lunedì 6 luglio 2020

Social media mania

Mesi fa mi è capitato di assistere ad una conversazione tra giovani colleghi riguardo al tramonto mediatico di facebook e alla ribalta, invece, di Instagram. "Tutti quanti sono migrati su Instagram" dicevano.
E io non capivo cosa intendessero. Avevo già il mio account Instagram ma non lo usavo molto....non sapevo bene che fare. Però ero curiosa e mi ci sono dedicata un pochino. E ho capito.
Mi sono resa conto che tutto quel fermento di qualche anno fa intorno ai blog, ora si è spostato sugli account Instagram: contest, scambio di follower, giveaway...
Credo che ciò che piace sia l'immediatezza delle foto rispetto ad un papiro scritto.
Ammetto che mi ha intrigato e adesso ci "spippolo" abbastanza nel tempo libero però....il mio blog resta il mio primo amore e la mia base sicura in cui scrivere. Anche perchè è troppo facile fare una bella foto ad un bel piatto senza una ricetta dettagliata!
E io invece sono dell'idea che ciò che conta davvero è la ricetta, più della foto. Perchè una foto da sola è più una sorta di autocelebrazione. La scrittura della ricetta è condivisione e io spero davvero di poter aiutare qualcuno a replicare i piatti che preparo e che trovo buoni. E poi mi piace scrivere tutti i miei spiegoni e i miei aneddoti. Credo che rendano tutto più "personale".
Ciò non toglie che mi diverta anche su Instagram!

La ricetta di oggi è la prima di cui ho pubblicato la foto prima su Ig che sul blog....chissà che non diventi la prassi.
In ogni caso si è rivelata un esperimento molto ben riuscito e grandemente apprezzato dai commensali (compreso il piccolo di casa anche se è ormai noto che si tratta di una buona forchetta!) che hanno spazzolato tutto alla velocità della luce!




FIORI di ZUCCA RIPIENI al FORNO 

Ingredienti  (per 4 persone):
12 fiori di zucca freschi
200 g di stracchino 
6-7 filetti di alici sott'olio
Pepe nero 
1 uovo 
Latte 
Pangrattato 

Pulire molto delicatamente i fiori di zucca eliminando poi il pistillo all'interno dei petali e le parti spinose. 
Preparare la farcia mescolando in una terrina lo stracchino con i filetti di alici fino a che questi ultimi non sono disfatti completamente. Pepare a piacere. Non ho salato perché le alici sono già molto sapide. 
Farcire i fiori con una cucchiaiata di ripieno e chiuderli arrotolando su se stessi le estremità dei petali.
In una ciotolina a fondo piatto mescolare l'uovo con 2-3 cucchiai di latte. Passare i fiori farciti nell'uovo e poi nel pangrattato. Disporre i fiori sulla placca del forno rivestita di carta da forno.
Infornare i fiori appena sotto al grill del forno già caldo al massimo della temperatura per soli 5 minuti.
Sfornare e lasciare raffreddare a temperatura ambiente. Servire freddi. 
Buon appetito! 


lunedì 15 giugno 2020

Il miracolo

Più e più volte mi è capitato di disquisire in questo blog, sulla innata avversione del grande maschio alfa per le zucchine. Vedi qui e qui.
Più di 23 anni che stiamo insieme e ancora non ho capito perchè ce l'ha tanto con le zucchine, senza aver nemmeno mai avuto la volontà di assaggiarle. Nessun trauma infantile legato a cotale ortaggio. Nessun dopo sbornia al sapore di zucchine. Niente. Inspiegabile.
Poi, qualche sera fa, il miracolo: complici delle zucchine appena colte dall'orto, decido di prepararci un pesto per condire la pasta per me e per il piccolo maschio alfa, che è decisamente meno schizzinoso del suo papà. Ne prendo un cucchiaino e lo faccio assaggiare al piccolo che, tutto sorridente, mi omaggia con un "mmm....buono!". Quasi per scherzo chiedo al grande maschio alfa se anche lui ne voleva un assaggio: sarà stato il sentirsi sfidato da un treenne, sarà stata la fame ma ha accettato! E...miracolo!...gli è piaciuto!
Per la prima volta ci siamo potuti gustare tutti insieme un bel piatto di pasta con le zucchine.
Che soddisfazione!
Ora che le zucchine sono state sdoganate mi accingo ad infilarle in ogni dove!



TROFIE con PESTO di ZUCCHINE

Ingredienti (per 4 persone):
500 g trofie
250 g zucchine chiare
50 g parmigiano grattugiato
10-12 foglie di basilico fresco
olio evo
sale
pepe nero (facoltativo)
1/2 spicchio di aglio (facoltativo)


In una pentola capiente far bollire abbondante acqua salata e lessarvi le zucchine (lavate e spuntate) per 5 minuti. Conservare l'acqua di cottura delle zucchine per cuocervi la pasta.
Inserire nel bicchiere del mixer le zucchine, il parmigiano, le foglie di basilico, un paio di cucchiai di olio evo e una presa di sale (poco sale perchè il parmigiano è già molto sapido). A chi piace, consiglio anche un pezzetto di spicchio di aglio. Frullare tutto fino ad ottenere una crema omogenea di un bel verde chiaro.
Nel frattempo cuocere le trofie (o altro tipo di pasta) nell'acqua di cottura delle zucchine, scolare e condire con il pesto di zucchine. Servire eventualmente spolverizzata di pepe nero appena macinato.
Buon appetito!



N.B. Delle lamelle di mandorle tostate sono un ottimo completamento del piatto.

venerdì 5 giugno 2020

Bing in cucina

Proprio dietro l'angolo della nostra città oggi Bing....

Chi ha figli piccoli sa quanto questo incipit può entrarti nella testa e restare lì, a girare, girare e girare nei lunghi giorni di quarantena, fino a farti sentire parte del famigerato cartone animato. 
E mentre tuo figlio si rimbambisce davanti alla TV, tu, che non sei da meno, inizi a sentirti una madre inadeguata in confronto al papà/pupazzo-di-pezza di Bing: sempre pronto per qualsiasi evenienza, impeccabile, imperturbabile, non perde mai le staffe. Roba che la Montessori gli fa un baffo. 
A dirla tutta, se proprio vogliamo, sembra che addirittura un solitario orso maschio se la cavi meglio di me nel gestire un piccolo terremoto... vedi Masha&Orso!

Poi, coi cartoni animati, inevitabilmente iniziano le richieste astruse:
"Mamma, voglio la bacchetta come Bing!"
...
"Mamma, voglio il taxi parlante di Bing!"
...
"Mamma, anche io voglio la polverina magica di Bing!"
...???
"Mamma, voglio la pasta facile facile di Bing e Sula!"
... eh no! Aspetta un po'! Questa la posso fare!

E quindi eccoci alla ricetta di oggi, che mi fa sentire un po' meno madre scapestrata: la pasta facile facile di Bing e Sula!
Che poi altro non è che pasta con carote e piselli ma se serve per far mangiare più vegetali ai piccoletti, ben venga!
E poi mica va bene solo per i bambini: è buona e può essere un validissimo, leggero piatto unico!

PASTA FACILE FACILE DI BING

Ingredienti (per 2 bambini o per un adulto affamato):
100 g trofie (o altra pasta corta a piacere)
1 grossa carota
2 manciate di piselli (freschi o congelati, a piacere)
1 scalogno
5 g di burro
olio evo
sale

Raschiare lacarota e tagliarla a dadini piccolini. Sbucciare lo scalogno e affettarlo molto finemente. 
In una padellina scaldare un cucchiaio di olio evo e il burro e lasciarvi imbiondire dolcemente lo scalogno. Aggiungere i dadini di carota e i piselli, far insaporire a fiamma vivace, poi salare leggermente. Aggiungere anche una tazzina di acqua, poi abbassare il fuoco, incoperchiare e lasciare cuocere una decina di minuti: le verdure dovranno risultare morbide. 
Nel frattempo lessare la pasta in abbondante acqua salata, scolare e aggiungere al condimento di verdure. Far insaporire per un minuto e servire subito.
Buon appetito coniglietti! 

N.B.1: naturalmente si può evitare il burro nel soffritto e usare solo olio evo ma con il burro è più buona! 

N.B.2: se piace, spolverizzare con parmigiano grattugiato a piacere per un gusto più deciso e goloso. 




venerdì 29 maggio 2020

Polpettiamo

Mi sono resa conto che negli ultimi tempi la mia produzione di polpette ha avuto una crescita esponenziale: ormai almeno una volta a settimana propongo un pasto sotto forma di polpette. E non sto parlando solamente di polpette di carne. Tutt'altro. Già in questo post ho parlato diffusamente di polpette a base di ricotta, per esempio.
Ma perchè proprio le polpette? Tutto sommato non sono la cosa più veloce da cucinare ma presentano degli indubbi vantaggi:
1) Sono divertenti e facili da mangiare e fanno bella figura nel piatto.
2) Gli ingredienti sono sempre spezzettati/frullati/amalgamati tanto che spesso risultano non identificabili: questo permette di occultare al loro interno praticamente qualunque cosa.
3) Ottime per riciclare avanzi di vario tipo.
4) Partendo dallo stesso ingrediente di base si può ottenere ogni volta un piatto diverso in base a come vengono aromatizzate e al metodo di cottura.
5) Piacciono a grandi e piccini!

E quindi bando alle ciance e passiamo alle mie polpette di ricotta (anche oggi) al pomodoro. La ricetta è ripresa da un vecchissimo giornaletto e riadattata secondo i miei gusti: in casa piacciono tantissimo, soprattutto al piccolo maschio alfa che è ghiotto di ricotta! E poi sono davvero veloci da preparare e sono un ottimo e sfizioso salvacena!




POLPETTE di RICOTTA e BASILICO al POMODORO

Ingredienti (per 2 persone):
250 g di ricotta
1 uovo 
4-5 foglie di basilico 
Pangrattato q.b.
250 ml di passata di pomodoro 
1 spicchio d'aglio 
Olio evo 
Sale 

Scolare bene la ricotta dall'acqua di vegetazione. Successivamente, in una terrina, amalgamare la ricotta con l'uovo, le foglie di basilico grossolanamente spezzettate, sale a piacere e circa 4 cucchiai di pangrattato: ne deve risultare un impasto morbido ma polpettabile! Se è troppo morbido significa che la ricotta conteneva ancora troppa acqua e bisogna aggiungere ulteriore pangrattato. Attenzione a non esagerare con il pangrattato o si otterranno delle polpette troppo pastose!
In un tegame antiaderente dal fondo piatto far scaldare 2-3 cucchiai di olio evo e lo spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato. Preparare delle polpette grandi come una noce circa, aiutandosi con le mani leggermente bagnate e depositarle nel tegame caldo. Con queste dosi si ottengono circa 15 polpette. Attenzione: le polpette devono essere abbastanza distanziate fra loro perchè sono molto delicate e potrebbero attaccarsi fra loro. Rosolare le polpette su tutti i lati aiutandosi con una spatola, poi eliminare l'aglio e aggiungere la passata di pomodoro. Salare leggermente e lasciare cuocere una decina di minuti. Servire calde o tiepide profumando con altro basilico.
Buon appetito!

N.B.1: Per una versione ancora più golosa aggiungere nell'impasto un cucchiaio di parmigiano grattugiato e una macinata di pepe nero. In questo caso diminuire il quantitativo di sale da aggiungere.

N.B.2: Si può sostituire il basilico fresco con dell'origano, anche secco, per un gusto più "invernale".

domenica 17 maggio 2020

Insalata in ogni dove

Siamo entrati in quel periodo dell'anno in cui l'orto di mio suocero esplode di rigogliose meraviglie ortolane: fave, piselli, cipolle, rucola, salvia con foglie grandissime e... insalata. Tantissima insalata.  Cespi e cespi di insalata, di molte varietà. 
Solo che per quanto ci impegnamo, sembrano non finire mai e mangiare tutti giorni insalata alla lunga annoia. Certo è che lasciarla appassire sarebbe un peccato. E allora ho preso i cespi un po' più vecchi e malandati e, complice una temperatura un po' più bassa, li ho cotti. In padella, semplicemente, con aglio, acciughe, capperi e olive. Viene fuori un contorno da leccarsi i baffi ed è un buon modo per recuperare quell'insalata che staziona in frigo da troppo tempo e ha perso croccantezza. 



INSALATA STUFATA

Ingredienti (per 2 persone):
1 grosso cespo di insalata (scarola, lattuga, romana, gentile...)
2 filetti di acciughe sott'olio
olive nere
capperi sotto sale
1 spicchio di aglio
olio evo
peperoncino fresco (facoltativo)
sale

Sfogliare l'insalata e lavarla bene sotto acqua corrente per eliminare tutti gli eventuali residui di terra.
In un tegame versare poco olio evo, le acciughe e lo spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato. Se piace, aggiungere anche qualche rondella di peperoncino fresco o secco. Far soffriggere a fiamma dolce, in modo che le acciughe si disfino e l'aglio non bruci. Aggiungere le foglie di insalata (intere o spezzettate, a piacere) e alzare la fiamma. Spadellare velocemente fino a che l'insalata non è appassita, poi aggiungere una manciata di olive nere spezzettare e una manciata di capperi ben dissalati sotto acqua corrente. Aggiustare di sale e cuocere fino a che il fondo di cottura non si è ritirato quasi del tutto (la cottura dell'insalata produce un sacco di liquido).
Servire come contorno sia caldo che freddo per carni o pesce alla griglia.
Buon appetito!

N.B.: Le insalate migliori per questo piatto sono quelle a foglia larga come, appunto, la lattuga, la romana, la gentile e soprattutto la scarola, perfetta anche per l'inverno!

giovedì 7 maggio 2020

Nuovi orizzonti in cucina

Come ho già ampiamente spiegato in un precedente post, sto cercando di ridurre il consumo familiare di carne. Non sempre mi risulta facile ma questo mi sta portando ad esplorare tutte le possibili alternative e a studiare nuove ricette. Già in passato mi ero cimentata con ricette a base di tofu (vedi qui, qui e qui), per esempio. Non è un ingrediente che mi fa impazzire, perciò devo lavorarlo bene per rendermelo gradito al palato. Fortunatamente sono onnivora! 
In questo caso ho usato come ingrediente di base un macinato di soia disidratato, un alimento di cui ignoravo completamente l'esistenza prima di iniziare a seguire le ricette di Marco Bianchi. 
E l'ho usato per farne un ragù!
In molti dicono che è uguale a quello di carne e che non si sente la differenza.
...
Ora
...
Cerchiamo di essere onesti: questo non è vero e non sarebbe nemmeno possibile! Come possono ingredienti così diversi, avere lo stesso sapore? Dai, su, questa è un'offesa alle capacità delle nostre papille gustative!
E' buono il ragù di soia? SI! E' molto buono, ma se qualche carnivoro, che ha ben presente il classico ragù, si aspetta lo stesso gusto resterà invariabilmente deluso. Certo, aspetto e consistenza possono trarre in inganno ma il sapore direi proprio di no! 
Se invece ci si approccia al piatto con una sana curiosità si scopre che ha un buon sapore e non nego che lo si può preferire al ragù di carne. Quantomeno è più digeribile (almeno per quanto mi riguarda) e lo si può mangiare un po' più spesso!
Facendo queste premesse sono riuscita a farlo assaggiare a tutta la famiglia e a renderlo gradito persino al mio supercarnivoro papà!
Quello che voglio dire è che ci vuole onestà intellettuale anche nel mangiare: non si può pretendere di ricreare dei sapori, se non artificialmente, usando alimenti diversi. Una mela saprà sempre di mela e un pomodoro, di pomodoro! Se si ha voglia di ragù di carne, mangiamo ragù di carne, se preferiamo quello di soia, ok, mangiamo quello, consapevoli che sono cose diverse e che molta della gioia della tavola sta nella varietà, nella curiosità e nella sperimentazione.

Per quanto riguarda la ricetta ho usato come base quella di Marco Bianchi e, dopo alcuni tentativi, l'ho modificata secondo i miei gusti: ho fatto il classico soffritto per dare più gusto e ho aggiunto peperoni e paprika perchè secondo me ci stanno benissimo. Il risultato ha soddisfatto tutti enormemente!



PASTA AL RAGU' DI SOIA E PEPERONI

Ingredienti (per 5-6 persone):
500 g pasta corta (penne, fusilli, mezze maniche, rigatoni...)
120 g granulare di soia
1 carota
1 cipolla
1 costola di sedano
1 spicchio di aglio
1/2 peperone rosso
100 ml vino rosso
400 ml passata di pomodoro
olio evo
paprika dolce (meglio se affumicata)
sale

Per prima cosa mettere in ammollo il macinato di soia in abbondante acqua calda per almeno una decina di minuti.
Tagliare a dadini piccoli il peperone e tenere da parte.
Preparare un trito fine con la carota raschiata, la cipolla e lo spicchio d'aglio sbucciati, la costola di sedano lavata e asciugata.
Porre il trito in un tegame capiente (meglio a bordi alti) insieme a 4 cucchiai di olio evo e far soffriggere alcuni minuti a fiamma vivace, fino a che la cipolla non è diventata trasparente. Nel frattempo scolare e strizzare il macinato di soia, poi aggiungerlo al soffritto. Aggiungere anche i dadini di peperone e far insaporire il tutto per un minuto, mescolando. Salare a piacere e insaporire con un cucchiaino di paprika.
Sfumare con il vino e quando tutto l'alcool è evaporato aggiungere la passata di pomodoro. Far prendere il bollore, poi incoperchiare, abbassare la fiamma al minimo e lasciare sobbollire almeno 40 minuti. Se il sugo si asciugasse troppo aggiungere acqua calda al bisogno durante la cottura.

Cuocere la pasta in abbondante acqua salata bollente per il tempo indicato, scolare e condire con il ragù di soia. Servire subito.
Buon appetito!

N.B.1: Questo sugo si sposa benissimo anche con la pasta integrale.
N.B.2: Per una botta di sapore in più consiglio una spolverata di scamorza affumicata grattugiata.


martedì 28 aprile 2020

Lavoro e cucina

Nonostante scriva questo blog ormai da tanti anni, penso sempre che ho più cose da imparare dagli altri di quante ne possa insegnare. La ricetta di oggi ne è un ottimo esempio.
Mi è stata passata da una collega, anche lei appassionata del buon mangiare, con la quale spesso mi soffermo a dissertare di cucina.
Non è la prima volta che mi lascio ispirare dalle ricette di amici e conoscenti, spesso senza nemmeno aver mai assaggiato il piatto; certo è che sono sempre risultate più affidabili di molte altre riprese da libri, giornaletti o dal web.
Vorrei quindi fare un sentito ringraziamento alla mia collega Chiara, che ha condiviso con me i suoi segreti per questo fantastico rotolo di tacchino ripieno, morbido, succoso, saporito eppure estremamente leggero e digeribile. E poi fa una bellissima figura sulla tavola!
Provare per credere: non ve ne pentirete!




FESA di TACCHINO RIPIENA

Ingredienti (per 4-5 persone):
1 kg di fesa di tacchino in un unico pezzo
100 g prosciutto arrosto
100 g scamorza affumicata (a fette o in un unico pezzo da tritare)
1 cespo piccolo di radicchio rosso
1 cipolla dorata
2 spicchi di aglio
2 costole di sedano
2 carote
2 bacche di ginepro
olio evo
sale
pepe nero
spago da cucina

Lavare il radicchio rosso, tagliarlo a listarelle e spadellarlo velocemente in padella con un paio di cucchiai di olio evo e uno spicchio di aglio sbucciato e schiacciato, fino a che non è morbido. Non è necessario salare.
Sbucciare cipolla e carote e affettare tutto grossolanamente. Lavare il sedano e tagliarlo a pezzi. Tenere da parte le verdure.

Incidere la fesa di tacchino per lungo con un coltello affilato a lama piatta e aprirla a libro. Se la fesa è molto massiccia, incidere una seconda volta in modo da formare una specie di "foglio" di carne di spessore più o meno uniforme.


Salare e pepare leggermente la carne e procedere alla farcitura: disporre sulla carne le fette di prosciutto arrosto, poi la scamorza affumicata (a fette oppure grattugiata o tritata) e infine il radicchio rosso, sgocciolandolo bene dal suo fondo di cottura.
Un consiglio: non esagerare con la farcitura e non farla straripare dai bordi perchè altrimenti diventa poi più difficile formare il rotolo.

Arrotolare la fesa su se stessa fino a formare un rotolo e fermarlo con degli stuzzicadenti lungo tutta la lunghezza.
Legare la fesa con lo spago da cucina: fare prima due giri di spago nel senso della lunghezza fermandoli con dei nodi alle estremità,  poi far girare lo spago a spirale lungo tutto il rotolo e fermare tutto con un ulteriore nodo. A questo punto si possono togliere gli stuzzicadenti: il rotolo non si aprirà!
Sicuramente esistono metodi più "scientifici" per legare gli arrosti e sul web si trovano un mare di tutorial. Io mi trovo bene a fare come ho descritto sopra (spero in modo chiaro).


Una volta che la carne è ben legata scaldare in una capiente casseruola a bordi alti 2-3 cucchiai di olio evo con uno spicchio di aglio sbucciato e schiacciato. Far rosolare la carne a fiamma vivace su tutti i lati, poi aggiungere le verdure a pezzi tenute da parte, le bacche di ginepro e circa 500 ml di acqua calda.


 Far prendere il bollore, salare e pepare a piacere, poi abbassare la fiamma al minimo, incoperchiare e lasciare cuocere molto lentamente almeno un'ora (meglio un'ora e mezzo per ottenere della carne più morbida). Girare la carne di tanto in tanto durante la cottura.
Se il fondo di cottura si dovesse asciugare, aggiungere acqua calda.
Trascorso il tempo necessario, togliere la fesa di tacchino dalla casseruola e avvolgerla in carta stagnola per farla riposare almeno 10 minuti prima del taglio.
Frullare il fondo di cottura con un minipimer: se la salsa risultasse troppo liquida, farla ridurre a fuoco vivace e senza coperchio; se troppo densa, diluire con acqua calda fino alla consistenza desiderata. Aggiustare di sale.
Affettare la fesa di tacchino quando è tiepida e servirla irrorata dalla sua salsa.
Servire a temperatura ambiente.
Buon appetito!



N.B.1: Questo tipo di preparazione si presta ad innumerevoli farciture: prosciutto cotto, zucchine grigliate e fontina; speck, melanzane grigliate e caciocavallo; frittata e asparagi. La farcitura descritta è semplicemente quella che piace a tutti in casa mia.

N.B.2: Pur essendo un piatto dalla preparazione piuttosto laboriosa e adatto anche a occasioni di festa, è molto leggero, digeribile e a bassissimo contenuto di grassi grazie all'uso del tacchino (carne bianca) e all'esigua quantità di olio usato.