YOGURT


Ingredienti (per 3 persone):
1 uovo
100g farina 00
125 g yogurt bianco
20 g zucchero (facoltativo)
50 ml latte
1 cucchiaino raso di lievito in polvere

Porre in una terrina l'uovo e lo zucchero e iniziare a mescolare con una frusta. Aggiungere la farina miscelata con il lievito e poi lo yogurt. A questo punto aggiungere gradualmente il latte: si ottiene una pastella abbastanza densa.
Scaldare bene la piastra per waffle e ungerla con olio di semi. Versare un mestolino di pastella al centro della piastra, cosi' da riempire poco piu' della meta' dello spazio disponibile, chiudere la piastra e far cuocere 4 minuti circa (ma credo che dipenda anche dalla marca della piastra). I waffle sono pronti quando avranno assunto un colore dorato in superficie. A questo punto aprire completamente la piastra, estrarre il waffle e farcirlo a piacere con yogurt, creme spalmabili, frutta secca e fresca, sciroppo d'acero....secondo il proprio gusto.
Si possono servire sia caldi che freddi anche con del gelato in accompagnamento, per una merenda veramente golosa!
Buon appetito!




mercoledì 19 gennaio 2022

Rientrare nei ranghi! (Funghi Portobello gratinati)

Buongiorno!
No, non sono sparita, mi sono semplicemente lasciata assorbire dalle festività natalizie e dalla famiglia. Mi sono dedicata alla gioia del mio piccolo maschio alfa e alla realizzazione di un magico Natale per lui. 
Io ho mangiato. 
Si, per un paio di settimane non ho avuto voglia di pesare e misurare e mi sono semplicemente goduta del buon cibo ipercalorico, seppur con un briciolo di moderazione in più rispetto al passato. 
Dopo i bagordi il mio stomaco chiede pietà e vuol ritornare ai ritmi mangerecci pre-natalizi. E io sono ben felice di accontentarlo!
Inizia quindi un nuovo anno di ricette e la prima che ho deciso di proporre è un secondo piatto vegetariano molto semplice da realizzare quanto gustoso: lo preparo abbastanza spesso (almeno quando riesco a trovare i Portobello) e piace molto anche al grande maschio alfa, storicamente innamorato dei funghi. 
Provate perché questi funghi meritano di essere assaggiati!




FUNGHI PORTOBELLO GRATINATI 

Ingredienti (per 2 persone):
2 grosse cappelle di funghi Portobello
2 spicchi di aglio
Prezzemolo fresco 
80 g circa di scamorza affumicata 
Olio evo 
Sale, pepe nero 

Pulire i funghi eliminando eventuali residui di gambi e la pellicina scura che ricopre la cappella.
Preparare un trito fine con aglio e prezzemolo. Tritare (o grattugiare) la scamorza e tenerla da parte. 
Disporre le cappelle in una teglia rivestita di carta da forno con la parte lamellare rivolta verso l'alto e cospargerle con il trito di aglio e prezzemolo. Salare e pepare a piacere, poi irrorare con un filo di olio evo (circa un cucchiaio per ogni fungo). Infornare in forno già caldo a 180°C per una ventina di minuti, poi cospargere le cappelle con la scamorza tritata e infornare di nuovo per una decina di minuti, fino a che il formaggio non si è fuso e leggermente abbrustolito. 
Servire subito con una bella insalatina come accompagnamento. 
Buon appetito!