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venerdì 9 ottobre 2020

La mensa (Polpo grigliato su vellutata di patate)

Dopo le mille peripezie legate alla pandemia di Covid-19, finalmente, sono riaperte le scuole e gli asili. Noi abbiamo definitivamente lasciato il nido d'infanzia privato e ci siamo iscritti, fiduciosi, alla scuola materna comunale. Il cambiamento è stato notevole per tutti anche se forse lo abbiamo sofferto più noi adulti del piccolo maschio alfa. Se al nido tutti si prodigavano per venire incontro alle esigenze delle famiglie, adesso sembra essere tutto il contrario: le famiglie devono sbattersi un sacco per adempiere a tutte le richieste della direzione scolastica, pena l'essere redarguiti persino dalle custodi, oltre che da maestre e preside (via mail). 
Ma la vera nota dolente è sicuramente la mensa. Si fa un gran parlare di educazione alimentare, stagionalità dei cibi e prodotti a km 0 e poi la sola lettura del menù mi ha fatto letteralmente accapponare la pelle per l'assurdità delle proposte e degli abbinamenti: carne servita per 3 giorni di fila, zucca e cavoli totalmente assenti, legumi serviti come contorno invece che come fonte proteica, insalata proposta 2 volte a settimana (sapendo perfettamente che i bambini non la mangiano). Dopo due giorni le famiglie erano già in rivolta con tanto di polemiche sui giornali locali!
La cosa che ho trovato più scioccante è che, di fatto, dagli anni '80, quando andavo a scuola io, non ci sia stato un upgrade del menù! Ancora l'unico pesce che viene servito (una volta a settimana) consiste in crocchette o bastoncini....cose contro cui combatto da quando è nato Joshua e che fino ad ora mi sono rifiutata di fargli assaggiare. Non riesco a capire come ciò che viene comunemente considerato junk food possa essere tranquillamente proposto a dei bambini. Non pretendo certo che gli vengano date orate e branzini ma sono assolutamente convinta che sia possibile trovare del buon pesce fresco a prezzi sostenibili! L'alternativa a quanto pare sarebbe del tonno sott'olio, preso e schiaffato lì sul piatto da solo, che non farebbe gola neanche al gatto. Senza considerare che proprio il tonno ha l'ineliminabile problema dell'inquinamento da mercurio....ma che vuoi che sia, pur di risparmiare 3 lire!
Ma la vera ciliegina sulla torta è stata senza ombra di dubbio la proposta di servire uova sode con maionese. MAIONESE. Ora, dico, cosa succederà se un bambino non la vuole mangiare? Lo costringeranno come si fa con le verdure? "Devi mangiare anche la maionese se vuoi diventare grande!"
Io sono allibita, oltre che sul piede di guerra. Per ora l'unica cosa certa è che a casa mi dovrò impegnare ancora più di prima per cercare di nutrire tutti in modo sano e completo e per sopperire o integrare la mensa dell'asilo. 

La mia proposta di oggi, in linea con la polemica sopra, è in realtà un piatto che mi sembra andare molto di moda, ultimamente, anche nei ristoranti. Si sa che polpo e patate è un ottimo binomio e qui in casa è sempre molto gradito. L'ho rivisitato in versione invernale, con una morbida e calda vellutata che avvolge il polpo grigliato, appena croccante all'esterno e un tocco piccante e affumicato per rendere il tutto ancora più goloso.



POLPO GRIGLIATO SU VELLUTATA DI PATATE

Ingredienti (per 3 persone):

1 grosso polpo (almeno 1 kg) decongelato
5-6 patate di media grandezza
1 scalogno o 1 piccola cipolla bianca
aceto di vino bianco
olio evo
peperoncino chipotle affumicato o paprika affumicata
prezzemolo fresco
sale

Per prima cosa lessare il polpo in abbondante acqua salata acidulata con mezza tazzina di aceto: quando l'acqua bolle afferrare il polpo con delle pinze e immergerlo per alcuni secondi. Ripetere questa operazione 3 volte, poi lasciare il polpo immerso e farlo cuocere coperto per almeno 45  minuti a fiamma bassa (deve sobbollire). Alla fine spengere il fuoco e lasciare raffreddare il polpo nella sua acqua di cottura fino a temperatura ambiente o quasi.
Nel frattempo preparare la vellutata di patate: sbucciare e tritare lo scalogno e farlo soffriggere dolcemente in una pentola con un paio di cucchiai di olio evo. Sbucciare le patate e tagliarle grossolanamente a cubetti. Aggiungere le patate al soffritto e fare insaporire per un minuto, poi aggiungere acqua calda fino a coprire appena le patate. Far prendere il bollore, poi incoperchiare e lasciare cuocere a fiamma bassa per circa mezz'ora. Aggiustare di sale e quando le patate iniziano a disfarsi vuol dire che sono cotte. Frullare con un pimer a immersione fino ad ottenere una crema piuttosto densa. Se la vellutata risultasse troppo liquida, rimettere sul fuoco fino a che non raggiunge la consistenza desiderata.
Scolare il polpo dall'acqua di cottura ed eliminare la guaina gelatinosa che lo riveste, lasciando però intatte le ventose. Togliere anche "l'occhio" del polpo e suddividere i tentacoli in 3 parti uguali.
Scaldare molto una bene una piastra e grigliare i tentacoli 4-5 minuti per ogni lato, fino a che non formano una specie di crosticina croccante.
Impiattare la vellutata di patate e il polpo; cospargere con prezzemolo tritato (per dare una nota fresca) e peperoncino chipotle affumicato a piacere. Irrorare con un filo di un buon olio evo a crudo e servire subito.
Buon appetito!

N.B.: Fondamentale usare un polpo decongelato perchè le carni risultino morbide dopo la cottura. Il processo di congelamento e scongelamento spacca le fibre della carne di polpo rendendole morbide. Un polpo fresco risulterebbe davvero troppo coriaceo dopo la bollitura.





giovedì 6 agosto 2020

Afa (Insalata pantesca)

Nonostante tutto anche quest'anno è giunto il periodo del caldo torrido, quello che ti fa sudare anche stando fermo in piedi davanti a un ventilatore acceso.
Abitando nell'entroterra, in una zona pianeggiante, la situazione peggiora ulteriormente a causa della mancanza di ventilazione e dell'afa opprimente: una cappa di calore umido tale da fiaccare anche gli spiriti più arditi.
In queste condizioni la preparazione dei pasti si riduce alla modalità preistorica pre-scoperta-del-fuoco, limitandosi all'assemblamento di alimenti crudi o già pronti.
In questo momento le insalatone sono i miei cavalli di battaglia: mi piace provare nuovi accostamenti e ingredienti inusuali anche se l'insalata che propongo oggi è un classico che più classico non si può. Però è buona e ha tutti i colori, gli odori e i sapori dell'estate e del Mediterraneo: non a caso deve il suo nome all'isola di Pantelleria, patria di capperi pregiati.
Un inno all'estate, ai piatti freddi, al gusto ma anche alla leggerezza, saziante senza appesantire. Io la adoro!



INSALATA PANTESCA

Ingredienti (per 3 persone):
3 patate grandi
3 pomodori ben maturi 
1 cipolla fresca di Tropea
Capperi sotto sale 
Olive verdi 
Basilico 
Olio evo 
Aceto di vino bianco 
Sale 
Pepe nero appena macinato 

Per prima cosa sbucciare e tagliare a quadrotti le patate e cuocerle a vapore per una ventina di minuti. in alternativa si possono bollire (intere e con la buccia. Occorrono almeno 40 minuti). Lasciare raffreddare le patate e nel frattempo preparare tutti gli altri ingredienti: affettare la cipolla, lavare e tagliare il pomodoro (come si preferisce: a fette, a spicchi, a tocchetti...). Dissalare una manciata di capperi sotto acqua corrente. Tagliare a rondelle un quantitativo a piacere di olive (io ho usato quelle denocciolate ma vanno bene anche con il nocciolo!). Riunire tutto in una terrina e aggiungere foglie di basilico a piacere. Condire con olio evo, una spruzzata di aceto, sale e una macinata di pepe nero e amalgamare tutto. Meglio far riposare una mezz'ora in frigorifero per far insaporire e gustarla fredda.
Buon appetito!

giovedì 9 aprile 2020

Pulizie di primavera (Paccheri con totani e crema di patate)

Per la prima volta dall'inizio della convivenza (più di 10 anni), stiamo davvero facendo le pulizie di primavera.
La cosa si è rivelata un'attività più simile a quella di un archeologo che di una colf.
Abbiamo svuotato e ripulito la dispensa: sul fondo sono stati rinvenuti reperti fossili di cracker e biscotti risalenti presumibilmente al paleolitico.
La pulizia del divano (un monolite gigante capace di accogliere 5 persone) ha richiesto il suo completo smontaggio e l'abuso di un buon aspirapolvere. Dalle sue viscere sono stati estratti alcuni giocattoli che avevamo dato per dispersi da mesi, oltre a una mandorla con guscio (?), una montagna di briciole e a una piuma bianca (???). Mi domando cosa ne penserebbe uno storico del futuro....
Non parliamo poi del forno: la stratificazione delle incrostazioni sul vetro poteva essere usata come sistema di datazione, tipo gli anelli concentrici degli alberi!
L'ultima, ma non meno impegnativa, attività di igienizzazione è stata la pulizia del cassettone sotto il letto. Praticamente un enorme scatolone infestato da una colonia di acari. Ho starnutito tutto il tempo che mi è occorso per il loro sterminio.

Dopo queste incredibili peripezie non si può che concedersi un pasto decisamente godurioso: paccheri con totani e crema di patate. Un primo piatto dal gusto morbido e avvolgente. Molto soddisfacente anche se non troppo impegnativo! Provare per credere!
Qui da me è stato molto apprezzato!



PACCHERI con TOTANI e CREMA di PATATE

Ingredienti (per 3 persone):
300 g di paccheri
2 totani grandi
2 scalogni
1 patata di medie dimensioni
10-12 pomodorini
50 ml vino bianco
prezzemolo
olio evo
sale

Sbucciare la patata, tagliarla a pezzi e cuocerla al vapore fino a che non è morbida. Schiacciare la patata fino a ridurla a una purea. Sbucciare uno scalogno e tritarlo finemente. In una padella scaldare un paio di cucchiai di olio evo e farvi soffriggere lo scalogno. Attenzione a non farlo bruciare! Aggiungere la purea di patata e 200 ml circa di acqua calda. Aggiustare di sale e lasciare amalgamare il tutto per 5 minuti a fiamma molto bassa.
In un'altra padella capiente far soffriggere il secondo scalogno sbucciato e tritato con 3 cucchiai di olio evo. Quando lo scalogno è appassito aggiungere i totani eviscerati, lavati e tagliati a pezzetti e fare cuocere a fiamma vivace per un paio di minuti. Sfumare con il vino e quando l'alcool è evaporato aggiungere i pomodorini tagliati a pezzetti. Aggiustare di sale e far cuocere ancora 5 minuti circa a fiamma alta.
Cuocere i paccheri in abbondante acqua bollente salata, scolare e far saltare in padella con la crema di patate. Aggiungere anche il sugo di totani e amalgamare il tutto.
Servire subito i paccheri ben caldi spolverizzati di prezzemolo tritato.
Buon appetito!

lunedì 17 giugno 2019

Cambio di stagione (Insalata di polpo e patate)

Per quanto mi renda conto che quello passato è stato un inverno secco, che c'era bisogno di pioggia e di maltempo, non vedevo l'ora che arrivasse l'estate. Dopo una primavera che non è stata primavera, l'arrivo dei primi caldi mi ha enormemente confortata e rigenerata, mi ha ridato forza ed energia e, perchè no, pure un po' più di verve in cucina.
Per mesi ho anelato fresche insalate, risi freddi e tenere verdurine crude e finalmente è arrivato il loro momento.
Approfitto delle torride temperature previste per rispolverare un intramontabile classico della cucina italiana: l'insalata di polpo e patate.
Fondamentale è la lunga cottura del polpo, onde evitare di ritrovarsi in bocca tentacoli gommosi; per il resto è una ricetta di una semplicità imbarazzante e di grande versatilità. Perchè se la base restano polpo e patate, il resto dei condimenti è assolutamente personalizzabile secondo il proprio gusto.
Questa resta comunque la mia versione preferita.



INSALATA di POLPO e PATATE

Ingredienti (per 3 persone):
1 grosso polpo (o due piccoli) da circa 1,2 kg
3 patate medie
un mazzetto di rucola
una manciata abbondante di capperi sotto sale
olive nere taggiasche (o al forno)
1 spicchio di aglio
succo di limone
1/2 bicchiere di aceto di vino
olio evo
sale
pepe nero (facoltativo)

Per prima cosa occorre lessare il polpo: portare a bollore abbondante acqua in una pentola capiente con mezzo bicchiere di aceto. Quando l'acqua bolle afferrare il polpo con delle pinze, immergerlo per un paio di secondi e poi tirarlo fuori. Ripetere l'operazione altre due volte, poi lasciarlo definitivamente immerso. Abbassare la fiamma al minimo, incoperchiare e lasciare sobbollire almeno 45 minuti (meglio un'ora). Una volta cotto, scolare il polpo, lasciarlo raffreddare poi spellarlo (operazione facoltativa, solo che a me la pelle non piace e preferisco toglierla) e tagliarlo a pezzetti.
Sbucciare le patate e tagliarle a tocchetti; cuocerle al vapore per circa 20 minuti, poi lasciarle raffreddare.
In una ciotola mescolare patate e polpo, poi aggiungere la rucola, ben lavata, asciugata e spezzettata a mano. Aggiungere anche le olive a piacere, lo spicchio di aglio sbucciato e tagliato a pezzetti e i capperi, precedentemente dissalati sotto acqua corrente e ben strizzati. Condire con sale, pepe nero appena macinato, un filo di olio evo e qualche goccia di succo di limone. Mescolare tutto e lasciare riposare in frigo almeno mezz'ora, in modo che l'insalata si insaporisca bene.
Servire fresca.
Buon appetito!


N.B.1: Aglio, capperi, olive e rucola sono facoltativi: come ho detto sopra, la base è polpo e patate, il resto si può variare a piacere. Si possono agiungere e/o sostituire ingredienti eventualmente con pomodorini, insalatine di vario tipo e, perchè no, magari impreziosire il tutto con dei gamberetti bolliti o dell'avocado a tocchetti.
N.B.2: Le patate possono anche essere bollite intere, poi sbucciate e tagliate a tocchetti. Personalmente le preferisco cotte al vapore: cuociono più velocemente e restano meno umide.

mercoledì 10 ottobre 2018

Suggestioni spagnole (tortilla di patate e cipolle)

Ormai è noto che, oltre la cucina e il mangiar bene, la mia grande passione sono i viaggi, di cui sento tanto la mancanza. Nonostante l'arrivo dell'alfa baby non ci abbia propriamente fermato (ma di questo racconterò in un altro momento), sento la mancanza di un volo aereo, del rumore del trolley mentre cammino in aeroporto, della Babilonia di lingue che fa da sottofondo.
Mi sorprendo spesso a ripensare a tutti i posti che ho visitato e uno in particolare mi ha ispirato per la preparazione del piatto di oggi: Barcellona.
Ricordo un assolato pomeriggio di luglio, io e il maschio alfa seduti ad un tavolino presso un tapas bar vicino alla Rambla, una pinta di Clara ciascuno, qualche stuzzichino e un'atmosfera di allegra rilassatezza che ormai mi sembra un sogno.
Il mio pensiero si è soffermato su quel piattino....che cosa smangiucchiavamo?....Ah si! Una buonissima tortilla di patate!
Tra il pensare alla tortilla e iniziare a prepararla per la cena è trascorso giusto il tempo di aprire il frigo per tirare fuori le uova. Che poi altro non è che una sorta di frittatona con le patate che a me piace cuocere in forno. Un piatto salva-cena che chissà per quale motivo non mi era mai tornato in mente fino a poco tempo fa.
E' stata un successo strepitoso in casa tanto che ho deciso di proporla anche per varie cene tra amici, come finger food. Semplice e saporita, che in fondo è tutto ciò che cerco in una ricetta, almeno negli ultimi tempi, e con un'eco vacanziera che mi ha fatto sorridere mentre l'addentavo.





TORTILLA di PATATE e CIPOLLE

Ingredienti:
1 grossa cipolla dorata
3 patate di medie dimensioni
6 uova
2 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato
latte
olio evo
sale
pepe nero

Sbucciare e tritare grossolanamente la cipolla. Sbucciare le patate e affettarle sottili. In una padella far soffriggere la cipolla insieme a un paio di cucchiai di olio evo fino a che non è trasparente, poi aggiungere le patate e lasciare cuocere a fuoco vivace per una decina di minuti. Non importa che siano perfettamente cotte: termineranno la cottura in forno. Salare poco verso fine cottura, poi spengere e lasciare intiepidire.
In una terrina sbattere le uova con mezzo bicchiere di latte, sale e pepe nero, meglio se appena macinato.
Rivestire una teglia quadrata di circa 25 cm di lato con della carta da forno e distribuire uniformemente sul fondo le patate. Versare il composto di uova e latte sulle patate e lasciarlo distribuire. Cospargere la superficie con il parmigiano e infornare in forno preriscaldato a 180°C per 25-30 minuti (la superficie deve essere ben dorata). Sfornare e lasciare raffreddare completamente prima di tagliare a quadrotti e servire.
Buon appetito!



N.B. Non ho usato salse di accompagnamento perchè la preventiva cottura di patate e cipolle rende il tutto sufficientemente unto e saporito, almeno per i miei gusti.

mercoledì 19 aprile 2017

Pasquetta con chi vuoi (Gateau di patate ricco)

Vivo queste mie ultime giornate di gravidanza il più possibile in compagnia di parenti e amici. So che fra pochissimo le cose cambieranno radicalmente e probabilmente per un bel po' di tempo la mia attenzione esclusiva sarà rivolta al piccolo alien. Tra una poppata e un cambio pannolino spero di riuscire almeno a continuare a scrivere un po' sul blog.
Intanto, per Pasquetta, complice un tempo insolitamente clemente per un giorno simile, ne ho approfittato per partecipare ad una ricca grigliata a casa di amici: buon cibo e tante risate in compagnia. Mi sono gustata ogni attimo e ho fatto tesoro di ogni momento.
Tradizione di Pasquetta sarebbe stato anche un bel pic-nic ma perché rischiare un acquazzone a cielo aperto quando si può optare per l'asciutta sicurezza di un bel porticato???
Sempre tradizionale per un pic-nic è un bel gateau di patate, stavolta arricchito di formaggi, cipolla e salsiccia, facilmente trasportabile e buono anche se mangiato freddo, anzi, freddo è decisamente meglio che caldo! Perciò ecco una bella idea per il prossimo weekend all'aria aperta, sperando in un meteo favorevole!



GATEU di PATATE RICCO

Ingredienti (per 5-6 persone):
1,5 kg di patate
1 cipolla rossa
2 salsicce fresche
3 uova
60 g di burro + il necessario per la teglia
150 g di parmigiano grattugiato
150 g di scamorza affumicata
pangrattato
olio evo
noce moscata
sale, pepe nero

Porre le patate intere e con la buccia in una pentola capiente, riempire la pentola di acqua e portare a ebollizione. Lasciare cuocere le patate per circa un'ora. Per capire se sono cotte alla perfezione infilzare una patata con una forchetta: deve essere morbida ed entrare facilmente.
Mentre le patate cuociono sbucciare la cipolla e affettarla sottilmente. Soffriggere la cipolla in una padella con un paio di cucchiai di olio evo, poi aggiungere le salsicce spellate e spezzettate. Cuocere per circa 5 minuti, poi spengere il fuoco e lasciare raffreddare.
Sbucciare le patate calde e passarle allo schiacciapatate. Mentre sono ancora calde mettere le patate schiacciate in una terrina capiente e aggiungere il burro, mescolare bene in modo che il burro si sciolga e si amalgami.
Aggiungere cipolla e salsicce alle patate schiacciate, poi le uova, 100 g di parmigiano grattugiato e la scamorza tritata. Profumare tutto con una generosa macinata di noce moscata e del pepe nero, aggiustare di sale e amalgamare bene il tutto.
Imburrare bene e cospargere con del pangrattato una teglia da forno a bordi alti o una lasagnera. Versare il composto di patate nella lasagnera, stenderlo bene e pareggiarlo. Cospargere la superficie con il restante parmigiano e pangrattato. Infornare a 180°C per almeno 45 minuti: sulla superficie deve essersi formata una bella crosticina dorata. Sfornare e lasciare raffreddare completamente prima di servire. Meglio se preparato il giorno prima.
Buon appetito!

N.B. Il tempo di riposo è fondamentale perché  il gateau acquisisca la giusta consistenza: appena uscito dal forno è terribilmente morbido e impossibile da porzionare!!!


giovedì 23 marzo 2017

La scoperta (Insalata di patate)

Se fino ad ora sono stata abbastanza brava da tacere, da qui in avanti temo che i miei post saranno alquanto monotematici. La verità è che in questi 8 mesi sono successe un sacco di cose che, causa inadeguatezza, inesperienza e una buona dose di stupidità di coppia, risultano perlopiù buffe, in perfetto stile sit-com.
C'è stato da ridere fin dall'inizio: dopo una settimana di ritardo sospetto perchè recarsi dal medico e fare delle analisi serie quando si può cedere alla tentazione di provare il mitico test di gravidanza da supermercato che si vede in tutti i film? La gente normale sogna di rivivere scene da film epici o romantici, con scenari esotici, emozioni forti, abiti d'epoca.... noi ci siamo accontentati di un bagno e un bastoncino presumibilmente reattivo agli ormoni della gravidanza. De gustibus!

"Una linea rosa è normale, due significa che siamo incinti"
"Ok, aspettiamo 5 minuti"
...
"Fatto! Guardiamo!"
"Ok.....dunque....una linea rosa e.....cosa è quella?"
"La seconda linea rosa?!"
"Mmmm....sei sicura? Secondo me te la stai immaginando!"
" Ma no! Vedi che c'è un'altra linea? Certo che è molto tenue....e pure di un colore diverso?"
"Non è che magari c'era anche prima?"
"Boh....non lo so....rileggi le istruzioni sulla confezione!"
"Ma hai fatto la pipì dalla parte giusta???"
"Mi hai preso per scema? Guarda che riesco a mirare un bastoncino! Mica come voi maschi dal getto incontrollato!"
"Forse abbiamo aspettato troppo tempo per guardare?"
" Non credo......certo che non è molto chiaro il risultato"
"E quindi che facciamo? Io non ci ho capito nulla!"
" Domani vado a farmi le analisi alla ASL...."

Una settimana dopo sventolavo orgogliosa la prova medica, certa e documentata, della mia gravidanza. Però vuoi mettere l'ebbrezza di sentirsi una star di Hollywood con un test di gravidanza farlocco in mano?

Oggi patate ma in versione insalata un po' "ammerigana", tanto per restare in tema. Perchè è buona e sostanziosa ma anche fresca, per le prime avvisaglie di primavera. Noi ce ne mangiamo delle ciotole giganti come piatto unico pratico e veloce ma è da provare assolutamente in occasione di un picnic con annesso barbecue!



INSALATA di PATATE

Ingredienti (per 4-5 persone):
1 kg di patate
125 g yoghurt intero
2 cucchiai abbondanti di maionese
1 cucchiaino di senape rustica in grani
1 cucchiaio di senape in crema
1 cipolla di Tropea
sale

Sbucciare le patate e tagliarle a dadi piuttosto grandi. Cuocere le patate in una vaporiera per circa 35 minuti (devono risultare morbide se infilzate con una forchetta). In alternativa bollire le patate intere e con la buccia in abbondante acqua per circa 1 ora, poi sbucciarle e tagliarle a pezzi. Personalmente preferisco la versione al vapore perchè le patate restano meno acquose secondo me.
In una ciotola capiente preparare il condimento: tritare la cipolla di Tropea privata della pellicola esterna e delle radichette. Aggiungere lo yoghurt, la maionese e i due tipi di senape e mescolare tutto.Aggiungere anche le patate ormai a temperatura ambiente (meglio se non sono calde), condire bene e aggiustare eventualmente di sale. Porre in frigo a raffreddare almeno per un'ora, poi servire in accompagnamento a carne alla griglia.
Buon appetito!

sabato 4 marzo 2017

Cucina svedese (Patate Hasselback)

Ho già parlato della mia cena ispirata dall'Ikea e delle deliziose polpettine che avevo preparato in tale occasione (talmente buone che me le ha copiate perfino mia mamma!), ma non ero entrata nei particolari del contorno che ho servito insieme a tali polpettine. Ebbene, sono rimasta sul classico: patate al forno! Ma non le solite patate: mi sono cimentata con le famosissime patate Hasselback, così chiamate dall'omonimo ristorante di Stoccolma (ristorante Hasselbacken) che le ha inventate. Non era la prima volta che le preparavo e devo ammettere che sono proprio buone, oltre che scenografiche! D'altronde a chi non piacciono le patate arrosto??? Sono un modo originale di servire le patate come contorno e non presentano particolari difficoltà di esecuzione. Ammetto che ho modificato leggermente la ricetta originale aggiungendo al trito di erbe aromatiche anche del formaggio grattugiato che, a parer mio, ci sta benissimo e le rende ancora più saporite. Non aspettate a provarle....il pranzo della domenica si avvicina ed è un'ottima occasione per testarle e fare bella figura con la famiglia!



PATATE HASSELBACK

Ingredienti (per 3 persone):
3 patate di media grandezza
1 spicchio di aglio
 un paio di cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato (o grana padano o pecorino romano)
abbondanti erbe aromatiche miste fresche e secche (prezzemolo, salvia, rosmarino, origano, timo, erba cipollina, dragoncello....)
50 g burro fuso
sale, pepe nero

Pulire molto bene la buccia delle patate sotto acqua corrente, in modo da rimuovere ogni traccia di terriccio. Asciugare e infilzare per lungo ogni patata con uno spiedo di legno a circa un centimetro dalla base. Mantenere la buccia e incidere la patata nel senso della larghezza per creare delle fettine molto sottili: lo stecco di legno serve per non rischiare di tagliare la fetta fino in fondo. Una volta praticate le incisioni lo stecco di legno può essere rimosso. Immergere le patate in una ciotola piena d'acqua per una decina di minuti: in questo modo la patata perderà gran parte del suo amido e in cottura la buccia diventerà più croccante. Scolare le patate e asciugarle. Preparare un trito fine con le erbe aromatiche a piacere e lo spicchio d'aglio sbucciato, poi aggiungere il formaggio grattugiato, salare e pepare a piacere.
Farcire ogni fetta di patata con il trito di erbette e formaggio. Ungere una teglia da forno con poco burro e adagiarvi le patate farcite. Spennellare le patate con il restante burro fuso e, se è avanzato del trito, distribuirlo sopra le patate.


Infornare in forno statico preriscaldato a 200°C per circa un'ora e mezza, poi sfornare e lasciare intiepidire prima di servire.
Buon appetito!

mercoledì 28 settembre 2016

Amore felino (Patate sabbiose)

Forse qualcuno ricorderà che il mio primo approccio con Kiki, la gatta che 3 anni fa il maschio alfa mi ha fatto trovare in casa, non è stato proprio idilliaco: si arrampicava ovunque, si nascondeva ovunque, correva e saltava in modo incontrollato per tutta la casa...un autentico elemento di caos che mi faceva impazzire!
Nel corso degli anni le cose fortunatamente sono cambiate e abbiamo imparato a convivere pacificamente. Non solo....ci siamo innamorate l'una dell'altra! Quella che inizialmente era un elemento di disturbo è diventata una piacevole compagnia quando sono in casa da sola: mi segue, giochiamo insieme, dormiamo sul divano insieme, si accovaccia sulle mie gambe in un tripudio di fusa mentre guardo la televisione. E parliamo anche: ancora non ho capito bene cosa dice ma se le rivolgo una domanda lei risponde! Inutile dire che il maschio alfa è un po' geloso delle sue femmine che lo snobbano per fare comunella fra di sè!
Uno dei momenti che preferisco è quando cucino: lei si accovaccia sullo schienale del divano in salotto e mi guarda interessata mentre spignatto. Solo quando apro una scatoletta di tonno perde il suo elegante aplomb e si fionda miagolando su di me per ottenere qualche bocconcino! Golosona!
Oggi, per non correre rischi di essere assaltata, mi sono dedicata a delle gustose patate al forno: Kiki è rimasta diligentemente a guardarmi e io ho potuto lavorare indisturbata per fare una sorpresa al povero maschio alfa.



PATATE SABBIOSE

Ingredienti (per 3 persone):
400-500 g patate
4 cucchiai pangrattato
4 cucchiai parmigiano grattugiato
rosmarino
timo
2 spicchi di aglio
olio evo
sale, pepe nero

Sbucciare le patate e tagliarle a spicchi. Preparare la "sabbiatura" mescolando in una ciotola capiente il pangrattato, il parmigiano grattugiato, abbondanti timo e rosmarino tritati (se non ne avete a disposizione di fresco va bene anche quello secco), gli spicchi d'aglio sbucciati e tritati, una presa di sale e del pepe nero a piacere. Ungere appena le patate con un filo di olio evo  (magari aiutarsi con un pennello in modo che tutta la superficie delle patate risulti appena unta) e rotolarle nella panatura in modo che questa aderisca bene su tutta la superficie delle patate.
Disporre le patate in una teglia da forno, possibilmente in un solo strato, cospargere con la panatura avanzata e infornare a 200°C per 30-40 minuti. Sfornare appena la panatura sulle patate inizia a brunirsi.
Servire subito, calde, per accompagnare carni arrosto.
Buon appetito!



mercoledì 17 agosto 2016

Macumba? (Coniglio con patate e peperoni)

Giuro che è la verita, non una barzelletta.
Nello scorso post dicevo ironicamente di aspettarmi una invasione di cavallette.
Beh, tranquilli, le cavallette non sono arrivate.
Sono arrivate le formiche. A frotte.
7 anni che abitiamo in quella casa (al primo piano, per di più) e di formiche mai nemmeno l'ombra. Almeno fino a qualche giorno fa, quando mi sono svegliata e in cucina ho trovato un gran andirivieni. Pensavo fosse colpa del sonno, delle cispe o che so io. Invece no. Erano proprio formiche in cerca di briciole. Fortunatamente io l'insetticida ce lo avevo per davvero, almeno ciò che rimaneva del viaggio in India (mica posso viaggiare in questi Paesi senza una adeguata difesa!).
La cucina è stata prontamente disinfestata e non ho fatto prigionieri.
Se non ci credessi potrei pensare che qualcuno mi stia lanciando una macumba!


CONIGLIO con PATATE e PEPERONI

Ingredienti (per 2 persone):
1/2 coniglio a pezzi (sostituibile con 1/2 pollo spellato)
2 spicchi d'aglio
2 filetti di acciuga sott'olio
1 scalogno
4 patate medie
2 peperoni
1 bicchiere di vino bianco secco
basilico fresco
5 pomodorini
olio evo
sale

Sbucciare e schiacciare l'aglio. Sbucciare e tagliare grossolanamente a dadi le patate e lo scalogno. Eliminare il picciolo, i semi e le pellicine bianche interne dei peperoni e tagliarli a pezzetti.
In un capace tegame a bordi alti scaldare a fiamma vivace un fondo di olio evo con gli spicchi d'aglio e i filetti di acciuga sott'olio fino a che questi ultimi non si sono disfatti nell'olio. Attenzione a non bruciare l'aglio e se inizia a brunirsi toglierlo subito dal tegame.
Adagiare i pezzi di coniglio nel tegame in modo che siano a contatto con il fondo e farli rosolare bene su tutti i lati: quando non sono piu visibili parti rosa sfumare con il vino. Quando l'alcool è evaporato aggiungere le patate, mescolare bene e appena il fondo ha ripreso il bollore incoperchiare, abbassare la fiamma e lasciare cuocere una decina di minuti. Trascorso questo tempo aggiungere anche i peperoni, lo scalogno, i pomodorini tagliati a spicchietti e qualche foglia di basilico spezzettata. Aggiustare di sale. Se il fondo di cottura dovesse asciugarsi aggiungere poca acqua calda alla volta e mescolare. Lasciare cuocere 40-45 minuti, coperto, con fiamma bassa, mescolando di tanto in tanto. A fine cottura profumare ancora con foglie di basilico fresche spezzettate. Prima di servire controllare che le patate siano morbide altrimenti proseguire la cottura. Servire caldo con abbondante pane per fare scarpetta (ma è buono pure a temperatura ambiente!).
Buon appetito!



N.B.1 Come già accennato il coniglio è sostituibile con del pollo spellato a pezzi.
N.B.2 Una versione secondo me più invernale prevede l'uso di rosmarino al posto del basilico e una aggiunta di peperoncino al soffritto iniziale.

sabato 10 ottobre 2015

Cedimenti? (Carne ammucciata)

Alla terza giornata di campionato il maschio alfa comincia a dare segni di cedimento: complice l'ora tarda prevista per la partita, invece della solita pasta semi-scondita ha acconsentito a pranzare normalmente. Ne ho approfittato per provare una ricetta di carne trovata nel libro di ricette di Benedetta Parodi. Benchè lei non mi ispiri particolare simpatia, devo ammettere che il libro mi piace: le ricette sono semplici, a prova di principiante, ma comunque originali e sfiziose, molto spesso degne di essere provate.
Ne è un esempio questa teglia di patate, cipolle e carne: ingredienti semplici e saporiti che piacciono a tutti e che permettono anche una presentazione carina invece della solita fettina all'olio.



CARNE AMMUCCIATA

Ingredienti (per 2 persone):
300 g di fettine di manzo
3 patate medie
1 cipolla dorata grande
parmigiano reggiano o grana padano grattugiato (3 cucchiaiate)
origano secco
pangrattato
olio evo
burro
sale

Sbucciare le patate e tagliarle a fette sottili. Affettare sottilmente anche la cipolla e raccogliere tutto in una terrina. Condire patate e cipolle con 3 cucchiai di olio evo, il parmigiano grattugiato, poco sale e abbondante origano, mescolando delicatamente. Ungere una piccola teglia con una noce di burro. Coprire il fondo della teglia con metà del composto di patate e cipolle. Stendere sopra le fettine di manzo tagliate a pezzetti (tipo straccetti), salarle leggermente e ricoprirle con l'altra metà delle patate. Spolverizzare la superficie con altro origano, un cucchiaio di pangrattato e poco altro parmigiano grattugiato. Cuocere in forno a 200°C per 35-40 minuti: le patate in superficie dovranno essere appena abbrustolite.
Buon appetito!

N.B. Per avere una carne più tenera si possono battere le fettine con il batticarne prima di tagliarle a straccetti.

N.B.2: Si formerà del liquido sul fondo della teglia (che comunque è buono per fare scarpetta): se si vuole limitare questo fenomeno usare il forno ventilato.

N.B.3: "ammucciata" significa "nascosta", ecco perchè non si vede! Giuro che sotto le patate e le cipolle la carne c'è, solo che non ho fatto in tempo a fotografarlaperchè avevamo parecchia fame!

giovedì 27 dicembre 2012

Nelle terre selvagge

Tra frizzi e lazzi anche quest'anno Natale, con i suoi pasti pantagruelici, è passato. Ho cucinato parecchio ma non ho avuto il tempo per fotografare praticamente nulla. Pazienza: vorrà dire che replicherò le mie ricette in momenti meno indaffarati! Continuo quindi con il mio resoconto americano.
Nello scorso post ho anticipato che non ci siamo mai azzardati a fare il bagno nell'oceano sebbene l'acqua fosse deliziosamente tiepida sia a Miami che alle Keys. E allora perchè rinunciare? Beh, ho scoperto che le acque della Florida, sia dolci che salate, sono infestate da un sacco di bestiacce non sempre raccomandabili. Prima di partire, con un tempismo perfetto, avevo appunto visionato un simpatico documentario sugli attacchi degli squali lungo le coste della Florida che non mi ha molto rassicurato. Oltre a ciò quando ci si trova davanti cartelli tipo questo:
la voglia di fare il bagno scende ai minimi storici! L'unica volta che ho osato immergere i piedi nelle acque cristalline delle Florida Keys dopo pochi minuti ho avvistato, a un paio di metri dai miei piedi, una macchia scura che si avvicinava: non sono stata curiosa, ho girato i tacchi e sono tornata a riva. Meglio non rischiare! E questo è niente rispetto a quello che mi aspettava! Infatti, dopo le isole, siamo tornati sulla terraferma con destinazione il parco Everglades. In pratica tutta la parte sud della Florida è una riserva naturale occupata da stagni, acquitrini, una vegetazione tropicale lussureggiante e una fauna a dir poco variegata: aironi, aquile, fenicotteri ma anche tartarughe e strani pesci tropicali. Sapevamo della possibilità di incontrare alligatori, coccodrilli e pantere della Florida ma immaginavamo fosse un po' come per i cinghiali sul nostro Appennino: tutti sanno che ci sono ma non è poi così semplice avvistarne. Non potevamo essere più lontani dalla realtà.
Anche se a un primo sguardo possono sembrare tronchi galleggianti, no, non lo sono! Sebbene questo fosse una sorta di allevamento ci siamo presto resi conto di quanto l'incontro con un alligatore non sia affatto inusuale: durante il giro in airboat (una figata incredibile!) svariati esemplari di ragguardevoli dimensioni nuotavano tranquillamente a meno di un metro dalla nostra barchetta dai bordi inquietantemente bassi (solo dopo ci hanno detto che possono fare dei "salti" per agguantare la preda. E solo dopo ho capito perchè ci avevano consigliato di non sporgere le braccia!), per non parlare poi di tutti quelli che abbiamo avvistato negli stagni e addirittura nei fossi a bordo strada durante il nostro giro nel parco!!!
Giunti nella parte più a sud del parco, dove le acque salmastre dell'oceano si mescolano a quelle dolci dei fiumi, ci siamo un po' rilassati dato che gli alligatori vivono solo nei fiumi d'acqua dolce. Infatti, in questo tipo di acque più salate, vivono niente meno che i coccodrilli! Ma sono molto più rari.... o forse no??
Per aumentare le probabilità di avvistarne qualcuno abbiamo optato per un tour in battello fra le mangrovie. Quindi, staccato l'ormeggio, percorsi 5 metri dal molo d'imbarco e il capitano richiama la nostra attenzione sulla rampa di ingresso in acqua per le barche:


Si, è proprio lui! Un coccodrillo che si sta placidamente incamminando verso il parcheggio auto! O_O
Forse non sono così rari come credevamo dato che poi ne abbiamo visti altri fra le mangrovie, che, tra l'altro, si sono rivelate uno spettacolo mozzafiato! Sembrava di essere al Jurassic Park: mancavano solo i tirannosauri che spuntavano dalla vegetazione!

Al rientro ormai il sole stava calando regalandoci un tramonto infuocato in perfetto stile "Via col vento" e una temparatura "frizzantina".

Appena scesi dal battello abbiamo avuto un altro incontro molto ravvicinato con un'altra specie autoctona e decisamente aggressiva: le zanzare. A sciami interi. Non riuscivamo quasi a parlare perchè ci entravano in bocca nonostante lo spray repellente. Siamo dovuti scappare di corsa verso le auto (facendo comunque attenzione al coccodrillo di cui sopra)! Alla fine di questa esperienza avventurosa e molto "wild" ci siamo diretti verso luoghi più civilizzati e meno infestati!
Nota culturale: la Florida è l'unica zona al mondo dove possiamo incontrare sia alligatori che coccodrilli!
Che dire: se in Italia abbiamo lucertole e ramarri, in Florida hanno gli alligatori e i coccodrilli.
Se qualcuno si sta ancora chiedendo "il coccodrillo come fa?", beh, adesso io lo so come fa: un sonoro "Stack" quando chiude di scatto le fauci e una specie di sibilo quando si sente minacciato e chiede rinforzi ai compagni (meglio sorvolare su come lo abbiamo scoperto).

Per la ricetta da abbinare alle Everglades ho pensato a qualcosa di molto rustico e corposo. Ho immaginato alcune tende in una radura vicino alle mangrovie (c'erano veramente dei coraggiosi campeggiatori), magari tra le palme, un falò acceso, per tenere lontane le fiere e difendersi dal freddo e dall'umidità della notte, e un pentolone sopra la brace ardente che sobbolle lentamente...



TRIPPA con PATATE e CIPOLLE

Ingredienti (per 3 persone):
800 g trippa bollita
500 g di patate sbucciate
3 cipolle bianche
50 g pancetta tesa a dadini
2 spicchi d'aglio
1 bicchiere e 1/2 di vino rosso
3 cucchiai di farina
120 g strutto
brodo di carne
1 ciuffo di prezzemolo
2-3 bacche di ginepro
sale, pepe nero

Sbollentare per alcuni minuti la trippa in acqua bollente, poi scolarla bene e tagliarla a striscioline quando è fredda.
In un largo tegame far sciogliere lo strutto a fuoco basso e quando è ben caldo aggiungere gli spicchi d'aglio sbucciati e schiacciati e le striscioline di trippa. Rosolare alcuni minuti, poi eliminare l'aglio. Quando la carne sarà ben colorita, condire con sale e pepe, aggiungere le bacche di ginepro e spolverare con la farina rimescolando perchè venga assorbita, poi bagnare con il vino e, quando questo sarà sfumato, con un bicchiere di brodo caldo.
Dopo circa 15 minuti di cottura aggiungere anche la pancetta e le cipolle sbucciate e tagliate a grosse fette. Continuare la cottura a fuoco lento per altri 10 minuti, poi aggiungere le patate tagliate a tocchetti. Bagnare ancora con altro brodo (circa mezzo bicchiere) e lasciare cuocere fino a che le patate non sono cotte (almeno mezz'ora). Servire calda abbondantemente cosparsa di prezzemolo tritato.
Buon appetito!



Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Sapori in valigia

lunedì 1 ottobre 2012

Cena alternativa

Premetto che mangiare mi piace (se non si fosse capito) e mi piace sia la quantità che la qualità. Però quando è troppo, è troppo. Non è nemmeno un mese che sono a casa e già mi sembra di scoppiare. La mia disoccupazione fa si che io sia a casa per pranzo ogni giorno e, dato che sono sola, la soluzione più naturale è pranzare dai miei, che abitano molto vicino. Un unico problema: se non si mangia primo, secondo, contorno, frutta non può essere classificato come pranzo, al massimo spuntino.Considerando che negli ultimi anni mi sono abituata a mangiare una sola portata a pasto, seppur abbondante e con le ovvie eccezioni di uscite, feste e ricorrenze, si fa presto a capire come un pranzo completo ogni giorno mi provochi un certo appesantimento e una fantastica sonnolenza pomeridiana.
La sera, molto spesso, mi scopro a non essere affamata ma, per evitare di arrivare a mezzanotte e aver voglia di addentare anche il tavolino, mi costringo (si vabbè....non è poi una così grossa violenza) a una cena più frugale, di solito a base di verdura.
Potrei controllarmi di più a pranzo invece di abbuffarmi? In linea teorica si, solo che quando ho davanti tutto quel ben di dio la mia forza di volontà migra in luoghi lontani e la mia gola prende decisamente il controllo della situazione.
E allora c'è bisogno di qualche escamotage serale per evitare di brucare la solita insalata o i soliti spinaci saltati: questa, secondo me, è una valida alternativa.


Patate. Ebbene si, sono delle banalissime patate al vapore: leggere ma molto sazianti. Però le patate bollite sono noiose! Ecco allora che le ho condite con una salsina sorprendente a base di birra, più delicata di quanto si possa immaginare ma abbastanza saporita da rendere queste patate un contorno speciale o, nel mio caso, un appetitoso piatto unico!

PATATE alla BIRRA

Ingredienti (per 3 persone):
600 g patate
1 cipollotto bianco fresco
100 ml birra chiara
1 cucchiaio di senape
alcune foglie di salvia fresca
olio evo
sale, pepe nero

Sbucciare le patate, tagliarle a tocchetti e cuocerle al vapore (oppure bollirle) una ventina di minuti. Scolarle e lasciarle raffreddare. Tritare molto finemente il cipollotto. Preparare il condimento: riunire in una ciotolina la birra fredda, la senape, il cipollotto tritato, 3-4 cucchiai di olio evo, una presa di sale e del pepe nero (meglio se appena macinato) ed emulsionare il tutto con una forchetta. Condire le patate ormai fredde con la salsina preparata e profumare con alcune foglie di salvia spezzettate. Servire subito oppure conservare in frigo per il giorno successivo.
Buon appetito!

sabato 24 marzo 2012

L'aggressione

Ogni volta che cucino seppie e calamari mi viene in mente una episodio esilarante accaduto molti anni fa, quando avrò avuto circa 10 anni.
In quel periodo ogni anno andavo in vacanza coi miei sulla riviera romagnola: ogni anno al Lido degli Estensi e mi piaceva un sacco. Avevo molti amici con cui giocare, le spiagge erano sconfinate e sabbiose, il mare sempre calmo e con il fondale basso (anche se non esattamnete pulito). Insomma, aspettavo sempre con ansia agosto per andare al mare e fare una bella scorpacciata di vacanza e aria salmastra.
Erano i tempi in cui la mucillaggine rappresentava un problema notevole ma un anno fu particolarmente funesto da questo punto di vista perche vide l'arrivo della cosiddetta alga rossa. In un giorno tutta la costa si riempì letteralmente di una poltiglia rossastra che avrebbe schifato anche il più impavido nuotatore. Di notte, però, questa alga dava vita ad uno spettacolo incredibile chiamato "mare in amore": quando si formavano le onde, la schiuma, che doveva essere bianca, assumeva un colore verde-argenteo fluo che faceva risplendere tutta la superficie del mare. Col senno di poi (e una laurea in chimica) posso affermare con una certa sicurezza che questo era dovuto alla presenza di sostanze fosforescenti nelle alghe...niente di così magico tutto sommato, però era davvero molto bello da vedere!
Un'altra interessante conseguenza della presenza di questa alga era che la fauna marina veniva irresistibilmente attratta verso la costa, per la sconfinata gioia dei pescatori. Mio babbo, da sempre pescatore incallito, che mi ha pure tramandato la passione per questo hobby, non si lasciò scappare una simile occasione per fare incetta di pesciolini. Particolarmente pregiate e ricercate erano le piccole sogliole, ottime da friggere. La tecnica di pesca era alquanto insolita e non prevedeva l'uso di alcuna attrezzatura se non le proprie nude mani: si entrava in mare rigorosamente scalzi e si camminava fino a che non si avvertiva movimento sotto la sabbia (visto che le sogliole vivono sul fondale). A quel punto bisognava bloccare la sogliola con il piede e recuperarla a mano mentre si dimenava e contorceva. Mio babbo era piuttosto bravo e aveva racimolato un bel bottino. Io e mia mamma scrutavamo le sue prodezze dalla riva perchè sentire i pesci che si muovevano sotto i nostri piedi...brrr!
Ad un certo punto vidi il babbo (che ha sempre avuto un certo gusto per i gesti plateali) immergere la mano gridando con esultanza "Ecco! Ne ho presa un'altra!!!". Attimo di silenzio e lo sentiamo prorompere in un'imprecazione molto molto toscana "%hkjl&or#$*kj@......questa mordeeeeee!!!!"
Tirando fuori la mano dall'acqua vidi che invece di una sogliola aveva un grosso calamaro, evidentemente incazzato nero per essere stato disturbato, attaccato ad un dito, che colava inchiostro e che non accennava a mollare la presa. Ricordo bene mio babbo che saltellava e agitava furiosamente le braccia cercando di staccare il mostro marino. Una scena da morire dal ridere vedere un omaccione isterico in balia di un calamaro: nemmeno in "Ventimila leghe sotto ai mari" si era visto roba del genere!
I calamari mi piacciono in tutte le versioni ma in particolar modo ripieni.Questi sono perfetti: il ripieno è saporito e morbidissimo e si sposa bene con il delicato sapore del calamaro, anche se contiene del formaggio che di primo acchito può sembrare azzardato (in realtà dà sapore ma non sovrasta quello del pesce). Anche se è una ricetta che non è stata mai stata preparata in famiglia, ogni volta che la preparo non posso fare a meno di pensare a mio babbo aggredito dal calamaro!

Calamari ripieni


CALAMARI RIPIENI

Ingredienti (per 2 persone)
2 grossi calamari freschi
1 fetta di pane raffermo
1 patata lessa
2 spicchi aglio
1 cucchiaio grana grattugiato
prezzemolo
latte
300 ml passata di pomodoro
1 peperoncino secco
vino bianco
olio evo
sale, pepe nero

Spezzettare il pane e ammollarlo con un bicchiere di latte.  Spellare e eviscerare i calamari (o farlo fare dal pescivendolo visto che si tratta di una delle operazioni più disgustose da eseguire in cucina), poi eliminare "l'occhio" e tenere da parte i ciuffetti. Tritare insieme i ciuffetti, uno spicchio d'aglio sbucciato e una manciata abbondante di foglie di prezzemolo. In una terrina schiacciare bene la patata e aggiungervi il trito preparato, il pane ben strizzato, il grana grattugiato, una presa di sale e poco pepe nero. Amalgamare il tutto fino a ottenere un composto omogeneo. Utilizzare il composto per farcire i calamari (che devono essere integri) fino a 3/4 della loro capienza e chiudere le sacche utilizzando 2 stuzzicadenti. Se riempiti fino all'orlo il ripieno fuoriesce in fase di cottura perchè la carne del calamaro si ritira.
In un tegame far scaldare 2 cucchiai di olio evo con uno spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato e il peperoncino spezzettato, poi farvi rosolare i calamari su ogni lato per un paio di minuti. Sfumare con uno spruzzo di vino bianco. Una volta evaporato il vino aggiungere la passata di pomodoro, salare e abbassare il fuoco. Far cuocere coperto una ventina di minuti girando di tanto in tanto i calamari: la salsa di pomodoro deve essersi insaporita un poco addensata. Servire caldi.
Buon appetito!

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Le padelle fan fracasso

mercoledì 22 febbraio 2012

E' nato i-Kitchen!

Sono stra-orgogliosa di annunciare la nascita di un libro, ma non un libro qualunque, un libro frutto dell'interessamento e della collaborazione tra food blogger. Quando a ottobre la Liguria è rimasta vittima di una travolgente ondata di fango e di sconforto, dopo lo sgomento generale, c'e stato chi si è ingegnato e prodigato per dare un po' di aiuto e di speranza a chi si è trovato in difficoltà. Una di queste persone è Patrizia che con santa pazienza e perseveranza ha ideato e portato avanti un progetto per un libro di ricette il cui ricavato andrà interamente in beneficenza per i bambini della casa-famiglia Gulliver di Rocchetta Vara, distrutta dall'alluvione. Finalmente eccolo qua!



Sono onorata di aver contribuito per una minuscola parte, con il mio piccolo contributo, a questa impresa, segno che la solidarietà esiste ancora e che si può fare tanto per gli altri anche con minimi sforzi.
Il libro non si troverà in libreria per ora ma può essere ordinato direttamente sul sito dell'editore http://www.liberodiscrivere.it/biblio/scheda.asp?OpereID=161267
Mi sembra un'ottima occasione per un po' di shopping online! ;-)

Per festeggiare, una ricetta di pesce, in particolare a base di baccalà, che io adoro perchè è molto saporito e ha lische facilmente eliminabili. Questo è il modo più semplice di cucinare il baccalà ed è quello che preferisco in assoluto perchè è molto gustoso ma comunque piuttosto leggero: così ho la sensazione di stare a dieta anche se in realtà me ne mangio un secchio!!!

BACCALA' LESSO

Ingredienti (per 2 persone):
600 g baccalà salato
3 patate di medie dimensioni
4 spicchi aglio
prezzemolo fresco
olio evo
sale, pepe nero

Tenere il baccalà in ammollo per un paio di giorni, cambiando frequentemente l'acqua (2-3 volte al giorno), poi lessarlo in abbondante acqua bollente per circa 15 minuti. Scolarlo, lasciarlo raffreddare leggermente, poi spellarlo e ridurlo a scaglie. Preparare un trito di prezzemolo. Sbucciare e tagliare a fettine sottili gli spicchi di aglio. In un a terrina unire il baccalà a scaglie, il trito di prezzemolo e l'aglio a fettine (per chi non ha problemi di digestione dell'aglio questo può essere tritato insieme al prezzemolo: cosiì il baccalà si insaporisce di più ma non può essere evitato in nessun modo). Condire con abbondante olio evo di ottima qualità, poco sale e una bella  macinata di pepe nero. Lasciare riposare in frigo almeno un'ora.
A parte lessare le patate, sbucciarle e tagliarle a fette. Disporre le fette di patate lesse sul piatto di portata e guarnire con il baccalà condito.
Buon appetito e buona lettura!

Baccalà lesso con patate

venerdì 19 agosto 2011

Caduta di stile

Anche questa è andata...fatta! Dopo 2 mesi di alimentazione controllata (più o meno) e gli ultimi 4 giorni di dieta etremamente punitiva, sono riuscita a rientrare nel mio bel tubino blu per partecipare a quello che si è rivelato essere il matrimonio del secolo (almeno per quanto mi riguarda). Arrivata al ricevimento ero pronta a mangiare anche il tavolino. Anche se avevo il vestito di riserva (decisamente più largo) dovevo assolutamente rientrare nel tubino, dato che avevo già acquistato il cappello abbinato appositamente per l'occasione. E ce l'ho fatta! Mi sono presentata in chiesa tutta in tiro e molto soddisfatta del mio aspetto, sono andata a leggere la prima lettura e il salmo e....sono rovinosamente caduta davanti agli sposi e all'altare scivolando sullo scalino coi tacchi a spillo, mentre tornavo al mio posto, suscitando l'ilarità dei presenti! Questa è quella che io chiamo una bella figura di m...a!!! Nel corso della meravigliosa festa che ne è seguita sono stata presa in giro nell'ordine da: tutti gli amici, che hanno giurato di essersi commossi di fronte al mio capitombolo, la sposa, lo sposo, il fotografo, l'addetto al filmato, il testimone della sposa. Per fortuna i camerieri non erano presenti alla cerimonia!
In ogni caso è stato un matrimonio come non ne avevo mai visti prima tanto era bella la location, divertente la compagnia e buono il cibo!
Tornata a casa, e alla dura realtà, me ne sono strafregata della stanchezza del viaggio, del lauto pranzo nuziale del giorno precedente (6 ore abbondanti di cibo, balli e canti), degli abbondanti 35°C e mi sono preparata un piattino ipercalorico al forno (pazza!). Giusto per fare in modo di non rientrare più nel tubino!


TERRINE di PATATE E e PESTO

Ingredienti (per 2 persone):
2 grosse patate o 3 medie
2 fette di prosciutto arrosto
1 mozzarella
80 g pesto genovese
2 cucchiai parmigiano grattugiato
burro
sale, pepe nero

Lessare le patate con la buccia per almeno 40 minuti e sbucciarle. Tagliare le patate a fette spesse circa un dito. Sminuzzare la mozzarella e tenerla da parte. Imburrare due pirofiline monoporzione da forno e adagiare sul fondo una fetta di prosciutto. Spargere un cucchiaino di pesto sul prosciutto e coprire con un primo strato di fette di patate. Salare e pepare leggermente. Cospargere con la mozzarella spezzettata e condire con un altro cucchiaino di pesto. Coprire con un secondo strato di fette di patate e cospargere con un cucchiaio di parmigiano grattugiato e con un ultimo cucchiaino di pesto. Infornare a 180°C per circa un quarto d'ora o comunque finchè non si sarà formata una crosticina dorata. Servire le terrine calde ma attenzione a non scottarsi la lingua! Con questo caldo ci voleva proprio.
Buon appetito!

Terrina di patate e pesto



Con questa deliziosa ricetta partecipo al contest "patatoso"di Pane e olio

mercoledì 22 giugno 2011

Se il caldo non arriva

Finalmente sembra che il calendario si sia accorto che è giugno e non ottobre! Ieri sera sono persino riuscita a uscire in gonna e maglietta! Certo è che fino alla scorsa settimana il tempo non è stato molto clemente e più che invogliare a cercare refrigerio, invitava a ristorarsi con qualcosa di calduccio e confortevole. Ecco perchè alla fine ho deciso di preparare le patate ripiene al cartoccio nella versione piu autunnale che conosco! Certo ne conosco tante versioni ma, complice le temperature un pò bassine per la stagione e la viscerale passione dell'uomo per i funghi, alla fine ho optato per quella piu cicciuta e calorica!


Patate ripiene al cartoccio


Ingredienti (per 3 persone):
6 patate grandi
70 g prosciutto arrosto in una sola fetta
25 funghi champignon
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
uno spicchio d'aglio
prezzemolo
pangrattato
olio evo
noce moscata
maggiorana secca
sale, pepe

Lessare le patate intere con la buccia per un'ora e mezza: devono essere ben cotte. Sbucciarle e scavarle delicatamente con un cucchiaino fino ad ottenere delle specie di "ciotoline" tenendo da parte l'interno della patata. Tritare il prezzemolo e, separatamente, il prosciutto arrosto. Pulire bene i funghi sotto acqua corrente e tagliarli a fettine. Sbucciare e schiacciare lo spicchio d'aglio, poi farlo soffriggere in un cucchiaio di olio evo. Aggiungere i funghi, un pizzico di sale e di pepe e lasciar stufare una decina di minuti. A fine cottura aggiungere il prezzemolo tritato.
In una terrina mescolare l'interno delle patate schiacciato, i funghi saltati (avendo avuto cura di eliminare l'aglio), il prosciutto tritato, il parmigiano, una bella grattugiata di noce moscata, un pò di sale e pepe.
Riempire le patate con il composto ottenuto e spolverizzare con il pangrattato aromatizzato con maggiorana secca, sale e pepe nero. Avvolgere ogni patata in un pezzo di alluminio e cuocere in forno preriscaldato per 30 minuti a 180° C.
Da servire calde nel loro cartoccio, magari acconpagnate da una insalatina verde e da un po' di senape. Che altro dire... questo è un piatto molto buono e adattissimo per una fredda sera invernale. Se però ci si sente freddolosi...


ho scelto in abbinamento a questo piatto la birra artigianale MARGOT prodotta da un piccolo birrificio d’eccellenza”


Con questa ricetta partecipo al contest patatoso di 2 cuori in cucina dal titolo I mangiatori di patate.


Con questa ricetta partecipo al contest tutto autunnale di Samaf !!!



Con questa ricetta partecipo anche al contest di Pane e olio