domenica 29 luglio 2012

Clima continentale

No, questa volta non mi sarei fatta cogliere impreparata. La fredda vacanza estiva trascorsa a Praga, anni fa, mi ha insegnato che questo clima continentale centro-europeo non è così caldo come credevo: dalle foto dell'epoca si vede benissimo che indosso sempre la stessa camicetta a righe, l'unico capo di abbigliamento a maniche lunghe che mi ero portata, convinta che sarebbe stato un caldo tremendo. Perciò stavolta, partendo alla volta di Budapest, niente canotte, vestitini e sandali, ma maglie a manica lunga, jeans e scarpe chiuse. Giusto un paio di bermuda per partire, qualche maglietta, una gonna di jeans e 2 ballerine nel caso in cui fosse spuntato qualche raggio di sole, nonostante le previsioni di piogge torrenziali, temporali e temperature massime previste di 24°C. Ma si sa che a volte anche i meteorologi sbagliano...
Più di una volta mi è capitato di vedere il termometro toccare i 36°C: caldo, caldo e sole a picco per 6 giorni di fila. Quanto ho invidiato le turiste (e le autoctone) in sandali e prendisole: io ho rischiato la sublimazione e ho rimediato una simpatica abbronzatura a maglietta! Pioggia? Poca, e tale da sollevare un'afa notevole: più di una sera ci siamo trovati a cercare refrigerio sul lungodanubio. Per fortuna era uno spettacolo niente male...


Eppure sono convinta che se mi fossi portata l'abbigliamento prettamente estivo sarebbe stato brutto tempo: questo significa andare oltre il concetto di nuvola di Fantozzi! Non a caso ha iniziato a piovere l'unico giorno in cui non ci eravamo portati dietro l'ombrello!
Dal punto di vista gastronomico in Ungheria ci vanno giù pesanti: zuppe dense, cremose e piccanti come il goulash, salsicce speziate, fritti vari e dolci a base di noci (abbiamo provato la crepe alla Gundel: crepe ripiena di noci e affogata nel cioccolato!). Questo straordinario paese merita sicuramente una visita in inverno, con temperature più idonee a questi piatti, che ci siamo comunque sbafati con gran gusto pur sudando sette camicie.
In onore della cucina ungherese ecco quindi un dolcino con le noci, anche se decisamente più adeguato al periodo estivo!



VIENNETTA NOCI e CAFFE'

Ingredienti (per circa 8 persone):
500 ml panna fresca
100 g cioccolato fondente
150 g zucchero a velo
2 albumi (da uova freschissime)
liquore nocino
8 biscotti secchi (tipo marie)
caffè (1 tazzina)
qualche gheriglio di noce

Sciogliere a bagnomaria 80 g di cioccolato fondente e spalmarlo quando è ancora caldo su 4 strisce di carta da forno di larghezza e lunghezza simili a quella dello stampo da plumcake da usare per il dessert. Mettere le strisce a raffreddare in frigo per una ventina di minuti: in questo modo si ottengono delle sfoglie sottili di cioccolato. Montare la panna con le fruste elettriche aggiungendo gradualmente lo zucchero a velo fino a che non è gonfia ma ancora morbida (non deve essere troppo soda). Montare anche gli albumi a neve ben ferma e incorporarli delicatamente alla panna con movimenti dal basso verso l'alto.
Foderare uno stampo da plumcake con carta da forno bagnata e strizzata. In una ciotolina mescolare il caffè e il nocino in uguali quantità. Inzuppare 4 biscotti nel caffè al nocino e disporli centralmente sul fondo dello stampo. Coprire i biscotti con 3 cucchiaiate di composto di panna e livellare. Posare la prima sfoglia di cioccolato, staccandola delicatamente dalla carta da forno, e coprire con altra panna. Ripetere l'operazione con la seconda sfoglia di cioccolato. Inzuppare i restanti biscotti e disporli sull'ultimo strato di panna deposto. Coprire di nuovo con panna e sfoglie di cioccolato fino ad esaurimento degli ingredienti. Terminare con uno strato di panna. A questo punto sciogliere i restanti 20 g di cioccolato insieme a qualche cucchiaio di caffè e nocino. Guarnire la superficie del dolce con la cioccolata fusa e i gherigli di noce. Far raffreddare in freezer almeno un paio di ore prima di servire.
Buon appetito!





Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Mamma Papera



giovedì 19 luglio 2012

Fase pre-vacanziera

In casa è iniziato il caos: valigia aperta ai piedi del letto, una montagna di panni da stirare, abbigliamento di vario tipo ben piegato ma sparso in ogni dove, zero tempo a disposizione per pensare in maniera lucida a tutti i preparativi. Per fortuna partiamo domenica! Domenica? Oddio mancano solo 2 giorni!!!! Panico.

Questa è l'ultima settimana di lavoro prima delle sospirate vacanze e sembra non voler finire mai. Mai come quest'anno avverto la necessità impellente di staccarmi da tutto, di allontanarmi per un po' e vedere che nel mondo c'è altro da fare e da vedere oltre le solite menate di tutto i giorni. In fondo val bene la pena di sopportare per poter poi godere, anche se solo per pochi giorni, di tutta la bellezza, la cultura, la storia che un luogo per noi straniero ha da offrire. Quest'anno la meta prescelta, rigorosamente low cost, è Budapest. Vedremo cosa ha da offrire questa storica citta dell'est europeo anche se le previsioni meteo dicono pioggia per la prossima settimana: portiamo ufficialmente iella!
Al momento però la mia principale preoccupazione è lo svuotamento del frigo e del congelatore: questo significa cercare di consumare tutte le scorte presenti, operazione pressochè impossibile visto che stazionano nel freezer anche delle ossa da brodo che di certo non ho nessuna intenzione di cucinare con più di 30°C...vabbè, qualche parente prossimo avrà l'onore di ospitare il contenuto del mio freezer.
E poi c'è Carla che, avendo vinto lo scorso mese, ospita The recipe-tionist, a cui voglio assolutamente partecipare. E allora colgo l'occasione per smaltire l'ultimo uovo, un avanzo di burro e mezzo cubetto di lievito di birra per preparare un dolce che da tempo aveva attirato la mia attenzione.
So di aver rischiato: tra le mille ricette del blog di Carla ho voluto scegliere proprio un lievitato e si sa che, con queste preparazioni, io non vado molto d'accordo (eufemismo!). Però mi fidavo della ricetta di Carla che, infatti, non ha deluso e si è rivelata a prova di incompetente!
Questi dolcetti sono proprio buoni: forse non è la stagione più adatta per gustarli ma al mattino, per colazione con un succo di frutta o un bicchiere di latte freddo, ci stanno proprio bene.


Rose al cacao


ROSE al CACAO

Ingredienti (per 6 dolcetti):
125 g farina bianca
70 g burro
1 uovo
8 g lievito di birra
50 g zucchero
30 g cacao amaro
scorza grattugiata di mezzo limone
2 cucchiai colmi di yoghurt bianco
sale
zucchero a velo

Non avendo il latte ho sciolto il lievito di birra in un bicchiere con lo yoghurt e 50 ml di acqua. Impastare (io con una spatola) l'uovo, 35 g di burro sciolto, 25 g di zucchero, la scorza di limone, un pizzico di sale e il lievito di birra sciolto nello yoghurt fino ad ottenere un composto omogeneo: nel mio caso era molto morbido e ho pensato di aver sbagliato qualcosa, così ho aggiunto un paio di cucchiai di farina in più. Coprire con la pellicola da cucina e lasciar lievitare in luogo tiepido (la mia cucina era perfetta in questo senso...un caldo da impazzire) per 2-3 ore fino a che il volume non è raddoppiato. A me ne sono bastate 2 per far quasi triplicare di volume! Montare il restante burro molto morbido e zucchero con il cacao: si ottiene una crema. Dividere l'impasto in 6-7 palline delle stesse dimensioni (un'impresa!) e stenderle a mano su un piano infarinato fino a formare delle strisce rettangolari. Attenzione: infarinare bene anche le mani prima di questa operazione perchè, come ho detto, l'impasto è molto morbido e si appiccica dappertutto. Stendere un cuccchiaino di crema al cacao sulla striscia di impasto e arrotolare su se stessa. Ripetere l'operazione con le altre palline di impasto. Adagiare le pseudo-rose ottenute in pirottini di carta all'interno di uno stampo per muffin. Lasciare lievitare ancora 30 minuti, poi cuocere in forno caldo a 180°C per 20 minuti. Sfornare, lasciare raffreddare e spolverizzare con poco zucchero a velo prima di servire.
Buon appetito!





domenica 15 luglio 2012

L'avvoltoio

Finalmente ci siamo. E' giunta l'ora.
Ho aspettato. Ogni giorno, al rientro da lavoro, ho controllato numero e dimensioni di zucchine, pomodori, peperoni e melanzane. Ogni giorno ho aspettato che fosse il momento giusto e adesso ci siamo. L'orto di mio suocero è nel suo momento di massimo fulgore. Un tripudio di colori, foglie, frutti e verdura: una meraviglia per gli occhi e per la pancia!
Con gli occhi scintillanti di bramosia (o forse era solo fame!) mi sono armata di sacchetto e coltellaccio e con fare guardingo mi sono recata nell'orto...
"Vuoi i pomodori?"
Silenzio. Mi volto lentamente, colta in flagranza di reato, brandendo ancora il mio coltello IKEA mentre una nuvola di zanzare banchettava allegramente sulle mie gambe scoperte e sorrido imbarazzata a mio suocero.
"Ci sono anche i peperoni!"
"Ehm...veramente mi servirebbero un paio  di zucchine..."
"Allora vieni in casa, che le abbiamo appena colte!"
...
Se dovessi rimanere disoccupata non credo che mi dedicherò ai furti...

 Il contorno che ho preparato con le zucchine in questione è uno dei miei preferiti: è bello e colorato, ottimo sia caldo che freddo o tiepido, sufficientemente light (basta non abbondare con l'olio), se avanza va benissimo anche per condire la pasta o farcire dei crostoni ed è adatto per qualunque stagione. Certo con le zucchine di stagione appena colte è tutta un'altra storia!
Inutile dire che il maschio alfa quando ha visto zucchine, olive e capperi non si è nemmeno avvicinato al tegame che ho usato per cucinare!

Zucchine saporite


ZUCCHINE SAPORITE

2 zucchine
1 peperoncino rosso dolce
5 pomodorini datterini
capperi sotto sale (una manciata)
5-6 olive nere denocciolate
1 spicchio d'aglio (sostituibile con un cipollotto fresco)
1 filetto d'acciuga sott'olio
origano secco
olio evo
sale


Eliminare il picciolo alle zucchine e tagliarle a dadi. In un tegame scaldare uno spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato con un paio di cucchiai di olio evo, il filetto di acciuga e il peperoncino tagliato a fettine. Quando il filetto di acciuga si è praticamente sciolto e l'aglio inizia a soffriggere aggiungere le zucchine e i pomodorini tagliati a metà. Incoperchiare, abbassare un po' la fiamma e stufare per 10-15 minuti (dipende se si vogliono le zucchine leggermente croccantine o più morbide). A questo punto aggiungere i capperi dissalati sotto acqua corrente e le olive nere tagliate a fettine. Aggiustare di sale, cospargere con origano (fresco o secco secondo la disponibilità) e cuocere a fiamma più alta per un paio di minuti per far amalgamare i sapori. Servire caldo o freddo.
Buon appetito!

Con questa ricetta partecipo al contest di Max per il mese di luglio

domenica 8 luglio 2012

Alla faccia della crisi

Inutile negarlo, la crisi si fa sentire e, a volte, anche solo a livello psicologico. Penso al mio caso: ho iniziato a lavorare e ad avere un briciolo di stipendio proprio all'inizio di questo periodo economicamente nero, perciò la mia situazione è comunque migliorata passando da 0 euro di reddito a un piccolo stipendiuccio. Nonostante ciò guardo i tg e mi lascio assalire dall'ansia, considerando anche la mia precaria situazione lavorativa, e cerco di essere più risparmiosa. Credo che questo meccanismo scatti non solo per me ma per tante altre persone, che la crisi colpisce in modo più o meno forte, e le conseguenze sono, in primis, un atteggiamento più oculato verso le spese in generale. Pertanto le nostre uscite serali al ristorante si sono alquanto diradate. Ma si può davvero rinunciare a una cena in buona compagnia, ai festeggiamenti per compleanni e varie altre occasioni? Certo che no! E allora ecco che in questa caldissima estate le uscite in pizzeria sono state sostituite da feste molto casalinghe ma altrettanto gustose e divertenti, soprattutto se si tratta di feste a tema, per fingere di essere da qualche altra parte nel mondo, visto anche che le vacanze estive di quest'anno saranno abbastanza contentute!
Con questo spirito ci siamo ritrovati a casa di un'amica per un'insolita cena caraibica: per sognare di essere spaparanzati al sole su qualche sperduta isoletta sorseggiando mojito e daiquiri.
Per restare in tema ho sperimentato i miei primi cupcakes e ne sono rimasta soddisfattissima sia per sapore che per aspetto in generale (tenere sempre presenti le mie scarse doti decorative). Qualcuno potrebbe obiettare che i cupcakes non hanno niente a che fare con i Caraibi (e avrebbe pure ragione!) se non fosse che si trattava di Mojito cupcakes!
La tortina è sofficissima e lo sciroppo di menta si trova solo nell'impasto e non è affatto invadente (detto anche da chi non ama follemente la menta come me). Il frosting, appena alcolico, non ha fatto altro che richiamare alla mente il famigerato cocktail. Anche in questo caso però non bisogna abusarne: se con il cocktail si rischia la sbronza, con questi dolcetti si rischiano le taglie forti!!!
Ovviamente la ricetta non è mia (figuriamoci se ho una tale fantasia!) e l'ho presa qui, un'autorità in fatto di cupcakes! Non ho volontariamnente usato il colorante alimentare, che non mi piace utilizzare perciò il mio frosting è rimasto bello bianco anzichè verde!


Mojito cupcakes



MOJITO CUPCAKES

Ingredienti (per 14 cupcakes):
125 g burro a temperatura ambiente
150 g zucchero di canna
200 g farina
2 uova
2 lime (scorza)
1 limone (scorza)
5 cucchiai sciroppo di menta
2 cucchiai rum
1 cucchiaino di lievito
1 pizzico di sale


Frosting al rum:
125 g burro
250 g zucchero a velo
240 g Philadelphia (3 panetti)
3 cucchiai rum

Per le tortine: lavorare il burro molto morbido con le fruste elettriche e quando sarà gonfio e spumoso aggiungere lo zucchero di canna. Continuare a lavorare fino a che non si ottiene una crema soffice. Incorporare le uova una alla volta (non aggiungere la seconda se la prima non si è perfettamente amalgamata), poi aggiungere gradualmente farina, lievito e sale mescolati insieme e setacciati. Aggiungere la scorza grattugiata di lime e limone, lo sciroppo di menta e il rum e mescolare tutto delicatamente con un cucchiaio di legno. Riempire i pirottini di carta per 3/4 e cuocere in forno preriscaldato per 15 minuti a 180°C (fare comunque la prova dello stecchino). Sfornare le tortine e lasciare raffreddare.



Nel frattempo preparare il frosting montando il burro molto morbido con le fruste elettriche e incorporando gradulamente il Philadelphia. Dopo aggiungere lo zucchero a velo e infine il rum e continuare a montare per alcuni minuti. Quando tutto è omogeneo riporre in frigo per almeno 40 minuti per dare più consistenza al frosting (fondamentale soprattutto adesso con questo caldo).
Dopo il raffreddamento riempire la sac-a-poche e guarnire le tortine a piacere ormai fredde. Io ho aggiunto anche un quarto di fettina di lime, giusto per richiamare il sapore dell'impasto (non avevo la menta fresca che ci sarebbe stata benissimo).
Buon appetito!




Con qesta ricetta partecipo al contest di Miei dolci da sogno



Con questa ricetta partecipo al contest di L'officina del cibo


Con questa ricetta partecipo al contest di Lucia


sabato 30 giugno 2012

Pacco a sorpresa

Partecipare ai contest di Atmosfera Italiana è sempre un piacere: cimentarmi con i prodotti che vengono inviati è una sfida con me stessa, molto più che con le altre foodblogger (se così mi posso definire).
Stavolta non ha fatto eccezione: ho pazientemente atteso l'arrivo della pasta integrale Benedetto Cavalieri, con cui avrei dovuto realizzare dei finger food estivi; ho esultato come al solito al suo arrivo e ho scartato avidamente l'elegante pacco nero, lanciando in aria le patatine di polistirolo dell'imballo, come fosse un regalo il giorno di Natale. Cosa avrei trovato all'interno? Che tipo di piattini e di pasta? Penne? Fusilli? Chiocciole? Magari un formato adatto ad essere riempito! Con un gran sorriso ho tirato fuori due diversi contenitori per finger food, un pacco di fusilli e poi....lo sconforto si è impadronito di me.
No dai, questa è cattiveria!
........................................... Spaghetti.
Ecco quale altro tipo di pasta ho trovato nel mio pacco: spaghetti. Anzi, spaghettine, per essere più precisi. Niente contro gli spaghetti in generale, sia ben chiaro, ma se ci devo preparare dei finger food la questione è decisamente più complicata. Come diavolo faccio a tirar fuori dei bocconcini afferrabili con le mani con qualcosa di umido, lungo e deformabile????? Diciamo la verità: non sono certo il primo ingrediente a cui qualcuno può pensare per dei finger food! Qualche sadico personaggio deve essersi divertito parecchio a decidere di inviare questo particolare formato di pasta! Ma io di certo non mi sono lasciata mettere nel sacco!
Avrei potuto iniziare dai fusilli, ma il pensiero delle spaghettine non mi avebbe dato pace finché non avessi prodotto qualcosa.
Nonostante la mia inesistente manualità sono riuscita a modellare delle specie di nidi (non senza imprecazioni varie, tentativi miseramente falliti e macchie verdi sparse per mezza cucina) di spaghettine condite con una fresca salsa a base di ricotta e lattuga. I semi di papavero donano una nota colorata e piacevolmente croccante al bocconcino e il tutto risulta essere molto leggero, delicato e rinfrescante: proprio quello che ci vuole per mettere qualcosa sotto i denti in presenza di Scipione, Caronte o qualunque altro demone foriero di calura infernale!

Nidi di spaghettine integrali Benedetto Cavalieri con crema di ricotta e lattuga



Ingredienti (per 15 bicchierini circa):
150 g spaghettine integrali Benedetto Cavalieri
120 g ricotta vaccina
6-7 grosse foglie di lattuga
semi di papavero
6 g colla di pesce (1 foglio)
latte
pomodorini
sale, pepe nero

Ammorbidire la colla di pesce in acqua fredda per 10 minuti. Pulire e lavare le foglie di lattuga e scottarle una decina di secondi in acqua bollente salata (in questo modo acquistano un colore verde intenso). Scolarle, raffreddarle subito in acqua fredda e asciugarle con un panno pulito. Con un pimer a immersione frullare la lattuga scottata con la ricotta ben scolata (io ho usato ricotta vaccina perché di sapore più delicato), sale quanto basta e un pizzico di pepe nero: si ottiene un composto piuttosto liquido a causa dell'abbondante acqua contenuta nelle foglie di insalata. Trasferire tutto in una ciotola e unire la colla di pesce ben strizzata e sciolta a fuoco basso con un paio di cucchiai di latte. Mescolare bene e far raffreddare in frigo un paio d'ore in modo che la crema si addensi leggermente.
Cuocere le spaghettine integrali Benedetto Cavalieri in abbondante acqua bollente salata, scolarle e condirle con la crema di lattuga e ricotta. Preparare dei bocconcini arrotolando le spaghettine su delle forchettine da dolce e adagiarli sui piattini finger food Atmosfera Italiana. Guarnire i bocconcini con semi di papavero e spicchietti di pomodorini. Fondamentale: servire con mini-forchette (di legno nel mio caso) infilzate nel bocconcino. Servire freddi.
Buon appetito!









Con questa ricetta partecipo al contest di Lucia


domenica 24 giugno 2012

Primi giorni d'estate

Ci siamo. Dopo una primavera incerta e tanta pioggia finalmente è arrivata l'estate, la mia stagione preferita, e io sono felice! Non mi spaventa il caldo asfissiante che la sta accompagnando e nemmeno l'eccessiva sudorazione. Quello che veramente mi disturba è il fatto che non posso goderne come vorrei dato che me ne devo stare rinchiusa tra 4 mura (senza aria condizionata) a lavorare. Questo è veramente fastidioso: poter solo guardare attraverso una vetrata il cielo azzurro e un meraviglioso sole e sudare comunque come se fossi nella jungla, senza nemmeno la possibilità di un tuffo in mare o almeno in piscina! Mondo crudele!
Con il caldo, si sa, l'appetito diminuisce naturalmente e c'è bisogno di cibi freschi e tanta verdura per reintegrare acqua e sali minerali. Per questo motivo la guacamole (o il guacamole?! Boh!) qui è stato eletto a gran voce piatto ufficiale dell'estate 2012!
Stranamente a me l'avocado non è mai piaciuto molto. Mi era capitato di assaggiarlo varie volte ma non mi aveva mai convinto molto: lo trovavo stucchevole e troppo pastoso. Poi, per il mio compleanno, mi sono fatta portare al ristorante messicano (la mia passione per la cucina etnica è ormai nota a tutti) dove ho scoperto questa salsa vellutata meravigliosa che mi ha stregato e che, ovviamente, dovevo provare a riprodurre al più presto. Anche se non credo ai segni del destino ammetto che il tempismo di Cinzia nel pubblicare la sua ricetta della guacamole è stato fatale. E così non solo ho provato, ma ho replicato e replicato e replicato: troppo buona! Tra l'altro sta diventando un piacevole rituale per seguire le vicende della nazionale di calcio al campionato europeo. Se Fantozzi si preparava con frittatona di cipolle, birra ghiacciata e rutto libero, io e il maschio alfa ci "accontentiamo" di guacamole, tortillas e birra fresca (soprassediamo sulla questione "rutto libero" che qui non siamo certo degli esempi di bon ton). Visto che  me il calcio proprio non piace almeno ho qualcosa che me lo rende più sopportabile!

Guacamole


GUACAMOLE

Ingredienti:
1 avocado maturo
2 lime
1 cipollina fresca dolce (io di Tropea)
1 peperoncino lungo dolce (o un pezzo di peperone)
peperoncino secco in polvere (facoltativo)
pomodorini
sale

Sbucciare l'avocado, eliminare il nocciolo e tagliarlo a pezzi. In un mixer frullare insieme l'avocado, il succo dei due lime, la cipollina tagliata in quarti, il peperoncino, una presa di sale  e un pizzico di peperoncino in polvere (io ne metto veramente poco, giusto per dargli un po'di brio senza essere piccante) fino ad ottenere una crema abbastanza liscia. Versare la salsa ottenuta nel recipiente di portata e conservare in frigo fino al momento di servire. Guarnire con una dadolata di pomodorini e accompagnare con tortillas di mais non salate.
Buon appetito!




Con questa ricetta partecipo al contest di L'officina del cibo


Con questa ricetta partecipo al contest di Lucia

mercoledì 20 giugno 2012

Ingredienti "strani"

La cucina etnica mi piace un sacco, anzi, ci piace un sacco. Infatti anche il maschio alfa, pur essendo talvolta abbastanza difficile di gusti, è decisamente global in questo senso e non perde occasione per gustare le prelibatezze offerte da altre culture: cinese, giapponese, messicano, indiano, greco e chi più ne ha più ne metta. La cosa che più mi diverte (ma che, in dipendenza del mio umore, può anche farmi saltare fuori dai gangheri) è che quando si tratta di cucina etnica il mio fenomenale maschio assaggia e apprezza praticamente di tutto. Pur restando valida la regola del "Se non riconosce gli ingredienti da forma e colore può mangiare di tutto" l'ho visto sgranocchiare gamberi interi col guscio, avventarsi su pesci completi di pelle e lische, su ananas a pezzi (credendo fossero patate....ma questa è un'altra storia) e su vari altri altri improbabili piatti che ricadono nella classificazione "etnica". Vista questa sua particolare indole alla multietnicità negli ultimi tempi anche in casa nostra iniziano a manifestarsi ingredienti un po' insoliti ed esotici: avocado, salsa di soia, lime, zenzero...
Proprio di quest'ultimo avevo fatto notevole scorta l'ultima volta che l'avevo trovato al super, senza sapere bene cosa farne però. Ebbene pensa di qui, pensa di là, ne è uscita questa prelibatezza dal sapore orientaleggiante che ha incontrato il gusto di tutti. Si perchè visto che ci era piaciuta tanto ho voluto replicarla anche a casa dei miei (sempre per smaltire lo zenzero) che, pur essendo piuttosto scettici nei confronti delle mie "ardite" prodezze culinarie, hanno spazzolato tutto fino all'ultima codetta! E pensare che mio babbo sosteneva che lo zenzero sa di dopobarba!



CODE di GAMBERO in stile ORIENTALE

Ingredienti (per 2 persone):
500 g code gambero col guscio decongelate
20 g radice di zenzero fresca
2 spicchi aglio
vino bianco secco
salsa di soia
scorza grattugiata di mezzo limone
olio di semi
qualche foglia di insalata
sale

Tritare molto finemente gli spicchi di aglio sbucciati (io ho usato uno spremiaglio) e farli soffriggere in un tegame (possibilmente antiaderente oppure una wok) con 3-4 cucchiai di olio di semi. Dopo un minuto aggiungere anche la radice di zenzero sbucciato e tagliato a julienne. Far saltare per un paio di minuti le code di gambero nel soffritto preparato, poi sfumare con circa 50 ml di vino bianco. Una volta che il fondo si è ridotto salare (pochissimo) e profumare con la scorza grattugiata di un limone. Far cuocere ancora alcuni minuti a fiamma vivace facendo attenzione a non bruciare, poi irrorare con 5 cucchiai di salsa di soia un minuto prima di togliere dal fuoco. Servire calde con alcune foglie di insalata. Buon appetito!

Code di gambero in stile orientale

Con questa ricetta partecipo al contest di Esme



Con questa ricetta partecipo anche al contest dell'Arabafelice