lunedì 14 dicembre 2020

Un piovoso weekend

Che fare se, arrivato finalmente il tanto agognato weekend, sei costretto a casa, oltre che dalla pandemia, anche da un persistente e umidissimo maltempo? Come tenere le mani impegnate e risollevare il morale della truppa di casa?
La risposta è più semplice di quanto si possa pensare: BISCOTTI!!!!
Natale si avvicina e anche se non potremo fare tutto ciò che vorremmo, i preparativi fervono. Mi piace che la casa profumi di dolce mentre addobbo l'albero! Poi quest'anno il mio ometto è abbastanza grande per essere il mio aiutante speciale in tutti questi lavoretti!
Perciò preparate zucchero, farina e burro e mettiamo le mani in pasta!
I biscottini che ho preparato sono tipici austriaci, perfetti per accompagnare thè, caffè, tisane e cioccolate calde nel pomeriggio ma anche a colazione insieme ad una bella tazza di latte. Sono friabili, burrosi e invitanti, con il loro candido mantello di zucchero a velo: secondo me sono molto carini anche come regalo di Natale!
Ho deviato dalla ricetta originale usando la farina di nocciole, che preferisco, rispetto a quella tradizionale di mandorle ma si tratta di gusto personale e si può tranquillamente usare l'una o l'altra.
 




KIPFERL ALLE NOCCIOLE

Ingredienti (per una ventina d biscotti):
140 g farina 00
60 g farina di nocciole
120 g burro freddo
35 g zucchero
sale
zucchero a velo
 
 Lavorare più velocemente posssibile il burro con lo zucchero e le farine fino ad ottenere tante briciole da compattare in un panetto, avvolgere nella pellicola e lasciare in frigo almeno un paio di ore.
Trascorso il tempo di riposo, tirare fuori l'impasto dal frigo e lasciarlo ammorbidire per 10-15 minuti prima di inziare a sagomare dei cilindretti spessi un dito e lunghi 6-7 cm. Piegare i cilindretti a forma di ferro di cavallo e adagiarli su una leccarda da forno rivestita di carta da forno.
Consiglio di raffreddare di nuovo i biscotti formati in freezer per almeno 10 minuti: terranno meglio la forma in cottura.
Infornare in forno preriscaldato a  170°C per circa 15 minuti, lasciando uno spiraglio aperto (io metto il manico di una forchetta o di un cucchiaio a contrasto tra il forno e lo sportello).
Lasciare raffreddare bene, poi spolverizzare di zucchero a velo.
Buon appetito!





lunedì 30 novembre 2020

Crisi di astinenza

Nel weekend ho approfittato della forzata reclusione casalinga per metter,  in ordine un po' di cose in soffitta. La vista delle valigie mi ha turbato un po' ma è stato solo quando ho spostato il trolley che sono crollata: il rumore delle rotelline sul pavimento e in un attimo la mia mente mi ha catapultata in aeroporto, a camminare su quei lunghissimi corridoi trascinando la mia valigia, in trepidante attesa del mio volo, protesa verso nuovi luoghi e nuove avventure.
Mi manca viaggiare. Mi manca terribilmente. E mi mancano i miei compagni di viaggio, i miei amici, compagni di mille avventure.
Credo che sia l'unica cosa di cui davvero sento la mancanza: viaggiare. E' come avere un nodo in fondo allo stomaco, la smania di partire o anche solo la prospettiva di poterlo fare, la calma che i trasmette il sapere di avere un volo prenotato.
Mi limito a viaggiare in cucina: infatti anche la ricetta di oggi è etnica. Di ispirazione cinese.
Non sono mai stata in Cina ma non escludo di farci un giro, un giorno. Per ora mi limito a cercare di replicare un piatto che prendo sempre al ristorante cinese e, non per vantarmi, ma dopo varie prove, mi viene proprio bene, con quella salsina densa alla salsa di soia che ricopre tutto e le verdure croccanti e saporite....delizioso!
Per il  momento va così e non c'è molto altro da fare. Aspetto tempi migliori, sogno di partire e mangio pollo alla salsa di soia!




 POLLO ORIENTALE CON VERDURE E SALSA DI SOIA
 
Ingredienti (per 3 persone):
6 Sovracosce di pollo
2 spicchi di aglio
un pezzo di radice di ginger
2 carote
1 peperone rosso
2 cipollotti freschi
250 g di funghi champignon
una scatoletta di germogli di soia in salamoia (meglio se li trovate freschi)
arachidi sgusciate (preferibilmente non salate)
salsa di soia
maizena
1 tazzina di vino bianco
olio di semi (per me di girasole)
semi di sesamo
sale
Riso basmati (per accompagnare)
semi di cumino
semi di coriandolo
 
Spellare le sovracosce e infarinarle molto bene con la maizena. In un largo tegame a fondo piatto far scaldare 3-4 cucchiai di olio di semi e rosolarvi le sovracosce a fiamma alta su tutti i lati fino a che non sono dorate. In un recipiente stemperare un cucchiaio abbondante di maizena con una tazzina di salsa di soia, una tazzina di vino bianco e un bicchiere d'acqua. Irrorare il pollo con la mistura preparata e far prendere il bollore; a questo punto abbassare la fiamma al minimo e lasciare cuocere semicoperto per almeno 20 minuti, girando il pollo di tanto in tanto.
Preparare le verdure: pulire i funghi e tagliarli a fettine, tagliare i cipollotti in 4 parti nel senso della lunghezza (tenere anche la parte verde), raschiare le carote e tagliarle a fettine non troppo spesse, togliere il picciolo, i semi e i filamenti bianchi interni del peperone e tagliarlo a losanghe (o a listarelle...come si preferisce); sbucciare il ginger e tagliarlo a julienne piuttosto fine; affettare finemente l'aglio dopo averlo sbucciato.
Quando il pollo è cotto e il fondo di cottura è diventato una voluttuosa cremina scura alzare la fiamma e aggiungere tutte le verdure insieme (compresi i germogli di soia che avrete sgocciolato dalla loro acqua di conservazione e le arachidi). Irrorare con qualche cucchiaio di salsa di soia e spadellare il tutto molto velocemente: le verdure devono rimanere croccanti ma ben amalgamate con il sughetto. Cospargere con semi di sesamo e servire subito accompagnando con del riso basmati semplicemente bollito insieme a dei semi di cumino e coriandolo.
Buon appetito!



mercoledì 25 novembre 2020

Foodblogger per sopravvivenza

Perchè mi appassiona tanto il cibo? Perchè ho deciso di aprire un blog di cucina?
Durante tutti questi anni in cui ho cucinato, dosato, scritto, spiegato qual è stata la molla che mi ha spinto a farlo?
Due sere fa l'ho capito in maniera nitida e incontestabile: per sopravvivere.
E' stato quando me ne sono andata a farmi una doccia, lasciando il piccolo e il grande maschio alfa impegnati a preparare una ciotola di pop corn. Appena uscita dalla doccia, ancora grondante e fumante, beatamente profumata e rilassata, si è affacciato il piccolo maschio alfa dicendomi:"Mamma, mi sa che devi venire di là che il babbo ha fatto un casino"
...
Perplessità.
Casino? A cuocere dei popcorn? Forse stava scherzando...
Ma mentre mi avvio verso la cucina vengo colpita da un acre puzzo di bruciato e da una fitta nebbiolina di fumo....MA CHE C***O????
E niente...il grande maschio alfa è riuscito a bruciare il pentolino in cui cuocio i popcorn da anni e a produrre una valanga di semi carbonizzati appiccicati al fondo.
L'ho messo al lavello a grattare il tegame in questione e, ancora in accappatoio, ho preparato i popcorn tra gli applausi del piccolo di casa.
Ora, io non pretendo che tutti sappiano preparare l'aragosta in bellavista o l'uovo di Cracco ma almeno un po' di popcorn....
Capite perchè devo cucinare??? 
E perchè devo scrivere le mie ricette? Perchè io spero davvero, davvero, davvero, con tutto il cuore di poter aiutare qualcuno a preparsi un piatto decente senza incendiare casa!
Il mio blog vorrebbe aiutare tutti quelli che scuociono la pasta solo guardando un fornello spento, quelli a cui basta aprire una scatoletta di tonno per causare un disastro in cucina! Loro sono il mio target!
Perchè, diciamo la verità, io sono una autodidatta, certo non uno chef, ma mi piace pensare di poter aiutare chi non riesce a farsi un uovo al tegamino! 

A questo proposito la ricetta di oggi (se così si può chiamare) è una cosa tanto ma tanto goduriosa, facile in maniera imbarazzante e tipicamente toscana.
Qualche tempo fa un mio amico, toscano ma all'epoca residente a Lecco, mi disse come avesse stupito i suoi colleghi del nord con queste semplici bruschette a base di salsiccia e stracchino, da noi tanto banali.
Ecco quindi che ho deciso di inserirle nella mia personale collezione di ricette e mi sento di consigliarle a chiunque voglia cimentarsi per la prima volta in cucina!
Ottime come antipasto o come salva-cena dell'ultimo minuto!
 
 



BRUSCHETTE SALSICCIA E STRACCHINO
 
Ingredienti:
pane toscano integrale o bianco 
1 salsiccia fresca
150 g stracchino
olio evo
sale 
pepe nero

Spellare la salsiccia e spiaccicarla bene bene insieme allo stracchino, in una ciotolina. Condire con un cucchiaio di olio evo, poco sale e una macinata di pepe nero e amalgamare bene.  Tagliare il pane a fette alte circa un centimetro  (fondamentale che sia pane toscano senza sale, al massimo pane da crostini, per un risultato più "elegante"....anche se questa ricetta non è per niente elegante ). Spalmare le fette di pane con abbondante composto di stracchino e salsiccia e infornare a 200°C (forno già caldo) per massimo 5 minuti: il pane diventerà dorato e croccante, lo stracchino deve sciogliersi e la salsiccia cuocere senza bruciare.
Sfornare e servire caldi o tiepidi accompagnati da un buon bicchiere di vino rosso.
Buon appetito!

N.B.: lo stracchino è sostiuibile con la crescenza.




mercoledì 4 novembre 2020

Comfort food

 E' novembre.  E' tutto grigio e piove. Siamo nel bel mezzo di una pandemia. Si prospettano coprifuoco e forse un nuovo lockdown.
Non c'è molto altro da dire: c'è stringente necessità di comfort food.
In questo momento, per me, non c'è niente di meglio di una calda, colorata e voluttuosa vellutata. Di zucca, preferibilmente.
Questa è la seconda versione di vellutata di zucca che pubblico sul questo blog: la prima potete trovarla qui. Anche se l'ingrediente base è lo stesso sono piuttosto diverse: questa ha un gusto più deciso e sapido e consistenze a contrasto, l'altra è più corposa, forse più raffinata. In ogni caso non saprei scegliere quale preferisco! Provatele entrambe e fatemi sapere la vostra opinione!
 
 

VELLUTATA di ZUCCA con CROSTINI e SPECK CROCCANTE

Ingredienti (per 3-4 persone):
600 g di polpa di zucca 
1 cipolla dorata
pane integrale raffermo
4 fette di speck
olio evo
sale

Eliminare la buccia alla zucca e tagliarla grossolanamente a dadi. Sbucciare la cipolla e affettarla sottilmente. In una pentola capiente soffriggere dolcemente la cipolla affettata insieme a 3 cucchiai di olio evo e qualche cucchiaio di acqua, per evitare che bruci. Quando la cipolla è diventata trasparente aggiungere la zucca, mescolare, salare a piacere e lasciare insaporire per un paio di minuti a fiamma vivace. A questo punto aggiungere acqua calda fino a coprire la zucca. Portare a ebollizione a fiamma alta, poi incoperchiare e abbassare il fuoco al minimo. Lasciare cuocere così mezz'ora circa, mescolando di tanto in tanto.
Quando la zucca è cotta tanto da spappolarsi, frullare tutto con un minipimer a immersione fino a ottenere una bella crema densa. Aggiustare di sale.
Tagliare a dadini il pane (quantitativo a piacere). In una padella scaldare 3-4 cucchiai di olio evo a fiamma vivace, poi saltare i dadini di pane per alcuni minuti, fino a che non sono dorati e croccanti. Durante la cottura cospargerli a piacere con rosmarino tritato, pepe nero e un pizzico di sale. 
Scaldare una padella antiaderente e quando è ben calda poggiarvi le fette di speck, ben distanziate: devono abbrustolire da entrambi i lati (senza bruciare!) e diventare croccanti.
Impiattare la vellutata calda e guarnire con i crostini di pane e lo speck croccante prima di servire.

Buon appetito!


 

 

 

sabato 31 ottobre 2020

Scary Halloween

 E così siamo giunti al 31 di ottobre di questo funesto, spaventosissimo 2020. Mai scenario generale è stato tanto horror per la sera di Halloween come quest'anno: la pandemia di covid-19 continua a impazzare come e più di prima e lo spettro di un nuovo lockdown è alle porte. Eppure ho imparato a conviverci, a superare la paura istintiva, a razionalizzare quel tanto che basta a tenere comportamenti adeguati di prevenzione senza smettere di vivere. 
Non ho nessuna intenzione di spegnere il sorriso del mio bambino, di disattendere le sue aspettative, di perdere l'occasione di fare festa: i pensieri negativi e funesti lasciamoli agli adulti. 
E quindi si, noi oggi festeggeremo. Ci vestiremo tutti quanti come se fosse carnevale e andremo in giro per il paese a fare "dolcetto o scherzetto" a parenti e amici, mascherati e dotati di gel igienizzante! 
La casa è già decorata con festoni a forma di zucca, ragni e pipistrelli e le candele colorate sono pronte per essere accese stasera. Intaglieremo una zucca gigantesca e mangeremo qualcosa di veramente "spaventoso" che il mio bimbo adora, mentre guardiamo Harry Potter!
Sarà una gran serata tra le mura della nostra casa!
Le mummie di sfoglia si preparano in pochi minuti e potete farvi aiutare dai vostri bimbi tanto sono semplici. 
Si possono usare anche dei piccoli wurstel per il ripieno ma io ho preferito una italianissima mortadella e delle carotine come variante vegetariana.

 


MUMMIE di SFOGLIA

 
Ingredienti:
1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare
trancio di mortadella
carote
1 uovo
sale
pepe nero in grani
 
Raschiare le carote e cuocerle al vapore per una decina di minuti. Dal trancio di mortadella ricavare tanti parallelepipedi di circa 1 cm di lato e lunghi circa 5 cm. Tagliare le carote cotte in modo che abbiano circa le stesse dimensioni.
Stendere la pasta sfoglia e, con l'aiuto di una rondella da pizza, tagliare delle lunghe striscioline di 3-4 mm di lato.
Avvolgere la mortadella e le carote con queste strisce di pasta sfoglia così da creare l'effetto "mummia".
Deporre le mummiette su carta da forno e spennellare con l'uovo sbattuto. Attaccare 2 grani di pepe su ogni mummia per fare "gli occhi" e infornare tutto a 200°C per una decina di minuti: la sfoglia dovrà essere dorata e croccante.
Sfornare e servire calde o fredde, a piacere.
Buon appetito e buon Halloween!

N.B.: un altro ripieno possibile potrebbe essere la feta anche se non ho ancora provato. Altre verdure non saprei perché in cottura diventano tutte troppo morbide e la mummia perderebbe di consistenza.

mercoledì 28 ottobre 2020

La dea Kali

Avete presente la dea indiana Kali? Quella con tante braccia e l'aspetto sempre incazzato? Una divinità dalla duplice natura: guerriera sanguinaria ma anche benevola con i suoi adepti.
La dea Kali era sicuramente una madre alle prese con casa, lavoro, figli, marito, commissioni e faccenducole quotidiane: capisco perfettamente la sua indole battagliera e la necessità di un surplus di braccia e mani in dotazione.
Un esempio: giovedì scorso ho portato il piccolo maschio alfa in piscina. La cosa di per sè non ha niente di strano, non fosse per le implicazioni che comporta. Uscire di corsa da lavoro e precipitarsi a riprendere il pupo all'asilo. Da lì spostarsi in auto verso la piscina in una ventina di minuti circa. Far fare merenda al nano e consegnarlo agli inservienti della piscina per i suoi 45 minuti di scuola nuoto. Nel frattempo non me ne sto con le mani in mano: corro al supermercato a fare la spesa e torno precisa precisa per la riconsegna di baby lavato, asciugato e stirato. Lo nutro prima che mi si addormenti masticando. Nel tragitto di ritorno a casa perde leggiadramente i sensi mentre io impreco contro il traffico cittadino, la pioggia e quant'altro mi irriti.
Arrivo a casa e ho bisogno di qualcuno (il babbo) che porti in casa il bambino: più di 18 kg di peso morto piombato e dormiente.
Io nel frattempo porto in casa tutto il resto. Infilo la porta di casa e ho addosso la mia borsa, la borsa frigo del pranzo che porto a lavoro, il borsoncino da piscina, la borsina con i rimasugli di merenda e cena di baby, il suo zainetto di spiderman, un paio di borse della spesa e una confezione da 16 rotoli di carta igienica. Sono scaruffata, accaldata, ansimante e sembro un mulo da soma. Il grande maschio alfa, evidentemente ignaro del mio disagio, mi guarda mentre sgranocchia patatine e chiede: che c'è per cena? 
La dea Kali sanguinaria? Mi fa un baffo la dea Kali! 

La cosa bella del giovedì è che, con il pupo dormiente, ho il tempo per cucinare con calma qualcosa di sfizioso "da adulti".
Ho provato questa rivisitazione di aglio, olio e peperoncino con bottarga e scorza di limone: una vera bomba! Ed è pronta in 15 minuti!

 


 PICI AGLIO, OLIO, PEPERONCINO, BOTTARGA e SCORZA DI LIMONE


Ingredienti (per 3 persone):
500 g pici freschi (ma vanno bene anche quelli secchi)
4 spicchi di aglio grandi
1 peperoncino (meglio fresco)
1 limone bio
bottarga di tonno
3-4 cucchiai di pangrattato
olio evo 
sale

Preparare il condimento mentre l'acqua per la pasta si scalda. Sbucciare gli spicchi di aglio e tritarli non troppo finemente. In una larga padella versare olio evo in quantità tale da coprirne interamente il fondo (non lesinare: è fondamentale perchè la pasta non resti asciutta). Aggiungere l'aglio tritato e il peperoncino fresco tagliato a fettine e far scaldare il tutto su fuoco bassissimo così che l'aglio e il peperoncino rilascino i loro aromi senza bruciare (massimo 10 minuti ma è meglio controllare a vista). A parte, in un altro padellino antiaderente, tostare il pangrattato su fiamma vivace fino a che non è appena brunito e tenerlo da parte.
Salare l'acqua della pasta quando raggiunge il bollore e cuocervi i pici per il tempo indicato. Scolare la pasta e farla saltare a fuoco alto nel condimento di aglio, olio e peperoncino insieme a poca acqua di cottura. Spolverizzare con pangrattato (che farà aderire il condimento alla pasta), bottarga a piacere e la scorza grattugiata del limone. Servire subito guarnendo ancora con bottarga, pangrattato e scorza di limone.
Buon appetito!

 



venerdì 23 ottobre 2020

Colazione indiana

Era un giorno di fine novembre del 2015 e io, per la prima volta, mi svegliavo in terra indiana, a Udaipur per l'esattezza, la città dei laghi.
Mi preparai e scesi per la colazione, che veniva servita nel giardino dell'albergo, sulla riva di uno degli innumerevoli laghi, con vista sulla città.
Mi lasciai guidare dai colori e dai profumi di quella terra lontana a lungo sognata per raggiungere il buffet. Mentre la maggior parte degli occidentali si dirigeva sicura verso torte e cappuccini, io mi permisi di indugiare di fronte al banco dei prodotti locali. Un cameriere in livrea bianca, incrociando il mio sguardo, mi chiese se desideravo una "masala omelette". Non avevo idea di che cosa fosse, oltre al fatto che conteneva uova, ma accettai l'offerta di buon grado, desiderosa di provare la vera cucina indiana.
Osservai il cameriere saltare velocemente in un padellino cipolla e peperoni, a parte scocciare un uovo e sbatterlo vigorosamente con un mix di spezie, per poi aggiungerlo alle verdure. Appena un paio di minuti di cottura e la mia omelette era pronta. Tornai al tavolo con il mio trofeo e al primo boccone esplose in bocca una bomba di sapore: la mia frittatina era calda, speziata, saporita in modo inusuale ma deliziosa.  Su suggerimento del cameriere la accompagnai con un buon thè Chai (che ancora non ho imparato a fare nel modo giusto).
Ho ancora negli occhi l'immagine dei Ghat di Udaipur e in bocca il sapore di quella prima masala omelette. Che nostalgia!
In questi tempi di quasi totale immobilità mi limito a ripercorrere con la mente i miei viaggi e a ricreare i sapori che mi hanno accompagnato. Oggi è stata la volta di questa deliziosa omelette, tanto semplice quanto buona. Per viaggiare nei ricordi.

 


 MASALA OMELETTE
 
Ingredienti (per una persona):
1 uovo 
2 falde di peperoni dolci verdi e rossi (vanno bene anche 2 friggitelli)
1 cipollotto (o uno scalogno)
mix di spezie (garam masala)
semi di cumino
semi di senape
olio di semi (o ghee)
sale

Lavare i peperoni ed eliminare i semi interni e i filamenti bianchi. Tagliare sia i peperoni che il cipollotto a dadini piuttosto piccoli (fare una brunoise).
Far scaldare in un padellino un cucchiaio di olio di semi (per me di girasole) e quando è ben caldo spadellare per un paio di minuti le verdure, facendo attenzione che non brucino.
Sbattere un uovo con mezzo cucchiaino di garam masala (mix di spezie per curry), un pizzico di semi di cumino e un pizzico di semi di senape secchi. Salare a piacere (poco: le spezie danno tantissimo sapore). Aggiungere l'uovo sbattuto in padella e farlo amalgamare bene con le verdure. Abbassare il fuoco e incoperchiare. Far cuocere l'omelette per un paio di minuti. Servire subito accompagnata da una buona tazza di thè, meglio se Chai.
Buon appetito!

N.B.: Si possono aggiungere anche alcune foglie di coriandolo tritate (onnipresenti nella cucina indiana) all'uovo sbattuto. Io non l'ho fatto perchè non avevo il coriandolo, oltre al fatto che non mi piace molto.


venerdì 9 ottobre 2020

La mensa

Dopo le mille peripezie legate alla pandemia di Covid-19, finalmente, sono riaperte le scuole e gli asili. Noi abbiamo definitivamente lasciato il nido d'infanzia privato e ci siamo iscritti, fiduciosi, alla scuola materna comunale. Il cambiamento è stato notevole per tutti anche se forse lo abbiamo sofferto più noi adulti del piccolo maschio alfa. Se al nido tutti si prodigavano per venire incontro alle esigenze delle famiglie, adesso sembra essere tutto il contrario: le famiglie devono sbattersi un sacco per adempiere a tutte le richieste della direzione scolastica, pena l'essere redarguiti persino dalle custodi, oltre che da maestre e preside (via mail). 
Ma la vera nota dolente è sicuramente la mensa. Si fa un gran parlare di educazione alimentare, stagionalità dei cibi e prodotti a km 0 e poi la sola lettura del menù mi ha fatto letteralmente accapponare la pelle per l'assurdità delle proposte e degli abbinamenti: carne servita per 3 giorni di fila, zucca e cavoli totalmente assenti, legumi serviti come contorno invece che come fonte proteica, insalata proposta 2 volte a settimana (sapendo perfettamente che i bambini non la mangiano). Dopo due giorni le famiglie erano già in rivolta con tanto di polemiche sui giornali locali!
La cosa che ho trovato più scioccante è che, di fatto, dagli anni '80, quando andavo a scuola io, non ci sia stato un upgrade del menù! Ancora l'unico pesce che viene servito (una volta a settimana) consiste in crocchette o bastoncini....cose contro cui combatto da quando è nato Joshua e che fino ad ora mi sono rifiutata di fargli assaggiare. Non riesco a capire come ciò che viene comunemente considerato junk food possa essere tranquillamente proposto a dei bambini. Non pretendo certo che gli vengano date orate e branzini ma sono assolutamente convinta che sia possibile trovare del buon pesce fresco a prezzi sostenibili! L'alternativa a quanto pare sarebbe del tonno sott'olio, preso e schiaffato lì sul piatto da solo, che non farebbe gola neanche al gatto. Senza considerare che proprio il tonno ha l'ineliminabile problema dell'inquinamento da mercurio....ma che vuoi che sia, pur di risparmiare 3 lire!
Ma la vera ciliegina sulla torta è stata senza ombra di dubbio la proposta di servire uova sode con maionese. MAIONESE. Ora, dico, cosa succederà se un bambino non la vuole mangiare? Lo costringeranno come si fa con le verdure? "Devi mangiare anche la maionese se vuoi diventare grande!"
Io sono allibita, oltre che sul piede di guerra. Per ora l'unica cosa certa è che a casa mi dovrò impegnare ancora più di prima per cercare di nutrire tutti in modo sano e completo e per sopperire o integrare la mensa dell'asilo. 

La mia proposta di oggi, in linea con la polemica sopra, è in realtà un piatto che mi sembra andare molto di moda, ultimamente, anche nei ristoranti. Si sa che polpo e patate è un ottimo binomio e qui in casa è sempre molto gradito. L'ho rivisitato in versione invernale, con una morbida e calda vellutata che avvolge il polpo grigliato, appena croccante all'esterno e un tocco piccante e affumicato per rendere il tutto ancora più goloso.



POLPO GRIGLIATO SU VELLUTATA DI PATATE

Ingredienti (per 3 persone):

1 grosso polpo (almeno 1 kg) decongelato
5-6 patate di media grandezza
1 scalogno o 1 piccola cipolla bianca
aceto di vino bianco
olio evo
peperoncino chipotle affumicato o paprika affumicata
prezzemolo fresco
sale

Per prima cosa lessare il polpo in abbondante acqua salata acidulata con mezza tazzina di aceto: quando l'acqua bolle afferrare il polpo con delle pinze e immergerlo per alcuni secondi. Ripetere questa operazione 3 volte, poi lasciare il polpo immerso e farlo cuocere coperto per almeno 45  minuti a fiamma bassa (deve sobbollire). Alla fine spengere il fuoco e lasciare raffreddare il polpo nella sua acqua di cottura fino a temperatura ambiente o quasi.
Nel frattempo preparare la vellutata di patate: sbucciare e tritare lo scalogno e farlo soffriggere dolcemente in una pentola con un paio di cucchiai di olio evo. Sbucciare le patate e tagliarle grossolanamente a cubetti. Aggiungere le patate al soffritto e fare insaporire per un minuto, poi aggiungere acqua calda fino a coprire appena le patate. Far prendere il bollore, poi incoperchiare e lasciare cuocere a fiamma bassa per circa mezz'ora. Aggiustare di sale e quando le patate iniziano a disfarsi vuol dire che sono cotte. Frullare con un pimer a immersione fino ad ottenere una crema piuttosto densa. Se la vellutata risultasse troppo liquida, rimettere sul fuoco fino a che non raggiunge la consistenza desiderata.
Scolare il polpo dall'acqua di cottura ed eliminare la guaina gelatinosa che lo riveste, lasciando però intatte le ventose. Togliere anche "l'occhio" del polpo e suddividere i tentacoli in 3 parti uguali.
Scaldare molto una bene una piastra e grigliare i tentacoli 4-5 minuti per ogni lato, fino a che non formano una specie di crosticina croccante.
Impiattare la vellutata di patate e il polpo; cospargere con prezzemolo tritato (per dare una nota fresca) e peperoncino chipotle affumicato a piacere. Irrorare con un filo di un buon olio evo a crudo e servire subito.
Buon appetito!

N.B.: Fondamentale usare un polpo decongelato perchè le carni risultino morbide dopo la cottura. Il processo di congelamento e scongelamento spacca le fibre della carne di polpo rendendole morbide. Un polpo fresco risulterebbe davvero troppo coriaceo dopo la bollitura.





lunedì 28 settembre 2020

Il risotto gourmet

 Mi è stato proposto di partecipare ad una rubrica a tema "i risotti gourmet". In linea generale non sono una grande appassionata di risotti: mi piacciono ma li cucino poco, non so nemmeno io il perchè. Però non volevo perdere l'occasione di mettermi alla prova e cucinare qualcosa che non fosse solo buono ma anche bello da vedere.
Ispirandomi ad una ricetta di Marco Bianchi, adattandola ai miei gusti, alla fine ho optato per degli ingredienti molto semplici, anzi, poveri, per insaporire il mio risotto: cipolla e rosmarino, tutto dell'orto di mio suocero. Niente burro ma del buon olio evo locale, che trovo più adatto per un risotto dal retrogusto marino e basta....non ho avuto bisogno di molto altro!
Mi sono messa al lavoro e il risultato è stato ben al di sopra delle mie aspettative. Un risotto morbido e profumato, dal gusto delicato, con la dolcezza della cipolla stufata, il tocco di bottarga a dare personalità e il rosmarino che "pulisce" la bocca. provatelo e mi saprete dire!


RISOTTO con CIPOLLA, ROSMARINO e BOTTARGA

Ingredienti (per 3 persone):

300 g riso carnaroli
1 cipolla bianca
circa 750 ml di fumetto di pesce (o brodo vegetale)
2-3 rametti di rosmarino
bottarga di tonno
olio evo
sale

Scaldare il fumetto di pesce (o il brodo) fino quasi all'ebollizione e mantenerlo in caldo. Nel frattempo sbucciare e tritare finemente la cipolla; farla appassire dolcemente in una padella insieme ad un paio di cucchiai di olio evo. Aggiungere qualche cucchiaio di acqua appena inizia a brunire, per non farla bruciare. Quando è ben morbida e trasparente spengere il fuoco e tenere da parte. In un tegame a bordi alti scaldare 2-3 cucchiai di olio evo. Tostare il riso per un paio di minuti nell'olio caldo, girando spesso, poi abbassare la fiamma al minimo, aggiungere la cipolla e iniziare ad aggiungere il fumetto caldo, un mestolo alla volta e girando spesso il riso. Aggiustare di sale. Mentre il riso cuoce, lavare e asciugare i rametti di rosmarino e in seguito tritarne finemente gli aghetti.
Quando il riso è quasi cotto (occorreranno circa 15-20 minuti) aggiungere il rosmarino tritato e mescolare. A fine cottura mantecare il risotto con un giro abbondante di olio evo, impiattare subito e spolverizzare con abbondante bottarga.
Buon appetito!
 

 

mercoledì 23 settembre 2020

La torta di Lizard

Tra le migliaia di cose che ignoravo riguardo l'avere figli ci sono anche le ossessioni. Non mie. Del nano. Non ci avrei creduto se non lo avessi visto coi miei occhi ma i bambini riescono a prendere delle fissazioni incredibili.
Noi siamo nel bel mezzo di un viscerale amore/fissazione/ossessione o come la si vuol chiamare, per Spiderman. Non so perché al piccolo maschio alfa è presa così, ma da qualche mese ha sviluppato un'attrazione morbosa per qualunque cosa esibisca l'immagine del suddetto supereroe in calzamaglia rossa e blu. E a giudicare dal merchandising disponibile sul mercato non è il solo.
Ecco quindi che, per il quieto vivere e per non sembrare genitori troppo integralisti, ci siamo muniti di: T-shirt di Spiderman, ciabattine di Spiderman, scarpe di Spiderman, costume di Spiderman, zainetto di Spiderman, telo mare di Spiderman, accappatoio di Spiderman, secchiello di Spiderman, braccioli di Spiderman, oltre ad una nutrita collezione di action figure e pupazzi di Spiderman che spaziano da dimensioni lillipuziane a grandezza naturale (quasi).
Il lato positivo è che questa colossale ammirazione può essere sfruttata a nostro vantaggio. 
Non vuole lavarsi le mani? "Ma lo sai che Spiderman si lava sempre le mani prima di pranzo?"
Non si vuole mettere le scarpe? "Guarda che Spiderman non va a giro scalzo!"
Non vuole mangiare le verdure? "Ti preparo la torta di Lizard, uno degli acerrimi nemici di Spiderman! Così tu la mangi e sconfiggi i cattivi!"
Non che abbia problemi a far mangiare le verdure al piccolo maschio alfa ma la voracità con cui ha addentato questa torta salata mi fa pensare che il giochetto abbia funzionato!
Perche proprio Lizard? Perche è verde, con il camice bianco e la lingua rossa: i colori degli ingredienti!
Per il resto può sembrare una banale torta salata ma l'aggiunta della pancetta le dá tutto un altro sprint!



TORTA SALATA con RICOTTA, SPINACI e PANCETTA

Ingredienti: 

500 g spinaci lessati
250 g ricotta 
100 g pancetta stagionata
2 uova 
1 spicchio d'aglio 
1 pasta sfoglia 
Olio evo 
Sale 

Preriscaldare il forno a 200°C.
In una padella far scaldare lo spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato con 3-4 cucchiai di olio evo e la pancetta tagliata a cubetti piccoli. Quando il tutto inizia a sfrigolare aggiungere anche gli spinaci ben strizzati dall'acqua di cottura e far saltare tutto per alcuni minuti. Spengere il fuoco e lasciare raffreddare un po'. In una terrina mescolare insieme gli spinaci saltati, la ricotta e le due uova fino a che tutto non è ben amalgamato. Aggiustare di sale.
Foderare una teglia da crostata di circa 26 cm di diametro con la pasta sfoglia ancora adagiata nella sua carta da forno e versare all'interno il composto di spinaci. Richiudere i bordi della pasta sfoglia verso l'interno e infornare per circa mezz'ora (la pasta sfoglia deve essere ben cotta e dorata). Un consiglio: porre la teglia piuttosto in basso nel forno. In questo modo la pasta sfoglia cuoce bene sul fondo anche se il ripieno è abbastanza umido e la parte superiore non si asciugherà troppo.
Sfornare e lasciare raffreddare copletamente prima di servire.
Buon appetito!

N.B.1: Si puo sostituire la pancetta stagionata con la stessa quantita di prosciutto cotto o con una salsiccia fresca secondo il proprio gusto.
N.B.2: Oltre agli spinaci gia lessati si possono usare sia spinaci freschi che surgelati purche, in entrambi i casi, vangano prima sbollentati per 5 minuti in acqua.


domenica 23 agosto 2020

E' tempo di grigliate

Nonostante la mia campagna di riduzione del consumo di carne ci son dei piatti a cui non rinuncerò mai, semplicemente perchè non riesco a farne a meno: talvolta ne avverto una vera e propria necessità fisica. La carne cotta sul barbecue è senza ombra di dubbio una di queste e, per quanto mi riguarda, l'estate è la stagione perfetta per grigliare! 

Alzi la mano chi non si cimenta con le grigliate insieme agli amici durante il week end! 

Per questo motivo oggi vorrei proporre una ricetta da barbecue un po' originale a base di pollo. Potrebbe sembrare un tipo di carne banale ma essendo molto versatile, si presta a infinite preparazioni. In questo caso il pollo viene fatto marinare in una miscela di spezie, salsa di soia e miele e poi cotto sulla griglia: una vera squisitezza! La carne diventa morbida, succulenta e supersaporita: io me ne sono innamorata al primo assaggio! 


POLLO MARINATO con MIELE e CINQUE SPEZIE 

Ingredienti  (per 3 persone):
3 grosse sovracosce di pollo
1 spicchio di aglio
2 cm di zenzero
4 cucchiai di salsa di soia
1 cucchiaio di miele
1 cucchiaino di miscela 5 spezie
1 cucchiaio di senape
peperoncino chipotle

Disossare le sovracosce di pollo e tenerle da parte. 
Preparare la marinata: sbucciare l'aglio e lo zenzero e tritarli. In una ciotola mescolare la salsa di soia, il miele, la senape e la miscela 5 spezie. Aggiungere il trito di aglio e zenzero e un pizzico di peperoncino (per me chipotle, che ha un gusto un po' affumicato, ma va bene anche del normale peperoncino piccante, da dosare secondo i propri gusti). Non aggiungere sale: basta la salsa di soia. Mescolare il tutto, poi aggiungere il pollo e bagnarlo dappertutto con la marinata. Lasciare insaporire almeno un paio d'ore a temperatura ambiente  (o più a lungo in frigo).
Accendere il barbecue e quando la brace è pronta fare scaldare la griglia a media altezza. Sgocciolare il pollo dalla marinata e poggiarlo sulla griglia rovente. Fare cuocere per circa 10 minuti per lato, spennellando con la marinata se si asciugasse troppo. Attenzione a non bruciarlo: il miele caramella ma se il calore è troppo, brucia velocemente carbonizzando la superficie della carne. In quel caso allontanare momentaneamente la griglia dalla brace prima che succeda l'irreparabile.
Servire subito accompagnando con trito di prezzemolo o coriandolo (che a me non piace).
Buon appetito! 

N.B.1: si possono usare anche altri tagli del pollo come il petto (inciso per far penetrare la marinata) o le cosce, intere.
N.B.2: se non si ha a disposizione il barbecue, si può cuocere il pollo anche su una padella antiaderente a fondo piatto, senza aggiungere olio.

giovedì 6 agosto 2020

Afa

Nonostante tutto anche quest'anno è giunto il periodo del caldo torrido, quello che ti fa sudare anche stando fermo in piedi davanti a un ventilatore acceso.
Abitando nell'entroterra, in una zona pianeggiante, la situazione peggiora ulteriormente a causa della mancanza di ventilazione e dell'afa opprimente: una cappa di calore umido tale da fiaccare anche gli spiriti più arditi.
In queste condizioni la preparazione dei pasti si riduce alla modalità preistorica pre-scoperta-del-fuoco, limitandosi all'assemblamento di alimenti crudi o già pronti.
In questo momento le insalatone sono i miei cavalli di battaglia: mi piace provare nuovi accostamenti e ingredienti inusuali anche se l'insalata che propongo oggi è un classico che più classico non si può. Però è buona e ha tutti i colori, gli odori e i sapori dell'estate e del Mediterraneo: non a caso deve il suo nome all'isola di Pantelleria, patria di capperi pregiati.
Un inno all'estate, ai piatti freddi, al gusto ma anche alla leggerezza, saziante senza appesantire. Io la adoro!



INSALATA PANTESCA

Ingredienti (per 3 persone):
3 patate grandi
3 pomodori ben maturi 
1 cipolla fresca di Tropea
Capperi sotto sale 
Olive verdi 
Basilico 
Olio evo 
Aceto di vino bianco 
Sale 
Pepe nero appena macinato 

Per prima cosa sbucciare e tagliare a quadrotti le patate e cuocerle a vapore per una ventina di minuti. in alternativa si possono bollire (intere e con la buccia. Occorrono almeno 40 minuti). Lasciare raffreddare le patate e nel frattempo preparare tutti gli altri ingredienti: affettare la cipolla, lavare e tagliare il pomodoro (come si preferisce: a fette, a spicchi, a tocchetti...). Dissalare una manciata di capperi sotto acqua corrente. Tagliare a rondelle un quantitativo a piacere di olive (io ho usato quelle denocciolate ma vanno bene anche con il nocciolo!). Riunire tutto in una terrina e aggiungere foglie di basilico a piacere. Condire con olio evo, una spruzzata di aceto, sale e una macinata di pepe nero e amalgamare tutto. Meglio far riposare una mezz'ora in frigorifero per far insaporire e gustarla fredda.
Buon appetito!

martedì 21 luglio 2020

Una settimana da dio

Fine giugno. Il mare freddo ma cristallino. Le spiagge poco affollate. Il primo sole che scotta la pelle chiara. L'odore di crema solare. I vestiti leggeri e svolazzanti e i costumi dai colori sgargianti.
Con le necessarie precauzioni anche quest'anno ci siamo ritagliati la nostra settimana di mare all'isola d'Elba.
Ho scavato buche nella sabbia che sembravano pozzi artesiani e costruito castelli degni di Re Artù. Mi sono fatta cavalcare dal piccolo maschio alfa e l'ho lanciato in acqua tante di quelle volte che la mia schiena chiede pietà. Abbiamo fatto fare decine di bagnetti a dinosauri, Spiderman e Superman, li abbiamo sepolti e ritrovati nella sabbia; abbiamo giocato con perfetti sconosciuti e mangiato tantissimi gelati. Abbiamo lanciato tantissimi sassi nell'acqua e corso sul bagnasciuga con la pistola ad acqua (con somma gioia di chi non voleva essere schizzato!).
Mi sono data la crema solare in modo talmente affrettato che non solo mi sono comunque bruciata ma mi sono abbronzata in stile Pimpa: bianca a chiazze rosse. Come guardare una pizza margherita....ma meno succulenta.
Eppure.... è stato liberatorio, sebbene non rilassante! 

Questo è l'anno delle zucchine, si è capito? L'orto è particolarmente prolifico quest'anno e non riesco a stare dietro a tutta la produzione nonostante mi ingegni a cercare sempre nuove ricette. Questi burger li straconsiglio a tutti: sono deliziosi, belli da vedere e facili da fare. La cosa più lunga è stata grattugiare e strizzare le zucchine. E poi sono una validissima alternativa alla carne e piaceranno anche ai bambini perchè sono divertenti e possono essere serviti dentro a dei panini. Serviteli con una salsina di yogurt bianco condito semplicemente con olio, sale e pepe e il gioco è fatto!



BURGER di ZUCCHINE


Ingredienti (per 6 burger):
800 g zucchine chiare 
70 g pecorino romano grattugiato 
2 uova 
25 g farina di ceci 
3-4 foglie di basilico 
Un paio di rametti di prezzemolo 
Pangrattato 
Aglio secco in polvere 
Pepe nero 
Sale

Lavare e asciugare le zucchine. Grattugiarle con la grattugia a fori piccoli e poi strizzarle molto molto bene a mano o con l'aiuto di un colino a maglie fitte: devono perdere tutta la loro acqua.
In una terrina riunire le zucchine, 2 uova, il pecorino romano grattugiato, le foglie di basilico e di prezzemolo tritate e la farina di ceci. Amalgamare il tutto, insaporire con una spolverata di aglio secco e poi aggiustare di sale e pepe. Servirà pochissimo sale perchè il pecorino è già molto saporito.
Aggiungere pangrattato fino ad arrivare ad una consistenza morbida ma che tiene la forma.
Creare i burger a mano o con l'aiuto di un coppapasta. Con queste dosi ne vengono circa 6.
Scaldare molto bene una piastra di ghisa al massimo della fiamma e abbassare il fuoco quando vi si pongono a cuocere i burger (così da far venire le caratteristiche "righe" scure dei burger). Cuocere circa 5 minuti per ogni lato. Servire.
Buon appetito!




lunedì 6 luglio 2020

Social media mania

Mesi fa mi è capitato di assistere ad una conversazione tra giovani colleghi riguardo al tramonto mediatico di facebook e alla ribalta, invece, di Instagram. "Tutti quanti sono migrati su Instagram" dicevano.
E io non capivo cosa intendessero. Avevo già il mio account Instagram ma non lo usavo molto....non sapevo bene che fare. Però ero curiosa e mi ci sono dedicata un pochino. E ho capito.
Mi sono resa conto che tutto quel fermento di qualche anno fa intorno ai blog, ora si è spostato sugli account Instagram: contest, scambio di follower, giveaway...
Credo che ciò che piace sia l'immediatezza delle foto rispetto ad un papiro scritto.
Ammetto che mi ha intrigato e adesso ci "spippolo" abbastanza nel tempo libero però....il mio blog resta il mio primo amore e la mia base sicura in cui scrivere. Anche perchè è troppo facile fare una bella foto ad un bel piatto senza una ricetta dettagliata!
E io invece sono dell'idea che ciò che conta davvero è la ricetta, più della foto. Perchè una foto da sola è più una sorta di autocelebrazione. La scrittura della ricetta è condivisione e io spero davvero di poter aiutare qualcuno a replicare i piatti che preparo e che trovo buoni. E poi mi piace scrivere tutti i miei spiegoni e i miei aneddoti. Credo che rendano tutto più "personale".
Ciò non toglie che mi diverta anche su Instagram!

La ricetta di oggi è la prima di cui ho pubblicato la foto prima su Ig che sul blog....chissà che non diventi la prassi.
In ogni caso si è rivelata un esperimento molto ben riuscito e grandemente apprezzato dai commensali (compreso il piccolo di casa anche se è ormai noto che si tratta di una buona forchetta!) che hanno spazzolato tutto alla velocità della luce!




FIORI di ZUCCA RIPIENI al FORNO 

Ingredienti  (per 4 persone):
12 fiori di zucca freschi
200 g di stracchino 
6-7 filetti di alici sott'olio
Pepe nero 
1 uovo 
Latte 
Pangrattato 

Pulire molto delicatamente i fiori di zucca eliminando poi il pistillo all'interno dei petali e le parti spinose. 
Preparare la farcia mescolando in una terrina lo stracchino con i filetti di alici fino a che questi ultimi non sono disfatti completamente. Pepare a piacere. Non ho salato perché le alici sono già molto sapide. 
Farcire i fiori con una cucchiaiata di ripieno e chiuderli arrotolando su se stessi le estremità dei petali.
In una ciotolina a fondo piatto mescolare l'uovo con 2-3 cucchiai di latte. Passare i fiori farciti nell'uovo e poi nel pangrattato. Disporre i fiori sulla placca del forno rivestita di carta da forno.
Infornare i fiori appena sotto al grill del forno già caldo al massimo della temperatura per soli 5 minuti.
Sfornare e lasciare raffreddare a temperatura ambiente. Servire freddi. 
Buon appetito! 


lunedì 15 giugno 2020

Il miracolo

Più e più volte mi è capitato di disquisire in questo blog, sulla innata avversione del grande maschio alfa per le zucchine. Vedi qui e qui.
Più di 23 anni che stiamo insieme e ancora non ho capito perchè ce l'ha tanto con le zucchine, senza aver nemmeno mai avuto la volontà di assaggiarle. Nessun trauma infantile legato a cotale ortaggio. Nessun dopo sbornia al sapore di zucchine. Niente. Inspiegabile.
Poi, qualche sera fa, il miracolo: complici delle zucchine appena colte dall'orto, decido di prepararci un pesto per condire la pasta per me e per il piccolo maschio alfa, che è decisamente meno schizzinoso del suo papà. Ne prendo un cucchiaino e lo faccio assaggiare al piccolo che, tutto sorridente, mi omaggia con un "mmm....buono!". Quasi per scherzo chiedo al grande maschio alfa se anche lui ne voleva un assaggio: sarà stato il sentirsi sfidato da un treenne, sarà stata la fame ma ha accettato! E...miracolo!...gli è piaciuto!
Per la prima volta ci siamo potuti gustare tutti insieme un bel piatto di pasta con le zucchine.
Che soddisfazione!
Ora che le zucchine sono state sdoganate mi accingo ad infilarle in ogni dove!



TROFIE con PESTO di ZUCCHINE

Ingredienti (per 4 persone):
500 g trofie
250 g zucchine chiare
50 g parmigiano grattugiato
10-12 foglie di basilico fresco
olio evo
sale
pepe nero (facoltativo)
1/2 spicchio di aglio (facoltativo)


In una pentola capiente far bollire abbondante acqua salata e lessarvi le zucchine (lavate e spuntate) per 5 minuti. Conservare l'acqua di cottura delle zucchine per cuocervi la pasta.
Inserire nel bicchiere del mixer le zucchine, il parmigiano, le foglie di basilico, un paio di cucchiai di olio evo e una presa di sale (poco sale perchè il parmigiano è già molto sapido). A chi piace, consiglio anche un pezzetto di spicchio di aglio. Frullare tutto fino ad ottenere una crema omogenea di un bel verde chiaro.
Nel frattempo cuocere le trofie (o altro tipo di pasta) nell'acqua di cottura delle zucchine, scolare e condire con il pesto di zucchine. Servire eventualmente spolverizzata di pepe nero appena macinato.
Buon appetito!



N.B. Delle lamelle di mandorle tostate sono un ottimo completamento del piatto.

venerdì 5 giugno 2020

Bing in cucina

Proprio dietro l'angolo della nostra città oggi Bing....

Chi ha figli piccoli sa quanto questo incipit può entrarti nella testa e restare lì, a girare, girare e girare nei lunghi giorni di quarantena, fino a farti sentire parte del famigerato cartone animato. 
E mentre tuo figlio si rimbambisce davanti alla TV, tu, che non sei da meno, inizi a sentirti una madre inadeguata in confronto al papà/pupazzo-di-pezza di Bing: sempre pronto per qualsiasi evenienza, impeccabile, imperturbabile, non perde mai le staffe. Roba che la Montessori gli fa un baffo. 
A dirla tutta, se proprio vogliamo, sembra che addirittura un solitario orso maschio se la cavi meglio di me nel gestire un piccolo terremoto... vedi Masha&Orso!

Poi, coi cartoni animati, inevitabilmente iniziano le richieste astruse:
"Mamma, voglio la bacchetta come Bing!"
...
"Mamma, voglio il taxi parlante di Bing!"
...
"Mamma, anche io voglio la polverina magica di Bing!"
...???
"Mamma, voglio la pasta facile facile di Bing e Sula!"
... eh no! Aspetta un po'! Questa la posso fare!

E quindi eccoci alla ricetta di oggi, che mi fa sentire un po' meno madre scapestrata: la pasta facile facile di Bing e Sula!
Che poi altro non è che pasta con carote e piselli ma se serve per far mangiare più vegetali ai piccoletti, ben venga!
E poi mica va bene solo per i bambini: è buona e può essere un validissimo, leggero piatto unico!

PASTA FACILE FACILE DI BING

Ingredienti (per 2 bambini o per un adulto affamato):
100 g trofie (o altra pasta corta a piacere)
1 grossa carota
2 manciate di piselli (freschi o congelati, a piacere)
1 scalogno
5 g di burro
olio evo
sale

Raschiare lacarota e tagliarla a dadini piccolini. Sbucciare lo scalogno e affettarlo molto finemente. 
In una padellina scaldare un cucchiaio di olio evo e il burro e lasciarvi imbiondire dolcemente lo scalogno. Aggiungere i dadini di carota e i piselli, far insaporire a fiamma vivace, poi salare leggermente. Aggiungere anche una tazzina di acqua, poi abbassare il fuoco, incoperchiare e lasciare cuocere una decina di minuti: le verdure dovranno risultare morbide. 
Nel frattempo lessare la pasta in abbondante acqua salata, scolare e aggiungere al condimento di verdure. Far insaporire per un minuto e servire subito.
Buon appetito coniglietti! 

N.B.1: naturalmente si può evitare il burro nel soffritto e usare solo olio evo ma con il burro è più buona! 

N.B.2: se piace, spolverizzare con parmigiano grattugiato a piacere per un gusto più deciso e goloso. 




venerdì 29 maggio 2020

Polpettiamo

Mi sono resa conto che negli ultimi tempi la mia produzione di polpette ha avuto una crescita esponenziale: ormai almeno una volta a settimana propongo un pasto sotto forma di polpette. E non sto parlando solamente di polpette di carne. Tutt'altro. Già in questo post ho parlato diffusamente di polpette a base di ricotta, per esempio.
Ma perchè proprio le polpette? Tutto sommato non sono la cosa più veloce da cucinare ma presentano degli indubbi vantaggi:
1) Sono divertenti e facili da mangiare e fanno bella figura nel piatto.
2) Gli ingredienti sono sempre spezzettati/frullati/amalgamati tanto che spesso risultano non identificabili: questo permette di occultare al loro interno praticamente qualunque cosa.
3) Ottime per riciclare avanzi di vario tipo.
4) Partendo dallo stesso ingrediente di base si può ottenere ogni volta un piatto diverso in base a come vengono aromatizzate e al metodo di cottura.
5) Piacciono a grandi e piccini!

E quindi bando alle ciance e passiamo alle mie polpette di ricotta (anche oggi) al pomodoro. La ricetta è ripresa da un vecchissimo giornaletto e riadattata secondo i miei gusti: in casa piacciono tantissimo, soprattutto al piccolo maschio alfa che è ghiotto di ricotta! E poi sono davvero veloci da preparare e sono un ottimo e sfizioso salvacena!




POLPETTE di RICOTTA e BASILICO al POMODORO

Ingredienti (per 2 persone):
250 g di ricotta
1 uovo 
4-5 foglie di basilico 
Pangrattato q.b.
250 ml di passata di pomodoro 
1 spicchio d'aglio 
Olio evo 
Sale 

Scolare bene la ricotta dall'acqua di vegetazione. Successivamente, in una terrina, amalgamare la ricotta con l'uovo, le foglie di basilico grossolanamente spezzettate, sale a piacere e circa 4 cucchiai di pangrattato: ne deve risultare un impasto morbido ma polpettabile! Se è troppo morbido significa che la ricotta conteneva ancora troppa acqua e bisogna aggiungere ulteriore pangrattato. Attenzione a non esagerare con il pangrattato o si otterranno delle polpette troppo pastose!
In un tegame antiaderente dal fondo piatto far scaldare 2-3 cucchiai di olio evo e lo spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato. Preparare delle polpette grandi come una noce circa, aiutandosi con le mani leggermente bagnate e depositarle nel tegame caldo. Con queste dosi si ottengono circa 15 polpette. Attenzione: le polpette devono essere abbastanza distanziate fra loro perchè sono molto delicate e potrebbero attaccarsi fra loro. Rosolare le polpette su tutti i lati aiutandosi con una spatola, poi eliminare l'aglio e aggiungere la passata di pomodoro. Salare leggermente e lasciare cuocere una decina di minuti. Servire calde o tiepide profumando con altro basilico.
Buon appetito!

N.B.1: Per una versione ancora più golosa aggiungere nell'impasto un cucchiaio di parmigiano grattugiato e una macinata di pepe nero. In questo caso diminuire il quantitativo di sale da aggiungere.

N.B.2: Si può sostituire il basilico fresco con dell'origano, anche secco, per un gusto più "invernale".

domenica 17 maggio 2020

Insalata in ogni dove

Siamo entrati in quel periodo dell'anno in cui l'orto di mio suocero esplode di rigogliose meraviglie ortolane: fave, piselli, cipolle, rucola, salvia con foglie grandissime e... insalata. Tantissima insalata.  Cespi e cespi di insalata, di molte varietà. 
Solo che per quanto ci impegnamo, sembrano non finire mai e mangiare tutti giorni insalata alla lunga annoia. Certo è che lasciarla appassire sarebbe un peccato. E allora ho preso i cespi un po' più vecchi e malandati e, complice una temperatura un po' più bassa, li ho cotti. In padella, semplicemente, con aglio, acciughe, capperi e olive. Viene fuori un contorno da leccarsi i baffi ed è un buon modo per recuperare quell'insalata che staziona in frigo da troppo tempo e ha perso croccantezza. 



INSALATA STUFATA

Ingredienti (per 2 persone):
1 grosso cespo di insalata (scarola, lattuga, romana, gentile...)
2 filetti di acciughe sott'olio
olive nere
capperi sotto sale
1 spicchio di aglio
olio evo
peperoncino fresco (facoltativo)
sale

Sfogliare l'insalata e lavarla bene sotto acqua corrente per eliminare tutti gli eventuali residui di terra.
In un tegame versare poco olio evo, le acciughe e lo spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato. Se piace, aggiungere anche qualche rondella di peperoncino fresco o secco. Far soffriggere a fiamma dolce, in modo che le acciughe si disfino e l'aglio non bruci. Aggiungere le foglie di insalata (intere o spezzettate, a piacere) e alzare la fiamma. Spadellare velocemente fino a che l'insalata non è appassita, poi aggiungere una manciata di olive nere spezzettare e una manciata di capperi ben dissalati sotto acqua corrente. Aggiustare di sale e cuocere fino a che il fondo di cottura non si è ritirato quasi del tutto (la cottura dell'insalata produce un sacco di liquido).
Servire come contorno sia caldo che freddo per carni o pesce alla griglia.
Buon appetito!

N.B.: Le insalate migliori per questo piatto sono quelle a foglia larga come, appunto, la lattuga, la romana, la gentile e soprattutto la scarola, perfetta anche per l'inverno!

giovedì 7 maggio 2020

Nuovi orizzonti in cucina

Come ho già ampiamente spiegato in un precedente post, sto cercando di ridurre il consumo familiare di carne. Non sempre mi risulta facile ma questo mi sta portando ad esplorare tutte le possibili alternative e a studiare nuove ricette. Già in passato mi ero cimentata con ricette a base di tofu (vedi qui, qui e qui), per esempio. Non è un ingrediente che mi fa impazzire, perciò devo lavorarlo bene per rendermelo gradito al palato. Fortunatamente sono onnivora! 
In questo caso ho usato come ingrediente di base un macinato di soia disidratato, un alimento di cui ignoravo completamente l'esistenza prima di iniziare a seguire le ricette di Marco Bianchi. 
E l'ho usato per farne un ragù!
In molti dicono che è uguale a quello di carne e che non si sente la differenza.
...
Ora
...
Cerchiamo di essere onesti: questo non è vero e non sarebbe nemmeno possibile! Come possono ingredienti così diversi, avere lo stesso sapore? Dai, su, questa è un'offesa alle capacità delle nostre papille gustative!
E' buono il ragù di soia? SI! E' molto buono, ma se qualche carnivoro, che ha ben presente il classico ragù, si aspetta lo stesso gusto resterà invariabilmente deluso. Certo, aspetto e consistenza possono trarre in inganno ma il sapore direi proprio di no! 
Se invece ci si approccia al piatto con una sana curiosità si scopre che ha un buon sapore e non nego che lo si può preferire al ragù di carne. Quantomeno è più digeribile (almeno per quanto mi riguarda) e lo si può mangiare un po' più spesso!
Facendo queste premesse sono riuscita a farlo assaggiare a tutta la famiglia e a renderlo gradito persino al mio supercarnivoro papà!
Quello che voglio dire è che ci vuole onestà intellettuale anche nel mangiare: non si può pretendere di ricreare dei sapori, se non artificialmente, usando alimenti diversi. Una mela saprà sempre di mela e un pomodoro, di pomodoro! Se si ha voglia di ragù di carne, mangiamo ragù di carne, se preferiamo quello di soia, ok, mangiamo quello, consapevoli che sono cose diverse e che molta della gioia della tavola sta nella varietà, nella curiosità e nella sperimentazione.

Per quanto riguarda la ricetta ho usato come base quella di Marco Bianchi e, dopo alcuni tentativi, l'ho modificata secondo i miei gusti: ho fatto il classico soffritto per dare più gusto e ho aggiunto peperoni e paprika perchè secondo me ci stanno benissimo. Il risultato ha soddisfatto tutti enormemente!



PASTA AL RAGU' DI SOIA E PEPERONI

Ingredienti (per 5-6 persone):
500 g pasta corta (penne, fusilli, mezze maniche, rigatoni...)
120 g granulare di soia
1 carota
1 cipolla
1 costola di sedano
1 spicchio di aglio
1/2 peperone rosso
100 ml vino rosso
400 ml passata di pomodoro
olio evo
paprika dolce (meglio se affumicata)
sale

Per prima cosa mettere in ammollo il macinato di soia in abbondante acqua calda per almeno una decina di minuti.
Tagliare a dadini piccoli il peperone e tenere da parte.
Preparare un trito fine con la carota raschiata, la cipolla e lo spicchio d'aglio sbucciati, la costola di sedano lavata e asciugata.
Porre il trito in un tegame capiente (meglio a bordi alti) insieme a 4 cucchiai di olio evo e far soffriggere alcuni minuti a fiamma vivace, fino a che la cipolla non è diventata trasparente. Nel frattempo scolare e strizzare il macinato di soia, poi aggiungerlo al soffritto. Aggiungere anche i dadini di peperone e far insaporire il tutto per un minuto, mescolando. Salare a piacere e insaporire con un cucchiaino di paprika.
Sfumare con il vino e quando tutto l'alcool è evaporato aggiungere la passata di pomodoro. Far prendere il bollore, poi incoperchiare, abbassare la fiamma al minimo e lasciare sobbollire almeno 40 minuti. Se il sugo si asciugasse troppo aggiungere acqua calda al bisogno durante la cottura.

Cuocere la pasta in abbondante acqua salata bollente per il tempo indicato, scolare e condire con il ragù di soia. Servire subito.
Buon appetito!

N.B.1: Questo sugo si sposa benissimo anche con la pasta integrale.
N.B.2: Per una botta di sapore in più consiglio una spolverata di scamorza affumicata grattugiata.


martedì 28 aprile 2020

Lavoro e cucina

Nonostante scriva questo blog ormai da tanti anni, penso sempre che ho più cose da imparare dagli altri di quante ne possa insegnare. La ricetta di oggi ne è un ottimo esempio.
Mi è stata passata da una collega, anche lei appassionata del buon mangiare, con la quale spesso mi soffermo a dissertare di cucina.
Non è la prima volta che mi lascio ispirare dalle ricette di amici e conoscenti, spesso senza nemmeno aver mai assaggiato il piatto; certo è che sono sempre risultate più affidabili di molte altre riprese da libri, giornaletti o dal web.
Vorrei quindi fare un sentito ringraziamento alla mia collega Chiara, che ha condiviso con me i suoi segreti per questo fantastico rotolo di tacchino ripieno, morbido, succoso, saporito eppure estremamente leggero e digeribile. E poi fa una bellissima figura sulla tavola!
Provare per credere: non ve ne pentirete!




FESA di TACCHINO RIPIENA

Ingredienti (per 4-5 persone):
1 kg di fesa di tacchino in un unico pezzo
100 g prosciutto arrosto
100 g scamorza affumicata (a fette o in un unico pezzo da tritare)
1 cespo piccolo di radicchio rosso
1 cipolla dorata
2 spicchi di aglio
2 costole di sedano
2 carote
2 bacche di ginepro
olio evo
sale
pepe nero
spago da cucina

Lavare il radicchio rosso, tagliarlo a listarelle e spadellarlo velocemente in padella con un paio di cucchiai di olio evo e uno spicchio di aglio sbucciato e schiacciato, fino a che non è morbido. Non è necessario salare.
Sbucciare cipolla e carote e affettare tutto grossolanamente. Lavare il sedano e tagliarlo a pezzi. Tenere da parte le verdure.

Incidere la fesa di tacchino per lungo con un coltello affilato a lama piatta e aprirla a libro. Se la fesa è molto massiccia, incidere una seconda volta in modo da formare una specie di "foglio" di carne di spessore più o meno uniforme.


Salare e pepare leggermente la carne e procedere alla farcitura: disporre sulla carne le fette di prosciutto arrosto, poi la scamorza affumicata (a fette oppure grattugiata o tritata) e infine il radicchio rosso, sgocciolandolo bene dal suo fondo di cottura.
Un consiglio: non esagerare con la farcitura e non farla straripare dai bordi perchè altrimenti diventa poi più difficile formare il rotolo.

Arrotolare la fesa su se stessa fino a formare un rotolo e fermarlo con degli stuzzicadenti lungo tutta la lunghezza.
Legare la fesa con lo spago da cucina: fare prima due giri di spago nel senso della lunghezza fermandoli con dei nodi alle estremità,  poi far girare lo spago a spirale lungo tutto il rotolo e fermare tutto con un ulteriore nodo. A questo punto si possono togliere gli stuzzicadenti: il rotolo non si aprirà!
Sicuramente esistono metodi più "scientifici" per legare gli arrosti e sul web si trovano un mare di tutorial. Io mi trovo bene a fare come ho descritto sopra (spero in modo chiaro).


Una volta che la carne è ben legata scaldare in una capiente casseruola a bordi alti 2-3 cucchiai di olio evo con uno spicchio di aglio sbucciato e schiacciato. Far rosolare la carne a fiamma vivace su tutti i lati, poi aggiungere le verdure a pezzi tenute da parte, le bacche di ginepro e circa 500 ml di acqua calda.


 Far prendere il bollore, salare e pepare a piacere, poi abbassare la fiamma al minimo, incoperchiare e lasciare cuocere molto lentamente almeno un'ora (meglio un'ora e mezzo per ottenere della carne più morbida). Girare la carne di tanto in tanto durante la cottura.
Se il fondo di cottura si dovesse asciugare, aggiungere acqua calda.
Trascorso il tempo necessario, togliere la fesa di tacchino dalla casseruola e avvolgerla in carta stagnola per farla riposare almeno 10 minuti prima del taglio.
Frullare il fondo di cottura con un minipimer: se la salsa risultasse troppo liquida, farla ridurre a fuoco vivace e senza coperchio; se troppo densa, diluire con acqua calda fino alla consistenza desiderata. Aggiustare di sale.
Affettare la fesa di tacchino quando è tiepida e servirla irrorata dalla sua salsa.
Servire a temperatura ambiente.
Buon appetito!



N.B.1: Questo tipo di preparazione si presta ad innumerevoli farciture: prosciutto cotto, zucchine grigliate e fontina; speck, melanzane grigliate e caciocavallo; frittata e asparagi. La farcitura descritta è semplicemente quella che piace a tutti in casa mia.

N.B.2: Pur essendo un piatto dalla preparazione piuttosto laboriosa e adatto anche a occasioni di festa, è molto leggero, digeribile e a bassissimo contenuto di grassi grazie all'uso del tacchino (carne bianca) e all'esigua quantità di olio usato.

sabato 25 aprile 2020

Il tempo regalato

Sempre più spesso mi capita di leggere di "sospensione della realtà", persone che vivono questo periodo di quarantena in attesa di vedere la luce in fondo al tunnel di questa pandemia, come se poi potesse tornare tutto come prima, con uno schiocco di dita. Francamente dubito che sarà così.
In ogni caso sto pensando spesso a cosa stia significando per me questo periodo di forzata reclusione: non riesco proprio a pensare a queste settimane come a una sospensione dalla vita. Perchè la vita continua, anche se ci sembra di stare fermi, a prescindere dalla strada che avremmo voluto imboccare prima e che potrebbe essere solo ritardata oppure deviata definitivamente a causa degli eventi.
Personalmente mi piace pensare a questo periodo come a "un tempo regalato".
Ho sempre avuto uno stile di vita abbastanza attivo: lavoro, sport, amici; una routine talvolta sfiancante. E' stato bello rallentare. E' bello avere così tanto tempo da dedicare alla famiglia: a cose normali non avrei mai potuto trascorrere così tanto tempo insieme al mio bambino, vederlo crescere e imparare tante cose, giorno dopo giorno, capire e apprezzare il suo acume di bambino, la sua candida gentilezza. E mi piace, anche se a volte è un'autentica peste! Di solito non c'è il tempo e anche lui viene stritolato dagli ingranaggi delle nostre vite rutilanti.
Quindi io sono grata di questo tempo extra, un regalo che ricorderò in futuro con indicibile tenerezza.

Passando alla cucina, che dovrebbe comunque essere l'argomento principe di questo blog: oggi altra ricetta super classica ma di sicuro effetto.
Le seppioline coi piselli sono un ricco secondo piatto di mare, anche se io preferisco abbondare e servirle come un vero piatto unico, insieme a del pane bruschettato.
Piacciono proprio a tutti!



SEPPIOLINE IN UMIDO CON PISELLI

Ingredienti (per 3-4 persone):
800-900 g di seppioline (vanno benissimo anche decongelate)
500-600 g piselli (freschi o congelati, secondo la stagione)
400 ml passata di pomodoro
2 spicchi di aglio
100 ml vino bianco
olio evo
sale
prezzemolo fresco

Lavare le seppioline sotto acqua corrente ed eliminare l'occhio interno.
In un tegame capiente far soffriggere gli spicchi d'aglio sbucciati e schiacciati insieme a olio evo in quantità tale da coprire il fondo del tegame.
Eliminare l'aglio prima che bruci e aggiungere le seppioline (se sono grandi meglio prima tagliarle a pezzi). Rosolare le seppioline per un minuto a fiamma vivace, poi sfumare con il vino.
Salare leggermente, poi aggiungere i piselli crudi e mescolare. Lasciare cuocere per circa 5 minuti, sempre a fiamma alta, poi aggiungere anche la passata di pomodoro. Far prendere il bollore, poi incoperchiare e abbassare la fiamma al minimo. Lasciare cuocere 35-40 minuti, mescolando ogni tanto e aggiungendo acqua calda qualora il fondo di cottura si asciugasse troppo.
A fine cottura aggiustare di sale e cospargere con prezzemolo fresco tritato.
Servire calde accompagnate da fette di pane tostato.
Buon appetito!

N.B.: Si può sostituire l'aglio con lo scalogno, più delicato, che poi resterà nel tegame con le seppie.

giovedì 9 aprile 2020

Pulizie di primavera

Per la prima volta dall'inizio della convivenza (più di 10 anni), stiamo davvero facendo le pulizie di primavera.
La cosa si è rivelata un'attività più simile a quella di un archeologo che di una colf.
Abbiamo svuotato e ripulito la dispensa: sul fondo sono stati rinvenuti reperti fossili di cracker e biscotti risalenti presumibilmente al paleolitico.
La pulizia del divano (un monolite gigante capace di accogliere 5 persone) ha richiesto il suo completo smontaggio e l'abuso di un buon aspirapolvere. Dalle sue viscere sono stati estratti alcuni giocattoli che avevamo dato per dispersi da mesi, oltre a una mandorla con guscio (?), una montagna di briciole e a una piuma bianca (???). Mi domando cosa ne penserebbe uno storico del futuro....
Non parliamo poi del forno: la stratificazione delle incrostazioni sul vetro poteva essere usata come sistema di datazione, tipo gli anelli concentrici degli alberi!
L'ultima, ma non meno impegnativa, attività di igienizzazione è stata la pulizia del cassettone sotto il letto. Praticamente un enorme scatolone infestato da una colonia di acari. Ho starnutito tutto il tempo che mi è occorso per il loro sterminio.

Dopo queste incredibili peripezie non si può che concedersi un pasto decisamente godurioso: paccheri con totani e crema di patate. Un primo piatto dal gusto morbido e avvolgente. Molto soddisfacente anche se non troppo impegnativo! Provare per credere!
Qui da me è stato molto apprezzato!



PACCHERI con TOTANI e CREMA di PATATE

Ingredienti (per 3 persone):
300 g di paccheri
2 totani grandi
2 scalogni
1 patata di medie dimensioni
10-12 pomodorini
50 ml vino bianco
prezzemolo
olio evo
sale

Sbucciare la patata, tagliarla a pezzi e cuocerla al vapore fino a che non è morbida. Schiacciare la patata fino a ridurla a una purea. Sbucciare uno scalogno e tritarlo finemente. In una padella scaldare un paio di cucchiai di olio evo e farvi soffriggere lo scalogno. Attenzione a non farlo bruciare! Aggiungere la purea di patata e 200 ml circa di acqua calda. Aggiustare di sale e lasciare amalgamare il tutto per 5 minuti a fiamma molto bassa.
In un'altra padella capiente far soffriggere il secondo scalogno sbucciato e tritato con 3 cucchiai di olio evo. Quando lo scalogno è appassito aggiungere i totani eviscerati, lavati e tagliati a pezzetti e fare cuocere a fiamma vivace per un paio di minuti. Sfumare con il vino e quando l'alcool è evaporato aggiungere i pomodorini tagliati a pezzetti. Aggiustare di sale e far cuocere ancora 5 minuti circa a fiamma alta.
Cuocere i paccheri in abbondante acqua bollente salata, scolare e far saltare in padella con la crema di patate. Aggiungere anche il sugo di totani e amalgamare il tutto.
Servire subito i paccheri ben caldi spolverizzati di prezzemolo tritato.
Buon appetito!