sabato 31 ottobre 2020

Scary Halloween

 E così siamo giunti al 31 di ottobre di questo funesto, spaventosissimo 2020. Mai scenario generale è stato tanto horror per la sera di Halloween come quest'anno: la pandemia di covid-19 continua a impazzare come e più di prima e lo spettro di un nuovo lockdown è alle porte. Eppure ho imparato a conviverci, a superare la paura istintiva, a razionalizzare quel tanto che basta a tenere comportamenti adeguati di prevenzione senza smettere di vivere. 
Non ho nessuna intenzione di spegnere il sorriso del mio bambino, di disattendere le sue aspettative, di perdere l'occasione di fare festa: i pensieri negativi e funesti lasciamoli agli adulti. 
E quindi si, noi oggi festeggeremo. Ci vestiremo tutti quanti come se fosse carnevale e andremo in giro per il paese a fare "dolcetto o scherzetto" a parenti e amici, mascherati e dotati di gel igienizzante! 
La casa è già decorata con festoni a forma di zucca, ragni e pipistrelli e le candele colorate sono pronte per essere accese stasera. Intaglieremo una zucca gigantesca e mangeremo qualcosa di veramente "spaventoso" che il mio bimbo adora, mentre guardiamo Harry Potter!
Sarà una gran serata tra le mura della nostra casa!
Le mummie di sfoglia si preparano in pochi minuti e potete farvi aiutare dai vostri bimbi tanto sono semplici. 
Si possono usare anche dei piccoli wurstel per il ripieno ma io ho preferito una italianissima mortadella e delle carotine come variante vegetariana.

 


MUMMIE di SFOGLIA

 
Ingredienti:
1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare
trancio di mortadella
carote
1 uovo
sale
pepe nero in grani
 
Raschiare le carote e cuocerle al vapore per una decina di minuti. Dal trancio di mortadella ricavare tanti parallelepipedi di circa 1 cm di lato e lunghi circa 5 cm. Tagliare le carote cotte in modo che abbiano circa le stesse dimensioni.
Stendere la pasta sfoglia e, con l'aiuto di una rondella da pizza, tagliare delle lunghe striscioline di 3-4 mm di lato.
Avvolgere la mortadella e le carote con queste strisce di pasta sfoglia così da creare l'effetto "mummia".
Deporre le mummiette su carta da forno e spennellare con l'uovo sbattuto. Attaccare 2 grani di pepe su ogni mummia per fare "gli occhi" e infornare tutto a 200°C per una decina di minuti: la sfoglia dovrà essere dorata e croccante.
Sfornare e servire calde o fredde, a piacere.
Buon appetito e buon Halloween!

N.B.: un altro ripieno possibile potrebbe essere la feta anche se non ho ancora provato. Altre verdure non saprei perché in cottura diventano tutte troppo morbide e la mummia perderebbe di consistenza.

mercoledì 28 ottobre 2020

La dea Kali

Avete presente la dea indiana Kali? Quella con tante braccia e l'aspetto sempre incazzato? Una divinità dalla duplice natura: guerriera sanguinaria ma anche benevola con i suoi adepti.
La dea Kali era sicuramente una madre alle prese con casa, lavoro, figli, marito, commissioni e faccenducole quotidiane: capisco perfettamente la sua indole battagliera e la necessità di un surplus di braccia e mani in dotazione.
Un esempio: giovedì scorso ho portato il piccolo maschio alfa in piscina. La cosa di per sè non ha niente di strano, non fosse per le implicazioni che comporta. Uscire di corsa da lavoro e precipitarsi a riprendere il pupo all'asilo. Da lì spostarsi in auto verso la piscina in una ventina di minuti circa. Far fare merenda al nano e consegnarlo agli inservienti della piscina per i suoi 45 minuti di scuola nuoto. Nel frattempo non me ne sto con le mani in mano: corro al supermercato a fare la spesa e torno precisa precisa per la riconsegna di baby lavato, asciugato e stirato. Lo nutro prima che mi si addormenti masticando. Nel tragitto di ritorno a casa perde leggiadramente i sensi mentre io impreco contro il traffico cittadino, la pioggia e quant'altro mi irriti.
Arrivo a casa e ho bisogno di qualcuno (il babbo) che porti in casa il bambino: più di 18 kg di peso morto piombato e dormiente.
Io nel frattempo porto in casa tutto il resto. Infilo la porta di casa e ho addosso la mia borsa, la borsa frigo del pranzo che porto a lavoro, il borsoncino da piscina, la borsina con i rimasugli di merenda e cena di baby, il suo zainetto di spiderman, un paio di borse della spesa e una confezione da 16 rotoli di carta igienica. Sono scaruffata, accaldata, ansimante e sembro un mulo da soma. Il grande maschio alfa, evidentemente ignaro del mio disagio, mi guarda mentre sgranocchia patatine e chiede: che c'è per cena? 
La dea Kali sanguinaria? Mi fa un baffo la dea Kali! 

La cosa bella del giovedì è che, con il pupo dormiente, ho il tempo per cucinare con calma qualcosa di sfizioso "da adulti".
Ho provato questa rivisitazione di aglio, olio e peperoncino con bottarga e scorza di limone: una vera bomba! Ed è pronta in 15 minuti!

 


 PICI AGLIO, OLIO, PEPERONCINO, BOTTARGA e SCORZA DI LIMONE


Ingredienti (per 3 persone):
500 g pici freschi (ma vanno bene anche quelli secchi)
4 spicchi di aglio grandi
1 peperoncino (meglio fresco)
1 limone bio
bottarga di tonno
3-4 cucchiai di pangrattato
olio evo 
sale

Preparare il condimento mentre l'acqua per la pasta si scalda. Sbucciare gli spicchi di aglio e tritarli non troppo finemente. In una larga padella versare olio evo in quantità tale da coprirne interamente il fondo (non lesinare: è fondamentale perchè la pasta non resti asciutta). Aggiungere l'aglio tritato e il peperoncino fresco tagliato a fettine e far scaldare il tutto su fuoco bassissimo così che l'aglio e il peperoncino rilascino i loro aromi senza bruciare (massimo 10 minuti ma è meglio controllare a vista). A parte, in un altro padellino antiaderente, tostare il pangrattato su fiamma vivace fino a che non è appena brunito e tenerlo da parte.
Salare l'acqua della pasta quando raggiunge il bollore e cuocervi i pici per il tempo indicato. Scolare la pasta e farla saltare a fuoco alto nel condimento di aglio, olio e peperoncino insieme a poca acqua di cottura. Spolverizzare con pangrattato (che farà aderire il condimento alla pasta), bottarga a piacere e la scorza grattugiata del limone. Servire subito guarnendo ancora con bottarga, pangrattato e scorza di limone.
Buon appetito!

 



venerdì 23 ottobre 2020

Colazione indiana

Era un giorno di fine novembre del 2015 e io, per la prima volta, mi svegliavo in terra indiana, a Udaipur per l'esattezza, la città dei laghi.
Mi preparai e scesi per la colazione, che veniva servita nel giardino dell'albergo, sulla riva di uno degli innumerevoli laghi, con vista sulla città.
Mi lasciai guidare dai colori e dai profumi di quella terra lontana a lungo sognata per raggiungere il buffet. Mentre la maggior parte degli occidentali si dirigeva sicura verso torte e cappuccini, io mi permisi di indugiare di fronte al banco dei prodotti locali. Un cameriere in livrea bianca, incrociando il mio sguardo, mi chiese se desideravo una "masala omelette". Non avevo idea di che cosa fosse, oltre al fatto che conteneva uova, ma accettai l'offerta di buon grado, desiderosa di provare la vera cucina indiana.
Osservai il cameriere saltare velocemente in un padellino cipolla e peperoni, a parte scocciare un uovo e sbatterlo vigorosamente con un mix di spezie, per poi aggiungerlo alle verdure. Appena un paio di minuti di cottura e la mia omelette era pronta. Tornai al tavolo con il mio trofeo e al primo boccone esplose in bocca una bomba di sapore: la mia frittatina era calda, speziata, saporita in modo inusuale ma deliziosa.  Su suggerimento del cameriere la accompagnai con un buon thè Chai (che ancora non ho imparato a fare nel modo giusto).
Ho ancora negli occhi l'immagine dei Ghat di Udaipur e in bocca il sapore di quella prima masala omelette. Che nostalgia!
In questi tempi di quasi totale immobilità mi limito a ripercorrere con la mente i miei viaggi e a ricreare i sapori che mi hanno accompagnato. Oggi è stata la volta di questa deliziosa omelette, tanto semplice quanto buona. Per viaggiare nei ricordi.

 


 MASALA OMELETTE
 
Ingredienti (per una persona):
1 uovo 
2 falde di peperoni dolci verdi e rossi (vanno bene anche 2 friggitelli)
1 cipollotto (o uno scalogno)
mix di spezie (garam masala)
semi di cumino
semi di senape
olio di semi (o ghee)
sale

Lavare i peperoni ed eliminare i semi interni e i filamenti bianchi. Tagliare sia i peperoni che il cipollotto a dadini piuttosto piccoli (fare una brunoise).
Far scaldare in un padellino un cucchiaio di olio di semi (per me di girasole) e quando è ben caldo spadellare per un paio di minuti le verdure, facendo attenzione che non brucino.
Sbattere un uovo con mezzo cucchiaino di garam masala (mix di spezie per curry), un pizzico di semi di cumino e un pizzico di semi di senape secchi. Salare a piacere (poco: le spezie danno tantissimo sapore). Aggiungere l'uovo sbattuto in padella e farlo amalgamare bene con le verdure. Abbassare il fuoco e incoperchiare. Far cuocere l'omelette per un paio di minuti. Servire subito accompagnata da una buona tazza di thè, meglio se Chai.
Buon appetito!

N.B.: Si possono aggiungere anche alcune foglie di coriandolo tritate (onnipresenti nella cucina indiana) all'uovo sbattuto. Io non l'ho fatto perchè non avevo il coriandolo, oltre al fatto che non mi piace molto.


venerdì 9 ottobre 2020

La mensa

Dopo le mille peripezie legate alla pandemia di Covid-19, finalmente, sono riaperte le scuole e gli asili. Noi abbiamo definitivamente lasciato il nido d'infanzia privato e ci siamo iscritti, fiduciosi, alla scuola materna comunale. Il cambiamento è stato notevole per tutti anche se forse lo abbiamo sofferto più noi adulti del piccolo maschio alfa. Se al nido tutti si prodigavano per venire incontro alle esigenze delle famiglie, adesso sembra essere tutto il contrario: le famiglie devono sbattersi un sacco per adempiere a tutte le richieste della direzione scolastica, pena l'essere redarguiti persino dalle custodi, oltre che da maestre e preside (via mail). 
Ma la vera nota dolente è sicuramente la mensa. Si fa un gran parlare di educazione alimentare, stagionalità dei cibi e prodotti a km 0 e poi la sola lettura del menù mi ha fatto letteralmente accapponare la pelle per l'assurdità delle proposte e degli abbinamenti: carne servita per 3 giorni di fila, zucca e cavoli totalmente assenti, legumi serviti come contorno invece che come fonte proteica, insalata proposta 2 volte a settimana (sapendo perfettamente che i bambini non la mangiano). Dopo due giorni le famiglie erano già in rivolta con tanto di polemiche sui giornali locali!
La cosa che ho trovato più scioccante è che, di fatto, dagli anni '80, quando andavo a scuola io, non ci sia stato un upgrade del menù! Ancora l'unico pesce che viene servito (una volta a settimana) consiste in crocchette o bastoncini....cose contro cui combatto da quando è nato Joshua e che fino ad ora mi sono rifiutata di fargli assaggiare. Non riesco a capire come ciò che viene comunemente considerato junk food possa essere tranquillamente proposto a dei bambini. Non pretendo certo che gli vengano date orate e branzini ma sono assolutamente convinta che sia possibile trovare del buon pesce fresco a prezzi sostenibili! L'alternativa a quanto pare sarebbe del tonno sott'olio, preso e schiaffato lì sul piatto da solo, che non farebbe gola neanche al gatto. Senza considerare che proprio il tonno ha l'ineliminabile problema dell'inquinamento da mercurio....ma che vuoi che sia, pur di risparmiare 3 lire!
Ma la vera ciliegina sulla torta è stata senza ombra di dubbio la proposta di servire uova sode con maionese. MAIONESE. Ora, dico, cosa succederà se un bambino non la vuole mangiare? Lo costringeranno come si fa con le verdure? "Devi mangiare anche la maionese se vuoi diventare grande!"
Io sono allibita, oltre che sul piede di guerra. Per ora l'unica cosa certa è che a casa mi dovrò impegnare ancora più di prima per cercare di nutrire tutti in modo sano e completo e per sopperire o integrare la mensa dell'asilo. 

La mia proposta di oggi, in linea con la polemica sopra, è in realtà un piatto che mi sembra andare molto di moda, ultimamente, anche nei ristoranti. Si sa che polpo e patate è un ottimo binomio e qui in casa è sempre molto gradito. L'ho rivisitato in versione invernale, con una morbida e calda vellutata che avvolge il polpo grigliato, appena croccante all'esterno e un tocco piccante e affumicato per rendere il tutto ancora più goloso.



POLPO GRIGLIATO SU VELLUTATA DI PATATE

Ingredienti (per 3 persone):

1 grosso polpo (almeno 1 kg) decongelato
5-6 patate di media grandezza
1 scalogno o 1 piccola cipolla bianca
aceto di vino bianco
olio evo
peperoncino chipotle affumicato o paprika affumicata
prezzemolo fresco
sale

Per prima cosa lessare il polpo in abbondante acqua salata acidulata con mezza tazzina di aceto: quando l'acqua bolle afferrare il polpo con delle pinze e immergerlo per alcuni secondi. Ripetere questa operazione 3 volte, poi lasciare il polpo immerso e farlo cuocere coperto per almeno 45  minuti a fiamma bassa (deve sobbollire). Alla fine spengere il fuoco e lasciare raffreddare il polpo nella sua acqua di cottura fino a temperatura ambiente o quasi.
Nel frattempo preparare la vellutata di patate: sbucciare e tritare lo scalogno e farlo soffriggere dolcemente in una pentola con un paio di cucchiai di olio evo. Sbucciare le patate e tagliarle grossolanamente a cubetti. Aggiungere le patate al soffritto e fare insaporire per un minuto, poi aggiungere acqua calda fino a coprire appena le patate. Far prendere il bollore, poi incoperchiare e lasciare cuocere a fiamma bassa per circa mezz'ora. Aggiustare di sale e quando le patate iniziano a disfarsi vuol dire che sono cotte. Frullare con un pimer a immersione fino ad ottenere una crema piuttosto densa. Se la vellutata risultasse troppo liquida, rimettere sul fuoco fino a che non raggiunge la consistenza desiderata.
Scolare il polpo dall'acqua di cottura ed eliminare la guaina gelatinosa che lo riveste, lasciando però intatte le ventose. Togliere anche "l'occhio" del polpo e suddividere i tentacoli in 3 parti uguali.
Scaldare molto una bene una piastra e grigliare i tentacoli 4-5 minuti per ogni lato, fino a che non formano una specie di crosticina croccante.
Impiattare la vellutata di patate e il polpo; cospargere con prezzemolo tritato (per dare una nota fresca) e peperoncino chipotle affumicato a piacere. Irrorare con un filo di un buon olio evo a crudo e servire subito.
Buon appetito!

N.B.: Fondamentale usare un polpo decongelato perchè le carni risultino morbide dopo la cottura. Il processo di congelamento e scongelamento spacca le fibre della carne di polpo rendendole morbide. Un polpo fresco risulterebbe davvero troppo coriaceo dopo la bollitura.