giovedì 24 marzo 2016

La pappa si veste a festa

Mi sono voluta cimentare con un piatto di cui ho tanto sentito parlare ultimamente ma che non avevo mai assaggiato: la pappa di mare. L'idea è quanto mai intrigante: si parte da una ricetta povera di riciclo per arrivare a qualcosa di decisamente più pregiato grazie all'aggiunta di pesce e crostacei. Il gusto, neanche a dirlo, è favoloso e la preparazione non richiede particolari doti culinarie, solo buoni ingredienti, del buon pane toscano (senza sale) in primis, pomodori ben maturi e pesce fresco.
Se la pappa al pomodoro già di per se è una leccornia (almeno secondo il mio gusto) abbinata al pesce diventa sublime e, perchè no, anche chic! Un'idea alternativa che trovo originale anche per pranzi e cene di festa: il figurone è assicurato senza particoli sforzi.
Vi ho convinto a provarla?



PAPPA di MARE 

Ingredienti (per 4 porzioni):
300 g pane raffermo toscano
4 spicchi d'aglio
15 pomodori piccadilly maturi
250 ml passata di pomodoro
500 g di polpa di palombo (o altro pesce come persico, pesce spada, nasello, merluzzo...)
500 g circa tra seppioline, totani e calamari
1 kg cozze (o misto di cozze, vongole e altri gusci)
200 g gamberetti sgusciati
Scampi, cicale e gamberoni (1 a testa)
1 bicchiere di vino bianco secco
olio evo
1/2 peperoncino piccante (facoltativo)
Prezzemolo
sale

Tagliare il pane a pezzetti e tenerlo in ammollo in acqua tiepida per almeno mezz'ora, in modo che si ammorbidisca. Preparare la pappa al pomodoro: in una capace pentola (meglio se di coccio) scaldare un fondo di olio evo con 2 spicchi di aglio sbucciati e schiacciati. Quando l'aglio è soffritto, dopo un paio di minuti, toglierlo dal tegame se non piace troppo il suo gusto, altrimenti lasciarlo nel tegame, come faccio io, per un gusto più deciso. Aggiungere i pomodorini tagliati a spicchi e, dopo 5 minuti, anche il pane ben strizzato. Mescolare e, dopo che tutto si è insaporito, aggiungere anche la passata di pomodoro e circa 400 ml di acqua calda. Far prendere il bollore, poi abbassare la fiamma, incoperchiare e lasciare sobbollire circa mezz'ora. Mescolare frequentemente per evitare che il pane si attacchi al fondo. Se la pappa si asciuga troppo aggiungere altra acqua calda durante la cottura.
Nel frattempo sbollentare le cozze per un minuto in abbondante acqua per far aprire le valve, scolarle e sgusciarle. Tenere da parte alcune cozze nel guscio da usare come decorazione. Cuocere il pesce: scaldare un fondo di olio con un paio di spicchi di aglio tritati e il peperoncino spezzettato, facendo attenzione a che l'aglio non imbrunisca; aggiungere la polpa di pesce tagliata a dadini, le cozze sgusciate e tutti gli altri pesci e crostacei e far rosolare per un paio di minuti a fiamma alta. Sfumare con il vino e lasciar cuocere ancora alcuni minuti, fino a che l'alcool non è completamente evaporato. Aggiustare di sale e cospargere di prezzemolo fresco tritato a fine cottura. Tenere da parte, in caldo, le cozze con il guscio, gli scampi, i gamberoni e le cicale cotti; versare i restanti pesci, con il relativo fondo di cottura, nella pappa calda. Mescolare per distribuire bene il pesce e lasciare insaporire tutto a fiamma bassa per 10-15 minuti: la consistenza deve essere soda ma morbida. Aggiustare di sale, guarnire con le cozze, gli scampi, i gamberoni e le cicale tenuti da parte.
Buon appetito!

N.b. Per l'estate è buona anche da servire fredda.


sabato 19 marzo 2016

Primizie di stagione

Per una incredibile congiunzione astrale oggi è Sabato ed è bel tempo. Mi sono svegliata presto e sono riuscita a godermi un giro al mercato, dove mi sono lasciata tentare dalle primizie di stagione: fave, zucchine, carciofi, fragole.
Per ora non ho intenzione di preparare niente di elaborato, solo di gustare tutto più semplicemente possibile.
Tornata a casa ho trovato sul tavolo di cucina un cospicuo quantitativo di tenere foglioline di cavolo nero, graditissimo pensiero proveniente dall'orto delle meraviglie di mio suocero. Solitamente il cavolo nero, che in Toscana è una vera e propria tradizione, deve essere raccolto dopo una gelata e bollito a lungo, per ammorbidirsi, ma queste ultime infiorescenze danno il meglio di sé in insalata e possono essere gustate solo per pochi giorni l'anno, appena prima che le piante vengano tolte per far spazio a coltivazioni adatte a un clima più mite.
Impossibile resistere alla tentazione della prima fresca insalata: un cipollotto di Tropea, qualche ravanello, olive nere e il gioco è fatto.
È stato un pranzo semplice e buono, accompagnato da del buon pane fresco.



INSALATA di PRIMIZIE

Germogli di cavolo nero
ravanelli
cipollotto di Tropea
olive nere al forno
olio evo
aceto balsamico
sale

Lavare e asciugare tutte le verdure. Tagliare a fettine il cipollotto e i ravanelli. Mescolare le verdure in una ciotola e aggiungere qualche oliva. Condire a piacere con olio evo, sale e aceto balsamico. Servire subito.
Buon appetito!

N.B. Ovviamente il quantitativo e le proporzioni dei vari ingredienti sono a piacere.

mercoledì 16 marzo 2016

Risveglio

Stamattina, uscendo da casa, ho guardato l'alberello nel giardino dei vicini, un anonimo arbusto dai sottili rami scheletrici, poco piu basso della piccola cinta muraria che circonda la casa. Sulla cima del ramo più in alto faceva capolino un minuscolo bocciolo, preludio di una primavera ormai imminente. Ho sorriso tra me mentre scendevo le scale per andare a lavoro: anche per quest'anno l'inverno e passato e io non posso fare altro che esserne felice.
Le temperature si stanno gradualmente alzando e le giornate sono già più lunghe e luminose.
Finalmente, quando esco da lavoro, posso godere di un po' di luce naturale invece del buio che mi fa solo venir voglia di rintanarmi in casa sotto un plaid.
Con il bel tempo torna anche la voglia di passeggiate e scampagnate all'aria aperta e io non posso che inaugurare questa nuova stagione con una fantastica torta salata, vero "must" di ogni pic-nic che si rispetti. Gli ingredienti sanno ancora di inverno ed è giusto che sia così, in questo periodo di transizione. Verza, patate e speck racchiusi in una briseè al sapore di senape che volevo provare da una vita: da fare e rifare e rifare sbizzarendosi con i ripieni.



QUICHE di VERZA e SPECK con BRISEE alla SENAPE

Ingredienti:
Per la pasta briseè alla senape:
250 g farina 00
100 g burro freddo
2 cucchiai di senape in grani
1 cucchiaio di senape in crema
7 -8 cucchiai acqua ghiacciata
un pizzico di sale

Per la farcitura:
1/2 verza
1 patata di medie dimensioni
1 cipolla
3 fette di speck
100 ml di panna fresca
2 uova
olio evo
sale

Per la briseè: impastare velocemente tutti gli ingredienti a mano fino a che non si ottiene un panetto omogeneo. Lavorare velocemente per non far scaldare l'impasto. Compattare, avvolgere nella pellicola e lasciare riposare in frigo almeno 30 minuti.
Per la farcitura: Affettare la verza e sciacquarla sotto acqua corrente. Sbucciare la patata e tagliarla a dadini. Sbucciare e affettare la cipolla e farla soffriggere insieme allo speck tagliato a listarelle per alcuni minuti in una capiente padella con 3-4 cucchiai di olio evo. Quando la cipolla è diventata trasparente aggiungere la patata a dadini e dopo un paio di minuti anche la verza. Incoperchiare e lasciare stufare a fiamma bassa per 15-20 minuti. Alla fine aggiustare di sale, spengere il fuoco e lasciare raffreddare qualche minuto. A questo punto aggiungere le uova e la panna e amalgamare.
Stendere la pasta briseè tra 2 fogli di pellicola per alimenti o carta forno e usarla poi per foderare uno stampo da crostata di circa 26 cm di diametro. Riempire poi con il composto di verza e speck e infornare per circa 30 minuti a 180 C.
Sfornare e lasciare intiepidire almeno 15 minuti.
Servire calda o fredda, a piacere.
Buon appetito!

domenica 13 marzo 2016

Un thè con le amiche

Un sabato pomeriggio piovoso, il maschio alfa al campo di calcio ed io sola in casa con la gatta. Che fare? Una telefonata a qualche amica, un po' di shopping e, per finire, tante chiacchere da donne davanti a una buona tazza di thè caldo e a un vassoio di pasticcini che si preparano in poco più di mezz'ora. Direi che ci sono modi peggiori di trascorrere il weekend....
Avrei voluto fare delle foto migliori ma giuro che non ho fato in tempo a metterli nel vassoio che si erano già dimezzati. E poi non mi sembrava carino far aspettare gli ospiti mentre cercavo di esercitare la mia discutibile arte fotografica!




PASTICCINI al COCCO

Ingredienti (per circa 25 pasticcini):
4 albumi
200 g farina di cocco
100 g zucchero
cioccolato fondente

Montare gli albumi con lo zucchero semolato: non importa che il composto sia a neve ferma, basta che sia bianco e spumoso. Aggiungere la farina di cocco mescolando con una spatola. L'impasto risultante è umido ma denso: si forma una sorta di palla.


Con le mani umide formare delle palline grandi come una noce e inserire al centro un pezzetto di cioccolato fondente. Adagiare le palline sulla leccarda rivestita di carta da forno e cuocere in forno caldo a 180°C per 20-25 minuti circa  (i pasticcini devono dorarsi all'esterno). Sfornare e lasciare raffreddare completamente prima di servire.
Buon appetito!

Con questa ricetta partecipo al contest di Sabrinaincucina, "Festeggia con me"