sabato 13 febbraio 2016

Simbolo di amore eterno


E' facile rimanere senza parole di fronte ad un simile spettacolo. Il Taj Mahal.
Una delle 7 meraviglie del mondo.
Il simbolo dell'amore eterno.
Si perchè se inizialmente si viene colpiti dalla grandiosa maestosità dell'edificio, dalle sue proporzioni perfette, dall'opulenza dei decori e dal suo abbacinante candore marmoreo, è la sua storia che lo rende ancora più speciale. Mentre le grandi opere architettoniche sono sempre state uno strumento per magnificare la ricchezza e il potere del committente, in questo caso la motivazione alla base della costruzione del Taj Mahal non è altro che lo sconfinato amore dell'imperatore moghul Shah Jahan per la moglie Mumtaz.
Alla morte di lei, di parto, lui le promise che non l'avrebbe mai dimenticata e per fare ciò fece costruire, nel 1632, un cenotafio di tale bellezza che ancora oggi resta una delle più mirabili opere architettoniche al mondo.
Furono impiegati più di 20 anni e fu dato fondo a tutte le ingenti ricchezze dell'impero per la sua costruzione. Si narra che l'imperatore non si riprese mai dalla morte di Mumtaz: tracurò i suoi doveri di sovrano per sovrintendere ai lavori del Taj Mahal, fino a che non fu imprigionato dal figlio, onde evitare di sperperare ancora denaro nell'opera, peraltro ormai compiuta. Morì prigioniero nel forte di Agra, dove gli era stata destinata un'ala del palazzo da cui potesse sempre vedere il Taj Mahal, la tomba della sua amata Mumtaz.
"Una lacrima di marmo sul volto del tempo", così è stato definito da Tagone e di certo io non saprei descriverlo meglio mentre mi trovavo lì davanti con un groppo in gola.

Non potevo che raccontare questa storia per San Valentino, la festa degli innamorati. In fondo, chi non vorrebbe essere ricordato in questo modo dopo la morte?
Personalmente credo che dovrò accontentermi di un romantico tete-a-tete a base di pesce. Come antipasto consiglio queste deliziose capesante gratinate ai funghi: anche se l'abbinamento sembra ardito, i sapori si sposano a meraviglia. Inoltre sono poco impegnative da preparare, così resta più tempo per le coccole!
Buon San Valentino!



CAPESANTE ai FUNGHI

Ingredienti (per 2 persone):
4 capesante
10-12 funghi champignon freschi
1 spicchio d'aglio
vino bianco secco
prezzemolo fresco
pangrattato
olio evo
sale, pepe nero

Staccare le capesante dalla conchiglia e lavarle sotto acqua corrente per eliminare eventuali residui di sabbia, poi asciugarle bene con della carta.
In una padella far rosolare lo spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato con un paio di cucchiai di olio evo, poi toglierlo e far scottare le capesante a fiamma alta per circa un minuto per lato. Sfumare con mezza tazzina di vino bianco e aggiungere i funghi precedentemente lavati e tagliati a fettine. Abbassare la fiamma e lasciare cuocere una decina di minuti. A fine cottura aggiustare di sale e pepe e cospargere con prezzemolo fresco tritato.
Rimettere ogni capasanta nel suo guscio insieme ad un po' di funghi e di sughetto, cospargere con pangrattato e infornare a 200°C  fino a che il pangrattato non inizia ad abbrustolire (circa 10 minuti). Sfornare, guarnire con una fettina di champignon crudo e servire subito.
Buon appetito!

2 commenti:

  1. Che meraviglia, deve essere davvero emozionante trovarsi di fronte a tutto questo!
    Anch'io per stasera ho in programma una cenetta a base di pesce. La tua ricetta mi incuriosisce, visto l'abbinamento abbastanza inusuale. Un abbraccio, Chiara

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  2. Ciao Jeggy, credo che anche io verserei qualche lacrimuccia davanti a tale bellezza! ma per ora l'India non è nei miei programmi. Il viaggio in Cina è stato molto bello e lo ricordo ancora con nostalgia nonostante le difficoltà. Ottime le tue capesante, io non ho festeggiato, anzi ho lavorato in casa per due giorni come un cane!!! Bacioni a presto

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