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mercoledì 30 maggio 2012

Il dono

La scorsa domenica è stata la giornata conclusiva del festival culturale sull'antropologia e la sociologia "Dialoghi sull'uomo", che si tiene a Pistoia da ormai 3 anni. Non me ne ero mai interessata non essendo esattamente il mio campo di applicazione, ma quest'anno, complice il molto culturale maschio alfa, abbiamo deciso di assistere al monologo di Alessandro Bergonzoni, che è un comico ma che con i suoi giochi di parole è capace di tirar fuori concetti importanti, in grado di far riflettere il pubblico. Il tema di quest'anno era "il dono" nell'accezione più ampia del termine: il dono inteso come regalo che facciamo agli altri e che riceviamo non solo dagli altri ma anche dalla natura. Il dono come conoscenza ma anche come dolore, l'uso o il non-uso che ne facciamo. Tanti argomenti, tante sfaccetature, tanti pensieri tutti legati al tema del dono. Devo ammettere che è stato interessante e molto stimolante: ogni tanto faccio bene a dar retta al maschio alfa!
Tanto per restare in tema di dono ecco un dolcino che ho preparato per gli operai della ditta in cui lavoro: hanno scoperto che ho un blog di cucina e volevano una prova tangibile delle mie capacità! Come potevo non accontentarli?! Li ho usati come cavie per gli americanissimi blondies con cocco e fragole. Per la ricetta ho preso ispirazione da Sonia, poi ho dimezzato le dosi dato che la mia teglia rettangolare è veramente piccola e ho cambiato un pò di cose qui e là. Il risultato? Dei dolcetti deliziosi, facili e veloci da fare. Il cioccolato bianco mi piace da impazzire e ho abbondato un pochino nelle dosi: ho quasi avuto paura che diventassero un pò stucchevoli e invece il cocco e il sapore asprigno delle fragole stemperano bene il dolce del cioccolato bianco. Inoltre quel tocco rosso nell'impasto è proprio carino! Nonostante l'aspetto e il sapore sia quello di un dolce da "donnicciole" è stato estremamente gradito e spazzolato alla velocità della luce anche dagli "omaccioni" con cui lavoro!

Blondies cocco e fragole



BLONDIES COCCO e FRAGOLE

Ingredienti:
100 g cioccolato bianco
150 g fragole fresche
50 g burro
65 g farina
60 g zucchero semolato
1 cucchiaino di lievito
50 g farina di cocco 
1 uovo

Sciogliere insieme il burro e il cioccolato bianco spezzettato a bagnomaria o comunque a fuoco molto basso. Una volta che tutto è sciolto e omogeneo, versare in una ciotola e aggiungere lo zucchero. Amalgamare bene, poi aggiungere insieme la farina, il cocco e il lievito. Mescolare, poi aggiungere l'uovo precedentemente sbattuto e le fragole spezzettate. Omogeneizzare l'impasto. Foderare una teglia piccola con carta da forno (la mia è rettangolare 21x16 cm ), versare l'impasto e cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 35-40 minuti. Sfornare, lasciare raffreddare nella teglia e poi tagliare a quadrotti. Servire eventualmente spolverizzati di zucchero a velo.
Buon appetito!

Con queta ricetta partecipo al contest di Una pasticciona in cucina


e al contest di Lucia



lunedì 28 maggio 2012

Lievitazione

 Forse questa volta ci siamo per davvero. Possibile che il caldo sia arrivato sul serio? Io ci credo e ho finalmente esibito scarpe aperte ed effettuato il cambio dell'armadio. A questo proposito, è mai possibile che quando cerco di riporre gli stessi abiti negli stessi scatoloni da cui li ho estratti in autunno, questi si rifiutino ostinatamente di rientrarci? Vabbè, forse non erano proprio gli stessi...forse si è aggiunto qualcosina ma che diamine! Sembra sempre che il contenuto del mio armadio lieviti, nonostante la sistematica eliminazione di vecchi maglioni-pantaloni-camicette-giacche che non mi entrano più (a differenza dei lievitati con cui mi sono cimentata, che continuano a non lievitare in maniera adeguata): evidentemente l'entropia del mio armadio si rifiuta di diminuire!
Così, tanto per stare tranquilli ed evitare qualunque cosa che lieviti o che si rifiuti di farlo, ecco un secondo di carne buono buono e dal gusto delicato. Una ricetta di transizione tra stagioni da gustare sia calda in inverno che a temperatura ambiente quando le temperature salgono. Io la trovo una semplicissima variante alla solita arista al vino: il dolce delle carote va a braccetto con il maiale e il cumino e la birra donano delle note aromatiche più delicate dei soliti salvia e rosmarino. L'ho già preparata due volte ed è stata sempre un successo: mi sa che da queste parti diventerà un classico!

Arista alla birra e cumino


ARISTA alla BIRRA e CUMINO

Ingredienti (per 4 persone):
500 g lonza di maiale
4 - 5 carote
2 scalogni
semi di cumino
150 ml birra chiara
olio evo
sale, pepe nero

Massaggiare bene l'arista con sale, pepe nero macinato e semi di cumino, poi legarla con spago da cucina per farle tenere la forma e lasciarla insaporire almeno mezz'ora. Affettare molto sottilmente gli scalogni e farli rosolare in una casseruola un paio di minuti in 3 cucchiai di olio evo. Raschiare le carote, tagliarle a fettine non troppo sottili e farle stufare alcuni minuti insieme agli scalogni. Mettere anche l'arista (preferibilmente legata con spago da cucina) nella casseruola e farla dorare a fuoco vivace su tutti i lati. Attenzione a non forare la carne quando la si gira nel tegame: in questo caso è buona cosa usare delle pinze o dei mestoli di legno, evitare assolutamente le forchette. Una volta che i bordi del trancio di carne sono ben sigillati sfumare con la birra, poi abbassare il fuoco, incoperchiare e continuare a cuocere una ventina di minuti (il tempo di cottura dipende dalla grandezza del trancio di arista: se è più grande di quello che ho usato io consiglio di aumentarlo di almeno 10 minuti). Una volta che l'arista è cotta togliere dal fuoco, far riposare una decina di minuti, poi eliminare lo spago e tagliarla a fette sottili con una lama non seghettata. Servire accompagnata dalle carote e dal fondo di cottura.
Buon appetito!

N.B.
- Ho notato che la carne si mantiene particolarmente morbida quando la faccio cuocere nella casseruola con il rivestimento in ceramica.

mercoledì 23 maggio 2012

Necessità

Trovo che la pasta sia una pietanza divertente: guardare nel piatto e vedere tanti bocconcini, tutti uguali, delle forme più disparate mi mette una certa allegria. Per non parlare poi della pasta colorata o degli infiniti condimenti che possono essere creati: in quel caso mi si stampa in faccia un bel sorriso da ebete. Sarà che negli ultimi mesi ho cucinato pochissime volte la pasta, giusto per non turbare la serenità del maschio alfa, che persevera nel seguire la sua pseudo-dieta a base proteica. Il problema è che a volte avverto una sorta di necessità, un bisogno fisico di un bel piatto di pasta caldo e saporito e allora mi lascio prendere la mano e cucino per me soltanto! L'occasione migliore resta la domenica a pranzo visto che continuo a non voler aderire al pranzo dello sportivo a base di patate al vapore. La scorsa domenica è stata giocata l'ultima partita di un interminabile campionato calcistico e anche io ho voluto festeggiare nel modo che mi è più consono: manginado. Mi sono preparata un piatto di spaghetti con un condimento che sognavo da tempo di provare: soffritto con lardo e pangrattato. Della serie "E' tutto grasso che cola" e stavolta in senso letterale! Per fortuna il tempo era in perfetto stile tardo autunnale, con pioggia e temperature piuttosto freschine e quindi ben in accordo con questa bomba calorica che mi sono gustata con gran piacere. Il segreto per rendere questo piatto straordinario me lo ha insegnato una cara amica che dice di non saper cucinare: è il pangrattato! Il fondo del soffritto normalmente resta oleoso e scivola via sulla superficie della pasta ma con l'aggiunta di un pò di pangrattato tutto cambia: questo assorbe l'olio (e, in questo caso, il lardo sciolto) creando una pappetta che si attacca agli spaghetti e non li molla più. E così ogni forchettata è semplicemente perfetta! Alla faccia del calcio, dei rotolini di ciccia che si accumulano e della dieta proteica!

Spaghetti super rustici


SPAGHETTI SUPER RUSTICI

Ingredienti (per 1 persona):
100 g spaghetti alla chitarra
1 piccola carota
1 scalogno
1 costola di sedano piccola
crema di lardo alle erbe (sostituibile con lardo tritato)
3 foglie di salvia fresca
misto di erbe aromatiche essiccate
50 ml vino rosso
pangrattato
olio evo
sale, pepe nero

Fare un trito molto fine con lo scalogno, la carota e il sedano. Soffriggere per un paio di minuti il trito con le foglie di salvia intere e una presa di erbette aromatiche miste tritate in una padella con 3 cucchiai di olio evo, poi aggiungere anche una cucchiaiata abbondante di crema di lardo e lasciare che si sciolga dolcemente nel soffritto. Salare leggermente, poi sfumare con il vino. Continuare a cuocere il condimento per una decina di minuti a fiamma bassa: si deve formare una sorta di cremina. Verso fine cottura eliminare la salvia. A parte, scaldare bene una piccola padella antiaderente e tostarvi un cucchiaio di pangrattato fino a che non è dorato (attenzione a non bruciarlo), poi spengere il fuoco e tenere da parte.
Cuocere gli spaghetti in abbondante acqua bollente salata per il tempo necessario (a me piacciono al dente), scolarli velocemente in modo che trattengano una piccola parte dell'acqua di cottura e saltarli un paio di minuti nel sughetto preparato. Prima di portare in tavola cospargere gli spaghetti col pangrattato tostato e mescolare bene in modo che il pangrattato si impregni del fondo di cottura e si attacchi bene agli spaghetti. Servire dopo l'aggiunta di una macinata di pepe nero.
Buon appetito!

N.B.
- Solitamente gli spaghetti non sono il mio formato di pasta preferito (preferisco la pasta corta) ma con questo condimento sono perfetti e non sceglierei altri formati.
- Il pangrattato può essere utilizzato anche per rendere più denso il classico aglio, olio e peperoncino.
- Non ho provato, ma credo che una spolverata di pecorino romano grattugiato possa starci bene con questo condimento

Con questa ricetta partecipo al contest di Acqua e farina


e al contest di Le mezze stagioni


venerdì 18 maggio 2012

Reazioni psico-somatiche

Sto scoprendo che cercare di scrivere qualcosa di divertente quando mi girano a 1000 (e anche di più) non è affatto semplice. Perciò non ci proverò nemmeno. Basti solo dire che sto evidentemente somatizzando un "disagio interiore" legato alla sfera lavorativa. Ecco quindi comparire il raffreddore, che mi trasforma automaticamente nella regina della sciatteria e dell'antiestetica, poi un gigantesco herpes in bella vista tra la bocca e le cavità nasali che mi rende sexy quanto una cozza attaccata al pilone del molo, e infine perchè farsi mancare un leggero attacco di appendicite?
Finirà questo periodaccio, lo so che finirà, forse prima di quanto possa immaginare. Magari, mentre scrivo, è già finito (anche se per l'herpes dovrò aspettare ancora qualche giorno prima di essere di nuovo presentabile!).
Nonostante le temperature piuttosto freschine degli ultimi tempi, la primavera ci sta comunque donando le sue primizie, così ho deciso di approfittarne per preparare un caldo e confortante spezzatino accompagnato da pisellini appena sgranati e profumato con un tocco di coloratissima curcuma.
Ogni boccone un balsamo per la mia rabbia, ogni boccone un pizzico di pace capace di farmi dimenticare ciò che non è importante.

Spezzatino di manzo con piselli alla curcuma



SPEZZATINO di MANZO con PISELLI alla CURCUMA

Ingredienti (per 3-4 persone):
800 g spezzatino di manzo
400 g piselli freschi sgranati
50 g pancetta tesa in una sola fetta
2 scalogni
15 pomodorini
farina q.b.
150 ml vino bianco secco
200 ml brodo
olio evo
sale, pepe nero

Tagliare a dadini la pancetta. Tritare gli scalogni e farli appassire dolcemente in un tegame con i dadini di pancetta in 3-4 cucchiai di olio evo. Infarinare i bocconcini di manzo (a me piacciono abbastanza piccoli: circa 2 cm di lato) e rosolarli nel soffritto di scalogni alcuni minuti: devono dorarsi da tutti i lati. Salare e sfumare con il vino. Aggiungere i pomodorini lavati e tagliati a metà, un cucchiaino di curcuma e mescolare. Bagnare lo spezzatino con il brodo caldo (per me di carne) e abbassare il fuoco al minimo. Coprire e lasciar cuocere 40 minuti mescolando di tanto in tanto. Trascorso questo tempo aggiungere anche i piselli ed eventuale altro brodo e far cuocere almeno altri 30 minuti o finchè i piselli non sono morbidi. Pepare e servire subito caldo accompagnato da tanto pane o riso bianco bollito.
Buon appetito!


Con questa ricetta partecipo al contest di Max per il mese di maggio


Con questa ricetta partecipo al contest di Una pasticciona in cucina

mercoledì 16 maggio 2012

La scoperta dell'acqua calda

Ho aspettato. Ho aspettato fino ad esserne certa. Ho provato e sperimentato tante ricette diverse ma non c'è niente da fare: questa è la migliore. Probabilmente è la sagra delle ovvietà ma vale la pena di pubblicare questa versione perchè merita di essere conosciuta da tutti. Se devo fare i classici muffin con gocce di cioccolato so che sono questi che il maschio alfa vuole. Perchè qui si continua a stare a dieta (per modo di dire: quando ho fame, ho fame e non c'è dieta che tenga) e a evitare i carboidrati, ma ai dolci, l'uomo, non riesce proprio a rinunciare. Ricordo che anni fa andava di moda una pubblicità "Per l'uomo che non deve chiedere mai", si, col cavolo, forse gli altri uomini! Si vede che i tempi sono cambiati: il mio uomo chiede eccome! E qui non si parla di profumi ma di dolcetti che comunque sono un'alternativa decisamente più economica!
In questo caso però lo capisco: sono assolutamente irresistibili, morbidissimi e corposi con quei chiccolini di cioccolata che in bocca sono sempre una piacevole sorpresa. E poi ci vogliono solo 5 minuti per preparare l'impasto! :-P

Muffin ricotta-cioccolato


MUFFIN RICOTTA-CIOCCOLATO

Ingredienti (circa 12 muffin):
2 uova
70 g gocce cioccolato fondente
250 g farina
90 g yoghurt bianco
50 g ricotta
100 g zucchero
1/2 bustina lievito
1 bustina vanillina
un pizzico di sale

In una ciotola mescolare tutti gli ingredienti solidi: la farina, lo zucchero, il lievito, la vanillina e il sale. In un'altra ciotola battere leggermente le uova intere, poi unire lo yoghurt e la ricotta e amalgamare. Unire i due composti, aggiungere le gocce di cioccolato e mescolare velocemente. Riempire i pirottini di silicone (o di carta) fino a 3/4 con l'impasto ottenuto. Spolverizzare la superficie con zucchero semolato e cuocere in forno preriscaldato a 180° C per 20-25 minuti (fare la prova stecchino). Sfornare e lasciare raffreddare prima di servire. Si conservano bene fino a 5 giorni chiusi in una scatola.
Buon appetito!




sabato 12 maggio 2012

Verde

Verde.
Verde come un prato irlandese,
verde come le foglie della mia calancola.
Verde come la maglietta che indossavo ieri.
Verde come gli occhi sorridenti del maschio alfa quando mi guarda.
Verde come l'invidia per chi riesce a preparare i bagel
e verde come la speranza che un giorno ci riuscirò pure io.
Verde rilassante come il frusciare del vento tra gli alberi.
Verde come una salsa morbida e avvolgente che abbraccia gli spaghetti,
verde come il suo profumo.
Semplicemente verde.

Spaghetti al pesto di cavolo nero e frutta secca

SPAGHETTI al PESTO di CAVOLO NERO e FRUTTA SECCA

Ingredienti (per 2 persone):
250 g spaghetti alla chitarra
150 g germogli di cavolo nero
20 pinoli
6 noci
3-4 mandorle pelate
olio evo
sale, pepe nero

Lavare le foglioline di cavolo nero eliminando i fusti piu grossi e duri. Sbollentare le foglioline di cavolo in acqua bollente, addizionata di una punta di cucchiaino di bicarbonato, per un paio di minuti. Scolare il cavolo con un mestolo forato e conservare l'acqua di cottura. Frullare con un minipimer (o con un classico frullatore) il cavolo sbollentato, 4 gherigli di noce, i pinoli e le mandorle insieme a 2-3 cucchiai di olio evo. Se il composto dovesse essere troppo asciutto aggiungere qualche cucchiaio di acqua di cottura del cavolo e continuare a frullare fino a che non è perfettamente liscio e omogeneo. Aggiustare di sale e pepe.
Cuocere gli spaghetti in acqua bollente salata, scolarli e condirli con il pesto ottenuto. Completare il piatto con le noci rimaste tritate grossolanamente. Servire subito.
Buon appetito!

N.B. Questo condimento si presta benissimo anche con una pasta corta.
I quantitativi e la varietà di frutta secca sono variabili secondo i propri gusti e la disponibilità della dispensa!

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Le mezze stagioni



e al contest di Acqua e farina


Ringrazio tantissimo Vanessa di Pasticciando tra i fornelli per il simpatico premio che mi ha assegnato


Lo scopo di questo premio è di far conoscere piccoli blog poco noti ma comunque carini! Per questo è rivolto a quei foodblog che abbiano meno di 200 followers. Io lo giro con molto piacere ad altre 5 blogger:
- Smalti pentole e rock and roll
- La nuez moscada
- Golosando...serenamente
- Cuoche si diventa
- Cuoche a casa tua

domenica 6 maggio 2012

Pollice verde

E' lì, nell'angolo del salotto, e mi guarda, fissa, immobile: ha già capito che io sarò la causa della sua prematura fine. No, non sto per compiere un'insano gesto nei confronti di qualcuno: sto parlando di un'innocente piantina di calancola che ha avuto la sventura di essere adottata da due individui (io e il maschio alfa) con una propensione al giardinaggio pari a zero. Non sarebbe mai entrata in casa se non fosse stato per una buona causa. D'altronde se ti vien chiesto di acquistare una pianta per sostenere il Telefono Azzurro non si può dir di no! Ed eccoci qui, a chiederci quanto resisterà in balia del mio pollice bruciacchiato: perchè se è vero che esistono persone col pollice verde, capaci di resuscitare piante tropicali in mezzo al deserto, è pur vero che ne esistono altre, come me, in grado di far seccare anche le piante grasse (mi è successo più di una volta e non ne vado orgogliosa). Io ci provo ma lo so che prima o poi mi dimenticherò di innaffiare la malcapitata per un tempo indefinitivamente lungo, tanto che me ne accorgerò solo quando il povero vegetale sarà diventato praticamente paglia. L'ultima vittima risale allo scorso anno ed è stato un vaso di erba cipollina: mentre a mia suocera è cresciuto un rigogliosissimo cespuglio, il mio vasino si è trasformato in un insieme di fili d'erba gialli e rinseccoliti. E pensare che l'avevo pure messo in bella vista, vicino alla porta, per ricordarmi di annaffiarlo! Niente, non c'e stato verso di rianimarlo nemmeno nelle mani della suocera.
Di contro non ho nessunissimo problema quando cotali vegetali (purchè commestibili) sono già defunti, anzi dimostro una notevole curiosità nei loro confronti: li maneggio volentieri, li taglio, li cuocio, li mangio... :-)
Non fosse per questa mia curiosità non avrei mai provato gli agretti (o barba di frate che dir si voglia). Li ho scoperti lo scorso anno e sono stati una rivelazione: un sapore delicatissimo a cui non si può resistere! Dopo averli gustati semplicemente conditi con olio e limone ho voluto provarli in una frittata dal gusto fresco e delicato, perfetta per la primavera nei colori e nei sapori. La ricotta dà corpo e spessore alla frittata senza coprire il gusto degli agretti, il limone richiama il classico condimento e rinfresca la bocca. Nel complesso i sapori sono molto equilibrati, gradevoli, leggeri e non ho usato un solo goccio di olio! Insomma è la frittata definitiva!!! ;-)

Frittata di agretti al forno


FRITTATA di AGRETTI al FORNO

Ingredienti (per 3 persone):
4 uova (consegnate direttamente dal contadino)
500 g agretti (dal mercato)
125 g ricotta
1 limone bio
sale

Togliere la radichetta agli agretti e lavarli bene sotto acqua corrente per eliminare l'eventuale terra rimasta attaccata. Sbollentarli 5 minuti in abbondante acqua bollente e scolarli in un colapasta in modo che non trattengano l'acqua di cottura. In una terrina battere leggermente le uova intere, poi aggiungere la ricotta, la scorza del limone a filetti sottilissimi (io ho usato un rigalimoni) e poco pepe. Amalgamare il tutto e regolare di sale. Infine aggiungere anche gli agretti scolati e omogeneizzare delicatamente il composto. Foderare una teglia da 26 cm di diametro con carta da forno e rovesciarvi il composto ottenuto. Livellare e infornare a 180°C per 25-30 minuti. Sfornare, tagliare a fette o a quadrotti e servire. E' buona sia calda che fredda.
Buon appetito!

Con questa ricetta partecipo al contest di Artù



e al contest di Pensieri e Pasticci in collaborazione con Enjoy
e anche al contest di Ti cucino così


Con questa ricetta partecipo al contest di Una pasticciona in cucina

giovedì 3 maggio 2012

Empatia di coppia

Squillino le trombe, rullino i tamburi....sono tornata a camminare normalmente (o quasi) e, soprattutto, senza ausili! Mi aggiro ancora piuttosto lentamente e in modo abbastanza titubante ma almeno sono sulle mie gambe!!! Questo ha implicato anche il rientro a lavoro dopo 2 settimane, lo ammetto, di pacchia, ma cerco di non pensare ai lati negativi della mia ripresa fisica! Si potrebbe pensare che in questo periodo io sia stata vezzeggiata, coccolata e accudita dal maschio alfa....beh, si, sotto certi aspetti. Mi spiego meglio: il maschio alfa è una personcina molto sensibile e tremendamente empatica che quando vede qualcuno che sta male subito somatizza e sta male pure lui. Per farla breve: 2 giorni dopo il mio infortunio si è presentato a casa, dopo il suo allenamento, con dolori al costato da probabile costola incrinata a seguito di una poderosa gomitata di un compagno di squadra, che ancora non ha compreso appieno la delicatezza dell'individuo in questione. Casa nostra si è quindi trasformata in una succursale del reparto ortopedico dell'ospedale, con gente che geme e si lamenta ad ogni movimento. Così ho scoperto che il detto "mal comune, mezzo gaudio" è una grossa fesseria: è sempre preferibile che almeno una parte della coppia sia perfettamente sana, soprattutto se occorre prelevare il boccione di olio da 5 litri in cima ai pensili della cucina e una non può arrampicarsi a causa di un ginocchio non più pieghevole e l'altro ha difficolta ad allungarsi e piegarsi col busto.
Comunque, per festeggiare la mia ritrovata capacita di deambulazione, ho preparato un'antipastino molto molto sfizioso traendo ispirazione dalla favolosa ricetta di Carla, che è sempre un'ottima fonte di idee: purtropppo non avevo spinaci freschi in casa e le zucchine, come è noto, sono nella lista nera del maschio alfa, così ho cambiato un po' le cose usando un cespo di radicchio rosso per gli sformatini. Dato il sapore decisamente amarognolo del radicchio ho pensato di accompagnare questi tortini con una goduriosa salsa di brie il cui sapore grasso e dolce si sposa alla perfezione col radicchio per un connubio di pura estasi: ne abbiamo mangiati una quantità imbarazzante da dire in pubblico!

Sformatini di semolino al radicchio rosso con salsa di brie


SFORMATINI di SEMOLINO al RADICCHIO ROSSO con SALSA al BRIE

Ingredienti (per 5-6 sformatini grandi):
350 g radicchio rosso
1 scalogno
90 g semolino
600 ml latte + 100 ml
30 g grana grattugiato
40 g burro
2 uova
200 g brie
noce moscata
olio evo
sale, pepe nero

Tagliare a striscioline sottili il radicchio e affettare lo scalogno. Soffriggere lo scalogno in 2 cucchiai di olio evo per un paio di minuti, poi aggiungere il radicchio e stufare il tutto a fiamma moderata per circa 15 minuti, poi lasciare intiepidire.
Portare a ebollizione i 600 ml di latte con un pizzico di sale, versare il semolino a pioggia e cuocere 15 minuti mescolando continuamente con un cucchiaio di legno. Togliere dal fuoco e unire al semolino il radicchio stufato, il burro, il grana grattugiato, un pizzico di noce moscata e di pepe nero e le uova. Regolare di sale e amalgamare bene il tutto. Dividere il composto in stampini di silicone (vanno bene anche quelli usa e getta in alluminio ma devono essere preventivamente imburrati) e cuocere in forno a bagnomaria a 180°C per 30-35 minuti.
Per preparare la salsa sciogliere il brie tagliato a pezzetti insieme a 100 ml di latte su fuoco dolce.
Togliere gli sformatini dagli stampini e servirli caldi su uno specchio di salsa di brie, calda anch'essa.
Buon appetito!

N.B. Riscaldati sono ottimi anche il giorno successivo.