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mercoledì 25 novembre 2020

Foodblogger per sopravvivenza (Bruschette salsiccia e stracchino)

Perchè mi appassiona tanto il cibo? Perchè ho deciso di aprire un blog di cucina?
Durante tutti questi anni in cui ho cucinato, dosato, scritto, spiegato qual è stata la molla che mi ha spinto a farlo?
Due sere fa l'ho capito in maniera nitida e incontestabile: per sopravvivere.
E' stato quando me ne sono andata a farmi una doccia, lasciando il piccolo e il grande maschio alfa impegnati a preparare una ciotola di pop corn. Appena uscita dalla doccia, ancora grondante e fumante, beatamente profumata e rilassata, si è affacciato il piccolo maschio alfa dicendomi:"Mamma, mi sa che devi venire di là che il babbo ha fatto un casino"
...
Perplessità.
Casino? A cuocere dei popcorn? Forse stava scherzando...
Ma mentre mi avvio verso la cucina vengo colpita da un acre puzzo di bruciato e da una fitta nebbiolina di fumo....MA CHE C***O????
E niente...il grande maschio alfa è riuscito a bruciare il pentolino in cui cuocio i popcorn da anni e a produrre una valanga di semi carbonizzati appiccicati al fondo.
L'ho messo al lavello a grattare il tegame in questione e, ancora in accappatoio, ho preparato i popcorn tra gli applausi del piccolo di casa.
Ora, io non pretendo che tutti sappiano preparare l'aragosta in bellavista o l'uovo di Cracco ma almeno un po' di popcorn....
Capite perchè devo cucinare??? 
E perchè devo scrivere le mie ricette? Perchè io spero davvero, davvero, davvero, con tutto il cuore di poter aiutare qualcuno a preparsi un piatto decente senza incendiare casa!
Il mio blog vorrebbe aiutare tutti quelli che scuociono la pasta solo guardando un fornello spento, quelli a cui basta aprire una scatoletta di tonno per causare un disastro in cucina! Loro sono il mio target!
Perchè, diciamo la verità, io sono una autodidatta, certo non uno chef, ma mi piace pensare di poter aiutare chi non riesce a farsi un uovo al tegamino! 

A questo proposito la ricetta di oggi (se così si può chiamare) è una cosa tanto ma tanto goduriosa, facile in maniera imbarazzante e tipicamente toscana.
Qualche tempo fa un mio amico, toscano ma all'epoca residente a Lecco, mi disse come avesse stupito i suoi colleghi del nord con queste semplici bruschette a base di salsiccia e stracchino, da noi tanto banali.
Ecco quindi che ho deciso di inserirle nella mia personale collezione di ricette e mi sento di consigliarle a chiunque voglia cimentarsi per la prima volta in cucina!
Ottime come antipasto o come salva-cena dell'ultimo minuto!
 
 



BRUSCHETTE SALSICCIA E STRACCHINO
 
Ingredienti:
pane toscano integrale o bianco 
1 salsiccia fresca
150 g stracchino
olio evo
sale 
pepe nero

Spellare la salsiccia e spiaccicarla bene bene insieme allo stracchino, in una ciotolina. Condire con un cucchiaio di olio evo, poco sale e una macinata di pepe nero e amalgamare bene.  Tagliare il pane a fette alte circa un centimetro  (fondamentale che sia pane toscano senza sale, al massimo pane da crostini, per un risultato più "elegante"....anche se questa ricetta non è per niente elegante ). Spalmare le fette di pane con abbondante composto di stracchino e salsiccia e infornare a 200°C (forno già caldo) per massimo 5 minuti: il pane diventerà dorato e croccante, lo stracchino deve sciogliersi e la salsiccia cuocere senza bruciare.
Sfornare e servire caldi o tiepidi accompagnati da un buon bicchiere di vino rosso.
Buon appetito!

N.B.: lo stracchino è sostiuibile con la crescenza.




giovedì 7 novembre 2019

I love pasta! (pasta di riso e mais al ragù di prosciutto cotto)

Ancora pasta. Ebbene si. E' inutile negare che negli ultimi tempi la pasta è tornata prepotentemente ad essere protagonista nella mia cucina. Vuoi per la velocità di esecuzione, abbinata alla mia personale scarsità di tempo, vuoi per il rispetto del principio "Poca spesa, massima resa", spesso la sera mi trovo ad ingegnarmi in condimenti gustosi e veloci per un ricco piatto di pasta che accontenti il piccolo e il grande maschio alfa.
La ricetta di oggi è tratta da "Il cucchiaino d'argento",  libro di ricette  per bambini che mi è stato regalato da mio cognato, forse preoccupato che durante lo svezzamento propinassi da subito spezie e peperoncino al piccolo!
In ogni caso, bambini o no, contiene ricette davvero interessanti e questa è una di quelle!



PASTA di RISO e MAIS al RAGU' di PROSCIUTTO COTTO

Ingredienti (per 3-4 persone):
150 g Prosciutto cotto (vanno bene sia il trancio che le fette)
300 g pasta corta  di riso e mais (fusilli, penne, rigatoni, farfalle...)
1 carota
1 costola di sedano
1 piccola cipolla rossa
350 ml di passata di pomodoro
1 bacca di ginepro
olio evo
sale

Raschiare la carota, lavare e asciugare la costola di sedano, sbucciare la cipolla. Tritare finemente tutte le verdure e farle soffriggere gentilmente con 3 cucchiai di olio evo, la bacca di ginepro schiacciata e qualche cucchiaio di acqua, per evitare che si brucino.
Mentre le verdure appassiscono tritare anche il prosciutto cotto.
Quando il soffritto è pronto, togliere la bacca di ginepro e aggiungere il prosciutto cotto tritato mescolando, salare leggermente e lasciare insaporire un paio di minuti. A questo punto aggiungere anche la passata di pomodoro e far prendere il bollore, poi abbassare la fiamma al minimo e lasciare cuocere, coperto, per una ventina di minuti.
Nel frattempo cuocere la pasta in abbondante acqua salata, scolare e condire con il sugo preparato. Servire subito.
Buon appetito!

N.B.: Ho usato una pasta di riso e mais perchè trovo che si sposi bene con questo condimento ma niente vieta di usare la classica pasta di grano duro!

mercoledì 3 gennaio 2018

Rosico (Involtini primavera)

Rosico. Mamma mia quanto rosico. Qualcuno si rende conto da quanto tempo non faccio un bel viaggio, di quelli che te ne vai dall'altra parte del mondo e stacchi da tutto? Sono già due anni. Due. E mi sembrano un'eternità. Per carità, la mia scusante è piu che buona: un delizioso pargoletto che mi assorbe completamente, anima e corpo. Di certo non ho tempo per pianificare granchè di viaggi. Però.....quando inizi a vedere le foto dei viaggi dei tuoi amici, quelli con cui hai condiviso mille avventure e risate, mentre tu te ne stai in casa, in vestaglia e pantofole, a valutare la migliore assorbenza dei Pampers, un po' il nervo sale. E quindi rosico. Eccome se rosico.
L'ultimo schiaffo morale è stato un fantastico viaggio niente meno che in Cina dove, grazie a mille foto meravigliose, ho potuto vedere Pechino, Shangai , la Grande Muraglia e rosicare come non mai.
Ma, come si suole dire, se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto. E visto che io non posso andare in Cina faccio in modo che la Cina venga da me!
Via libera alla preparazione di involtini primavera! Ma fatti a modo mio: al forno e con un ripieno arricchito di carne rispetto ai soliti. Deliziosi e molto soddisfacenti.



INVOLTINI PRIMAVERA (a modo mio)

Ingredienti  (per 12 involtini):
200 g macinato di maiale
1 porro
1/4 cavolo cappuccio
1 carota
Un pezzetto di ginger fresco
6 fogli di pasta fillo 37x25 cm
1 barattolino di germogli di soia (circa 90 g)
Vino bianco secco
Salsa di soia
Olio di semi di girasole
Sale
Maizena (facoltativa)

Lavare e affettare sottilmente il porro e il cavolo cappuccio. Raschiare la carota, sbucciare il ginger e tagliare tutto a julienne. In una larga padella scaldare 3-4 cucchiai di olio di semi di girasole e farvi appassire il porro e il ginger. Alzare la fiamma e aggiungere il macinato di maiale. Quando si è appena rosolato sfumare con una tazzina di vino bianco secco e quando è evaporato  aggiungere anche il cavolo cappuccio. Lasciare stufare il tutto per una decina di minuti, poi irrorare con salsa di soia (circa una tazzina). Qualche minuto prima di spegnere il fuoco aggiungere anche le carote e i germogli di soia sgocciolati dal liquido di conservazione  (se li trovate freschi è pure meglio). Saltare tutto a fuoco alto per amalgamare e aggiustare di sale. Le carote non devono cuocere troppo e restare croccantine. Se il fondo di cottura risulta abbondante si possono aggiungere un paio di cucchiai di maizena per farlo addensare su fuoco basso. Una volta che il ripieno è cotto lasciarlo raffreddare. Intanto preparare gli involucri di pasta fillo: sovrapporre 2 fogli e praticare un taglio a croce in modo da ricavare 4 rettangoli uguali. Ripetere l'operazione con gli altri fogli. Disporre un paio di cucchiaiate di ripieno al centro, vicino a un lato corto, poi fare una piega di circa 1 cm sui lati lunghi, come a contenere il ripieno. Così.


Iniziare ad arrotolare dal lato corto con il ripieno:


Ripetere il tutto per i restanti 11 involtini.


Disporre gli involtini su una placca rivestita di carta da forno e spennellarli con olio di semi di girasole.  Infornare a 200 C per circa 20 minuti  (devono essere dorati). Servire caldi accompagnati da salsa di soia e salsa agrodolce.
Buon appetito!


sabato 18 febbraio 2017

La cena Ikea (Polpette di carne al sugo)

Le mie recente incursioni all'Ikea devono avermi influenzato più di quanto pensassi. Questi svedesi sanno come prendere per la gola i clienti: trascorri un paio d'ore a fare tutto il giro dell'esposizione, guardi, provi letti e poltrone, cerchi suppellettili, prendi misure e poi, quando inizi a essere davvero stanco e con "quella voglia di qualcosa di sfizioso" ecco sistemato in modo strategico il ristorante! Salmone e polpettine con salsa di ribes occhieggiano dalle vetrine e il loro profumino inizia a far brontolare lo stomaco. Facendo appello a tutto il mio autocontrollo tiro dritto per terminare i miei acquisti e tornare stoicamente a casa. No, non mi lascerò sedurre da un self service svedese! ma ormai sono le otto di sera e il ricordo delle polpettine svedesi mi accompagna fino a casa, facendomi pentire un pochino di non averci fatto almeno uno spuntino.
L'idea fissa delle polpettine è rimasta e qualche giorno dopo, quando ho invitato a cena un'amica, ne ho approfittato per prepararle una cena Ikea: polpettine di carne al sugo accompagnate da patate Hasselback, che ho scoperto essere anch'esse di origine svedese.
Certo, le mie polpettine poco hanno a che vedere con quelle dell'Ikea, se non la forma: sono delle classiche polpettine al sugo di pomodoro...ma quanto sono buone però?!!! Altro che Ikea... io me ne servo una seconda porzione e tanti saluti agli svedesi!



POLPETTE di CARNE al SUGO

Ingredienti (per 3-4 persone):
400 g di macinato di manzo
1 salsiccia fresca
un pugno di mollica di pane raffermo
2 albumi d'uovo (oppure un uovo intero)
1 scalogno
2 cucchiai di pecorino romano grattugiato (o parmigiano o grana)
latte
400 ml di passata di pomodoro
paprika dolce
noce moscata
aglio in polvere
origano secco
olio evo
sale

Ammollare la mollica di pane sbriciolata in qualche cucchiaio di latte caldo. Sbucciare e tritare finemente lo scalogno. In una ciotola mescolare bene il macinato, la salsiccia spellata e spezzettata, lo scalogno tritato, il pane ammollato e ben strizzato, gli albumi e il formaggio grattugiato. Condire l'impasto con sale, un cucchiaino di aglio in polvere e uno di paprika dolce, una generosa macinata di noce moscata e amalgamare bene tutto. Far riposare l'impasto in frigo almeno mezz'ora.
Una volta trascorso questo tempo sagomare con le mani delle polpettine grandi più o meno come una noce (con queste dosi ne vengono fuori poco più di una ventina).
In un tegame a bordi abbastanza alti scaldare un fondo di olio evo; quando è caldo adagiare le polpettine sul fondo in un solo strato e farle rosolare uniformemente su tutti i lati.
A questo punto aggiungere la passata di pomodoro e mezzo bicchiere di acqua calda, mescolando delicatamente per far si che tutte le polpette fossero immerse nel pomodoro. Portare a bollore a fiamma alta poi salare (poco) e insaporire con origano secco a piacere. Abbassare il fuoco al minimo e lasciare cuocere circa 45 minuti in modo che il sughetto si addensi un po'. Servire calde con tanto pane per fare scarpetta!
Buon appetito!

N.b. Si possono aggiungere erbe aromatiche a piacere (tipo prezzemolo, timo o basilico) sia nell'impasto delle polpette che nel sugo.
N.b.2 Trovo che usare un trito misto di carne (nel mio caso manzo e maiale) renda le polpette più morbide e saporite rispetto all'utilizzo di solo manzo.


mercoledì 8 febbraio 2017

Perseveranza (Arista con salsa al vinsanto e cipolle)

Se mi metto in testa che devo fare una cosa è difficile smuovermi: non ho fretta, so aspettare, ma prima o poi, caschi il mondo, devo fare ciò che mi sono prefissata.
E' andata così con la ricetta di questa arista. Ci è stata regalata una bottiglia di vinsanto prima di Natale ma, non essendone grandi bevitori, non sapevo bene come utilizzarla tutta. Prima ho preparato una gelatina per formaggi (la ricetta è ancora da ottimizzare), poi ho pensato di proporre, per il famoso cenone della Vigilia, l'arista al vinsanto: una ricetta classica, sebbene con un tocco di originalità, che avrebbe accontentato tutti, anche i più tradizionalisti.
Purtroppo la sfiga ha voluto che il cenone sia saltato a causa di improvvisi problemi di salute del parentame: niente di grave ma l'arista è rimasta in frigo, visto che non l'avevo ancora cucinata.
Però non l'avevo dimenticata e a distanza di quasi due mesi l'ho proposta al maschio alfa che ne è rimasto entusiasta: la carne resta morbida e si percepisce l'aroma del vinsanto, che si sposa molto bene con la dolcezza delle cipolle nella salsa. Trovo che sia un'ottima variante alla solita cottura dell'arista con il vino e può essere servita anche fredda. Consigliatissima!



ARISTA con SALSA al VINSANTO e CIPOLLE

Ingredienti (per 3-4 persone):
500 g di arista
1 grossa cipolla rossa
1 spicchio d'aglio
1/2 bicchiere abbondante di vinsanto
2-3 bacche di ginepro
1 cucchiaio di farina 00
1 bicchiere di latte
olio evo
sale, pepe nero

Tritare finemente la cipolla e farla appassire un paio di minuti in una casseruola a bordi alti insieme a 2-3 cucchiai di olio evo, allo spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato e alle bacche di ginepro schiacciate. Quando la cipolla è trasparente aggiungere il trancio di arista e farlo dorare su tutti i lati a fiamma alta, in modo da sigillare ben tutti i bordi (in questo modo al a carne mantiene i suoi succhi all'interno e rimane più tenera). Sfumare con il vinsanto caldo (basta scaldarlo un pochino nel microonde), poi salare e pepare. Abbassare la fiamma e lasciare cuocere lentamente per circa 30 minuti. Se il fondo si asciugasse troppo aver cura di aggiungere dell'acqua calda (meglio ancora del brodo vegetale caldo). E' importate che i liquidi aggiunti siano caldi per evitare shock termici alla carne che la farebbero irrigidire.
A fine cottura prelevare il trancio di carne dalla casseruola e avvolgerlo nella stagnola per farlo riposare senza che si raffreddi troppo. Nel frattempo preparare la salsa con il fondo di cottura: togliere lo spicchio d'aglio e le bacche di ginepro, poi versare la farina setacciata mescolando con una frusta. A questo punto aggiungere gradualmente il latte, sempre mescolando, scaldando a fuoco medio, fino ad ottenere una cremina densa. Aggiustare eventualmente di sale e pepe. Per una salsa più liscia passare al tritatutto ma io preferisco una salsa più "rustica" in cui siano individuabili i pezzettini di cipolla.
Tagliare a fette l'arista (calda o anche fredda, a piacere) e servire irrorando con la salsa tiepida.
Buon appetito!

sabato 17 gennaio 2015

Inquietudine (Filetto di maiale in crosta di erbe con salsa di cipolle)

Sono le 16.30 e quella poca luminosità che ci ha accompagnato durante il giorno sta ormai scomparendo. Il cielo è grigio e coperto, la bruma si sta addensando sul lago e sui campi circostanti, sfumando i contorni, confondendo le forme. Camminiamo solitari sul ponte per raggiungere l'isoletta al centro: si sentono solo i nostri passi sul metallo e i versi di uno stormo di enormi corvi appena alzatosi in volo. L'isola è deserta, eccetto due giardinieri che ci guardano con aria stranita. Nessun turista, nessun chiosco di souvenir. La temperatura sta scendendo rapidamente; fa freddo e c'è silenzio. E' quasi irreale. Arriviamo alla cappella nel centro dell'isola ma la porta è chiusa. Spingo coraggiosamente il portone che cigola in modo inquietante. Buio. Buio pesto. Non una lampada, una candela. Niente. La luce che filtra dalle alte vetrate è troppo poca per capire come è fatto l'ambiente. "Ecco", penso, "Ci siamo! Ora salta fuori dall'ombra e ci addenta!". Rimpiango di non avere con me un paletto di frassino o almeno qualche spicchio d'aglio. Ci muoviamo alla cieca fino in fondo alla cappella dove "inciampiamo" in una sorta di scalino. Illuminiamo i nostri passi con i cellulari.....Porca vacca! E' lui! E' davvero la sua tomba! Un brivido gelido lungo la schiena.....



Grazie ai flash della macchina fotografica vediamo finalmente la cappella. Primo lampo: un susseguirsi di affreschi religiosi su tutte le pareti, santi e Gesù che osservano minacciosi dall'alto. Un altro lampo: l'effige di Vlad Tepes III di Valacchia, detto l'impalatore, posata sulla sua presunta, spoglia tomba (sul fatto che il corpo sia presente è ancora oggetto di varie diatribe). Un ultimo flash: alcuni cartelloni che narrano la storia del violento difensore della Romania dall'attacco di Turchi con aneddoti alquanto truculenti.
Terminiamo di scattare le nostre foto senza fiatare e poi scappiamo via in silenzio, inseguiti da quegli spettrali corvi gracchianti. Così si conclude l'ultima tappa del viaggio, prima di tornare in aeroporto.

Se non si fosse capito a novembre ho avuto bisogno di una vacanzetta e siamo andati in Transilvania, a trovare Dracula! Niente di meglio per rilassarsi un po'! Pur non essendo una credulona, ammetto che i luoghi e le ambientazioni particolarmente lugubri si prestano bene alla suggestione e capisco come possano essere nate così tante truci leggende a proposito del cosiddetto conte Dracula. E' innegabile che fosse un abile condottiero e un violento guerriero ma da qui ad essere un vampiro ne passa!

Visto che in Romania mi sono rimpinzata di carne, per rimanere in tema oggi propongo la mia versione per cucinare ad hoc il filetto di maiale: in crosta di erbe lasciato appena rosa, perchè la carne rimanga morbida e succosa. In tavola fa gran figura ed è comunque facile e piuttosto veloce da preparare: massimo risultato, minimo sforzo. Secondo me lo apprezzerebbe anche il conte Dracula e magari i suoi canini resterebbero lontano dal mio collo! ;-)



FILETTO di MAIALE in CROSTA di ERBE con SALSA di CIPOLLE

Ingredienti (per 3-4 persone):
600 g di filetto di maiale
erbe aromatiche miste (prezzemolo, basilico, salvia, rosmarino, timo...)
2 spicchi d'aglio
2 cipolle dorate
1 bacca di ginepro
1 foglia di alloro
1 bicchiere di vino bianco
1 cucchiaio di farina 00
olio evo
grappa
sale
pepe nero

Preparare un trito molto fine con gli spicchi d'aglio e le erbette aromatiche (in questo caso io ho usato i classici salvia e rosmarino). Mescolare con un cucchiaio di sale e uno di pepe nero. Ungere la superficie del filetto con poco olio evo, rotolarlo nel trito preparato e lasciarlo insaporire circa mezz'ora.
Nel frattempo tritare finemente 2 grosse cipolle dorate e metterle in un tegame a rosolare molto lentamente con un paio di cucchiai di olio evo, la foglia di alloro e la bacca di ginepro schiacciata. Aggiungere il vino e cuocere una ventina di minuti mescolando di continuo. In ultimo salare, aggiungere la farina e far amalgamare ancora per 5 minuti, sempre mescolando. Togliere l'alloro e il ginepro, frullare con un minipimer a immersione, poi rimettere la salsa sul fuoco per farla addensare. Una volta pronta togliere dal fuoco e tenere coperta al caldo.
Accendere il forno a 200°C.
Scaldare una padella antiaderente unta con poche gocce di olio evo e scottarvi il filetto di maiale a fiamma alta alcuni minuti su tutti i lati, in modo da dorare bene la carne. Sfumare con un bicchierino di grappa e lasciare evaporare l'alcool. Togliere dal fuoco e infornare subito (ormai il forno avrà raggiunto la temperatura) per 25 minuti (se il filetto è più grande o lo si vuole più cotto aumentare il tempo di cottura in forno). Togliere dal forno e lasciare riposare la carne per 5 minuti avvolta nell'alluminio prima di tagliarla a fette e servirla adagiandola sulla salsa di cipolle.
Buon appetito!



domenica 13 luglio 2014

Aspettando l'estate (Spaghetti di soia piccanti con carne e verdurine)

Si, ma l'estate???? Che fine ha fatto? Qualcuno l'ha vista o me la sono persa per strada? Sono forse caduta in letargo a giugno e mi sono svegliata a ottobre? Perchè la sensazione è proprio quella, con queste piogge, il vento, i fulmini, le bufere improvvise e l'aria fresca e pungente. Per uscire la sera ho dovuto indossare, con somma disdetta e poca eleganza, l'unica felpa che avevo lasciato nel cassetto, mentre i miei nuovi vestitini estivi rimangono ancora a far la muffa nell'armadio. Aspetto solo che qualcuno mi inviti ad una festa di Halloween e l'illusione sarà perfetta!
Per di più con questo tempo non mi va di uscire e il maschio alfa mi obbliga a sorbirmi tutte le partite del Mondiale....per fortuna che siamo alla fine di questo strazio.
Mentre sono in attesa di temperature più miti e gite al mare, propongo una ricetta cinese piccantina e molto saporita: gli spaghetti di soia saltati con verdure, maiale e salsa di soia. Sono buonissimi e vengono davvero molto simili a quelli che si mangiano al ristorante, con il vantaggio che si può limitare il quantitativo di olio e quindi la pozza di unto che spesso accompagna questo tipo di preparazione. Buonissimi!



SPAGHETTI di SOIA CINESI

Ingredienti (per 3 persone):
150 g spaghetti di soia (3 matassine)
2 spicchi di aglio 
300 g macinato di maiale
2-3 cipollotti bianchi freschi
10 funghi champignon
2 carote 
1 peperoncino piccante
1/2 peperone rosso
Un pezzo di zenzero fresco
olio di semi di girasole
Vino bianco secco 
salsa di soia
sale

Per prima cosa preparare il soffritto: sbucciare un pezzo di zenzero (io ne metto abbastanza ma dipende dai gusti personali) e tagliarlo a julienne sottilissime, sbucciare l'aglio e tagliarlo a fettine. In uno wok (o in una padella saltapasta) versare olio di semi di girasole fino a coprire abbondantemente il fondo, scaldarlo e soffriggervi il maiale insieme al ginger e le fettine di aglio. Aggiungere anche il peperoncino piccante tagliato a pezzetti (anche qui la quantità è a discrezione...io ne metto uno intero ma si può tranquillamente diminuire). Far insaporire tutto a fiamma alta mescolando frequentemente. Salare poco e sfumare con il vino bianco e una tazzina di salsa di soia. Quando la carne è praticamente cotta aggiungere anche i funghi lavati e tagliati a fettine, il peperone tagliato a listarelle, le carote raschiate e tagliate a julienne o a losanghe e il cipollotto tagliato in 6-8 spicchi verticalmente per un'ultima spadellata veloce a fiamma alta. Se il fondo di cottura è troppo asciutto aggiungere ancora salsa di soia. Il condimento può sembrare tanto ma non lo è: letteralmente sparisce tra gli spaghetti! Lessare gli spaghetti di soia in abbondante acqua bollente: basta un solo minuto, ovvero il tempo necessario perchè le matassine di spaghetti si aprano. Con tempi di cottura superiori gli spaghetti diventerebbero collosi. Scolare bene gli spaghetti e spadellarli a fiamma alta insieme al condimento preparato il tempo necessario ad amalgamare bene tutto (il fondo di cottura deve essere abbastanza asciutto a questo punto). Irrorare eventualmente con altra salsa di soia. Servire subito ma tenere presente che sono buoni pure freddi.
Buon appetito!


venerdì 4 luglio 2014

Independence day (Pork ribs al barbecue)

Oggi è la festa dell'indipendenza americana...e anche se non sono nè a New York, nè a Los Angeles, come si fa a non festeggiare con una porcata tipicamente statunitense come le pork ribs in salsa barbecue?
Le ho assaggiate nell'ormai mitico viaggio in Florida e, sarà che la rosticciana è il mio taglio di carne preferito, ma mi sono rimaste nel cuore così morbide, succulente, saporite, cicciose. Un piacere voluttuoso da concedersi una volta ogni tanto. Niente a che vedere con la nostra rosticciana al barbecue (che comunque adoro!): sia la preparazione che il risultato sono totalmente diversi. Ho avuto bisogno di quasi 2 anni per elaborare la mia versione (e per paura produrre una schifezza) cercando ricette e documentandomi sia in Tv che sul web fino a che non sono giunta a quella che, secondo me, è la ricetta perfetta. Ci vuole tempo per marinare, cuocere molto lentamente il trancio di costine al forno, salsarlo e finirlo sul barbecue ma il risultato veramente ne vale la pena. Le ho preparate per il mio compleanno e posso garantire che i miei ospiti (nonchè compagni di viaggio e assaggiatori ufficiali) sono rimasti soddisfattissimi: la carne si scioglieva letteralmente in bocca. Una goduria da provare almeno una volta nella vita. Fondamentale mangiare le costine con le mani, facendo colare la salsa lungo tutto il braccio. E' come per le Fonzies: se non ti lecchi le dita godi solo a metà!
Dunque buon Independence day a tutti gli americani e non e festeggiate con queste costolette e una birra gelata! Prosit!



PORK RIBS al BARBECUE

Ingreedienti (per 4 persone):
1 kg trancio di costine di maiale
Mix secco di spezie
Salsa barbecue

MIX SECCO di SPEZIE
2 cucchiai di sale
2 cucchiai di zucchero di canna
1 cucchiaino di semi di cumino
3 spicchi di aglio tritati
1 cucchiaino di pepe nero
1 cucchiaio di mix in polvere di peperoncino, paprika, aglio secco (per me un mix piccante proveniente dal Messico!)

Mescolare tutti gli ingredienti sopra citati in un barattolo e usare il composto per massaggiare bene il costolato: deve risultare unifomemente ricoperto. Avvolgere la carne nella pellicola per alimenti e lasciare marinare in frigorifero per una notte. Se il composto per la marinatura dovesse avanzare, può essere conservato in un barattolo chiuso.
Dopo la marinatura scaldare il forno a 120°C, poggiare la carne (senza pellicola!) in una teglia e coprire con alluminio in modo tale che i succhi della carne non evaporino. Infornare per almeno 3 ore. Girare la carne a metà cottura e continuare la cottura sempre coperta. E' importante che la carne cuocia a bassissima temperatura perchè diventa talmente tenera da staccarsi dall'osso al minimo contatto.
Preparare il barbecue e, prima di grigliare la carne, spalmarla abbondantemente con la salsa barbecue (ricetta di seguito). Grigliare la carne per una decina di minuti per lato: si deve formare una crosta croccantina appena bruciacchiata. Tagliare le costoline e servire la carne accompagnandola con fette di cipolla e peperone cotti anch'essi sul barbecue e, per chi vuole esagerare, con la salsa barbecue avanzata!
Buon appetito!!!

SALSA BBQ
Ingredienti:
2 scalogni
olio evo 1 cucchiaio
1 tazzina aceto balsamico
1 tazzina brandy
1 cucchiaio miele
2 cucchiai ketchup
1 cucchiaio zucchero di canna
1 cucchiaino sale
2 cucchiai acqua
timo secco
pepe nero

Tritare gli scalogni sbucciati e soffriggerli nell'olio caldo con un pizzico di timo secco fino a che non sono morbidi (attenzione a non bruciarli). Versare l'aceto e lasciare ritirare il fondo per 5 minuti, poi togliere dal fuoco e aggiungere il ketchup, il miele, l'acqua e il brandy, lo zucchero, il sale. Rimettere sul fuoco e lascaire sobbollire a fiamma bassa per circa 15 minuti o comunque fino a che non si addensa. Lasciarla raffreddare e poi spalmarla sulla carne (può essere preparata in anticipo, anche il giorno prima). Le dosi possono ovviamente essere raddoppiate per maggiori quantitativi di carne. Si conserva in frigo chiusa per una settimana.


mercoledì 20 febbraio 2013

Conosciamoci

Mi piacciono i giochi a domande perchè sono una gran curiosona (per non dire ficcanaso),  perciò sono molto felice di accettare e continuare il gioco cui mi hanno invitata sia Luana di Sognando Dolcezze  che Vale, per conoscere un po' meglio tutte le magnifiche persone che stanno dietro a ricette e foto strepitose. Si tratta di rispondere alle 11 domande che vengono poste da chi invita, poi bisogna scegliere altri 11 blog e fare a nostra volta 11 domande. Facile, no?
Intanto ecco le mie risposte per Luana:
 1) E' stato facile trovare un nome per il tuo blog?
Si! E' stato il primo nome che mi è venuto in mente: volevo che facesse riferimento alla mia professione di chimico (ecco perchè laboratorio), dato che la correlazione tra cucina e chimica è più stretta di quanto si possa pensare.
2) Quanto tempo dedichi al tuo blog?
Ci passo giornalmente ma per scrivere un post mi occorrono almeno un paio d'ore (a volte di più: sono pigra).
3) Il tuo piatto preferito?
Non uno ma tre, a parimerito: astice alla catalana, rosticciana alla brace, uova al tegamino. Potrei mangiarne fino a scoppiare e prima o poi succederà davvero!
4) Quando hai scoperto di avere la passione per la cucina?
Boh! Sono una mangiona e il cibo mi ha sempre interessata. Ricordo che già da piccola mi piaceva pasticciare in cucina e un anno, per Natale, mi fu regalata la gelatiera: ne ero entusiasta.
5) Il piatto o dolce che proprio non ti riesce?
Ho un brutto rapporto coi lievitati, con i quali ho un conto in sospeso da anni, ma da quando ho il licoli la situazione è notevolmente migliorata!
6) Se non hai alcuni ingredienti per una ricetta rinunci o la modifichi?
Dipende da quanto è fondamentale l'ingrediente mancante: a volte modifico, a volte rinuncio.
7) Dove vivi? Ti piace vivere lì?
Vivo in un paesino vicino a Pistoia da ormai 15 anni e ci sto benissimo! Per me è il posto ideale in cui vivere.
8) Sei sposata, fidanzata, single? Hai figli?
Fidanzata da 16 anni in totale, convivente da 4. Niente bambini per ora.
9) Ti piacerebbe fare un corso di cucina?
Certo che si! Anche se sono perfettamente cosciente di avere un mucchio di cose ancora da imparare mi piace fare la saccente!
10) Quanti anni hai?
Non si chiedono queste cose a una signora!!!! Vabbè...ormai vado per i 32 ma me ne sento la metà!
11) Il tuo nome?
Facilmente intuibile.....Jessica! Jeggy è solo uno degli innumerevoli nomignoli che usiamo in casa.

E quelle per Vale:
1) Cosa significa per te il tuo blog?
E' un hobby, un passatempo che mi permette di mettermi alla prova in tante aspetti: cucina, scrittura, fotografia.
2)Cosa ti rilassa di più in cucina?

Preparare dolci, anche se poi ne mangio pochissimi.
3) Quale piatto non vorresti mai trovare da invitata a cena?

Le ostriche crude.
4) Preferisci il pranzo o la cena?

Cena: posso fare le cose con più calma, considerando anche che mangio lentissima!
5) Ti piace ascoltare la musica quando cucini? Se si, quale?

Dipende da cosa sto cucinando: per i dolci mi piace la musica classica, se devo preparare mille cose meglio un po' di rock!
6) Quali sono i tuoi piatti vincenti?

Cheesecake, torta al cioccolato, paella alla valenciana.
7) Quale complimento "culinario" ti ha fatto più piacere ricevere?

Vedere le persone care che mangiano di gusto ciò che ho cucinato è il complimento più bello per me.
8) Preferisci una cena in pizzeria, al ristorante o nella tua casetta?

Sono indecisa tra ristorante e casa mia ma penso dipenda dai momenti.
9) Oltre alla cucina quali sono i tuoi hobby?

Può non sembrare ma sono abbastanza sportiva: pallavolo, tennis e quando è bel tempo ogni tanto vado pure a correre! Poi ci sono i viaggi e i libri: ne ho tanti e adoro leggere.
10) Qual'è il tuo primo/secondo/dolce preferito?

Come primo piatto direi ravioli, come secondo astice alla catalana, come dolce decisamente creme bruleè.
11) Cosa pensi del mio blog? E di me?

Tante ricette carine, semplici e buone. E tu? Tu sei un vulcano di energia!!!

E ora ecco le mie 11 domande. Siccome ne ho già lette un bel po' a giro per il web cercherò di essere originale:
1) Ti applichi molto alla fotografia per il blog?
2) Quale piatto cucineresti per corteggiare qualcuno?
3) Ti spaventano ingredienti nuovi che non conosci?
4) Pensi che avere un blog di cucina sia una forma di narcisismo?
5) Quale piatto/ingrediente proprio non riesci a mangiare?
6) Qual è l'attrezzo da cucina che possiedi ma che non usi?
7) Qual è il tuo dolce preferito?
8) Qual è il tuo libro di ricette preferito?
9) Una cosa che ti ha dato grande soddisfazione riuscire a preparare?
10) Hai mai frequentato un corso di cucina?
11) Pizza o pasta?

Infine gli 11 blog a cui rivolgo le mie domande:
1) Golosando serenamente
2) Emporio 21
3) My ricettarium
4) Le pappe kitchen
5) Bietolin@ in cucina
6) Cookalaska
7) Il ricettario di Cinzia
8) Puffin in cucina
9) Sale e coccole
10) Smalti pentole e rock and roll
11) Tra cucina e pc

Per finire una ricettina facile, facile e veloce, con un sapore delizioso, molto aromatico, che sa d'oriente, copiata direttamente da Alessandro Borghese. Chissà che il mio prossimo viaggio non sarà proprio in oriente!



SPEZZATINO di MAIALE ORIENTALE

Ingredienti (per 2 persone):
500 g lonza di maiale
3-4 carote
1 scalogno
2 spicchi d'aglio
radice di zenzero fresca
mezzo limone
4 cucchiai di salsa di soia
pepe nero
erba cipollina fresca
olio evo

Raschiare le carote, tagliarle in 4 nel senso della lunghezza e poi a bastoncini. In un tegame fare scaldare 2 cucchiai di olio evo e farvi rosolare le carote alcuni minuti. Tagliare la lonza a cubetti, come per fare lo spezzatino e aggiungerla alle carote. Rosolare la carne su ogni lato a fiamma vivace, poi continuare la cottura a fuoco più basso. Nel mixer frullare lo scalogno, gli spicchi d'aglio, un bel pezzo di radice di zenzero sbucciata (la quantità dipende dai gusti), il succo di mezzo limone, la salsa di soia e 2 cucchiai di olio evo fino a ottenere una cremina liscia. Versare la cremina ottenuta nel tegame con la carne e le carote e continuare la cottura per una decina di minuti. Verso fine cottura macinare un po' di pepe nero e aggiungere qualche stelo di erba cipollina tritata. Servire subito accompagnando preferibilmente con riso basmati bollito.
Buon appetito!

lunedì 28 maggio 2012

Lievitazione

 Forse questa volta ci siamo per davvero. Possibile che il caldo sia arrivato sul serio? Io ci credo e ho finalmente esibito scarpe aperte ed effettuato il cambio dell'armadio. A questo proposito, è mai possibile che quando cerco di riporre gli stessi abiti negli stessi scatoloni da cui li ho estratti in autunno, questi si rifiutino ostinatamente di rientrarci? Vabbè, forse non erano proprio gli stessi...forse si è aggiunto qualcosina ma che diamine! Sembra sempre che il contenuto del mio armadio lieviti, nonostante la sistematica eliminazione di vecchi maglioni-pantaloni-camicette-giacche che non mi entrano più (a differenza dei lievitati con cui mi sono cimentata, che continuano a non lievitare in maniera adeguata): evidentemente l'entropia del mio armadio si rifiuta di diminuire!
Così, tanto per stare tranquilli ed evitare qualunque cosa che lieviti o che si rifiuti di farlo, ecco un secondo di carne buono buono e dal gusto delicato. Una ricetta di transizione tra stagioni da gustare sia calda in inverno che a temperatura ambiente quando le temperature salgono. Io la trovo una semplicissima variante alla solita arista al vino: il dolce delle carote va a braccetto con il maiale e il cumino e la birra donano delle note aromatiche più delicate dei soliti salvia e rosmarino. L'ho già preparata due volte ed è stata sempre un successo: mi sa che da queste parti diventerà un classico!

Arista alla birra e cumino


ARISTA alla BIRRA e CUMINO

Ingredienti (per 4 persone):
500 g lonza di maiale
4 - 5 carote
2 scalogni
semi di cumino
150 ml birra chiara
olio evo
sale, pepe nero

Massaggiare bene l'arista con sale, pepe nero macinato e semi di cumino, poi legarla con spago da cucina per farle tenere la forma e lasciarla insaporire almeno mezz'ora. Affettare molto sottilmente gli scalogni e farli rosolare in una casseruola un paio di minuti in 3 cucchiai di olio evo. Raschiare le carote, tagliarle a fettine non troppo sottili e farle stufare alcuni minuti insieme agli scalogni. Mettere anche l'arista (preferibilmente legata con spago da cucina) nella casseruola e farla dorare a fuoco vivace su tutti i lati. Attenzione a non forare la carne quando la si gira nel tegame: in questo caso è buona cosa usare delle pinze o dei mestoli di legno, evitare assolutamente le forchette. Una volta che i bordi del trancio di carne sono ben sigillati sfumare con la birra, poi abbassare il fuoco, incoperchiare e continuare a cuocere una ventina di minuti (il tempo di cottura dipende dalla grandezza del trancio di arista: se è più grande di quello che ho usato io consiglio di aumentarlo di almeno 10 minuti). Una volta che l'arista è cotta togliere dal fuoco, far riposare una decina di minuti, poi eliminare lo spago e tagliarla a fette sottili con una lama non seghettata. Servire accompagnata dalle carote e dal fondo di cottura.
Buon appetito!

N.B.
- Ho notato che la carne si mantiene particolarmente morbida quando la faccio cuocere nella casseruola con il rivestimento in ceramica.

martedì 17 aprile 2012

Pigrizia

Sabato sera in casa. Pioggia battente. Eppure non mi è dispiaciuto affatto. Esco, vedo amici, ceno fuori...ma non questo sabato. E' stata una giornata pigra, pigra e lenta: sono rimasta a riposare, leggere, guardare la tv. Spesso il sabato diventa una giornata di "ripiglio" da una settimana particolarmente devastante: non è raro che mi ritrovi seduta a fissare il muro con elettroencefalogramma piatto! Anche in cucina è stata una giornata pigra: pranzo take away (dove i "rivenditori" erano in realta i miei genitori, autentici spacciatori di trippa, lampredotto e frattaglie varie) e cena con una semplice tagliata di manzo. Poca fatica, massima resa.
Ci sono dei giorni invece in cui mi capita di essere iperattiva e una volta preso il via, non riesco quasi a fermarmi, tipo quando ho preparato il pane ripieno di broccoli. Eh si, perche non mi sono limitata a quello: visto che avanzava della mollica di pane e che di buttarla non se ne parla nemmeno, mi sono inventata sul momento delle deliziose polpette come antipastino, un po' alternative e con un gusto molto deciso, per non dire rustico. Non a caso il maschio alfa  ha snobbato il pane ripieno ma a queste non ha saputo proprio dir di no! Irresistibili per chi ama la senape come me: una tira l'altra, specialmente se presentate in versione finger food! Visto che si trattava di un esperimento fatto con degli avanzi, le dosi sono precise ma poco consistenti: per più di 2 persone occorre moltiplicare almeno per 2!

Polpette integrali alla senape

 POLPETTE INTEGRALI alla SENAPE

Ingredienti (per circa 10 polpette):
60 g mollica di pane integrale
1 salsiccia fresca
1 uovo
1 cipollotto fresco
senape in crema
vino bianco
pangrattato
sale, pepe nero
qualche foglia di prezzemolo (facoltativa)

In una ciotola sbriciolare la mollica e bagnarla conun bicchierino di vino bianco. Dopo una decina di minuti strizzare la mollica e unire il cipollotto tritato, la salsiccia cruda e sbriciolata, l'uovo, un cucchiaio di senape, poco pepe e un pizzico di sale. Lavorare l'impasto fino a che non è omogeneo poi modellare con le mani umide delle polpettine delle dimensioni di una noce, passarle nel pangrattato e infornarle a 180°C per 25-30 minuti: devono essere croccanti all'esterno e morbide all'interno. Servire calde o fredde guarnite con qualche foglia di prezzemolo.
Buon appetito!

Con questa ricetta partecipo al contest di Vane

giovedì 1 dicembre 2011

Un pieno di vitamina C

Quando ho letto il messaggio di Stefania che mi invitava a partecipare al suo contest "sFrutta l'inverno" mi è preso un colpo: e ora che preparo??? La torta di mele, per quanto buona, mi sembrava banale, oltre al fatto che ne esistono talmente tante versioni che non capisco per quale ragione la mia dovrebbe essere migliore. Oltre a ciò il maschio alfa ne somatizza la sola vicinanza: un dolce a base di frutta sarebbe un affronto troppo grande e verrebbe sicuramente ripudiato senza nemmeno essere degnato di un assaggio (lo so, è gia capitato).
Per quanto mi riguarda, nata e cresciuta in una famiglia estremamente tradizionalista dal punto di vista culinario, mescolare il dolce con il salato non è mai stato visto troppo di buon occhio. E poi io ho una assoluta predilezione per il salato. Per fortuna la curiosità e la voglia di stupire (principalmente me stessa) non mi mancano: come mio solito ho raccolto la sfida e ho messo in moto i 3 neuroni superstiti per partorire qualcosa di fruttoloso, salato e commestibile, che risultasse appetibile anche per l'uomo di casa! Questo significava pensare a qualcosa che contenesse frutta frullata e assolutamente non riconoscibile!
Alla fine ho optato per un classico che però non avevo mai preparato, né assaggiato: l'arista all'arancia. Non ho seguito nessuna ricetta particolare e sono andata "a sentimento" ma si è formato un sughetto vellutato in cui il gusto dell'arancia si fondeva molto amabilmente con quello della carne. Il risultato mi ha sorpresa a tal punto che ho deciso di proporre questa arista anche il giorno di Natale: il maschio alfa ha approvato a pieni voti, vediamo se gli scettici oseranno storcere il naso!

Lonza di maiale all'arancia

LONZA di MAIALE all'ARANCIA

Ingredienti:
400 g lonza di maiale in un solo pezzo
1 arancia (biologica)
4 spicchi aglio
4 rametti rosmarino
1 bicchierino brandy
1 cucchiaio fecola
burro
olio evo
sale, pepe nero

Sbucciare e tagliare a fettine gli spicchi di aglio. Lavare e asciugare il rosmarino. Con un rigalimoni ricavare dei filettini sottili di scorza di arancia. Mescolare le scorzette, gli aghi di rosamrino, l'aglio a fettine, sale e pepe e utilizzare questo composto per "drogare" la carne. Se il pezzo di carne non ha incavi naturali praticare dei tagli con un coltello e riempirli col preparato. Legare strettamente la carne con lo spago da cucina fino a fargli assumere l'aspetto della classica arista. In una casseruola a bordi alti scaldare 2 cucchiai di olio evo e far rosolare la carne su tutti lati a fiamma vivace.
Spremere l'arancia e mescolare il succo con il brandy. Sfumare la carne con il succo d'arancia e brandy. Far riprendere il bollore al fondo di cottura, poi incoperchiare e abbassare la fiamma. Lasciare cuocere circa mezz'ora (di piu se il pezzo di carne e piu grande), poi togliere la carne: il fondo di cottura dovrebbe essere ancora abbastanza liquido. Aggiungere al fondo una noce di burro e quando questo si e sciolto aggiungere anche un cucchiaio scarso di fecola. Mescolare velocemente in modo che non si formino grumi e spengere il fuoco quando il sughetto inizia ad addensarsi leggermente. Tagliare la carne a fette sottili e irrorarla con il fondo all'arancia. Servire guarnendo con del rosmarino fresco.

N.B. E' molto importante non cuocere troppo a lungo la carne di maiale che altrimenti potrebbe diventare stopposa!
Buon appetito!


Con questa ricetta partecipo al contest di Nuvole di farina e  La casa di Artù

martedì 8 novembre 2011

Una ricetta per i bambini di Rocchetta Vara

Non si può restare indifferenti verso ciò che sta accadendo in Liguria (ma anche in altre parti d'Italia). Quando le forze della natura si scatenano non serve recriminare, non serve cercare colpevoli: per quello ci sarà sempre tempo. Quello che occorre davvero è rimboccarsi le maniche, limitare i danni e aiutare chi si è trovato al centro di questa tragedia. Non si può non preoccuparsi per chi ha perso la propria casa, non si può non sentirsi toccati da chi ha il cuore che piange. Non riesco nemmeno ad immaginare quale possa essere lo stato d'animo nel vedere la propria città, la propria casa, la propria vita spazzata via. Ci riguarda, riguarda tutti quanti perchè poteva succedere ovunque e a chiunque. In un caso del genere c'è bisogno di tutto l'aiuto possibile, sia materiale che morale, per far si che queste persone non si sentano sole e abbandonate.
Per caso mi sono imbattuta in questa iniziativa a favore della cooperativa sociale Gulliver di Rocchetta Vara (Sp) che gestisce due case-famiglia, di cui una è rimasta fortemente danneggiata dall'alluvione della scorsa settimana. L'idea è una raccolta di ricette che possa dare un pò di speranza e serva magari anche da punto di partenza per una raccolta fondi da destinare alla ricostruzione.



Per chi volesse effettuare una donazione questi sono i dati della banca della cooperativa Gulliver.


Anche se non basta spero almeno che il mio gesto, insieme a tanti altri, serva a qualcosa.
Una ricetta, un pensiero per dei bambini che non solo non hanno una famiglia ma, dopo l'alluvione, non hanno più nemmeno una casa.

INVOLTINI di PORRI, SCAMORZA e SPECK al FORNO

Ingredienti (per 2 persone):
2 porri grandi
100 g speck a fette sottili
150 g scamorza a fette
brodo
burro
sale, pepe nero

Lavare i porri ed eliminare le foglie verdi. Tagliarli a tochetti di circa 3 cm. Avvolgere ogni tocchetto di porro prima in mezza fetta di scamorza e poi in mezza fetta di speck. Ungere con il burro delle cocottine in terracotta (va bene anche una normalissima pirofila da forno) e adagiarvi gli involtini di porri: devono essere praticamente incastrati fra loro. Salare e pepare, poi irrorare ogni cocotte con alcuni cucchiai di brodo in modo che i porri in forno non brucino. Infornare a 200° C per 35 minuti. Servire caldi.


Involtini di porri, scamorza e speck al forno

Per la ricetta ho preso ispirazione da lei. E' un piatto caldo, saporito e allegro che spero possa portare almeno qualche minuto di serenità a chi lo assaggia.

lunedì 10 ottobre 2011

Ananas-mania

Ci risiamo: questa è l'ultima ricetta postabile della ananas-mania che mi ha colpito in questo periodo. Prometto che poi cercherò di disintossicarmi e di porre fine a questa dipendenza! Anzi, no! Ho fatto una piccola ricerca e ho scoperto che l'ananas fa benissimo ad un sacco di cose. Ricordo che da piccola mia mamma diceva sempre che mangiare ananas faceva bene perchè "brucia i grassi". A prescindere dal fatto che piuttosto di un carretto di ananas a me servirebbe un lanciafiamme per bruciare i miei grassi...
In ogni caso, facendo  una piccola ricerca sul web (cosa non facilissima dato il momentaneo oscuramento di Wikipedia), ho scoperto che l'ananas fa veramente bene all'organismo in quanto è diuretico (poichè composto principalmente di acqua, come tutta la frutta), rimineralizzante (ricco di vitamine e sali minerali, in particolar modo di potassio, tanto caro agli sportivi per la prevenzione di crampi muscolari) e addirittura antiinffiamatorio. Questa ultima proprietà è legata in particolar modo alla presenza di bromelina, una peptidasi, cioè una sostanza in grado di scindere le proteine assunte con l'alimentazione e facilitarne quindi la digestione. Questa miracolosa sostanza, agendo come antiinfiammatorio, limita la ritenzione idrica e quindi, udite udite, la cellulite!!! Oltre a ciò accelera il metabolismo e la presenza di fibre limita l'assunzione di zuccheri e grassi nel tratto intestinale. Ecco perchè si dice che l'ananas fa digerire: ancora una volta la saggezza popolare era avanti rispetto alle scoperte scientifiche del caso!
Tutto questo alla modica cifra di 40 calorie per 100 g di frutto: vuoi vedere che a maggio inizio una dieta a base di ananas per arrivare in forma alla prova costume???
Intanto ecco l'ultima ricetta anche se non l'ho completamente inventata io: ho cercato sul web e su vari giornali di cucina. Alla fine ho fatto un pò di collage e ne è venuto fuori un piatto (anzi, un mini-piatto!) molto particolare: non avrei mai immaginato che il miele esaltasse in modo così delizioso il sapore della carne e l'abbinamento all'ananas e all'aceto balsamico è veramente sorprendente, o forse è solo che non sono abituata ad abbinare la frutta con la carne!


Mini-spiedini di maiale lonza glassata e ananas

MINI-SPIEDINI di LONZA GLASSATA  e ANANAS

Ingredienti:
300 g spezzatino di maiale
ananas fresco
2 cucchiaini miele
aceto balsamico
semi di sesamo
cous cous prescotto
zafferano
olio evo
sale, pepe nero

In un tegame scaldare un cucchiaio di olio evo e rosolare bene lo spezzatino di maiale su tutti i lati. Salare, pepare e aggiungere il miele. Far cuocere un minuto a fuoco vivace in modo che il fondo di cottura si addensi leggermente,  poi sfumare con 3 cucchiai di aceto balsamico e spengere il fuoco. Tagliare l'ananas a bocconcini e creare i mini spiedini con gli stuzzicadenti, infilzando un pezzetto di carne e uno di ananas. Disporre gli spiedini su una teglia da forno e cospargere con semi di sesamo. Grigliare in forno a 180°C per 10 minuti. Nel frattempo cuocere il cous cous per 5 minuti in acqua bollente salata addizionata di un cucchiaio di olio evo e una bustina di zafferano, poi sgranarlo coi rebbi di una forchetta.
Ho servito il tutto nei piattini da finger food di Atmosfera Italiana irrorando ancora con alcune gocce di aceto balsamico.
La foto non rende molto giustizia ma erano davvero carini e so che dall'aspetto avrebbero fatto gola anche al maschio di casa... se non avesse saputo che c'era l'ananas!
Buon appetito!

Con questa ricetta partecipo al contest di Zenzero e caffè!



e alla simpatica raccolta di Tè e briciole

lunedì 3 ottobre 2011

La sfida

Tutto è iniziato un paio di settimane fa, quando ho scoperto questo contest. Ho pensato che fosse insolito, originale e anche una grande sfida per me, che non sono una sfegatata amante dell'ananas, per di più in versione salata. Non mi lascio facilmente impressionare dalla difficoltà di un'impresa, perciò dovevo assolutamente cimentarmi in qualcosa di commestibile, salato e a base di ananas! Non è stato facile, ma pensa che ti ripensa mi sono ricordata di un ristorante che spesso è stato sede di pranzi di famiglia, di compleanno, Natale, Pasqua, Carnevale... Ecco, proprio in questo ristorante c'è stato un periodo in cui il prosciutto di maiale arrosto veniva servito accompagnato da fette di ananas. Bingo!
Così, dopo una frettolosa spesa infrasettimanale, in una sera solitaria, abbandonata (momentaneamente, ovvio) dal mio uomo a favore di un pallone da calcio, mi sono messa all'opera e mi sono preparata questa cena-esperimento.
Piatto velocissimo da preparare che ho comunque trovato ben bilanciato nei sapori: il dolce dell'ananas, il grasso del prosciutto e l'amaro della rucola si amalgamano bene e il risultato è più che gradevole. Ottimo per una cena veloce ma sfiziosa, ma anche come antipasto delle grandi occasioni per la particolarità degli abbinamenti.

CARPACCIO di PROSCIUTTO ARROSTO e ANANAS GRIGLIATO

Ingredienti:
Prosciutto arrosto a fette spesse
Ananas fresco
rucola
olio evo
sale, pepe nero

Sbucciare l'ananas e tagliarlo a fette molto sottili, avendo cura di eliminare la parte centrale dura. Scaldare bene una padella antiaderente e far grigliare le fette di ananas un minuto per ogni lato. Nel piatto di portata alternare fette di prosciutto e di ananas grigliato e condire conun filo di olio evo e qualche granello di sale. Guarnire con rucola condita con sale, olio e pepe nero appena macinato e servire.
Le dosi non mi sono sembrate necessarie!
Buon appetito!


Carpaccio di prosciutto arrosto e ananas grigliato

Con questa ricetta partecipo al contest di Zenzero e caffè

sabato 26 marzo 2011

Festeggiamento alternativo


Il 17 marzo sono stati celebrati i 150 anni dell'unita d'Italia (guarda caso proprio in concomitanza con l'irlandese festa di San Patrizio). Per quanto mi riguarda, aspettavo questo meraviglioso giovedì festivo da almeno un mese (praticamente da quando è stato dichiarato "giorno rosso" sul calendario!), anche se non proprio per motivi strettamente patriottici. Si, lo so, non è bello da dire ma preferisco la sincerità all'ipocrisia e io volevo solo starmene un giorno a casa in panciolle. Detto, fatto: il tempo è stato talmente brutto che non c'è stato modo di uscire: altro che primavera in arrivo! Complici un cielo grigio piombo e pioggia a non finire ho acceso il forno, armata di pazienza e pronta a sperimentare una lunghissima cottura per i miei amici stinchi (dopo una lunghissima marinatura). E soprattutto, per una volta, non si è trattato dei malconci stinchi del fidanzato (troppo magrolini per saziare qualcuno) ma di due deliziosi stinchetti di maiale!
Erano mesi, ormai, che volevo provare e finalmente si è presentata la giornata giusta. Così, mentre nei programmi in TV l'Italietta si sprecava in commenti a sfondo nazional-patriottico e il tricolore imperava (compreso nelle ricette: risotto tricolore, torta tricolore, carpacci tricolore etc. etc. etc.), io preparavo  qualcosa che di patriottico aveva solo l'olio d'oliva e sarebbe stato più in tono con l'Oktoberfest: lo stinco alla birra!
Però quanto era buono! Dopo averlo assaggiato credo di aver pensato che non avrei voluto mangiare nient'altro! Tra l'altro si accompagna perfettamente con le patate alla senape che ho usato come ripieno del coniglio natalizio.
Quindi: esperimento riuscito, patriottismo sotto zero ma palato super-soddisfatto!




Stinchi alla birra


STINCO ALLA BIRRA

Ingredienti per 2 persone:

- 2 stinchi di maiale
- 1/2 l birra (meglio se belga perche e più aromatica)
- 2 spicchi aglio
- 2 bacche ginepro
- 2 foglie alloro
- 1 cucchiaino di senape
- pepe in grani
- erbette aromatiche miste (salvia, rosmarino, maggiorana, timo)
- olio evo
- sale, pepe

Preparare la marinata per gli stinchi in una teglia stemperando la senape nella birra; poi aggiungere le bacche di ginepro, l'alloro spezzettato e un cucchiaino di pepe nero in grani. Immergere gli stinchi nella marinata e riporre tutto in frigo per circa 8 ore (praticamente una notte). Dopo la marinatura della carne preparare un mix aromatico con sale, pepe nero macinato, aglio tritato e erbette aromatiche. Scolare bene gli stinchi e massaggiarli per alcuni minuti con il trito preparato, in modo che si distribuisca uniformemente e in profondità. Modestamente, dopo tutti i massaggi che ho fatto al fidanzato, sono diventata bravissima e il risultato si è visto anche con gli stinchi di maiale!
Ungere leggermente la teglia da forno (a bordi abbastanza alti) con olio e adagiarvi gli stinchi. Irrorare con la marinata (prima eliminare le bacche di ginepro) e con un altro filo di olio (ne basta veramente poco).
Cuocere in forno preriscaldato a 180° C per 2 ore e mezza / 3 ore circa o comunque fino a che la marinata non si è quasi completamente asciugata e gli stinchi hanno assunto un bel color caramello.
Durante la cottura girare spesso gli stinchi e irrorarli con il fondo di cottura. Dopo la prima ora di cottura si spanderà per casa un tale delizioso profumino da far aumentare tantissimo la salivazione! Perciò occorre anche prepararsi a respingere gli assalti al forno degli altri abitanti!

Prima di servire lasciar riposare per una decina di minuti e poi...buon appetito!


Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Single in the kitchen

Raccolta a base di birra

domenica 27 febbraio 2011

Non siamo vegetariani


E’ da un paio di settimane che vengo puntualmente sbeffeggiata dal simpatico fidanzato in occasione di eventi sociali quali feste e cene varie. Il motivo? A quanto pare il mio modo di cucinare prevede troppa poca carne per l’animaletto carnivoro che abita con me e questo è ormai diventato motivo di scherno presso gli amici. E allora via, con aneddoti su di me che faccio la spesa dal macellaio per riempire il congelatore ma che poi, gira e rigira, cucino sempre e solo verdure!
Ma si può subire anche delle prese di culo dopo avere faticato in cucina per cercare di mangiare sano? A volte mi viene voglia di portarlo al McDonald e abbandonarlo lì… purtroppo conosce la strada per tornare a casa!
Per sfatare questo falso mito sulle mie presunte ambizioni vegetariane ieri ho deciso di scongelare un pezzo di lonza di maiale per il pranzo della domenica. Per fortuna ci avevo visto lungo e avevo deciso di optare per lo spezzatino alla senape che si prepara in mezz’ora circa: mi sono alzata alle 11.30 stamani e non avrei avuto tempo per cucinare nient’altro.
Sarà stata la fame ma il risultato mi è sembrato ottimo (considerando la mia sfrenata passione per la senape) e anche il carnivoro ha apprezzato in modo particolare: si è fermato solo quando anche il tegame in cui avevo cotto lo spezzatino è stato perfettamente ripulito a forza di fare scarpetta col pane. E poi, con la bocca piena, è piuttosto difficile prendermi in giro, no?

Spezzatino di maiale alla senape
Le dosi sarebbero per 3 persone, ma noi abbiamo spazzolato tutto pur essendo solo in 2!


Spezzatino di maiale alla senape


Ingredienti:
600 g lonza di maiale
1 cipolla
1 bicchiere vino bianco secco
Senape in grani
Senape in crema
Farina 00
Olio evo
Sale, pepe

Affettare sottilmente la cipolla e farla soffriggere in un largo tegame con 4 cucchiai di olio evo. Nel frattempo tagliare la lonza di maiale a dadini piuttosto piccoli (bocconcini) e infarinarli bene.
Aggiungere la carne al soffritto e farla colorire uniformemente a fuoco vivace mescolando con un cucchiaio di legno. Bagnare con mezzo bicchiere di acqua calda, salare a piacere, coprire e lasciar cuocere circa 5 minuti.
Diluire un cucchiaio abbondante di senape in grani e un cucchiaino di senape in crema nel bicchiere di vino, versare tutto sulla carne e continuare la cottura a fuoco alto mescolando, in modo che il fondo di cottura si addensi fino a diventare una morbida e succulenta crema. Regolare di sale e pepare. Attenzione a non esagerare con il sale: la senape è molto sapida e non ne occorrerà molto.
Servire lo spezzatino caldo. Secondo me è un piatto che si accompagna bene con delle verdure crude che ripuliscono la bocca: io l’ho servito con una julienne di finocchi crudi conditi con olio, sale, aceto e qualche goccia di tabasco.
Per chi ama la senape è veramente una goduria!
Buon appetito!

sabato 20 novembre 2010

Serata spagnola


Preparare una cena per 10 persone significa passare tutta la giornata a spignattare e aver bisogno del giorno successivo per riprendersi dalle fatiche! Quindi, la cosa più astuta da fare sarebbe cucinare il sabato e riposarsi la domenica… Come fece qualcuno molto più in alto di me. Ma posso essere io capace di cotanta astuzia? Certo che no! E infatti avendo organizzato il tutto per la cena di domenica ho trascorso tutto il lunedì in coma a lavoro! Però… che soddisfazione! Non so se gli invitati sono stati particolarmente gentili o se la cena è piaciuta davvero: in ogni caso è stato spazzolato tutto.
E' stata la prima volta che ho invitato gli amici a casa mia e volevo fare bella figura, così ho cercato di sorprendere tutti con una cena a base di ricette spagnole: patatas bravas, tortilla, clara e, naturalmente, paella alla valenciana accompagnata da sangria!
Olè!
Per quanto riguarda le patate e la tortilla rimando ad un prossimo futuro le ricette, che devono essere ottimizzate. E poi non mi è stato lasciato il tempo di fare le foto: c’era molta fame in giro quella sera!
Ecco la mia meravigliosa Paella alla Valenciana, la cui ricetta è frutto di ricette fidate, esperienza di viaggio e un tocco di rielaborazione personale.
Come si può vedere già dalla lista degli ingredienti la preparazione è piuttosto laboriosa, quindi bisogna armarsi di pazienza, buona volontà e tanto tempo libero! Ecco perché ormai riesco a cucinarla solo poche volte l’anno anche se ogni volta la fatica viene ampiamente ripagata dalla grande abbuffata che ne segue.


Paella alla Valenciana


Ingredienti per 10 persone:

  • 500 g seppioline/totani/calamari/moscardini (dipende da cosa trovo al banco del pesce)
  • 1.5  kg abbondante di cozze
  • 500 g di gamberi 
  • 400 g di petto di pollo
  • 600 g lonza di maiale
  • 250 g chorizo o, in alternativa, salamella piccante
  • 650 g riso (ribe, baldo o parboiled)
  • 1 l brodo vegetale
  • 2 peperoni 
  • 2 cipolle
  • 6 pomodori
  • 300 g piselli (vanno bene anche surgelati in assenza di quelli freschi)
  • 2 bustine di zafferano
  • pimento o paprika dolce
  • curcuma in polvere
  • aglio in polvere
  • curry in polvere
  • Prezzemolo
  • 4-5 spicchi di aglio
  • Olio extravergine di oliva
  • 4 foglie di alloro
  • Sale
  • Scampi/ gamberoni /cicale per guarnire

OPERAZIONI PRELIMINARI
- Preparare un semplice brodo vegetale con sedano, carota, cipolla e pomodoro, salandolo leggermente solo a fine cottura. Sciogliere nel brodo una bustina di zafferano e mezzo cucchiaino di curcuma in polvere. Tenere il brodo sempre caldo.
- Preparare il mix di spezie miscelando 2 cucchiaini di pimento o paprika dolce, un cucchiaino di curcuma, una bustina di zafferano, un cucchiaino di aglio in polvere, un cucchiaino di pepe nero macinato.
- Abbrustolire i peperoni interi in forno già caldo (180°C) per 30 minuti. In seguito eliminare la buccia e i semi e tagliarli a pezzetti.
- Pulire le cozze: eliminare l'alghetta che solitamente fuoriesce dalle valve, poi sbollentarle per alcuni minuti in acqua bollente acidulata con alcune gocce di succo di limone. In questo modo se qualche cozza contiene sabbia, questa viene eliminata e non finisce nel fondo di cottura.
Una volta sbollentate e scolate, le cozze devono essere saltate in padella  per massimo 10 minuti con un filo di olio evo e un trito fatto di prezzemolo e 3 spicchi di aglio sbucciati. Tenere da parte solo alcune cozze con il guscio da usare come decorazione, le altre devono essere sgusciate. Conservare anche il fondo di cottura: servirà per insaporire ulteriormente la paella.
- Tagliare il pollo e la lonza di maiale a bocconcini, il chorizo a fettine abbastanza sottili e i pomodori a dadini, tenendo tutti gli ingredienti separati.
- Pulire calamari, totani, seppioline e tagliarli a pezzetti.

Tagliare la cipolla a velo e farla rosolare insieme ad uno spicchio di aglio tritato e circa mezzo bicchiere di olio evo in un tegame molto capiente: la cosa più indicata è la tipica paellera, un largo tegame di ferro a bordi bassi tradizionalmente usato in Spagna per questo piatto. In alternativa andrà bene anche un qualunque tegame antiaderente a fondo piatto e bordi bassi, purchè molto capiente.
Quando la cipolla è diventata trasparente unire seppioline, moscardini, totani e calamari e lasciare cuocere a fuoco dolce coperto per circa 30 minuti, mescolando spesso e aggiungendo eventualmente qualche cucchiaio di brodo caldo se il fondo di cottura si dovesse asciugare troppo.
Nel frattempo, in una padella antiaderente, rosolare i bocconcini di pollo con 3-4 cucchiai di olio evo, finchè non risulteranno dorati. Poi, allo stesso modo, cuocere separatamente e a fiamma vivace, la lonza di maiale a cubetti e i gamberi, sempre in padella con appena un filo d'olio.
In seguito aggiungere la lonza, il chorizo, il pollo nella paellera e, dopo aver amalgamato il tutto con un cucchiaio di legno, i piselli, i pomodori, le foglie di alloro e il fondo di cottura delle cozze. Spolverizzare il tutto con il mix di spezie preparato. Lasciare cuocere altri 30 minuti, poi bagnare abbondantemente con il brodo caldo e speziato. Appena il brodo ha ripreso il bollore aggiungere i  peperoni, le cozze, i gamberi e mescolare. Aggiustare eventualmente di sale e infine aggiungere anche il riso. Mescolare per distribuire nel modo più omogeneo possibile riso e condimento, coprire con il brodo e lasciare cuocere coperto, senza più mescolare, per 15-18 minuti. Dopo questo tempo il riso dovrebbe essere cotto.
Spadellare velocemente scampi, cicale e gamberoni in un tegame antiaderente con alcuni cucchiai di olio evo, salare e spolverizzare con poca paprika dolce. Usare i crostacei e le cozze con il guscio tenute da parte precedentemente per guarnire la superficie della paella, ormai pronta.
Servire immediatamente.

Il tutto viene tradizionalmente innaffiato con abbondante sangria; ecco le dosi per la mia ricetta:

  • 1 bottiglia di vino rosso fermo (io di solito uso del merlot, anche se non di ottima qualità)
  • ½ l acqua frizzante
  • 1 limone
  • 1 arancia
  • 1 pesca
  • 1 mela
  • 1 pera
  • 6 cucchiai di zucchero
  • Noce moscata
  • Cannella (sia in stecche che in polvere)

Tagliare a dadini mela, pera e pesca e a fettine limone e arancia e mettere tutto in una ciotola molto capiente (preferibilmente di vetro, così è ottima anche per la presentazione). Versare il vino, l’acqua e lo zucchero, mescolando in modo che si sciolga bene; poi aggiungere 2-3 stecche di cannella e della noce moscata in polvere. Personalmente, la sangria mi piace molto speziata, quindi abbondo sempre con cannella (anche in polvere) e noce moscata. Lasciare riposare in frigo per un paio d’ore prima di servire.
Buen Provecho!!!