lunedì 30 novembre 2020

Crisi di astinenza

Nel weekend ho approfittato della forzata reclusione casalinga per metter,  in ordine un po' di cose in soffitta. La vista delle valigie mi ha turbato un po' ma è stato solo quando ho spostato il trolley che sono crollata: il rumore delle rotelline sul pavimento e in un attimo la mia mente mi ha catapultata in aeroporto, a camminare su quei lunghissimi corridoi trascinando la mia valigia, in trepidante attesa del mio volo, protesa verso nuovi luoghi e nuove avventure.
Mi manca viaggiare. Mi manca terribilmente. E mi mancano i miei compagni di viaggio, i miei amici, compagni di mille avventure.
Credo che sia l'unica cosa di cui davvero sento la mancanza: viaggiare. E' come avere un nodo in fondo allo stomaco, la smania di partire o anche solo la prospettiva di poterlo fare, la calma che i trasmette il sapere di avere un volo prenotato.
Mi limito a viaggiare in cucina: infatti anche la ricetta di oggi è etnica. Di ispirazione cinese.
Non sono mai stata in Cina ma non escludo di farci un giro, un giorno. Per ora mi limito a cercare di replicare un piatto che prendo sempre al ristorante cinese e, non per vantarmi, ma dopo varie prove, mi viene proprio bene, con quella salsina densa alla salsa di soia che ricopre tutto e le verdure croccanti e saporite....delizioso!
Per il  momento va così e non c'è molto altro da fare. Aspetto tempi migliori, sogno di partire e mangio pollo alla salsa di soia!




 POLLO ORIENTALE CON VERDURE E SALSA DI SOIA
 
Ingredienti (per 3 persone):
6 Sovracosce di pollo
2 spicchi di aglio
un pezzo di radice di ginger
2 carote
1 peperone rosso
2 cipollotti freschi
250 g di funghi champignon
una scatoletta di germogli di soia in salamoia (meglio se li trovate freschi)
arachidi sgusciate (preferibilmente non salate)
salsa di soia
maizena
1 tazzina di vino bianco
olio di semi (per me di girasole)
semi di sesamo
sale
Riso basmati (per accompagnare)
semi di cumino
semi di coriandolo
 
Spellare le sovracosce e infarinarle molto bene con la maizena. In un largo tegame a fondo piatto far scaldare 3-4 cucchiai di olio di semi e rosolarvi le sovracosce a fiamma alta su tutti i lati fino a che non sono dorate. In un recipiente stemperare un cucchiaio abbondante di maizena con una tazzina di salsa di soia, una tazzina di vino bianco e un bicchiere d'acqua. Irrorare il pollo con la mistura preparata e far prendere il bollore; a questo punto abbassare la fiamma al minimo e lasciare cuocere semicoperto per almeno 20 minuti, girando il pollo di tanto in tanto.
Preparare le verdure: pulire i funghi e tagliarli a fettine, tagliare i cipollotti in 4 parti nel senso della lunghezza (tenere anche la parte verde), raschiare le carote e tagliarle a fettine non troppo spesse, togliere il picciolo, i semi e i filamenti bianchi interni del peperone e tagliarlo a losanghe (o a listarelle...come si preferisce); sbucciare il ginger e tagliarlo a julienne piuttosto fine; affettare finemente l'aglio dopo averlo sbucciato.
Quando il pollo è cotto e il fondo di cottura è diventato una voluttuosa cremina scura alzare la fiamma e aggiungere tutte le verdure insieme (compresi i germogli di soia che avrete sgocciolato dalla loro acqua di conservazione e le arachidi). Irrorare con qualche cucchiaio di salsa di soia e spadellare il tutto molto velocemente: le verdure devono rimanere croccanti ma ben amalgamate con il sughetto. Cospargere con semi di sesamo e servire subito accompagnando con del riso basmati semplicemente bollito insieme a dei semi di cumino e coriandolo.
Buon appetito!



mercoledì 25 novembre 2020

Foodblogger per sopravvivenza

Perchè mi appassiona tanto il cibo? Perchè ho deciso di aprire un blog di cucina?
Durante tutti questi anni in cui ho cucinato, dosato, scritto, spiegato qual è stata la molla che mi ha spinto a farlo?
Due sere fa l'ho capito in maniera nitida e incontestabile: per sopravvivere.
E' stato quando me ne sono andata a farmi una doccia, lasciando il piccolo e il grande maschio alfa impegnati a preparare una ciotola di pop corn. Appena uscita dalla doccia, ancora grondante e fumante, beatamente profumata e rilassata, si è affacciato il piccolo maschio alfa dicendomi:"Mamma, mi sa che devi venire di là che il babbo ha fatto un casino"
...
Perplessità.
Casino? A cuocere dei popcorn? Forse stava scherzando...
Ma mentre mi avvio verso la cucina vengo colpita da un acre puzzo di bruciato e da una fitta nebbiolina di fumo....MA CHE C***O????
E niente...il grande maschio alfa è riuscito a bruciare il pentolino in cui cuocio i popcorn da anni e a produrre una valanga di semi carbonizzati appiccicati al fondo.
L'ho messo al lavello a grattare il tegame in questione e, ancora in accappatoio, ho preparato i popcorn tra gli applausi del piccolo di casa.
Ora, io non pretendo che tutti sappiano preparare l'aragosta in bellavista o l'uovo di Cracco ma almeno un po' di popcorn....
Capite perchè devo cucinare??? 
E perchè devo scrivere le mie ricette? Perchè io spero davvero, davvero, davvero, con tutto il cuore di poter aiutare qualcuno a preparsi un piatto decente senza incendiare casa!
Il mio blog vorrebbe aiutare tutti quelli che scuociono la pasta solo guardando un fornello spento, quelli a cui basta aprire una scatoletta di tonno per causare un disastro in cucina! Loro sono il mio target!
Perchè, diciamo la verità, io sono una autodidatta, certo non uno chef, ma mi piace pensare di poter aiutare chi non riesce a farsi un uovo al tegamino! 

A questo proposito la ricetta di oggi (se così si può chiamare) è una cosa tanto ma tanto goduriosa, facile in maniera imbarazzante e tipicamente toscana.
Qualche tempo fa un mio amico, toscano ma all'epoca residente a Lecco, mi disse come avesse stupito i suoi colleghi del nord con queste semplici bruschette a base di salsiccia e stracchino, da noi tanto banali.
Ecco quindi che ho deciso di inserirle nella mia personale collezione di ricette e mi sento di consigliarle a chiunque voglia cimentarsi per la prima volta in cucina!
Ottime come antipasto o come salva-cena dell'ultimo minuto!
 
 



BRUSCHETTE SALSICCIA E STRACCHINO
 
Ingredienti:
pane toscano integrale o bianco 
1 salsiccia fresca
150 g stracchino
olio evo
sale 
pepe nero

Spellare la salsiccia e spiaccicarla bene bene insieme allo stracchino, in una ciotolina. Condire con un cucchiaio di olio evo, poco sale e una macinata di pepe nero e amalgamare bene.  Tagliare il pane a fette alte circa un centimetro  (fondamentale che sia pane toscano senza sale, al massimo pane da crostini, per un risultato più "elegante"....anche se questa ricetta non è per niente elegante ). Spalmare le fette di pane con abbondante composto di stracchino e salsiccia e infornare a 200°C (forno già caldo) per massimo 5 minuti: il pane diventerà dorato e croccante, lo stracchino deve sciogliersi e la salsiccia cuocere senza bruciare.
Sfornare e servire caldi o tiepidi accompagnati da un buon bicchiere di vino rosso.
Buon appetito!

N.B.: lo stracchino è sostiuibile con la crescenza.




mercoledì 4 novembre 2020

Comfort food

 E' novembre.  E' tutto grigio e piove. Siamo nel bel mezzo di una pandemia. Si prospettano coprifuoco e forse un nuovo lockdown.
Non c'è molto altro da dire: c'è stringente necessità di comfort food.
In questo momento, per me, non c'è niente di meglio di una calda, colorata e voluttuosa vellutata. Di zucca, preferibilmente.
Questa è la seconda versione di vellutata di zucca che pubblico sul questo blog: la prima potete trovarla qui. Anche se l'ingrediente base è lo stesso sono piuttosto diverse: questa ha un gusto più deciso e sapido e consistenze a contrasto, l'altra è più corposa, forse più raffinata. In ogni caso non saprei scegliere quale preferisco! Provatele entrambe e fatemi sapere la vostra opinione!
 
 

VELLUTATA di ZUCCA con CROSTINI e SPECK CROCCANTE

Ingredienti (per 3-4 persone):
600 g di polpa di zucca 
1 cipolla dorata
pane integrale raffermo
4 fette di speck
olio evo
sale

Eliminare la buccia alla zucca e tagliarla grossolanamente a dadi. Sbucciare la cipolla e affettarla sottilmente. In una pentola capiente soffriggere dolcemente la cipolla affettata insieme a 3 cucchiai di olio evo e qualche cucchiaio di acqua, per evitare che bruci. Quando la cipolla è diventata trasparente aggiungere la zucca, mescolare, salare a piacere e lasciare insaporire per un paio di minuti a fiamma vivace. A questo punto aggiungere acqua calda fino a coprire la zucca. Portare a ebollizione a fiamma alta, poi incoperchiare e abbassare il fuoco al minimo. Lasciare cuocere così mezz'ora circa, mescolando di tanto in tanto.
Quando la zucca è cotta tanto da spappolarsi, frullare tutto con un minipimer a immersione fino a ottenere una bella crema densa. Aggiustare di sale.
Tagliare a dadini il pane (quantitativo a piacere). In una padella scaldare 3-4 cucchiai di olio evo a fiamma vivace, poi saltare i dadini di pane per alcuni minuti, fino a che non sono dorati e croccanti. Durante la cottura cospargerli a piacere con rosmarino tritato, pepe nero e un pizzico di sale. 
Scaldare una padella antiaderente e quando è ben calda poggiarvi le fette di speck, ben distanziate: devono abbrustolire da entrambi i lati (senza bruciare!) e diventare croccanti.
Impiattare la vellutata calda e guarnire con i crostini di pane e lo speck croccante prima di servire.

Buon appetito!


 

 

 

sabato 31 ottobre 2020

Scary Halloween

 E così siamo giunti al 31 di ottobre di questo funesto, spaventosissimo 2020. Mai scenario generale è stato tanto horror per la sera di Halloween come quest'anno: la pandemia di covid-19 continua a impazzare come e più di prima e lo spettro di un nuovo lockdown è alle porte. Eppure ho imparato a conviverci, a superare la paura istintiva, a razionalizzare quel tanto che basta a tenere comportamenti adeguati di prevenzione senza smettere di vivere. 
Non ho nessuna intenzione di spegnere il sorriso del mio bambino, di disattendere le sue aspettative, di perdere l'occasione di fare festa: i pensieri negativi e funesti lasciamoli agli adulti. 
E quindi si, noi oggi festeggeremo. Ci vestiremo tutti quanti come se fosse carnevale e andremo in giro per il paese a fare "dolcetto o scherzetto" a parenti e amici, mascherati e dotati di gel igienizzante! 
La casa è già decorata con festoni a forma di zucca, ragni e pipistrelli e le candele colorate sono pronte per essere accese stasera. Intaglieremo una zucca gigantesca e mangeremo qualcosa di veramente "spaventoso" che il mio bimbo adora, mentre guardiamo Harry Potter!
Sarà una gran serata tra le mura della nostra casa!
Le mummie di sfoglia si preparano in pochi minuti e potete farvi aiutare dai vostri bimbi tanto sono semplici. 
Si possono usare anche dei piccoli wurstel per il ripieno ma io ho preferito una italianissima mortadella e delle carotine come variante vegetariana.

 


MUMMIE di SFOGLIA

 
Ingredienti:
1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare
trancio di mortadella
carote
1 uovo
sale
pepe nero in grani
 
Raschiare le carote e cuocerle al vapore per una decina di minuti. Dal trancio di mortadella ricavare tanti parallelepipedi di circa 1 cm di lato e lunghi circa 5 cm. Tagliare le carote cotte in modo che abbiano circa le stesse dimensioni.
Stendere la pasta sfoglia e, con l'aiuto di una rondella da pizza, tagliare delle lunghe striscioline di 3-4 mm di lato.
Avvolgere la mortadella e le carote con queste strisce di pasta sfoglia così da creare l'effetto "mummia".
Deporre le mummiette su carta da forno e spennellare con l'uovo sbattuto. Attaccare 2 grani di pepe su ogni mummia per fare "gli occhi" e infornare tutto a 200°C per una decina di minuti: la sfoglia dovrà essere dorata e croccante.
Sfornare e servire calde o fredde, a piacere.
Buon appetito e buon Halloween!

N.B.: un altro ripieno possibile potrebbe essere la feta anche se non ho ancora provato. Altre verdure non saprei perché in cottura diventano tutte troppo morbide e la mummia perderebbe di consistenza.

mercoledì 28 ottobre 2020

La dea Kali

Avete presente la dea indiana Kali? Quella con tante braccia e l'aspetto sempre incazzato? Una divinità dalla duplice natura: guerriera sanguinaria ma anche benevola con i suoi adepti.
La dea Kali era sicuramente una madre alle prese con casa, lavoro, figli, marito, commissioni e faccenducole quotidiane: capisco perfettamente la sua indole battagliera e la necessità di un surplus di braccia e mani in dotazione.
Un esempio: giovedì scorso ho portato il piccolo maschio alfa in piscina. La cosa di per sè non ha niente di strano, non fosse per le implicazioni che comporta. Uscire di corsa da lavoro e precipitarsi a riprendere il pupo all'asilo. Da lì spostarsi in auto verso la piscina in una ventina di minuti circa. Far fare merenda al nano e consegnarlo agli inservienti della piscina per i suoi 45 minuti di scuola nuoto. Nel frattempo non me ne sto con le mani in mano: corro al supermercato a fare la spesa e torno precisa precisa per la riconsegna di baby lavato, asciugato e stirato. Lo nutro prima che mi si addormenti masticando. Nel tragitto di ritorno a casa perde leggiadramente i sensi mentre io impreco contro il traffico cittadino, la pioggia e quant'altro mi irriti.
Arrivo a casa e ho bisogno di qualcuno (il babbo) che porti in casa il bambino: più di 18 kg di peso morto piombato e dormiente.
Io nel frattempo porto in casa tutto il resto. Infilo la porta di casa e ho addosso la mia borsa, la borsa frigo del pranzo che porto a lavoro, il borsoncino da piscina, la borsina con i rimasugli di merenda e cena di baby, il suo zainetto di spiderman, un paio di borse della spesa e una confezione da 16 rotoli di carta igienica. Sono scaruffata, accaldata, ansimante e sembro un mulo da soma. Il grande maschio alfa, evidentemente ignaro del mio disagio, mi guarda mentre sgranocchia patatine e chiede: che c'è per cena? 
La dea Kali sanguinaria? Mi fa un baffo la dea Kali! 

La cosa bella del giovedì è che, con il pupo dormiente, ho il tempo per cucinare con calma qualcosa di sfizioso "da adulti".
Ho provato questa rivisitazione di aglio, olio e peperoncino con bottarga e scorza di limone: una vera bomba! Ed è pronta in 15 minuti!

 


 PICI AGLIO, OLIO, PEPERONCINO, BOTTARGA e SCORZA DI LIMONE


Ingredienti (per 3 persone):
500 g pici freschi (ma vanno bene anche quelli secchi)
4 spicchi di aglio grandi
1 peperoncino (meglio fresco)
1 limone bio
bottarga di tonno
3-4 cucchiai di pangrattato
olio evo 
sale

Preparare il condimento mentre l'acqua per la pasta si scalda. Sbucciare gli spicchi di aglio e tritarli non troppo finemente. In una larga padella versare olio evo in quantità tale da coprirne interamente il fondo (non lesinare: è fondamentale perchè la pasta non resti asciutta). Aggiungere l'aglio tritato e il peperoncino fresco tagliato a fettine e far scaldare il tutto su fuoco bassissimo così che l'aglio e il peperoncino rilascino i loro aromi senza bruciare (massimo 10 minuti ma è meglio controllare a vista). A parte, in un altro padellino antiaderente, tostare il pangrattato su fiamma vivace fino a che non è appena brunito e tenerlo da parte.
Salare l'acqua della pasta quando raggiunge il bollore e cuocervi i pici per il tempo indicato. Scolare la pasta e farla saltare a fuoco alto nel condimento di aglio, olio e peperoncino insieme a poca acqua di cottura. Spolverizzare con pangrattato (che farà aderire il condimento alla pasta), bottarga a piacere e la scorza grattugiata del limone. Servire subito guarnendo ancora con bottarga, pangrattato e scorza di limone.
Buon appetito!

 



venerdì 23 ottobre 2020

Colazione indiana

Era un giorno di fine novembre del 2015 e io, per la prima volta, mi svegliavo in terra indiana, a Udaipur per l'esattezza, la città dei laghi.
Mi preparai e scesi per la colazione, che veniva servita nel giardino dell'albergo, sulla riva di uno degli innumerevoli laghi, con vista sulla città.
Mi lasciai guidare dai colori e dai profumi di quella terra lontana a lungo sognata per raggiungere il buffet. Mentre la maggior parte degli occidentali si dirigeva sicura verso torte e cappuccini, io mi permisi di indugiare di fronte al banco dei prodotti locali. Un cameriere in livrea bianca, incrociando il mio sguardo, mi chiese se desideravo una "masala omelette". Non avevo idea di che cosa fosse, oltre al fatto che conteneva uova, ma accettai l'offerta di buon grado, desiderosa di provare la vera cucina indiana.
Osservai il cameriere saltare velocemente in un padellino cipolla e peperoni, a parte scocciare un uovo e sbatterlo vigorosamente con un mix di spezie, per poi aggiungerlo alle verdure. Appena un paio di minuti di cottura e la mia omelette era pronta. Tornai al tavolo con il mio trofeo e al primo boccone esplose in bocca una bomba di sapore: la mia frittatina era calda, speziata, saporita in modo inusuale ma deliziosa.  Su suggerimento del cameriere la accompagnai con un buon thè Chai (che ancora non ho imparato a fare nel modo giusto).
Ho ancora negli occhi l'immagine dei Ghat di Udaipur e in bocca il sapore di quella prima masala omelette. Che nostalgia!
In questi tempi di quasi totale immobilità mi limito a ripercorrere con la mente i miei viaggi e a ricreare i sapori che mi hanno accompagnato. Oggi è stata la volta di questa deliziosa omelette, tanto semplice quanto buona. Per viaggiare nei ricordi.

 


 MASALA OMELETTE
 
Ingredienti (per una persona):
1 uovo 
2 falde di peperoni dolci verdi e rossi (vanno bene anche 2 friggitelli)
1 cipollotto (o uno scalogno)
mix di spezie (garam masala)
semi di cumino
semi di senape
olio di semi (o ghee)
sale

Lavare i peperoni ed eliminare i semi interni e i filamenti bianchi. Tagliare sia i peperoni che il cipollotto a dadini piuttosto piccoli (fare una brunoise).
Far scaldare in un padellino un cucchiaio di olio di semi (per me di girasole) e quando è ben caldo spadellare per un paio di minuti le verdure, facendo attenzione che non brucino.
Sbattere un uovo con mezzo cucchiaino di garam masala (mix di spezie per curry), un pizzico di semi di cumino e un pizzico di semi di senape secchi. Salare a piacere (poco: le spezie danno tantissimo sapore). Aggiungere l'uovo sbattuto in padella e farlo amalgamare bene con le verdure. Abbassare il fuoco e incoperchiare. Far cuocere l'omelette per un paio di minuti. Servire subito accompagnata da una buona tazza di thè, meglio se Chai.
Buon appetito!

N.B.: Si possono aggiungere anche alcune foglie di coriandolo tritate (onnipresenti nella cucina indiana) all'uovo sbattuto. Io non l'ho fatto perchè non avevo il coriandolo, oltre al fatto che non mi piace molto.


venerdì 9 ottobre 2020

La mensa

Dopo le mille peripezie legate alla pandemia di Covid-19, finalmente, sono riaperte le scuole e gli asili. Noi abbiamo definitivamente lasciato il nido d'infanzia privato e ci siamo iscritti, fiduciosi, alla scuola materna comunale. Il cambiamento è stato notevole per tutti anche se forse lo abbiamo sofferto più noi adulti del piccolo maschio alfa. Se al nido tutti si prodigavano per venire incontro alle esigenze delle famiglie, adesso sembra essere tutto il contrario: le famiglie devono sbattersi un sacco per adempiere a tutte le richieste della direzione scolastica, pena l'essere redarguiti persino dalle custodi, oltre che da maestre e preside (via mail). 
Ma la vera nota dolente è sicuramente la mensa. Si fa un gran parlare di educazione alimentare, stagionalità dei cibi e prodotti a km 0 e poi la sola lettura del menù mi ha fatto letteralmente accapponare la pelle per l'assurdità delle proposte e degli abbinamenti: carne servita per 3 giorni di fila, zucca e cavoli totalmente assenti, legumi serviti come contorno invece che come fonte proteica, insalata proposta 2 volte a settimana (sapendo perfettamente che i bambini non la mangiano). Dopo due giorni le famiglie erano già in rivolta con tanto di polemiche sui giornali locali!
La cosa che ho trovato più scioccante è che, di fatto, dagli anni '80, quando andavo a scuola io, non ci sia stato un upgrade del menù! Ancora l'unico pesce che viene servito (una volta a settimana) consiste in crocchette o bastoncini....cose contro cui combatto da quando è nato Joshua e che fino ad ora mi sono rifiutata di fargli assaggiare. Non riesco a capire come ciò che viene comunemente considerato junk food possa essere tranquillamente proposto a dei bambini. Non pretendo certo che gli vengano date orate e branzini ma sono assolutamente convinta che sia possibile trovare del buon pesce fresco a prezzi sostenibili! L'alternativa a quanto pare sarebbe del tonno sott'olio, preso e schiaffato lì sul piatto da solo, che non farebbe gola neanche al gatto. Senza considerare che proprio il tonno ha l'ineliminabile problema dell'inquinamento da mercurio....ma che vuoi che sia, pur di risparmiare 3 lire!
Ma la vera ciliegina sulla torta è stata senza ombra di dubbio la proposta di servire uova sode con maionese. MAIONESE. Ora, dico, cosa succederà se un bambino non la vuole mangiare? Lo costringeranno come si fa con le verdure? "Devi mangiare anche la maionese se vuoi diventare grande!"
Io sono allibita, oltre che sul piede di guerra. Per ora l'unica cosa certa è che a casa mi dovrò impegnare ancora più di prima per cercare di nutrire tutti in modo sano e completo e per sopperire o integrare la mensa dell'asilo. 

La mia proposta di oggi, in linea con la polemica sopra, è in realtà un piatto che mi sembra andare molto di moda, ultimamente, anche nei ristoranti. Si sa che polpo e patate è un ottimo binomio e qui in casa è sempre molto gradito. L'ho rivisitato in versione invernale, con una morbida e calda vellutata che avvolge il polpo grigliato, appena croccante all'esterno e un tocco piccante e affumicato per rendere il tutto ancora più goloso.



POLPO GRIGLIATO SU VELLUTATA DI PATATE

Ingredienti (per 3 persone):

1 grosso polpo (almeno 1 kg) decongelato
5-6 patate di media grandezza
1 scalogno o 1 piccola cipolla bianca
aceto di vino bianco
olio evo
peperoncino chipotle affumicato o paprika affumicata
prezzemolo fresco
sale

Per prima cosa lessare il polpo in abbondante acqua salata acidulata con mezza tazzina di aceto: quando l'acqua bolle afferrare il polpo con delle pinze e immergerlo per alcuni secondi. Ripetere questa operazione 3 volte, poi lasciare il polpo immerso e farlo cuocere coperto per almeno 45  minuti a fiamma bassa (deve sobbollire). Alla fine spengere il fuoco e lasciare raffreddare il polpo nella sua acqua di cottura fino a temperatura ambiente o quasi.
Nel frattempo preparare la vellutata di patate: sbucciare e tritare lo scalogno e farlo soffriggere dolcemente in una pentola con un paio di cucchiai di olio evo. Sbucciare le patate e tagliarle grossolanamente a cubetti. Aggiungere le patate al soffritto e fare insaporire per un minuto, poi aggiungere acqua calda fino a coprire appena le patate. Far prendere il bollore, poi incoperchiare e lasciare cuocere a fiamma bassa per circa mezz'ora. Aggiustare di sale e quando le patate iniziano a disfarsi vuol dire che sono cotte. Frullare con un pimer a immersione fino ad ottenere una crema piuttosto densa. Se la vellutata risultasse troppo liquida, rimettere sul fuoco fino a che non raggiunge la consistenza desiderata.
Scolare il polpo dall'acqua di cottura ed eliminare la guaina gelatinosa che lo riveste, lasciando però intatte le ventose. Togliere anche "l'occhio" del polpo e suddividere i tentacoli in 3 parti uguali.
Scaldare molto una bene una piastra e grigliare i tentacoli 4-5 minuti per ogni lato, fino a che non formano una specie di crosticina croccante.
Impiattare la vellutata di patate e il polpo; cospargere con prezzemolo tritato (per dare una nota fresca) e peperoncino chipotle affumicato a piacere. Irrorare con un filo di un buon olio evo a crudo e servire subito.
Buon appetito!

N.B.: Fondamentale usare un polpo decongelato perchè le carni risultino morbide dopo la cottura. Il processo di congelamento e scongelamento spacca le fibre della carne di polpo rendendole morbide. Un polpo fresco risulterebbe davvero troppo coriaceo dopo la bollitura.