lunedì 5 dicembre 2016

Cucina indiana

E' trascorso ormai un anno dalla mia partenza per l'India e ancora mi sembra incredibile essere riuscita a realizzare questo sogno. Ho ancora negli occhi e nel naso gli intensi colori e odori delle spezie e della frutta esotica.
Uno degli aspetti più belli del viaggiare è proprio scoprire nuovi modi di cucinare e di mangiare, nuovi sapori e nuovi accostamenti. Per questo torno a parlare della mia amata India e della sua incredibile tradizione culinaria, che mi ha stuzzicato e sorpreso.
Circa l'80% della popolazione indiana e' vegetariana ma, se ci si pensa, non è poi così strano: si tratta di un Paese prevalentemente povero ma sovrapopolato, le vacche sono sacre, i maiali sono impuri e le restanti bestie non basterebbero a sfamare tutti. Perciò, da sempre, la gente si arrangia come può, attingendo alle risorse vegetali presenti sul territorio e creando piatti a dir poco deliziosi, sebbene senza carne. Un tripudio di cavoli, patate, riso, spinaci, lenticchie, paneer e spezie. Durante il viaggio ho avuto modo di provare una gran varietà di piatti: dallo street food dei baracchini lungo la strada, ai ristoranti degli hotel, a quelle che potrebbero essere identificate come "trattorie" indiane. Ovunque ho provato pietanze diverse, spesso forzatamente vegetariane proprio a causa dell'assenza di carne, eppure non ne ho sentito minimamente la mancanza. Per la prima volta, al nostro rientro, non ho avvertito quella familiare voglia di cibo italiano: pizza, salumi e pasta non mi mancavano così tanto. Per la prima volta mi sono rammaricata di non poter più gustare ogni mattina il poha o una masala omelette accompagnato da una tazza di thè chai, o di pasteggiare con quell'onnipresente mix di spezie che mi riempiva la bocca di gioia.
E' vero che mi sono ben rifornita di spezie e ricette ma non sarà mai come essere lì, anche se ho provato a riprodurre le sensazioni della vera cucina indiana.
Questo è uno di quei tentativi, che definirei ben riuscito. Il pollo Biryani. Un piatto piuttosto lungo e laborioso da preparare, che risale al tempo dell'impero Moghul e viene cucinato in occasione delle festività. E' un piatto unico a base di riso, carne e spezie che si presta a moltissime variazioni. Io mi sono cimentata con il pollo ma può essere preparato anche con agnello o montone, variando anche il mix di spezie.
Nonostante la grande quantità di spezie in questo caso il gusto è delicato e molto equilibrato. Decisamente delizioso.



POLLO BIRYANI

Ingredienti (per 3 persone):
1 grosso petto di pollo
2 cipolle dorate
150 g di riso basmati
4 bacche di cardamomo verde
2 foglie di alloro
5 grani di pepe nero
1 stecca di cannella
2 chiodi di garofano
1 cucchiaio abbondante di semi di cumino
una manciata di arachidi non salate (o anacardi)
una manciata di uvetta
curcuma in polvere
menta tritata (per me secca ma meglio se fresca)
3 semi di coriandolo
1 cucchiaino di pistilli di zafferano (o una bustina)
2 spicchi di aglio
un pezzo di ginger fresco
1 peperoncino fresco verde
1 patata
125 g di yoghurt bianco
150 ml di latte di cocco
20 g di burro (o ghee)
olio di semi di girasole (o altro olio vegetale)
sale

Lavare il riso sotto acqua corrente e tenerlo in ammollo per mezz'ora (serve per far rilasciare l'amido al riso). In una pentola portare a ebollizione abbondante acqua con 2 bacche di cardamomo verde aperte, una foglia di alloro, una manciata di sale grosso e un cucchiaio di olio di semi (per non far attaccare il riso). Versare il riso nell'acqua bollente e, quando bolle di nuovo, lasciare cuocere per circa 5 minuti. Scolare il riso e tenerlo da parte. Emulsionare lo zafferano in una tazzina di acqua e tenere da parte.
Sbucciare e affettare sottilmente le cipolle, poi farle appassire in una padella con dell'olio di semi di girasole, salando a fine cottura. Tenere da parte.
Tritare finemente il pezzo di ginger sbucciato insieme agli spicchi di aglio.
In un'altra padella scaldare a fuoco medio il burro (o ghee) con un paio di cucchiai di olio di semi di girasole. Quando è caldo aggiungere l'uvetta e le arachidi (o anacardi) fino a che queste ultime non assumono un colore dorato. Scolare attentamente dal fondo di burro l'uvetta e le arachidi e mettere da parte. Aggiungere al burro le spezie in pezzi mescolando continuamente: la stecca di cannella, la foglia di alloro, le restanti bacche di cardamomo aperte,  i semi di coriandolo schiacciati, il pepe in grani e i chiodi di garofano. Fare friggere per circa un minuto. Aggiungere anche i semi di cumino e far sfrigolare anche quello. Aggiungere il trito di aglio e ginger e continuare a girare.
Tagliare il petto di pollo a bocconcini e aggiungerlo alle spezie finchè ogni parte è dorata e sigillata. Salare. A questo punto aggiungere lo yoghurt, il latte di cocco, metà delle cipolle stufate in precedenza, un cucchiaino di menta secca, mezzo peperoncino tagliato a pezzetti, le patate sbucciate e tagliate a pezzetti (simili al pollo come dimensioni) e un cucchiaino di curcuma in polvere. Mescolare tutto, incoperchiare e lasciare cuocere a fiamma bassa per 20 minuti.
Preriscaldare il forno a 120°C e ungere bene una pirofila con dell'olio di semi. Disporre il pollo sul fondo della pirofila con qualche patata. Tenere da parte il sugo per gli strati superiori. Creare uno strato di riso e condire con il fondo di cottura del pollo e le patate restanti. Bagnare il restante riso con l'acqua allo zafferano e mescolare. Usare il riso allo zafferano per creare un altro strato e cospargerlo con le restanti cipolle, l'uvetta, le arachidi e il restante peperoncino verde a fettine. Cospargere la superficie con un filo d'olio, coprire la pirofila con carta stagnola e infornare a 120°C per circa 45 minuti. Sfornare, rimuovere la stagnola e mescolare delicatamente (per non rompere i chicchi di riso). Lasciare riposare qualche minuto prima di servire.
Buon appetito!


mercoledì 23 novembre 2016

Poliedrico finocchio

Quest'autunno l'orto sembra essere particolarmente prolifico di finocchi, una verdura che sarebbe bene consumare in abbondanza dato il modestissimo apporto calorico e le proprietà diuretiche e digestive. Mi rendo conto che il suo sapore dolciastro non incontra il favore di tutti ma io credo che si può sempre trovare il modo di rendere più appetitoso qualcosa, anche se in partenza non ci fa impazzire.
Certo questo non è il mio caso, dato che quando ho fame sarei capace di addentare anche una ciabatta ma cercare la varietà e nuovi accostamenti è sempre un esercizio interessante. Così, dopo la vellutata e l'abbinamento con la mia amata curcuma, ho pensato di metterli in forno, si, ma con una panatura che è tutta un programma: del timo fresco, anch'esso proveniente dall'orto e delle meravigliose nocciole piemontesi, gradito souvenir di una gita dei miei. Non poteva venirne fuori che qualcosa di profumato e goloso.
Massimo risultato, minimo sforzo, garantito!



FINOCCHIO PANATO con NOCCIOLE e TIMO

Ingredienti:
1 finocchio
2 cucchiai di pangrattato
timo fresco
5-6 nocciole
1 spicchio di aglio
olio evo
sale
pepe nero

Lavare il finocchio ed eliminarne i gambi verdi. Tagliare il finocchio a fette spesse 1 cm. Tritare lo spicchio d'aglio sbucciato con le nocciole e le foglioline di timo (quantità a piacere ma a me piace abbondare). Mescolare il trito con il pangrattato, una presa di sale e una macinata di pepe nero. Ungere leggermente le fette di finocchio e passarle nel trito aromatico in modo che questo aderisca bene. Disporre le fette di finocchio in una piccola teglia da forno unta con dell'olio evo e cospargere con l'eventuale trito avanzato. Irrorare con un filo d'olio evo e infornare a 200°C per circa 30 minuti, fino a che la superficie non è ben dorata. Servire caldi.
Buon appetito!


venerdì 18 novembre 2016

Cucina povera di riciclo

Tempo di brodini e minestre calde. In questo periodo in casa non faccio mai mancare una pentola di brodo o di minestrone: due pietanze che riescono a scaldarmi anche nella più uggiosa delle giornate novembrine. Soprattutto il brodo, preparato con verdure e tagli poco nobili di manzo, rappresenta la base di innumerevoli altre ricette. E poi cosa ne facciamo della carne? Non sempre viene mangiata immediatamente appena cotta, quando è ancora morbida e calda. Spesso succede che rimanga come stoppaccioso avanzo sul fondo della pentola e, diciamolo, non è che dopo risulti molto appetitosa, persino per i palati più alla buona. Ecco allora che i buoni vecchi contadini toscani avevano trovato il modo di recuperare e rendere gustosi anche questi "avanzi", per non sprecare nemmeno un boccone della preziosa carne.
Il lesso rifatto con le cipolle è un piatto tanto semplice ed economico quanto saporito, una sorta di spezzatino di recupero in cui la carne con cui si è fatto il brodo viene cotta nuovamente insieme alle cipolle, ai pomodori e agli "odori" fino a sfaldarsi e a perdere la sua fibrosità. Credetemi se dico che non ha niente da invidiare ai piatti stellati!



LESSO RIFATTO con le CIPOLLE

Ingredienti
(per 3 persone):
500 g muscolo di manzo bollito
2-3 grosse cipolle rosse
1 costola di sedano
2 carote
una decina pomodorini (in alternativa 200 g di pomodori pelati)
un bicchiere di brodo
1 foglia di alloro
1 spicchio di aglio
olio evo
sale

Sbucciare le cipolle e affettarle sottilmente. Fare soffriggere le cipolle in un tegame a bordi alti con dell'olio evo, lo spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato e la foglia di alloro. Quando le cipolle sono appassite togliere lo spicchio d'aglio e aggiungere il manzo bollito e tagliato a bocconcini, le carote raschiate e tagliate a rondelle e la costola di sedano lavata e tagliata anch'essa a fettine. Lasciare insaporire tutto alcuni minuti, mescolando. Se il fondo di cottura risultasse troppo asciutto aggiungere un po' di brodo caldo. Aggiungere anche i pomodori pelati spezzettati grossolanamente, abbassare la fiamma, incoperchiare e lasciare cuocere a fuoco basso per 20-30 minuti. Aggiustare di sale e una volta che il sughetto di fondo si è un po' asciugato servire con abbondante pane.
Buon appetito!

sabato 12 novembre 2016

In&Out

Ammetto candidamente di non essere una modaiola. Oddio, mi piacerebbe, ma non so se per pigrizia o mancanza di tempo proprio non ce la faccio. Così resto sempre un passo indietro. Magari mi rivolgo verso uno stile più classico, che con quello non si sbaglia mai.
Lo stesso mi succede in cucina: mi rendo conto che sul web, in determinati periodi, imperversano certi ingredienti o ricette "di tendenza" ma io non riesco mai a seguire il mood del momento. Così ho osservato da lontano l'avvento del thè matcha, delle bacche di Goji, dell'ortica, dei macaron senza mai entrare nel vivo, senza mai cogliere l'attimo e riuscire a proporre qualcosa di mio o anche solo copiare qualche ricetta. Però ho buona memoria e continuo a imparare e ad accumulare informazioni: so che prima o poi mi serviranno.
Qualche anno fa era il momento dei muffin alla Coca cola: ne ho viste tante versioni e mi sono rimasti impressi perchè ho pensato che fosse una cosa davvero strana usare quella bevanda per cucinare. A me non piace molto, perciò in casa non entra praticamente mai eppure, qualche giorno fa, complice una cenetta con una amica astemia che la adora, mi sono ritrovata con un avanzo di bottiglia di Coca cola. Che farne? La butto? Stavo per farlo, poi mi sono ricordata di quei muffin tanto spesso decantati un tempo che fu e mi sono subito messa all'opera per la colazione della domenica.
Definirei il risultato affascinante: la Coca cola in realtà non si sente, se non un leggerissimo retrogusto sciropposo, ma i muffin hanno un ottimo sapore e una buona consistenza, umida e compatta. Direi che l'esperimento è riuscito e sono molto contenta di aver rispolverato una ricetta "trendy", anche se ormai è quasi vintage!



MUFFIN alla COCA COLA

Ingredienti (per 6 muffin):
65 g farina 00
50 g fecola di patate
20 g cacao amaro in polvere
1 pizzico di sale
1/2 bustina di lievito per dolci
90 g di zucchero semolato
1 uovo
30 g di burro
110 ml di coca cola

Sciogliere il burro a bagnomaria (in alternativa scioglierlo nel microonde a media potenza per circa 3 minuti) e unitelo all'uovo leggermente sbattuto e alla coca cola, mescolando. In un'altra ciotola miscelare la farina, la fecola, il cacao e il lievito (tutto setacciato per evitare grumi), poi aggiungere sale e zucchero. Versare lentamente, e mescolando con una frusta, gli ingredienti liquidi nella ciotola di quelli solidi. Amalgamare il tutto velocemente, poi versare il composto nei pirottini di carta, riempiendoli per circa 2/3. Cuocere in forno preriscaldato a 180°C per circa 25 minuti: controllare comunque la cottura con uno stecchino prima di sfornare. Lasciare raffreddare completamente prima di servire.
Buon appetito!

N.B. Si possono guarnire i muffin con zucchero a velo o glassa ma io li ho preferiti al naturale, primo perchè hanno un bel colore, secondo perchè sono già abbastanza dolci per i miei gusti.


giovedì 10 novembre 2016

Liebster award

Rimango sempre piacevolmente sorpresa quando qualche altra blogger decide di assegnarmi un premio: perlopiù sono convinta che i miei post siano un promemoria per rifare ricette che altrimenti dimenticherei e uno sproloquiare con me stessa riguardo....beh, qualunque cosa mi frulli in testa!
Invece ci sono persone che decidono di seguire il mio blog! E di leggerlo pure, nonostante la mia superficialità e incostanza! La cosa mi fa innegabilmente un gran piacere. Perciò grazie a tutti coloro che ancora mi seguono nonostante la mia incostanza e soprattutto grazie a Barbara, che ho appena conosciuto ma che ha un sacco di ricette interessanti nel suo blog e che ha deciso di premiarmi con il "Liebster Award".


Il premio "Liebster Award" è rivolto ai migliori blog con meno di 200 sostenitori. Lo scopo di questo premio è appunto quello di far conoscere questi blog ad altre persone per poter condividere ricette e la passione per il buon cibo.

Le regole dei nominati sono:

1- Nominare il blogger che vi ha nominato
2- Seguirlo
3- Rispondere alle 11 domande che vi pone
4- Nominare altri 10 blogger che hanno meno di 200 lettori
5- Pubblicare il logo sul vostro blog
6- Elaborare altre 11 domande per i blogger

Intanto ecco le mie 11 risposte alle domande di Barbara:

  1. Perchè hai deciso di aprire un blog? E' stato tutto merito del mio compagno che, ormai 6 anni fa, mi ha convinto (e insegnato a gestire il blog) dopo che molto spesso amici e parenti mi chiedevano le ricette di ciò che preparavo loro.
  2. Descriviti brevemente. Sono una curiosona e una mangiona e per questo mi piace provare sempre cose nuove (soprattutto in cucina). Amo alla follia viaggiare e leggere. Cerco il lato divertente delle cose perchè mi piace ridere ma so essere anche piuttosto cinica. Da sempre innamorata del mio maschio alfa e della mia gattona, Kiki!
  3. Che genere di cucina fai? Cerco di essere molto versatile: mi piace spaziare dalla cucina tradizionale a quella con ingredienti più particolari, anche se ho un attrazione particolare verso la cucina etnica in generale.
  4. Dolce o salato? Indubbiamente salato
  5. Qual è il cibo che ti riporta a quando eri bambina? La pappa al pomodoro. Mi piaceva tantissimo nonostante la mia inappetenza e mia mamma me la preparava anche per merenda!
  6. Come vedi il tuo blog tra 5 anni? Spero solo che sia ancora vivo e vegeto nonostante i mille impegni quotidiani.
  7. Hai un sogno nel cassetto? Ce l'avevo: andare in India. Il sogno è uscito dal cassetto e sono stata in India lo scorso anno. Adesso devo trovarmi un altro sogno da mettere nel cassetto!
  8. Il tuo flop in cucina? La bavarese.
  9. e il piatto che ti riesce meglio? Credo siano i dolci in generale, anche se non scenografici.
  10. Che piatto ti evoca un ricordo particolare? Un panino. Il Reuben all'aragosta mangiato alla Keys Fisheries alle Key Islands in Florida. Io, il mio compagno, e i nostri amici abbiamo mangiato questi strepitosi sandwich farciti di aragosta seduti ad un tavolaccio di legno vista oceano: una magnifica giornata di sole, tante risate e del buon cibo. Vorrei che tutti i giorni fossero così.
  11. Hai stretto amicizia con altre blogger? Si e no. Per mancanza di tempo o per pigrizia non sono mai riuscita a incontrarle di persona perciò si tratta, per ora, solo di amicizie online.
Le mie 11 domande:
1- Cosa non deve mai mancare nella tua cucina?
2- Cosa proprio non ti piace mangiare?
3- Se fossi un dolce, cosa saresti?
4- Frutta secca o frutta fresca?
5- Quando viaggi ti lasci tentare dalla cucina locale o cerchi comunque la classica cucina italiana?
6- Per chi ti piace cucinare?
7- La cosa più buona che tu abbia mai mangiato.
8- Inventi oppure cerchi ricette su internet o su giornali o libri di ricette?
9- Dove preferisci fare la spesa?
10- Hai un "guru" di riferimento in cucina?
11- Cosa rappresenta per te il blog?

Purtroppo non conosco 10 blog con meno di 200 followers, quindi mi limito a nominare i pochi a me noti:

lunedì 7 novembre 2016

Il bosco nel piatto

Nelle scorse settimane, prima dell'arrivo delle piogge torrenziali, ho avuto la possibilità di fare qualche bella passeggiata nel bosco insieme ai miei, cercatori di funghi della domenica ma pur sempre più esperti della sottoscritta, che riesce a scovare solo quelli molto appariscenti (rossi, bianco fluo, arancione acceso) e invariabilmente tossici.
A prescindere dalle mie scarsissime capacità di riconoscimento fungino si è trattato di una esperienza molto rigenerante: le giornate erano belle e soleggiate, per niente fredde e il profumo del sottobosco assolutamente inebriante. Camminare su un tappeto di coloratissime foglie secche e muschio, immersi solo nei rumori del bosco è estremamente rilassante. Sembrava di essere in un bosco da fiaba con il fruscio delle foglie e colori che sfumavano dal giallo vivo, all'ocra, al rosso mattone, al marrone scuro...bellissimo.
Ho ascoltato, osservato, annusato, ho raccolto castagne e ho cercato di scoprire se davvero i Puffi vivono nei funghi rossi.
Una volta tornata a casa non ho potuto fare a meno di usare i frutti del bosco trovati per preparare qualcosa di assolutamente autunnale: una zuppa calda, confortante e preziosa nei suoi ingredienti di stagione appena raccolti. Una leccornia che riabilita il mio rapporto con l'autunno.



ZUPPA AUTUNNALE di BOSCO

Ingredienti (per 2 persone):
una trentina di castagne cotte (bollite o frugiate) sgusciate
50 g di pancetta stufata in un unico pezzo
1 cipolla
300 g funghi misti puliti (porcini, galletti, pioppini, pleurotus...)
1 l brodo vegetale
1 rametto di rosmarino
olio evo
sale, pepe nero

Sbucciare e tritare la cipolla, tagliare a dadolini la pancetta. Far soffriggere in una pentola (meglio se di coccio) la cipolla e la pancetta insieme a 2-3 cucchiai di olio evo e al rametto di rosmarino intero. Quando la cipolla è trasparente aggiungere anche le castagne e i funghi lavati e tagliati a pezzetti. Fare insaporire tutto un paio di minuti. La scelta dei funghi è libera: io avevo a disposizione porcini e galletti ma i veri conoscitori possono usare tutti quelli che preferiscono e che sono reperibili nei boschi in questo periodo (ma attenzione a quelli tossici e velenosi!) o al mercato, per i più pigri!
Aggiungere gradualmente il brodo caldo e portare a bollore, poi abbassare la fiamma al minimo e lasciare sobbollire coperto per almeno un'ora: in questo modo i sapori si amalgamano bene e le castagne si sfaldano quasi completamente formando una deliziosa cremina. Verso fine cottura aggiustare di sale e pepe. Servire calda.
Buon appetito!

Con questa ricetta partecipo al contest di Betulla in collaborazione con la Locanda 2 camini


giovedì 27 ottobre 2016

Uova per cena

Sono semplici.
Sono veloci.
Sono stra-famose e super-saporite.
Risolvono il problema cena in 15 minuti con ingredienti che tutti hanno sempre in dispensa!
Unica accortezza: tanto pane a disposizione per la scarpetta.



UOVA in PURGATORIO

Ingredienti (per 1 persona):
2 uova
150 ml passata di pomodoro
1 spicchio d'aglio
mezza cipolla
qualche foglia di basilico fresco
olio evo
sale
pepe nero

Far soffriggere in un tegame lo spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato e la cipolla affettata a velo con un paio di cucchiai di olio evo. Quando la cipolla inizia a diventare trasparente e l'aglio a brunire, togliere l'aglio e aggiungere la passata di pomodoro dopo aver avuto l'accortezza di abbassare la fiamma (altrimenti schizza ovunque e si rischia di bruciarsi). Salare il sughetto e farlo cuocere 5 minuti in modo che si asciughi un pochino. Profumare con del basilico fresco spezzettato. Con un cucchiaio ricavare 2 cavità nel sughetto e rompervi le uova. Far cuocere a fiamma vivace un paio di minuti se le uova piacciono molto morbide e con il tuorlo scioglievole, altrimenti prolungare il tempo di cottura. Salare e pepare le uova a piacere.
Un trucchetto: se piace il tuorlo molto morbido ma l'albume ben cotto si può coprire la padella con dell'alluminio o un coperchio per 2-3 minuti. In questo modo il calore viene trattenuto e l'albume si cuoce bene anche nella parte superiore esposta, mentre il tuorlo resta comunque morbido.
Servire immediatamente ben calde.
Buon appetito!