domenica 12 maggio 2013

Sol Levante (fusilli integrali con zucchine, pinoli e pomodorini)

Tutto ha avuto inizio a febbraio. Si sa che in compagnia di amici si tende a dire un sacco di stupidaggini pur di fare quattro risate: qualche bicchiere di troppo, la lingua si scioglie, un pretesto qualunque (tipo un orologio da parete con 3 fusi orari) e parte la cazzata. Si continua a ridere, si fantastica e poi qualcuno la prende sul serio e inizia a fare ricerche serie e.... Bam! In men che non si dica trova l'offerta definitiva, quella che non puoi rifiutare perchè sai che un'occasione del genere non ricapiterà mai e devi approfittarne adesso, anche se forse non è il momento giusto, anche se hai appena iniziato un nuovo lavoro e non hai ancora uno stipendio. Al diavolo tutto: io parto! Nemmeno due mesi dopo mi sono ritrovata su un'altro volo intercontinentale, insieme ai soliti amici (e al maschio alfa!), diretta a TOKYO!
Ora sono tornata, con un milione di cose in testa, gli occhi pieni di meraviglia e tanta voglia di cucina italiana!
In realtà non avevo mai preso in considerazione il Giappone come meta per un possibile viaggio: troppo lontano, troppo costoso, troppo complicato e invece....mai dire mai nella vita!
Difficile dire cosa sono stati questi 10 giorni: come si può riassumere una simile esperienza quando si ha l'impressione di essere stati su un altro pianeta, tanto è diversa la gente, la cultura e lo stile di vita? Dalla silenziosissima folla ordinatamente in coda per la metro, alle pagode variopinte, la gentilezza e l'educazione di un popolo che non sa una parola d'inglese ma vuole lo stesso cercare di aiutarti, il monte Fuji, i templi buddisti e i santuari scintoisti, la grande metropoli punteggiata da meravigliosi giardini zen, il thè verde che sa di acqua di cottura degli spinaci, la cucina e la gastronomia di un paese che riesce a saziarsi con porzioni lillipuziane (ho capito perchè i giapponesi sono tutti piccoli e magri!), gli anime e i mangacome modello di vita. Indescrivibile. Se non si è nati in Giappone credo sia praticamente impossibile riuscire a capire fino in fondo e entrare a far parte di una simile società ma è comunque fantastico averci a che fare come turisti: appare tutto così strano e diverso da suscitare ammirazione e meraviglia.
Ecco una foto che mi piace particolarmente: sala da thè sul laghetto del giardino Hama Rikyiu con lo skyline della Tokyo moderna sullo sfondo.


Il Daibutsu (o grande Budda) di Kamakura


La pagoda di Nikko


So che il mio racconto non è esaustivo e non può essere altrimenti: le cose torneranno a galla poco alla volta e più chiaramente quando il jet lag mi avrà definitivamente abbandonato!
Di una cosa sono sicura: per la prima volta mi è mancata la cucina italiana. Non è che non mi piaccia la cucina giapponese, anzi, la apprezzo moltissimo ma essendo molto diversa dalla nostra verso la fine del nostro soggiorno nipponico abbiamo iniziato ad avere voglie molto italiane: non so dire quante ore abbiamo trascorso in treno e in metro a discutere su quale sarebbe stata la prima cosa che avremmo mangiato una volta tornati! Io propendevo per prosciutto crudo, coccoli e olive verdi ma erano molto quotate anche lasagne e grigliata di carne. Alla fine di tutti i giochi però, quale può essere il piatto principe di cui un italiano all'estero sente la mancanza se non una bella pastasciutta???
Ecco quindi che cosa propongo oggi: niente pietanze esotiche o ingredienti orientali, solo un piatto di pasta semplicissimo e veloce nella sua preparazione, leggero, tanto gustoso e che sa di casa.

FUSILLI INTEGRALI con ZUCCHINE, PINOLI e POMODORINI

Ingredienti (per 2 persone):
160 g fusilli integrali
1 grossa zucchina tonda
1 cipollotto fresco
8 pomodorini
1 cucchiaio di pinoli
basilico
olio evo (2 cucchiai)
sale, pepe nero

Scaldare un padellino antiaderente a fiamma alta, tostarvi per un paio di minuti i pinoli (attenzione che non brucino) e tenerli da parte.
Tagliare a rondelle sottili il cipollotto e soffriggerlo nell'olio per farlo appassire. Aggiungere la zucchina tagliata a dadini e cuocere a fuoco medio per 5 minuti. Aggiungere anche i pomodorini tagliati a spicchi e salare. Continuare la cottura ancora per una decina di minuti al massimo (preferisco che le zucchine non siano spappolate). Verso fine cottura abbassare la fiamma, aggiungere i pinoli tostati, abbondanti foglie di basilico fresco (dona un profumo delizioso alle zucchine) e una macinata di pepe nero.
Nel frattempo cuocere la pasta in abbondante acqua salata (io ho scelto i fusilli ma va bene qualunque altro formato di pasta corta), scolarla al dente e saltarla un paio di minuti insieme alle zucchine prima di servire. Volendo si può aggiungere del formaggio grattugiato anche se io l'ho trovata assolutamente perfetta così.
Buon appetito!






domenica 14 aprile 2013

La porcata definitiva (Mississippi mud cake)



Vorrei che l'immagine fosse più eloquente. Vorrei che rendesse davvero l'idea della porcata assoluta che è questa torta. C'è ben poco da dire, solo da mettersi all'opera: questa peccaminosa delizia deve essere assolutamente provata. E' vero, è una porcata che di più non si può e solo gli americani potevano pensare e realizzare una simile follia dolciaria. Eppure una volta nella vita dovrebbe essere obbligatorio assaggiarla per carpire la vera essenza del cioccolato.
Da almeno un anno guardavo questa ricetta, la studiavo, ci ripensavo e mi dicevo che, no, non potevo, è troppo. Non è difficile, temevo solo per le coronarie di coloro che avrebbero avuto la fortuna (o l'ardire) di assaggiarla. Alla fine delle mie paturnie mi sono decisa. Mi serviva un'occasione speciale in cui fossero presenti più di 2 persone (mangiarla in due credo potrebbe essere mortale) e ho colto l'occasione per il compleanno di mio babbo, che con gli anni sta diventando sempre più goloso. La quantità di burro e cioccolato è vergognosa tanto che ho preferito avvisare gli ultrasessantenni di munirsi di tutte le pillole necessarie: anticolesterolo, antitrigliceridi, antiglicemici.... Non voglio mica essere accusata di tentato omicidio!
Inutile dire che è piaciuta e molto: c'è stato persino chi ha fatto il bis nonostante dopo una fetta si sentano già le arterie incrostate. Il guscio croccante di biscotti che racchiude due strati cioccolatosi, uno più morbido dell'altro: è vero, sembra proprio fango ma alla prima cucchiaiata si è pronti a dire che anche se non è bella da vedere, l'aspetto non è tutto. Incredibilmente pericolosa e incredibilmente buona.


MISSISSIPPI MUD CAKE

Base (per una tortiera a cerniera da 22/24 cm):
250 g biscotti al cacao (pandistelle)
2 cucchiai di cacao amaro
70 g burro

Per il ripieno:
180 g cioccolato fondente
180 g burro
4 uova
1 tazzina di caffè
90 g zucchero di canna
90 g zucchero semolato
200 ml panna fresca

Per il budino al cioccolato:
30 g cacao amaro
15 g amido di mais
80 g zucchero
290 g latte
2 tuorli
25 g burro
50 g cioccolato fondente
vanillina
un pizzico di sale

Guarnizioni:
200 ml panna fresca
3 cucchiai di zucchero a velo
gocce di cioccolato fondente

Preparare la base: tritare finemente i biscotti con il mixer e mescolarli poi con il burro fuso e il cacao fino a ottenere un composto sabbioso. Rivestire uno stampo a cerniera da 22 cm con carta da forno (sia il fondo che la parete circolare). Versare il composto di biscotti nello stampo e livellarlo bene schiacciandolo con un cucchiaio. Rivestire anche le pareti dello stampo con il composto per creare una sorta di guscio di biscotti. Far riposare in frigo una mezz'ora.
Preparare il ripieno: Fondere il burro e il cioccolato a bagnomaria mescolando continuamente, poi lasciare intiepidire. Nel frattempo montare con le fruste le uova con i due zuccheri fino a che non sono gonfie e spumose. Aggiungere la panna fresca (non montata), il caffè e il cioccolato fuso e amalgamare. Versare l'impasto ottenuto nella base di biscotti e cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 45/50 minuti. Sfornare, lasciare raffreddare e riporre tutto in frigo per alcune ore.
Preparare il budino: Mescolare il cacao, l'amido, lo zucchero, la vanillina e il sale in una casseruola. Incorporare i tuorli con una frusta e infine aggiungere il latte, sempre mescolando per amalgamare. Scaldare il composto fino all'ebollizione e lasciare sobbollire per 30 secondi, poi togliere dal fuoco e aggiungere il burro a tocchetti e il cioccolato spezzettato. Mescolare fino a che non si è sciolto e amalgamato tutto. Coprire con pellicola a contatto e lasciare raffreddare alcune ore (si può preparare il budino anche il giorno primo).
Una volta che il budino è freddo spalmarlo sopra la torta cotta in forno (si sarà formata una sorta di conca all'interno del guscio di biscotti). Montare la restante panna con le fruste elettriche aggiungendo a poco a poci lo zucchero a velo e usarla per guarnire la torta. Infine decorare con gocce di cioccolato a pioggia e conservare in frigo fino al momento di servire.
Buon appetito!

P.s. Il budino al cioccolato (me ne era avanzato un poco) è buonissimo anche da solo, magari servito in delle coppette finger-food.


domenica 7 aprile 2013

Stufa (Zuppa agro-piccante cinese)

Speravo che fosse finita. Speravo di non averne più voglia. E invece...di fronte alla pioggia torrenziale (ancora) e al freddo (non se ne può più) di questo inverno che non se ne vuole andare, ho ceduto e mi sono consolata con l'ennesima zuppa, stavolta piccantissima e molto orientale (questo periodo è così....cucino in stile cinese). Non so nemmeno più cosa scrivere tanto sono stufa: con questa umidità ormai i miei capelli sono talmente crespi che sembra abbia in testa una pecora infeltrita, sto continuando a rimandare la lavatrice dei maglioni sperando di poterli mettere via una volta lavati (oltre al fatto che mi servirebbe una settimana per farli asciugare), la mattina mi sveglio sperando di aver voglia di un frullato di frutta fresca ma poi ripiego su una fumante tazza di the, per riscaldarmi; non parliamo poi di mangiare un'insalata: mi mette i brividi il solo pensiero. Ormai riesco a capire come deve essersi sentito Noè dopo un anno di diluvio universale: ci stiamo andando vicini! Chissà se anche lui aveva dei comfort food per combattere il cattivo umore!
Io ho scelto un comfort food homemade (uscire a cena? Con il temporale? Rischierei di affogare!) molto molto gustoso: in pratica la riproduzione, abbastanza fedele, della zuppa che prendiamo sempre in inverno al ristorante cinese. Certo, devono piacere i sapori forti e bisogna sapere resistere alla temperatura lavica a cui deve essere servita ma secondo me (e il maschio alfa) vale pena ustionarsi il palato!



 ZUPPA AGRO-PICCANTE CINESE

Ingredienti (per 4 persone):
3 peperoncini verdi piccanti freschi
1 peperoncino rosso secco
un pezzo di radice di zenzero
3 cipollotti freschi
1 carota grande
200 g broccoli
15 funghi champignon
60 g di prosciutto cotto in una sola fetta
50 g tofu
2 cucchiai abbondanti di amido di mais
25 g spaghetti di soia
1 piccolo porro
3 foglie di lattuga
olio di semi di girasole
1 tazzina di salsa di soia
4 cucchiai di aceto balsamico
2 cucchiai di tabasco
1,5 l circa di brodo di pollo caldo
sale

Tritare la carota raschiata, i cipollotti e la radice di zenzero sbucciata. Mettere il trito in una capace pentola insieme ai peperoncini tagliati a fettine (sia quello rosso che quelli verdi) e a 3 cucchiai di olio di semi di girasole (o altro oli di semi: meglio evitare l'olio di oliva che darebbe un gusto troppo "mediterraneo" alla zuppa). Soffriggere il trito per un paio di minuti a fiamma vivace, facendo attenzione a non farlo bruciare.  Aggiungere il prosciutto e il tofu tagliati a julienne fine; a seguire i broccoli divisi a cimette piccole e i funghi lavati e tagliati a fettine e saltare tutto alcuni  minuti. Salare e sfumare con la salsa di soia, il tabasco e l'aceto balsamico. Aggiungere anche l'amido (per addensare), mescolando continuamente e iniziare ad aggiungere lentamente il brodo caldo  (in alternativa si può usare acqua calda ma il risultato è meno saporito) fino a che tutti gli ingredienti non sono sommersi. La zuppa deve risultare molto brodosa altrimenti quando verranno aggiunti gli spaghetti di soia, che assorbono molti liquidi, si asciugherebbe troppo.
Far prendere il bollore, poi lasciare sobbollire con il coperchio per una ventina di minuti. Aggiustare eventualmente di sale (anche usando la salsa di soia) e di piccantezza (con il tabasco): noi abbondiamo parecchio con quest'ultimo ma è questione di gusti, così come per le proporzioni fra tutti gli altri ingredienti. Verso fine cottura aggiungere il porro tagliato a rondelle sottili e gli spaghetti di soia e cuocere ancora 5 minuti, poi aggiungere anche le foglie di insalata tagliate a striscioline e servire immediatamente: l'insalata non deve cuocere, solo appassire leggermente.
Buon appetito!

domenica 31 marzo 2013

Buona Pasqua (Crostata chiusa con crema, ricotta e pinoli)

Anche per quest'anno Pasqua è arrivata, umida e piovosa come non mai, fredda e grigia come probabilmente non è mai stata negli ultimi 50 anni (così dicono). Nonostante questo è momento di festeggiamenti e grandi abbuffate. Quest'anno non ho avuto tempo di fare grandi cose e di dedicarmi alla cucina come avrei voluto ma la soddisfazione di preparare un bel dolce non poteva togliermela nessuno. Ma quale dolce preparare? La pastiera non fa parte della tradizione pasquale della mia famiglia, la colomba.....si, e chi ce l'ha il tempo e il coraggio di tentare??? Alla fine ho ripiegato, si fa per dire, su una crostata chiusa farcita con crema, ricotta e pinoli: non è una pastiera, non è una torta della nonna ma una specie di incrocio tra le due. Goduriosa! Il maschio alfa è da ieri sera che la guarda con occhi lussuriosi e da quando l'ha assaggiata credo che potrebbe decidere di lasciarmi per lei!
Di estremamente pasquale ha solo la quantità di uova, sia nella frolla che nella crema (la cui ricetta, per inciso, è di Montersino), che, anche se non si vedono, è decisamente abnorme, per la gioia di chi soffre di colesterolo!
Non mi resta che dire "Buona pasqua a chiunque passerà di qui oggi!"



CROSTATA CHIUSA con CREMA, RICOTTA e PINOLI

Per la frolla:
4 tuorli
400 g farina 00
240 g burro
160 g zucchero semolato
un pizzico di sale

Per il ripieno:
250 g ricotta vaccina
una manciata di pinoli
100 g di tuorli (pari a 5-6 tuorli)
13 g frumina
13 g amido di mais
100 g panna fresca
260 g latte
zucchero semolato
1 bustina di vanillina

Zucchero a velo

Impastare velocemente la farina e il burro freddo a pezzetti in modo da ottenere un composto sbriciolato. Unire i tuorli, uno alla volta, lo zucchero a velo e il sale impastando velocemente (magari aiutandosi con delle forchette per non riscaldare l'impasto). Formare una palla, avvolgerla nella pellicola e farla riposare in frigorifero almeno 30 minuti.
Preparare la crema: montare con le fruste elettriche i tuorli e lo zucchero. Quando sono ben gonfi e chiari aggiungere anche l'amido e la frumina e continuare a montare un paio di minuti. In un pentolino scaldare fino all'ebollizione il latte, la panna e la vanillina, poi aggiungere il composto di tuorli mescolando. Far sobbollire il tutto alcuni minuti a fuoco bassissimo continuando a mescolare. Togliere dal fuoco il pentolino, coprire la crema con della pellicola e lasciare raffreddare. Quando la crema è fredda aggiungere i pinoli e la ricotta e mescolare bene.
Stendere 2/3 della pasta frolla tra due fogli di carta da forno e rivestirci il fondo e i bordi di uno stampo rotondo da 27 cm di diametro (sempre rivestito con carta da forno). Cuocere il guscio di frolla in forno preriscaldato a 180°C per 15 minuti. Lasciare raffreddare il gucio per alcuni minuti, poi farcire con il composto di crema, ricotta e pinoli. Stendere la restante pasta frolla, coprire la crostata farcita  e sigillarne bene i bordi. Rimettere tutto in forno a 180°C per 30-35 minuti. sfornare, lasciare raffreddare e cospargere con abbondante zucchero a velo. Servire a temperatura ambiente.
Buon appetito!


domenica 24 marzo 2013

Premio!

Resto sempre stupita del fatto che qualcuno, oltre la mia ristretta cerchia di amici e parenti, legga questo blog anche se, in effetti, sembra ci siano un sacco di persone (per me 139 follower sono un'infinità!) che si interessano a ciò che scrivo e cucino. Mi sembra strano perchè, in fondo, è per me stessa che scrivo e non è un caso che lo faccia sempre in modo impersonale, senza mai rivolgermi direttamente a qualcuno: per me avrebbe la stessa credibilità che parlare con un muro! Ecco perchè sono sempre piacevolmente sorpresa quando qualcuno pensa a me per dei premi: oggi non fa eccezione. Ringrazio infinitamente Per incanto o per delizia per avermi insignita del premio "Very inspiring blogger"


E ora ecco 7 cose su di me (e spero di non ripetermi!):
1) Mi piace leggere e al momento sono in fissa per i libri di Jane Austen
2) Mi piace truccarmi e vestirmi con gonne e tacchi alti
3) Gli spaghetti alla carbonara sono probabilmente il mio primo piatto preferito
4) Sono onnivora ma non riesco proprio a mangiare le ostriche crude, i cachi e i migliacci
5) Sono piuttosto disordinata anche se il mio è un caos "ordinato"
6) Mi piacerebbe visitare l'India
7) Ridere il più possibile e prendere le cose con ironia mi aiuta a vivere meglio

Per questioni di tempo stavolta lascio questo premio a chiunque leggerà questo post: se lo merita visto che continua a leggere le mie sciocchezze!

E adesso la ricetta: un dessert a base di frutta accompagnato da semplice ricotta. Fresco e leggero, preparato in una di quelle domeniche pomeriggio in cui sono a casa da sola e mi viene voglia di qualcosa di sfizioso è un ottimo modo per chiudere un pasto con dolcezza senza esagerare con le calorie. Era un sacco di tempo che volevo provare le pere al vino, di cui mi sono innamorata dopo averle assaggiate in un ristorante parigino, così, complice un avanzo di bottiglia di buon Chianti non ho potuto tirarmi indietro! :-P



COPPA di PERE al VINO e RICOTTA

Ingredienti (per 2 persone):
1 pera Abate
succo di 1/2 limone
200 ml vino rosso (per me Chianti)
1 cucchiaio di miele
100 g ricotta di mucca
uvetta (1 cucchiaio)
50 g zucchero
1/2 stecca di cannella
2 bacche di cardamomo
3 grani di pepe nero
1 cucchiaio di latte
 cannella in polvere

Versare il vino in una casseruola e aggiungere lo zucchero, il miele, le bacche di cardamomo schiacciate, la stecca di cannella e il pepe. Portare a ebollizione e proseguire la cottura per 2-3 minuti: lo zucchero deve essere completamente sciolto. Sbucciare la pera, eliminare il torsolo e tagliarla in circa 6 spicchi, poi irrorarla con il succo di limone per evitare che annerisca. Unire le pere al vino e lasciare cuocere con il coperchio a fuoco basso per circa 20 minuti: le pere devono essere morbide. Unire l'uvetta e proseguire la cottura altri 5 minuti, poi sgocciolare la frutta dal liquido di cottura e disporla nelle coppe. Ridurre il fondo di cottura a fuoco vivace fino a che non si è formato uno sciroppo abbastanza denso, filtrarlo e lasciarlo raffreddare. Lavorare bene la ricotta con il latte ed eventualmente un cucchiaino di zucchero a velo. Distribuire anche la ricotta nelle coppe e irrorare con lo sciroppo di vino. Spolverizzare con poca cannella e servire.
Buon appetito!


mercoledì 20 marzo 2013

Primavera, dove sei?

Non c'è niente da fare. La primavera sembra proprio essersi scordata che è il suo turno! Non so bene cosa succede nel resto d'Italia ma qui, sulla piana pistoiese, siamo decisamente sott'acqua...letteralmente! Mentre gran parte del paese si trova alle prese con torrenti straripati e cantine allagate noi, come al solito, abbiamo voluto fare gli eccentrici e ci siamo dovuti occupare delle infiltrazioni di acqua dal tetto, che ci stanno allagando la soffitta. Il tentativo di impermeabilizzazione del pavimento con nylon, operato da me e dal maschio alfa, è fallito miseramente: si vede che non siamo proprio tagliati per i lavori di casa e che il bricolage è lontano anni luce dai nostri hobby. Abbiamo dovuto ripiegare sui classici secchi e barattoli sparsi ovunque: molto pittoresco ma decisamente poco pratico se ci si deve muovere all'interno della stanza!
Per esorcizzare la paura di una alluvione e cercare di avvicinarsi alla stagione dei fiori, almeno con la mente, ecco un antipastino sfizioso, fresco e naturalmente a forma di rosa!
Non avevo mai preparato la panna cotta, tantomeno salata, ma mi è piaciuta tantissimo ed è più semplice di quanto avessi immaginato. L'ispirazione l'ho presa dall'arbanella di basilico, ho solo variato il tipo di formaggio e la salsa di accompagnamento. La panna cotta al pecorino è grassa e saporita e ho pensato di smorzarla con una salsa agrodolce di cipolle: perfetta!





PANNA COTTA con SALSA di CIPOLLE in AGRODOLCE

Ingredienti (per 6 persone o 12 finger food):
250 ml panna fresca
125 ml latte
6 g colla di pesce
90 g pecorino stagionato grattugiato o pecorino romano
1 cipolla rossa
1 cucchiaio di miele
1 foglia di alloro
1 bacca di ginepro
aceto balsamico
noce moscata
olio evo
sale, pepe nero

Mettere a bagno la colla di pesce in acqua fredda per almeno 15 minuti. In un pentolino scaldare a fuoco basso la panna, il latte, il pecorino poco pepe nero e una grattugiata di noce moscata. Quando il pecorino si è sciolto e amalgamato e il tutto inizia a sobbollire aggiungere anche la colla di pesce ben strizzata e mescolare velocemente con una frusta. Regolare di sale (ne basta veramente pochissimo o si può addirittura omettere data la sapidità dei formaggi) e versare il composto ancora caldo in stampini di silicone o in bicchierini per finger food. Lasciare raffreddare a temperatura ambiente e poi tenere in frigo almeno altre 4 ore. Preparare la salsa di accompagnamento: tritare finemente la cipolla e soffriggerla alcuni minuti in padella con 2 cucchiai di olio evo, la bacca di ginepro schiacciata e la foglia di alloro. Aggiungere un cucchiaio di miele e sfumare con un paio di cucchiai di aceto balsamico. Aggiustare di sale e pepe e lasciare cuocere le cipolle fino a che non sono ben morbide (5-10 minuti): l'importante è che il fondo si riduca facendo attenzione a non bruciare le cipolle!
Una volta che la panna cotta è pronta accompagnarla con la salsa di cipolle fredda e seervire.
Buon appetito!


domenica 10 marzo 2013

Affanno

Puff! Pant! Si sente che sono in affanno? Io lo sento! Sono latitante da un bel po' perchè finalmente sono riuscita a trovare il modo di riempire le mie giornate ma, ovviamente, quando torno a casa spesso sono piuttosto stanca e provata e non ho nè voglia, nè testa per dedicarmi al blog. Devo solo riacquistare un po' di ritmo e capacità di incastrare tutti gli impegni, poi confido di tornare a pubblicare regolarmente. Spero solo he sia la volta buona per un lavoro che mi piace!
Anche la mia cucina subisce gli effetti di questo radicale e repentino cambio di stile di vita. Sia chiaro: l'attività in cucina non è diminuita, si sta solo velocizzando e adattando alle nuove esigenze. Il piatto di oggi è velocissimo, adatto a quelle sere in cui c'è voglia di ristorante cinese ma non di uscire e in generale quando non si ha troppo tempo da dedicare alla cucina ma non si vuole scadere in una noiosa fettina alla griglia. Ecco qualcosa per non rinunciare a qualcosa di saporito e sfizioso, naturalmente con un sapore tutto orientale!



STRACCETTI di MANZO in STILE CINESE

 Ingredienti (per 2 persone):
400 g di fettine di manzo (o carpaccio di manzo)
1 cespo di radicchio rosso tardivo
5-6 cipollotti bianchi freschi
semi di sesamo
olio di semi di girasole
salsa di soia
maizena
sale

Battere le fettine di manzo per renderle sottili, poi tagliarle a striscioline e farne degli straccetti. Passare la carne velocemente in poca maizena (servirà per far addensare il fondo di cottura e creare quella specie di salsina che si trova sempre nei piatti cinesi). In uno wok (o comunque in una padella a fondo antiaderente) scaldare 3-4 cucchiai di olio di semi e farvi rosolare gli straccetti per un paio di minuti a fiamma alta. Aggiungere il radicchio lavato e tagliato e i cipollotti tagliati in 4 parti nel senso della lunghezza. Sfumare con abbondante salsa di soia ed eventualmente salare (poco: la salsa di soia è già molto salata). Abbassare un po' la fiamma e continuare la cottura per una decina di minuti (le verdure devono essere cotte ma ancora croccantine). Un minuto prima di spengere il fuoco distribuire sulla carne un cucchiaio abbondante di semi di sesamo. Servire calda. Accompagnato con del riso basmati bollito diventa un piatto unico.
Buon appetito!