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martedì 15 aprile 2014

Ready to go (pollo ai capperi)

Sarà una Pasqua ben strana per me: mentre tutti staranno festeggiando con prelibati manicaretti io sarò...tra le nuvole! Dopo la Florida, nel 2012, e l'estremo Oriente l'anno scorso, quest'anno dove potevamo andare? Anche stavolta la meta è lontana, molto lontana. Dopo esser stati molto a Ovest e molto a Est, non potevamo che dirigerci molto a Sud! Giù, giù fino in Sudafrica, con una puntatina in Zimbabwe. A quanto sento dire sembra essere una meta particolarmente ambita quest'anno. Sarà la mia prima volta in Africa e la mia prima volta in tenda: non inizio certo dalla parte più semplice! D'alta parte se sopravvivrò al campeggio in piena savana mi posso reputare pronta a tutto! Oltre all'avventuroso Safari mi aspettano le Cascate Vittoria, la Garden Route sulla costa sudafricana e, per finire, Cape Town con la sua Table Mountain.
Ormai siamo pronti: passaporti, vaccini, scartoffie varie e una scorta di antizanzare e antiparassitari tale da disinfestare metà continente. Sia mai che qualche schifoso insettaccio solo pensi di avvicinarsi!
Sento proprio il bisogno di una vacanza, di partire, e per due settimane non ci sarò per niente e nessuno, perciò buona Pasqua a tutti! Tornerò a maggio...se i leoni non mi sbraneranno!
Ricette sudafricane non ne ho (non ancora, per lo meno) anche se ho intenzione di assaggiare tutte le bestiacce che mi verranno messe nel piatto (purchè ben cotte!). Antilopi, coccodrilli, zebre, kudu....voglio provare tutto! Invece mi accomiato con un banalissimo pollo, che poi tanto banale non è, che volevo provare da anni e che mi è piaciuto tantissimo. Si prepara in poco tempo e gli ingredienti sono estremamente facili da reperire: niente roba strana ma tanto gusto tutto italiano. Ho volutamente utilizzato un taglio poco pregiato, le sovracosce: sono più economiche dei fusi o delle cosce ma hanno comunque un'ottima resa. In ogni caso è una ricetta che può essere felicemente portata a termine con soddisfazione con qualunque altra parte del pollo. Il maschio alfa se le è perse a causa di una cena di lavoro (e poi comunque ci sono i capperi non occultati.....non le avrebbe nemmeno toccate) e con grande sacrificio me le sono dovute mangiare tutte io...che lavoraccio! :-P



POLLO ai CAPPERI

Ingredienti (per 2 persone):
4 sovracosce di pollo
8-10 pomodorini
una manciata abbondante di capperi sotto sale
1 spicchio d'aglio
1/2 cipollotto fresco
farina
birra chiara
origano secco
olio evo
sale

Affettare il cipollotto. Sbucciare e schiacciare lo spicchio d'aglio. Soffriggere in un tegame l'aglio e il cipollotto con un paio di cucchiai di olio evo. Infarinare leggermente  le sovracosce spellate e rosolarle nel tegame su tutti i lati. Salare leggermente, poi sfumare con una tazzina di birra. Aggiungere i capperi, ben dissalati sotto acqua corrente, e una generosa spolverata di origano. Aggiungere anche i pomodorini tagliati a metà. Cuocere coperto a fiamma bassa per 25-30 minuti. Servire le sovracosce calde con il loro sughetto.
Buon appetito e buona Pasqua a tutti!!!


lunedì 1 ottobre 2012

Cena alternativa

Premetto che mangiare mi piace (se non si fosse capito) e mi piace sia la quantità che la qualità. Però quando è troppo, è troppo. Non è nemmeno un mese che sono a casa e già mi sembra di scoppiare. La mia disoccupazione fa si che io sia a casa per pranzo ogni giorno e, dato che sono sola, la soluzione più naturale è pranzare dai miei, che abitano molto vicino. Un unico problema: se non si mangia primo, secondo, contorno, frutta non può essere classificato come pranzo, al massimo spuntino.Considerando che negli ultimi anni mi sono abituata a mangiare una sola portata a pasto, seppur abbondante e con le ovvie eccezioni di uscite, feste e ricorrenze, si fa presto a capire come un pranzo completo ogni giorno mi provochi un certo appesantimento e una fantastica sonnolenza pomeridiana.
La sera, molto spesso, mi scopro a non essere affamata ma, per evitare di arrivare a mezzanotte e aver voglia di addentare anche il tavolino, mi costringo (si vabbè....non è poi una così grossa violenza) a una cena più frugale, di solito a base di verdura.
Potrei controllarmi di più a pranzo invece di abbuffarmi? In linea teorica si, solo che quando ho davanti tutto quel ben di dio la mia forza di volontà migra in luoghi lontani e la mia gola prende decisamente il controllo della situazione.
E allora c'è bisogno di qualche escamotage serale per evitare di brucare la solita insalata o i soliti spinaci saltati: questa, secondo me, è una valida alternativa.


Patate. Ebbene si, sono delle banalissime patate al vapore: leggere ma molto sazianti. Però le patate bollite sono noiose! Ecco allora che le ho condite con una salsina sorprendente a base di birra, più delicata di quanto si possa immaginare ma abbastanza saporita da rendere queste patate un contorno speciale o, nel mio caso, un appetitoso piatto unico!

PATATE alla BIRRA

Ingredienti (per 3 persone):
600 g patate
1 cipollotto bianco fresco
100 ml birra chiara
1 cucchiaio di senape
alcune foglie di salvia fresca
olio evo
sale, pepe nero

Sbucciare le patate, tagliarle a tocchetti e cuocerle al vapore (oppure bollirle) una ventina di minuti. Scolarle e lasciarle raffreddare. Tritare molto finemente il cipollotto. Preparare il condimento: riunire in una ciotolina la birra fredda, la senape, il cipollotto tritato, 3-4 cucchiai di olio evo, una presa di sale e del pepe nero (meglio se appena macinato) ed emulsionare il tutto con una forchetta. Condire le patate ormai fredde con la salsina preparata e profumare con alcune foglie di salvia spezzettate. Servire subito oppure conservare in frigo per il giorno successivo.
Buon appetito!

lunedì 28 maggio 2012

Lievitazione

 Forse questa volta ci siamo per davvero. Possibile che il caldo sia arrivato sul serio? Io ci credo e ho finalmente esibito scarpe aperte ed effettuato il cambio dell'armadio. A questo proposito, è mai possibile che quando cerco di riporre gli stessi abiti negli stessi scatoloni da cui li ho estratti in autunno, questi si rifiutino ostinatamente di rientrarci? Vabbè, forse non erano proprio gli stessi...forse si è aggiunto qualcosina ma che diamine! Sembra sempre che il contenuto del mio armadio lieviti, nonostante la sistematica eliminazione di vecchi maglioni-pantaloni-camicette-giacche che non mi entrano più (a differenza dei lievitati con cui mi sono cimentata, che continuano a non lievitare in maniera adeguata): evidentemente l'entropia del mio armadio si rifiuta di diminuire!
Così, tanto per stare tranquilli ed evitare qualunque cosa che lieviti o che si rifiuti di farlo, ecco un secondo di carne buono buono e dal gusto delicato. Una ricetta di transizione tra stagioni da gustare sia calda in inverno che a temperatura ambiente quando le temperature salgono. Io la trovo una semplicissima variante alla solita arista al vino: il dolce delle carote va a braccetto con il maiale e il cumino e la birra donano delle note aromatiche più delicate dei soliti salvia e rosmarino. L'ho già preparata due volte ed è stata sempre un successo: mi sa che da queste parti diventerà un classico!

Arista alla birra e cumino


ARISTA alla BIRRA e CUMINO

Ingredienti (per 4 persone):
500 g lonza di maiale
4 - 5 carote
2 scalogni
semi di cumino
150 ml birra chiara
olio evo
sale, pepe nero

Massaggiare bene l'arista con sale, pepe nero macinato e semi di cumino, poi legarla con spago da cucina per farle tenere la forma e lasciarla insaporire almeno mezz'ora. Affettare molto sottilmente gli scalogni e farli rosolare in una casseruola un paio di minuti in 3 cucchiai di olio evo. Raschiare le carote, tagliarle a fettine non troppo sottili e farle stufare alcuni minuti insieme agli scalogni. Mettere anche l'arista (preferibilmente legata con spago da cucina) nella casseruola e farla dorare a fuoco vivace su tutti i lati. Attenzione a non forare la carne quando la si gira nel tegame: in questo caso è buona cosa usare delle pinze o dei mestoli di legno, evitare assolutamente le forchette. Una volta che i bordi del trancio di carne sono ben sigillati sfumare con la birra, poi abbassare il fuoco, incoperchiare e continuare a cuocere una ventina di minuti (il tempo di cottura dipende dalla grandezza del trancio di arista: se è più grande di quello che ho usato io consiglio di aumentarlo di almeno 10 minuti). Una volta che l'arista è cotta togliere dal fuoco, far riposare una decina di minuti, poi eliminare lo spago e tagliarla a fette sottili con una lama non seghettata. Servire accompagnata dalle carote e dal fondo di cottura.
Buon appetito!

N.B.
- Ho notato che la carne si mantiene particolarmente morbida quando la faccio cuocere nella casseruola con il rivestimento in ceramica.

sabato 17 marzo 2012

Le regole d'oro

Dopo la sfuriata di cavoli della settimana scorsa, ecco che mi trovo a postare la seconda ricetta di fila che vede come protagoniste le cipolle. Di nuovo? Di nuovo! Inizio a pensare di essere monotematica a tratti, ma in fondo che ci posso fare se vado a fare la spesa e non riesco a trattenermi di fronte a delle belle cipolline borettane fresche? Inoltre le cipolle mi piacciono proprio tanto, in tutte le possibili declinazioni, sia cotte che crude (con buona pace di chi mi circonda dopo che le ho mangiate).
Per non incorrere, o almeno cercare di limitare il più possibile le figuracce derivanti dalla fastidiosa e persistente alitosi che ne segue il consumo, personalmente mi limito a seguire almeno una delle regole sotto elencate:

- Evitare le cipolle nelle ore che precedono un qualunque evento sociale può essere considerato come un segno di educazione e rispetto, anche se potrebbe essere una valida strategia per tenere lontani personaggi indesiderati! In questo senso è sempre bene informarsi prima su chi sarà presente!

- Evitare le cipolle durante il suddetto evento sociale: mangiare cipolle in pubblico talvolta è considerato poco chic (forse è per questo che tendo sistematicamente a ignorare questo buon consiglio: non mi sento per niente a mio agio nelle vesti della snob elegantona).

- Se proprio non si riesce a contenersi di fronte a una zuppa di cipolle o a una rossa di Tropea, costringere tutti i presenti a ingurgitare cipolle: se tutti emanano miasmi cipollosi, nessuno ci farà caso (strategia più volte adottata, e con gran successo, con il maschio alfa che, per mia fortuna, è una grande estimatore di cipolle & Co.).

- Avere sempre in borsa una nutrita scorta di chewinggum alla menta. Basta non esagerare con il loro consumo per non rischiare l'effetto cammello-che-biascica.

-Beh...lavarsi spesso i denti (banale!)


Cipolline alla birra


 CIPOLLINE alla BIRRA

Ingredienti:
650 g cipolline borettane fresche
50 g pancetta tesa
2 spicchi aglio
4-5 foglie salvia fresca
100 cc birra chiara (lager)
olio evo
sale, pepe nero

Lavare le cipolline e ripulirle dal ciuffo di barbe. Disporle in una teglia di ceramica unta di olio e condire le cipolline con sale, pepe nero (preferibilmente appena macinato), le foglie di salvia lavate e spezzettate grossolanamente, gli spicchi d'aglio sbucciati e tagliati a fettine e la pancetta tagliata a dadini piccoli. Infine irrorare con la birra e infornare a 180°C per 30 minuti circa: la birra deve essere quasi completamente evaporata e le cipolline devono essere morbide. Servire calde o tiepide per accompagnare carne alla griglia o arrosto.
Buon appetito!

Con questa ricetta partecipo al contest di Pane e pomodoro e Photobirra





martedì 29 novembre 2011

Sapore d'Irlanda

Correva l'anno 2007. Una deliziosa coppietta italiana atterrava a fine luglio in una piovosa Dublino per le vacanze estive. Inutile dire che la felice coppietta eravamo io e il maschio alfa che, dopo varie vicissitudini, eravamo riusciti ad organizzarci e a partire alla volta dell"Irlanda. Ancora adesso mi stupisco di come due tordi come noi possano tuttora riuscire a viaggiare senza perdersi, sbagliare mezzo di trasporto e accaparrarsi la valigia giusta!
Non potevamo noleggiare l'auto ma riuscimmo comunque a raggiungere Galway, sulla costa occidentale, grazie ad un lungo viaggio in autobus, e a partecipare ad alcune gite. Attraversammo una terra dove il verde è talmente brillante da abbagliare, o forse è solo il contrasto con il cielo perennemente coperto da nuvole grigie e pesanti; talmente spesse da sembrare quasi solide, come trovarsi sotto un gigantesco tendone. Pioggia, pioggia e ancora pioggia, tutti i giorni, a tutte le ore: avevo dei capelli talmente gonfi e crespi da sembrare un leone (ecco che si spiegano le mie crocchie perenni nelle foto di quella vacanza!).
Grazie ad una gita in pullman raggiungemmo le scogliere di Moher: un incredibile spettacolo della natura. La vista sull'oceano da un'altezza di più di 200 m era a dir poco mozzafiato: il vento freddo che mi sferzava il viso, mentre guardavo le onde più impetuose che avessi mai visto frangersi contro l'inamovibile scogliera, è il ricordo più vivido che ho dell'Irlanda. Rimanemmo un paio d'ore incantati a contemplare l'immensità di queste scogliere (che non sono nemmeno le più alte d'Europa ho scoperto poi!), camminando lungo il ciglio e ridendo di fronte alla piccolezza dell'essere umano a paragone.
Sulla via del ritorno il pullmann fece sosta in un minuscolo paesino sulla costa: una decina di edifici prefabbricati dall'aria alquanto triste, non fosse stato per la vista sul mare. Senza che ce ne accorgessimo fummo condotti all'interno di un deserto self-service dove pranzammo con lo stufato alla Guinness. Sarà stata l'esaltazione derivante dalla vista delle scogliere o la necessità di qualcosa di caldo dopo tanto freddo e vento ma quello fu sicuramente il più buono e incredibile spezzatino alla Guinness che abbia mai mangiato. Il gusto amarognolo della birra conferisce al piatto un sapore deciso e molto particolare. Provammo a mangiarlo anche in altri pub di Galway ma non c'era proprio paragone: quello dello sperduto paesino resta insuperabile. Il tocco segreto? Io credo fossero i semi di cumino che sono assolutamente sicura di aver percepito nello stufato!
Il resto della ricetta mi era ignoto ma cercando un po' qui e un po' là credo di essere riuscita a ricostruire abbastanza fedelmente quella meraviglia della gastronomia irlandese!

Stufato alla Guinness

STUFATO alla GUINNESS

Ingredienti (per 2 persone):
400 g spezzatino di manzo
50 g pancetta tesa a dadini
2 cipolle dorate
2 carote
1 lattina di birra Guinness (330 ml)
farina
miele
semi di cumino
1 foglia alloro
20 g burro
olio evo
2 cucchiai prezzemolo fresco tritato
sale, pepe
2 patate medie

Affettare a velo le cipolle e farle soffriggere, insieme alla pancetta, a fiamma bassa con il burro e 2 cucchiai di olio evo in un tegame a bordi alti. Togliere le cipolle con la pancetta e tenerle da parte in caldo. Infarinare i bocconcini di manzo e rosolarli  bene su tutti i lati nel fondo di cottura delle cipolle, a fiamma vivace. Una volta che lo spezzatino è leggermente brunito rimettere nel tegame le cipolle con la pancetta. Salare, pepare e aggiungere un cucchiaio di miele (indispensabile per neutralizzare il sapore altrimenti troppo amaro della birra). Aggiungere anche le carote raschiate e tagliate a fettine, la foglia di alloro e un cucchiaino di semi di cumino schiacciati. Sfumare il tutto con la Guinness, far riprendere il bollore e abbassare il fuoco al minimo. Lasciar cuocere coperto per almeno un paio d'ore, fino a che il sughetto non è diventato denso e cremoso e la carne è talmente tenera da sfaldarsi.
Nel frattempo lessare due patate intere per almeno un'ora, sbucciarle, schiacciarle bene e condirle con olio evo e poco sale.
Servire lo stufato caldo accompagnato da quenelle di patate lesse e una spolverata di prezzemolo fresco tritato. Sarebbe doveroso gustare questo stufato assieme ad una pinta di Guinness, peccato che qui in Italia abbia un sapore totalmente diverso (e peggiore)! Non a caso in una guida turistica ho letto che si dice il sapore della Guinness peggiori tanto più ci si allontana dallo stabilimento di produzione, a Dublino!
Buon appetito!

Con questa ricetta partecipo al contest di My taste for food sulla cucina internazionale, per la sezione Europa

venerdì 28 ottobre 2011

Una qualunque sera di tanti anni fa

E' ufficialmente arrivato l'autunno. Le giornate si accorciano, il vento sferza le pareti di casa e io me ne sto accovacciata sul divano con il mio plaid preferito e una tisana calda, mentre i ricordi affiorano come le castagne bollite. E' il crepuscolo e l'ora di cena si avvicina: sento il bisogno di calore, di qualcosa di rassicurante, caldo, che sappia di casa. Mi torna in mente quando ero una bambina e ancora abitavo nel vecchio appartamento coi miei genitori. La zona cucina era separata dalla sala da pranzo da una grande tenda a righe bianche e azzurre (terribile!), immancabilmente aperta. Io aspettavo la cena seduta al tavolo rotondo di legno nero, guardando la televisione, mentre mia mamma cucinava. Dal secondo piano dove ci trovavamo si vedeva il tramonto, il lento declinare del sole dietro i tetti delle case: l'aria si faceva fredda e scura e i contorni diventavano meno netti, talvolta completamente avvolti dalla bruma. Era bello stare rintanati al calduccio, con i profumi e i vapori della cucina ad appannare la vecchia porta-finestra. Succedeva che mio babbo tornasse più tardi da lavoro, quando era già buio e io stavo mangiando o avevo già finito, e non ci fosse niente di pronto. Lui non si lasciava scoraggiare (neppure adesso!) e nemmeno si accontentava di qualcosa di pronto, perciò si rimboccava le maniche e si metteva ai fornelli. Uno dei piatti che preparava più frequentemente era il macinato con le cipolle al vino: molto saporito e in 15 minuti al massimo era pronto! L'ideale per una sera fredda e umida. Mentre spignattava, il profumo celestiale di cipolla soffritta e del vino che sfumava riempivano la casa e le mie narici, facendomi ardentemente desiderare di assaggiare quella delizia. Solo che non potevo: ero troppo piccola e la "ricetta" prevedeva del vino!
Adesso sono piu grandicella e il mio rapporto con gli alcolici è diventato legale, per fortuna!
Mentre ripensavo a quel fumante piatto di succulento macinato le mie gambe si sono dirette in cucina e le mie mani hanno iniziato a muoversi per preparare un ricordo. Qualche deviazione dall'originale è sempre inevitabile e guarda caso c'era in frigo una bottiglia di birra da terminare... Vuoi vedere che è buono anche se lo faccio stufare con la birra? Lo è! Davvero!


MACINATO e CIPOLLE alla BIRRA


Ingredienti (per 2/3 persone):
350/400 g macinato di manzo
40 g pancetta tesa
2 cipolle rosse
2 filetti acciughe sott'olio
1 spicchio aglio
300 ml birra chiara
triplo concentrato di pomodoro
rosmarino
olio evo
sale, pepe nero

Affettare a velo le cipolle, tritare l'aglio e tagliare a dadini la pancetta. Far soffriggere tutto insieme in un tegame con olio evo, i filetti di acciuga e 4 rametti di rosmarino spezzettati. Quando le cipolle sono diventate trasparenti aggiungere anche il macinato e rosolare bene la carne. Sfumare con la birra a fuoco vivace, salare, pepare e aggiungere 2 cucchiaini di concentrato di pomodoro. Dopo aver mescolato bene abbassare il fuoco e  lasciar cuocere finchè il fondo di cottura non si è ritirato e si è formato un invitante sughetto (occorrono 10-15 minuti). Servire subito accompagnando con tanto pane.

Macinato e cipolle alla birra

Con questa ricetta partecipo al contest "I migliori anni della nostra vita" della Cucina di Vale

mercoledì 21 settembre 2011

1 anno e tanti auguri blogghettino!

Di nuovo domenica, ma questa volta ricorre una data speciale: il mio piccolo blog, la mia creatura, compie un anno. Il tempo sembra volato eppure mi volto indietro e vedo che il percorso che ho fatto non è poi così breve: ho imparato tante cose. Questa continua sfida mi ha portato a cucinare per la prima volta un ragù, muffin dolci e salati, un coniglio ripieno, il crumble, i biscotti e tante altre cose che al momento nemmeno mi vengono in mente. Ovviamente per la gioia di amici, conoscenti e parenti! Certo è che tante altre cose restano ancora da apprendere. Prima o poi voglio cimentarmi con la pasta fatta in casa (anche se posso già presumere che non diventerò mai una sfoglina decente...non credo di avere abbastanza forza e pazienza), con la pavlova, del pane e chissà cos'altro mi verrà in mente! Magari anche imparare un pò di tecnica fotografica non mi farebbe male!
Nasce dalla voglia di raccogliere le mie ricette preferite per amici e parenti, così da evitare di spulciare una ventina tra libri e riviste alla ricerca di "quella torta che mi sarebbe piaciuto tanto provare ma che non riesco più a trovare", ed è diventato parte della mia vita quotidiana, una abitudine (sana?) che mi aiuta a lasciare da parte, almeno per un pò, tutto quello che mi fa incavolare! Così, oltre a rilassarmi, ci ricavo pure la cena!
A differenza del mio compleanno ho deciso di festeggiare con un dolce fatto apposta per l'occasione: si tratta pur sempre di un blog di cucina e che festeggiamenti sarebbero senza una torta? Non si potrebbero nemmeno considerare degni se non avessi preparato qualcosa di nuovo. Era da tanto tempo che volevo provare a fare una torta alla Guinness (ormai la mia dipendenza da birra è nota!), birra che ho imparato a conoscere e apprezzare durante il mio viaggio in Irlanda, e questa  mi è sembrata l'occasione giusta. Ho cercato la ricetta in rete e quella che più mi è piaciuta è stata questa. Ringrazio Alessandra per questa delizia.
La torta che si ottiene è molto alta, umida, compatta eppure morbidissima. Il gusto della birra resta appena accennato ma regala un profumo splendido e molto particolare. Molto probabilmente non si otterrebbe lo stesso risultato con una birra diversa.
Dato che l'uomo di casa mal sopporta i condimenti a parte, invece di una cremina di accompagnamento ho optato per una farcitura della torta stessa, così quando la si addenta il boccone è perfetto!

Torta alla Guinness


TORTA alla GUINNESS


Ingredienti:
200 g cioccolato fondente
1 lattina Guinness
200 g zucchero
5 uova
50 g cacao amaro
200 g farina
150 g burro
mezza bustina di lievito
1 cucchiaino raso di bicarbonato
sale
150 g mascarpone
3 cucchiai zucchero a velo

Sciogliere a bagnomaria il cioccolato insieme al burro, poi lasciare intiepidire. Mescolare le uova con lo zucchero: non importa che montino, basta che lo zucchero sia ben amalgamato con le uova. In una ciotola a parte mescolare bene la birra con il cacao. Aggiungere il cioccolato sciolto alle uova e amalgamare bene. A questo punto aggiungere anche il composto di birra e cacao. Aggungere la farina precedentemente mescolata con il lievito, il sale e il bicarbonato.
Una volta che il composto è omogeneo versarlo in una tortiera tonda a bordi alti (io ne ho usata una in silicone per pandispagna) e far cuocere in forno preriscaldato a 170°C per 55 minuti (fare comunque la prova stecchino). Sfornare e lasciare raffreddare la torta. A parte mescolare il mascarpone con lo zucchero a velo. Tagliare la torta orizzontalmente e farcire l'interno con la crema di mascarpone.
Deliziosa... e pure di bell'aspetto!
Buon appetito!

Torta alla Guinness


Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Single in the kitchen,ovviamente!!!


Visto che il 21 di ottobre e' anche il compleanno di Zampette in pasta perche' non festeggiare con la stessa torta partercipando al suo Blogcandy?


Con questa ricetta partecipo al contest del Molino Chiavazza sulle torte di compleanno

mercoledì 24 agosto 2011

Il regalo boomerang

Questa ricetta è dedicata ai miei amici (Luca, Lorenza e Elena...grazie!) che, per il mio compleanno, mi hanno regalato quello che è stato denominato "regalo boomerang", il regalo che torna indietro! Astuti gli amici: sanno che se sperimento qualcosa in cucina, magari con qualche nuovo accessorio, è possibile che vengano convocati come assaggiatori ufficiali. Certo, l'esperimento può andare bene o male. In ogni caso ecco spiegato perchè "regalo boomerang"!
Benchè dal mio compleanno siano già trascorsi alcuni mesi, non avevo ancora rinnovato la sparabiscotti (e annesso libro di ricette per biscotti) che mi è stato gentilmente donato. Nel mio ultimo giorno di ferie mi aggiravo solitaria e nullafacente per casa: le alternative erano o pulire il frigorifero o preparare un dolcino. Credo sia facile immaginare cosa ho deciso di fare...
Nonostante gli ormai usuali 40° C della mia cucina mi sono messa all'opera per fare dei biscotti e provare finalmente la portentosa sparabiscotti!
Chi mi conosce sa quanto io ami la birra perciò la prima ricetta che sono andata a pescare nel magico librone dei biscotti è proprio quella dei biscotti alla birra (anche se l'ho un pò rielaborata secondo il mio gusto e le mie disponibilita di ingredienti): si ottengono dei biscottini morbidi e profumati con un aroma molto particolare.
Non me ne vogliano gli amici ma per questa volta mi sa che la cavia la faremo io e l'uomo di casa!!!

BISCOTTINI INTEGRALI alla BIRRA

Ingredienti:
200 g farina 00
150 g farina integrale
125 g burro
2 uova
70 g zucchero
un cucchiaio abbondante di miele
birra Weiss
una bustina vanillina
un cucchiaino lievito per dolci
sale
zucchero a velo

In una ciotola, lavorare a crema il burro con lo zucchero fino ad ottenere una crema liscia. Incorporare i tuorli e continuare a rimestare il tutto per amalgamare. Montare gli albumi a neve ben ferma con un pizzico di sale, poi aggiungerli al composto di burro e tuorli. Miscelare le due farine con il lievito e la vanillina e spargerle poco alla volta sul composto preparato. Unire anche il  miele (il mio era al limone) e la birra (circa una tazzina da caffè): si ottiene un composto piuttosto morbido. Lasciar riposare l'impasto in frigo per circa 40 minuti. Ho usato una birra Weiss perchè la trovo molto aromatica e ho pensato che si sarebbe ben abbinata al gusto dolce di biscotti. In ogni caso penso possa andar ben qualsiasi altro tipo di birra.
Mettere l'impasto in una sparabiscotti con beccuccio a stella e schizzarlo a forma di S su una placca da forno rivestita di carta da forno.



Dato che l'impasto è morbido si può usare anche una sac-a-poche ma con la sparabiscotti il risultato è più riproducibile e i biscotti vengono tutti delle stesse dimensioni!
Mettere la placca in forno preriscaldato a 220°C per circa 9 minuti (devono essere dorati). Sfornare, lasciare raffreddare e cospargere con zucchero a velo.
La critica ha approvato.
Buon appetito!


Biscottini integrali alla birra

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Single in the kitchen

sabato 26 marzo 2011

Festeggiamento alternativo


Il 17 marzo sono stati celebrati i 150 anni dell'unita d'Italia (guarda caso proprio in concomitanza con l'irlandese festa di San Patrizio). Per quanto mi riguarda, aspettavo questo meraviglioso giovedì festivo da almeno un mese (praticamente da quando è stato dichiarato "giorno rosso" sul calendario!), anche se non proprio per motivi strettamente patriottici. Si, lo so, non è bello da dire ma preferisco la sincerità all'ipocrisia e io volevo solo starmene un giorno a casa in panciolle. Detto, fatto: il tempo è stato talmente brutto che non c'è stato modo di uscire: altro che primavera in arrivo! Complici un cielo grigio piombo e pioggia a non finire ho acceso il forno, armata di pazienza e pronta a sperimentare una lunghissima cottura per i miei amici stinchi (dopo una lunghissima marinatura). E soprattutto, per una volta, non si è trattato dei malconci stinchi del fidanzato (troppo magrolini per saziare qualcuno) ma di due deliziosi stinchetti di maiale!
Erano mesi, ormai, che volevo provare e finalmente si è presentata la giornata giusta. Così, mentre nei programmi in TV l'Italietta si sprecava in commenti a sfondo nazional-patriottico e il tricolore imperava (compreso nelle ricette: risotto tricolore, torta tricolore, carpacci tricolore etc. etc. etc.), io preparavo  qualcosa che di patriottico aveva solo l'olio d'oliva e sarebbe stato più in tono con l'Oktoberfest: lo stinco alla birra!
Però quanto era buono! Dopo averlo assaggiato credo di aver pensato che non avrei voluto mangiare nient'altro! Tra l'altro si accompagna perfettamente con le patate alla senape che ho usato come ripieno del coniglio natalizio.
Quindi: esperimento riuscito, patriottismo sotto zero ma palato super-soddisfatto!




Stinchi alla birra


STINCO ALLA BIRRA

Ingredienti per 2 persone:

- 2 stinchi di maiale
- 1/2 l birra (meglio se belga perche e più aromatica)
- 2 spicchi aglio
- 2 bacche ginepro
- 2 foglie alloro
- 1 cucchiaino di senape
- pepe in grani
- erbette aromatiche miste (salvia, rosmarino, maggiorana, timo)
- olio evo
- sale, pepe

Preparare la marinata per gli stinchi in una teglia stemperando la senape nella birra; poi aggiungere le bacche di ginepro, l'alloro spezzettato e un cucchiaino di pepe nero in grani. Immergere gli stinchi nella marinata e riporre tutto in frigo per circa 8 ore (praticamente una notte). Dopo la marinatura della carne preparare un mix aromatico con sale, pepe nero macinato, aglio tritato e erbette aromatiche. Scolare bene gli stinchi e massaggiarli per alcuni minuti con il trito preparato, in modo che si distribuisca uniformemente e in profondità. Modestamente, dopo tutti i massaggi che ho fatto al fidanzato, sono diventata bravissima e il risultato si è visto anche con gli stinchi di maiale!
Ungere leggermente la teglia da forno (a bordi abbastanza alti) con olio e adagiarvi gli stinchi. Irrorare con la marinata (prima eliminare le bacche di ginepro) e con un altro filo di olio (ne basta veramente poco).
Cuocere in forno preriscaldato a 180° C per 2 ore e mezza / 3 ore circa o comunque fino a che la marinata non si è quasi completamente asciugata e gli stinchi hanno assunto un bel color caramello.
Durante la cottura girare spesso gli stinchi e irrorarli con il fondo di cottura. Dopo la prima ora di cottura si spanderà per casa un tale delizioso profumino da far aumentare tantissimo la salivazione! Perciò occorre anche prepararsi a respingere gli assalti al forno degli altri abitanti!

Prima di servire lasciar riposare per una decina di minuti e poi...buon appetito!


Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Single in the kitchen

Raccolta a base di birra