lunedì 20 dicembre 2010

Venerdì 17…Ovvero l’apocalisse fiorentina


Non sono mai stata superstiziosa ma devo dire che stavolta ho seriamente pensato che la sfiga ci abbia messo lo zampino.
Quando mi sono alzata, al mattino, sembrava tutto tranquillo: solo un leggero nevischio; perciò ho preso le mie cose e sono andata a lavoro dove, tra l’altro, era previsto un pranzo natalizio dove avrei esibito il mio plumcake salato.
Ore 13.30: cibo e vino a fiumi, amici, risate. Ci voltiamo verso la finestra…la neve! Bellissima e appropriata durante un pranzo natalizio! Iniziamo a prendere in giro i pavidi che si allontanano in auto al primo accenno di intemperie, ignari di cosa ci aspettava. Dopo pranzo, ovviamente, c’è stata la guerra di palle di neve in cortile con foto-ricordo di rito. Come all'asilo!
Intanto la nevicata si intensifica e la luce inizia a diminuire: la preoccupazione per il rientro a casa inizia a farsi strada, così vado verso la mia auto, che risulta essere completamente sommersa dalla neve. Non mi scoraggio, ripulisco tutto e parto. 200 m e sono bloccata da una fila di auto che non riescono nemmeno ad immettersi sullo stradone che porta all’autostrada: tutto fermo in entrambe le direzioni. 10  minuti di attesa e decido che prendere l’autostrada è impossibile, così abbandono l’auto a bordo strada e mi avvio verso la stazione a piedi, fiduciosa che il sistema ferroviario italiano non mi avrebbe abbandonato.
Mi incammino nella tormenta con il mio ombrellino sgangherato ed è bellissimo: il silenzio quasi totale della neve, l’orizzonte che si confonde col candore del cielo, campi bianchi e incontaminati. Non incontro nessuno, a parte un gatto nero (un gatto nero di venerdì 17… forse dovevo aspettarmi qualcosa di brutto!) e riesco anche a godermi la passeggiata di alcuni km nonostante la neve che mi arrivava alle caviglie e degli stivali assolutamente inadatti all’occasione.
Arrivo in stazione alle 16.15 stanca ma soddisfatta e convinta che il peggio fosse ormai passato. Mi sbagliavo…quanto mi sbagliavo! Pensiline gremite di persone in attesa e nessuna speranza che passino treni. Si diffondono voci allarmanti: scambi congelati, treni bloccati. C’era chi diceva di essere in attesa dalle 14. A questo punto mi arrabbio: come è possibile che 20 cm di neve abbiano completamente bloccato tutto il sistema di trasporti e pure le comunicazioni (nessuno in stazione riusciva a chiamare, solo a ricevere, a volte)?! Aspetto impotente fino alle 17.30, quando mi rendo conto che il rischio di passare la notte in stazione al freddo è piuttosto reale: niente treni, tutte le strade e autostrade bloccate. Uno scandalo. Per mia fortuna delle amiche abitano nelle vicinanze. Non potevo chiamarle perché, oltretutto, mi si era scaricato il telefono. Mi incammino di nuovo nella neve con il solito zaino, 2 borse e l’ombrellino sperando che mi potessero ospitare. Il mio arrivo è stato piuttosto drammatico: stanca, sconvolta e quasi totalmente ricoperta di neve mi sono presentata bussando alla serranda dell’ingresso posteriore... praticamente una profuga! Grazie al cielo erano in casa e mi è stata offerta ospitalità, un letto e soprattutto abiti asciutti e un phon! In seguito ho saputo di quanti si sono trovati nella mia stessa situazione (anche peggio), senza informazioni e senza aiuti, costretti a dormire in centri di accoglienza organizzati per l’occasione. Insomma, un vero e proprio cataclisma che ha colto impreparati ferrovie e amministrazioni. Sono riuscita a tornare a casa il giorno successivo per pranzo e appena ho varcato la porta di casa, dove mi attendeva il  mio  moroso, ho pensato “questo weekend io non esco più di casa!”
Dall’interno del calduccio di casa mia la neve appariva ancora più bella ,così, per ammazzare il tempo, ho deciso di preparare qualcosa che fosse adeguato alle temperature polari del momento: ossibuchi con riso!
La ricetta è di mia mamma e, anche se non è di origini lombarde, è molto buona e adattissima per adagiarsi  sul divano dopo il pasto a fare il chilo!.


Ingredienti per 2 persone:

-          2 ossibuchi
-          2 grosse cipolle rosse
-          1 carota
-          1 costola di sedano
-          1 spicchio di aglio
-          50 g burro
-          1 bicchiere vino bianco
-          100 g riso thaibonnet
-          1 bustina zafferano
-          farina
-          1 cucchiaio concentrato di pomodoro
-          30 ml olio evo
-          500 ml brodo di carne
-          Sale, pepe in grani


Preparare un trito molto fine di sedano e carota e affettare sottilmente le cipolle. Soffriggere le verdure  con l’olio, 20 g di burro, una decina di grani di pepe nero e lo spicchio di aglio sbucciato e leggermente schiacciato in un largo tegame a fondo piatto e antiaderente. Se serve, aggiungere un mestolo di brodo caldo. Nel frattempo incidere in 4-5 punti il bordo degli ossibuchi (altrimenti in cottura si arricciano), poi infarinarli abbondantemente e adagiarli nel tegame, ben distesi.




Fare rosolare uniformemente da entrambe le parti a fuoco vivace (girando con una pinza in modo da non incidere la carne), poi aggiungere il vino e lasciar sfumare una decina di minuti. A questo punto abbassare il fuoco, salare a piacere, aggiungere del brodo caldo (in cui è stato precedentemente sciolto il concentrato di pomodoro) fino a coprire la carne e lasciar cuocere per almeno 2 ore. Infatti un ingrediente fondamentale per questo piatto è il tempo: in generale, in cucina, non si può prescindere dal fattore tempo perché far le cose di fretta non può che diminuire la qualità del piatto. In questo caso, gli ossibuchi sarebbero sicuramente cotti dopo mezz’ora, ma probabilmente la carne sarebbe dura!
Ogni 30 minuti girare la carne e aggiungere brodo se il fondo di cottura si asciuga troppo.
Verso fine cottura far bollire abbondante acqua salata in una pentola e sciogliervi lo zafferano. Cuocere il riso nell’acqua allo zafferano per una quindicina di minuti. Scolare il riso e condirlo in una ciotola con il restante burro.
Servire l’ossobuco con il fondo di cottura accompagnato dal riso allo zafferano…molto godurioso e, naturalmente molto calorico. Ma in fondo chi se ne frega: con tutto il freddo che ho sofferto mi merito un sacco di calorie!

Ossibuchi con riso allo zafferano

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