Pagine

domenica 26 febbraio 2012

Vuole fare la modella!

Forse qualcuno ricorda la celebre pubblicità in cui una bambina recitava questa frase (con un po' di sdegno) riferendosi alla sorella maggiore, la quale rifiutava il pollo arrosto preferendo un'insipida insalatina scondita. Bene...mi trovo più o meno nella stessa situazione, solo che al posto di una sorella adolescente che aspira a una vita affamata in passerella, ho a che fare con un 32enne maschio in crisi di mezza età ciclica. Non so per quale motivo ma periodicamente (diciamo 3 volte l'anno) gli prende la scimmia della dieta perchè si sente grasso (e non è vero: un accenno di pancetta non significa essere sovrappeso!). Di solito questa fissazione passa in un paio di settimane ma al momento siamo solo all'inizio e mi viene spesso intimato di preparare solo insalate o verdure al vapore. Che noia...per non dire di peggio! Così ci ritroviamo a pranzo e a cena a brucare erba come conigli, ligi ad un regime alimentare molto ipocalorico, salvo poi vederlo tornare a casa dopo l'allenamento affamato come un lupo. In quei momenti sembra un drogato in crisi di astinenza: inizia ad aprire e chiudere come un forsennato tutti gli sportelli della cucina alla ricerca di...cioccolato!!! Ma si può sapere che accidenti di dieta è mai questa??? Soprattutto non capisco perchè devo patire la fame per poi farlo ingozzare di dolci! Non sarebbe più semplice e salutare fare dei pasti normali diminuendo magari le quantità e i condimenti ipercalorici? Ma queste cose il maschio alfa non le vuole capire: per lui la dieta è qualcosa di drastico. Mah....
Comunque sia, per ovviare alla noia dei pasti, mi sono (quasi) inventata questo rollè di pesce colorato e saporito e con un conteggio calorico irrisorio anche per un uomo a dieta!

Rollè di pesce persico



ROLLE' di PESCE PERSICO

Ingredienti (per 2 persone):
350-400 g filetto di persico
2-3 ciuffi spinaci freschi
4-5 funghi champignon
1 grossa fetta pane raffermo
una manciata gamberetti surgelati
4 code gambero
1 bustina zafferano
latte
brandy
125 ml yoghurt magro bianco
maionese
senape
sale, pepe

Lavare gli spinaci, eliminare i gambi e cuocere le foglie intere a vapore per 5 minuti, poi asciugarle e tenerle da parte. Stendere il filetto di pesce tra due fogli di carta da forno e batterlo con un batticarne fino a che non si è assottigliato (lo spessore deve essere circa mezzo centimetro). Togliere il foglio superiore e ritagliare i bordi del filetto fino a ottenere un rettangolo. Mettere in ammollo il pane in un bicchiere di latte caldo per una decina di minuti, poi strizzarlo e frullarlo insieme ai ritagli di pesce, lo zafferano, un paio di cucchiai di brandy, sale e pepe: si ottiene un impasto morbido a cui vanno incorporati i gamberetti e le code di gambero (sgusciate) tagliati grossolanamente. Stendere sul filetto di persico le foglie di spinaci, poi i funghetti lavati e tagliati a fettine sottili e salare leggermente. Spalmare uniformemente con il composto di pane, pesce e zafferano, poi arrotolare il filetto aiutandosi con la carta da forno su cui è ancora poggiato. Racchiudere bene il filetto arrotolato dentro la carta da forno e cuocerlo a vapore (io ho usato una vaporiera) per una ventina di minuti. Nel frattempo preparare la salsa di accompagnamento mescolando lo yoghurt con 1 cucchiaio abbondante di maionese e 1 cuchiaino di senape.
A fine cottura aprire il cartoccio e far defluire lentamente i liquidi che si sono formati al suo interno, tagliare il rollè a fette spesse almeno 1 cm usando un coltello a lama piatta (la carne del pesce è delicata e tende a spezzarsi altrimenti) e servirlo, caldo o freddo, accompagnato dalla salsina allo yoghurt o, in alternativa, da un filo di olio evo.
Buon appetito!

Con questa ricetta partecipo al contest di Diario della mia cucina 

giovedì 23 febbraio 2012

Umore nero

Sfiancata. E' così che mi sento e non ne capisco il motivo. L'anno scorso ero praticamente nella stessa situazione psico fisica isterico/scoglionata ma avevo dato la colpa alla lunghissima degenza del maschio alfa infortunato. Quest'anno invece? Non sarà colpa proprio del periodo dell'anno? Gennaio e febbraio (fino a ora) sono stati tremendi: triste periodo post natalizio, senza un guizzo, lavoro a ritmo serrato, tempo grigio e freddissimo da letargo. Sfido anche la persona più solare a sentirsi in piena forma con queste premesse. E' vero, a volte succede: è un periodo stanco che mi ha tolto molta voglia di fare anche se non in cucina, dove continuo, malgrado lo scoglionamento, a produrre, non fosse altro che per la sopravvivenza!
In questi momenti sono i comfort food a salvarmi o perlomeno a rinfrancarmi un po' lo spirito. In particolar modo nell'ultimo periodo apprezzo le zuppe: calde, morbide e confortanti.
Questa è una ricetta antichissima, tipica toscana, che ha nutrito e sostenuto generazioni e generazioni di contadini: se andava bene per loro perchè non dovrebbe andare bene anche per me?
Ingredienti semplici, del territorio, ma di eccellente qualità, una lunga e lenta cottura, un sapore pieno e appagante per il freddo della sera. Il cavolo nero deve essere stato raccolto dopo qualche "gelata" notturna altrimenti risulta troppo duro e fibroso (quest'anno nessun problema: lo ha raccolto mia suocera dall'orto dopo il freddo siberiano!), la farina di mais è di quella buona che mi ha mandato Gianni, i fagioli acquistati freschi a settembre da un coltivatore locale e poi congelati.
A casa dei miei da sempre aleggia questo mito della farinata, tanto buona e tanto lunga da preparare: finalmente mi sono cimentata e il risultato non mi ha deluso. Probabilmente è stata l'ultima zuppa di questo lungo inverno: le giornate finalmente si allungano e da ieri riesco persino a vedere il sole! Inizierò a pensare alla primavera e ai suoi colori tenui: magari con il sole tornerà anche il buonumore e un po' di energia.

Farinata di cavolo nero


FARINATA di CAVOLO NERO

Ingredienti (per 3 porzioni):
500 g cavolo nero (crudo, da pulire)
4 cucchiai abbondanti di farina di mais
300 g fagioli (per me varieta Montalbano, congelati freschi)
2 cipolla piccole
1 spicchio aglio
salvia fresca
olio evo
sale, pepe nero

Per prima cosa occorre lessare i fagioli: metterli (ancora congelati nel mio caso) in una capace pentola con abbondante acqua fredda insieme ad una cipolla intera sbucciata, lo spicchio di aglio sbucciato e alcune foglie di salvia. Far prendere il bollore, poi abbassare il fuoco al minimo, salare, incoperchiare lasciando uno spiraglio per far fuoriuscire il vapore e cuocere per almeno un'ora (se si usano fagioli secchi il tempo di cottura aumenta) o almeno fino a che non sono morbidi. Questa operazione può essere fatta anche il giorno prima, anzi, forse è meglio.
Tritare una cipolla e farla soffriggere con 3-4 cucchiai di olio.
Passare i fagioli al passaverdure o frullarli con un pimer (come ho fatto io...non ho il passaverdure) e aggiungere la purea alla cipolla quando è ben appassita. Salare e aggiungere anche un po' d'acqua di cottura dei fagioli, poi far prendere il bollore. Nel frattempo lavare e pulire il cavolo eliminando una ad una le coste centrali delle foglie. E' un lavoretto abbastanza tedioso, non lo nego!
Aggiungere le foglie di cavolo spezzettate alla purea di fagioli: appena sono appassite aggiungere anche la farina di mais e mescolare velocemente in modo che non si formino grumi. Lasciar cuocere a fuoco basso mescolando ogni 5-10 minuti e aggiungendo poca alla volta l'acqua di cottura dei fagioli calda in modo da avere sempre una consistenza semiliquida. Occorre un'ora abbondante di cottura: la consistenza deve essere cremosa e il cavolo deve essersi sfaldato quasi completamente. A fine cottura aggiustare di sale, pepare leggermente e servire calda con un filo di olio evo. Da leccarsi i baffi!
Buon appetito!

Con questa ricetta partecipo al contest di Fiore di cappero

mercoledì 22 febbraio 2012

E' nato i-Kitchen!

Sono stra-orgogliosa di annunciare la nascita di un libro, ma non un libro qualunque, un libro frutto dell'interessamento e della collaborazione tra food blogger. Quando a ottobre la Liguria è rimasta vittima di una travolgente ondata di fango e di sconforto, dopo lo sgomento generale, c'e stato chi si è ingegnato e prodigato per dare un po' di aiuto e di speranza a chi si è trovato in difficoltà. Una di queste persone è Patrizia che con santa pazienza e perseveranza ha ideato e portato avanti un progetto per un libro di ricette il cui ricavato andrà interamente in beneficenza per i bambini della casa-famiglia Gulliver di Rocchetta Vara, distrutta dall'alluvione. Finalmente eccolo qua!



Sono onorata di aver contribuito per una minuscola parte, con il mio piccolo contributo, a questa impresa, segno che la solidarietà esiste ancora e che si può fare tanto per gli altri anche con minimi sforzi.
Il libro non si troverà in libreria per ora ma può essere ordinato direttamente sul sito dell'editore http://www.liberodiscrivere.it/biblio/scheda.asp?OpereID=161267
Mi sembra un'ottima occasione per un po' di shopping online! ;-)

Per festeggiare, una ricetta di pesce, in particolare a base di baccalà, che io adoro perchè è molto saporito e ha lische facilmente eliminabili. Questo è il modo più semplice di cucinare il baccalà ed è quello che preferisco in assoluto perchè è molto gustoso ma comunque piuttosto leggero: così ho la sensazione di stare a dieta anche se in realtà me ne mangio un secchio!!!

BACCALA' LESSO

Ingredienti (per 2 persone):
600 g baccalà salato
3 patate di medie dimensioni
4 spicchi aglio
prezzemolo fresco
olio evo
sale, pepe nero

Tenere il baccalà in ammollo per un paio di giorni, cambiando frequentemente l'acqua (2-3 volte al giorno), poi lessarlo in abbondante acqua bollente per circa 15 minuti. Scolarlo, lasciarlo raffreddare leggermente, poi spellarlo e ridurlo a scaglie. Preparare un trito di prezzemolo. Sbucciare e tagliare a fettine sottili gli spicchi di aglio. In un a terrina unire il baccalà a scaglie, il trito di prezzemolo e l'aglio a fettine (per chi non ha problemi di digestione dell'aglio questo può essere tritato insieme al prezzemolo: cosiì il baccalà si insaporisce di più ma non può essere evitato in nessun modo). Condire con abbondante olio evo di ottima qualità, poco sale e una bella  macinata di pepe nero. Lasciare riposare in frigo almeno un'ora.
A parte lessare le patate, sbucciarle e tagliarle a fette. Disporre le fette di patate lesse sul piatto di portata e guarnire con il baccalà condito.
Buon appetito e buona lettura!

Baccalà lesso con patate

domenica 19 febbraio 2012

La resa

Ci ho provato e ad un certo punto pensavo anche si esserci riuscita. In effetti ero molto sorpresa dalla evidente iperattività dei miei anticorpi. E invece...
Dopo circa due mesi di forsennato slalom tra colleghi influenzati, compagni di squadra col virus, bambini raffreddati e parenti vari acciaccati; dopo aver superato indenne il freddo artico e la neve ecco che, in vista del traguardo primaverile, sono crollata miseramente e mi ritrovo con un raffreddore coi fiocchi. Durante gli ultimi giorni sono stata talmente intasata da non riuscire nemmeno a percepire i sapori di ciò che mangiavo: un'ottima ragione per stare un pò a dieta, tanto che mangiassi un'insalata scondita o una succulenta bistecca a livello di gusto era la stessa cosa! Per contrastare questi malefici microbi mi sono affidata ai benefici effetti della vitamina C, come mi ha insegnato mia mamma, e ho riempito casa di arance.
Adesso che sono tornata nuovamente ad assaporare ciò che mangio non ne posso più di spremute e arance nature ma devo comunque smaltire una consistente scorta di agrumi.
E' stata l'occasione giusta per una ciambella che volevo preparare da più di un anno, da quando ho letto la ricetta nel mio libro sul cioccolato.
La ciambella è soffice, profumata e adatta ad ogni momento della giornata, dalla colazione alla merenda. L'arancia abbinata alla cannella è stata una rivelazione, un abbinamento che mi ha conquistata al primo assaggio e che ho intenzione di ripetere con altre mille varianti!

Ciambella all'arancia e cioccolato alla cannella


CIAMBELLA all'ARANCIA e CIOCCOLATO alla CANNELLA

Ingredienti:
200 g farina bianca
100 g fecola di patate
180 g zucchero
150 g burro + una noce per la tortiera
3 uova
2 arance (succo + scorza grattugiata)
1 bustina di lievito
200 g cioccolato fondente
latte
cannella in polvere

Spremere le due arance e raccoglierne il succo. Fondere il burro a fuoco basso e amalgamarlo bene con lo zucchero fino ad ottenere una crema. Aggiungere le uova il succo e la scorza grattugiata delle arance. Mescolare la farina e la fecola e incorporare il tutto lentamente al burro. Aggiungere il lievito e amalgamare. Imburrare e infarinare uno stampo da ciambella e versarvi l'impasto ottenuto. Cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 45 minuti. Sfornare, sformare la ciambella sul piatto di portata e lasciare raffredare.
Nel frattempo scaldare un bicchiere di latte in un pentolino e sciogliervi dolcemente il cioccolato. Aggiungervi un cucchiaino di cannella, mescolare e lasciare raffreddare parzialmente fino ad ottenere una crema non troppo soda, altrimenti aggiungere ancora latte. Ricoprire la ciambella ormai fredda con la crema di cioccolato alla cannella e lasciare che si raffreddi completamente prima di servire.
Buon appetito!

Con questa ricetta partecipo al contest di Dolcipensieri



alla raccolta di Menta Piperita & Co.

giovedì 16 febbraio 2012

Voglia di dolce

Sarà stato il freddo più che pungente delle ultime settimane, sarà che "in quei giorni" la voglia di mangiare porcherie ipercaloriche raggiunge vette inaudite, sarà che stare in casa con un maschio eternamente voglioso (di dolci) mi ha contagiata, fatto sta che domenica, dopo pranzo, ho avvertito l'impellente necessità di un dolcino cioccolatoso e coccoloso. Solitamente ho una scarsa predilezione per i dolci in generale e per il cioccolato in particolare, perciò ci si può ben rendere conto di quanto strana fosse questa situazione.
O forse è solo che aspettavo l'occasione giusta per provare dei tortini al cioccolato dal cuore fondente. Questa ricetta non sarebbe mai stata realizzata senza i regali di una mia carissima amica, nonchè fedele compagna di shopping da tempo immemore: la ricetta proviene (parzialmente, poi ho voluto rimaneggiarla) dalla raccolta che mi ha regalato per Natale; la crema di cioccolato fondente dal suo recente viaggio parigino. La ringrazio tanto perchè ne è venuto fuori un dolcetto godurioso, tanto ma tanto godurioso, talmente tanto che l'ho riproposto anche per San Valentino, sotto forma di cuore naturalmente (perchè a noi piace essere stucchevoli fino all'inverosimile). Nonostante la sdolcinatezza mia e del maschio alfa, che dopo 15 anni ci mandiamo ancora i messaggini coi cuori come due adolescenti scemi, il festeggiamento della ricorrenza è stato sobrio: niente regali, niente fiori, niente gesti plateali, solo un buon pranzo a base di pesce, un dolce al cioccolato e la reciproca compagnia, che è il regalo migliore che potessi desiderare. E come sempre, ogni scusa è buona per mangiare: ecco il nostro vero spirito di San Valentino!
Dato che siamo due porcelloni abbiamo deciso di accompagnare il tortino caldo con una "leggerissima" crema di mascarpone aromatizzata al rum! Ammetto che quando ho affondato il cucchiaino nel tortino caldo e la crema di cioccolato fuso ha invaso il piattino mi sono sentita estremamente orgogliosa della mia creatura, ma quando ho messo in bocca il primo boccone giuro che ho chiuso gli occhi, in estasi.
Assolutamente da provare per un momento di gioia del palato a due (tra l'altro le dosi sono esattamente per 2). E poi è facilissimo: 5 minuti per preparare l'impasto e 10 minuti per cuocerlo. Una quantità di tempo risibile per condividere un po' di paradiso.

Tortino di cioccolato con cuore fondente e crema di mascarpone


Ingredienti (per 2 tortini):
25 g cioccolato fondente
25 g burro
1 uovo
20 g farina
1 bustina vanillina
25 g zucchero
crema di cioccolato extra fondente semisolida
Per la crema:
100 g mascarpone
1 tuorlo
rum
zucchero

Sciogliere nel microonde a bassa potenza il cioccolato e il burro. Mescolare e far raffreddare leggermente. Aggiungervi l'uovo intero, la farina, lo zucchero e la vanillina mescolando bene con una frusta. Imburrare e infarinare leggermente 2 stampini di alluminio (per me a forma di cuore!) o due cocottine in ceramica da forno. Versare due cucchiai di impasto in ogni stampino, poi depositare al centro un cucchiaino scarso di crema di cioccolato fondente (penso vada bene anche la classica nutella o similari purchè di consistenza semisolida: per periodi più caldi probabilmente conviene raffreddare preventivamente in frigo) e ricoprire con il restante impasto. Infornare per non più di 10 minuti a 200°C.
Nel frattempo preparare la crema di mascarpone battendo bene il tuorlo con 2-3 cucchiai di zucchero fino a che non diventa bello spumoso, poi aggiungere il mascarpone e un cucchiaio di rum e amalgamare; ne risulterà una cremina abbastanza fluida.
Servire il tortino caldo adagiato su uno specchio di crema al mascarpone.
Buon appetito!

Con questa ricetta così dolce e coccolona partecipo al contest degli innamorati di L'aroma del caffè


al contest di Le dolci creazioni di Maria


al contest di Dolcipensieri


e alla raccolta di Menta Piperita & Co.



Questa ricetta partecipa al contest di : In punta di Coltello, Dolci & delizie di Giusy, Il Mio saper fare



Con questa ricetta partecipo al contest di Cake Therapy

sabato 11 febbraio 2012

Chi la fa l'aspetti

Era sabato sera. Io, il maschio alfa e un'amica eravamo al centro commerciale. Decidiamo di mangiare qualcosa lì, visto che dopo cena dovevamo incontrarci con altri amici. La scelta è ampia e mi viene chiesto cosa preferirei mangiare. Fortunatamente sono onnivora, mangio veramente tutto, solo non portatemi al fast food più famoso del mondo (per il quale ho già decantato la mia avversione)! La pizzeria è piena, il locale tex-mex pure, per la pizza a taglio c'è una fila chilometrica. Inizia a serpeggiare il panico. Ed è stato lì, proprio lì, in quel momento che LUI si è girato verso di me con la bava alla bocca e il solito sguardo implorante da cucciolo Labrador abbandonato e mi ha detto "Io ho voglia di panino e patatine....Andiamo al fast food???"
...
La prima espressione che mi è balzata in testa è stata "Mi prendi in giro? Ma ci sei o ci fai?????", poi ho optato per una versione più soft onde evitare scenate in pubblico:
"Davvero? Vuoi veramente andare lì anche se c'è una fila pazzesca?"
Domanda quasi retorica dato che ovviamente mi ha risposto di si, incurante delle mie occhiatacce. Ci siamo messi in fila e quando è stato il nostro turno si è pure stupito del fatto che veramente non volessi niente per cena. "Ma non mangi proprio niente?"..... No comment.
Morale della favola: verso mezzanotte, accalcata nel bel mezzo di una festa di paese con altre otto milioni di persone, morivo letteralmente di fame e rischiavo seriamente di addentare un passante. I miei metaforici zibidei frullavano come un pimer per la rabbia: come si fa a lasciare la famelica fidanzata senza cena per soddisfare le proprie voglie di cibo spazzatura???
Rifocillata con due fette di pane e salame casareccio a uno stand della festa, già meditavo vendetta.
La sera successiva avevamo invitato amici per cena e io avevo deciso di preparare del cous cous condito da un fantastico ragù di verdure al curry: la mia vendetta consisteva nell'aggiunta di 1 zucchina (l'unica che avevo) al misto di verdure preventivamente approvate dal consorte. Non avrebbe dovuto vedere niente: figuriamoci se nel misto di verdure avrebbe riconosciuto dei tocchetti di zucchina! E invece, per mia somma sfortuna, si è palesato in cucina proprio mentre aggiungevo l'odiato vegetale.
"Se ci metti dentro le zucchine io quello non lo mangio!"
"Fai come ti pare: io la zucchina ce la metto  lo stesso! Se non mangi peggio per te!"
... E non ha mangiato! O meglio: ha preferito mangiare il cous cous scondito piuttosto che rischiare di incappare in un misero dadolino di zucchina! "Questione di principio" ha detto lui, ma a me non interessa: la mia vendetta è compiuta!
Il cous cous però è comunque fantastico (con o senza zucchina!) se si vuole un piatto saporito, completo ma comunque non troppo calorico.


COUS COUS con RAGU' di VERDURE al CURRY

Ingredienti (per 7-8 persone):
500 g cous cous precotto
3 carote
3 cipolle medie
3 costole sedano grandi
1 zucchina
1 peperone (colore a piacere)
1 tazza piselli surgelati
4 spicchi aglio
600 ml passata pomodoro
5-6 steli di prezzemolo
1 peperoncino fresco piccante
2 bustine zafferano
semi di cumino
curry in polvere
1 cucchiaio zucchero
olio evo
sale

Sbucciare e affettare molto sottilmente le cipolle. Lavare e tagliare a tocchetti il sedano, la zucchina e il peperone. Raschiare le carote e tagliarle anch'esse a tocchetti. Sbucciare e tritare finemente gli spicchi d'aglio.
In uno wok far soffriggere a fiamma alta l'aglio tritato, le cipolle affettate e il peperoncino spezzettato in olio evo. Dopo 5 minuti aggiungere le verdure a tocchetti e i piselli surgelati. Cuocere a fiamma vivace una decina di minuti mescolando spesso, poi aggiungere la passata di pomodoro, lo zucchero (per stemperare l'acidità del pomodoro), 2 cucchiai abbondanti di curry e un cucchiaino di semi di cumino. Salare e far riprendere il bollore, poi abbassare la fiamma al minimo e lasciar cuocere semi-coperto almeno 30 minuti (il pomodoro si deve addensare) mescolando di tanto in tanto. Nel frattempo cuocere il cous cous: portare a bollore l'acqua (una tazza di acqua per ogni tazza di cous cous) insieme a 2 cucchiai di olio, le due bustine di zafferano e un cucchiaio di sale grosso. Quando l'acqua bolle spengere il fuoco e incoperchiare. Dopo 5 minuti sgranare il cous cous coi rebbi di una forchetta, disporlo a corona sul piatto di portata e riempire la corona col ragù di verdure. Servire caldo o freddo.
Buon appetito!

Cous cous con ragù di verdure al curry

Con questa ricetta partecipo al contest di Sapori di Elisa



Con questa ricetta partecipo al giveaway di Mamma Papera in collaborazione con Zalando


e la borsa che ho scelto è questa

sabato 4 febbraio 2012

Non si butta via nulla!

"Se mangia la pappa lo vedrai come diventerà bella la tua bambina!", "Mangia la pappa, così da grande diventi bella!"

E io la pappa la mangiavo, eccome! Secondo i sopracitati consigli, dettati dalla saggezza popolare, sarei dovuta diventare come minimo Miss Italia con tutta la pappa che mi sono mangiata. E invece....
L'altro lato della medaglia è che se non ne avessi ingurgitata così tanta probabilmente ora dovrei assomigliare alla figlia di Fantozzi!
Adoravo la pappa! Da piccola, quando non ero altro che un rachitico scricciolo inappetente (difficile da credere ma e così: colpa delle adenoidi!), era praticamente l'unico modo per farmi buttare giù qualche boccone di cibo. Non a caso mia mamma spesso me la preparava anche per merenda (ecco perchè dico che a questo punto dovrei avere almeno il fisico di una velina!). Bei ricordi d'infanzia!
Piatto povero della cucina tradizionale toscana con un gusto semplice, antico e assolutamente strepitoso! Sostanzioso e ottimo per riciclare avanzi di pane in queste gelide sere d'inverno.

Pappa al pomodoro


PAPPA al POMODORO

Ingredienti (per 2 persone):
150 g pane secco (tipo toscano, cioè senza sale)
10 pomodorini (Piccadilly per me) o 2-3 pomodori
1 cipolla
1 spicchio aglio
doppio concentrato di pomodoro
basilico fresco
brodo vegetale
olio evo
sale, pepe nero
1 uovo (facoltativo)

Spezzettare il pane: nel caso sia molto secco ammollarlo alcuni minuti in acqua calda, poi strizzarlo bene. Affettare sottilmente la cipolla e stufarla 5 minuti con 2 cucchiai di olio evo e mezzo bicchiere di brodo caldo in una pentola. Aggiungere il pane a pezzi, lo spicchio d'aglio sbucciato (intero) e altro brodo: il pane deve sfaldarsi bene. Aggiungere anche i pomodorini lavati e tagliati in 4 spicchi e un cucchiaio abbondante di concentrato di pomodoro. Anche se i pomodori in questo periodo hanno poco sapore e potrebbero essere tranquillamente sostituiti con dei pomodori pelati, io li preferisco comunque perchè mi piace ritrovare la loro buccia mentre mangio la pappa: proprio come la preparava mia mamma. Sopperisco alla loro carenza di sapore con il concentrato di pomodoro. Salare, pepare e aggiungere 5-6 foglie di basilico fresco (fondamentale. Non omettere). Lasciar cuocere a fiamma bassa una mezz'ora mescolando ogni tanto con un cucchiaio di legno. A fine cottura si ottiene una zuppa densa ma morbida (dipende dalla quantità di brodo usata). Per legare maggiormente il tutto si può aggiungere un uovo mescolando bene, giusto prima di togliere dal fuoco: in questo modo si ottiene un sostanzioso piatto unico. Servire calda spolverizzata con del pepe nero con un filo di ottimo olio evo (toscano naturalmente!)
Buon appetito!

Con questa ricetta partecipo al contest di Pan di Ramerino


e anche al contest ricicloso della cuoca pasticciona