Le mie vacanze, ahimè, sono terminate. Sono già rientrata a lavoro con la voglia tipica di chi preferirebbe prendere un paio di calci negli stinchi piuttosto che stare tutto il giorno rinchiusa mentre fuori splende il sole.
Visto che questa nostalgia-canaglia mi attanaglia, perche non concentrarsi sui bei ricordi del viaggio appena terminato?
Quest'anno sono stata in Bulgaria, a Sofia per l'esattezza. Città piccola, poco frequentata dai turisti ma affascinante come tutte le citta dell'est-europeo. Moltissime le chiese (ortodosse) e i parchi che, seppure piccoli, sono veramente numerosi tanto da renderla una città molto verde in cui è estremamente piacevole passeggiare. Devo ammettere che le chiese mi hanno stupito: gli interni sono super decorati, oro e affreschi ricoprono ogni centimetro di soffitti e pareti (si dice per tenere lontano il maligno) e le luci delle tante candele accese e dei bassi lampadari creano dei giochi di luci e ombre molto suggestivi. Purtroppo gli interni non sono fotografabili. Non ci sono sedute se non per i malati, gli infermi e gli anziani ma il giorno di ferragosto abbiamo visto tanti devoti ordinatamente in coda per poter toccare, baciare e pregare le icone sacre. Ognuno portava un dono: fiori, dolci, bottiglie di vino. Ho notato che il basilico viene usato come ornamento nei mazzi di fiori: è stato curioso avvertire il suo aroma, che di solito io associo alla cucina, misto all'odore di cera all'interno della cattedrale!
La cucina bulgara è stata un'altra piacevole scoperta: piatti semplici ma saporiti in cui si ritrovano echi della cucina turca (soprattutto nei dolci) ma anche di quella greca, oltre che di quella più corposa tipica del nord-est dell'Europa. Grande varietà di formaggi e un'ottimo yoghurt bianco (c'è chi dice che siano stati i bulgari a inventarlo). La carne (pollo, maiale, manzo, agnello) viene servita come stufato o, preferibilmente, cotta al barbecue sotto forma di polpette o salsicce infilate in grossi spiedi (kepap). In entrambi i casi spezie e erbe aromatiche la rendono davvero deliziosa (ho assaggiato uno spiedo di carne trita di agnello alla menta sublime....tenendo presente che non sono una fan dell'agnello!).
Comunque, durante l'estate piuttosto calda, ho notato che anche i locali preferiscono fresche insalate a sontuosi piatti di carne! Viene fatto largo uso di verdure fresche come pomodori, cetrioli, cipolle e peperoni: non a caso uno dei piatti tipici bulgari è proprio una insalata, la "shopska salada", condita con un formaggio fresco grattugiato, il "Sirene", molto simile alla feta che può fungere sia da ricco contorno che da leggero piatto principale. Ricorda moltissimo la ben più nota insalata greca, sebbene questa abbia la particolarità di comprendere anche una spiccata nota piccante molto gradevole.
E' proprio questa la ricetta che propongo oggi, un omaggio alla mia vacanza bulgara.
SHOPSKA SALADA
Ingredienti:
2 pomodori maturi
1 cipollina rossa fresca
1 cetriolo
1/2 peperone
1 peperoncino fresco
formaggio Sirene (per me feta)
prezzemolo tritato
menta tritata
olio evo
aceto di vino
sale
olive nere per guarnire
Lavare i pomodori, asciugarli e tagliarli a pezzi. Affettare la cipollina (non troppo sottile). Sbucciare il cetriolo e tagliarlo a fettine. Togliere il picciolo, i semi e i filamenti bianchi interni al peperone e tagliarlo a listarelle. Tagliare a fettine anche il peperoncino, avendo cura di eliminare i semi che, secondo il mio gusto, sono troppo piccanti per una insalata. Riunire tutte le verdure in una ciotola e distribuire sopra circa 80 g di feta grattugiata con la grattugia a fori larghi. Spolverizzare con un trito di menta e prezzemolo e guarnire con olive nere a piacere. Condire con olio evo, sale e aceto di vino e servire subito.
Buon appetito!
lunedì 29 agosto 2016
sabato 20 agosto 2016
Profumo d'estate (Peperonata piccantina all'agro)
Oggi sono a casa e ho caldo. Potrei uscire ma sembra che le mie membra siano saldamente incollate al divano. Sarà la voglia di stare un po' ferma e tranquilla, sarà che alla prospettiva di rientrare lunedì a lavoro mi sento già stanca. Nonostante ciò ho ancora voglia di estate e una delle cose che più mi evoca questa stagione sono i peperoni, così colorati e profumati. Visto che quest'anno l'orto è particolarmente prolifico di questi meravigliosi frutti, ne ho approfittato e nella mia giornata casalinga mi sono preparata una semplice peperonata, buona sia calda che fredda, come contorno o come condimento per delle coloratissime bruschette. Direi che ci sono modi peggiori di trascorrere gli ultimi giorni di vacanza!
PEPERONATA PICCANTINA all'AGRO
Ingredienti:
3 peperoni (verdi, rossi, gialli)
1/2 peperoncino fresco piccante
1 cipolla rossa
2 spicchi d'aglio
3 cucchiai aceto di vino bianco
olio evo
sale
prezzemolo
Sbucciare e affettare la cipolla. Sbucciare l'aglio e schiacciarlo. Togliere il picciolo ai peperoni, eliminare i semi e i filamenti bianchi interni e tagliarli a listarelle.
In un tegame soffriggere a fiamma vivace l'aglio, la cipolla e il peperoncino spezzettato insieme a abbondante fondo di olio (4-5 cucchiai). Appena la cipolla è appassita aggiungere i peperoni tagliati a listarelle e farli rosolare alcuni minuti. Sfumare con l'aceto e aggiustare di sale. Abbassare la fiamma e lasciare cuocere lentamente per almeno 40 minuti, mescolando ogni tanto. Attenzione a non far bruciare i peperoni: se il fondo di cottura si asciuga troppo aggiungere poca acqua calda.
A fine cottura cospargere con prezzemolo tritato e servire calda o fredda, a piacere.
Buon appetito!
PEPERONATA PICCANTINA all'AGRO
Ingredienti:
3 peperoni (verdi, rossi, gialli)
1/2 peperoncino fresco piccante
1 cipolla rossa
2 spicchi d'aglio
3 cucchiai aceto di vino bianco
olio evo
sale
prezzemolo
Sbucciare e affettare la cipolla. Sbucciare l'aglio e schiacciarlo. Togliere il picciolo ai peperoni, eliminare i semi e i filamenti bianchi interni e tagliarli a listarelle.
In un tegame soffriggere a fiamma vivace l'aglio, la cipolla e il peperoncino spezzettato insieme a abbondante fondo di olio (4-5 cucchiai). Appena la cipolla è appassita aggiungere i peperoni tagliati a listarelle e farli rosolare alcuni minuti. Sfumare con l'aceto e aggiustare di sale. Abbassare la fiamma e lasciare cuocere lentamente per almeno 40 minuti, mescolando ogni tanto. Attenzione a non far bruciare i peperoni: se il fondo di cottura si asciuga troppo aggiungere poca acqua calda.
A fine cottura cospargere con prezzemolo tritato e servire calda o fredda, a piacere.
Buon appetito!
mercoledì 17 agosto 2016
Macumba? (Coniglio con patate e peperoni)
Giuro che è la verita, non una barzelletta.
Nello scorso post dicevo ironicamente di aspettarmi una invasione di cavallette.
Beh, tranquilli, le cavallette non sono arrivate.
Sono arrivate le formiche. A frotte.
7 anni che abitiamo in quella casa (al primo piano, per di più) e di formiche mai nemmeno l'ombra. Almeno fino a qualche giorno fa, quando mi sono svegliata e in cucina ho trovato un gran andirivieni. Pensavo fosse colpa del sonno, delle cispe o che so io. Invece no. Erano proprio formiche in cerca di briciole. Fortunatamente io l'insetticida ce lo avevo per davvero, almeno ciò che rimaneva del viaggio in India (mica posso viaggiare in questi Paesi senza una adeguata difesa!).
La cucina è stata prontamente disinfestata e non ho fatto prigionieri.
Se non ci credessi potrei pensare che qualcuno mi stia lanciando una macumba!
CONIGLIO con PATATE e PEPERONI
Ingredienti (per 2 persone):
1/2 coniglio a pezzi (sostituibile con 1/2 pollo spellato)
2 spicchi d'aglio
2 filetti di acciuga sott'olio
1 scalogno
4 patate medie
2 peperoni
1 bicchiere di vino bianco secco
basilico fresco
5 pomodorini
olio evo
sale
Sbucciare e schiacciare l'aglio. Sbucciare e tagliare grossolanamente a dadi le patate e lo scalogno. Eliminare il picciolo, i semi e le pellicine bianche interne dei peperoni e tagliarli a pezzetti.
In un capace tegame a bordi alti scaldare a fiamma vivace un fondo di olio evo con gli spicchi d'aglio e i filetti di acciuga sott'olio fino a che questi ultimi non si sono disfatti nell'olio. Attenzione a non bruciare l'aglio e se inizia a brunirsi toglierlo subito dal tegame.
Adagiare i pezzi di coniglio nel tegame in modo che siano a contatto con il fondo e farli rosolare bene su tutti i lati: quando non sono piu visibili parti rosa sfumare con il vino. Quando l'alcool è evaporato aggiungere le patate, mescolare bene e appena il fondo ha ripreso il bollore incoperchiare, abbassare la fiamma e lasciare cuocere una decina di minuti. Trascorso questo tempo aggiungere anche i peperoni, lo scalogno, i pomodorini tagliati a spicchietti e qualche foglia di basilico spezzettata. Aggiustare di sale. Se il fondo di cottura dovesse asciugarsi aggiungere poca acqua calda alla volta e mescolare. Lasciare cuocere 40-45 minuti, coperto, con fiamma bassa, mescolando di tanto in tanto. A fine cottura profumare ancora con foglie di basilico fresche spezzettate. Prima di servire controllare che le patate siano morbide altrimenti proseguire la cottura. Servire caldo con abbondante pane per fare scarpetta (ma è buono pure a temperatura ambiente!).
Buon appetito!
N.B.1 Come già accennato il coniglio è sostituibile con del pollo spellato a pezzi.
N.B.2 Una versione secondo me più invernale prevede l'uso di rosmarino al posto del basilico e una aggiunta di peperoncino al soffritto iniziale.
Nello scorso post dicevo ironicamente di aspettarmi una invasione di cavallette.
Beh, tranquilli, le cavallette non sono arrivate.
Sono arrivate le formiche. A frotte.
7 anni che abitiamo in quella casa (al primo piano, per di più) e di formiche mai nemmeno l'ombra. Almeno fino a qualche giorno fa, quando mi sono svegliata e in cucina ho trovato un gran andirivieni. Pensavo fosse colpa del sonno, delle cispe o che so io. Invece no. Erano proprio formiche in cerca di briciole. Fortunatamente io l'insetticida ce lo avevo per davvero, almeno ciò che rimaneva del viaggio in India (mica posso viaggiare in questi Paesi senza una adeguata difesa!).
La cucina è stata prontamente disinfestata e non ho fatto prigionieri.
Se non ci credessi potrei pensare che qualcuno mi stia lanciando una macumba!
CONIGLIO con PATATE e PEPERONI
Ingredienti (per 2 persone):
1/2 coniglio a pezzi (sostituibile con 1/2 pollo spellato)
2 spicchi d'aglio
2 filetti di acciuga sott'olio
1 scalogno
4 patate medie
2 peperoni
1 bicchiere di vino bianco secco
basilico fresco
5 pomodorini
olio evo
sale
Sbucciare e schiacciare l'aglio. Sbucciare e tagliare grossolanamente a dadi le patate e lo scalogno. Eliminare il picciolo, i semi e le pellicine bianche interne dei peperoni e tagliarli a pezzetti.
In un capace tegame a bordi alti scaldare a fiamma vivace un fondo di olio evo con gli spicchi d'aglio e i filetti di acciuga sott'olio fino a che questi ultimi non si sono disfatti nell'olio. Attenzione a non bruciare l'aglio e se inizia a brunirsi toglierlo subito dal tegame.
Adagiare i pezzi di coniglio nel tegame in modo che siano a contatto con il fondo e farli rosolare bene su tutti i lati: quando non sono piu visibili parti rosa sfumare con il vino. Quando l'alcool è evaporato aggiungere le patate, mescolare bene e appena il fondo ha ripreso il bollore incoperchiare, abbassare la fiamma e lasciare cuocere una decina di minuti. Trascorso questo tempo aggiungere anche i peperoni, lo scalogno, i pomodorini tagliati a spicchietti e qualche foglia di basilico spezzettata. Aggiustare di sale. Se il fondo di cottura dovesse asciugarsi aggiungere poca acqua calda alla volta e mescolare. Lasciare cuocere 40-45 minuti, coperto, con fiamma bassa, mescolando di tanto in tanto. A fine cottura profumare ancora con foglie di basilico fresche spezzettate. Prima di servire controllare che le patate siano morbide altrimenti proseguire la cottura. Servire caldo con abbondante pane per fare scarpetta (ma è buono pure a temperatura ambiente!).
Buon appetito!
N.B.1 Come già accennato il coniglio è sostituibile con del pollo spellato a pezzi.
N.B.2 Una versione secondo me più invernale prevede l'uso di rosmarino al posto del basilico e una aggiunta di peperoncino al soffritto iniziale.
mercoledì 27 luglio 2016
Cataclismi biblici (Insalata alla mela verde)
Venerdì sera. Ore 18.00. Varco in uscita la porta del laboratorio. La prospettiva di un weekend senza pensare al lavoro mi fa sorridere....Per me è il momento più bello della settimana.
Ore 18.05. Telefonata isterica del maschio alfa il quale mi informa che abbiamo casa allagata. Mentre i miei sogni di relax svaniscono alla velocità della luce mi precipito a casa dove l'acqua sta scrosciando giù dal terrazzo che neanche le cascate del Niagara. Trovo i miei suoceri e l'idraulico intenti a spalare da cucina e salotto uno strato alto 3 dita di acqua, mentre dal soffitto sembra che piova. L'origine del dramma (che si consuma sempre quando non c'è nessuno in casa) è il filtro della caldaia, situata in soffitta, che si è misteriosamente rotto! Dopo che la soffitta si è allagata l'acqua ha percolato attraverso muri e soffitti per giungere in salotto, più precisamente sul divano e sul mio portatile, che non è sopravvissuto all'onda anomala.
Così, mentre l'Italia era stretta nella morsa del caldo noi, che ci sentiamo parecchio originali, sembravamo dei pescatori di arselle. Solo che eravamo in casa, non al mare.
Il fatto è che dopo esserci chiusi fuori di casa e aver rischiato l'incendio ora non potevamo che essere preda dell'acqua.
Se continuiamo così sarà bene che mi rifornisca di insetticidi perchè a breve mi aspetto un'invasione di cavallette!
Dopo tali sventure chi avrebbe mai voglia di mettersi a cucinare? Io no di sicuro ma essendo comunque affamata e bisognosa di qualcosa di appagante mi sono rimboccata le maniche e in 5 minuti appena ho preparato la cena: una insalata fresca e sfiziosa che ho visto servire da un catering a lavoro e che mi ha decisamente convinto, tanto che l'ho già fatta varie volte.
INSALATA alla MELA VERDE
Ingredienti (per 1-2persone):
1 mela verde
2 costole di sedano
Pinoli
parmigiano reggiano
aceto di mele
olio evo
sale, pepe nero
Lavare e asciugare le coste di sedano, poi eliminare le estremità più dure e fibrose e tagliarle a fettine. Lavare la mela e tagliarla a dadini dopo aver eliminato il torsolo. Io lascio la buccia perché mi piace ma può essere tranquillamente eliminata. Fare delle scagliette con il parmigiano. Riunire sedano, mela, parmigiano e pinoli in una terrina e condire tutto con una emulsione preparata con 2 cucchiai di olio evo, 1 cucchiaio di aceto di mele, una presa di sale fino e poco pepe nero. Servire subito.
Buon appetito!
N.B. Trovo carina l'idea di servire questa insalata in dei cestini monoporzione fatti di pasta di pane o di pizza.
Ore 18.05. Telefonata isterica del maschio alfa il quale mi informa che abbiamo casa allagata. Mentre i miei sogni di relax svaniscono alla velocità della luce mi precipito a casa dove l'acqua sta scrosciando giù dal terrazzo che neanche le cascate del Niagara. Trovo i miei suoceri e l'idraulico intenti a spalare da cucina e salotto uno strato alto 3 dita di acqua, mentre dal soffitto sembra che piova. L'origine del dramma (che si consuma sempre quando non c'è nessuno in casa) è il filtro della caldaia, situata in soffitta, che si è misteriosamente rotto! Dopo che la soffitta si è allagata l'acqua ha percolato attraverso muri e soffitti per giungere in salotto, più precisamente sul divano e sul mio portatile, che non è sopravvissuto all'onda anomala.
Così, mentre l'Italia era stretta nella morsa del caldo noi, che ci sentiamo parecchio originali, sembravamo dei pescatori di arselle. Solo che eravamo in casa, non al mare.
Il fatto è che dopo esserci chiusi fuori di casa e aver rischiato l'incendio ora non potevamo che essere preda dell'acqua.
Se continuiamo così sarà bene che mi rifornisca di insetticidi perchè a breve mi aspetto un'invasione di cavallette!
Dopo tali sventure chi avrebbe mai voglia di mettersi a cucinare? Io no di sicuro ma essendo comunque affamata e bisognosa di qualcosa di appagante mi sono rimboccata le maniche e in 5 minuti appena ho preparato la cena: una insalata fresca e sfiziosa che ho visto servire da un catering a lavoro e che mi ha decisamente convinto, tanto che l'ho già fatta varie volte.
INSALATA alla MELA VERDE
Ingredienti (per 1-2persone):
1 mela verde
2 costole di sedano
Pinoli
parmigiano reggiano
aceto di mele
olio evo
sale, pepe nero
Lavare e asciugare le coste di sedano, poi eliminare le estremità più dure e fibrose e tagliarle a fettine. Lavare la mela e tagliarla a dadini dopo aver eliminato il torsolo. Io lascio la buccia perché mi piace ma può essere tranquillamente eliminata. Fare delle scagliette con il parmigiano. Riunire sedano, mela, parmigiano e pinoli in una terrina e condire tutto con una emulsione preparata con 2 cucchiai di olio evo, 1 cucchiaio di aceto di mele, una presa di sale fino e poco pepe nero. Servire subito.
Buon appetito!
N.B. Trovo carina l'idea di servire questa insalata in dei cestini monoporzione fatti di pasta di pane o di pizza.
giovedì 21 luglio 2016
Elba improvvisata (Cous cous di mare e verdure alla curcuma)
Metti una sera qualunque, dopo una delle tante giornate allucinanti di lavoro.
Metti che in una di queste sere un amico ti chiama.
Metti che l'amico in questione ti inviti a trascorrere il weekend all'isola d'Elba, nella casa momentaneamente sfitta dei parenti.
Che dire? Rifiutare sarebbe un grave segno di maleducazione!
E così lo scorso fine settimana lo abbiamo trascorso all'isola d'Elba, un paradiso per chi, come me, è abituato al mare della Versilia, non proprio cristallino!
2 giorni estremamente rigeneranti di sole, mare, piccole calette da fiaba e tante chiacchere e risate fra amici.
Per godere al massimo della vita di mare la cosa migliore è un bel pic-nic in spiaggia con qualcosa di leggero ma nutriente, gustoso e che naturalmente preveda un po' di pesce!
Ecco la mia proposta
COUS COUS di MARE e VERDURE alla CURCUMA
Ingredienti (per 3 persone):
250 g cous cous
15 gamberi
1 kg cozze
1 filetto di merluzzo (circa 200 g)
1 moscardino (o polpo) circa 400 g
3 spicchi di aglio
1 bicchiere di vino bianco
curcuma in polvere (1 cucchiaino)
1 costola di sedano
1/2 peperone (o falde di piu peperoni di diverso colore)
1/2 cipollotto fresco di Tropea
5-6 pomodorini
olio evo
sale
Pulire le cozze e scottarle un paio di minuti in acqua bollente. Scolarle e farle saltare in una capiente padella con 3 cucchiai di olio evo e 2 spicchi d'aglio tritati. Sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco, aggiustare di sale e spengere il fuoco una volta che l'alcool è evaporato. Togliere le cozze dal guscio (tranne alcune da tenere per decorazione) e tenerle da parte insieme al fondo di cottura.
Cuocere il cous cous: Portare a bollore 250 g di acqua (pari peso di cous cous e acqua) con un cucchiaino di sale grosso e un cucchiaio di olio evo (serve per aiutare a sgranare il cous cous a fine cottura). Quando l'acqua bolle aggiungere un cucchiaino di curcuma in polvere e infine versarla sul cous cous, tutto in una volta. Non mescolare. Incoperchiare e spengere subito il fuoco. Lasciare riposare il cous cous coperto per 5 minuti, poi sgranarlo con una forchetta.
Nel frattempo sbucciare e schiacciare lo spicchio d'aglio rimasto e farlo rosolare per appena un minuto in un paio di cucchiai di olio evo. Eliminare l'aglio prima che bruci e aggiungere i gamberi, il merluzzo e i peperoni tagliati a dadini. Dopo alcuni minuti aggiungere anche il moscardino tagliato a pezzetti. Sfumare con il restante vino. Quando l'alcool è evaporato e il fondo leggermente ristretto aggiustare di sale e spengere il fuoco.
Condire il cous cous con il sughetto di pesce e peperoni, le cozze e il fondo di cottura. Infine aggiungere anche le verdure crude tagliate a dadini: sedano, pomodorini e cipolla. Amalgamare il tutto e aggiungere eventualmente un filo di olio evo a crudo. Lasciare raffreddare in frigo per almeno un'ora. Decorare con le cozze in guscio tenute da parte e servire freddo.
Buon appetito!
N.B.1 La curcuma ha un aroma leggero ma dà un meraviglioso colore giallo al cous cous. Inoltre è bene aggiungerla all'acqua di cottura solo quando sta già bollendo: la cottura rovina le sue proprietà antiossidanti.
N.B.2 Il peperone può anche essere aggiunto a crudo insieme alle altre verdure ma trovo che la cottura lo renda più saporito e fa si che il suo sapore si amalgami meglio insieme a quello del pesce.
N.B.3 Il moscardino deve essere cotto per un brevissimo tempo (max 4 minuti) altrimenti diventa duro.
Metti che in una di queste sere un amico ti chiama.
Metti che l'amico in questione ti inviti a trascorrere il weekend all'isola d'Elba, nella casa momentaneamente sfitta dei parenti.
Che dire? Rifiutare sarebbe un grave segno di maleducazione!
E così lo scorso fine settimana lo abbiamo trascorso all'isola d'Elba, un paradiso per chi, come me, è abituato al mare della Versilia, non proprio cristallino!
2 giorni estremamente rigeneranti di sole, mare, piccole calette da fiaba e tante chiacchere e risate fra amici.
Per godere al massimo della vita di mare la cosa migliore è un bel pic-nic in spiaggia con qualcosa di leggero ma nutriente, gustoso e che naturalmente preveda un po' di pesce!
Ecco la mia proposta
COUS COUS di MARE e VERDURE alla CURCUMA
Ingredienti (per 3 persone):
250 g cous cous
15 gamberi
1 kg cozze
1 filetto di merluzzo (circa 200 g)
1 moscardino (o polpo) circa 400 g
3 spicchi di aglio
1 bicchiere di vino bianco
curcuma in polvere (1 cucchiaino)
1 costola di sedano
1/2 peperone (o falde di piu peperoni di diverso colore)
1/2 cipollotto fresco di Tropea
5-6 pomodorini
olio evo
sale
Pulire le cozze e scottarle un paio di minuti in acqua bollente. Scolarle e farle saltare in una capiente padella con 3 cucchiai di olio evo e 2 spicchi d'aglio tritati. Sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco, aggiustare di sale e spengere il fuoco una volta che l'alcool è evaporato. Togliere le cozze dal guscio (tranne alcune da tenere per decorazione) e tenerle da parte insieme al fondo di cottura.
Cuocere il cous cous: Portare a bollore 250 g di acqua (pari peso di cous cous e acqua) con un cucchiaino di sale grosso e un cucchiaio di olio evo (serve per aiutare a sgranare il cous cous a fine cottura). Quando l'acqua bolle aggiungere un cucchiaino di curcuma in polvere e infine versarla sul cous cous, tutto in una volta. Non mescolare. Incoperchiare e spengere subito il fuoco. Lasciare riposare il cous cous coperto per 5 minuti, poi sgranarlo con una forchetta.
Nel frattempo sbucciare e schiacciare lo spicchio d'aglio rimasto e farlo rosolare per appena un minuto in un paio di cucchiai di olio evo. Eliminare l'aglio prima che bruci e aggiungere i gamberi, il merluzzo e i peperoni tagliati a dadini. Dopo alcuni minuti aggiungere anche il moscardino tagliato a pezzetti. Sfumare con il restante vino. Quando l'alcool è evaporato e il fondo leggermente ristretto aggiustare di sale e spengere il fuoco.
Condire il cous cous con il sughetto di pesce e peperoni, le cozze e il fondo di cottura. Infine aggiungere anche le verdure crude tagliate a dadini: sedano, pomodorini e cipolla. Amalgamare il tutto e aggiungere eventualmente un filo di olio evo a crudo. Lasciare raffreddare in frigo per almeno un'ora. Decorare con le cozze in guscio tenute da parte e servire freddo.
Buon appetito!
N.B.1 La curcuma ha un aroma leggero ma dà un meraviglioso colore giallo al cous cous. Inoltre è bene aggiungerla all'acqua di cottura solo quando sta già bollendo: la cottura rovina le sue proprietà antiossidanti.
N.B.2 Il peperone può anche essere aggiunto a crudo insieme alle altre verdure ma trovo che la cottura lo renda più saporito e fa si che il suo sapore si amalgami meglio insieme a quello del pesce.
N.B.3 Il moscardino deve essere cotto per un brevissimo tempo (max 4 minuti) altrimenti diventa duro.
giovedì 7 luglio 2016
Un insolito barbecue (spiedini di cipollotti e speck)
Finalmente estate: il sole, il caldo, le lunghe giornate luminose e l'immancabile barbecue casalingo del weekend. Perchè non sempre la domenica abbiamo voglia di muoverci, visto il traffico e l'imminente rientro a lavoro il lunedì.
Un paio di settimane fa, però, il barbecue è stato decisamente indimenticabile.
La scena: famiglia raccolta a tavola per pranzo, grigliata mista, finestra aperta che affaccia sul cortile dove si trova il braciere. Ad un certo punto sentiamo odore di fumo ma non ci facciamo troppo caso...saranno i rimasugli di brace! Dopo alcuni minuti ci accorgiamo che il fumo non proviene dal barbecue, bensì dallo sgabuzzino accanto, dove mia suocera cucina. Mi alzo di scatto e corro fuori per cercare di capire. Arrivata sulla soglia dello sgabuzzino resto senza parole: fiamme alte un metro si alzano dalla pentola che mia suocera usa per friggere e lambiscono pericolosamente la credenza di legno. Evidentemente si era completamente dimenticata di spengere il fornello. Panico generale.
Vedo il coraggioso quanto incosciente maschio alfa avvicinarsi al fornello con una bottiglia di acqua e mi si drizzano i capelli in testa: lo fermo appena in tempo, prima che si sfiguri gettando acqua sull'olio bollente. Infine le fiamme vengono domate a suon di stracci e il tegame ormai bruciacchiato viene portato fuori, in cortile, mentre cerchiamo di aerare il locale per far diradare il fumo.
Quando penso che il peggio sia passato scorgo con la coda dell'occhio mio suocero che getta una secchiata d'acqua sulla pentola. Non faccio in tempo a fermarlo: si alza una colonna di vapore e fiamme talmente alta che i vicini accorrono terrorizzati.
Siamo tutti miracolosamente illesi anche se io ho voglia strozzare mio suocero per aver bellamente ignorato il mio avvertimento.
Alla fine di tutto due sono le frasi epiche pronunciate:
1) Mia suocera che si rivolge sconsolata al nipotino mentre guarda le fiamme:"Mi dispiace! Oggi niente patate fritte...non ho più olio". Inutile dire che preferirei che non si avvicinasse mai più a qualcosa in grado di produrre fiamme.
2) Mio suocero, che resta imperturbabile nonostante la tragedia appena sfiorata:"Meno male siamo riusciti a spengere il fuoco, altrimenti avrei dovuto prendere l'estintore!" (di cui tutti ignoravamo l'esistenza). No comment.
La prossima volta, insalata!
Lasciando perdere il quasi-incendio.... gli spiedini che avevo preparato sono veloci (non ci sarà bisogno di stare ore davanti alle braci ardenti a struggersi) ma davvero buoni e sfiziosi. Trovo che siano ottimi anche come stuzzichino, oltre che per accompagnare carni grigliate e formaggi.
SPIEDINI di CIPOLLOTTI E SPECK
Ingredienti:
cipollotti bianchi
fette di speck
senape
funghi champignon interi
olio evo
Eliminare le foglie verdi e la pellicola più esterna dei cipollotti. Lavare e asciugare bene sia i cipollotti che i funghi. Spennellare i cipollotti di senape, poi avvolgerli in mezza fetta di speck e infilzarli con lo spiedino (circa 3 cipollotti per ogni spiedino). Alternare eventualmente con gli champignon spennellati semplicemente di olio evo.
Cuocere per circa 5 minuti per lato sulla brace, tenendo la griglia abbastanza alta in modo che lo speck abbrustolisca ma non bruci e il cipollotto si cuocia bene anche all'interno.
Salare i funghi e servire subito ben caldi.
Buon appetito!
N.B. Per evitare che gli spiedini di legno si brucino durante la cottura tenerli immersi una mezz'ora in acqua prima di usarli.
Un paio di settimane fa, però, il barbecue è stato decisamente indimenticabile.
La scena: famiglia raccolta a tavola per pranzo, grigliata mista, finestra aperta che affaccia sul cortile dove si trova il braciere. Ad un certo punto sentiamo odore di fumo ma non ci facciamo troppo caso...saranno i rimasugli di brace! Dopo alcuni minuti ci accorgiamo che il fumo non proviene dal barbecue, bensì dallo sgabuzzino accanto, dove mia suocera cucina. Mi alzo di scatto e corro fuori per cercare di capire. Arrivata sulla soglia dello sgabuzzino resto senza parole: fiamme alte un metro si alzano dalla pentola che mia suocera usa per friggere e lambiscono pericolosamente la credenza di legno. Evidentemente si era completamente dimenticata di spengere il fornello. Panico generale.
Vedo il coraggioso quanto incosciente maschio alfa avvicinarsi al fornello con una bottiglia di acqua e mi si drizzano i capelli in testa: lo fermo appena in tempo, prima che si sfiguri gettando acqua sull'olio bollente. Infine le fiamme vengono domate a suon di stracci e il tegame ormai bruciacchiato viene portato fuori, in cortile, mentre cerchiamo di aerare il locale per far diradare il fumo.
Quando penso che il peggio sia passato scorgo con la coda dell'occhio mio suocero che getta una secchiata d'acqua sulla pentola. Non faccio in tempo a fermarlo: si alza una colonna di vapore e fiamme talmente alta che i vicini accorrono terrorizzati.
Siamo tutti miracolosamente illesi anche se io ho voglia strozzare mio suocero per aver bellamente ignorato il mio avvertimento.
Alla fine di tutto due sono le frasi epiche pronunciate:
1) Mia suocera che si rivolge sconsolata al nipotino mentre guarda le fiamme:"Mi dispiace! Oggi niente patate fritte...non ho più olio". Inutile dire che preferirei che non si avvicinasse mai più a qualcosa in grado di produrre fiamme.
2) Mio suocero, che resta imperturbabile nonostante la tragedia appena sfiorata:"Meno male siamo riusciti a spengere il fuoco, altrimenti avrei dovuto prendere l'estintore!" (di cui tutti ignoravamo l'esistenza). No comment.
La prossima volta, insalata!
Lasciando perdere il quasi-incendio.... gli spiedini che avevo preparato sono veloci (non ci sarà bisogno di stare ore davanti alle braci ardenti a struggersi) ma davvero buoni e sfiziosi. Trovo che siano ottimi anche come stuzzichino, oltre che per accompagnare carni grigliate e formaggi.
SPIEDINI di CIPOLLOTTI E SPECK
Ingredienti:
cipollotti bianchi
fette di speck
senape
funghi champignon interi
olio evo
Eliminare le foglie verdi e la pellicola più esterna dei cipollotti. Lavare e asciugare bene sia i cipollotti che i funghi. Spennellare i cipollotti di senape, poi avvolgerli in mezza fetta di speck e infilzarli con lo spiedino (circa 3 cipollotti per ogni spiedino). Alternare eventualmente con gli champignon spennellati semplicemente di olio evo.
Cuocere per circa 5 minuti per lato sulla brace, tenendo la griglia abbastanza alta in modo che lo speck abbrustolisca ma non bruci e il cipollotto si cuocia bene anche all'interno.
Salare i funghi e servire subito ben caldi.
Buon appetito!
N.B. Per evitare che gli spiedini di legno si brucino durante la cottura tenerli immersi una mezz'ora in acqua prima di usarli.
mercoledì 8 giugno 2016
Cucina antistress (Pasta alla carbonara)
Ho cercato sul dizionario la definizione di "stress": Tensione fisica, psichica e nervosa che si manifesta nell'organismo, in
forme più o meno gravi, come risposta patologica agli stimoli negativi
dell'ambiente.
Bene. Posso affermare con ragionevole sicurezza di essere stressata ormai da svariati mesi.
E che cosa si fa quando ci si sente sotto pressione? Si cercano degli antistress, ovvio!
Ecco quindi che mi lancio nello shopping, ma a quanto pare il mio portafogli non è sufficiente a rilassarmi quanto servirebbe.
Allora acchiappo la gatta e me la spupazzo fino a che non ne può più e scappa a nascondersi da quella pazza sclerata della sua padrona, ma non basta.
Cerco di leggere qualche libro ma la testa continua a girare a vuoto sulle cause del mio malessere (che poi è una sola: il lavoro).
Maltratto il povero maschio alfa, che sopporta pazientemente in attesa di tempi migliori.
Provo a rintanarmi in cucina a spignattare, si, ma cosa? In questo stato di perenne scoglionamento anche pensare a qualcosa da cucinare diventa una missione impossibile.
In questi casi vado sul classico, un comfort food al limite del food porn, il mio primo piatto preferito in assoluto: la sola e unica pasta alla carbonara!
Una bomba calorica che mi concedo di rado ma quando ci vuole ci vuole. Servono pochi ingredienti ed è velocissima da fare anche se necessita di alcune irrinunciabili accortezze: uova freschissime, pecorino romano (non parmigiano, non pecorino sardo, nè toscano) e guanciale. Diffidare delle imitazioni.
Dopo un piatto di questa tipica prelibatezza romana tutti i guai risultano ridimensionati e si ha quasi l'impressione di sentire il canto degli angeli!
Che poi si sa che i carboidrati complessi danno serenità!
PASTA alla CARBONARA
Ingredienti (per 2 persone):
200 g pasta (penne o spaghetti a piacere)
3 uova freschissime
3 cucchiai abbondanti di pecorino romano grattugiato
80 g di guanciale
olio evo
sale
pepe nero
Tagliare a dadini il guanciale (eventualmente sostituibile con della pancetta tesa, ma solo in caso di emergenza!). Mettere a bollire una pentola con abbondante acqua. Nel frattempo scaldare una padella saltapasta con appena un cucchiaio di olio evo, giusto per ungere il fondo (soprattutto se non è antiaderente) e farvi rosolare il guanciale che dovrà sciogliersi un poco e diventare croccantino sui bordi. Mentre la pasta cuoce sbattere leggermente le uova con il pecorino e poco sale. Scolare la pasta (raccomando che sia al dente) mantenendo poca acqua di cottura e farla insaporire nella padella con il guanciale a fuoco vivace, mescolando energicamente per 1-2 minuti. Togliere la padella dal fuoco e versare immediatamente le uova sbattute con il pecorino sempre mescolando: l'uovo deve appena addensarsi. Attenzione: non rimettere la padella sul fuoco! L'uovo deve cuocersi appena con il calore della pasta e formare una deliziosa cremina, senza creare l'effetto "uovo strapazzato".
Terminare con una generosa spolverata di pepe nero appena macinato e, se piace, ancora un po' di pecorino romano grattugiato. Servire immediatamente.
Buon appetito!
N.B. Per il formato di pasta io consiglio penne, rigatoni o spaghetti. Non so bene quale sia il formato tradizionale da usare.
N.B.2. Ricordare di conteggiare 1 uovo a testa più 1 (che lo richiede la padella...almeno così dice Alessandro Borghese!)
Bene. Posso affermare con ragionevole sicurezza di essere stressata ormai da svariati mesi.
E che cosa si fa quando ci si sente sotto pressione? Si cercano degli antistress, ovvio!
Ecco quindi che mi lancio nello shopping, ma a quanto pare il mio portafogli non è sufficiente a rilassarmi quanto servirebbe.
Allora acchiappo la gatta e me la spupazzo fino a che non ne può più e scappa a nascondersi da quella pazza sclerata della sua padrona, ma non basta.
Cerco di leggere qualche libro ma la testa continua a girare a vuoto sulle cause del mio malessere (che poi è una sola: il lavoro).
Maltratto il povero maschio alfa, che sopporta pazientemente in attesa di tempi migliori.
Provo a rintanarmi in cucina a spignattare, si, ma cosa? In questo stato di perenne scoglionamento anche pensare a qualcosa da cucinare diventa una missione impossibile.
In questi casi vado sul classico, un comfort food al limite del food porn, il mio primo piatto preferito in assoluto: la sola e unica pasta alla carbonara!
Una bomba calorica che mi concedo di rado ma quando ci vuole ci vuole. Servono pochi ingredienti ed è velocissima da fare anche se necessita di alcune irrinunciabili accortezze: uova freschissime, pecorino romano (non parmigiano, non pecorino sardo, nè toscano) e guanciale. Diffidare delle imitazioni.
Dopo un piatto di questa tipica prelibatezza romana tutti i guai risultano ridimensionati e si ha quasi l'impressione di sentire il canto degli angeli!
Che poi si sa che i carboidrati complessi danno serenità!
PASTA alla CARBONARA
Ingredienti (per 2 persone):
200 g pasta (penne o spaghetti a piacere)
3 uova freschissime
3 cucchiai abbondanti di pecorino romano grattugiato
80 g di guanciale
olio evo
sale
pepe nero
Tagliare a dadini il guanciale (eventualmente sostituibile con della pancetta tesa, ma solo in caso di emergenza!). Mettere a bollire una pentola con abbondante acqua. Nel frattempo scaldare una padella saltapasta con appena un cucchiaio di olio evo, giusto per ungere il fondo (soprattutto se non è antiaderente) e farvi rosolare il guanciale che dovrà sciogliersi un poco e diventare croccantino sui bordi. Mentre la pasta cuoce sbattere leggermente le uova con il pecorino e poco sale. Scolare la pasta (raccomando che sia al dente) mantenendo poca acqua di cottura e farla insaporire nella padella con il guanciale a fuoco vivace, mescolando energicamente per 1-2 minuti. Togliere la padella dal fuoco e versare immediatamente le uova sbattute con il pecorino sempre mescolando: l'uovo deve appena addensarsi. Attenzione: non rimettere la padella sul fuoco! L'uovo deve cuocersi appena con il calore della pasta e formare una deliziosa cremina, senza creare l'effetto "uovo strapazzato".
Terminare con una generosa spolverata di pepe nero appena macinato e, se piace, ancora un po' di pecorino romano grattugiato. Servire immediatamente.
Buon appetito!
N.B. Per il formato di pasta io consiglio penne, rigatoni o spaghetti. Non so bene quale sia il formato tradizionale da usare.
N.B.2. Ricordare di conteggiare 1 uovo a testa più 1 (che lo richiede la padella...almeno così dice Alessandro Borghese!)
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