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sabato 30 giugno 2012

Pacco a sorpresa

Partecipare ai contest di Atmosfera Italiana è sempre un piacere: cimentarmi con i prodotti che vengono inviati è una sfida con me stessa, molto più che con le altre foodblogger (se così mi posso definire).
Stavolta non ha fatto eccezione: ho pazientemente atteso l'arrivo della pasta integrale Benedetto Cavalieri, con cui avrei dovuto realizzare dei finger food estivi; ho esultato come al solito al suo arrivo e ho scartato avidamente l'elegante pacco nero, lanciando in aria le patatine di polistirolo dell'imballo, come fosse un regalo il giorno di Natale. Cosa avrei trovato all'interno? Che tipo di piattini e di pasta? Penne? Fusilli? Chiocciole? Magari un formato adatto ad essere riempito! Con un gran sorriso ho tirato fuori due diversi contenitori per finger food, un pacco di fusilli e poi....lo sconforto si è impadronito di me.
No dai, questa è cattiveria!
........................................... Spaghetti.
Ecco quale altro tipo di pasta ho trovato nel mio pacco: spaghetti. Anzi, spaghettine, per essere più precisi. Niente contro gli spaghetti in generale, sia ben chiaro, ma se ci devo preparare dei finger food la questione è decisamente più complicata. Come diavolo faccio a tirar fuori dei bocconcini afferrabili con le mani con qualcosa di umido, lungo e deformabile????? Diciamo la verità: non sono certo il primo ingrediente a cui qualcuno può pensare per dei finger food! Qualche sadico personaggio deve essersi divertito parecchio a decidere di inviare questo particolare formato di pasta! Ma io di certo non mi sono lasciata mettere nel sacco!
Avrei potuto iniziare dai fusilli, ma il pensiero delle spaghettine non mi avebbe dato pace finché non avessi prodotto qualcosa.
Nonostante la mia inesistente manualità sono riuscita a modellare delle specie di nidi (non senza imprecazioni varie, tentativi miseramente falliti e macchie verdi sparse per mezza cucina) di spaghettine condite con una fresca salsa a base di ricotta e lattuga. I semi di papavero donano una nota colorata e piacevolmente croccante al bocconcino e il tutto risulta essere molto leggero, delicato e rinfrescante: proprio quello che ci vuole per mettere qualcosa sotto i denti in presenza di Scipione, Caronte o qualunque altro demone foriero di calura infernale!

Nidi di spaghettine integrali Benedetto Cavalieri con crema di ricotta e lattuga



Ingredienti (per 15 bicchierini circa):
150 g spaghettine integrali Benedetto Cavalieri
120 g ricotta vaccina
6-7 grosse foglie di lattuga
semi di papavero
6 g colla di pesce (1 foglio)
latte
pomodorini
sale, pepe nero

Ammorbidire la colla di pesce in acqua fredda per 10 minuti. Pulire e lavare le foglie di lattuga e scottarle una decina di secondi in acqua bollente salata (in questo modo acquistano un colore verde intenso). Scolarle, raffreddarle subito in acqua fredda e asciugarle con un panno pulito. Con un pimer a immersione frullare la lattuga scottata con la ricotta ben scolata (io ho usato ricotta vaccina perché di sapore più delicato), sale quanto basta e un pizzico di pepe nero: si ottiene un composto piuttosto liquido a causa dell'abbondante acqua contenuta nelle foglie di insalata. Trasferire tutto in una ciotola e unire la colla di pesce ben strizzata e sciolta a fuoco basso con un paio di cucchiai di latte. Mescolare bene e far raffreddare in frigo un paio d'ore in modo che la crema si addensi leggermente.
Cuocere le spaghettine integrali Benedetto Cavalieri in abbondante acqua bollente salata, scolarle e condirle con la crema di lattuga e ricotta. Preparare dei bocconcini arrotolando le spaghettine su delle forchettine da dolce e adagiarli sui piattini finger food Atmosfera Italiana. Guarnire i bocconcini con semi di papavero e spicchietti di pomodorini. Fondamentale: servire con mini-forchette (di legno nel mio caso) infilzate nel bocconcino. Servire freddi.
Buon appetito!









Con questa ricetta partecipo al contest di Lucia


domenica 24 giugno 2012

Primi giorni d'estate

Ci siamo. Dopo una primavera incerta e tanta pioggia finalmente è arrivata l'estate, la mia stagione preferita, e io sono felice! Non mi spaventa il caldo asfissiante che la sta accompagnando e nemmeno l'eccessiva sudorazione. Quello che veramente mi disturba è il fatto che non posso goderne come vorrei dato che me ne devo stare rinchiusa tra 4 mura (senza aria condizionata) a lavorare. Questo è veramente fastidioso: poter solo guardare attraverso una vetrata il cielo azzurro e un meraviglioso sole e sudare comunque come se fossi nella jungla, senza nemmeno la possibilità di un tuffo in mare o almeno in piscina! Mondo crudele!
Con il caldo, si sa, l'appetito diminuisce naturalmente e c'è bisogno di cibi freschi e tanta verdura per reintegrare acqua e sali minerali. Per questo motivo la guacamole (o il guacamole?! Boh!) qui è stato eletto a gran voce piatto ufficiale dell'estate 2012!
Stranamente a me l'avocado non è mai piaciuto molto. Mi era capitato di assaggiarlo varie volte ma non mi aveva mai convinto molto: lo trovavo stucchevole e troppo pastoso. Poi, per il mio compleanno, mi sono fatta portare al ristorante messicano (la mia passione per la cucina etnica è ormai nota a tutti) dove ho scoperto questa salsa vellutata meravigliosa che mi ha stregato e che, ovviamente, dovevo provare a riprodurre al più presto. Anche se non credo ai segni del destino ammetto che il tempismo di Cinzia nel pubblicare la sua ricetta della guacamole è stato fatale. E così non solo ho provato, ma ho replicato e replicato e replicato: troppo buona! Tra l'altro sta diventando un piacevole rituale per seguire le vicende della nazionale di calcio al campionato europeo. Se Fantozzi si preparava con frittatona di cipolle, birra ghiacciata e rutto libero, io e il maschio alfa ci "accontentiamo" di guacamole, tortillas e birra fresca (soprassediamo sulla questione "rutto libero" che qui non siamo certo degli esempi di bon ton). Visto che  me il calcio proprio non piace almeno ho qualcosa che me lo rende più sopportabile!

Guacamole


GUACAMOLE

Ingredienti:
1 avocado maturo
2 lime
1 cipollina fresca dolce (io di Tropea)
1 peperoncino lungo dolce (o un pezzo di peperone)
peperoncino secco in polvere (facoltativo)
pomodorini
sale

Sbucciare l'avocado, eliminare il nocciolo e tagliarlo a pezzi. In un mixer frullare insieme l'avocado, il succo dei due lime, la cipollina tagliata in quarti, il peperoncino, una presa di sale  e un pizzico di peperoncino in polvere (io ne metto veramente poco, giusto per dargli un po'di brio senza essere piccante) fino ad ottenere una crema abbastanza liscia. Versare la salsa ottenuta nel recipiente di portata e conservare in frigo fino al momento di servire. Guarnire con una dadolata di pomodorini e accompagnare con tortillas di mais non salate.
Buon appetito!




Con questa ricetta partecipo al contest di L'officina del cibo


Con questa ricetta partecipo al contest di Lucia

mercoledì 20 giugno 2012

Ingredienti "strani"

La cucina etnica mi piace un sacco, anzi, ci piace un sacco. Infatti anche il maschio alfa, pur essendo talvolta abbastanza difficile di gusti, è decisamente global in questo senso e non perde occasione per gustare le prelibatezze offerte da altre culture: cinese, giapponese, messicano, indiano, greco e chi più ne ha più ne metta. La cosa che più mi diverte (ma che, in dipendenza del mio umore, può anche farmi saltare fuori dai gangheri) è che quando si tratta di cucina etnica il mio fenomenale maschio assaggia e apprezza praticamente di tutto. Pur restando valida la regola del "Se non riconosce gli ingredienti da forma e colore può mangiare di tutto" l'ho visto sgranocchiare gamberi interi col guscio, avventarsi su pesci completi di pelle e lische, su ananas a pezzi (credendo fossero patate....ma questa è un'altra storia) e su vari altri altri improbabili piatti che ricadono nella classificazione "etnica". Vista questa sua particolare indole alla multietnicità negli ultimi tempi anche in casa nostra iniziano a manifestarsi ingredienti un po' insoliti ed esotici: avocado, salsa di soia, lime, zenzero...
Proprio di quest'ultimo avevo fatto notevole scorta l'ultima volta che l'avevo trovato al super, senza sapere bene cosa farne però. Ebbene pensa di qui, pensa di là, ne è uscita questa prelibatezza dal sapore orientaleggiante che ha incontrato il gusto di tutti. Si perchè visto che ci era piaciuta tanto ho voluto replicarla anche a casa dei miei (sempre per smaltire lo zenzero) che, pur essendo piuttosto scettici nei confronti delle mie "ardite" prodezze culinarie, hanno spazzolato tutto fino all'ultima codetta! E pensare che mio babbo sosteneva che lo zenzero sa di dopobarba!



CODE di GAMBERO in stile ORIENTALE

Ingredienti (per 2 persone):
500 g code gambero col guscio decongelate
20 g radice di zenzero fresca
2 spicchi aglio
vino bianco secco
salsa di soia
scorza grattugiata di mezzo limone
olio di semi
qualche foglia di insalata
sale

Tritare molto finemente gli spicchi di aglio sbucciati (io ho usato uno spremiaglio) e farli soffriggere in un tegame (possibilmente antiaderente oppure una wok) con 3-4 cucchiai di olio di semi. Dopo un minuto aggiungere anche la radice di zenzero sbucciato e tagliato a julienne. Far saltare per un paio di minuti le code di gambero nel soffritto preparato, poi sfumare con circa 50 ml di vino bianco. Una volta che il fondo si è ridotto salare (pochissimo) e profumare con la scorza grattugiata di un limone. Far cuocere ancora alcuni minuti a fiamma vivace facendo attenzione a non bruciare, poi irrorare con 5 cucchiai di salsa di soia un minuto prima di togliere dal fuoco. Servire calde con alcune foglie di insalata. Buon appetito!

Code di gambero in stile orientale

Con questa ricetta partecipo al contest di Esme



Con questa ricetta partecipo anche al contest dell'Arabafelice 

lunedì 18 giugno 2012

Fast and furious

Le settimane si rincorrono veloci e frenetiche: il tempo passa e senza che me ne accorgessi è arrivata l'estate. Caldo fuori, caldo in ufficio, caldo in casa, necessità di acquisire ritmi più veloci per far fronte a tutto quanto è richiesto dalla quotidianità e la stanchezza si fa sentire prepotente. I miei mille lavori, la spesa, le faccende di casa, gli allenamenti e le partite serali, poi, arriva il weekend e tutto cambia. Ci sono le uscite con gli amici, i gelati da gustare in compagnia, le cene e tutte le pulizie che non riesco a fare durante la settimana. Il ritmo non rallenta quasi mai ma è più "gioioso"! In tutto questo la cucina che fine fa? Niente paura, io continuo a cucinare, forse in maniera più semplice e veloce, più fresca ma non per questo meno saporita.
Il farro è uno dei cereali che preferisco per l'estate perchè si presta a infinite variazioni ed è sempre buono. Questa versione la volevo provare da tempo e non mi ha deluso. Torna la mia amata cipolla cruda, le lenticchie, il mio legume preferito e uno dei prodotti più celebri della mia terra: il salamino toscano (che non manca mai!). Il condimento si può preparare in 5 minuti 5, mentre il farro cuoce (e avanza pure del tempo per farsi una bella doccia!) ed è ottimo da portare al mare, in montagna, in ufficio o per un buffet. E' fresco e si conserva senza problemi per alcuni giorni in frigo. A mio avviso sarebbero state benissimo anche alcune olive nere che però non avevo in dispensa al momento.
Dedico questa ricetta gustosissima a tutte quelle persone che per necessità vivono la propria vita di corsa: è un piatto unico semplice e veloce, da fare anche all'ultimo minuto, quando si è stremati dal caldo e dalla stanchezza.

Insalata di farro rustica


INSALATA di FARRO RUSTICA

Ingredienti (per 3 persone):
300 g farro perlato
100 g salame cacciatore toscano
50 g grana (a scaglie)
1 cipolla di Tropea fresca abbastanza grande
200 g lenticchie bollite
2 rametti rosmarino
olio evo
aceto di vino rosso (sostituibile con aceto balsamico)
sale, pepe nero

Lavare il farro perlato sotto acqua corrente, metterlo in una capiente pentola con abbondante acqua fredda e cuocerlo a fiamma alta per 40 minuti dall'inizio dell'ebollizione. Salare l'acqua solo una decina di minuti prima della fine della cottura. Nel frattempo preparare il condimento: tagliare il salame a dadolini e affettare abbastanza sottilmente la cipolla. In una terrina riunire il salame a dadini, le lenticchie scolate, la cipolla affettata e abbondante rosmarino tritato grossolanamente. Condire con un filo di olio evo, poco sale, abbondante pepe nero (appena macinato se possibile) e 3 cucchiai di aceto (fondamentale: esalta il gusto del condimento senza essere invadente). Infine aggiungere il farro scolato e freddo e mescolare per omogeneizzare. Per ultime aggiungere le scaglie di grana. Servire dopo aver lasciato insaporire tutto in frigo almeno mezz'ora. Il giorno dopo è ancora più buona!
Buon appetito!

Con questa ricetta partecipo al contest primaverile di Una pasticciona in cucina



Con questa ricetta partecipo al contest di Giovanni


E al contest di Lucia

domenica 10 giugno 2012

L'insano gesto


Finalmente le temperature si sono fatte miti, il sole occhieggia dietro sporadiche nubi, ci si risveglia dal letargo e c'è voglia di freschezza e rinnovamento. Presa da smania di cambiamenti, in un momento di inattività lavorativa, ho deciso di recarmi dal parrucchiere per un taglio, cosa per me alquanto insolita, dato che taglio i capelli sono una volta l'anno, tra settembre e novembre. Non so cosa mi è preso in quel momento, quale influenza abbia avuto il sole sulla mia instabile testolina o l'aria frizzantina del mattino, tant'è che ho deciso di cambiare un po' e.....ZAC! Oddio....ho i capelli corti!!!!!! Il mio vanto e il mio orgoglio sparpagliati per terra. Per una abituata da sempre ad avere i capelli come minimo a metà schiena è stato un po' un trauma: mi sembra di essere nuda! Questo significa anche che i miei rotolini di ciccia sono esposti in bella vista, non più celati dalla mia usuale scomposta massa di capelli in perfetto stile "cugino Itt". Dicono che mi stanno bene anche s eio ci devo ancora fare l'occhio e il maschio alfa è felice come una Pasqua: da anni mi chiedeva di tagliarmi i capelli corti visto che la mia chioma da Raperonzolo è giunta più volte a soffocarlo durante la notte!
Dopo questo taglio radicale ho voluto sperimentare qualcosa di nuovo anche in cucina: presa dallo stesso raptus di follia anche al supermercato ho agguantato una confezione di tofu senza sapere bene cosa farci. Ammetto che appena l'ho assaggiato, da solo, scondito, mi è sembrato di addentare un pezzo di cartone e sono stata presa dallo sconforto: pur avendolo mangiato altre volte in qualche ristorante, non mi era sembrato così insipido. Poi per fortuna mi sono ricordata di una ricettina, letta probabilmente in una rivista, che alla fine si è rivelata deliziosa. Il tofu, che mi sembrava così insapore, insieme al finocchio acquista personalità e delicatezza e la salsa di accompagnamento rende il tutto molto molto goloso. Sono rimasta sorpresa anche dal potere saziente di questo piatto. Io ho apprezzato moltissimo e a dir la verità pure il maschio alfa, che inizialmente era un po' scettico sul tofu. In ogni caso continua a preferire il mio colpo di testa dal parrucchiere!

Dadolata di tofu e finocchio con tzatziki di carote


DADOLATA di TOFU e FINOCCHIO con TZATZIKI di CAROTE

Ingredienti:
125 g tofu
1/2 finocchio
2 carote
125 g yoghurt bianco magro
1 spicchio d'aglio fresco
menta essiccata (in alternativa a quella fresca che non avevo)
olio evo
sale, pepe nero

Con queste dosi si ottiene una porzione (molto abbondante) da circa 300-320 calorie, oppure 2 porzioni da 160 Kcal.

Tagliare il tofu e il finocchio lavato a dadolini di circa mezzo centimetro di lato, riunirli in una terrina e condire tutto con un pizzico di sale, un cucchiaio di olio evo e poco pepe nero appena macinato.
Raschiare le carote e grattugiarle con la grattugia a fori larghi. Condire le carote con lo yoghurt, lo spicchio d'aglio tritato finissimo, sale a piacere e abbondante menta secca (se si ha a disposizione quella fresca è meglio, purchè venga tritata finemente) e lasciare insaporire una mezz'ora in frigo. Comporre il piatto: compattare metà della dadolata di tofu e finocchio in un coppa pasta (o una qualunque altra ciotolina) e sformarlo sul piatto di portata. Guarnire con qualche ciuffetto di foglie di finocchio fresco e servirlo accompagnato da alcune cucchiaiate di tzatziki di carote.
Buon appetito!


Con questa ricetta partecipo al contest di Cotto e sgolardato


mercoledì 6 giugno 2012

Vittoria!

Ormai è noto che ho un rapporto estremamente conflittuale con il lievito di birra. Non so perchè e non lo capisco, ma è indubbiamente così. Ogni volta che mi sono approcciata a questo "strano" ingrediente si sono scatenate le ire funeste degli dei. E non è solo per la storia dei bagel. Già prima del blog mi capitava di cucinare e di voler sperimentare e allora, come adesso, quando ho tentato un qualche tipo di lievitato che contemplasse l'uso del lievito di birra è sempre venuta fuori una schifezza immangiabile. E' vero... non ho l'impastatrice, che può fare la differenza in questi casi, ma è possibile che le mie mani siano così distruttive??? Troppo calde? Troppo fredde? Troppo deboli? Non è che secernono una qualche sostanza in grado di sterminare questi minuscoli esserini? E' colpa degli alieni??? Della posizione sfavorevole di Giove e Saturno? Sono aperta a tutte le possibilità ormai perché proprio non me ne capacito! Eppure seguo le ricette alla lettera!
Poi è arrivato il giorno in cui ho letto questa e ho avuto voglia di provarci di nuovo: tempi minimi di attesa, le quantità sono tutte pesate (il che è un gran vantaggio per chi, come me, non è in grado di capire quando l'impasto è pronto, lievitato a sufficienza o necessita di altri liquidi o riposo o calore o vattelapesca) e soprattutto non si usano le mani!!! Vuoi vedere che forse stavolta ce la faccio?
La mia prima focaccia....Mi sono emozionata quando l'ho vista uscire dal forno così bella e ancora di più quando ho addentato il primo boccone ancora tiepido: una goduria morbida e saporita!
Per essere sicura che non fosse il classico colpo di fortuna l'ho già preparata due volte e l'ho anche fatta assaggiare ai soliti amici-cavia imparziali: non era solo mangiabile..era proprio buona!
Vuoi vedere che forse riesco a sfatare il mito della maledizione del lievito di birra?

Focaccia al rosmarino


FOCACCIA al ROSMARINO

Ingredienti:
125 g farina 00
125 g farina manitoba
10 g lievito di birra
120 ml acqua
5 g sale
olio evo
un rametto di rosmarino

Per la salamoia:
35 ml acqua
35 ml olio evo
10 g sale

Mescolare le due farine in una ciotola, poi aggiungere il lievito di birra sciolto in 4-5 cucchiai di acqua. Unire l'acqua a poco a poco mescolando con un cucchiaio. A metà lavorazione aggiungere anche il sale. Impastare molto velocemente e soprattutto non a mano, nè in planetaria (così dice Stefania e io mi fido). L'impasto risulterà piuttosto morbido. Ungere la superficie dell'impasto con poco olio, spalmandolo bene con un pennello, poi coprire la ciotola con un panno e far riposare 10 minuti. Ecco come si presenta l'impasto dopo 10 minuti.


Rovesciare l'impasto al centro di una teglia da 26 cm di diametro precedentemente unta con olio evo . Coprire di nuovo con il panno, senza toccare l'impasto, e farlo riposare altri 10 minuti. Trascorso questo tempo stendere delicatamente l'impasto con le dita tirandolo verso i bordi. Non deve diventare troppo sottile. Coprire con il panno e lasciare riposare ancora 20 minuti. Nel frattempo preparare la salamoia mescolando acqua, olio e sale. Fare tanti piccoli affossamenti nella focaccia con le dita infarinate, poi, prima di infornare, versare tutta la salamoia sulla focaccia e guarnire la superficie con il rosmarino.
Infornare a 220°C per 30-35 minuti, poi sfornare e lasciare raffreddare prima di servire accompagnata con salumi e formaggi.
Buon appetito!

Con questa ricetta partecipo al contest di Lucia