sabato 25 aprile 2015

Un dolce da favola (Creme brulee)

Mentre tutto il mondo vegetale e animale si risveglia con le miti temperature primaverili, io dormo.
Spuntano i germogli, fioriscono gli alberi e io mi appisolo appoggiata allo stipite della porta. Gli uccellini nidificano e cinguettano ovunque e i miei occhi si chiudono mentre sono a lavoro.
Le giornate sono meravigliosamente luminose e io sbadiglio come se non ci fosse un domani.
Se per il regno animale il letargo inizia con l'autunno, per me il periodo del sonno è certamente la primavera. Al primo accenno di tepore cado addormentata come nemmeno Biancaneve dopo aver morso la mela e potrei ronfare in ogni dove, tanto da far invidia alla Bella Addormentata.
Se in entrambi i casi il risveglio è stato opera di un bacio dell'agognato principe, per quanto mi riguarda non è necessario scomodare nessun reale erede: datemi una creme brulee e i miei occhi (e le mie fauci) si spalancheranno immediatamente al primo "Crock" della crosta di caramello rotta dal cucchiaino!
Un bacio....tsè! In certi momenti meglio una meravigliosa crema vellutata e voluttuosa, racchiusa da un goloso scrigno dolcemente ambrato! (Oddio....speriamo che il maschio alfa non legga questo post!)

Questa è la mia personale versione di creme brulee e la trovo stratosferica: la ricetta della crema è di Montersino, senza farina ma con amido di mais e di frumento come addensanti, che non formano grumi e non lasciano retrogusto. Contiene panna, che la rende estremamente morbida e goduriosa oltre che ipercalorica (ma per una volta chissenefrega: non è che la crema sia dietetica per definizione!). Mi piace aromatizzata alla vaniglia, che può comunque essere omessa se non la si gradisce.
Nota: obbligatorio il cannello da pasticciere. In passato ho provato a creare la crosta di caramello sotto il grill del forno ma il risultato è stato a dir poco deludente. Ringrazio pubblicamente il maschio alfa per avermelo regalato a Natale!


CREME BRULEE

Ingredienti (per 4-6 porzioni):
100 g di tuorli (corrispondenti a circa 4 uova)
100 g zucchero semolato
300 g latte intero
100 g panna fresca
16 g frumina (amido di frumento)
16 g maizena (amido di mais)
1 bustina di vanillina
zucchero di canna

Montare i tuorli con lo zucchero a lungo con le fruste elettriche fino a che non sono chiari e molto gonfi. Aggiungere la frumina e la maizena setacciate e continuare a montare per alcuni minuti fino a che il composto non è omogeneo.
In una pentola portare a ebollizione il latte, la panna e la vanillina a fiamma bassissima; a questo punto versarvi il composto di tuorli mescolando con una frusta. Quando la crema inizia a sobbollire e ha raggiunto la consistenza desiderata (deve velare il cucchiaio), spengere il fuoco e versarla nelle ciotoline individuali. Con queste dosi possono venire dalle 4 alle 6 porzioni in dipendenza della grandezza dei contenitori usati. Coprire ogni ciotolina con pellicola a contatto con la crema fino a che non è completamente fredda (in questo modo si evita la formazione della crosta secca sulla crema). Quando la crema è fredda togliere la pellicola, cospargere la superficie con abbondante zucchero di canna e caramellare la superficie con l'apposito cannello da pasticciere fino a che non ci sono più grumi di zucchero e si è formata una crosta di delizioso caramello brunito. Aspettare 1 minuto per far solidificare il caramello prima di servire.
Buon appetito!

domenica 19 aprile 2015

L'arte del rimandare (fagioli in umido)

Da domani vado a correre tutti i giorni.
Da lunedì inizio la dieta.
Uno di questi giorni mi iscriverò a un corso di francese.
Prima o poi farò il viaggio dei miei sogni.
Devo lavare la tappezzeria del divano: ci penserò domani.
Quante volte capita di fare simili affermazioni? A me spessissimo!
Siamo geneticamente programmati a procrastinare? O è solo pigrizia?
Rimanda oggi, rimanda domani...quante cose ci perdiamo?
Per esempio: avevo nel congelatore degli ottimi fagioli borlotti, freschi, già sgranati e ogni volta che li vedevo mi ripromettevo di cucinarli, prima o poi: sono rimasti lì sepolti per mesi prima che mi decidessi e facessi lo sforzo mentale di pensare a cuocerli. L'avessi fatto prima.....

Ottimi come contorno rustico di carni alla griglia, per esempio, ma perfetti  anche come sostanzioso piatto unico con adeguato quantitativo di pane con cui fare scarpetta.



FAGIOLI BORLOTTI in UMIDO

Ingredienti:
400 g fagioli borlotti freschi sgranati
400 g pomodori pelati (una lattina)
2 spicchi d'aglio
1 scalogno
2 rametti di rosmarino
4-5 foglie di salvia
pepe nero in grani
olio evo
sale


In una casseruola (meglio se di coccio) far soffriggere 3 cucchiai di olio evo con gli spicchi d'aglio sbucciati e schiacciati, lo scalogno affettato, la salvia e il rosmarino. Prima che l'aglio imbrunisca aggiungere i fagioli (vanno bene anche congelati) e far insaporire un paio di minuti mescolando con un cucchiaio di legno. Aggiungere anche i pomodori pelati spezzettati grossolanamente e un cucchiaio di pepe nero in grani. Abbassare la fiamma al minimo e lasciare cuocere coperto molto lentamente per almeno un'ora e mezza aggiungendo ogni tanto un po' di acqua calda in modo che il fondo di cottura non si asciughi (deve restare abbastanza liquido). I borlotti hanno una buccia piuttosto spessa perciò necessitano di una lunga cottura, pur mantenendo una consistenza soda. A fine cottura aggiustare di sale e servire con un filo di olio evo a crudo e bel buon pane toscano.
Buon appetito!

sabato 11 aprile 2015

Uova pasquali (uova sode farcite)

"Che il sole splenda finalmente sulle nostre teste, che le gite fuori porta siano liete e le vivande gustose e abbondanti!"
...
Questo avrei voluto scrivere il giorno di Pasqua per fare gli auguri a tutto il web. Ma, ahimè, come sempre capita quando cerco di organizzarmi, i miei piani falliscono miseramente.
Innanzitutto è stato brutto tempo: pioggia, nuvole e un vento gelido che scoraggiava qualunque uscita. Poco male: ci si può sempre rintanare in casa, in buona compagnia, per gustare insieme i tanti manicaretti preparati.
Niente di fatto anche in questo caso. Il maschio alfa ha pensato bene di "ammalarsi" sabato sera.
Un po' di raffreddore è bastato a metterlo KO.
Con una temperatura di 37.3°C già non aveva le forze per bere da solo il thè.
Ho pensato che se disgraziatamente la febbre fosse salita sopra i 37.5 probabilmente avrei dovuto chiamare un prete per l'estrema unzione!
L'ho lasciato a letto moribondo per andare a pranzo sentendomi gridare dietro "riportami gli avanzi del pranzo!". Doveva stare proprio male, specialmente quando alle 5 del pomeriggio l'ho visto azzannare un cosciotto di capretto arrosto e un piatto di pappardelle al cinghiale!
Per fortuna non gli piacciono le uova sode, di cui io invece sono ghiotta!
Quindi eccole qui, nella mia versione preferita, farcite con capperi e prezzemolo. Sono buonissime e appetitose e ormai da tanti anni è così che le mangiamo a casa mia. L'importante è ricordarsi che vanno bene anche in qualunque altro giorno dell'anno, non solo per Pasqua! Ottime come sfizioso antipasto, finger food, o anche per un picnic. A me piacciono così tanto che per farmi smettere di mangiarle devono togliermi il piatto dalle mani! Ricordare che un solo uovo a testa potrebbe non bastare! :-P


UOVA SODE FARCITE

Ingredienti (per 4 persone):
4 uova
una manciata di capperi sotto sale
3-4 rametti di prezzemolo 
olio evo
sale, pepe nero

In un pentolino far bollire abbondante acqua e tuffarvi le uova lentamente, facendo attenzione che il guscio non si rompa. Lasciare bollire una decina di minuti girando le uova di tanto in tanto. Sgusciare le uova quando sono ancora calde e lasciarle raffreddare a temperatura ambiente. Se proprio si ha paura di ustionarsi le mani lasciare raffreddare prima e sgusciare a freddo ma tenere presente che a freddo il guscio potrebbe attaccarsi all'albume e rendere l'operazione più lunga e difficoltosa (se non si vuole rovinare la superficie dell'albume).
Tagliare le uova a metà per il lungo con un coltello a lama piatta e mettere da parte i tuorli facendo attenzione a non rompere il bianco. Dissalare i capperi sotto acqua corrente. Tritare finemente prezzemolo e capperi e amalgamarli ai tuorli aggiungendo olio evo a filo fino a formare una sorta di crema molto densa. Aggiustare di sale e pepe secondo il proprio gusto.
Usare gli albumi come scodelline e riempirne l'incavo con il composto di tuorli usando una sac-a-poche o facendo delle quenelle con 2 cucchiaini. Decorare con capperi e foglie di prezzemolo fresco e servire.
Buon appetito!



N.B.: Possono essere preparate in anticipo e conservate in frigorifero per qualche ora (non troppo a lungo altrimenti il ripieno perde cremosità).

venerdì 3 aprile 2015

Telefonia vintage (Gnocchetti agli scampi)

"Quello è il tuo telefono?"
"Ehm...si. Perchè?"
"Davvero??!! E funziona?"
"Si! Funziona bene per telefonare e mandare sms."
"Perchè non ne compri uno nuovo super-accessoriato: ora costano così poco! Cioè, non hai nemmeno Whatsapp! Ma come fai????"

Non passa settimana che io non mi trovi coinvolta in simili conversazioni con amici, parenti, conoscenti, perfetti sconosciuti che spesso assumono espressioni tra il serio e il faceto passando per lo sbigottito e lo schifato, neanche si trattasse di un'arma batteriologica.
No, non ho uno smartphone e me ne vanto anche se sembra che non possedere cotali prodigi tecnologici mi releghi nella casta dei paria sociali o dei malati di mente.
Il  mio antichissimo Nokia rosa mi piace ancora, benchè graffiato e scolorito, è piccolo tanto da entrare in una pochette, funziona e non ho nessuna intenzione di cambiarlo prima della sua morte naturale. Diciamo che sono contraria all'obsolescenza programmata.
Inoltre vorrei proprio sapere a chi, tra i tanti detrattori del mio anziano telefonino, la batteria del fighissimo smartphone dura 2 giorni!!!

Per rimanere a tema oggi ricetta vintage; un classicone molto anni '80: gli gnocchetti agli scampi. Da piccola li adoravo e ne facevo delle scorpacciate incredibili!
Scommettiamo che nessuno ha il coraggio di dire che non sono buoni perchè la ricetta è vecchia e superata?





GNOCCHETTI agli SCAMPI

Ingredienti (per 3 persone):
500 g gnocchetti di patate
15 scampetti freschi
passata di pomodoro
panna fresca
peperoncino (facoltativo)
1 spicchio d'aglio
100 ml di vino bianco
prezzemolo
olio evo
sale

Lavare gli scampetti e asciugarli. Staccare loro la testa e incidere il carapace sul dorso con le forbici (per eliminare l'eventuale filamento nero), poi eliminare le zampette e tagliare la coda a tocchetti mantenendo il guscio. Personalmente preferisco mantenere il guscio perchè ritengo che la polpa rimanga più morbida e umida ma chi preferisce può eliminarlo del tutto e usare solo la polpa. In un tegame soffriggere per un paio di minuti 3-4 cucchiai di olio evo con uno spicchio di aglio tritato e poco peperoncino secco (facoltativo). Attenzione a non far abbrustolire l'aglio. Porre nel tegame i pezzi di scampetti insieme alle teste che, cuocendosi, daranno ancora più gusto al sughetto e lasciare rosolare tutto alcuni minuti. Salare e sfumare con il vino bianco. Aggiungere la passata di pomodoro, abbassare il fuoco e lasciare cuocere una decina di minuti. A fine cottura aggiungere anche la panna e aggiustare eventualmente di sale. Il condimento non deve asciugarsi troppo.
Nel frattempo far bollire abbondante acqua salata in una pentola e cuocervi gli gnocchetti fino a che non vengono a galla (occorrono un paio di minuti al massimo): a questo punto scolarli delicatamente con la schiumarola e gettarli nel sughetto di scampi. A fuoco acceso mescolare delicatamente gnocchetti e sugo per amalgamare, cospargere con prezzemolo tritato e servire subito.
Buon appetito!

domenica 22 marzo 2015

Neve sul Bosforo (Gamberoni al brandy)

Se qualcuno oltre a me poteva pensare che a Istanbul a febbraio avrei potuto trovare una primavera precoce, beh, si sbagliava di grosso: il giorno prima della nostra partenza tutti i voli in partenza dall'aeroporto internazionale sono stati cancellati per emergenza neve....
Appena scesi dall'aereo, in piena notte, siamo stati accolti da un'arietta fredda e pungente e da cumuli di neve accatastati ai lati della strada, ma è stato solo la mattina successiva che ci siamo resi conto della portata del fenomeno: tetti bianchi e strade ghiacciate su cui slittavo molto poco leggiadramente con i miei stivaletti scamosciati (quanto di meno adatto per camminare nella neve).
Eppure... voglio tornare a Istanbul, o Bisanzio, o Costantinopoli che dir si voglia, crocevia di religioni e culture, la porta d'Oriente, una delle città più antiche e ricche di storia del mondo, poliedrica e affascinante come solo un mix culturale riesce ad essere.
Immaginate le moschee innevate che scintillano al sole o le fontane ghiacciate nel cortile dell'harem del Topkapi... che contrasto incredibile!


Voglio tornare per perdermi negli infiniti vicoli del Grand Bazar e inebriarmi con gli aromi di spezie, infusi e dolci al miele nel mercato delle spezie; voglio ammirare lo stretto del Bosforo e il Corno d'oro dalla terrazza della moschea di Solimano; voglio ancora bere tè alla mela e succo di melograno fresco e mangiare un panino con il pesce sotto il ponte di Galata.






Sono rimasta stregata dai meravigliosi arabeschi azzurri delle porcellane, dalle preghiere dei muezzin diffuse dagli altoparlanti all'interno di Hagia Sofia e dagli incredibilmente ipnotici balli dei dervisci rotanti.




Una città magica, da scoprire in ogni momento. Tantissime cose da fare, vedere e racconatare. Troppo pochi 3 giorni per andare oltre la superficie ma abbastanza per sognare di tornare.


Dato che al mercato del pesce di Istanbul ho visto dei gamberoni davvero enormi, al mio rientro ho pensato ad una ricetta semplicissima con questi meravigliosi crostacei.


GAMBERONI al BRANDY

Ingredienti (per 2 persone):
10 gamberoni
100 ml di brandy
1 spicchio d'aglio
peperoncino fresco
prezzemolo
olio evo
sale

Lavare i gamberoni e togliere le zampette, poi incidere il carapace sul dorso con le forbici ed eliminare il filamneto nero.
In una padella scaldare un paio di cucchiai di olio evo insieme a poco peperoncino tritato e farvi rosolare uno spicchio d'aglio sbucciato e tagliato a fettine. Aggiungere anche i gamberoni e farli dorare un paio di minuti per lato, poi salare e sfumare con il brandy a fiamma vivace. Quando il fondo si è ristretto (occorrono pochi minuti) spengere il fuoco e spolverizzare con prezzemolo tritato prima di servire ben caldi.
Buon appetito!

sabato 7 marzo 2015

Notte da uragano (Plumcake mais e cioccolato)

Ho sempre avuto paura del vento. Fin da piccola. Fin da quando vidi i danni provocati da una tromba d'aria al mare. Una scena che non riesco a dimenticare. Adesso, l'orrore che si ripete. Due notti fa la Toscana è stata flagellata da quello che può essere descritto solo come un uragano. Raffiche di vento fortissimo, fino a 170 km/h che mi hanno tenuta sveglia fin dalle 4 del mattino. Lo sentivo fischiare acutissimo attraverso le fessure e ululare fra gli edifici; sentivo la casa scricchiolare, tegole e vasi volare via e cadere ovunque.
Eppure è stato solo al mattino che ho avuto la percezione della gravità della situazione, quando ci siamo accorti che una grossa lastra di plastica, volata via dalla copertura di un capannone, bloccava la porta d'ingresso. Rimossa la lastra, sono stata letteralmente scaraventata contro la ringhiera appena ho provato ad uscire sul terrazzo: mai provato un vento così forte.
Il mio paese è stato tra i più colpiti: decine di alberi, vecchi di molti anni, divelti, se non proprio spezzati ingombrano ancora le strade creando uno scenario abbastanza apocalittico, tetti scoperchiati e aziende rase al suolo.
Da anni i climatologi paventano una estremizzazione dei fenomeni meterologici a seguito dei cambiamenti climatici globali che si stanno verificando: che questo sia l'inizio?
In teoria non dovrebbero formarsi uragani in similli zone: non siamo ai Tropici e nemmeno nelle sconfinate lande americane eppure ciò che è successo l'altra notte parla chiaro.
Se dovesse ripresentarsi una cosa del genere che faremo? Come ci prepareremo e difenderemo?
Non resta che indossare un paio di scarpette rosse e sperare che il vento ci porti nella terra di Oz...

Un dolce. C'è decisamente bisogno di un dolce. Particolare per la presenza della farina di mais, profumato da mandorle e brandy, goloso con il cioccolato ma facile e veloce, per chi non ha tempo da perdere ma vuole trovare un buon dolcino per colazione.



PLUMCAKE MAIS e CIOCCOLATO

Ingredienti:
110 g farina di mais tipo fioretto
50 g farina integrale
25 g maizena
40 g di mandorle spellate (o farina di mandorle)
125 g yoghurt bianco (anche magro)
2 uova
150 g di zucchero di canna
1 bustina di vanillina
1 bustina di lievito per dolci
25 ml olio di semi di arachide (o altro olio di semi)
1 bicchierino di brandy
3 cucchiai di gocce di cioccolato fondente

Tritare finemente le mandorle con il mixer. In una terrina montare le uova con lo zucchero di canna, quindi aggiungere le mandorle tritate, l'olio, lo yoghurt e il brandy. Mescolare la farina integrale, quella di mais (previamente setacciata in modo da eliminare le parti più grossolane), la maizena, il lievito e la vanillina e incorporare tutto al composto cremoso continuando a mescolare. Infine aggiungere le gocce di cioccolato leermente infarinate e omogeneizzare delicatamente il tutto. Rivestire uno stampo da plumcake con carta da forno, riempirlo con l'impasto ottenuto e infornare a 180°C per 40 minuti (controllare la cottura con uno stuzzicadenti). Sfornare, lasciare raffreddare e servire per accompagnare una tazza di thè o di caffèlatte.
Buon appetito!

sabato 28 febbraio 2015

Voglia di partire (Cavolfiore speziato)

A novembre, dopo un forsennato periodo di lavoro, dopo essere sopravvissuta, quasi indenne, a una ispezione in laboratorio, avevo bisogno di una vacanza. Così la prima cosa che ho fatto subito dopo è stata prenotare un volo. La prospettiva di un viaggio riesce sempre a rilassarmi e il sapere che a breve vedrò un nuovo pezzo di mondo mi esalta tantissimo. "Staccare da tutto" è la parola d'ordine e novembre era il periodo perfetto per una mini-vacanza low cost e senza stress. Come ho già accennato qui la  destinazione è stata la Romania. A prima vista può non sembrare allettante (io, in primis, ero scettica) e invece si è dimostrata sorprendentemente interessante.

 
Il gigantesco ex palazzo del popolo, a Bucarest, voluto dal dittatore Ceausescu, che ho scoperto essere il secondo edificio governativo più grande del mondo, dopo il Pentagono. L'enormità delle sale e dei corridoi e il loro sfarzo è sorprendente, considerando che la sua costruzione ha ridotto sul lastrico una intera nazione.  Peccato che il giorno che avevamo a disposizione per visitare la capitale il tempo è stato grigio e piovoso e non abbiamo potuto goderne a pieno. Per fortuna il gran fascino della Romania non risiede tanto nella sua capitale quanto nelle sue sconfinate aree rurali, punteggiate da una moltitudine di castelli estremamente suggestivi e nei suoi monti innevati che sembrano usciti direttamente dalle fiabe: uno spettacolo che non mi aspettavo, reso ancora più magico dal freddo pungente e dalla neve che cadeva gentile e silenziosa.


Last but not least, l'immancabile aspetto enogastronomico: abbiamo mangiato benissimo! I piatti sono pesanti e saporiti, adatti al rigido clima invernale: zuppe calde e dense, stinchi al forno con crauti e patate, salsicce, stufati e spezzatini di tutti i tipi. Alloggiando a Brasov, deliziosa cittadina sui Carpazi (è detta la Hollywood romena: qualcuno è in grado di capire il perchè?), abbiamo anche avuto modo di gustare dei tipici prodotti locali come i salumi di cervo e di orso. Fantastico!


Quelle dietro il vassoio sono le mie impazienti manine!!!
Mentre ripenso a questo mio ultimo viaggio mi rendo conto che sono di nuovo al punto di partenza: distrutta da un'altra ispezione, tra pochi giorni ho un volo prenotato per un lungo weekend a Istanbul! Perchè lavorare va bene, ma viaggiare è meglio!
Per tale motivo la mia ricetta di oggi non può che essere già proiettata verso l'Oriente e le sue meravigliose spezie: un modo alternativo di cucinare un buon cavolfiore che, anche se non piace a tutti, in questo modo diventa oltremodo goloso e profumato!



CAVOLFIORE SPEZIATO

Ingredienti (per 3-4 persone):
1 cavolfiore
300 ml passata di  pomodoro
125 ml yoghurt bianco
1 grossa cipolla dorata
1 spicchio di aglio
1 pezzo di radice di ginger fresco
paprika in polvere
curry in polvere
1 peperoncino fresco (o secco, secondo disponibilità)
olio di semi
prezzemolo
sale

Lavare il cavolfiore, dividerlo a cimette e cuocerlo al vapore per 10-15 minuti. Sbucciare lo spicchio d'aglio e tritarlo insieme ad un pezzo di ginger privato della corteccia. Scaldare 2 cucchiai di olio in una padella, poi aggiungere il trito di aglio e ginger, il peperoncino tagliato a fettine (per non avere un gusto troppo piccante eliminare i semi) e la cipolla sbucciata e affettata a velo. Unire 3 cucchiai di acqua e lasciare stufare piano per 10 minuti. Salare, unire la passata di pomodoro (meno un paio di cucchiai), un cucchiaino di paprika e uno di curry e cuocere ancora 10minuti, fino a che le cipolle non sono ben cotte. In una ciotolina mescolare lo yoghurt con un cucchiaio di olio, 2 cucchiai di passata di pomodoro e un pizzico di sale. Stendere un paio di cucchiai di crema di yoghurt in una pirofila e adagiarvi il cavolfiore lessato ma ancora croccante. Versare la salsa di yoghurt e le cipolle speziate sul cavolfiore, poi infornare  per una decina di minuti al massimo della temperatura. Una volta sfornato spolverizzare con un trito di prezzemolo e servire subito, meglio se accompagnato da del buon riso basmati semplicemente bollito.
Buon appetito!