giovedì 25 dicembre 2014

Buon Natale

E' la mattina di Natale. Sono stravaccata sul divano con in mano una tazza di tisana calda varietà "miscela natalizia" e mentre scrivo osservo il mio alberello illuminato, miracolosamente scampato agli attacchi della gatta. I regali scartati sono disposti ordinatamente sotto di esso e Kiki dorme accovacciata contro le mie gambe. Sarebbe un quadretto idilliaco se non voltassi la testa verso la cucina.....l'espressione beata scompare e i capelli si drizzano alla vista del caos: una pila di tegami da lavare, la tovaglia imbrattata, il piano di lavoro ingombro di vettovaglie di ogni tipo, forma e dimensione. Anche quest'anno Babbo Natale ha deciso di non farmi il regalo nonostante la letterina che gli ho mandato. Sarà mica che sono finita nella lista dei cattivi? O è solo che gli uomini con le faccende di casa prorpio non ci vogliono avere a che fare? Non mi resta che sperare nella Befana....
Tanti auguri per un felice e sereno Natale a tutti quelli che si troveranno a passare da queste parti. Per ora non posso postare le ricette che ho preparato per il pranzo ma lascio qualche idea dagli anni passati:

Girelle di sfoglia piccanti, che tanto successo hanno riscosso tra i miei amici












La tradizionale zuppa imperiale












L'arista all'arancia















 e per finire un altrettanto tradizionalissimo tronchetto di Natale, con un farcitura veloce e golosissima!


sabato 13 dicembre 2014

Dolcezza a lavoro

Ci sono giorni in cui alzarsi per andare a lavoro sembra essere una fatica insormontabile; eppure, ogni giorno, un pianto, un lamento e oplà! I piedi scendono dal letto e si mettono in moto, a scapito del cervello ancora addormentato. Avere la fortuna di fare un lavoro che piace, certo, aiuta, anche se un altro aspetto fondamentale è la compatibilità coi colleghi. Nonostante siano quasi 2 anni che lavoro nello stesso posto, mi sento ancora l'ultima arrivata e per creare intorno a me un ambiente lavorativo il più possibile confortevole e amichevole ho un mio metodo: offro dolci per la pausa-colazione! L'ultimo che ho preparato, a seguito di una scommessa persa, è stato un esperimento dell'ultimo minuto, che ha riscosso un successo sorprendente: è stato così apprezzato che più volte mi è stata chiesta la ricetta!
Complici un paio di pere troppo mature per essere mangiate senza inzaccherarsi anche i capelli e una vaschetta di ricotta parcheggiata in frigo, è bastato aggiungere uova, farina e zucchero, profumare con un tocco di cannella e il gioco è fatto! La consistenza è morbida e leggermente umida e il profumo delle pere con la cannella inebriante!
Inutile dire che dopo una fetta di torta sono tutti più tranquilli, paciosi e ben disposti nei tuoi confronti! Magari i soldi non fanno la felicità, ma i carboidrati si!



TORTA PERE e RICOTTA

Ingredienti:
230 g farina
2 grandi pere mature
100 ml latte
50 g frumina
250 g ricotta
3 uova
cannella in polvere
200 g zucchero
1 bustina di lievito
40 ml olio di semi
zucchero a velo (facoltativo)

Montare le uova con lo zucchero usando le fruste elettriche fino a ottenere una crema. Aggiungere la ricotta e mescolare bene per rompere eventuali grumi. Aggiungere l'olio a filo, poi la farina, la frumina e il lievito intervallati dal latte. Profumare con mezzo cucchiaino di cannella in polvere. Sbucciare e tagliare a dadini le pere e aggiungerle all'impasto, dopo averle leggermente spolverizzate di farina. Amalgamare molto delicatamente e versare l'impasto in una tortiera da 22 cm rivestita di carta da forno. Infornare a 180°C per 1 ora, poi sfornare e lasciare raffreddare prima di eliminare la carta da forno e servire eventualmente spolverizzata di zucchero a velo (io ne ho fatto a meno:mi piaceva il suo aspetto rustico).
Buon appetito!

lunedì 1 dicembre 2014

Sapori d'autunno

Un lungo viale alberato, foglie gialle, rosse e marroni che volteggiano in aria fino a toccare terra per formare un insolito tappeto. Le prime giacche pesanti, le calze e gli stivali. Questa è la mia immagine dell'autunno, quando gli alberi si spogliano e i colori sono caldi e avvolgenti nonostante l'aria frizzantina e il buio che scende velocemente nel pomeriggio. Non posso dire di amare tutti gli aspetti dell'autunno ma sicuramente sono innamorata dei sapori di stagione che porta con sè come zucca, funghi e castagne.
Per dare il benvenuto alla nuova stagione ho pensato bene di concentrarmi su ciò che più mi piace dell'autunno e ho preparato qualcosa di veramente saporito.
Per la prima volta in vita mia, mi sono cimentata con la pasta fatta in casa! Direi che si tratta di un evento che merita di essere ricordato!
Invece di iniziare dalle cose semplici, ovvero dalla classica pasta all'uovo, ho deciso di complicarmi la vita e ho tentato una pasta fresca senza uova e con farina di castagne: ne è venuta fuori una cosa deliziosa anche per una principiante come me!



PASTA di FARINA di CASTAGNE con FUNGHI e SALSICCIA

Ingredienti (per 3 persone):
210 g farina di castagne
150 g farina 0
160 g acqua

2 salsicce fresche
1 scalogno
funghi galletti (un paio di manciate o comunque un quantitativo a piacere)
olio evo
1/2 bicchiere di vino bianco
2 rametti di rosmarino
sale, pepe nero

Su una spianatoia setacciare insieme le due farine, versarvi l'acqua a filo impastando inizialmente con una forchetta, poi a mano. Continuare a impastare energicamente fino a ottenere un panetto omogeneo ed elastico. Avvolgere il panetto in un canovaccio pulito e lasciare riposare almeno mezz'ora in frigo. Riprendere il panetto e stenderlo con il mattarello (aiutandosi con un po' di farina per non far attaccare l'impasto al mattarello e alla spianatoia). Chi ne è capace può fare tutto con il mattarello; per i principianti come me magari è meglio usare l'apposita macchinetta per stendere la pasta in modo più sottile e omogeneo. Essendo una pasta senza uova e con poco glutine non è molto elastica perciò è difficile tirarla sottile: meglio lasciarla un po' più spessa per evitare che si rompa (spessore n. 2 della macchinetta).



Preparare il condimento facendo soffriggere in un tegame lo scalogno sbucciato e affettato, gli aghi di rosmarino e i funghi lavati, asciugati e spezzettati. Dopo 5 minuti aggiungere le salsicce sbriciolate, far rosolare, poi sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco. Salare, pepare e portare a cottura (il fondo di cottura dovrà essersi ridotto).
Cuocere la pasta in abbondante acqua bollente salata per 5-6 minuti, scolarla velocemente e aggiungerla al condimento. Insaporire la pasta nel condimento per un paio di minuti e servire subito.
Buon appetito!


lunedì 3 novembre 2014

L'orto delle meraviglie

Da circa un mese avevo notato che nell'orto di mio suocero crescevano in gran quantità strani frutti giallo-verdi, a forma di pera, su di una pianta rampicante che si sta attorcigliando al povero melograno. Cosa fossero non riuscivo proprio a capirlo, così mi sono avvicinata per vedere meglio e ho scoperto che, tra l'altro sono completamente ricoperti di spine acuminate. Il mistero si infittiva: mai avevo visto, nemmeno in foto, simili frutti e non avevo idea nemmeno se fossero commestibili. Rosa dalla curiosità ho chiesto a mia suocera e il responso è stato:"zucchine spinose!".....mai sentite! Anche per i miei suoceri si tratta di un esperimento perchè non ne sanno altro riguardo questi frutti, nonostante abbiano attecchito benissimo e il raccolto sia davvero ragguardevole. Dunque ho cercato su internet e ho scoperto che si tratta di una antica varietà di zucca, conosciuta con vari nomi "zucchine spinose", "zucca centenaria", "melanzana spinosa". Potevo lasciarmi sfuggire l'occasione di provarle? Giammai! Ho aspettato il giusto grado di maturazione (devono essere gialle con le spine morbide) e ne ho colte 2. Eccole qui.


Prima di cucinarle devono essere sbucciate e deve essere tolto il torsolo interno. Attenzione: per questa operazione usare assolutamente dei guanti e non solo per le spine, che non sono così tremende, ma, soprattutto, per il liquido che fuoriesce al momento in cui si sbucciano, che è urticante. Come l'ho scoperto? Non ho usato i guanti naturalmente e i polpastrelli delle mie dita si sono spellati, arrossati e gonfiati in modo osceno in seguito ad una simpatica reazione allergica da contatto! Quindi, meglio usare i guanti! Ecco come si presentano le zucche all'interno:


In seguito le ho cucinate nel modo più classico che ho trovato, in umido con pomodoro e cipolla....in pratica una vera e propria ricetta vintage! Mi sono piaciute un sacco: il sapore dolciastro è simile a quello delle normali zucchine ma la consistenza è più soda e compatta, tipo mela. In definitiva direi che l'esperimento è ampiamente riuscito, nonostante le dita deturpate!



ZUCCHINE SPINOSE al POMODORO

Ingredienti (per 2-3 persone):
2 zucchine spinose
400 ml polpa di pomodoro
1 cipolla
vino bianco
parmigiano reggiano grattugiato (facoltativo)
olio evo
peperoncino (facoltativo)
sale

Sbucciare le zucchine (usando i guanti) per togliere le spine, eliminare il torsolo interno e tagliarle a dadi non troppo piccoli. Affettare finemente la cipolla e farla soffriggere per 5 minuti in un tegame con olio evo (4-5 cucchiai) e mezzo peperoncino piccante fresco o secco. Quando è morbida e trasparente versare nel tegame le zucchine tagliate a dadi e lasciarle insaporire un paio di minuti, poi aggiungere la polpa di pomodoro. Portare a bollore e abbassare la fiamma. Lasciare cuocere almeno 20 minuti: le zucchine devono risultare morbide e cedevoli infilzandole con una forchetta e il sughetto di fondo non deve essere troppo liquido. Aggiustare di sale e cospargere di parmigiano grattugiato prima di servire come contorno appetitoso.
Buon appetito!

venerdì 31 ottobre 2014

La strega

E' la sera di Halloween e la mia trasformazione in orrida strega è praticamente completa: gli occhi sono infossati e cerchiati di occhiaie violacee, la pelle del viso è talmente pallida che potrei mimetizzarmi con il muro alle mie spalle, il naso arrossato e screpolato, i capelli una informe massa stopposa, labbra secche ed esangui. Accanto a me è sdraiata la gatta nera e se prendo in mano una scopa sfido chiunque, di fronte a un'immagine simile, a dire che le streghe non esistono !
Sono stata colpita dai classici malanni di cambio stagione e fortunatamente non potrò andare a giro a terrorizzare i bambini.
E se nella notte di "dolcetto o scherzetto" non potrò fare scherzetti, posso sempre preparare dolcetti! Era una vita che non mi dedicavo ad un dolce e, complice uno yoghurt agli agrumi che non mi piace mangiare,  riparto da questa profumatissima ciambella, morbida e leggera (è senza burro: per le streghe che tengono alla linea!), ideale per la mia consolatoria colazione di domani mattina. Si sente il profumo? E' delizioso e sa di casa e cose semplici....nonostante il mio naso tappato! Con questa sono almeno riuscita a irretire il maschio alfa!



CIAMBELLA allo YOGHURT di AGRUMI


Ingredienti:
125 g di yoghurt agli agrumi
250 g zucchero
350 g farina 00
2 uova
scorza di 1 limone
scorza di 1 arancia
1 bustina di lievito
4 cucchiai di olio evo
50 ml di latte
burro e farina per lo stampo
zucchero a velo

Sbattere le uova con lo zucchero fino a ottenere una crema molto morbida e spumosa. Setacciare la farina e il lievito e unirla al composto di uova e zucchero mescolando con cura per fare in modo che non si formino grumi. Aggiungere all'impasto la scorza di limone e di arancia, lo yoghurt e l'olio di oliva. Se l'impasto dovesse presentarsi troppo denso aggiungere circa 50 ml di latte. Amalgamare l'impasto e versare in uno stampo da ciambella imburrata e infarinata. Cuocere in forno a 180°C per 40 minuti, poi togliere dalla teglia e lasciare raffreddare prima di servire. Spolverizzare eventualmente di zucchero a velo (stavolta io non l'ho fatto...l'avevo finito!)
Buon appetito!

domenica 19 ottobre 2014

Il rito del sabato

Non mi considero una persona molto abitudinaria, specialmente nel tempo libero: mi piace cambiare, provare cose nuove, avere orari flessibili e non sapere esattamente come trascorrerò la giornata. Il sabato, però, è un caso a parte. Nel corso degli anni, io e il maschio alfa abbiamo sviluppato una certa routine, un rituale ben preciso che vuol significare "finalmente è sabato e, qualunque cosa succeda, ho tutto il weekend di fronte a me per fare ciò che voglio!". Con il frenetico periodo che sto vivendo a lavoro, posso assicurare che una prospettiva del genere non è affatto roba da poco e mi mette subito di buonumore.
La giornata inizia con sveglia naturale e una tranquilla preparazione per uscire. Fondamentale e irrinunciabile la colazione nella nostra pasticceria preferita, a base di cornetto doppia sfoglia glassato (impossibile che ne esista uno più buono. Io non ci provo nemmeno a replicare!) e a seguire passeggiata con un veloce giro nel mercato di paese, dove spesso dedico allo shopping tra i mugugni annoiati del maschio. Mi piace la vita di paese, incontrare le stesse facce ogni settimana, negli stessi posti, notarne le abitudini. Il banco del pollaiolo con le due simpatiche signore che mi salutano, il fruttivendolo con poche cassette rigorosamente di stagione, il burbero signore del banco di abbigliamento che mi fa un sacco di complimenti quando compro qualcosa, i gruppi di anziani che portano a spasso le biciclette e si incontrano al mercato per parlare di acciacchi e nipoti: trovo tutto estremamente quieto e rilassante.
Dopo la passeggiata è obbligatoria la visita al supermercato, croce e delizia del weekend, per il rifornimento settimanale di frigo e dispensa. In questo caso l'esperienza è decisamente meno rilassante, tutt'altro: qui prevale la legge del più forte per l'accaparramento delle derrate alimentari (secondo me manco in tempo di guerra si vedevano scene simili) e i più forti sono i pensionati dotati di carrello corazzato, che non si fanno scrupoli a gambizzarti per l'ultimo pacco di biscotti in offerta.
Una volta a casa è ora di pensare al pranzo: il maschio alfa, ligio al suo dovere sportivo, si nutre solo di pasta al pomodoro e patate lesse, il tipico pranzo pre-partita; io, una volta tanto, posso concedermi tutto ciò che non piace al maschio alfa. Niente di elaborato o troppo lungo da preparare, però via libera a zucchine, melanzane, olive, capperi e carciofi!
Questa settimana ho optato per una semplice vellutata di zucchine, le ultime di stagione, accompagnata da dei gamberi profumati di limone. Semplice, deliziosa e molto gratificante anche gustata in perfetta solitudine!



VELLUTATA di ZUCCHINE con SPIEDINO di GAMBERI al LIMONE

Ingredienti (per 2 persone):
2 zucchine tonde
1 patata
1 scalogno
1 limone
code di gambero (3-4 a persona)
olio evo
sale

Affettare sottilmente lo scalogno e soffriggerlo alcuni minuti con un paio di cucchiai di olio evo facendo attenzione a non bruciarlo. Aggiungere la patata sbucciata e tagliata a dadini e le zucchine, anch'esse tagliate a dadini. Salare e lasciare insaporire un paio di minuti, poi aggiungere acqua calda fino a coprire le verdure. Far prendere il bollore poi incoperchiare, abbassare il fuoco al minimo e lasciare cuocere circa mezz'ora, mescolando ogni tanto, fino a che le verdure non sono morbide. Frullare tutto con il pimer a immersione. se la vellutata dovesse essere troppo soda aggiungere dell'acqua calda, se troppo liquida rimettere sul fuoco fino a hce non si ha la consistenza desiderata.
Scaldare una padella antiaderente e adagiarvi le code di gambero per farle grigliare un paio di minuti per parte. Salare e irrorare con il succo di mezzo limone: quando questo sarà evaporato le code di gambero sono pronte. Infilzarle in uno spiedino intervallando con fettine di limone e servire con la vellutata di zucchine condita con alcune gocce di olio evo.
Buon appetito!

domenica 5 ottobre 2014

L'abbrutimento

Faccia struccata e pallida, profonde occhiaie violacee, indomabili capelli crespi sparati in tutte le direzioni, abbigliamento da profuga.....a lavoro è un periodo particolarmente stressante e io mi sto impegnando a fondo per trasformarmi in una inquietante scienziata pazza. Se continuo così per Halloween non avrò nemmeno bisogno di travestirmi. Era dai tempi della tesi all'università che non mi riducevo in questo stato. L'apice dell'abbrutimento penso di averlo raggiunto la scorsa settimana quando, con sguardo perso nel vuoto, ho deciso di nutrirmi con delle gallette di riso. All'improvviso ho guardato il mio orripilante riflesso nel vetro del distributore di merendine, mentre trangugiavo quelle specie di sotto bicchieri semi-commestibili e ho pensato che no, così non va bene, a tutto c'è un limite. Posso tollerare di avere l'aspetto di una vecchia befana ma non di alimentarmi solo di roba preconfezionata. Sono tornata a casa e, nonostante la stanchezza, vedere qui questa ricetta e replicarla (con alcune mie modifiche naturalmente) è stato veramente un attimo. Niente di lungo o complicato ma comunque qualcosa di caldo, colorato, confortante e capace di risollevarmi il morale dopo una giornata da schifo.
Riparto da qui e magari tra un po', quando le acque si saranno calmate un pochino, tornerò anche ai miei amati tacchi alti, al trucco e alle gonne.



FETA al FORNO con VERDURE e SESAMO

Ingredienti (per 2 persone):
1 cipolla dorata
1 falda di peperone rosso
1 falda di peperone giallo
3-4 pomodorini
basilico fresco (4-5 foglie)
150 g di feta
semi di sesamo
olio evo
sale

Affettare la cipolla sbucciata e tagliare a listarelle le falde di peperone private dei semi e dei filamenti bianchi interni. Tagliare i pomodorini a spicchietti. Disporre le verdure in una piccola pirofila appena unta di olio evo e condirle con sale, basilico spezzettato e un filo di olio. Tagliare la feta a bastoncini (oppure lasciarla intera secondo i propri gusti) larghi un paio di cm e cospargerla con semi di sesamo. Disporre la feta nella pirofila insieme alle verdure e cuocere in forno a 180°C per una ventina di minuti o comunque fino a che le estremità della feta non si sono leggermente abbrustolite e il corpo del formaggio non sarà diventato morbido. Servire calda.
Buon appetito!

domenica 28 settembre 2014

Metti una sera a cena

Metti un sabato sera, 3 galline quasi stagionate, una location suggestiva nel centro di Pistoia, 2 cestini di vimini colmi di vino, prelibatezze e tanta eleganza. Tutto rigorosamente in bianco. Così è stata la mia prima Total White Dinner che si è svolta il 6 settembre nella storica piazza San Francesco (più nota agli autoctoni come piazza Mazzini) a Pistoia. Abituata al caos casalingo, il lavoro con camice-guanti-scarpebasse, lo stile casual-nonchic del maschio alfa, per una volta è stato bello sentirsi eleganti e raffinate, un po' Grace Kelly, un po' Audrey Hepburn e un po' Marilyn Monroe (si...lo so che sto esagerando). Una serata bon ton da trascorrere con quelle amiche che non temono (o quasi) di sbrodolarsi la camicia vintage di seta bianca o il tubino bianco di Celine. Le adoro!
L'avvio della cena, rigorosamente a lume di candela, decretato da un candido e festoso sventolare di tovaglioli. Per noi non potevo che pensare a qualcosa di appetitoso, elegante ed estremamente femminile, che facesse bella figura e regalasse appena un tocco di colore alla nostra tavola, ovviamente total white! Per l'appunto non avevo fatto in tempo a pensare ad un centrotavola....ho rimediato con dei bellissimi muffin a forma di rosa!



MUFFIN SALATI con CAROTE, FETA e BASILICO

 Ingredienti (per 6 muffin grandi):
180 g farina 00
1 bustina di lievito
3 carote
1 scalogno
1 uovo
10 foglie di basilico fresco
50 g di feta
80 g di burro
80 ml di latte
1 cucchiaio di olio di semi
sale

Cuocere al vapore le carote ben raschiate per 15 minuti, poi lasciarle raffreddare e tritarle finemente insieme allo scalogno sbucciato.
In una terrina mescolare l'uovo, il latte, il burro fuso intiepidito, l'olio di semi e una presa di sale. Aggiungere la farina miscelata con il lievito e amalgamare velocemente il tutto. Solo alla fine aggiungere anche il trito di carote e scalogno, le foglie di basilico spezzettate e la feta sbriciolata. Disporre l'impasto nei pirottini di carta (io ho usato uno stampo in silicone a forma di rosa) riempiendoli per 3/4 e infornare a 180°C per 25 minuti (fare comunque la prova stecchino per verificare la cottura). Sfornare, togliere dai pirottini e servire una volta freddi. Ottimi accompagnati con del prosecco! ;-)
Buon appetito!

Uan foto della serata....


...e una delle 3 galline in bianco!



domenica 21 settembre 2014

L'estate nel piatto

Ieri, ultimi sprazzi di un'estate che non è stata estate. Già oggi, primo giorno d'autunno, il cielo si è coperto e sul mio divano è ricomparso il plaid. Con l'autunno ricomincia il campionato di calcio del maschio alfa e i miei pranzi del sabato in solitaria. In compenso ho avuto un sacco di tempo per sorprenderlo con qualcosa di veramente sfizioso. Un addio all'estate in grande stile, con tutti i suoi colori e sapori che mi riscalderanno durante quello che si preannuncia, ahimè, come un freddo e grigio inverno.



INSALATA di PESCE TROPICALE

Ingredienti (per 2 persone):
1/2 polpo
3 moscardini
200 g salmone
4 gamberoni
4 code si gambero
1 carota
2 coste di sedano
1/2 peperone giallo
1 cipollotto fresco
2 pomodori pizzutelli maturi
5-6 foglie grandi di insalata (lattuga per me)
2 spicchi di aglio
ginger fresco
4 rametti di prezzemolo fresco
1 lime
aceto di vino
olio evo
sale, pepe nero

La cottura del polpo è un'operazione lunga ma indispensabile perchè non diventi gommoso. In una pentola capiente far bollire abbondante acqua con una tazzina di aceto di vino. Immergervi il polpo per alcuni secondi tenendolo con delle pinze e appena le estremità dei tentacoli si arricciano tirarlo fuori. Ripetere l'immersione altre 2 volte, poi lasciarlo bollire a fuoco basso, semi-coperto, per un'ora. Spengere il fuoco e far raffreddare il polpo nell'acqua di bollitura. Lo shock termico e la lunga bollitura in presenza di aceto servono a rendere la carne del polpo molto morbida. Spellare il polpo eliminando le ventose e tagliarlo a tocchetti.
Nella stessa acqua acidulata bollire per circa mezz'ora anche i moscardini lavati e precedentemente privati dell'occhio e delle interiora presenti nella testa. Scolarli, lasciarli raffreddare e tagliare anch'essi a bocconcini.
Bollire, sempre nella stessa acqua, per circa 5 minuti i gamberoni e le code di gambero.
Cuocere per 15 minuti al vapore il trancio di salmone, poi spellarlo e tagliarlo a bocconcini.
Raschiare la carota e tagliarla a julienne, affettare sottilmente il cipollotto, tagliare a fettine il sedano. Eliminare il picciolo, i semi e i filamenti bianchi del peperone, poi tagliarlo a listarelle e abbrustolirlo una decina di minuti in una padella antiaderente molto calda. Riunire le verdure e il pesce in una terrina (tranne gamberi e gamberoni) e condire con olio evo, sale, pepe nero, gli spicchi di aglio sbucciati e tagliati a fettine, il succo di 1 lime e un trito di prezzemolo e ginger fresco (2 cm di radice sbucciata). Lasciare riposare in frigo almeno mezz'ora in frigo.
Lavare, asciugare e spezzettare a mano l'insalata. Disporre l'insalata sul fondo dei piatti di portata e adagiare sopra l'insalata di pesce. Guarnire con un pomodoro tagliato a spicchi, le code di gambero e i gamberoni e servire subito.
Buon appetito!



Con questa ricetta partecipo al contest "Sano come un pesce" di Il caffè delle donne

domenica 14 settembre 2014

Influenze di viaggio

Mi rendo conto che molte delle ricette che pubblico hanno un'origine lontana. Sarà che la cucina etnica mi piace molto, sarà che i miei viaggi, anche inconsapevolmente, influenzano in modo significativo la mia cucina, sarà che sono alla continua ricerca di profumi e sapori che mi catapultino di nuovo in luoghi lontani, dove posso riassaporare le stesse sensazioni di pace, libertà, stupore e meraviglia. E' inevitabile. Ogni viaggio, ogni paese, è come se mi entrasse sotto la pelle e diventasse parte di me.
La ricetta di oggi, per esempio, apparentemente molto mediterranea, ha invece origine in Sudafrica. O almeno, è lì che l'ho assaggiata, sotto un tendone bianco, alla luce di una lanterna, circondata dalla vegetazione e dai rumori del bush. Una cosa semplice ma non per questo meno buona. Talmente buona che a suo tempo mangiai la mia porzione e quella del maschio alfa: il safari mi metteva fame!
Approfittando delle ultime ottime melanzane dell'orto ecco una pseudo-parmigiana dietetica e veloce. Ode al cuoco sudafricano che me l'ha fatta scoprire.



MINI PAMIGIANA LIGHT di MELANZANE

Ingredienti:
1 melanzana tonda
1 mozzarella
1 pomodoro maturo
basilico fresco
parmigiano grattugiato
olio evo
sale, pepe nero

Tagliare la melanzana a fette spesse circa mezzo centimetro e grigliarle in una padella antiaderente molto calda (alternativa alla griglia)un paio di minuti per lato (si deve abbrustolire leggermente). Tagliare a fette di spessore simile sia il pomodoro che la mozzarella. Come mozzarella si può usare anche quella da pizza che resta più compatta in cottura. Poggiare una fetta di pomodoro e una di mozzarella su una fetta di melanzana grigliata (cercando di accoppiare le fette con diametri simili), salare e pepare appena, spezzettarvi una foglia di basilico e chiudere con un'altra fetta di melanzana grigliata. Ripetere l'operazione fino ad esaurimento degli ingredienti. Disporre questi sandwich di melanzana sulla placca da forno rivestita di carta da forno, ungere leggermente con un filo di olio evo e cospargere con parmigiano grattugiato. Infornare a 200°C per un quarto d'ora circa (il parmigiano deve formare una sorta di crosticina). Guarnire ogni porzione con una foglia di basilico. Può essere servita come antipasto o secondo piatto.
Buon appetito!



Con questa ricetta partecipo al contest "il viaggio in un piatto" di Una cascata di sapori

giovedì 4 settembre 2014

La mia pasta fredda

Era il 1998, l'estate dei Mondiali di calcio in Francia. Avevo 17 anni e scambiavo languide occhiate con un imberbe e allampanato maschio alfa . Non sapevo quasi cucinare e, come oggi, fondamentalmente di calcio non mi importava nulla.
Però era bello, la sera, guardare le partite insieme agli amici e organizzare le prime cene da soli, in giardino. E' stato in una di quelle sere che ho imparato a preparare i funghi crudi trifolati.
Sempre una di quelle sere la mamma di un'amica mi ha insegnato a preparare LA pasta fredda. Semplicemente perfetta. Da allora è così che la faccio, immutata di anno in anno, fresca e profumata come l'estate e la mia adolescenza.

Io ho usato le armoniche tricolori, perchè quelle avevo a disposizione al momento, anche se le istruzioni della mia maestra dicevano che le ruote sono il formato perfetto di pasta in questo caso.



PASTA FREDDA

Ingredienti (per 2-3 persone):
250 g pasta corta
30 pomodorini maturi
1 mozzarella
80 g tonno al naturale (ma va bene anche all'olio)
1 manciata di capperi sotto sale
olive nere
1 spicchio d'aglio
basilico
olio evo
aceto di vino
sale, pepe nero

Lavare e asciugare i pomodorini e 5-6 foglie di basilico, sgocciolare bene il tonno e la mozzarella, dissalare i capperi sotto acqua corrente. Sbucciare l'aglio, tagliarlo a fettine e unirlo in una terrina ai pomodorini tagliati a metà, il tonno sbriciolato, i capperi, il basilico spezzettato a mano (non tagliare il basilico con delle lame perchè si ossida e annerisce). Aggiungere anche una manciata di olive nere (se denocciolate possono anche essere tagliate a fettine) e la mozzarella tagliata a dadini. Condire con abbondante olio evo, una presa di sale, del pepe nero (facoltativo) e un cucchiaio di aceto (da non tralasciare: rende il piatto più appetitoso). Cuocere la pasta (io la preferisco al dente) in abbondante acqua salata per il tempo necessario secondo il formato, scolarla e passarla velocemente sotto un getto di acqua fredda per fermare la cottura ed evitare che scuocia. Scolare nuovamente la pasta per eliminare tutta l'acqua di raffreddamento e condire immediatamente con il sughetto freddo preparato, mescolando bene. Riporre in frigo almeno per un'ora prima di mangiare.
Buon appetito!


venerdì 29 agosto 2014

Summer nights

Qualche giorno fa un amico mi ha chiesto ironicamente se ho avuto flirt estivi.
Si! Senza indugio ne ho avuti parecchi.
Al suo sbigottimento, con tanto d'occhi sgranati, mi sono sentita in dovere di giustificarmi e di spiegare le mie carnali debolezze.
Cracovia, incantevole città medievale, a far da sfondo alle incresciose vicende; il maschio alfa, nella veste di amico di una vita, a fomentare le mie passioni e libertino almeno quanto me.
Il primo giorno è stato subito amore a prima vista: i pierogi, i ragazzi della porta accanto, deliziosi ravioloni di pasta spessa, mi hanno conquistato con la loro semplice versatilità e il loro gusto casereccio. Ci siamo incontrati diverse volte nel corso della mia vacanza e ho potuto apprezzare le moltiplici sfaccettature del loro carattere: corposi con patate e formaggio; decisi, fritti e ripieni di carne; delicati e deliziosi con gli spinaci; rustici, con cavolo e funghi. Mi sono piaciuti sempre, sia fritti che bolliti, perchè possono assecondare tutte le mie mutevoli voglie.


Poi c'è stato un menage a trois con 2 tipi molto sanguigni, i tipici ragazzoni dell'est europeo....lo zampetto di maiale affumicato alla brace e Kielbasa, la salsiccia nazionale polacca. Roba per stomaci forti e smaliziati! Anche con loro mi sono fatta più di un giro e ho assaporato la vera essenza polacca in mezzo alla folla locale.

Mi è capitato anche di frequentare alcuni ingannevoli personaggi polacchi: le zuppe, che danno solo l'illusione di leggerezza e salute, visto che tutte contengono salsicce o trippa, patate, uova e vengono servite dentro una pagnotta! Nonostante il considerevole apporto calorico ci cascavo sempre perchè sono deliziose, specialmente lo zurek (a base di farina di segale acida) e quella di trippa e di funghi. Meno convincente quella a base di rape rosse, anche se non mi sono certo tirata indietro nonostante il disgusto del maschio alfa!


Ho poi flirtato con un vecchio amico un po' trascurato, la birra, che in Polonia, giuro, costa meno dell'acqua, è di produzione locale e insieme a un prezl cracoviano va giu che è un piacere. Ne ho scoperta una artigianale, scura e...dolce! Sembrava ci fosse sciolto dentro il cioccolato....fantastica!
Nel centro del quartiere ebraico mi sono lasciata intrigare dal fighetto di strada, lo Zapiekanki, il più famoso street food cracoviano, una sorta di enorme baguette tagliata a metà e farcita con qualunque cosa possa venire in mente. Calda, appena sformata, il pane croccante e il formaggio filante è una vera goduria!


Infine c'è stata la sbandata colossale, il colpo di fulmine, il tenebroso teppistello che mi ha rubato il cuore in un attimo. Sapevo che mi avrebbe fatto male ma non potevo resistere: è lui che ha infuocato le mie Summer nights, neanche fossi Olivia Newton John! Il suo nome è Smalec ed è un cremoso lardo addizionato di piccoli pezzi di ciccioli croccanti da spalmare su fettone di pane nero. Pericoloso quanto affascinante, potrebbe far esplodere le coronarie al primo assaggio ma se si riesce a sopravvivere rivela il suo cuore scioglievole e un gusto sontuoso. Una droga che ho cercato ovunque appena l'ho conosciuto. Con lui ho perso tutta la mia dignità femminile, finendo a raccoglierne i rimasugli col dito direttamente dalla ciotola. Irresistibile, ma sapevo che non poteva durare: presto sarei tornata a casa e il mio fegato sicuramente non può tollerare uno stile di vita così dissoluto. Ci siamo salutati versando lacrime amare piene di birra e strutto. Forse un giorno ci rivedremo, chissà.


Al mio rientro ho sentito la necessità di liberare la mente e il cuore da tutti i miei flirt estivi e di tornare alla normalità, che non è così male come si può pensare: è bello il brivido della novità ma il calore e la semplicità degli affetti quotidiani lo è molto di più. Come questa insalata di pollo, semplice, senza pretese, adatta a tutti per tutti i giorni. Profuma di limone e non ha effetti collaterali su fegato e girovita! Buon rientro!



INSALATA di POLLO e AVOCADO al LIMONE

Ingredienti (per 2 persone):
400 g di petto di pollo a fette
2 limoni
1/2 avocado
alcune foglie di insalata (lattuga, gentile, romana...a piacere)
4 fettine sottili di pancetta tesa
1 cipollotto di Tropea fresco
10 pomodorini maturi
olio evo
sale
pepe nero

Tagliare il petto di pollo a strisce e lasciarlo insaporire per mezz'ora in una terrina con il succo di 1 limone, un cucchiaio di olio evo e un poco di pepe nero.
Affettare la cipolla, tagliare a spicchietti i pomodorini, lavare, asciugare e spezzettare a mano 3-4 foglie di insalata e riunire insieme tutte le verdure. Sbucciare e tagliare a dadini l'avocado e bagnarlo con alcune gocce di succo di limone per non farlo annerire.
In una padella antiaderente, ben calda, cuocere per una decina di minuti il pollo con la sua marinata, salando verso fine cottura, poi lasciarlo raffreddare chiuso tra due piatti perchè non si asciughi troppo.
Scaldare un'altra padella antiaderente e cuocere le fettine di pancetta fino a che non hanno rilasciato tutto il grasso e sono diventate croccanti. Toglierle dalla padella con delle pinze (per evitare il contatto con il grasso sciolto) e farle raffreddare. Comporre l'insalata con le verdure, l'avocado, il pollo e la pancetta sbriciolata a mano. Condire con una emulsione preparata con il succo di limone, 3-4 cucchiai di olio evo, una presa di sale e poco pepe nero, il tutto battutto bene con una forchetta. Servire immediatamente.
Buon appetito!


mercoledì 20 agosto 2014

La gatta e un'estate anomala

Niente da fare. L'estate non c'è. Non pervenuta. Persa chissà dove. In alcuni giorni ho pensato (sperato) che fosse arrivata e invece....nulla. Falso allarme. Solo nuvole, pioggia, vento.
Per fortuna non ho fatto vacanze marittime. Per fortuna le mie ferie le ho trascorse a Cracovia dove il clima, incredibilmente, non era così diverso da quello italiano.
Il problema di un fresco clima autunnale in agosto è l'esuberanza della piccola Kiki, che non viene minimamente inibita da temperature sotto i 30°. Ebbene si, anche se non ne parlo da un po' la pelosetta di casa è viva e vegeta, è cresciuta, è diventata una bella gatta dal manto nero e lucido, è simpatica, giocherellona e socievole, adora stare in mezzo alle persone e mantiene inalterata la sua vivacità. Nel corso dei mesi siamo giunte ad una reciproca tolleranza che ci consente di convivere più o meno pacificamente e, perchè no, anche di volerci bene: lei rinuncia a saltare su tavolo e lavello e io la premio con tanti grattini dietro le orecchie; lei evita di fuggire in strada quando apro la porta e io le regalo scatole di ogni forma e dimensione con cui può giocare. Purtroppo ancora non ho trovato un rimedio per gli agguati che mette in atto ai danni dei miei piedi nudi: sentirsi azzannare l'alluce, specialmente la mattina appena svegli, non è affatto piacevole!
E poi ci sono le giornate in cui la sua innata voglia di distruzione emerge prepotente, come oggi, che sono sola in casa con lei, che corre su e giu come una pazza, miagola e pretende attenzioni se non voglio che con le sue affilate unghiette devasti la libreria e il divano. In questi momenti avrei voglia di strozzarla!
...
Al diavolo...io accendo il forno!
...
Prima che qualcuno chiami la protezione animali voglio dire che, no, non ho arrostito il gatto....solo qualcosa che le somiglia: una bella melanzana!
E poi, non so perchè, quando cucino riesco a monopolizzare la sua attenzione!



MELANZANE FARCITE al FORNO

Ingredienti (per 1 persona):
1 melanzana tonda
3 fette di prosciutto cotto
scamorza affumicata
olio evo
sale

Lavare la melanzana e asciugarla. Incidere profondamente la melanzana come se si dovessero fare delle fette di circa 1 cm senza però staccarle del tutto. A me sono venute 6 incisioni ma dipende dalla grandeza della melanzana. Ungere l'interno delle incisioni con poco olio evo e salare leggermente. Affettare sottilmente la scamorza. In ogni incisione sistemare una fettina di scamorza e mezza fetta di prosciutto cotto. Mettere la melanzana farcita in una pirofila, irrorare con poco olio evo e infornare a 180°C per un'ora (la melanzana deve essere sempre ben cotta).
Servire calda come secondo insieme a una frsca insalatina.
E' buona anche riscaldata il giorno successivo.
Buon appetito!

domenica 20 luglio 2014

L'estate secondo me

Guidare con i finestrini aperti. Braccialetti di perline colorate. Il gelato che si scioglie nella coppetta. Capelli bagnati sciolti sulle spalle. Bermuda e sandali. L'odore di fritto misto di mare. Il brivido quando entro in acqua dopo un bagno di sole. Carne cotta sulla brace in riva al lago. Guardare il tramonto dal terrazzo. Vestiti bianchi sulla pelle abbronzata. Thè freddo. Zanzare e citronella. Il rumore delle onde su una spiaggia deserta. Ghiaccioli al cedro e granite al limone. Pomeriggi in bicicletta. Pescare. Sdraiarsi sulla sabbia. Birra fresca con il limone. Cene in giardino con gli amici. Viaggi in città straniere. Sagre e feste di paese. Beach volley e tennis. L'asfalto bollente. Cappelli di paglia e occhiali da sole. Il frinire delle cicale. L'aria silenziosa e immobile del pomeriggio. Passeggiate sulla battigia. Pesche, albicocche e cocco. Il profumo di crema solare. Il sale sulla pelle. Pomodori appena colti dall'orto. La settimana enigmistica. Riso freddo. Tornei di briscola e ramino. Margarita e mojito.
La mia stagione preferita. Come potrebbe essere altrimenti?
La ricetta di oggi entra a pieno titolo tra i miei ricordi estivi preferiti: complice un cocomero, emblema dell'estate, lasciatomi in dono da genitori vacanzieri, ho provato un'insalata che si è rivelata sorprendente per gusto e freschezza. Da provare.



INSALATA di COCOMERO e FETA

Ingredienti (per una persona):
1 grossa fetta di cocomero
50-60 g di feta
1/2 cipolla di Tropea fresca
Un mazzetto di rucola
5-6 olive al forno
succo di 1/2 limone
olio evo

Lavare e asciugare la rucola. Affettare la cipolla. Emulsionare il succo di limone e un paio di cucchiai di olio evo. Per ultimo tagliare a dadi il cocomero. Chi ne ha voglia può prima togliere gli antipatici semini neri...io ne ho fatto a meno e li ho sputacchiati via mentre mangiavo! Disporre gli ingredienti preparati nel piatto di portata, sbriciolare sopra la  feta e irrorare con l'emulsione al limone. Servire immediatamente.
Buon appetito!

N.B.1 Il cocomero deve essere tagliato e impiattato per ultimo perchè perde molti liquidi e, se lasciato a lungo nel piatto, annacquerebbe tutto.

N.B.2 Le dosi sono indicative: si possono aumentare o diminuire i vari ingredienti in base ai propri gusti.


domenica 13 luglio 2014

Aspettando l'estate

Si, ma l'estate???? Che fine ha fatto? Qualcuno l'ha vista o me la sono persa per strada? Sono forse caduta in letargo a giugno e mi sono svegliata a ottobre? Perchè la sensazione è proprio quella, con queste piogge, il vento, i fulmini, le bufere improvvise e l'aria fresca e pungente. Per uscire la sera ho dovuto indossare, con somma disdetta e poca eleganza, l'unica felpa che avevo lasciato nel cassetto, mentre i miei nuovi vestitini estivi rimangono ancora a far la muffa nell'armadio. Aspetto solo che qualcuno mi inviti ad una festa di Halloween e l'illusione sarà perfetta!
Per di più con questo tempo non mi va di uscire e il maschio alfa mi obbliga a sorbirmi tutte le partite del Mondiale....per fortuna che siamo alla fine di questo strazio.
Mentre sono in attesa di temperature più miti e gite al mare, propongo una ricetta cinese piccantina e molto saporita: gli spaghetti di soia saltati con verdure, maiale e salsa di soia. Sono buonissimi e vengono davvero molto simili a quelli che si mangiano al ristorante, con il vantaggio che si può limitare il quantitativo di olio e quindi la pozza di unto che spesso accompagna questo tipo di preparazione. Buonissimi!



SPAGHETTI di SOIA CINESI

Ingredienti (per 3 persone):
150 g spaghetti di soia (3 matassine)
300 g macinato di maiale
2-3 cipollotti freschi
10 funghi champignon
1 peperoncino piccante
1/2 peperone rosso
zenzero fresco
olio di semi di girasole
salsa di soia
sale

Per prima cosa preparare il condimento degli spaghetti: sbucciare un pezzo di zenzero (io ne metto abbastanza ma dipende dai gusti personali), poi tritarlo insieme ad un cipollotto. In uno wok (o in una padella saltapasta) versare circa 4 cucchiai di olio di semi di girasole, scaldarlo e soffriggervi il trito preparato. Aggiungere anche il peperoncino piccante tagliato a pezzetti (anche qui la quantità è a discrezione...io ne metto uno intero ma si può tranquillamente diminuire) e poi il macinato di maiale. Far insaporire tutto a fiamma alta mescolando frequentemente. Salare poco e sfumare con una tazzina di salsa di soia. Quando la carne è praticamente cotta aggiungere anche i funghi lavati e tagliati a fettine, il peperone tagliato a listarelle e il cipollotto tagliato in 6-8 spicchi verticalmente per un'ultima spadellata a fiamma alta. Se il fondo di cottura è troppo asciutto aggiungere ancora salsa di soia. Il condimento può sembrare tanto ma non lo è: letteralmente sparisce tra gli spaghetti! Lessare gli spaghetti di soia in abbondante acqua bollente: basta un solo minuto, ovvero il tempo necessario perchè le matassine di spaghetti si aprano. Con tempi di cottura superiori gli spaghetti diventerebbero collosi. Scolare gli spaghetti e spadellarli a fiamma alta insieme al condimento preparato il tempo necessario ad amalgamare bene tutto (il fondo di cottura deve essere abbastanza asciutto a questo punto). Servire subito ma tenere presente che sono buoni pure freddi.
Buon appetito!


giovedì 10 luglio 2014

Fame da babbuino

Mi accingo a festeggiare ben 2 mesi di carestia: per la prima volta riesco ad avere sufficiente forza di volontà da limitare l'attività mangereccia delle mie fauci voraci. D'altronde non è che abbia molta scelta: o perdo qualche chilo o mi rifaccio il guardaroba, cosa che mi piacerebbe moltissimo, se avessi fondi illimitati ma che, purtroppo, non ho. Le prime settimane sono state le più dure, avendo diminuito porzioni e condimento, ma di fatto anche ora sono sempre affamata....una fame da babbuino! Non avevo idea che questi animali fossero così attratti dal cibo ma, che diamine, lo sono eccome! E io che pensavo che mangiassero solo banane e noccioline! La rivelazione di questa inaspettata verità è giunta senza preavviso mentre eravamo a Capo di Buona Speranza. Ci eravamo fermati per fare alcune foto alla bellissima costa: non c'era nessuno nei paraggi e lasciammo il portello dell'auto aperto. A un centinaio di metri avvistammo una coppia di babbuini con il cucciolo. Non avevano paura e si avvicinavano, prima lentamente, poi correndo, tanto che abbiamo dovuto scansarci per non essere caricati. Nemmeno il tempo di pensare che l'ardimentoso babbuino ha puntato l'auto e ed è entrato. Scene di panico: chi rideva, chi cercava di farlo scendere battendo sui vetri...personalmente ho optato per una serie di urla isteriche!
Il curioso babbuino ha poi iniziato a maneggiare il cruscotto e, ahimè, il mio zaino. Mi si è gelato il sangue nelle vene appena ho realizzato che dentro c'erano dei dolcetti, da cui evidentemente il babbuino era attratto, e i passaporti mio e del maschio alfa. Se fosse scappato via con la mia borsa con quale coraggio avrei potuto denunciare un furto di documenti da parte di una scimmia???
In quel momento mi sono agitata più che mai, fino a che non mi sono accorta della babbuina femmina seduta accanto a me che, sbadigliando, esibiva enormi, affilatissimi canini di circa 15 cm. Mi sono ricordata allora degli ammonimenti del medico "stai lontana dalle scimmie: mordono e graffiano trasmettendo malattie come rabbia e AIDS"....mi sono subito placata per non farla arrabbiare.
Nel frattempo quel bellimbusto del compagno era sceso dall'auto portandosi via solamente il sacco dell'immondizia, per fortuna. Ed eccolo qui, con il suo magro bottino: una carta sporca di cioccolato ha salvato i miei passaporti!



Oltre al danno la beffa: arrivati al faro del Capo di Buona Speranza abbiamo trovato questo cartello.

 E grazie!....ce lo avessero detto prima magari!!!

Per evitare che a breve pure io mi ritrovi a leccare la carta della cioccolata cerco di mangiare poco, bene e soprattutto pietanze che, anche se non soddisfano la mia voglia di dolce, soddisfano comunque egregiamente i miei occhi e la mia pancia, come questa deliziosa e coloratissima insalata di pollo: trovo che sedano, funghi, peperoni, cipolla e patate stiano benissimo insieme. Ah! Importante: anche il condimento è light! ;-)



INSALATA di POLLO e PATATE alla SENAPE

Ingredienti ( per 4 persone):
1 pollo spellato e tagliato a pezzi
1 peperone
2 grosse patate
2 costole di sedano
1 cipolla di Tropea fresca
10-15 funghi champignon
1 mazzetto di rucola
lattuga
1 limone
salsa di senape in grani
olio evo
sale

Sbucciare le patate e tagliarle a dadi, poi lavare il pollo e asciugarlo. Cuocere pollo e patate al vapore per circa 45 minuti. Nel frattempo lavare bene tutte le altre verdure e asciugarle. Tagliare a listarelle il peperone (dopo aver eliminato i semi e le parti bianche interne) e le costole di sedano, affettare la cipolla di Tropea sbucciata e i funghetti. In una ciotolina emulsionare bene 2 cucchiai abbondanti di senape, il succo del limone, 3 cucchiai di olio evo e una presa abbondante di sale. Quando il pollo è cotto farlo raffreddare un poco e disossarlo a mano in modo da ottenere dei bocconcini. Disporre nel piatto qualche foglia di insalata, il pollo, le patate, e tutte le altre verdure tagliate e condire con la salsa alla senape. Servire subito.
Buon appetito!



venerdì 4 luglio 2014

Independence day

Oggi è la festa dell'indipendenza americana...e anche se non sono nè a New York, nè a Los Angeles, come si fa a non festeggiare con una porcata tipicamente statunitense come le pork ribs in salsa barbecue?
Le ho assaggiate nell'ormai mitico viaggio in Florida e, sarà che la rosticciana è il mio taglio di carne preferito, ma mi sono rimaste nel cuore così morbide, succulente, saporite, cicciose. Un piacere voluttuoso da concedersi una volta ogni tanto. Niente a che vedere con la nostra rosticciana al barbecue (che comunque adoro!): sia la preparazione che il risultato sono totalmente diversi. Ho avuto bisogno di quasi 2 anni per elaborare la mia versione (e per paura produrre una schifezza) cercando ricette e documentandomi sia in Tv che sul web fino a che non sono giunta a quella che, secondo me, è la ricetta perfetta. Ci vuole tempo per marinare, cuocere molto lentamente il trancio di costine al forno, salsarlo e finirlo sul barbecue ma il risultato veramente ne vale la pena. Le ho preparate per il mio compleanno e posso garantire che i miei ospiti (nonchè compagni di viaggio e assaggiatori ufficiali) sono rimasti soddisfattissimi: la carne si scioglieva letteralmente in bocca. Una goduria da provare almeno una volta nella vita. Fondamentale mangiare le costine con le mani, facendo colare la salsa lungo tutto il braccio. E' come per le Fonzies: se non ti lecchi le dita godi solo a metà!
Dunque buon Independence day a tutti gli americani e non e festeggiate con queste costolette e una birra gelata! Prosit!



PORK RIBS al BARBECUE

Ingreedienti (per 4 persone):
1 kg trancio di costine di maiale
Mix secco di spezie
Salsa barbecue

MIX SECCO di SPEZIE
2 cucchiai di sale
2 cucchiai di zucchero di canna
1 cucchiaino di semi di cumino
3 spicchi di aglio tritati
1 cucchiaino di pepe nero
1 cucchiaio di mix in polvere di peperoncino, paprika, aglio secco (per me un mix piccante proveniente dal Messico!)

Mescolare tutti gli ingredienti sopra citati in un barattolo e usare il composto per massaggiare bene il costolato: deve risultare unifomemente ricoperto. Avvolgere la carne nella pellicola per alimenti e lasciare marinare in frigorifero per una notte. Se il composto per la marinatura dovesse avanzare, può essere conservato in un barattolo chiuso.
Dopo la marinatura scaldare il forno a 120°C, poggiare la carne (senza pellicola!) in una teglia e coprire con alluminio in modo tale che i succhi della carne non evaporino. Infornare per almeno 3 ore. Girare la carne a metà cottura e continuare la cottura sempre coperta. E' importante che la carne cuocia a bassissima temperatura perchè diventa talmente tenera da staccarsi dall'osso al minimo contatto.
Preparare il barbecue e, prima di grigliare la carne, spalmarla abbondantemente con la salsa barbecue (ricetta di seguito). Grigliare la carne per una decina di minuti per lato: si deve formare una crosta croccantina appena bruciacchiata. Tagliare le costoline e servire la carne accompagnandola con fette di cipolla e peperone cotti anch'essi sul barbecue e, per chi vuole esagerare, con la salsa barbecue avanzata!
Buon appetito!!!

SALSA BBQ
Ingredienti:
2 scalogni
olio evo 1 cucchiaio
1 tazzina aceto balsamico
1 tazzina brandy
1 cucchiaio miele
2 cucchiai ketchup
1 cucchiaio zucchero di canna
1 cucchiaino sale
2 cucchiai acqua
timo secco
pepe nero

Tritare gli scalogni sbucciati e soffriggerli nell'olio caldo con un pizzico di timo secco fino a che non sono morbidi (attenzione a non bruciarli). Versare l'aceto e lasciare ritirare il fondo per 5 minuti, poi togliere dal fuoco e aggiungere il ketchup, il miele, l'acqua e il brandy, lo zucchero, il sale. Rimettere sul fuoco e lascaire sobbollire a fiamma bassa per circa 15 minuti o comunque fino a che non si addensa. Lasciarla raffreddare e poi spalmarla sulla carne (può essere preparata in anticipo, anche il giorno prima). Le dosi possono ovviamente essere raddoppiate per maggiori quantitativi di carne. Si conserva in frigo chiusa per una settimana.


mercoledì 25 giugno 2014

Fine dei Mondiali

E l'Italcalcio è finito fuori dai Mondiali 2014. Meglio per me che, per tollerarne la visione, mi rimpinzavo di porcherie d'ogni genere. Almeno la smetterò di ingozzarmi di patatine e popcorn! C'è da dire che la fame l'ha fatta da padrona in questa ultima partita: quella di Suarez, che si è sentito in vena di assaggiare Chiellini (confesso che quando ho capito cosa era successo ho riso come una matta per l'assurdità della situazione) e quella che invece è mancata totalmente alla compagine italiana. Perchè anche se di calcio mi vanto di non capire un'acca, mi reputo pur sempre un'atleta, abituata a match e gare, e quello che balzava immediatamente agli occhi era la mancanza di grinta, la voglia di fare, la "fame" di vincere in barba alle difficoltà. Non ho bisogno di capire tecnica e tattica, di incolpare arbitri, avversari molesti, condizioni meteo avverse per dire che senza volontà si fa ben poco, anche se ci si sente dei fenomeni (a parole). Perciò trovo giusto che la squadra italiana sia stata eliminata. Tutto questo potrà sembrare poco patriottico ma sarebbe davvero giusto andare avanti in un campionato o in qualunque altro campo senza meriti? Resta l'amarezza di non poter tifare il proprio paese, la pochezza dei nostri calciatori e le immancabili polemiche di cui ho già piene le tasche dopo nemmeno 24 ore. Con questo post concludo le mie disquisizioni calcistiche sperando che il tennis di Wimbledon, da un lato, e l'Italvoley, dall'altro, offrano spettacoli più edificanti.
Poco patriottico è anche il piatto di oggi: una deliziosa cremina da gustare davanti alla TV per coloro che continueranno a seguire assiduamente le partite. Ha superato alla grande la prova "maschio alfa" perciò considero la salsa promossa a pieni voti e la consiglio a tutti i campioni che hanno fame!!!



HUMMUS di LENTICCHIE SPEZIATO

Ingredienti:
350 g lenticchie lessate
il succo di 1/2 limone
zenzero fresco
1 spicchio di aglio piccolo
1 cucchiaino semi di sesamo
1 cucchiaino semi di cumino
1 cucchiaino semi di coriandolo
curcuma
olio evo
sale

Sgocciolare molto bene le lenticchie: è importante se non si vuole che la salsa sia troppo liquida. In un mortaio pestare i semi di cumino, di coriandolo e di sesamo. Porre in una ciotola le lenticchie, il succo di limone, lo spicchio d'aglio sbucciato e privato dell'anima,  un piccolo pezzo di zenzero sbucciato, mezzo cucchiaino di curcuma, Aggiungere anche i semi pestati, una presa di sale e un cucchiaio di olio evo e frullare con il pimer a immersione fino a ottenere una crema omogenea. Servire cosparso di semi di sesamo e accompagnare con piccoli cracker.
Buon appetito!