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sabato 24 dicembre 2011

Primo giorno d'inverno

Non ci posso credere! L'inverno è arrivato per davvero! Dopo un autunno a dir poco tiepido, allo scoccare del 21 dicembre, esco di casa e...tac!...E' inverno: freddo pungente, auto ghiacciata, piante coperte di brina. Corro a infilarmi guanti e cappello mentre aspetto che l'auto si "scongeli" per recarmi a lavoro. In ufficio: clima adatto per un allevamento di pinguini. Accendo la stufetta al massimo e in poco tempo ricreo una piacevole atmosfera tropicale, molto più indicata per la mia condizione di animale a sangue freddo. Mancano solo i gabbiani e il frusciare delle onde!
Al momento di uscire però, inevitabilmente, trovo di nuovo il gelo. Sarà mica che mi ammalo con questi sbalzi di temperatura? Detto, fatto: il giorno seguente mi ritrovo con un raffreddore da urlo e il naso completamente tappato. Iella nera! Fra 3 giorni è Natale e io mi rifiuto di essere malata!
Per rimettermi in sesto ci vuole qualcosa di caldo e possibilmente molto godurioso: e vai con una bella polenta pasticciata! Un vero piatto da montanaro adatto anche a un re e, perchè no, anche alla tavola delle feste natalizie!

Polenta pasticciata ai funghi


POLENTA PASTICCIATA ai FUNGHI

 Ingredienti (per 3-4 persone):
250 g farina di mais (regalatami da Cocogianni)
1 bicchiere latte
450 g funghi misti surgelati
una decina di funghi champignon
2 spicchi aglio
prezzemolo fresco
Pecorino nero di Pienza
olio evo
sale, pepe nero

Lavare bene gli champignon sotto acqua corrente, asciugarli e tagliarli a fettine sottili. Lavare, asciugare e poi tritare finemente il prezzemolo. Sbucciare gli spicchi di aglio, schiacciarli col palmo della mano e farli soffriggere alcuni minuti con 2 cucchiai di olio evo in una padella. Aggiungere i funghi ancora surgelati e dopo alcuni minuti gli champignon. Salare e pepare. Far cuocere il tutto un quarto d'ora a fiamma vivace. Verso fine cottura spolverizzare i funghi con il prezzemolo tritato.
Per la polenta: in una pentola scaldare un litro di acqua insieme a 12 g di sale. Quando l'acqua bolle abbassare il fuoco e versare la farina di mais a pioggia. Iniziare subito a mescolare con un mestolo di legno in modo che non si formino grumi. Verso metà cottura (circa 25 minuti) la polenta sarà molto soda e avrà bisogno di essere ammorbidita con il latte caldo. Continuare a mescolare vigorosamente (per evitare che la polenta si attacchi al tegame) ancora per mezz'ora circa o comunque fino a che non è cotta e non ha raggiunto la consistenza desiderata. Gli ultimi minuti aggiungere un paio di manciate di pecorino a dadini: mescolare in modo che si sciolgano e insaporiscano tutta la polenta. Servire subito ben calda guarnita con fettine di pecorino molto sottili e qualche cucchiaiata di funghi caldi.
Buon appetito!

Con questa ricetta partecipo al contest polentoso di Love at first bite

mercoledì 21 dicembre 2011

Lettera a Babbo Natale

Caro Babbo Natale,
anche se sono stata molto buona (!!!), quest'anno la voglia di ricevere regali non è poi molta: probabilmente il senso di colpa nei confronti di chi non è fortunato come me si fa sentire. E' un periodo difficile per tutti e talvolta non solo a livello economico: l'iPhone dovrebbe essere l'ultimo dei pensieri del cittadino medio, e invece...
Quest'anno, quindi, preferirei altro. Non chiedo la pace nel mondo, perché so che non sarebbe possibile se non c'è pace nel cuore.
Caro Babbo Natale, regalami più tempo da trascorrere con gli amici e con le persone a cui voglio bene. Non portarmi soldi (però se vuoi farmi vincere il superenalotto non mi oppongo!) ma donami la possibilità di un futuro lavorativo dignitoso.
Regala un po' di senso di equità e giustizia (o quanto meno un minimo di pudore e vergogna) a quegli strani signori, seduti su eleganti scranni, verosimilmente rivestiti di fantozziana pelle umana, che sorridono a Monti...ma non come farebbe Heidi.
Fa che non ci sia bisogno di cure e medicinali perché sospetto che a breve non potremo permetterci più nemmeno l'aspirina.
Porta tante risate e compagnia per tutti, che sono gratis e migliorano la qualità della vita come nessun diamante o Ferrari sono in grado di fare.

Certo, caro Babbo Natale, se proprio non puoi farne a meno ci sarebbe quel bauletto di The Bridge che mi piace un sacco, oppure va bene anche l'orologio di Calvin Klein... per non parlare di quel delizioso anello della Morellato! Forse però non hai voglia di privarti di alcuno dei tuoi organi vitali come reni, cornee o quant'altro per soddisfare un mio capriccio. Lo capisco...e ti perdono!

Per ora cerchiamo di accontentarci di questi biscotti che ti ho preparato: sono i classici pan di zenzero. Non li avevo mai fatti ma sono venuti veramente buoni (prima di regalarteli dovevo pur assaggiarli!) e affogati in un bicchiere di latte è la loro più degna fine. Profumano di Natale. Ho tralasciato le decorazioni perchè sono veramente tanti e non ne avevo il tempo. Spero tu li gradisca ugualmente.
Buon Natale!

Biscotti pan di zenzero

BISCOTTI PAN di ZENZERO

Ingredienti:
400 g farina bianca + necessaria per la stesura
150 g miele al limone
150 g zucchero
130 g burro
1 uovo
2 e 1/2 cucchiaini cannella in polvere
2 e 1/2 cucchiaini zenzero in polvere
1 cucchiaino noce moscata in polvere
1/2 cucchiaino bicarbonato di sodio
1/2 lievito in polvere
1 pizzico di sale

Lavorare il burro molto morbido (io gli ho dato una scaldata al microonde) con lo zucchero fino all'ottenimento di una crema liscia e omogenea. A questo punto aggiungere l'uovo, amalgamare bene e poi aggiungere anche il miele. In una ciotola a parte mescolare la farina con il lievito, il bicarbonato, il sale e le spezie. Versare lentamente la farina nell'impasto di burro e zucchero in modo che si incorpori bene. Lavorare l'impasto per renderlo omogeneo, poi creare una palla (il mio impasto era abbastanza morbido) e racchiuderla nella pellicola trasparente. Far riposare l'impasto in frigo una notte. Stendere porzioni d'impasto con mattarello e piano infarinati ad una altezza di circa mezzo centimetro (forse i miei erano piu sottili perche mi piacciono i biscotti croccanti).


Ritagliare i biscotti con le apposite formine (natalizie nel mio caso), stendere su una placca foderata di carta da forno e cuocere in forno preriscaldato a 180° C per circa 8-9 minuti.
Buon appetito e buon Natale!

Con questa ricetta partecipo al contest del Molino Chiavazza

mercoledì 14 dicembre 2011

Gli spaghettoni di Chuck Norris

Qui non si scherza. Questo è un piatto tosto per gente tosta. Astenersi dal suo consumo signorine, benpensanti e deboli di stomaco. Non è leggero, non è dietetico, non e per tutti i palati.
Un condimento robusto e ruvido, come gli spaghettoni Benedetto Cavalieri, a cui si attacca in un matrimonio d'amore per un gusto decisamente "hot". Solo alcuni pomodorini per mitigare la meravigliosa piccantezza della 'nduja calabrese.
Tra l'altro questo è l'indubbio cavallo di battaglia del maschio alfa: un vero piatto da macho!
Una coccola (rustica, è vero, ma pur sempre una coccola) che mi prepara quando mi vuole tirare su il morale. Che tesoro di omino!
Oggi l'ho preparato io (anche se cucinato da lui ha tutto un altro sapore, decisamente più speciale!): in inverno è l'ideale, soprattutto quando il riscaldamento è spento!!!
N.B. prima di mangiare ricordarsi di avere nelle vicinanze un estintore per calmare i bollenti spiriti!!!

SPAGHETTONI alla 'NDUJA CALABRESE

Ingredienti (per 2-3 persone):
250 Spaghettoni Benedetto Cavalieri
70 g 'nduja (in pratica due fettone)
4 spicchi aglio
8 pomodorini
2 cucchiai prezzemolo fresco tritato
olio evo
sale

Sbucciare gli spicchi d'aglio e tritarli finemente. Far soffriggere l'aglio con 2 cucchiai di olio evo in un tegame (o in una saltapasta) ma fare attenzione che non bruci. Sbriciolare la 'nduja nel soffritto e mescolare con un mestolo di legno fino a che non si è praticamente sciolta e amalgamata con l'aglio. A questo punto aggiungere i pomodorini lavati e tagliati in 4 spicchietti e lasciar appassire a fuoco vivace, poi abbassare la fiamma e far stufare il tutto una decina di minuti.
Nel frattempo lessare gli spaghettoni Benedetto Cavalieri in abbondante acqua bollente salata, scolarli e aggiungerli al condimento preparato (che non ha bisogno di essere salato perche è già saporitissimo). Amalgamare bene e servire caldi con una spolverata di prezzemolo tritato per dare un'idea di freschezza alla bocca!

Buon appetito!

Spaghettoni con 'nduja calabrese


Con questa ricetta partecipo al contest Pasta solo pasta di Atmosfera Italiana

mercoledì 7 dicembre 2011

Torta a comando

Si sa ormai che questo per me è un periodo un po' folle in cui corro come una pazza per confezionare dolci di compleanno per gli amici che, a quanto pare, sono nati tutti nello stesso periodo! Puff, pant...direbbe Paperino!
Certo che la soddisfazione di sentirsi dire:" Se c'è qualcuno che ce la puo fare a preparare questa torta, quella sei tu!" mi ha fatto dimenticare la stanchezza, la pigrizia e ha fatto si che la mia coda di pavone si aprisse in tutto il suo splendore, così da ostentare tutta la mia (inesistente) arte pasticcera!
Ho cercato la ricetta sul web perchè mai avevo sentito parlare della torta alle noci di Livigno (anche perchè io, a Livigno, non ci sono mai stata) ma è stata una meravigliosa scoperta e per questo ringrazio il caro Morga, per avermi obbligato a provare nonostante il mio scetticismo.
I miei dubbi erano legati principalmente alla frolla (nella quale non raggiungo vette eccelse) e nel ripieno a base di caramello (non avendolo mai provato e non possedendo nemmeno un termometro da cucina). Tali dubbi sono stati spazzati via al primo boccone: la frolla biscottosa fa da scrigno ad un ripieno morbido, voluttuoso, che riempie la bocca di dolcezza senza essere stucchevole. E poi quei pezzetti di noci che sono la mia frutta secca preferita... E non posso fare a meno di  amare follemente qualunque cosa contenga caramello (Si, io sono quella che generalmente non ama i dolci!).
Non so se sono riuscita a ricreare il sapore della torta dei sogni del mio amico, ma io ne sono comunque rimasta conquistata.
Fra l'altro questa torta è stata un'ottima scusa per trovarsi con gli amici (le mie solite cavie) la domenica pomeriggio a casa per fare merenda, accompagnando il tutto con un buon thè caldo e tante chiacchiere, mentre fuori pioveva a dirotto. In questi casi anche la brutta stagione può essere davvero piacevole!

Torta alle noci di Livigno


TORTA alle NOCI di LIVIGNO

Ingredienti
(per la pasta frolla):
130 g burro
85 g zucchero
280 g farina
1 uovo
1/2 bustina lievito
scorza di 1/2 limone
1 bustina vanillina
sale
zucchero a velo

(per il ripieno):
150 g zucchero
30 g miele
40 g acqua
200 g gherigli di noce
25 g nocciole sgusciate
100 ml panna fresca


Montare con le fruste elettriche il burro morbido con lo zucchero, un pizzico di sale, la vanillina e la scorza di limone fino a ottenere una crema liscia e gonfia. Incorporare l'uovo e montare di nuovo. Aggiungere la farina mescolata al lievito e impastare velocemente a mano. Formare una palla e lasciare riposare in frigorifero almeno 2 ore.
Per il ripieno: con il mixer tritare finemente le nocciole e quasi tutte le noci (alcune noci spezzettarle a mano in maniera grossolana). Scaldare a fiamma bassa l'acqua mescolata con lo zucchero e il miele in un pentolino a bordi alti e fondo spesso. Lasciare cuocere fino a che non inizia a imbrunire, cioè a  caramellare: io sono andata "a occhio" (purtroppo non ho le foto del passo-passo perchè ero impegnata a non far bruciare tutto quanto!). Togliere il pentolino dal fuoco quando il colore del caramello è ambra scuro e aggiungere la panna e due cucchiai di noci e nocciole tritate mescolando velocemente. Rimettere sul fuoco e lasciare sobbollire 2-3 minuti, poi aggiungere le restanti noci (anche quelle spezzettate) e nocciole, amalgamare e lasciare raffreddare.
Dividere la frolla in due parti e stenderla con il mattarello e poca farina. Foderare una tortiera imburrata e infarinata di 26 cm di diametro con metà della frolla stesa e versarvi il ripieno. Ricoprire con la restante pasta frolla e infornare a 210°C per 30 minuti. Sfornare, lasciare raffreddare e cospargere di zucchero a velo.



Torta alle noci di Livigno

Con questa ricetta partecipo al contest di Una pasticciona in cucina


e al contest di  Nuvole di farina e La casa di Artu'


e al giveaway di Arabafelice...sia mai che la dea bendata abbia voglia di baciarmi!

domenica 4 dicembre 2011

Lo famo strano?

Lo ammetto. Questa volta forse ho esagerato. Mi succede così, all'improvviso: sono a lavoro, sto camminando e bam! Arriva l'idea. A volte geniale (secondo il mio modestissimo parere), a volte una ciofeca. Stavolta mi sa che è un pò strana: vuoi vedere che i miasmi di laboratorio hanno fatto effetto sul mio già disturbato cervellino???
Quando al maschio alfa ho proposto una pasta condita con una crema a base di aglio cotto mi ha guardato timoroso come a dire: "Io mi fido di te e mangerò (quasi) qualunque cosa tu mi proponga, ma sei sicura di non essere completamente pazza?"
Ho ignorato i suoi sguardi impauriti, memore del fatto che a lui l'aglio piace, eccome (a Praga per ben 3 giorni ha emanato effluvi agliati dopo aver mangiato la zuppa all'aglio!).
Nonostante tutto stavolta è rimasto scettico fino in fondo, pur avendo comunque adempiuto al suo dovere di fidanzato devoto: ho impiattato, ha mangiato alcune forchettate, ha approvato con piglio da gran gastronomo decretando che lo speck croccante era fantastico, poi si è mangiato mezzo pollo preso dal pollaiolo del mercato... De gustibus!
Per quanto mi riguarda posso solo dire che mi è piaciuto un sacco questo primo piatto. Il sapore dell'aglio non è eccessivo, nè persistente e posso garantire che non è affatto indigesto: ho usato la salsa avanzata per condire la pasta che ho mangiato prima di andare ad allenarmi e non ho avuto nessun tipo di problema nonostante il mio stomaco sia piuttosto delicato. Inoltre è un condimento utilissimo per tenere alla larga i vampiri che in questo periodo stanno spopolando!!!

Penne con crema all'aglio e speck croccante


PENNE con CREMA all'AGLIO e SPECK CROCCANTE

Ingredienti (per 2 persone):
160 g penne Benedetto Cavalieri
2 capi d'aglio rosso
100 g ricotta vaccina
1 cucchiaino miele
4 fette sottili speck
latte
aceto balsamico
noce moscata
sale

Sbucciare gli spicchi d'aglio e creare un cartoccino con la carta da forno in cui adagiarli insieme a una tazzina di latte, un pizzico di sale e una macinata di pepe nero. Chiudere il cartoccio e cuocere in forno a 180° C per circa un'ora (abbondante). Controllare la cottura degli spicchi d'aglio che devono essere talmente morbidi da spappolarsi: se non sono cotti rimetterli in forno!
Schiacciare gli spicchi di aglio cotti e mescolarli in una terrina con la ricotta, il miele, un pizzico di noce moscata e un cucchiaio di aceto balsamico, fino a formare una crema omogenea. Salare leggermente e aggiungere eventualmente qualche cucchiaio di latte se la crema dovesse risultare troppo soda (dovrà essere usata per condire la pasta).
Tagliare lo speck a striscioline sottili e farlo tostare in una padellina antiaderente ben calda fino a che non diventa croccante.
Cuocere le penne Benedetto Cavalieri in abbondante acqua bollente salata, scolarle e condirle immediatamente con la crema all'aglio. Terminare il piatto cospargendo con lo speck croccante e qualche goccia di aceto balsamico.
Buon appetito!

Con questa ricetta partecipo al contest di Atmosfera Italiana "Pasta solo pasta"

giovedì 1 dicembre 2011

Un pieno di vitamina C

Quando ho letto il messaggio di Stefania che mi invitava a partecipare al suo contest "sFrutta l'inverno" mi è preso un colpo: e ora che preparo??? La torta di mele, per quanto buona, mi sembrava banale, oltre al fatto che ne esistono talmente tante versioni che non capisco per quale ragione la mia dovrebbe essere migliore. Oltre a ciò il maschio alfa ne somatizza la sola vicinanza: un dolce a base di frutta sarebbe un affronto troppo grande e verrebbe sicuramente ripudiato senza nemmeno essere degnato di un assaggio (lo so, è gia capitato).
Per quanto mi riguarda, nata e cresciuta in una famiglia estremamente tradizionalista dal punto di vista culinario, mescolare il dolce con il salato non è mai stato visto troppo di buon occhio. E poi io ho una assoluta predilezione per il salato. Per fortuna la curiosità e la voglia di stupire (principalmente me stessa) non mi mancano: come mio solito ho raccolto la sfida e ho messo in moto i 3 neuroni superstiti per partorire qualcosa di fruttoloso, salato e commestibile, che risultasse appetibile anche per l'uomo di casa! Questo significava pensare a qualcosa che contenesse frutta frullata e assolutamente non riconoscibile!
Alla fine ho optato per un classico che però non avevo mai preparato, né assaggiato: l'arista all'arancia. Non ho seguito nessuna ricetta particolare e sono andata "a sentimento" ma si è formato un sughetto vellutato in cui il gusto dell'arancia si fondeva molto amabilmente con quello della carne. Il risultato mi ha sorpresa a tal punto che ho deciso di proporre questa arista anche il giorno di Natale: il maschio alfa ha approvato a pieni voti, vediamo se gli scettici oseranno storcere il naso!

Lonza di maiale all'arancia

LONZA di MAIALE all'ARANCIA

Ingredienti:
400 g lonza di maiale in un solo pezzo
1 arancia (biologica)
4 spicchi aglio
4 rametti rosmarino
1 bicchierino brandy
1 cucchiaio fecola
burro
olio evo
sale, pepe nero

Sbucciare e tagliare a fettine gli spicchi di aglio. Lavare e asciugare il rosmarino. Con un rigalimoni ricavare dei filettini sottili di scorza di arancia. Mescolare le scorzette, gli aghi di rosamrino, l'aglio a fettine, sale e pepe e utilizzare questo composto per "drogare" la carne. Se il pezzo di carne non ha incavi naturali praticare dei tagli con un coltello e riempirli col preparato. Legare strettamente la carne con lo spago da cucina fino a fargli assumere l'aspetto della classica arista. In una casseruola a bordi alti scaldare 2 cucchiai di olio evo e far rosolare la carne su tutti lati a fiamma vivace.
Spremere l'arancia e mescolare il succo con il brandy. Sfumare la carne con il succo d'arancia e brandy. Far riprendere il bollore al fondo di cottura, poi incoperchiare e abbassare la fiamma. Lasciare cuocere circa mezz'ora (di piu se il pezzo di carne e piu grande), poi togliere la carne: il fondo di cottura dovrebbe essere ancora abbastanza liquido. Aggiungere al fondo una noce di burro e quando questo si e sciolto aggiungere anche un cucchiaio scarso di fecola. Mescolare velocemente in modo che non si formino grumi e spengere il fuoco quando il sughetto inizia ad addensarsi leggermente. Tagliare la carne a fette sottili e irrorarla con il fondo all'arancia. Servire guarnendo con del rosmarino fresco.

N.B. E' molto importante non cuocere troppo a lungo la carne di maiale che altrimenti potrebbe diventare stopposa!
Buon appetito!


Con questa ricetta partecipo al contest di Nuvole di farinaLa casa di Artù