venerdì 29 maggio 2020

Polpettiamo

Mi sono resa conto che negli ultimi tempi la mia produzione di polpette ha avuto una crescita esponenziale: ormai almeno una volta a settimana propongo un pasto sotto forma di polpette. E non sto parlando solamente di polpette di carne. Tutt'altro. Già in questo post ho parlato diffusamente di polpette a base di ricotta, per esempio.
Ma perchè proprio le polpette? Tutto sommato non sono la cosa più veloce da cucinare ma presentano degli indubbi vantaggi:
1) Sono divertenti e facili da mangiare e fanno bella figura nel piatto.
2) Gli ingredienti sono sempre spezzettati/frullati/amalgamati tanto che spesso risultano non identificabili: questo permette di occultare al loro interno praticamente qualunque cosa.
3) Ottime per riciclare avanzi di vario tipo.
4) Partendo dallo stesso ingrediente di base si può ottenere ogni volta un piatto diverso in base a come vengono aromatizzate e al metodo di cottura.
5) Piacciono a grandi e piccini!

E quindi bando alle ciance e passiamo alle mie polpette di ricotta (anche oggi) al pomodoro. La ricetta è ripresa da un vecchissimo giornaletto e riadattata secondo i miei gusti: in casa piacciono tantissimo, soprattutto al piccolo maschio alfa che è ghiotto di ricotta! E poi sono davvero veloci da preparare e sono un ottimo e sfizioso salvacena!




POLPETTE di RICOTTA e BASILICO al POMODORO

Ingredienti (per 2 persone):
250 g di ricotta
1 uovo 
4-5 foglie di basilico 
Pangrattato q.b.
250 ml di passata di pomodoro 
1 spicchio d'aglio 
Olio evo 
Sale 

Scolare bene la ricotta dall'acqua di vegetazione. Successivamente, in una terrina, amalgamare la ricotta con l'uovo, le foglie di basilico grossolanamente spezzettate, sale a piacere e circa 4 cucchiai di pangrattato: ne deve risultare un impasto morbido ma polpettabile! Se è troppo morbido significa che la ricotta conteneva ancora troppa acqua e bisogna aggiungere ulteriore pangrattato. Attenzione a non esagerare con il pangrattato o si otterranno delle polpette troppo pastose!
In un tegame antiaderente dal fondo piatto far scaldare 2-3 cucchiai di olio evo e lo spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato. Preparare delle polpette grandi come una noce circa, aiutandosi con le mani leggermente bagnate e depositarle nel tegame caldo. Con queste dosi si ottengono circa 15 polpette. Attenzione: le polpette devono essere abbastanza distanziate fra loro perchè sono molto delicate e potrebbero attaccarsi fra loro. Rosolare le polpette su tutti i lati aiutandosi con una spatola, poi eliminare l'aglio e aggiungere la passata di pomodoro. Salare leggermente e lasciare cuocere una decina di minuti. Servire calde o tiepide profumando con altro basilico.
Buon appetito!

N.B.1: Per una versione ancora più golosa aggiungere nell'impasto un cucchiaio di parmigiano grattugiato e una macinata di pepe nero. In questo caso diminuire il quantitativo di sale da aggiungere.

N.B.2: Si può sostituire il basilico fresco con dell'origano, anche secco, per un gusto più "invernale".

domenica 17 maggio 2020

Insalata in ogni dove

Siamo entrati in quel periodo dell'anno in cui l'orto di mio suocero esplode di rigogliose meraviglie ortolane: fave, piselli, cipolle, rucola, salvia con foglie grandissime e... insalata. Tantissima insalata.  Cespi e cespi di insalata, di molte varietà. 
Solo che per quanto ci impegnamo, sembrano non finire mai e mangiare tutti giorni insalata alla lunga annoia. Certo è che lasciarla appassire sarebbe un peccato. E allora ho preso i cespi un po' più vecchi e malandati e, complice una temperatura un po' più bassa, li ho cotti. In padella, semplicemente, con aglio, acciughe, capperi e olive. Viene fuori un contorno da leccarsi i baffi ed è un buon modo per recuperare quell'insalata che staziona in frigo da troppo tempo e ha perso croccantezza. 



INSALATA STUFATA

Ingredienti (per 2 persone):
1 grosso cespo di insalata (scarola, lattuga, romana, gentile...)
2 filetti di acciughe sott'olio
olive nere
capperi sotto sale
1 spicchio di aglio
olio evo
peperoncino fresco (facoltativo)
sale

Sfogliare l'insalata e lavarla bene sotto acqua corrente per eliminare tutti gli eventuali residui di terra.
In un tegame versare poco olio evo, le acciughe e lo spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato. Se piace, aggiungere anche qualche rondella di peperoncino fresco o secco. Far soffriggere a fiamma dolce, in modo che le acciughe si disfino e l'aglio non bruci. Aggiungere le foglie di insalata (intere o spezzettate, a piacere) e alzare la fiamma. Spadellare velocemente fino a che l'insalata non è appassita, poi aggiungere una manciata di olive nere spezzettare e una manciata di capperi ben dissalati sotto acqua corrente. Aggiustare di sale e cuocere fino a che il fondo di cottura non si è ritirato quasi del tutto (la cottura dell'insalata produce un sacco di liquido).
Servire come contorno sia caldo che freddo per carni o pesce alla griglia.
Buon appetito!

N.B.: Le insalate migliori per questo piatto sono quelle a foglia larga come, appunto, la lattuga, la romana, la gentile e soprattutto la scarola, perfetta anche per l'inverno!

giovedì 7 maggio 2020

Nuovi orizzonti in cucina

Come ho già ampiamente spiegato in un precedente post, sto cercando di ridurre il consumo familiare di carne. Non sempre mi risulta facile ma questo mi sta portando ad esplorare tutte le possibili alternative e a studiare nuove ricette. Già in passato mi ero cimentata con ricette a base di tofu (vedi qui, qui e qui), per esempio. Non è un ingrediente che mi fa impazzire, perciò devo lavorarlo bene per rendermelo gradito al palato. Fortunatamente sono onnivora! 
In questo caso ho usato come ingrediente di base un macinato di soia disidratato, un alimento di cui ignoravo completamente l'esistenza prima di iniziare a seguire le ricette di Marco Bianchi. 
E l'ho usato per farne un ragù!
In molti dicono che è uguale a quello di carne e che non si sente la differenza.
...
Ora
...
Cerchiamo di essere onesti: questo non è vero e non sarebbe nemmeno possibile! Come possono ingredienti così diversi, avere lo stesso sapore? Dai, su, questa è un'offesa alle capacità delle nostre papille gustative!
E' buono il ragù di soia? SI! E' molto buono, ma se qualche carnivoro, che ha ben presente il classico ragù, si aspetta lo stesso gusto resterà invariabilmente deluso. Certo, aspetto e consistenza possono trarre in inganno ma il sapore direi proprio di no! 
Se invece ci si approccia al piatto con una sana curiosità si scopre che ha un buon sapore e non nego che lo si può preferire al ragù di carne. Quantomeno è più digeribile (almeno per quanto mi riguarda) e lo si può mangiare un po' più spesso!
Facendo queste premesse sono riuscita a farlo assaggiare a tutta la famiglia e a renderlo gradito persino al mio supercarnivoro papà!
Quello che voglio dire è che ci vuole onestà intellettuale anche nel mangiare: non si può pretendere di ricreare dei sapori, se non artificialmente, usando alimenti diversi. Una mela saprà sempre di mela e un pomodoro, di pomodoro! Se si ha voglia di ragù di carne, mangiamo ragù di carne, se preferiamo quello di soia, ok, mangiamo quello, consapevoli che sono cose diverse e che molta della gioia della tavola sta nella varietà, nella curiosità e nella sperimentazione.

Per quanto riguarda la ricetta ho usato come base quella di Marco Bianchi e, dopo alcuni tentativi, l'ho modificata secondo i miei gusti: ho fatto il classico soffritto per dare più gusto e ho aggiunto peperoni e paprika perchè secondo me ci stanno benissimo. Il risultato ha soddisfatto tutti enormemente!



PASTA AL RAGU' DI SOIA E PEPERONI

Ingredienti (per 5-6 persone):
500 g pasta corta (penne, fusilli, mezze maniche, rigatoni...)
120 g granulare di soia
1 carota
1 cipolla
1 costola di sedano
1 spicchio di aglio
1/2 peperone rosso
100 ml vino rosso
400 ml passata di pomodoro
olio evo
paprika dolce (meglio se affumicata)
sale

Per prima cosa mettere in ammollo il macinato di soia in abbondante acqua calda per almeno una decina di minuti.
Tagliare a dadini piccoli il peperone e tenere da parte.
Preparare un trito fine con la carota raschiata, la cipolla e lo spicchio d'aglio sbucciati, la costola di sedano lavata e asciugata.
Porre il trito in un tegame capiente (meglio a bordi alti) insieme a 4 cucchiai di olio evo e far soffriggere alcuni minuti a fiamma vivace, fino a che la cipolla non è diventata trasparente. Nel frattempo scolare e strizzare il macinato di soia, poi aggiungerlo al soffritto. Aggiungere anche i dadini di peperone e far insaporire il tutto per un minuto, mescolando. Salare a piacere e insaporire con un cucchiaino di paprika.
Sfumare con il vino e quando tutto l'alcool è evaporato aggiungere la passata di pomodoro. Far prendere il bollore, poi incoperchiare, abbassare la fiamma al minimo e lasciare sobbollire almeno 40 minuti. Se il sugo si asciugasse troppo aggiungere acqua calda al bisogno durante la cottura.

Cuocere la pasta in abbondante acqua salata bollente per il tempo indicato, scolare e condire con il ragù di soia. Servire subito.
Buon appetito!

N.B.1: Questo sugo si sposa benissimo anche con la pasta integrale.
N.B.2: Per una botta di sapore in più consiglio una spolverata di scamorza affumicata grattugiata.