lunedì 6 luglio 2020

Social media mania

Mesi fa mi è capitato di assistere ad una conversazione tra giovani colleghi riguardo al tramonto mediatico di facebook e alla ribalta, invece, di Instagram. "Tutti quanti sono migrati su Instagram" dicevano.
E io non capivo cosa intendessero. Avevo già il mio account Instagram ma non lo usavo molto....non sapevo bene che fare. Però ero curiosa e mi ci sono dedicata un pochino. E ho capito.
Mi sono resa conto che tutto quel fermento di qualche anno fa intorno ai blog, ora si è spostato sugli account Instagram: contest, scambio di follower, giveaway...
Credo che ciò che piace sia l'immediatezza delle foto rispetto ad un papiro scritto.
Ammetto che mi ha intrigato e adesso ci "spippolo" abbastanza nel tempo libero però....il mio blog resta il mio primo amore e la mia base sicura in cui scrivere. Anche perchè è troppo facile fare una bella foto ad un bel piatto senza una ricetta dettagliata!
E io invece sono dell'idea che ciò che conta davvero è la ricetta, più della foto. Perchè una foto da sola è più una sorta di autocelebrazione. La scrittura della ricetta è condivisione e io spero davvero di poter aiutare qualcuno a replicare i piatti che preparo e che trovo buoni. E poi mi piace scrivere tutti i miei spiegoni e i miei aneddoti. Credo che rendano tutto più "personale".
Ciò non toglie che mi diverta anche su Instagram!

La ricetta di oggi è la prima di cui ho pubblicato la foto prima su Ig che sul blog....chissà che non diventi la prassi.
In ogni caso si è rivelata un esperimento molto ben riuscito e grandemente apprezzato dai commensali (compreso il piccolo di casa anche se è ormai noto che si tratta di una buona forchetta!) che hanno spazzolato tutto alla velocità della luce!




FIORI di ZUCCA RIPIENI al FORNO 

Ingredienti  (per 4 persone):
12 fiori di zucca freschi
200 g di stracchino 
6-7 filetti di alici sott'olio
Pepe nero 
1 uovo 
Latte 
Pangrattato 

Pulire molto delicatamente i fiori di zucca eliminando poi il pistillo all'interno dei petali e le parti spinose. 
Preparare la farcia mescolando in una terrina lo stracchino con i filetti di alici fino a che questi ultimi non sono disfatti completamente. Pepare a piacere. Non ho salato perché le alici sono già molto sapide. 
Farcire i fiori con una cucchiaiata di ripieno e chiuderli arrotolando su se stessi le estremità dei petali.
In una ciotolina a fondo piatto mescolare l'uovo con 2-3 cucchiai di latte. Passare i fiori farciti nell'uovo e poi nel pangrattato. Disporre i fiori sulla placca del forno rivestita di carta da forno.
Infornare i fiori appena sotto al grill del forno già caldo al massimo della temperatura per soli 5 minuti.
Sfornare e lasciare raffreddare a temperatura ambiente. Servire freddi. 
Buon appetito! 


lunedì 15 giugno 2020

Il miracolo

Più e più volte mi è capitato di disquisire in questo blog, sulla innata avversione del grande maschio alfa per le zucchine. Vedi qui e qui.
Più di 23 anni che stiamo insieme e ancora non ho capito perchè ce l'ha tanto con le zucchine, senza aver nemmeno mai avuto la volontà di assaggiarle. Nessun trauma infantile legato a cotale ortaggio. Nessun dopo sbornia al sapore di zucchine. Niente. Inspiegabile.
Poi, qualche sera fa, il miracolo: complici delle zucchine appena colte dall'orto, decido di prepararci un pesto per condire la pasta per me e per il piccolo maschio alfa, che è decisamente meno schizzinoso del suo papà. Ne prendo un cucchiaino e lo faccio assaggiare al piccolo che, tutto sorridente, mi omaggia con un "mmm....buono!". Quasi per scherzo chiedo al grande maschio alfa se anche lui ne voleva un assaggio: sarà stato il sentirsi sfidato da un treenne, sarà stata la fame ma ha accettato! E...miracolo!...gli è piaciuto!
Per la prima volta ci siamo potuti gustare tutti insieme un bel piatto di pasta con le zucchine.
Che soddisfazione!
Ora che le zucchine sono state sdoganate mi accingo ad infilarle in ogni dove!



TROFIE con PESTO di ZUCCHINE

Ingredienti (per 4 persone):
500 g trofie
250 g zucchine chiare
50 g parmigiano grattugiato
10-12 foglie di basilico fresco
olio evo
sale
pepe nero (facoltativo)
1/2 spicchio di aglio (facoltativo)


In una pentola capiente far bollire abbondante acqua salata e lessarvi le zucchine (lavate e spuntate) per 5 minuti. Conservare l'acqua di cottura delle zucchine per cuocervi la pasta.
Inserire nel bicchiere del mixer le zucchine, il parmigiano, le foglie di basilico, un paio di cucchiai di olio evo e una presa di sale (poco sale perchè il parmigiano è già molto sapido). A chi piace, consiglio anche un pezzetto di spicchio di aglio. Frullare tutto fino ad ottenere una crema omogenea di un bel verde chiaro.
Nel frattempo cuocere le trofie (o altro tipo di pasta) nell'acqua di cottura delle zucchine, scolare e condire con il pesto di zucchine. Servire eventualmente spolverizzata di pepe nero appena macinato.
Buon appetito!



N.B. Delle lamelle di mandorle tostate sono un ottimo completamento del piatto.

venerdì 5 giugno 2020

Bing in cucina

Proprio dietro l'angolo della nostra città oggi Bing....

Chi ha figli piccoli sa quanto questo incipit può entrarti nella testa e restare lì, a girare, girare e girare nei lunghi giorni di quarantena, fino a farti sentire parte del famigerato cartone animato. 
E mentre tuo figlio si rimbambisce davanti alla TV, tu, che non sei da meno, inizi a sentirti una madre inadeguata in confronto al papà/pupazzo-di-pezza di Bing: sempre pronto per qualsiasi evenienza, impeccabile, imperturbabile, non perde mai le staffe. Roba che la Montessori gli fa un baffo. 
A dirla tutta, se proprio vogliamo, sembra che addirittura un solitario orso maschio se la cavi meglio di me nel gestire un piccolo terremoto... vedi Masha&Orso!

Poi, coi cartoni animati, inevitabilmente iniziano le richieste astruse:
"Mamma, voglio la bacchetta come Bing!"
...
"Mamma, voglio il taxi parlante di Bing!"
...
"Mamma, anche io voglio la polverina magica di Bing!"
...???
"Mamma, voglio la pasta facile facile di Bing e Sula!"
... eh no! Aspetta un po'! Questa la posso fare!

E quindi eccoci alla ricetta di oggi, che mi fa sentire un po' meno madre scapestrata: la pasta facile facile di Bing e Sula!
Che poi altro non è che pasta con carote e piselli ma se serve per far mangiare più vegetali ai piccoletti, ben venga!
E poi mica va bene solo per i bambini: è buona e può essere un validissimo, leggero piatto unico!

PASTA FACILE FACILE DI BING

Ingredienti (per 2 bambini o per un adulto affamato):
100 g trofie (o altra pasta corta a piacere)
1 grossa carota
2 manciate di piselli (freschi o congelati, a piacere)
1 scalogno
5 g di burro
olio evo
sale

Raschiare lacarota e tagliarla a dadini piccolini. Sbucciare lo scalogno e affettarlo molto finemente. 
In una padellina scaldare un cucchiaio di olio evo e il burro e lasciarvi imbiondire dolcemente lo scalogno. Aggiungere i dadini di carota e i piselli, far insaporire a fiamma vivace, poi salare leggermente. Aggiungere anche una tazzina di acqua, poi abbassare il fuoco, incoperchiare e lasciare cuocere una decina di minuti: le verdure dovranno risultare morbide. 
Nel frattempo lessare la pasta in abbondante acqua salata, scolare e aggiungere al condimento di verdure. Far insaporire per un minuto e servire subito.
Buon appetito coniglietti! 

N.B.1: naturalmente si può evitare il burro nel soffritto e usare solo olio evo ma con il burro è più buona! 

N.B.2: se piace, spolverizzare con parmigiano grattugiato a piacere per un gusto più deciso e goloso. 




venerdì 29 maggio 2020

Polpettiamo

Mi sono resa conto che negli ultimi tempi la mia produzione di polpette ha avuto una crescita esponenziale: ormai almeno una volta a settimana propongo un pasto sotto forma di polpette. E non sto parlando solamente di polpette di carne. Tutt'altro. Già in questo post ho parlato diffusamente di polpette a base di ricotta, per esempio.
Ma perchè proprio le polpette? Tutto sommato non sono la cosa più veloce da cucinare ma presentano degli indubbi vantaggi:
1) Sono divertenti e facili da mangiare e fanno bella figura nel piatto.
2) Gli ingredienti sono sempre spezzettati/frullati/amalgamati tanto che spesso risultano non identificabili: questo permette di occultare al loro interno praticamente qualunque cosa.
3) Ottime per riciclare avanzi di vario tipo.
4) Partendo dallo stesso ingrediente di base si può ottenere ogni volta un piatto diverso in base a come vengono aromatizzate e al metodo di cottura.
5) Piacciono a grandi e piccini!

E quindi bando alle ciance e passiamo alle mie polpette di ricotta (anche oggi) al pomodoro. La ricetta è ripresa da un vecchissimo giornaletto e riadattata secondo i miei gusti: in casa piacciono tantissimo, soprattutto al piccolo maschio alfa che è ghiotto di ricotta! E poi sono davvero veloci da preparare e sono un ottimo e sfizioso salvacena!




POLPETTE di RICOTTA e BASILICO al POMODORO

Ingredienti (per 2 persone):
250 g di ricotta
1 uovo 
4-5 foglie di basilico 
Pangrattato q.b.
250 ml di passata di pomodoro 
1 spicchio d'aglio 
Olio evo 
Sale 

Scolare bene la ricotta dall'acqua di vegetazione. Successivamente, in una terrina, amalgamare la ricotta con l'uovo, le foglie di basilico grossolanamente spezzettate, sale a piacere e circa 4 cucchiai di pangrattato: ne deve risultare un impasto morbido ma polpettabile! Se è troppo morbido significa che la ricotta conteneva ancora troppa acqua e bisogna aggiungere ulteriore pangrattato. Attenzione a non esagerare con il pangrattato o si otterranno delle polpette troppo pastose!
In un tegame antiaderente dal fondo piatto far scaldare 2-3 cucchiai di olio evo e lo spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato. Preparare delle polpette grandi come una noce circa, aiutandosi con le mani leggermente bagnate e depositarle nel tegame caldo. Con queste dosi si ottengono circa 15 polpette. Attenzione: le polpette devono essere abbastanza distanziate fra loro perchè sono molto delicate e potrebbero attaccarsi fra loro. Rosolare le polpette su tutti i lati aiutandosi con una spatola, poi eliminare l'aglio e aggiungere la passata di pomodoro. Salare leggermente e lasciare cuocere una decina di minuti. Servire calde o tiepide profumando con altro basilico.
Buon appetito!

N.B.1: Per una versione ancora più golosa aggiungere nell'impasto un cucchiaio di parmigiano grattugiato e una macinata di pepe nero. In questo caso diminuire il quantitativo di sale da aggiungere.

N.B.2: Si può sostituire il basilico fresco con dell'origano, anche secco, per un gusto più "invernale".

domenica 17 maggio 2020

Insalata in ogni dove

Siamo entrati in quel periodo dell'anno in cui l'orto di mio suocero esplode di rigogliose meraviglie ortolane: fave, piselli, cipolle, rucola, salvia con foglie grandissime e... insalata. Tantissima insalata.  Cespi e cespi di insalata, di molte varietà. 
Solo che per quanto ci impegnamo, sembrano non finire mai e mangiare tutti giorni insalata alla lunga annoia. Certo è che lasciarla appassire sarebbe un peccato. E allora ho preso i cespi un po' più vecchi e malandati e, complice una temperatura un po' più bassa, li ho cotti. In padella, semplicemente, con aglio, acciughe, capperi e olive. Viene fuori un contorno da leccarsi i baffi ed è un buon modo per recuperare quell'insalata che staziona in frigo da troppo tempo e ha perso croccantezza. 



INSALATA STUFATA

Ingredienti (per 2 persone):
1 grosso cespo di insalata (scarola, lattuga, romana, gentile...)
2 filetti di acciughe sott'olio
olive nere
capperi sotto sale
1 spicchio di aglio
olio evo
peperoncino fresco (facoltativo)
sale

Sfogliare l'insalata e lavarla bene sotto acqua corrente per eliminare tutti gli eventuali residui di terra.
In un tegame versare poco olio evo, le acciughe e lo spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato. Se piace, aggiungere anche qualche rondella di peperoncino fresco o secco. Far soffriggere a fiamma dolce, in modo che le acciughe si disfino e l'aglio non bruci. Aggiungere le foglie di insalata (intere o spezzettate, a piacere) e alzare la fiamma. Spadellare velocemente fino a che l'insalata non è appassita, poi aggiungere una manciata di olive nere spezzettare e una manciata di capperi ben dissalati sotto acqua corrente. Aggiustare di sale e cuocere fino a che il fondo di cottura non si è ritirato quasi del tutto (la cottura dell'insalata produce un sacco di liquido).
Servire come contorno sia caldo che freddo per carni o pesce alla griglia.
Buon appetito!

N.B.: Le insalate migliori per questo piatto sono quelle a foglia larga come, appunto, la lattuga, la romana, la gentile e soprattutto la scarola, perfetta anche per l'inverno!

giovedì 7 maggio 2020

Nuovi orizzonti in cucina

Come ho già ampiamente spiegato in un precedente post, sto cercando di ridurre il consumo familiare di carne. Non sempre mi risulta facile ma questo mi sta portando ad esplorare tutte le possibili alternative e a studiare nuove ricette. Già in passato mi ero cimentata con ricette a base di tofu (vedi qui, qui e qui), per esempio. Non è un ingrediente che mi fa impazzire, perciò devo lavorarlo bene per rendermelo gradito al palato. Fortunatamente sono onnivora! 
In questo caso ho usato come ingrediente di base un macinato di soia disidratato, un alimento di cui ignoravo completamente l'esistenza prima di iniziare a seguire le ricette di Marco Bianchi. 
E l'ho usato per farne un ragù!
In molti dicono che è uguale a quello di carne e che non si sente la differenza.
...
Ora
...
Cerchiamo di essere onesti: questo non è vero e non sarebbe nemmeno possibile! Come possono ingredienti così diversi, avere lo stesso sapore? Dai, su, questa è un'offesa alle capacità delle nostre papille gustative!
E' buono il ragù di soia? SI! E' molto buono, ma se qualche carnivoro, che ha ben presente il classico ragù, si aspetta lo stesso gusto resterà invariabilmente deluso. Certo, aspetto e consistenza possono trarre in inganno ma il sapore direi proprio di no! 
Se invece ci si approccia al piatto con una sana curiosità si scopre che ha un buon sapore e non nego che lo si può preferire al ragù di carne. Quantomeno è più digeribile (almeno per quanto mi riguarda) e lo si può mangiare un po' più spesso!
Facendo queste premesse sono riuscita a farlo assaggiare a tutta la famiglia e a renderlo gradito persino al mio supercarnivoro papà!
Quello che voglio dire è che ci vuole onestà intellettuale anche nel mangiare: non si può pretendere di ricreare dei sapori, se non artificialmente, usando alimenti diversi. Una mela saprà sempre di mela e un pomodoro, di pomodoro! Se si ha voglia di ragù di carne, mangiamo ragù di carne, se preferiamo quello di soia, ok, mangiamo quello, consapevoli che sono cose diverse e che molta della gioia della tavola sta nella varietà, nella curiosità e nella sperimentazione.

Per quanto riguarda la ricetta ho usato come base quella di Marco Bianchi e, dopo alcuni tentativi, l'ho modificata secondo i miei gusti: ho fatto il classico soffritto per dare più gusto e ho aggiunto peperoni e paprika perchè secondo me ci stanno benissimo. Il risultato ha soddisfatto tutti enormemente!



PASTA AL RAGU' DI SOIA E PEPERONI

Ingredienti (per 5-6 persone):
500 g pasta corta (penne, fusilli, mezze maniche, rigatoni...)
120 g granulare di soia
1 carota
1 cipolla
1 costola di sedano
1 spicchio di aglio
1/2 peperone rosso
100 ml vino rosso
400 ml passata di pomodoro
olio evo
paprika dolce (meglio se affumicata)
sale

Per prima cosa mettere in ammollo il macinato di soia in abbondante acqua calda per almeno una decina di minuti.
Tagliare a dadini piccoli il peperone e tenere da parte.
Preparare un trito fine con la carota raschiata, la cipolla e lo spicchio d'aglio sbucciati, la costola di sedano lavata e asciugata.
Porre il trito in un tegame capiente (meglio a bordi alti) insieme a 4 cucchiai di olio evo e far soffriggere alcuni minuti a fiamma vivace, fino a che la cipolla non è diventata trasparente. Nel frattempo scolare e strizzare il macinato di soia, poi aggiungerlo al soffritto. Aggiungere anche i dadini di peperone e far insaporire il tutto per un minuto, mescolando. Salare a piacere e insaporire con un cucchiaino di paprika.
Sfumare con il vino e quando tutto l'alcool è evaporato aggiungere la passata di pomodoro. Far prendere il bollore, poi incoperchiare, abbassare la fiamma al minimo e lasciare sobbollire almeno 40 minuti. Se il sugo si asciugasse troppo aggiungere acqua calda al bisogno durante la cottura.

Cuocere la pasta in abbondante acqua salata bollente per il tempo indicato, scolare e condire con il ragù di soia. Servire subito.
Buon appetito!

N.B.1: Questo sugo si sposa benissimo anche con la pasta integrale.
N.B.2: Per una botta di sapore in più consiglio una spolverata di scamorza affumicata grattugiata.


martedì 28 aprile 2020

Lavoro e cucina

Nonostante scriva questo blog ormai da tanti anni, penso sempre che ho più cose da imparare dagli altri di quante ne possa insegnare. La ricetta di oggi ne è un ottimo esempio.
Mi è stata passata da una collega, anche lei appassionata del buon mangiare, con la quale spesso mi soffermo a dissertare di cucina.
Non è la prima volta che mi lascio ispirare dalle ricette di amici e conoscenti, spesso senza nemmeno aver mai assaggiato il piatto; certo è che sono sempre risultate più affidabili di molte altre riprese da libri, giornaletti o dal web.
Vorrei quindi fare un sentito ringraziamento alla mia collega Chiara, che ha condiviso con me i suoi segreti per questo fantastico rotolo di tacchino ripieno, morbido, succoso, saporito eppure estremamente leggero e digeribile. E poi fa una bellissima figura sulla tavola!
Provare per credere: non ve ne pentirete!




FESA di TACCHINO RIPIENA

Ingredienti (per 4-5 persone):
1 kg di fesa di tacchino in un unico pezzo
100 g prosciutto arrosto
100 g scamorza affumicata (a fette o in un unico pezzo da tritare)
1 cespo piccolo di radicchio rosso
1 cipolla dorata
2 spicchi di aglio
2 costole di sedano
2 carote
2 bacche di ginepro
olio evo
sale
pepe nero
spago da cucina

Lavare il radicchio rosso, tagliarlo a listarelle e spadellarlo velocemente in padella con un paio di cucchiai di olio evo e uno spicchio di aglio sbucciato e schiacciato, fino a che non è morbido. Non è necessario salare.
Sbucciare cipolla e carote e affettare tutto grossolanamente. Lavare il sedano e tagliarlo a pezzi. Tenere da parte le verdure.

Incidere la fesa di tacchino per lungo con un coltello affilato a lama piatta e aprirla a libro. Se la fesa è molto massiccia, incidere una seconda volta in modo da formare una specie di "foglio" di carne di spessore più o meno uniforme.


Salare e pepare leggermente la carne e procedere alla farcitura: disporre sulla carne le fette di prosciutto arrosto, poi la scamorza affumicata (a fette oppure grattugiata o tritata) e infine il radicchio rosso, sgocciolandolo bene dal suo fondo di cottura.
Un consiglio: non esagerare con la farcitura e non farla straripare dai bordi perchè altrimenti diventa poi più difficile formare il rotolo.

Arrotolare la fesa su se stessa fino a formare un rotolo e fermarlo con degli stuzzicadenti lungo tutta la lunghezza.
Legare la fesa con lo spago da cucina: fare prima due giri di spago nel senso della lunghezza fermandoli con dei nodi alle estremità,  poi far girare lo spago a spirale lungo tutto il rotolo e fermare tutto con un ulteriore nodo. A questo punto si possono togliere gli stuzzicadenti: il rotolo non si aprirà!
Sicuramente esistono metodi più "scientifici" per legare gli arrosti e sul web si trovano un mare di tutorial. Io mi trovo bene a fare come ho descritto sopra (spero in modo chiaro).


Una volta che la carne è ben legata scaldare in una capiente casseruola a bordi alti 2-3 cucchiai di olio evo con uno spicchio di aglio sbucciato e schiacciato. Far rosolare la carne a fiamma vivace su tutti i lati, poi aggiungere le verdure a pezzi tenute da parte, le bacche di ginepro e circa 500 ml di acqua calda.


 Far prendere il bollore, salare e pepare a piacere, poi abbassare la fiamma al minimo, incoperchiare e lasciare cuocere molto lentamente almeno un'ora (meglio un'ora e mezzo per ottenere della carne più morbida). Girare la carne di tanto in tanto durante la cottura.
Se il fondo di cottura si dovesse asciugare, aggiungere acqua calda.
Trascorso il tempo necessario, togliere la fesa di tacchino dalla casseruola e avvolgerla in carta stagnola per farla riposare almeno 10 minuti prima del taglio.
Frullare il fondo di cottura con un minipimer: se la salsa risultasse troppo liquida, farla ridurre a fuoco vivace e senza coperchio; se troppo densa, diluire con acqua calda fino alla consistenza desiderata. Aggiustare di sale.
Affettare la fesa di tacchino quando è tiepida e servirla irrorata dalla sua salsa.
Servire a temperatura ambiente.
Buon appetito!



N.B.1: Questo tipo di preparazione si presta ad innumerevoli farciture: prosciutto cotto, zucchine grigliate e fontina; speck, melanzane grigliate e caciocavallo; frittata e asparagi. La farcitura descritta è semplicemente quella che piace a tutti in casa mia.

N.B.2: Pur essendo un piatto dalla preparazione piuttosto laboriosa e adatto anche a occasioni di festa, è molto leggero, digeribile e a bassissimo contenuto di grassi grazie all'uso del tacchino (carne bianca) e all'esigua quantità di olio usato.

sabato 25 aprile 2020

Il tempo regalato

Sempre più spesso mi capita di leggere di "sospensione della realtà", persone che vivono questo periodo di quarantena in attesa di vedere la luce in fondo al tunnel di questa pandemia, come se poi potesse tornare tutto come prima, con uno schiocco di dita. Francamente dubito che sarà così.
In ogni caso sto pensando spesso a cosa stia significando per me questo periodo di forzata reclusione: non riesco proprio a pensare a queste settimane come a una sospensione dalla vita. Perchè la vita continua, anche se ci sembra di stare fermi, a prescindere dalla strada che avremmo voluto imboccare prima e che potrebbe essere solo ritardata oppure deviata definitivamente a causa degli eventi.
Personalmente mi piace pensare a questo periodo come a "un tempo regalato".
Ho sempre avuto uno stile di vita abbastanza attivo: lavoro, sport, amici; una routine talvolta sfiancante. E' stato bello rallentare. E' bello avere così tanto tempo da dedicare alla famiglia: a cose normali non avrei mai potuto trascorrere così tanto tempo insieme al mio bambino, vederlo crescere e imparare tante cose, giorno dopo giorno, capire e apprezzare il suo acume di bambino, la sua candida gentilezza. E mi piace, anche se a volte è un'autentica peste! Di solito non c'è il tempo e anche lui viene stritolato dagli ingranaggi delle nostre vite rutilanti.
Quindi io sono grata di questo tempo extra, un regalo che ricorderò in futuro con indicibile tenerezza.

Passando alla cucina, che dovrebbe comunque essere l'argomento principe di questo blog: oggi altra ricetta super classica ma di sicuro effetto.
Le seppioline coi piselli sono un ricco secondo piatto di mare, anche se io preferisco abbondare e servirle come un vero piatto unico, insieme a del pane bruschettato.
Piacciono proprio a tutti!



SEPPIOLINE IN UMIDO CON PISELLI

Ingredienti (per 3-4 persone):
800-900 g di seppioline (vanno benissimo anche decongelate)
500-600 g piselli (freschi o congelati, secondo la stagione)
400 ml passata di pomodoro
2 spicchi di aglio
100 ml vino bianco
olio evo
sale
prezzemolo fresco

Lavare le seppioline sotto acqua corrente ed eliminare l'occhio interno.
In un tegame capiente far soffriggere gli spicchi d'aglio sbucciati e schiacciati insieme a olio evo in quantità tale da coprire il fondo del tegame.
Eliminare l'aglio prima che bruci e aggiungere le seppioline (se sono grandi meglio prima tagliarle a pezzi). Rosolare le seppioline per un minuto a fiamma vivace, poi sfumare con il vino.
Salare leggermente, poi aggiungere i piselli crudi e mescolare. Lasciare cuocere per circa 5 minuti, sempre a fiamma alta, poi aggiungere anche la passata di pomodoro. Far prendere il bollore, poi incoperchiare e abbassare la fiamma al minimo. Lasciare cuocere 35-40 minuti, mescolando ogni tanto e aggiungendo acqua calda qualora il fondo di cottura si asciugasse troppo.
A fine cottura aggiustare di sale e cospargere con prezzemolo fresco tritato.
Servire calde accompagnate da fette di pane tostato.
Buon appetito!

N.B.: Si può sostituire l'aglio con lo scalogno, più delicato, che poi resterà nel tegame con le seppie.

giovedì 9 aprile 2020

Pulizie di primavera

Per la prima volta dall'inizio della convivenza (più di 10 anni), stiamo davvero facendo le pulizie di primavera.
La cosa si è rivelata un'attività più simile a quella di un archeologo che di una colf.
Abbiamo svuotato e ripulito la dispensa: sul fondo sono stati rinvenuti reperti fossili di cracker e biscotti risalenti presumibilmente al paleolitico.
La pulizia del divano (un monolite gigante capace di accogliere 5 persone) ha richiesto il suo completo smontaggio e l'abuso di un buon aspirapolvere. Dalle sue viscere sono stati estratti alcuni giocattoli che avevamo dato per dispersi da mesi, oltre a una mandorla con guscio (?), una montagna di briciole e a una piuma bianca (???). Mi domando cosa ne penserebbe uno storico del futuro....
Non parliamo poi del forno: la stratificazione delle incrostazioni sul vetro poteva essere usata come sistema di datazione, tipo gli anelli concentrici degli alberi!
L'ultima, ma non meno impegnativa, attività di igienizzazione è stata la pulizia del cassettone sotto il letto. Praticamente un enorme scatolone infestato da una colonia di acari. Ho starnutito tutto il tempo che mi è occorso per il loro sterminio.

Dopo queste incredibili peripezie non si può che concedersi un pasto decisamente godurioso: paccheri con totani e crema di patate. Un primo piatto dal gusto morbido e avvolgente. Molto soddisfacente anche se non troppo impegnativo! Provare per credere!
Qui da me è stato molto apprezzato!



PACCHERI con TOTANI e CREMA di PATATE

Ingredienti (per 3 persone):
300 g di paccheri
2 totani grandi
2 scalogni
1 patata di medie dimensioni
10-12 pomodorini
50 ml vino bianco
prezzemolo
olio evo
sale

Sbucciare la patata, tagliarla a pezzi e cuocerla al vapore fino a che non è morbida. Schiacciare la patata fino a ridurla a una purea. Sbucciare uno scalogno e tritarlo finemente. In una padella scaldare un paio di cucchiai di olio evo e farvi soffriggere lo scalogno. Attenzione a non farlo bruciare! Aggiungere la purea di patata e 200 ml circa di acqua calda. Aggiustare di sale e lasciare amalgamare il tutto per 5 minuti a fiamma molto bassa.
In un'altra padella capiente far soffriggere il secondo scalogno sbucciato e tritato con 3 cucchiai di olio evo. Quando lo scalogno è appassito aggiungere i totani eviscerati, lavati e tagliati a pezzetti e fare cuocere a fiamma vivace per un paio di minuti. Sfumare con il vino e quando l'alcool è evaporato aggiungere i pomodorini tagliati a pezzetti. Aggiustare di sale e far cuocere ancora 5 minuti circa a fiamma alta.
Cuocere i paccheri in abbondante acqua bollente salata, scolare e far saltare in padella con la crema di patate. Aggiungere anche il sugo di totani e amalgamare il tutto.
Servire subito i paccheri ben caldi spolverizzati di prezzemolo tritato.
Buon appetito!

sabato 4 aprile 2020

Il lato positivo

In questo periodo folle il mio umore va su e giù che nemmeno le montagne russe al luna park: in poco tempo riesco a passare da una profonda disperazione (vista di tg, il pensiero di uscire di casa per andare a lavoro) a una moderata euforia ("sono a casa e ho finalmente il tempo per cucinare e pulire casa come si deve").
La situazione è indubbiamente grave ma per evitarmi inutili attacchi di panico cerco di estraniarmi, di allontanarmi da tutto, di avere un diverso punto di vista. Positivo.
Perchè in tutto quello che stiamo vivendo c'è davvero la possibilità di vedere un lato positivo.

Innanzitutto: io sto bene e tutti i miei cari sono in salute. Mi sembra già un sufficiente motivo di giubilo. Evidentemente questo non vale per tutti, date le continue lamentele cui si assiste sui social da parte di chi "si annoia" troppo chiuso in casa.

Ho scoperto il piacere di guidare senza traffico (da casa a lavoro e viceversa), con il finestrino aperto, senza respirare gas di scarico.

Mi godo ogni angolo della nostra casetta e lenti pomeriggi assolati in terrazza, a giocare con le costruzioni e le macchinine. C'è tempo per non far niente, per pensare, per ritrovarsi senza farsi travolgere dalla solita frenetica routine quotidiana. Per guardare film e serie tv, per leggere libri che da troppo tempo prendevano polvere sullo scaffale.

E poi ancora: quanto bene sta facendo questo lockdown al nostro pianeta? Una vera boccata di ossigeno!
La mattina mi affaccio fuori e sento solo il cinguettio degli uccelli. Niente più rumore di fondo, niente più brusio. Un silenzio corroborante che calma i nervi. L'aria tersa. I gatti che vagano liberi per le strade vuote. Sulle colline vicine immagino una esplosione di natura indisturbata: cervi, cinghiali, volpi, asparagi selvatici alti un metro e vitalbe rigogliose.

La cosa che però mi piace di più sono i pic-nic. Non ne ho mai fatti così tanti in vita mia: sul tappeto in salotto, in terrazza....ogni scusa è buona per smangiucchiare qualcosa insieme seduti per terra. Il piccolo maschio alfa ne è entusiasta, e io anche!
Stiamo approfittando di queste belle giornate primaverili per pranzare fuori. Pensare che in 10 anni non lo avevamo mai fatto! Che spreco!

La ricetta di oggi, per l'appunto, è perfetta per un pic-nic, dentro o fuori casa. Ammetto di averla copiata da Marco Bianchi, che sto seguendo molto ultimamente, soprattutto in virtù della mia decisione di ridurre il consumo di carne.
Ecco, queste polpette di ricotta e broccoli trovo che siano un'ottima alternativa alla carne: saporite, con pochissimi grassi e veramente di semplice realizzazione, tanto che mi sono fatta aiutare dal piccolo maschio alfa! Adatte, quindi, anche ai bambini, che si divertiranno a prepararle. Il mio, poi, le ha divorate letteralmente.
Se non ci credete....ecco le prove!



POLPETTE di BROCCOLI e RICOTTA

Ingredienti (per 2 persone):
250 g ricotta
250 g broccoli
1 cucchiaio di parmigiano
Pangrattato
Sale
Pepe nero


Dividere il broccolo a cimette, lavarlo e cuocerle al vapore.
In una terrina schiacciare con una forchetta i broccoli ben cotti, poi amalgamare la ricotta, il parmigiano e del pangrattato. Il quantitativo di pangrattato dipenderà molto dall'umidità dell'impasto: di solito a me ne bastano 3-4 cucchiai. Aggiustare di sale e pepe.
Formare delle polpette della dimensione di una noce e passarle nel pangrattato.
Adagiare le polpette sulla leccarda del forno rivestita di carta da forno.
Infornare in forno caldo a 200°C per 15-20 minuti, fino a che la superficie delle polpette non è leggermente brunita.
Sfornare e servire, calde o fredde, a piacere.
Buon appetito!




martedì 24 marzo 2020

La vita ai tempi del coronavirus

Eccoci qui. Dopo un lungo, assordante silenzio anche io ho deciso di prendere la parola e dire la mia.
Che ci piaccia o no stiamo assistendo dal vivo a un evento che entrerà nei libri di storia. Quando ormai ci sentiamo potentissimi, padroni del mondo, all'apice del progresso tecnologico...una pandemia. La realizzazione di uno dei miei peggiori incubi: non c'è niente che mi faccia più paura della malattia, della sofferenza, per me e i miei cari. Un terrore viscerale che mi costringo a tenere a bada con la forza della ragione.
Starei volentieri rintanata in casa coi miei maschietti e invece sono fra quelle persone che ancora devono andare a lavoro. A volte mi sento sopraffare.
Ho fatto tutto quello che la mia mente razionale aveva giurato di non fare: sono andata a fare la spesa bardata con guanti e mascherina anche se so benissimo che basta mantenere la distanza di sicurezza; ho fatto una tale scorta che non sapevo più come fare entrare tutto in auto. Non tocco praticamente più niente a mani nude o senza disinfezione.
Bella la razionalità, eh! Salvo poi mandarla ai maiali appena possibile!
Ogni giorno tiro un sospiro di sollievo appena varco la porta di casa e la chiudo alle mie spalle.
E' a quel punto che ho bisogno di qualcosa per allentare i nervi. Gli abbracci del mio bambino. E poi cucino. Anzi, spesso cuciniamo insieme.
In queste sere fredde, in cui le notizie dei telegiornali gelano anche l'anima, sto riscoprendo zuppe e minestre. Qualcosa di buono e caldo, semplice e rassicurante, che sappia di casa e di famiglia. Perché ora, non mi occorre niente altro.



MINESTRA di RISO, LENTICCHIE e FUNGHI

Ingredienti
(per 3 persone):
250 g lenticchie secche
120 g riso (per me Carnaroli ma vanno bene anche baldo o originario)
10-12 funghi champignon
10 g di funghi porcini secchi
250 g passata di pomodoro
1 carota
1 cipolla
1 spicchio di aglio
1 costola di sedano
olio evo
sale

Mettere in ammollo i funghi porcini secchi per almeno 15 minuti. Sciacquare le lenticchie sotto acqua corrente. Pulire i funghi champignon, lavarli e tagliarli a fettine sottili. Preparare un trito con aglio, carota, sedano e cipolla. In una pentola capiente far soffriggere il trito con 3 cucchiai di olio evo, fino a che non è ben appassito. Aggiungere i funghi champignon e poi i funghi porcini sgocciolati e tagliati a pezzetti. Salare leggermente. Dopo 5 minuti aggiungere anche le lenticchie mescolando. Irrorare con la passata di pomodoro e far prendere il bollore. Versare 1,5 l di acqua e far riprendere il bollore. A questo punto aggiungere anche il riso, mescolare, e lasciare cuocere una quarantina di minuti a fiamma bassa. Aggiustare di sale e servire tiepida.
Buon appetito!


N.B.: Io ho usato un misto di funghi freschi e secchi. Niente vieta di usare di usare solo l'uno o l'altro o anche altre varietà di funghi, secondo i propri gusti.

lunedì 24 febbraio 2020

Quiete mattutina

E' mattina presto. Fuori è ancora buio e io sono seduta al tavolo di cucina mentre sorseggio il mio thè caldo quotidiano. Il piccolo e il grande maschio alfa dormono ancora, in attesa che io li vada a svegliare. I miei 5/10 minuti giornalieri di calma e solitudine.
Sembra una scena idilliaca e invece.....
Mi guardo intorno: in una buca del lavello ci sono dei piatti sporchi, nell'altra un camion dei pompieri. Il tappeto del salotto è ingombro di palline, ruspe, lego, macchinine e camion. Sul pavimento una scia di coriandoli, a memoria della domenica carnevalesca appena trascorsa.
Stanotte ho dormito con le pale di un elicottero piantate tra le scapole e una pecora di peluche.
Sospirando, poggio la tazza sul tavolo, accanto a un piccolo aereo giallo, pensando che il week end è appena finito e il caos regna sovrano in tutta la casa. Manco fosse passato un uragano.
Avrei solo voglia di sprofondare di nuovo nel letto ma è ora di mettersi in moto per una nuova rutilante settimana di lavoro, asilo, faccende e commissioni.
Per fortuna che stasera ho programmato una cena tanto golosa quanto veloce.
Un'insalata. Si, ma di quelle che non fanno rimpiangere piatti più succulenti. Invernale, perchè può essere assemblata con gli ingredienti ancora tiepidi. E ricca. Perchè con un tocco di pancetta affumicata e di gorgonzola diventa tutto più buono!



INSALATA INVERNALE di RADICCHIO ROSSO

Ingredienti (per 2 persone):
Un cespo di radicchio trevigiano
50 g di pancetta affumicata a dadini
50 g di gorgonzola dolce
5-6 gherigli di noce
olio evo
senape in grani
sale


Lavare il radicchio, asciugarlo e tagliarlo a listarelle non troppo sottili. Scaldare una padella antiaderente: quando è rovente cuocere il radicchio (senza aggiungere olio) per 2-3 minuti mescolando continuamente. Dovrà risultare leggermente abbrustolito sulle estremità più sottili ma ancora fresco e croccante sulle costole. Disporre il radicchio nel piatto da portata.
Nella stessa padella, sempre rovente, abbrustolire anche la pancetta affumicata fino a che non è croccante (attenzione a non bruciarla).
Emulsionare un cucchiaino di senape in grani con 4-5 cucchiai di olio evo.
Condire il radicchio con l'emulsione preparata e poco sale, poi disporre i gherigli di noce spezzettati, la pancetta croccante e pezzetti di gorgonzola.
Servire subito con del robusto pane integrale come accompagnamento.
Buon appetito!



mercoledì 5 febbraio 2020

Freselle d'inverno

Una delle situazioni più deleterie per l'economia domestica è sicuramente andare a fare la spesa affamati. Non so voi ma io quando, con lo stomaco borbottante, mi trovo davanti a tutti quegli scaffali e espositori pieni di ogni ben di dio, perdo il lume della ragione. E inizio ad arraffare cose. Mi lascio tentare da promozioni e offerte e ingolosire da tutto ciò che in quel momento potrebbe soddisfare il mio appetito.
Finisco per uscire con un carrello pieno quando dovevo prendere solo pane e latte, per esempio.
In preda ad uno di questi raptus di shopping mangereccio compulsivo mi sono ritrovata con in mano delle freselle integrali. A gennaio. Ripeto: freselle. A gennaio. Io poi, che le freselle le mangio solo d'estate, con una valanga di pomodori, quando sono maturi, rossi e polposi...ma dove avevo il cervello? E che ci faccio adesso?
Pensa che ti ripensa, sono giunta a una soluzione: preparo un condimento caldo! Con cosa? Verdura di stagione naturalmente: i miei amati broccoli! Alici e pomodori secchi per rendere tutto più sfizioso. E poi i pomodori in qualche modo ce li dovevo mettere per rendere la fresella meno "eretica"!



FRESELLE con BROCCOLI, ALICI e POMODORI SECCHI

Ingredienti (per 2 persone):
4 freselle integrali piccole (se sono grandi quanto un piatto ne bastano 2!)
1 broccolo di cavolo
4 filetti di acciuga sott'olio
4 pomodorini secchi sott'olio
uno spicchio d'aglio
peperoncino in scaglie (va bene anche in polvere)
olio evo
sale

Dividere il broccolo in cimette e lavarlo sotto acqua corrente, poi sbollentarlo massimo una decina di minuti in acqua bollente salata (deve rimanere consistente, non deve essere sfatto). Scolare il broccolo e conservare l'acqua di cottura calda che servirà per inumidire le freselle.
Saltare velocemente in padella (un paio di minuti) le cimette con un paio di cucchiai di olio evo e lo spicchio di aglio sbucciato e schiacciato. Salare a piacere e condire con del peperoncino secco (è inverno....quello fresco non ce l'ho).
Bagnare le freselle con l'acqua di cottura dei broccoli e farcire con i broccoli ben caldi, i filetti di acciuga e i pomodorini secchi scolati dall'olio e tagliati a filetti. Servire subito.
Buon appetito!




venerdì 31 gennaio 2020

#Ridurre

Tradizionalmente, all'inizio di ogni anno, si suole esprimere dei buoni propositi che possano esserci di ispirazione e guida lungo i 365 giorni a venire.
Siccome vorrei essere trendy, quest'anno ho deciso di tradurre i miei buoni propositi in un hashtag, come va di moda adesso.
#Ridurre
Che significa?
Si può dire che sia una sorta di traduzione del ben più famoso "Less is more".
#Ridurre ansia e stress. Lasciarsi scivolare addosso preoccupazioni futili come rimanere bloccati nel traffico e arrivare tardi ma sereni. Non permettere al lavoro di angustiare ogni momento della giornata.
#Ridurre il mio peso. Inutile girarci intorno: dopo la maternità non sono più riuscita a rientrare in gran parte del mio guardaroba e la cosa mi indispone parecchio.
#Ridurre le apparenze. Sono stufa di dissipare energie per sembrare ciò che non sono o per persone di cui mi importa.
#Ridurre il superfluo. Basta con lo shopping estemporaneo: pochi oggetti ma necessari.
#Ridurre il consumo di carne. Lo ammetto: non potrò mai diventare vegetariana. La carne mi piace e il mio corpo ne sente la necessità ma sono curiosa e golosa e voglio esplorare meglio le alternative. Meno carne ma di miglior qualità.
#Ridurre il cibo. Si, il cibo. Voglio mangiare meno, ma meglio, più sano e più genuino.
#Ridurre gli sprechi. Vale per tante piccole cose: spengere la luce quando si esce da una stanza, fare le scale invece di prendere l'ascensore, tenere chiuso il rubinetto dell'acqua mentre ci si lava i denti....cose così.
E soprattutto sprecare meno cibo: spesso mi capita di acquistare più di quanto effettivamente consumiamo, con il risultato che mi capita di dover buttare frutta e verdura andata a male.

Spero che questo mood riesca ad accompagnarmi per tutto il 2020, che mi aiuti a sentirmi meglio e che possa essere di esempio per il mio bambino.

La ricetta di oggi rispecchia quello che ho scritto fino ad ora: un pieno di vitamine, proteine e grassi buoni. Super veloce da preparare, ottimo come antipasto spezzafame o come secondo piatto leggero.
Se non avete mai provato il cavolfiore crudo dovete proprio rimediare!



CARPACCIO di CAVOLFIORE e PARMIGIANO

Ingredienti (per 2-3 persone):
- Un piccolo cavolfiore molto fresco
- Parmigiano reggiano
- Una manciata di nocciole già sgusciate
- olio evo
- aceto balsamico
- sale
- pepe nero appena macinato

Dividere il cavolfiore a cimette e lavarlo molto accuratamente sotto acqua corrente. Se il cavolfiore dovesse essere molto "sporco" di terra consiglio di tenerlo circa 10 minuti a bagno in acqua fredda e bicarbonato. Sciacquare molto bene e asciugare.
Tagliare le cimette a fettine più sottili possibile e disporle su un vassoio. Cospargere con abbondanti scaglie di parmigiano e con le nocciole spezzettate grossolanamente. Condire a piacere con sale, olio evo, aceto balsamico e una generosa macinata di pepe nero. Servire immediatamente.
Buon appetito!