Guidare con i finestrini aperti. Braccialetti di perline colorate. Il gelato che si scioglie nella coppetta. Capelli bagnati sciolti sulle spalle. Bermuda e sandali. L'odore di fritto misto di mare. Il brivido quando entro in acqua dopo un bagno di sole. Carne cotta sulla brace in riva al lago. Guardare il tramonto dal terrazzo. Vestiti bianchi sulla pelle abbronzata. Thè freddo. Zanzare e citronella. Il rumore delle onde su una spiaggia deserta. Ghiaccioli al cedro e granite al limone. Pomeriggi in bicicletta. Pescare. Sdraiarsi sulla sabbia. Birra fresca con il limone. Cene in giardino con gli amici. Viaggi in città straniere. Sagre e feste di paese. Beach volley e tennis. L'asfalto bollente. Cappelli di paglia e occhiali da sole. Il frinire delle cicale. L'aria silenziosa e immobile del pomeriggio. Passeggiate sulla battigia. Pesche, albicocche e cocco. Il profumo di crema solare. Il sale sulla pelle. Pomodori appena colti dall'orto. La settimana enigmistica. Riso freddo. Tornei di briscola e ramino. Margarita e mojito.
La mia stagione preferita. Come potrebbe essere altrimenti?
La ricetta di oggi entra a pieno titolo tra i miei ricordi estivi preferiti: complice un cocomero, emblema dell'estate, lasciatomi in dono da genitori vacanzieri, ho provato un'insalata che si è rivelata sorprendente per gusto e freschezza. Da provare.
INSALATA di COCOMERO e FETA
Ingredienti (per una persona):
1 grossa fetta di cocomero
50-60 g di feta
1/2 cipolla di Tropea fresca
Un mazzetto di rucola
5-6 olive al forno
succo di 1/2 limone
olio evo
Lavare e asciugare la rucola. Affettare la cipolla. Emulsionare il succo di limone e un paio di cucchiai di olio evo. Per ultimo tagliare a dadi il cocomero. Chi ne ha voglia può prima togliere gli antipatici semini neri...io ne ho fatto a meno e li ho sputacchiati via mentre mangiavo! Disporre gli ingredienti preparati nel piatto di portata, sbriciolare sopra la feta e irrorare con l'emulsione al limone. Servire immediatamente.
Buon appetito!
N.B.1 Il cocomero deve essere tagliato e impiattato per ultimo perchè perde molti liquidi e, se lasciato a lungo nel piatto, annacquerebbe tutto.
N.B.2 Le dosi sono indicative: si possono aumentare o diminuire i vari ingredienti in base ai propri gusti.
domenica 20 luglio 2014
domenica 13 luglio 2014
Aspettando l'estate (Spaghetti di soia piccanti con carne e verdurine)
Si, ma l'estate???? Che fine ha fatto? Qualcuno l'ha vista o me la sono persa per strada? Sono forse caduta in letargo a giugno e mi sono svegliata a ottobre? Perchè la sensazione è proprio quella, con queste piogge, il vento, i fulmini, le bufere improvvise e l'aria fresca e pungente. Per uscire la sera ho dovuto indossare, con somma disdetta e poca eleganza, l'unica felpa che avevo lasciato nel cassetto, mentre i miei nuovi vestitini estivi rimangono ancora a far la muffa nell'armadio. Aspetto solo che qualcuno mi inviti ad una festa di Halloween e l'illusione sarà perfetta!
Per di più con questo tempo non mi va di uscire e il maschio alfa mi obbliga a sorbirmi tutte le partite del Mondiale....per fortuna che siamo alla fine di questo strazio.
Mentre sono in attesa di temperature più miti e gite al mare, propongo una ricetta cinese piccantina e molto saporita: gli spaghetti di soia saltati con verdure, maiale e salsa di soia. Sono buonissimi e vengono davvero molto simili a quelli che si mangiano al ristorante, con il vantaggio che si può limitare il quantitativo di olio e quindi la pozza di unto che spesso accompagna questo tipo di preparazione. Buonissimi!
SPAGHETTI di SOIA CINESI
Ingredienti (per 3 persone):
150 g spaghetti di soia (3 matassine)
Per di più con questo tempo non mi va di uscire e il maschio alfa mi obbliga a sorbirmi tutte le partite del Mondiale....per fortuna che siamo alla fine di questo strazio.
Mentre sono in attesa di temperature più miti e gite al mare, propongo una ricetta cinese piccantina e molto saporita: gli spaghetti di soia saltati con verdure, maiale e salsa di soia. Sono buonissimi e vengono davvero molto simili a quelli che si mangiano al ristorante, con il vantaggio che si può limitare il quantitativo di olio e quindi la pozza di unto che spesso accompagna questo tipo di preparazione. Buonissimi!
SPAGHETTI di SOIA CINESI
Ingredienti (per 3 persone):
150 g spaghetti di soia (3 matassine)
2 spicchi di aglio
300 g macinato di maiale
2-3 cipollotti bianchi freschi
10 funghi champignon
300 g macinato di maiale
2-3 cipollotti bianchi freschi
10 funghi champignon
2 carote
1 peperoncino piccante
1/2 peperone rosso
Un pezzo di zenzero fresco
olio di semi di girasole
1 peperoncino piccante
1/2 peperone rosso
Un pezzo di zenzero fresco
olio di semi di girasole
Vino bianco secco
salsa di soia
sale
Per prima cosa preparare il soffritto: sbucciare un pezzo di zenzero (io ne metto abbastanza ma dipende dai gusti personali) e tagliarlo a julienne sottilissime, sbucciare l'aglio e tagliarlo a fettine. In uno wok (o in una padella saltapasta) versare olio di semi di girasole fino a coprire abbondantemente il fondo, scaldarlo e soffriggervi il maiale insieme al ginger e le fettine di aglio. Aggiungere anche il peperoncino piccante tagliato a pezzetti (anche qui la quantità è a discrezione...io ne metto uno intero ma si può tranquillamente diminuire). Far insaporire tutto a fiamma alta mescolando frequentemente. Salare poco e sfumare con il vino bianco e una tazzina di salsa di soia. Quando la carne è praticamente cotta aggiungere anche i funghi lavati e tagliati a fettine, il peperone tagliato a listarelle, le carote raschiate e tagliate a julienne o a losanghe e il cipollotto tagliato in 6-8 spicchi verticalmente per un'ultima spadellata veloce a fiamma alta. Se il fondo di cottura è troppo asciutto aggiungere ancora salsa di soia. Il condimento può sembrare tanto ma non lo è: letteralmente sparisce tra gli spaghetti! Lessare gli spaghetti di soia in abbondante acqua bollente: basta un solo minuto, ovvero il tempo necessario perchè le matassine di spaghetti si aprano. Con tempi di cottura superiori gli spaghetti diventerebbero collosi. Scolare bene gli spaghetti e spadellarli a fiamma alta insieme al condimento preparato il tempo necessario ad amalgamare bene tutto (il fondo di cottura deve essere abbastanza asciutto a questo punto). Irrorare eventualmente con altra salsa di soia. Servire subito ma tenere presente che sono buoni pure freddi.
Buon appetito!
salsa di soia
sale
Per prima cosa preparare il soffritto: sbucciare un pezzo di zenzero (io ne metto abbastanza ma dipende dai gusti personali) e tagliarlo a julienne sottilissime, sbucciare l'aglio e tagliarlo a fettine. In uno wok (o in una padella saltapasta) versare olio di semi di girasole fino a coprire abbondantemente il fondo, scaldarlo e soffriggervi il maiale insieme al ginger e le fettine di aglio. Aggiungere anche il peperoncino piccante tagliato a pezzetti (anche qui la quantità è a discrezione...io ne metto uno intero ma si può tranquillamente diminuire). Far insaporire tutto a fiamma alta mescolando frequentemente. Salare poco e sfumare con il vino bianco e una tazzina di salsa di soia. Quando la carne è praticamente cotta aggiungere anche i funghi lavati e tagliati a fettine, il peperone tagliato a listarelle, le carote raschiate e tagliate a julienne o a losanghe e il cipollotto tagliato in 6-8 spicchi verticalmente per un'ultima spadellata veloce a fiamma alta. Se il fondo di cottura è troppo asciutto aggiungere ancora salsa di soia. Il condimento può sembrare tanto ma non lo è: letteralmente sparisce tra gli spaghetti! Lessare gli spaghetti di soia in abbondante acqua bollente: basta un solo minuto, ovvero il tempo necessario perchè le matassine di spaghetti si aprano. Con tempi di cottura superiori gli spaghetti diventerebbero collosi. Scolare bene gli spaghetti e spadellarli a fiamma alta insieme al condimento preparato il tempo necessario ad amalgamare bene tutto (il fondo di cottura deve essere abbastanza asciutto a questo punto). Irrorare eventualmente con altra salsa di soia. Servire subito ma tenere presente che sono buoni pure freddi.
Buon appetito!
giovedì 10 luglio 2014
Fame da babbuino (Insalata di pollo e patate alla senape)
Mi accingo a festeggiare ben 2 mesi di carestia: per la prima volta riesco ad avere sufficiente forza di volontà da limitare l'attività mangereccia delle mie fauci voraci. D'altronde non è che abbia molta scelta: o perdo qualche chilo o mi rifaccio il guardaroba, cosa che mi piacerebbe moltissimo, se avessi fondi illimitati ma che, purtroppo, non ho. Le prime settimane sono state le più dure, avendo diminuito porzioni e condimento, ma di fatto anche ora sono sempre affamata....una fame da babbuino! Non avevo idea che questi animali fossero così attratti dal cibo ma, che diamine, lo sono eccome! E io che pensavo che mangiassero solo banane e noccioline! La rivelazione di questa inaspettata verità è giunta senza preavviso mentre eravamo a Capo di Buona Speranza. Ci eravamo fermati per fare alcune foto alla bellissima costa: non c'era nessuno nei paraggi e lasciammo il portello dell'auto aperto. A un centinaio di metri avvistammo una coppia di babbuini con il cucciolo. Non avevano paura e si avvicinavano, prima lentamente, poi correndo, tanto che abbiamo dovuto scansarci per non essere caricati. Nemmeno il tempo di pensare che l'ardimentoso babbuino ha puntato l'auto e ed è entrato. Scene di panico: chi rideva, chi cercava di farlo scendere battendo sui vetri...personalmente ho optato per una serie di urla isteriche!
Il curioso babbuino ha poi iniziato a maneggiare il cruscotto e, ahimè, il mio zaino. Mi si è gelato il sangue nelle vene appena ho realizzato che dentro c'erano dei dolcetti, da cui evidentemente il babbuino era attratto, e i passaporti mio e del maschio alfa. Se fosse scappato via con la mia borsa con quale coraggio avrei potuto denunciare un furto di documenti da parte di una scimmia???
In quel momento mi sono agitata più che mai, fino a che non mi sono accorta della babbuina femmina seduta accanto a me che, sbadigliando, esibiva enormi, affilatissimi canini di circa 15 cm. Mi sono ricordata allora degli ammonimenti del medico "stai lontana dalle scimmie: mordono e graffiano trasmettendo malattie come rabbia e AIDS"....mi sono subito placata per non farla arrabbiare.
Nel frattempo quel bellimbusto del compagno era sceso dall'auto portandosi via solamente il sacco dell'immondizia, per fortuna. Ed eccolo qui, con il suo magro bottino: una carta sporca di cioccolato ha salvato i miei passaporti!
Oltre al danno la beffa: arrivati al faro del Capo di Buona Speranza abbiamo trovato questo cartello.
E grazie!....ce lo avessero detto prima magari!!!
Per evitare che a breve pure io mi ritrovi a leccare la carta della cioccolata cerco di mangiare poco, bene e soprattutto pietanze che, anche se non soddisfano la mia voglia di dolce, soddisfano comunque egregiamente i miei occhi e la mia pancia, come questa deliziosa e coloratissima insalata di pollo: trovo che sedano, funghi, peperoni, cipolla e patate stiano benissimo insieme. Ah! Importante: anche il condimento è light! ;-)
INSALATA di POLLO e PATATE alla SENAPE
Ingredienti ( per 4 persone):
1 pollo spellato e tagliato a pezzi
1 peperone
2 grosse patate
2 costole di sedano
1 cipolla di Tropea fresca
10-15 funghi champignon
1 mazzetto di rucola
lattuga
1 limone
salsa di senape in grani
olio evo
sale
Sbucciare le patate e tagliarle a dadi, poi lavare il pollo e asciugarlo. Cuocere pollo e patate al vapore per circa 45 minuti. Nel frattempo lavare bene tutte le altre verdure e asciugarle. Tagliare a listarelle il peperone (dopo aver eliminato i semi e le parti bianche interne) e le costole di sedano, affettare la cipolla di Tropea sbucciata e i funghetti. In una ciotolina emulsionare bene 2 cucchiai abbondanti di senape, il succo del limone, 3 cucchiai di olio evo e una presa abbondante di sale. Quando il pollo è cotto farlo raffreddare un poco e disossarlo a mano in modo da ottenere dei bocconcini. Disporre nel piatto qualche foglia di insalata, il pollo, le patate, e tutte le altre verdure tagliate e condire con la salsa alla senape. Servire subito.
Buon appetito!
Il curioso babbuino ha poi iniziato a maneggiare il cruscotto e, ahimè, il mio zaino. Mi si è gelato il sangue nelle vene appena ho realizzato che dentro c'erano dei dolcetti, da cui evidentemente il babbuino era attratto, e i passaporti mio e del maschio alfa. Se fosse scappato via con la mia borsa con quale coraggio avrei potuto denunciare un furto di documenti da parte di una scimmia???
In quel momento mi sono agitata più che mai, fino a che non mi sono accorta della babbuina femmina seduta accanto a me che, sbadigliando, esibiva enormi, affilatissimi canini di circa 15 cm. Mi sono ricordata allora degli ammonimenti del medico "stai lontana dalle scimmie: mordono e graffiano trasmettendo malattie come rabbia e AIDS"....mi sono subito placata per non farla arrabbiare.
Nel frattempo quel bellimbusto del compagno era sceso dall'auto portandosi via solamente il sacco dell'immondizia, per fortuna. Ed eccolo qui, con il suo magro bottino: una carta sporca di cioccolato ha salvato i miei passaporti!
Oltre al danno la beffa: arrivati al faro del Capo di Buona Speranza abbiamo trovato questo cartello.
E grazie!....ce lo avessero detto prima magari!!!
Per evitare che a breve pure io mi ritrovi a leccare la carta della cioccolata cerco di mangiare poco, bene e soprattutto pietanze che, anche se non soddisfano la mia voglia di dolce, soddisfano comunque egregiamente i miei occhi e la mia pancia, come questa deliziosa e coloratissima insalata di pollo: trovo che sedano, funghi, peperoni, cipolla e patate stiano benissimo insieme. Ah! Importante: anche il condimento è light! ;-)
INSALATA di POLLO e PATATE alla SENAPE
Ingredienti ( per 4 persone):
1 pollo spellato e tagliato a pezzi
1 peperone
2 grosse patate
2 costole di sedano
1 cipolla di Tropea fresca
10-15 funghi champignon
1 mazzetto di rucola
lattuga
1 limone
salsa di senape in grani
olio evo
sale
Sbucciare le patate e tagliarle a dadi, poi lavare il pollo e asciugarlo. Cuocere pollo e patate al vapore per circa 45 minuti. Nel frattempo lavare bene tutte le altre verdure e asciugarle. Tagliare a listarelle il peperone (dopo aver eliminato i semi e le parti bianche interne) e le costole di sedano, affettare la cipolla di Tropea sbucciata e i funghetti. In una ciotolina emulsionare bene 2 cucchiai abbondanti di senape, il succo del limone, 3 cucchiai di olio evo e una presa abbondante di sale. Quando il pollo è cotto farlo raffreddare un poco e disossarlo a mano in modo da ottenere dei bocconcini. Disporre nel piatto qualche foglia di insalata, il pollo, le patate, e tutte le altre verdure tagliate e condire con la salsa alla senape. Servire subito.
Buon appetito!
venerdì 4 luglio 2014
Independence day (Pork ribs al barbecue)
Oggi è la festa dell'indipendenza americana...e anche se non sono nè a New York, nè a Los Angeles, come si fa a non festeggiare con una porcata tipicamente statunitense come le pork ribs in salsa barbecue?
Le ho assaggiate nell'ormai mitico viaggio in Florida e, sarà che la rosticciana è il mio taglio di carne preferito, ma mi sono rimaste nel cuore così morbide, succulente, saporite, cicciose. Un piacere voluttuoso da concedersi una volta ogni tanto. Niente a che vedere con la nostra rosticciana al barbecue (che comunque adoro!): sia la preparazione che il risultato sono totalmente diversi. Ho avuto bisogno di quasi 2 anni per elaborare la mia versione (e per paura produrre una schifezza) cercando ricette e documentandomi sia in Tv che sul web fino a che non sono giunta a quella che, secondo me, è la ricetta perfetta. Ci vuole tempo per marinare, cuocere molto lentamente il trancio di costine al forno, salsarlo e finirlo sul barbecue ma il risultato veramente ne vale la pena. Le ho preparate per il mio compleanno e posso garantire che i miei ospiti (nonchè compagni di viaggio e assaggiatori ufficiali) sono rimasti soddisfattissimi: la carne si scioglieva letteralmente in bocca. Una goduria da provare almeno una volta nella vita. Fondamentale mangiare le costine con le mani, facendo colare la salsa lungo tutto il braccio. E' come per le Fonzies: se non ti lecchi le dita godi solo a metà!
Dunque buon Independence day a tutti gli americani e non e festeggiate con queste costolette e una birra gelata! Prosit!
PORK RIBS al BARBECUE
Ingreedienti (per 4 persone):
1 kg trancio di costine di maiale
Mix secco di spezie
Salsa barbecue
MIX SECCO di SPEZIE
2 cucchiai di sale
2 cucchiai di zucchero di canna
1 cucchiaino di semi di cumino
3 spicchi di aglio tritati
1 cucchiaino di pepe nero
1 cucchiaio di mix in polvere di peperoncino, paprika, aglio secco (per me un mix piccante proveniente dal Messico!)
Mescolare tutti gli ingredienti sopra citati in un barattolo e usare il composto per massaggiare bene il costolato: deve risultare unifomemente ricoperto. Avvolgere la carne nella pellicola per alimenti e lasciare marinare in frigorifero per una notte. Se il composto per la marinatura dovesse avanzare, può essere conservato in un barattolo chiuso.
Dopo la marinatura scaldare il forno a 120°C, poggiare la carne (senza pellicola!) in una teglia e coprire con alluminio in modo tale che i succhi della carne non evaporino. Infornare per almeno 3 ore. Girare la carne a metà cottura e continuare la cottura sempre coperta. E' importante che la carne cuocia a bassissima temperatura perchè diventa talmente tenera da staccarsi dall'osso al minimo contatto.
Preparare il barbecue e, prima di grigliare la carne, spalmarla abbondantemente con la salsa barbecue (ricetta di seguito). Grigliare la carne per una decina di minuti per lato: si deve formare una crosta croccantina appena bruciacchiata. Tagliare le costoline e servire la carne accompagnandola con fette di cipolla e peperone cotti anch'essi sul barbecue e, per chi vuole esagerare, con la salsa barbecue avanzata!
Buon appetito!!!
SALSA BBQ
Ingredienti:
2 scalogni
olio evo 1 cucchiaio
1 tazzina aceto balsamico
1 tazzina brandy
1 cucchiaio miele
2 cucchiai ketchup
1 cucchiaio zucchero di canna
1 cucchiaino sale
2 cucchiai acqua
timo secco
pepe nero
Tritare gli scalogni sbucciati e soffriggerli nell'olio caldo con un pizzico di timo secco fino a che non sono morbidi (attenzione a non bruciarli). Versare l'aceto e lasciare ritirare il fondo per 5 minuti, poi togliere dal fuoco e aggiungere il ketchup, il miele, l'acqua e il brandy, lo zucchero, il sale. Rimettere sul fuoco e lascaire sobbollire a fiamma bassa per circa 15 minuti o comunque fino a che non si addensa. Lasciarla raffreddare e poi spalmarla sulla carne (può essere preparata in anticipo, anche il giorno prima). Le dosi possono ovviamente essere raddoppiate per maggiori quantitativi di carne. Si conserva in frigo chiusa per una settimana.
Le ho assaggiate nell'ormai mitico viaggio in Florida e, sarà che la rosticciana è il mio taglio di carne preferito, ma mi sono rimaste nel cuore così morbide, succulente, saporite, cicciose. Un piacere voluttuoso da concedersi una volta ogni tanto. Niente a che vedere con la nostra rosticciana al barbecue (che comunque adoro!): sia la preparazione che il risultato sono totalmente diversi. Ho avuto bisogno di quasi 2 anni per elaborare la mia versione (e per paura produrre una schifezza) cercando ricette e documentandomi sia in Tv che sul web fino a che non sono giunta a quella che, secondo me, è la ricetta perfetta. Ci vuole tempo per marinare, cuocere molto lentamente il trancio di costine al forno, salsarlo e finirlo sul barbecue ma il risultato veramente ne vale la pena. Le ho preparate per il mio compleanno e posso garantire che i miei ospiti (nonchè compagni di viaggio e assaggiatori ufficiali) sono rimasti soddisfattissimi: la carne si scioglieva letteralmente in bocca. Una goduria da provare almeno una volta nella vita. Fondamentale mangiare le costine con le mani, facendo colare la salsa lungo tutto il braccio. E' come per le Fonzies: se non ti lecchi le dita godi solo a metà!
Dunque buon Independence day a tutti gli americani e non e festeggiate con queste costolette e una birra gelata! Prosit!
PORK RIBS al BARBECUE
Ingreedienti (per 4 persone):
1 kg trancio di costine di maiale
Mix secco di spezie
Salsa barbecue
MIX SECCO di SPEZIE
2 cucchiai di sale
2 cucchiai di zucchero di canna
1 cucchiaino di semi di cumino
3 spicchi di aglio tritati
1 cucchiaino di pepe nero
1 cucchiaio di mix in polvere di peperoncino, paprika, aglio secco (per me un mix piccante proveniente dal Messico!)
Mescolare tutti gli ingredienti sopra citati in un barattolo e usare il composto per massaggiare bene il costolato: deve risultare unifomemente ricoperto. Avvolgere la carne nella pellicola per alimenti e lasciare marinare in frigorifero per una notte. Se il composto per la marinatura dovesse avanzare, può essere conservato in un barattolo chiuso.
Dopo la marinatura scaldare il forno a 120°C, poggiare la carne (senza pellicola!) in una teglia e coprire con alluminio in modo tale che i succhi della carne non evaporino. Infornare per almeno 3 ore. Girare la carne a metà cottura e continuare la cottura sempre coperta. E' importante che la carne cuocia a bassissima temperatura perchè diventa talmente tenera da staccarsi dall'osso al minimo contatto.
Preparare il barbecue e, prima di grigliare la carne, spalmarla abbondantemente con la salsa barbecue (ricetta di seguito). Grigliare la carne per una decina di minuti per lato: si deve formare una crosta croccantina appena bruciacchiata. Tagliare le costoline e servire la carne accompagnandola con fette di cipolla e peperone cotti anch'essi sul barbecue e, per chi vuole esagerare, con la salsa barbecue avanzata!
Buon appetito!!!
Ingredienti:
2 scalogni
olio evo 1 cucchiaio
1 tazzina aceto balsamico
1 tazzina brandy
1 cucchiaio miele
2 cucchiai ketchup
1 cucchiaio zucchero di canna
1 cucchiaino sale
2 cucchiai acqua
timo secco
pepe nero
Tritare gli scalogni sbucciati e soffriggerli nell'olio caldo con un pizzico di timo secco fino a che non sono morbidi (attenzione a non bruciarli). Versare l'aceto e lasciare ritirare il fondo per 5 minuti, poi togliere dal fuoco e aggiungere il ketchup, il miele, l'acqua e il brandy, lo zucchero, il sale. Rimettere sul fuoco e lascaire sobbollire a fiamma bassa per circa 15 minuti o comunque fino a che non si addensa. Lasciarla raffreddare e poi spalmarla sulla carne (può essere preparata in anticipo, anche il giorno prima). Le dosi possono ovviamente essere raddoppiate per maggiori quantitativi di carne. Si conserva in frigo chiusa per una settimana.
mercoledì 25 giugno 2014
Fine dei Mondiali (Hummus di lenticchie speziato)
E l'Italcalcio è finito fuori dai Mondiali 2014. Meglio per me che, per tollerarne la visione, mi rimpinzavo di porcherie d'ogni genere. Almeno la smetterò di ingozzarmi di patatine e popcorn! C'è da dire che la fame l'ha fatta da padrona in questa ultima partita: quella di Suarez, che si è sentito in vena di assaggiare Chiellini (confesso che quando ho capito cosa era successo ho riso come una matta per l'assurdità della situazione) e quella che invece è mancata totalmente alla compagine italiana. Perchè anche se di calcio mi vanto di non capire un'acca, mi reputo pur sempre un'atleta, abituata a match e gare, e quello che balzava immediatamente agli occhi era la mancanza di grinta, la voglia di fare, la "fame" di vincere in barba alle difficoltà. Non ho bisogno di capire tecnica e tattica, di incolpare arbitri, avversari molesti, condizioni meteo avverse per dire che senza volontà si fa ben poco, anche se ci si sente dei fenomeni (a parole). Perciò trovo giusto che la squadra italiana sia stata eliminata. Tutto questo potrà sembrare poco patriottico ma sarebbe davvero giusto andare avanti in un campionato o in qualunque altro campo senza meriti? Resta l'amarezza di non poter tifare il proprio paese, la pochezza dei nostri calciatori e le immancabili polemiche di cui ho già piene le tasche dopo nemmeno 24 ore. Con questo post concludo le mie disquisizioni calcistiche sperando che il tennis di Wimbledon, da un lato, e l'Italvoley, dall'altro, offrano spettacoli più edificanti.
Poco patriottico è anche il piatto di oggi: una deliziosa cremina da gustare davanti alla TV per coloro che continueranno a seguire assiduamente le partite. Ha superato alla grande la prova "maschio alfa" perciò considero la salsa promossa a pieni voti e la consiglio a tutti i campioni che hanno fame!!!
HUMMUS di LENTICCHIE SPEZIATO
Ingredienti:
350 g lenticchie lessate
il succo di 1/2 limone
zenzero fresco
1 spicchio di aglio piccolo
1 cucchiaino semi di sesamo
1 cucchiaino semi di cumino
1 cucchiaino semi di coriandolo
curcuma
olio evo
sale
Sgocciolare molto bene le lenticchie: è importante se non si vuole che la salsa sia troppo liquida. In un mortaio pestare i semi di cumino, di coriandolo e di sesamo. Porre in una ciotola le lenticchie, il succo di limone, lo spicchio d'aglio sbucciato e privato dell'anima, un piccolo pezzo di zenzero sbucciato, mezzo cucchiaino di curcuma, Aggiungere anche i semi pestati, una presa di sale e un cucchiaio di olio evo e frullare con il pimer a immersione fino a ottenere una crema omogenea. Servire cosparso di semi di sesamo e accompagnare con piccoli cracker.
Buon appetito!
Poco patriottico è anche il piatto di oggi: una deliziosa cremina da gustare davanti alla TV per coloro che continueranno a seguire assiduamente le partite. Ha superato alla grande la prova "maschio alfa" perciò considero la salsa promossa a pieni voti e la consiglio a tutti i campioni che hanno fame!!!
HUMMUS di LENTICCHIE SPEZIATO
Ingredienti:
350 g lenticchie lessate
il succo di 1/2 limone
zenzero fresco
1 spicchio di aglio piccolo
1 cucchiaino semi di sesamo
1 cucchiaino semi di cumino
1 cucchiaino semi di coriandolo
curcuma
olio evo
sale
Sgocciolare molto bene le lenticchie: è importante se non si vuole che la salsa sia troppo liquida. In un mortaio pestare i semi di cumino, di coriandolo e di sesamo. Porre in una ciotola le lenticchie, il succo di limone, lo spicchio d'aglio sbucciato e privato dell'anima, un piccolo pezzo di zenzero sbucciato, mezzo cucchiaino di curcuma, Aggiungere anche i semi pestati, una presa di sale e un cucchiaio di olio evo e frullare con il pimer a immersione fino a ottenere una crema omogenea. Servire cosparso di semi di sesamo e accompagnare con piccoli cracker.
Buon appetito!
sabato 14 giugno 2014
Una frittata mondiale (Frittatona di cipolle piccante)
A me il calcio non piace proprio. Tra tutti gli sport è quello che trovo più insulso. Sarà che ormai non mi appare più come uno sport ma come uno sporchissimo business, sarà che non ne capisco la logica. Ci ho provato a guardarlo, anzi, spesso sono obbligata dato che, per la legge del contrappasso, il maschio alfa non poteva che essere un calciatore e uno sfegatato cultore di tale sport. Notare bene, tifoso di calcio, non di una squadra in particolare, che renderebbe meno influente l'ingerenza del calcio nella mia vita. Ciò comporta che qualunque partita, trasmissione sportiva, conversazione inerente al calcio sia degna di attenzione: dalla serie A della Mongolia, ai pulcini dello sperduto paesino appenninico, coppe, tornei, campionati....Tutto, lui si interessa di tutto e io devo di conseguenza sorbirmi l'intero universo calcistico. Violenza domestica.
Adesso, che i Mondiali sono appena iniziati, mi preparo spiritualmente ad una overdose di calcio: sarà un mese difficile per me! Il maschio alfa entra in trance durante le partite: non parla, non gli si può rivolgere la parola pena l'essere zittiti in malo modo; è totalmente concentrato, manco dipendesse da lui fare goal!
Per sopravvivere senza annoiarmi a morte sto organizzando serate con amici chiaccheroni, il tutto ovviamente accompagnato da buon cibo.
Immancabile, irrinunciabile, indimenticabile la fantozziana frittatona di cipolle, da gustare sul divano con un bel birrozzo gelato. Concesso il rutto libero, perchè io non sono certo una perbenista.
Questa mia versione somiglia ad una tortilla ma ha un gusto tutto italiano, con parmigiano e 'nduja. Tagliata a quadrotti può essere servita come simpatico finger food.
E' così buona che mi troverete così:
Se tiferò Italia? Solo in buona compagnia e con la bocca piena (sempre che qualcuno non mi inviti a vedere "La corazzata Potemkin"!)!!!
Una chicca per chi non lo sapesse: la telecronaca della partita in Fantozzi riguarda proprio una improbabile partita tra Italia e Inghilterra....sarà di buon auspicio?
FRITTATONA di CIPOLLE PICCANTE
Ingredienti:
5 uova
2 grosse cipolle dorate
'nduja
parmigiano reggiano grattugiato
latte
bicarbonato
olio evo
sale
Sbucciare e tagliare a fette le cipolle (non importa siano sottili: a me piace sentire distintamente sotto i denti il pezzo di cipolla ). Scaldare in un tegame di circa 26 cm di diametro 2-3 cucchiai di olio evo e stufare lentamente le cipolle affettate. Aggiungere sale e poca acqua per evitare che le cipolle si brucino e continuare a cuocere fino a che non sono morbide. Battere appena le uova in una terrina insieme a una tazzina di latte, 3 cucchiai di parmigiano grattugiato e una punta di cucchiaio di bicarbonato. Versare il composto di uova sulle cipolle in modo più possibile omogeneo, poi scuotere il tegame per pareggiare la superficie. Incoperchiare, abbassare la fiamma al minimo e lasciare cuocere per una decina di minuti. Scaldare per pochi secondi una fetta di 'nduja insieme a un cucchiaio di olio evo e tenere da parte. Rigirare la frittata aiutandosi con un piatto e cuocere per 5 minuti anche sull'altro lato, sempre a fiamma bassa. Una volta cotta impiattare la frittata e spalmare uniformemente la 'nduja. Lasciare raffreddare e servire al momento opportuno, anche senza riscaldare.
Buon appetito!
Adesso, che i Mondiali sono appena iniziati, mi preparo spiritualmente ad una overdose di calcio: sarà un mese difficile per me! Il maschio alfa entra in trance durante le partite: non parla, non gli si può rivolgere la parola pena l'essere zittiti in malo modo; è totalmente concentrato, manco dipendesse da lui fare goal!
Per sopravvivere senza annoiarmi a morte sto organizzando serate con amici chiaccheroni, il tutto ovviamente accompagnato da buon cibo.
Immancabile, irrinunciabile, indimenticabile la fantozziana frittatona di cipolle, da gustare sul divano con un bel birrozzo gelato. Concesso il rutto libero, perchè io non sono certo una perbenista.
Questa mia versione somiglia ad una tortilla ma ha un gusto tutto italiano, con parmigiano e 'nduja. Tagliata a quadrotti può essere servita come simpatico finger food.
E' così buona che mi troverete così:
Se tiferò Italia? Solo in buona compagnia e con la bocca piena (sempre che qualcuno non mi inviti a vedere "La corazzata Potemkin"!)!!!
Una chicca per chi non lo sapesse: la telecronaca della partita in Fantozzi riguarda proprio una improbabile partita tra Italia e Inghilterra....sarà di buon auspicio?
FRITTATONA di CIPOLLE PICCANTE
Ingredienti:
5 uova
2 grosse cipolle dorate
'nduja
parmigiano reggiano grattugiato
latte
bicarbonato
olio evo
sale
Sbucciare e tagliare a fette le cipolle (non importa siano sottili: a me piace sentire distintamente sotto i denti il pezzo di cipolla ). Scaldare in un tegame di circa 26 cm di diametro 2-3 cucchiai di olio evo e stufare lentamente le cipolle affettate. Aggiungere sale e poca acqua per evitare che le cipolle si brucino e continuare a cuocere fino a che non sono morbide. Battere appena le uova in una terrina insieme a una tazzina di latte, 3 cucchiai di parmigiano grattugiato e una punta di cucchiaio di bicarbonato. Versare il composto di uova sulle cipolle in modo più possibile omogeneo, poi scuotere il tegame per pareggiare la superficie. Incoperchiare, abbassare la fiamma al minimo e lasciare cuocere per una decina di minuti. Scaldare per pochi secondi una fetta di 'nduja insieme a un cucchiaio di olio evo e tenere da parte. Rigirare la frittata aiutandosi con un piatto e cuocere per 5 minuti anche sull'altro lato, sempre a fiamma bassa. Una volta cotta impiattare la frittata e spalmare uniformemente la 'nduja. Lasciare raffreddare e servire al momento opportuno, anche senza riscaldare.
Buon appetito!
domenica 8 giugno 2014
Un tranquillo trekking di paura (Moscardini al pomodoro)
Finora ho raccontato della bellezza africana e della poesia di quei tramonti infuocati che nemmeno "Via col vento" ma la realtà è che gli italiani all'estero sono comunque soggetti beceri, disorganizzati e spesso incauti. Diciamo la verità: non c'è paragone con l'efficiente organizzazione del turista tedesco o con l'ordinatissima orda di turisti giapponesi! Data la premessa mi accingo a narrare le disavventure di 6 sprovveduti italiani a passeggio per il Sudafrica....
Durante il tratto costiero lungo la Garden Route abbiamo fatto tappa a Plettenberg Bay, la Portofino sudafricana: belle case affacciate sull'oceano e un'accoglienza molto curata.
Cena vista mare a base di ottimo pesce, fiumi di vino e una maionese al wasabi di cui mi sono innamorata e di cui mi sono fatta dare la ricetta dallo chef.
Il mattino successivo, ben riposati e ristorati, ci prepariamo per l'escursione alla Robberg Peninsula: 9 km di passeggiata intorno ad un promontorio che è parco naturale. La giornata è splendida, i cespugli sono tutti in fiore e i paesaggi da sogno.
Incuranti di vari teschi segnalati sulla mappa del sentiero ci siamo incaminati baldanzosi: avvistiamo tantissime foche e qualche notevole esemplare di maschio sudafricano che fa jogging.
Poi il sentiero inizia a stringersi e ci troviamo sull'orlo di un baratro roccioso a picco sul mare. Il maschio alfa, che soffre terribilmente di vertigini, inizia a sudare copiosamente e a stringermi convulsamente le mani. In qualche modo continuiamo ad avanzare sul ciglio, un po' salendo e un po' scendendo, seguendo le indicazioni ma aumentando il livello di difficoltà, tanto più che non ci sono parapetti o protezioni di alcun tipo. Siamo fortunati perchè non c'è vento che, presumibilmente, avrebbe potuto scaraventarci facilmente giù. A circa metà percorso, i segnali a forma di foca che indicano il percorso sono posizionati in punti sempre più astrusi e il sentiero è ormai praticamente invisibile ai nostri occhi: ci muoviamo arrancando malamente tra sassi spigolosi e scogli giganti tanto più che proprio quel giorno nessuno calzava scarpe da trekking. Intantoil cielo inizia a rannuvolarsi...
Al colmo della stanchezza inizia a cadere una sottile ma insistente pioggerellina che si infila pure negli occhi. Lo sgomento: siamo soli, indietro non si può tornare e avanti il percorso prosegue su scogli bagnati mentre il mare si ingrossa. Iniziano le derapate sui sassi sdrucciolevoli ed è praticamente un miracolo se nessuno si è nemmeno storto una caviglia. A questo punto i miei ricordi diventano confusi per la stanchezza anche se ho l'immagine di me, bagnata fradicia, arrampicata su una fangosa parete verticale, aggrappata con piedi, mani e ginocchia.
Abbiamo fatto su e giù non so quante volte, su scogli scivolosi, enormi rocce da aggirare sull'orlo del baratro, scalando dune di sabbia giganti...sembrava di esser in una puntata di "Lost". Ad un certo punto mi aspettavo persino di vedere uno di quei maledetti segnali a forma di foca in mezzo al mare, per fare anche un tratto a nuoto! Avessi avuto il numero dell'elisoccorso....
Quando finalmente siamo riusciti a raggiungere il parcheggio (dopo circa 5 ore di "passeggiata") eravamo tutti bagnati e infreddoliti, le gambe tremavano per la fatica e abbiamo dovuto cambiarci nei bagni pubblici, offrendo uno spettacolo ben poco edificante di persone in mutande che si asciugano col getto dell'asciugamani. Di avventura ne avevamo avuta abbastanza. Non so come il maschio alfa sia riuscito a sopravvivere a tutto ciò, anche se alla fine mi ha guardato intensamente e mi ha detto "Adesso vado a evacuare tuto il coraggio che ho accumulato!". Quando si dice "farsela addosso dalla paura"....
Dopo tanto mare e tanta paura non posso che parlare di pesce, ma una ricetta tranquilla tranquilla, un classico della cucina di mare, senza sorprese ma buonissima!
MOSCARDINI al POMODORO
Ingredienti (per 2 persone):
900 g moscardini decongelati
400 g pomodori pelati
1 peperoncino piccante (fresco o secco), opzionale
150 ml vino bianco
2 spicchi d'aglio prezzemolo fresco tritato
olio evo
sale
Sbucciare e schiacciare gli spicchi d'aglio. Soffriggere appena l'aglio e il peperoncino in un tegame a bordi alti (la cosa migliore sarebbe un tegame di coccio) con 3-4 cucchiai di olio evo, poi aggiungere i moscardini puliti e lavati. Io ho usato quelli congelati già puliti, ovviamente vanno benissimo, anzi meglio, quelli freschi a cui però occorre eliminare le interiora e "l'occhio". Appena i moscardini si sono scottati e hanno rilasciato parte dei loro liquidi, salare e sfumare con il vino. Aspettare alcuni minuti che l'odore di vino si sia attenuato, poi aggiungere i pomodori pelati schiacciati e poca acqua. Far prendere il bollore, poi abbassare la fiamma, incoperchiare parzialmente e lasciare cuocere 30-40 minuti, mescolando di tanto in tanto. Se il fondo di cottura si adovesse asciugare troppo aggiungere dell'acqua calda. La cottura piuttosto lunga è necessaria per ammorbidire la carne dei moscardini che, con cotture più veloci, diventerebbero gommosi. A fine cottura scoperchiare, cospargere con prezzemolo e alzare la fiamma per far addensare il fondo (solo nel caso sia ancora troppo brodoso). Servire caldo con pane casereccio arrostito e una generosa spolverata di prezzemolo fresco tritato.
Buon appetito!
Durante il tratto costiero lungo la Garden Route abbiamo fatto tappa a Plettenberg Bay, la Portofino sudafricana: belle case affacciate sull'oceano e un'accoglienza molto curata.
Cena vista mare a base di ottimo pesce, fiumi di vino e una maionese al wasabi di cui mi sono innamorata e di cui mi sono fatta dare la ricetta dallo chef.
Il mattino successivo, ben riposati e ristorati, ci prepariamo per l'escursione alla Robberg Peninsula: 9 km di passeggiata intorno ad un promontorio che è parco naturale. La giornata è splendida, i cespugli sono tutti in fiore e i paesaggi da sogno.
Incuranti di vari teschi segnalati sulla mappa del sentiero ci siamo incaminati baldanzosi: avvistiamo tantissime foche e qualche notevole esemplare di maschio sudafricano che fa jogging.
Poi il sentiero inizia a stringersi e ci troviamo sull'orlo di un baratro roccioso a picco sul mare. Il maschio alfa, che soffre terribilmente di vertigini, inizia a sudare copiosamente e a stringermi convulsamente le mani. In qualche modo continuiamo ad avanzare sul ciglio, un po' salendo e un po' scendendo, seguendo le indicazioni ma aumentando il livello di difficoltà, tanto più che non ci sono parapetti o protezioni di alcun tipo. Siamo fortunati perchè non c'è vento che, presumibilmente, avrebbe potuto scaraventarci facilmente giù. A circa metà percorso, i segnali a forma di foca che indicano il percorso sono posizionati in punti sempre più astrusi e il sentiero è ormai praticamente invisibile ai nostri occhi: ci muoviamo arrancando malamente tra sassi spigolosi e scogli giganti tanto più che proprio quel giorno nessuno calzava scarpe da trekking. Intantoil cielo inizia a rannuvolarsi...
Al colmo della stanchezza inizia a cadere una sottile ma insistente pioggerellina che si infila pure negli occhi. Lo sgomento: siamo soli, indietro non si può tornare e avanti il percorso prosegue su scogli bagnati mentre il mare si ingrossa. Iniziano le derapate sui sassi sdrucciolevoli ed è praticamente un miracolo se nessuno si è nemmeno storto una caviglia. A questo punto i miei ricordi diventano confusi per la stanchezza anche se ho l'immagine di me, bagnata fradicia, arrampicata su una fangosa parete verticale, aggrappata con piedi, mani e ginocchia.
Abbiamo fatto su e giù non so quante volte, su scogli scivolosi, enormi rocce da aggirare sull'orlo del baratro, scalando dune di sabbia giganti...sembrava di esser in una puntata di "Lost". Ad un certo punto mi aspettavo persino di vedere uno di quei maledetti segnali a forma di foca in mezzo al mare, per fare anche un tratto a nuoto! Avessi avuto il numero dell'elisoccorso....
Quando finalmente siamo riusciti a raggiungere il parcheggio (dopo circa 5 ore di "passeggiata") eravamo tutti bagnati e infreddoliti, le gambe tremavano per la fatica e abbiamo dovuto cambiarci nei bagni pubblici, offrendo uno spettacolo ben poco edificante di persone in mutande che si asciugano col getto dell'asciugamani. Di avventura ne avevamo avuta abbastanza. Non so come il maschio alfa sia riuscito a sopravvivere a tutto ciò, anche se alla fine mi ha guardato intensamente e mi ha detto "Adesso vado a evacuare tuto il coraggio che ho accumulato!". Quando si dice "farsela addosso dalla paura"....
Dopo tanto mare e tanta paura non posso che parlare di pesce, ma una ricetta tranquilla tranquilla, un classico della cucina di mare, senza sorprese ma buonissima!
MOSCARDINI al POMODORO
Ingredienti (per 2 persone):
900 g moscardini decongelati
400 g pomodori pelati
1 peperoncino piccante (fresco o secco), opzionale
150 ml vino bianco
2 spicchi d'aglio prezzemolo fresco tritato
olio evo
sale
Sbucciare e schiacciare gli spicchi d'aglio. Soffriggere appena l'aglio e il peperoncino in un tegame a bordi alti (la cosa migliore sarebbe un tegame di coccio) con 3-4 cucchiai di olio evo, poi aggiungere i moscardini puliti e lavati. Io ho usato quelli congelati già puliti, ovviamente vanno benissimo, anzi meglio, quelli freschi a cui però occorre eliminare le interiora e "l'occhio". Appena i moscardini si sono scottati e hanno rilasciato parte dei loro liquidi, salare e sfumare con il vino. Aspettare alcuni minuti che l'odore di vino si sia attenuato, poi aggiungere i pomodori pelati schiacciati e poca acqua. Far prendere il bollore, poi abbassare la fiamma, incoperchiare parzialmente e lasciare cuocere 30-40 minuti, mescolando di tanto in tanto. Se il fondo di cottura si adovesse asciugare troppo aggiungere dell'acqua calda. La cottura piuttosto lunga è necessaria per ammorbidire la carne dei moscardini che, con cotture più veloci, diventerebbero gommosi. A fine cottura scoperchiare, cospargere con prezzemolo e alzare la fiamma per far addensare il fondo (solo nel caso sia ancora troppo brodoso). Servire caldo con pane casereccio arrostito e una generosa spolverata di prezzemolo fresco tritato.
Buon appetito!
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