domenica 19 ottobre 2014

Il rito del sabato

Non mi considero una persona molto abitudinaria, specialmente nel tempo libero: mi piace cambiare, provare cose nuove, avere orari flessibili e non sapere esattamente come trascorrerò la giornata. Il sabato, però, è un caso a parte. Nel corso degli anni, io e il maschio alfa abbiamo sviluppato una certa routine, un rituale ben preciso che vuol significare "finalmente è sabato e, qualunque cosa succeda, ho tutto il weekend di fronte a me per fare ciò che voglio!". Con il frenetico periodo che sto vivendo a lavoro, posso assicurare che una prospettiva del genere non è affatto roba da poco e mi mette subito di buonumore.
La giornata inizia con sveglia naturale e una tranquilla preparazione per uscire. Fondamentale e irrinunciabile la colazione nella nostra pasticceria preferita, a base di cornetto doppia sfoglia glassato (impossibile che ne esista uno più buono. Io non ci provo nemmeno a replicare!) e a seguire passeggiata con un veloce giro nel mercato di paese, dove spesso dedico allo shopping tra i mugugni annoiati del maschio. Mi piace la vita di paese, incontrare le stesse facce ogni settimana, negli stessi posti, notarne le abitudini. Il banco del pollaiolo con le due simpatiche signore che mi salutano, il fruttivendolo con poche cassette rigorosamente di stagione, il burbero signore del banco di abbigliamento che mi fa un sacco di complimenti quando compro qualcosa, i gruppi di anziani che portano a spasso le biciclette e si incontrano al mercato per parlare di acciacchi e nipoti: trovo tutto estremamente quieto e rilassante.
Dopo la passeggiata è obbligatoria la visita al supermercato, croce e delizia del weekend, per il rifornimento settimanale di frigo e dispensa. In questo caso l'esperienza è decisamente meno rilassante, tutt'altro: qui prevale la legge del più forte per l'accaparramento delle derrate alimentari (secondo me manco in tempo di guerra si vedevano scene simili) e i più forti sono i pensionati dotati di carrello corazzato, che non si fanno scrupoli a gambizzarti per l'ultimo pacco di biscotti in offerta.
Una volta a casa è ora di pensare al pranzo: il maschio alfa, ligio al suo dovere sportivo, si nutre solo di pasta al pomodoro e patate lesse, il tipico pranzo pre-partita; io, una volta tanto, posso concedermi tutto ciò che non piace al maschio alfa. Niente di elaborato o troppo lungo da preparare, però via libera a zucchine, melanzane, olive, capperi e carciofi!
Questa settimana ho optato per una semplice vellutata di zucchine, le ultime di stagione, accompagnata da dei gamberi profumati di limone. Semplice, deliziosa e molto gratificante anche gustata in perfetta solitudine!



VELLUTATA di ZUCCHINE con SPIEDINO di GAMBERI al LIMONE

Ingredienti (per 2 persone):
2 zucchine tonde
1 patata
1 scalogno
1 limone
code di gambero (3-4 a persona)
olio evo
sale

Affettare sottilmente lo scalogno e soffriggerlo alcuni minuti con un paio di cucchiai di olio evo facendo attenzione a non bruciarlo. Aggiungere la patata sbucciata e tagliata a dadini e le zucchine, anch'esse tagliate a dadini. Salare e lasciare insaporire un paio di minuti, poi aggiungere acqua calda fino a coprire le verdure. Far prendere il bollore poi incoperchiare, abbassare il fuoco al minimo e lasciare cuocere circa mezz'ora, mescolando ogni tanto, fino a che le verdure non sono morbide. Frullare tutto con il pimer a immersione. se la vellutata dovesse essere troppo soda aggiungere dell'acqua calda, se troppo liquida rimettere sul fuoco fino a hce non si ha la consistenza desiderata.
Scaldare una padella antiaderente e adagiarvi le code di gambero per farle grigliare un paio di minuti per parte. Salare e irrorare con il succo di mezzo limone: quando questo sarà evaporato le code di gambero sono pronte. Infilzarle in uno spiedino intervallando con fettine di limone e servire con la vellutata di zucchine condita con alcune gocce di olio evo.
Buon appetito!

3 commenti:

  1. Beata te!!!Il mio sabato solitamente è destinato alla pulizia della casa ):
    mi piacerebbe davvero tanto farmi una passeggiata tra i banchi del mercato, mentre non invidio per niente il supermercato, il sabato sembra di essere in un girone dantesco. La ricetta poi, mi piace molto ed è adattabile anche con altre verdure, come la zucca. un abbraccio, Chiara

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  2. I sabati per me sono preparare le cene per tutta la settimana! Mia mamma non cucina quasi più e io non ho voglia quando torno dal lavoro di mettermi a spignattare. La spesa perciò è rito del giovedì o venerdì pomeriggio e poi via. Un abbruttimento totale. Quando mi capita di essere via per il we mi pare di rinascere, anche se so che la pagherò nella settimana seguente.... comunque a mangiarti questa delizia non sei mica sola, piatto in più che arrivo ;) Bacione

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  3. Ciao Jeggy, qui solito sabato.... un abbraccio a presto!

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