lunedì 17 giugno 2019

Cambio di stagione

Per quanto mi renda conto che quello passato è stato un inverno secco, che c'era bisogno di pioggia e di maltempo, non vedevo l'ora che arrivasse l'estate. Dopo una primavera che non è stata primavera, l'arrivo dei primi caldi mi ha enormemente confortata e rigenerata, mi ha ridato forza ed energia e, perchè no, pure un po' più di verve in cucina.
Per mesi ho anelato fresche insalate, risi freddi e tenere verdurine crude e finalmente è arrivato il loro momento.
Approfitto delle torride temperature previste per rispolverare un intramontabile classico della cucina italiana: l'insalata di polpo e patate.
Fondamentale è la lunga cottura del polpo, onde evitare di ritrovarsi in bocca tentacoli gommosi; per il resto è una ricetta di una semplicità imbarazzante e di grande versatilità. Perchè se la base restano polpo e patate, il resto dei condimenti è assolutamente personalizzabile secondo il proprio gusto.
Questa resta comunque la mia versione preferita.



INSALATA di POLPO e PATATE

Ingredienti (per 3 persone):
1 grosso polpo (o due piccoli) da circa 1,2 kg
3 patate medie
un mazzetto di rucola
una manciata abbondante di capperi sotto sale
olive nere taggiasche (o al forno)
1 spicchio di aglio
succo di limone
1/2 bicchiere di aceto di vino
olio evo
sale
pepe nero (facoltativo)

Per prima cosa occorre lessare il polpo: portare a bollore abbondante acqua in una pentola capiente con mezzo bicchiere di aceto. Quando l'acqua bolle afferrare il polpo con delle pinze, immergerlo per un paio di secondi e poi tirarlo fuori. Ripetere l'operazione altre due volte, poi lasciarlo definitivamente immerso. Abbassare la fiamma al minimo, incoperchiare e lasciare sobbollire almeno 45 minuti (meglio un'ora). Una volta cotto, scolare il polpo, lasciarlo raffreddare poi spellarlo (operazione facoltativa, solo che a me la pelle non piace e preferisco toglierla) e tagliarlo a pezzetti.
Sbucciare le patate e tagliarle a tocchetti; cuocerle al vapore per circa 20 minuti, poi lasciarle raffreddare.
In una ciotola mescolare patate e polpo, poi aggiungere la rucola, ben lavata, asciugata e spezzettata a mano. Aggiungere anche le olive a piacere, lo spicchio di aglio sbucciato e tagliato a pezzetti e i capperi, precedentemente dissalati sotto acqua corrente e ben strizzati. Condire con sale, pepe nero appena macinato, un filo di olio evo e qualche goccia di succo di limone. Mescolare tutto e lasciare riposare in frigo almeno mezz'ora, in modo che l'insalata si insaporisca bene.
Servire fresca.
Buon appetito!


N.B.1: Aglio, capperi, olive e rucola sono facoltativi: come ho detto sopra, la base è polpo e patate, il resto si può variare a piacere. Si possono agiungere e/o sostituire ingredienti eventualmente con pomodorini, insalatine di vario tipo e, perchè no, magari impreziosire il tutto con dei gamberetti bolliti o dell'avocado a tocchetti.
N.B.2: Le patate possono anche essere bollite intere, poi sbucciate e tagliate a tocchetti. Personalmente le preferisco cotte al vapore: cuociono più velocemente e restano meno umide.

giovedì 9 maggio 2019

Orgoglio di mamma

Due anni. Un grande amore per il cibo, per le palline di tutte le dimensioni, il fuoco, gli aerei e i camion.
Una testolina bionda e furbissima. Occhioni verdi trasparenti. Manine paffutelle, sempre sporche, che non riesco a smettere di mordicchiare.
Inutile cercare di esprimere quanto io trovi bella, intelligente e perfetta la mia progenie: credo siano sentimenti legittimi per tutti i genitori.
Lo so. Sono impazzita. "Ogni scarrafone è bello a mamma sua" e io non faccio eccezione. Ahimè, questi ormoni di mamma mi hanno proprio rincoglionita e so che prima o poi ne pagherò le conseguenze.
Poco prima di partorire chiesi ad una cara amica, se fossi diventata una sdolcinata mammina che parla solo del suo bebè e pubblica roba melensa sui social, di venire a casa mia e tirarmi un paio di schiaffi.
....Sto aspettando che squilli il campanello....
Però devo ammettere che ci sono momenti che non solo rasentano la perfezione ma che addirittura mi inorgogliscono tanto da raccontarne persino qui.
Ad esempio:
Festa dell'asilo. Tavolo dei rinfreschi carico di dolci di ogni tipo.
Vedere il mio nano che si fionda sicuro sulla mia torta al semolino e fa addirittura il bis....l'espressione tronfia che si stampa sulla mia faccia è il minimo che posso fare. E no, non era la torta più bella, ma mi piace pensare che fosse la più buona....almeno secondo il piccolo J!

Ricetta supercollaudata: fatta e rifatta tantissime volte, riscuote sempre grande successo tra i commensali con la sua consistenza morbida, quasi da sembrare un dessert al cucchiaio. Inoltre è semplice e veloce da preparare. "Semplice e veloce" .....praticamente è diventato il mio mantra in cucina da un po' di tempo!
In ogni caso straconsiglio questa deliziosa torta adatta a grandi e piccini.



TORTA SEMOLINO e RICOTTA (simil migliaccio napoletano)

Ingredienti:
200 g semolino
250 ml panna fresca
500 ml latte
250 ml acqua
4 uova medie
250 g ricotta vaccina
250 g zucchero semolato
40 g burro
1 bustina di vanillina
Un pizzico di sale
Zucchero a velo

In una pentola scaldare insieme latte, panna, acqua, burro e un pizzico di sale. Mescolare ogni tanto in modo da favorire lo scioglimento del burro. Quando il tutto inizia a bollire versare a pioggia il semolino mescolando con una frusta. Abbassare il fuoco al minimo e mescolare continuamente con la frusta per evitare la formazione di grumi. Continuare così la cottura per 4-5 minuti: a questo punto il semolino si sarà addensato. Trasferire l'impasto in una pirofila e lasciarlo raffreddare a temperatura ambiente.
Nel frattempo montare le uova (tuorlo e albumi) con lo zucchero e la vanillina con le fruste elettriche fino a che il composto non è gonfio e cremoso. A questo punto aggiungere la ricotta alle uova (meglio se setacciata) e mescolare delicatamente. Aggiungere infine anche il semolino ormai intiepidito e amalgamare bene. Versare l'impasto in una tortiera tonda  in silicone da 26 cm, livellare con una spatola e coprire con un foglio di alluminio. Infornare a 200°C per 45 minuti, poi togliere l'alluminio e lasciare cuocere scoperta ancora 10 minuti. Fare la prova stecchino per controllare la cottura e poi sfornare. Lasciare freddare completamente prima di servire la torta ben spolverizzata di zucchero a velo.
Buon appetito!


N.B.1: Nel caso venga usata una tortiera di metallo occorre imburrare e infarinare i bordi per evitare che la torta vi resti attaccata, oppure rivestire la tortiera di carta da forno.

N.B.2: Le mie modifiche, rispetto all'originale ricetta campana, consistono nel non aver usato la scorza di limone per aromatizzare e nell'uso della panna al posto dell'acqua, per un risultato ancora più godurioso.

N.B.3: Il nome migliaccio viene dal fatto che anticamente veniva usata farina di miglio al posto del semolino, oggi ben più reperibile.



martedì 23 aprile 2019

Baby shark

Madri. Padri. Puerpere. Gravide. Sappiate che se non conoscete il significato del titolo di questo post siete out. Terribilmente, out. Se siete genitori o state per diventarlo, non si può più prescindere da Baby shark, la hit del momento, il tormentone dell'anno, uno di quei motivetti orecchiabili che penetra nel cervello e non ne esce più. Cantare al proprio adorato bebè le canzoncine dello Zecchino d'oro ormai è demodè. Al bando anche Wiskey il ragnetto, la vecchia fattoria e ci son due coccodrilli e un orangotango. Se vuoi essere un genitore trendy bisogna cimentarsi con qualcosa di più esotico e innovativo come Baby Shark! Altro che la tartaruga di Lauzi!
In questo senso noi, per una volta, siamo sulla cresta dell'onda: ne conosciamo tutte le versioni presenti su YouTube, il che comprende quella cartone animato, quella giapponese, quella di Halloween, quella con scimmie in molteplici lingue e varie altre che mi sfuggono al momento.
In base all'umore il pargolo decide quale preferisce e allora via che parte il momento disco-dance, con tanto di balletto di accompagnamento, ovviamente.
Così ci ritroviamo spesso, io e il maschio alfa, a cantare e agitarsi come due cretini sotto gli occhi deliziati del piccolo J, che batte le mani a tempo con la sua canzone preferita.
Ormai abbiamo messo su un numero da circo con questa colonna sonora, tanto che sto meditando di organizzare un tour di esibizioni per le piazze italiane....sia mai che ci scappi la comparsata in Tv!

Tornando alle cose serie, cioè alla cucina, la ricetta di oggi non può che essere pesce!
Sono dell'idea che quando il pesce è fresco come deve essere, non ha bisogno di tanti salamelecchi per essere delizioso: cucinarlo nel modo più semplice possibile rappresenta la migliore opzione per gustarlo a pieno. Per quanto mi riguarda, il modo migliore di cucinare un buon pesce con lisca, come orate e branzini, è in forno, sotto sale.
In molti hanno storto il naso di fronte a questa mia affermazione ma posso assicurare che il risultato è strepitoso: la carne resta morbidissima, delicata, saporita e assolutamente non salata, come si potrebbe erroneamente pensare. Infatti il sale resta in superficie, sulla pelle, senza penetrare nella carne. Questo garantisce una diffusione del calore ottimale. Inoltre non occorre olio in cottura, solo un filo a crudo, se piace, una volta sfilettato il pesce.
Altri innegabili vantaggi: la preparazione prima di schiaffare il pesce in forno è velocissima, non si creano cattivi odori in cucina e l'unica teglia necessaria si sporca pochissimo....prevalentemente di sale.
Provare per credere!




ORATA SOTTO SALE

Ingredienti (per 2 persone):
2 orate da 300-400 g ciascuna
2 spicchi d'aglio
2 rametti di rosmarino
2 fette di limone
pepe nero
2 kg di sale grosso

Per prima cosa eviscerare le orate: praticare una lunga incisione, con un coltello appuntito, sulla pancia del pesce fino quasi alla coda. Togliere le interiora e lavare molto accuratamente sotto acqua corrente e asciugare. L'alternativa è far eviscerare il pesce dal pescivendolo.
Inserire dentro l'incisione di ciascun pesce un rametto di rosmarino, un paio di mezze fette di limone, uno spicchio d'aglio sbucciato e tagliato a fettine e una macinata di pepe nero.
Depositare sul fondo di una pirofila uno strato uniforme di sale grosso (circa mezzo centimetro), tale da coprirlo perfettamente.



Adagiare i pesci già conditi sullo strato di sale e ricoprirli con il restante sale. La copertura deve essere completa, senza pelle o pinne esposte. Secondo le dimensioni della pirofila usata potrà essere necessario più o meno sale.


Infornare a 180°C per 35-40 minuti (per pesci più grandi aumentare il tempo di cottura).
Sfornare, eliminare il sale e sfilettare il pesce ancora caldo. Servire con un filo d'olio a crudo o una citronette.
Buon appetito!


N.B. Con questa cottura si possono preparare anche altri pesci con lisca come branzini, cernie e ombrine.

giovedì 14 marzo 2019

Maledetti martedì

Martedì. Il peggior giorno della settimana. No, non il lunedì, come molti credono, ma il martedì.
Non è un'affermazione campata in aria, una mera avversione personale, quanto una vera e propria teoria cui sono giunta dopo anni di osservazioni sperimentali. Gli allenamenti più tosti e noiosi erano sempre di martedì (e li ricordo con terrore), il giorno con più rogne lavorative è sempre stato il martedì, sempre di martedì mi trovo ingolfata in ingorghi di traffico da far invidia alla viabilità del sud-est asiatico. Non parliamo poi di quelle sfighe imprevedibili del tipo -si sfonda il sacchetto dell'immondizia- o -il camion passa sulla pozzanghera proprio mentre tu stai camminando a bordo strada- o -il calzino rosso nella lavatrice dei bianchi-. Non importa di quale ambito della vita si tratti, il martedì per me è sempre stato un giorno duro. Altro che "Blue Monday"!
E poi pensateci bene....il martedì è distruttivo dal punto di vista psicologico: mentre il lunedì riusciamo ancora a conservare, o almeno a ricordare, il benessere del week-end, il martedì siamo già stanchi, sopraffatti e la consapevolezza di non essere nemmeno a metà settimana di certo non fa che peggiorare la situazione, tanto che la sera praticamente striscio per terra pur di raggiungere il letto.

In queste giornate così nere è inutile anche solo pensare di avere la forza per poter sperimentare qualcosa di nuovo in cucina: molto meglio affidarsi a ricette semplici, veloci e collaudate che soddisfino occhio e palato. Nel momento del bisogno io mi concedo un confortante piatto di pasta e quella di oggi è una ricetta che ultimamente propongo spesso e che i miei maschietti apprezzano molto. Niente di strano: una variante della classica pasta al tonno, con lo sgombro al posto del tonno. Perchè lo sgombro? Intanto è un pesce azzurro, naturalmente ricco dei famigerati nonchè benefici omega 3, poi è dei nostri mari e, cosa ancor più importante, non ha il problema della contaminazione da mercurio, tipico dei grandi predatori marini come il tonno. Insomma, tanti buoni motivi per riscoprire questo buon pesce a tavola!



PASTA con SGOMBRO e OLIVE

Ingredienti (per 2-3 persone):
250 g pasta corta (ottime le farfalle rigate)
1 spicchio di aglio
1 scatoletta di sgombro in scatola (sott'olio o al naturale secondo il proprio gusto)
350 ml di passata di pomodoro
una manciata di olive nere
olio evo
sale


In una larga padella far soffriggere appena lo spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato con 3-4 cucchiai di olio evo. Quando l'aglio inizia ad brunirsi toglierlo dalla padella e aggiungere le olive e lo sgombro ben sgocciolato e spezzettato (eseguire questa operazione a fiamma bassa per evitare fastidiosi schizzi di olio bollente). Lasciare insaporire giusto un minuto, poi aggiungere la passata di pomodoro. Portare a bollore a fiamma alta, poi abbassare il fuoco e lasciare cuocere 10 minuti. Aggiustare di sale solo verso fine cottura (non occorre molto sale visto che sia le olive che lo sgombro sono abbastanza sapidi).
Cuocere le farfalle (o altra pasta corta) in abbondante acqua bollente salata per il tempo indicato sulla confezione, scolare e versare nella padella con il condimento. Saltare tutto a fiamma vivace per un minuto e servire subito.
Buon appetito!

venerdì 25 gennaio 2019

I viaggi altrui

Viaggiare. Vedere il mondo. Un bisogno primario, almeno per me, e un consiglio per tutti. Per vivere meglio.
I nostri viaggi non si sono interrotti, sono solo diventati a più corto raggio, almeno per il momento. Trentino, Slovenia, Croazia; luoghi che, seppur vicini, non conoscevamo: aspettavamo solo un piccolo viaggiatore da portare con noi per partire alla loro scoperta.
E allora cosa c'entra la ricetta del coniglio all'ischitana? A Ischia non ci siamo stati. Non ancora. Ma i nonni del piccolo maschio alfa eccome se ci sono stati! E mi hanno raccontato dell'isola, del mare, delle spiagge e del cibo.
E mi è venuta voglia di partire. Ma che fare se non si può? Il primo viaggio è nella mente e sogni, curiosità e aspettative è tutto ciò che serve in questo caso.
Ho preso il sacchettino di erbe secche che mi sono state riportate dall'isola come graditissimo cadeau, ho chiuso gli occhi e ho inalato profondamente tutti gli odori che si sprigionavano. Sole e sale, acqua ma anche terra fertile, estate calda e mediterranea.
Mi sono messa ai fornelli e ho viaggiato con il pensiero.
Non me ne vogliano gli isolani: se ho sbagliato qualcosa nella ricetta è stato per ingenuità e comunque le critiche sono ben accette. Posso solo dire che ho già eseguito questa ricetta più volte ed è piaciuta a tutti!




CONIGLIO ALL'ISCHITANA

Ingredienti (per 3-4 persone):
1 coniglio tagliato a pezzi
2 spicchi di aglio
3-4 pomodori maturi
500 ml vino bianco secco
1 cucchiaio abbondante di spezie isolane (mix secco composto da: peperoncino, aglio e erbe varie)
olio evo
sale

Procurarsi un tegame abbastanza largo da far si che i pezzi di coniglio non si sovrappongano durante la cottura. Scaldare nel tegame a fiamma alta 4-5 cucchiai di olio evo insieme all'aglio sbucciato e tagliato a fettine. Quando l'aglio soffrigge adagiare i pezzi di coniglio nel tegame e farli rosolare su tutti i lati. Bagnare il coniglio con tutto il vino (può sembrare tanto ma la carne si deve praticamente stufare nel vino) e cospargere con un cucchiaio abbondante di spezie. Far prendere il bollore e lasciare evaporare l'alcool per qualche minuto, poi abbassare la fiamma al minimo, incoperchiare e lasciare cuocere circa mezz'ora girando i pezzi di carne a metà cottura.
Aggiungere nel tegame i pomodori tagliati a pezzi piuttosto grossolani, aggiustare di sale e far cuocere ancora 10-15 minuti a fiamma vivace: il fondo di cottura deve restringersi ma rimanere comunque consistente.
Servire il coniglio caldo con abbondante pane.
Buon appetito!

N.B.1: se non è stagione di pomodori freschi meglio usare lo stesso quantitativo di pomodori pelati: il risultato sarà sicuramente migliore che con pomodori freschi ma insipidi.

N.B.2: Il coniglio è una carne molto magra che richiede un bel sughetto di fondo per evitare di asciugarsi troppo e diventare dura.


mercoledì 19 dicembre 2018

Copiona!

Capita mai di andare al ristorante, leggere il menù e rimanere folgorati da una ricetta?
A me succede spesso e la logica conseguenza è che tutte le volte penso: "Ma perchè non mi è mai venuto in mente di prepararla???"
Così è successo per questo primo piatto, provato in un vicino agriturismo in occasione di una festa di compleanno, che mi sono precipitata a riprodurre a casa. E' goloso ma senza troppe pretese: si prepara in un balzello e non ha bisogno di particolari accorgimenti, nè di ingredienti troppo ricercati.
Forse non è una pasta sontuosa, degna delle incombenti festività, ma per chi è alle prime armi può comunque dare soddisfazione e far fare bella figura.
E poi.....se posso vantarmi solo per un attimo....La mia versione è venuta più buona di quella del ristorante!



PICI con RADICCHIO ROSSO, SALSICCIA e STRACCHINO

Ingredienti (per 2 persone):
200 g pici
1 salsiccia fresca
1 piccolo cespo di radicchio rosso
100 g di stracchino
1 spicchio di aglio
olio evo
sale
pepe nero appena macinato

Lavare e asciugare il radicchio, poi tagliarlo a listarelle sottili evitando il torsolo. In una padella far scaldare 3-4 cucchiai di olio evo con lo spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato: quando l'aglio è appena rosolato toglierlo dal tegame e aggiungere il radicchio tagliato e la salsiccia sbriciolata. Far stufare lentamente per circa 15 minuti mescolando spesso per evitare bruciature. Aggiustare di sale.
Nel frattempo far bollire in una pentola abbondante acqua salata e cuocere i pici per il tempo indicato (ai miei pici secchi sono occorsi circa 20 minuti. Ne occorrono di meno per i pici freschi). Scolare la pasta e farla saltare nel condimento ben caldo. Aggiungere anche lo stracchino a pezzetti per mantecare il tutto. Mescolare bene fino a che non si è ottenuto una bella cremina e servire subito la pasta ben calda spolverizzata da pepe nero appena macinato (se piace).
Buon appetito!

N.B.: I pici sono sostituibili con spaghettoni, bucatini o anche con trofie.

mercoledì 14 novembre 2018

Cucina tradizionale

Già in alcuni post precedenti ho accennato al fatto che mi sto cimentando con un tipo di cucina più tradizionale, una sorta di ritorno alle origini dettato perlopiù dalle necessità alimentari del piccolo maschio alfa che, per quanto vorace, ancora non può mangiare proprio tutto tutto.
E allora via libera a pappa al pomodoro, arrosti di carne e pesce al forno, brodo, purè di patate, erbe aromatiche dell'orto, minestrone e quanto altro ricordi i pasti a casa dei nonni. Sto addirittura imparando a preparare il ragù di carne che, chissà per quale motivo, non avevo mai cucinato in precedenza.
La ricetta di oggi fa tanto contorno della domenica e secondo me può piacere anche a bambini che hanno problemi a mangiare le verdure. (So che non è esattamente il mio caso: il baby maschio alfa mangia tutto ma il grande maschio alfa no! E' lui il mio tester affidabile in questo senso....e ha dato il suo benestare nonostante abbia comunque evitato le zucchine). Il mio piccolo ne va letteralmente matto perciò perchè non provare?!



VERDURE GRATINATE al FORNO

Ingredienti (per 2 persone):
1 grossa carota
1 zucchina
1 patata
Pangrattato
Parmigiano grattugiato
Pecorino romano grattugiato
Rosmarino
Olio evo
Sale


Lavare e spuntare la zucchina. Raschiare la carota. Pelare la patata. Tagliare le verdure a cubetti della dimensione preferita (ultimamente i miei cubetti sono piuttosto piccoli in modo che siano facilmente ingeribili anche da baby J). Riunire le verdure nella pirofila di cottura, salare appena, cospargere con aghetti di rosmarino e ungere con un filo d'olio evo (senza esagerare: non deve formarsi una pozza d'olio sul fondo della teglia). Mescolare le verdure per fare si che tutti i cubetti siano leggermente unti e poi distribuirli uniformemente sul fondo della teglia. In una ciotolina mescolare un cucchiaio di pangrattato, uno di pecorino romano grattugiato e uno di parmigiano grattugiato. Cospargere le verdure con il mix preparato, poi infornare a 180°C per 20-25 minuti (la superficie delle verdure si deve appena abbrustolire).
Sfornare e servire calde.
Buon appetito!



N.B.1: Il mix di pangrattato e parmigiano può essere preparato in anticipo e conservato in frigo in un vasetto chiuso di vetro.

N.B.2: Ho usato patate, zucchine e carote ma niente vieta di usare anche altre verdure in base alle stagioni come zucca o cavolfiore in inverno e melanzane e peperoni in estate.