giovedì 5 settembre 2019

Un classico straordinario

Ho sfogliato all'indietro il blog e mi sono resa conto che negli ultimi mesi ho postato solo ricette di pesce.
No, non ho smesso di mangiare carne. Non potrei. Però ammetto che a casa ho avuto una notevole virata verso gli animali acquatici,  forse più veloci da cucinare, sicuramente più digeribili e leggeri.
Quindi pesce anche oggi, anzi, molluschi, che adoro.
Perfino il piccolo maschio alfa non riesce a resistere di fronte agli spaghetti con le "bombole"!
Come dargli torto?! Chi riesce davvero a resistere di fronte a un piatto così?!????




SPAGHETTONI alle VONGOLE

Ingredienti (per 4 persone):
1 kg di vongole (o lupini di mare)
450 g spaghettoni
5-6 spicchi di aglio
mezzo bicchiere di vino bianco
prezzemolo fresco
olio evo
sale
peperoncino fresco (facoltativo)


Far spurgare le vongole qualche ora (meglio una notte intera): porle in un colino e tenerle in ammollo in acqua salata. In questo modo le vongole espellono l'eventuale sabbia contenuta nelle valve, che sarebbe fastidiosissima se finisse sotto i denti. Scolare e sciacquare bene le vongole prima di cuocerle.
Preparare un trito fine con gli spicchi di aglio sbucciati; se piace, tagliare a rondelle un piccolo peperoncino. Versare aglio e peperoncino in una capiente padella con almeno mezzo bicchiere d'olio e accendere il fuoco al minimo. Lasciare che l'olio si insaporisca a fiamma bassissima per almeno 5 minuti stando bene attenti a che l'aglio non imbrunisca. Appena prima di versare le vongole in padella, alzare la fiamma al massimo. Spadellare le vongole per alcuni minuti in modo che si aprano, poi sfumare con il vino. Aggiustare di sale. Spengere il fuoco una volta che il vino è evaporato e si è formato un bel po' di fondo di cottura.
Cuocere gli spaghettoni (ma vanno bene anche linguine, tagliolini, spaghetti normali...) in abbondante acqua bollente salata, scolare al dente conservando circa un bicchiere di acqua di cottura.
Spadellare gli spaghettoni con le vongole a fiamma alta, irrorando eventualmente con l'acqua di cottura della pasta se il sughetto si dovesse asciugare troppo. Spolverizzare con abbondante prezzemolo fresco tritato e servire immediatamente.
Buon appetito!




mercoledì 21 agosto 2019

Le grasse vacanze

Riassunto di 4 giorni in Trentino: polenta, formaggi, canederli, crauti, gulasch, carne salada, strauben e birra.
Rientro a casa per ferragosto, dove ci aspettava il pranzo luculliano coi parenti. A seguire cena con gli amici, tanto per restare in esercizio.
Partenza per Berlino.
Riassunto di 4 giorni a Berlino: wurstel, currywurst, patate, stinco, patate, schnitzel, patate, birra e patate, sfoglie glassate grandi come un piatto da pizza, patate.
Ormai non cammino più: rotolo.
Tornata a casa anelavo solo del pesce e della verdura fresca...

La ricetta di oggi rispecchia perfettamente questa mia necessità: pesce fresco leggero e saporito, che si cucina molto velocemente e profuma di estate. Ovviamente con i pomodori buoni dell'orto!

Si tratta di una ricetta classica per il pesce, inventata dai pescatori che cucinavano il pescato del giorno con ciò che avevano a disposizione: pomodori e acqua di mare, naturalmente salata. Visto che il sale era un bene di lusso, con un costo "pazzo",  i poveri pescatori che non potevano permetterselo usavano l'acqua di mare per insaporire il pesce.



FILETTO di NASELLO all'ACQUA PAZZA

Ingredienti (per 3 persone):
3 filetti di nasello da circa 200g ciascuno (meglio se con la pelle)
20-25 pomodorini maturi
1 spicchio di aglio
50 ml di vino bianco
Prezzemolo
Olio evo
Sale

In una padella dal fondo piatto far scaldare per un minuto a fiamma vivace 3 cucchiai di olio evo con uno spicchio di aglio sbucciato e schiacciato. Buttare in padella i pomodorini tagliati a metà e lasciarli soffriggere per un paio di minuti. Aggiungere i filetti di pesce (posarli dalla parte della pelle) e incoperchiare. Mescolare 50 ml di vino bianco con 50 ml di acqua e mezzo cucchiaino di sale. Irrorare il pesce con il liquido preparato che non dovrà coprire interamente i filetti ma bagnarli fino a circa metà. Far prendere il bollore, poi abbassare la fiamma e lasciare cuocere per 10-15 minuti: il liquido dovrà essersi parzialmente ristretto e aver formato un invitante sughetto. Non occorre salare ulteriormente.
Servire subito il pesce coi pomodorini in accompagnamento abbondantemente cosparso di prezzemolo fresco tritato.
Buon appetito!

mercoledì 24 luglio 2019

Autoelogio

Raramente una ricetta è perfetta al primo tentativo: di solito parto da una idea e cerco di perfezionarla nel tempo secondo i miei gusti e gli ingredienti disponibili.
Con questa ricetta invece non c'è stata la necessità di pensare ad alcuna modifica: nasce così, al primo tentativo ed è perfetta.Saporita e speziata ma leggera, ottima per l'estate ma anche per climi più freddi. La adoro.E, cosa ancora più sorprendente, la adora anche il maschio alfa che, dopo aver raschiato gli ultimi granelli di quinoa dalla padella, ha alzato gli occhi verso di me e ha detto "Certo che avresti potuto farne un po' di più!"
Grandi pacche sulle spalle per me e soddisfazione alle stelle.



PADELLATA SPEZIATA di QUINOA e MAZZANCOLLE

Ingredienti (per 2 persone):
300 g di mazzancolle
1 cipollotto fresco
200 g quinoa
una costola di sedano
una carota
un pezzetto di radice di ginger
prezzemolo
olio evo
paprika affumicata
curry
peperoncino chipotle secco


Per il Bisque:
1 spicchio di aglio
mezzo bicchiere di vino bianco
5-6 steli di prezzemolo
5 grani di pepe nero
un pezzetto di radice di ginger
1 cipolla dorata
30 g burro
1l acqua

Sciacquare la quinoa sotto acqua corrente, poi asciugarla con un canovaccio.
Staccare testa, zampette e carapace alle mazzancolle, lasciando solo la coda. Tenere da parte le mazzancolle sgusciate e usare gli scarti per preparare il bisque.
Per il bisque: far sciogliere il burro in una casseruola capiente, poi aggiungere lo spicchio d'aglio schiacciato, la radice di ginger sbucciata e tagliata a pezzetti e la cipolla sbucciata e tagliata in 4 spicchi. Lasciare soffriggere un minuto poi aggiungere gli scarti delle mazzancolle. Appena il tutto riprende il bollore sfumare con il vino. Quando il vino è evaporato aggiungere gli steli di prezzemolo, il pepe nero in grani e versare acqua fino a coprire il tutto (circa 1 l). Far riprendere il bollore, poi abbassare la fiamma al minimo, incoperchiare e lasciare sobbollire per circa un'ora, togliendo ogni tanto la schiumetta che si forma in superficie con una schiumarola. Aggiustare di sale (ne occorre davvero pochissimo perchè questo brodetto è già molto saporito). Una volta che il bisque si è ridotto di circa la metà, filtrare con un colino a maglie fitte e tenerlo in caldo.
Tritare sedano, carota (precedentemente raschiata), ginger (sbucciato) e cipollotto e far soffriggere 5 minuti a fiamma vivace insieme a circa 5 cucchiai di olio evo in un largo tegame a bordi non troppo alti (una sorta di paellera). Sfumare con mezzo bicchiere di bisque e lasciare appassire tutto ben bene a fuoco dolce. Spolverizzare con un cucchiaio di paprika affumicata (o paprika dolce) e mezzo cucchiaio di miscela per curry, mescolare e versare subito la quinoa. Lasciare tostare la quinoa per un minuto, poi versare il bisque fino a ricoprirla completamente. Mescolare, incoperchiare e lasciare cuocere a fiamma bassissima per circa 15 minuti senza più toccare niente.
Nel frattempo preparare le mazzancolle: in un ciotolino mescolare qualche cucchiaio di olio evo con un cucchiaino di paprika e un cucchiaino di peperoncino chipotle secco. Ungere bene le mazzancolle con l'olio speziato e spadellarle 1 minuto per lato in una padella antiaderente caldissima.
Disporre le mazzancolle sulla quinoa ormai cotta (deve aver assorbito tutto il liquido) e spolverizzare con un trito di prezzemolo fresco.
Servire subito.
Buon appetito!


N.B.1 Il bisque può essere preparato anche il giorno prima.
N.B.2 Le mazzancolle possono essere sostituire da code di gambero o da gamberoni

lunedì 17 giugno 2019

Cambio di stagione

Per quanto mi renda conto che quello passato è stato un inverno secco, che c'era bisogno di pioggia e di maltempo, non vedevo l'ora che arrivasse l'estate. Dopo una primavera che non è stata primavera, l'arrivo dei primi caldi mi ha enormemente confortata e rigenerata, mi ha ridato forza ed energia e, perchè no, pure un po' più di verve in cucina.
Per mesi ho anelato fresche insalate, risi freddi e tenere verdurine crude e finalmente è arrivato il loro momento.
Approfitto delle torride temperature previste per rispolverare un intramontabile classico della cucina italiana: l'insalata di polpo e patate.
Fondamentale è la lunga cottura del polpo, onde evitare di ritrovarsi in bocca tentacoli gommosi; per il resto è una ricetta di una semplicità imbarazzante e di grande versatilità. Perchè se la base restano polpo e patate, il resto dei condimenti è assolutamente personalizzabile secondo il proprio gusto.
Questa resta comunque la mia versione preferita.



INSALATA di POLPO e PATATE

Ingredienti (per 3 persone):
1 grosso polpo (o due piccoli) da circa 1,2 kg
3 patate medie
un mazzetto di rucola
una manciata abbondante di capperi sotto sale
olive nere taggiasche (o al forno)
1 spicchio di aglio
succo di limone
1/2 bicchiere di aceto di vino
olio evo
sale
pepe nero (facoltativo)

Per prima cosa occorre lessare il polpo: portare a bollore abbondante acqua in una pentola capiente con mezzo bicchiere di aceto. Quando l'acqua bolle afferrare il polpo con delle pinze, immergerlo per un paio di secondi e poi tirarlo fuori. Ripetere l'operazione altre due volte, poi lasciarlo definitivamente immerso. Abbassare la fiamma al minimo, incoperchiare e lasciare sobbollire almeno 45 minuti (meglio un'ora). Una volta cotto, scolare il polpo, lasciarlo raffreddare poi spellarlo (operazione facoltativa, solo che a me la pelle non piace e preferisco toglierla) e tagliarlo a pezzetti.
Sbucciare le patate e tagliarle a tocchetti; cuocerle al vapore per circa 20 minuti, poi lasciarle raffreddare.
In una ciotola mescolare patate e polpo, poi aggiungere la rucola, ben lavata, asciugata e spezzettata a mano. Aggiungere anche le olive a piacere, lo spicchio di aglio sbucciato e tagliato a pezzetti e i capperi, precedentemente dissalati sotto acqua corrente e ben strizzati. Condire con sale, pepe nero appena macinato, un filo di olio evo e qualche goccia di succo di limone. Mescolare tutto e lasciare riposare in frigo almeno mezz'ora, in modo che l'insalata si insaporisca bene.
Servire fresca.
Buon appetito!


N.B.1: Aglio, capperi, olive e rucola sono facoltativi: come ho detto sopra, la base è polpo e patate, il resto si può variare a piacere. Si possono agiungere e/o sostituire ingredienti eventualmente con pomodorini, insalatine di vario tipo e, perchè no, magari impreziosire il tutto con dei gamberetti bolliti o dell'avocado a tocchetti.
N.B.2: Le patate possono anche essere bollite intere, poi sbucciate e tagliate a tocchetti. Personalmente le preferisco cotte al vapore: cuociono più velocemente e restano meno umide.

giovedì 9 maggio 2019

Orgoglio di mamma

Due anni. Un grande amore per il cibo, per le palline di tutte le dimensioni, il fuoco, gli aerei e i camion.
Una testolina bionda e furbissima. Occhioni verdi trasparenti. Manine paffutelle, sempre sporche, che non riesco a smettere di mordicchiare.
Inutile cercare di esprimere quanto io trovi bella, intelligente e perfetta la mia progenie: credo siano sentimenti legittimi per tutti i genitori.
Lo so. Sono impazzita. "Ogni scarrafone è bello a mamma sua" e io non faccio eccezione. Ahimè, questi ormoni di mamma mi hanno proprio rincoglionita e so che prima o poi ne pagherò le conseguenze.
Poco prima di partorire chiesi ad una cara amica, se fossi diventata una sdolcinata mammina che parla solo del suo bebè e pubblica roba melensa sui social, di venire a casa mia e tirarmi un paio di schiaffi.
....Sto aspettando che squilli il campanello....
Però devo ammettere che ci sono momenti che non solo rasentano la perfezione ma che addirittura mi inorgogliscono tanto da raccontarne persino qui.
Ad esempio:
Festa dell'asilo. Tavolo dei rinfreschi carico di dolci di ogni tipo.
Vedere il mio nano che si fionda sicuro sulla mia torta al semolino e fa addirittura il bis....l'espressione tronfia che si stampa sulla mia faccia è il minimo che posso fare. E no, non era la torta più bella, ma mi piace pensare che fosse la più buona....almeno secondo il piccolo J!

Ricetta supercollaudata: fatta e rifatta tantissime volte, riscuote sempre grande successo tra i commensali con la sua consistenza morbida, quasi da sembrare un dessert al cucchiaio. Inoltre è semplice e veloce da preparare. "Semplice e veloce" .....praticamente è diventato il mio mantra in cucina da un po' di tempo!
In ogni caso straconsiglio questa deliziosa torta adatta a grandi e piccini.



TORTA SEMOLINO e RICOTTA (simil migliaccio napoletano)

Ingredienti:
200 g semolino
250 ml panna fresca
500 ml latte
250 ml acqua
4 uova medie
250 g ricotta vaccina
250 g zucchero semolato
40 g burro
1 bustina di vanillina
Un pizzico di sale
Zucchero a velo

In una pentola scaldare insieme latte, panna, acqua, burro e un pizzico di sale. Mescolare ogni tanto in modo da favorire lo scioglimento del burro. Quando il tutto inizia a bollire versare a pioggia il semolino mescolando con una frusta. Abbassare il fuoco al minimo e mescolare continuamente con la frusta per evitare la formazione di grumi. Continuare così la cottura per 4-5 minuti: a questo punto il semolino si sarà addensato. Trasferire l'impasto in una pirofila e lasciarlo raffreddare a temperatura ambiente.
Nel frattempo montare le uova (tuorlo e albumi) con lo zucchero e la vanillina con le fruste elettriche fino a che il composto non è gonfio e cremoso. A questo punto aggiungere la ricotta alle uova (meglio se setacciata) e mescolare delicatamente. Aggiungere infine anche il semolino ormai intiepidito e amalgamare bene. Versare l'impasto in una tortiera tonda  in silicone da 26 cm, livellare con una spatola e coprire con un foglio di alluminio. Infornare a 200°C per 45 minuti, poi togliere l'alluminio e lasciare cuocere scoperta ancora 10 minuti. Fare la prova stecchino per controllare la cottura e poi sfornare. Lasciare freddare completamente prima di servire la torta ben spolverizzata di zucchero a velo.
Buon appetito!


N.B.1: Nel caso venga usata una tortiera di metallo occorre imburrare e infarinare i bordi per evitare che la torta vi resti attaccata, oppure rivestire la tortiera di carta da forno.

N.B.2: Le mie modifiche, rispetto all'originale ricetta campana, consistono nel non aver usato la scorza di limone per aromatizzare e nell'uso della panna al posto dell'acqua, per un risultato ancora più godurioso.

N.B.3: Il nome migliaccio viene dal fatto che anticamente veniva usata farina di miglio al posto del semolino, oggi ben più reperibile.



martedì 23 aprile 2019

Baby shark

Madri. Padri. Puerpere. Gravide. Sappiate che se non conoscete il significato del titolo di questo post siete out. Terribilmente, out. Se siete genitori o state per diventarlo, non si può più prescindere da Baby shark, la hit del momento, il tormentone dell'anno, uno di quei motivetti orecchiabili che penetra nel cervello e non ne esce più. Cantare al proprio adorato bebè le canzoncine dello Zecchino d'oro ormai è demodè. Al bando anche Wiskey il ragnetto, la vecchia fattoria e ci son due coccodrilli e un orangotango. Se vuoi essere un genitore trendy bisogna cimentarsi con qualcosa di più esotico e innovativo come Baby Shark! Altro che la tartaruga di Lauzi!
In questo senso noi, per una volta, siamo sulla cresta dell'onda: ne conosciamo tutte le versioni presenti su YouTube, il che comprende quella cartone animato, quella giapponese, quella di Halloween, quella con scimmie in molteplici lingue e varie altre che mi sfuggono al momento.
In base all'umore il pargolo decide quale preferisce e allora via che parte il momento disco-dance, con tanto di balletto di accompagnamento, ovviamente.
Così ci ritroviamo spesso, io e il maschio alfa, a cantare e agitarsi come due cretini sotto gli occhi deliziati del piccolo J, che batte le mani a tempo con la sua canzone preferita.
Ormai abbiamo messo su un numero da circo con questa colonna sonora, tanto che sto meditando di organizzare un tour di esibizioni per le piazze italiane....sia mai che ci scappi la comparsata in Tv!

Tornando alle cose serie, cioè alla cucina, la ricetta di oggi non può che essere pesce!
Sono dell'idea che quando il pesce è fresco come deve essere, non ha bisogno di tanti salamelecchi per essere delizioso: cucinarlo nel modo più semplice possibile rappresenta la migliore opzione per gustarlo a pieno. Per quanto mi riguarda, il modo migliore di cucinare un buon pesce con lisca, come orate e branzini, è in forno, sotto sale.
In molti hanno storto il naso di fronte a questa mia affermazione ma posso assicurare che il risultato è strepitoso: la carne resta morbidissima, delicata, saporita e assolutamente non salata, come si potrebbe erroneamente pensare. Infatti il sale resta in superficie, sulla pelle, senza penetrare nella carne. Questo garantisce una diffusione del calore ottimale. Inoltre non occorre olio in cottura, solo un filo a crudo, se piace, una volta sfilettato il pesce.
Altri innegabili vantaggi: la preparazione prima di schiaffare il pesce in forno è velocissima, non si creano cattivi odori in cucina e l'unica teglia necessaria si sporca pochissimo....prevalentemente di sale.
Provare per credere!




ORATA SOTTO SALE

Ingredienti (per 2 persone):
2 orate da 300-400 g ciascuna
2 spicchi d'aglio
2 rametti di rosmarino
2 fette di limone
pepe nero
2 kg di sale grosso

Per prima cosa eviscerare le orate: praticare una lunga incisione, con un coltello appuntito, sulla pancia del pesce fino quasi alla coda. Togliere le interiora e lavare molto accuratamente sotto acqua corrente e asciugare. L'alternativa è far eviscerare il pesce dal pescivendolo.
Inserire dentro l'incisione di ciascun pesce un rametto di rosmarino, un paio di mezze fette di limone, uno spicchio d'aglio sbucciato e tagliato a fettine e una macinata di pepe nero.
Depositare sul fondo di una pirofila uno strato uniforme di sale grosso (circa mezzo centimetro), tale da coprirlo perfettamente.



Adagiare i pesci già conditi sullo strato di sale e ricoprirli con il restante sale. La copertura deve essere completa, senza pelle o pinne esposte. Secondo le dimensioni della pirofila usata potrà essere necessario più o meno sale.


Infornare a 180°C per 35-40 minuti (per pesci più grandi aumentare il tempo di cottura).
Sfornare, eliminare il sale e sfilettare il pesce ancora caldo. Servire con un filo d'olio a crudo o una citronette.
Buon appetito!


N.B. Con questa cottura si possono preparare anche altri pesci con lisca come branzini, cernie e ombrine.

giovedì 14 marzo 2019

Maledetti martedì

Martedì. Il peggior giorno della settimana. No, non il lunedì, come molti credono, ma il martedì.
Non è un'affermazione campata in aria, una mera avversione personale, quanto una vera e propria teoria cui sono giunta dopo anni di osservazioni sperimentali. Gli allenamenti più tosti e noiosi erano sempre di martedì (e li ricordo con terrore), il giorno con più rogne lavorative è sempre stato il martedì, sempre di martedì mi trovo ingolfata in ingorghi di traffico da far invidia alla viabilità del sud-est asiatico. Non parliamo poi di quelle sfighe imprevedibili del tipo -si sfonda il sacchetto dell'immondizia- o -il camion passa sulla pozzanghera proprio mentre tu stai camminando a bordo strada- o -il calzino rosso nella lavatrice dei bianchi-. Non importa di quale ambito della vita si tratti, il martedì per me è sempre stato un giorno duro. Altro che "Blue Monday"!
E poi pensateci bene....il martedì è distruttivo dal punto di vista psicologico: mentre il lunedì riusciamo ancora a conservare, o almeno a ricordare, il benessere del week-end, il martedì siamo già stanchi, sopraffatti e la consapevolezza di non essere nemmeno a metà settimana di certo non fa che peggiorare la situazione, tanto che la sera praticamente striscio per terra pur di raggiungere il letto.

In queste giornate così nere è inutile anche solo pensare di avere la forza per poter sperimentare qualcosa di nuovo in cucina: molto meglio affidarsi a ricette semplici, veloci e collaudate che soddisfino occhio e palato. Nel momento del bisogno io mi concedo un confortante piatto di pasta e quella di oggi è una ricetta che ultimamente propongo spesso e che i miei maschietti apprezzano molto. Niente di strano: una variante della classica pasta al tonno, con lo sgombro al posto del tonno. Perchè lo sgombro? Intanto è un pesce azzurro, naturalmente ricco dei famigerati nonchè benefici omega 3, poi è dei nostri mari e, cosa ancor più importante, non ha il problema della contaminazione da mercurio, tipico dei grandi predatori marini come il tonno. Insomma, tanti buoni motivi per riscoprire questo buon pesce a tavola!



PASTA con SGOMBRO e OLIVE

Ingredienti (per 2-3 persone):
250 g pasta corta (ottime le farfalle rigate)
1 spicchio di aglio
1 scatoletta di sgombro in scatola (sott'olio o al naturale secondo il proprio gusto)
350 ml di passata di pomodoro
una manciata di olive nere
olio evo
sale


In una larga padella far soffriggere appena lo spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato con 3-4 cucchiai di olio evo. Quando l'aglio inizia ad brunirsi toglierlo dalla padella e aggiungere le olive e lo sgombro ben sgocciolato e spezzettato (eseguire questa operazione a fiamma bassa per evitare fastidiosi schizzi di olio bollente). Lasciare insaporire giusto un minuto, poi aggiungere la passata di pomodoro. Portare a bollore a fiamma alta, poi abbassare il fuoco e lasciare cuocere 10 minuti. Aggiustare di sale solo verso fine cottura (non occorre molto sale visto che sia le olive che lo sgombro sono abbastanza sapidi).
Cuocere le farfalle (o altra pasta corta) in abbondante acqua bollente salata per il tempo indicato sulla confezione, scolare e versare nella padella con il condimento. Saltare tutto a fiamma vivace per un minuto e servire subito.
Buon appetito!

venerdì 25 gennaio 2019

I viaggi altrui

Viaggiare. Vedere il mondo. Un bisogno primario, almeno per me, e un consiglio per tutti. Per vivere meglio.
I nostri viaggi non si sono interrotti, sono solo diventati a più corto raggio, almeno per il momento. Trentino, Slovenia, Croazia; luoghi che, seppur vicini, non conoscevamo: aspettavamo solo un piccolo viaggiatore da portare con noi per partire alla loro scoperta.
E allora cosa c'entra la ricetta del coniglio all'ischitana? A Ischia non ci siamo stati. Non ancora. Ma i nonni del piccolo maschio alfa eccome se ci sono stati! E mi hanno raccontato dell'isola, del mare, delle spiagge e del cibo.
E mi è venuta voglia di partire. Ma che fare se non si può? Il primo viaggio è nella mente e sogni, curiosità e aspettative è tutto ciò che serve in questo caso.
Ho preso il sacchettino di erbe secche che mi sono state riportate dall'isola come graditissimo cadeau, ho chiuso gli occhi e ho inalato profondamente tutti gli odori che si sprigionavano. Sole e sale, acqua ma anche terra fertile, estate calda e mediterranea.
Mi sono messa ai fornelli e ho viaggiato con il pensiero.
Non me ne vogliano gli isolani: se ho sbagliato qualcosa nella ricetta è stato per ingenuità e comunque le critiche sono ben accette. Posso solo dire che ho già eseguito questa ricetta più volte ed è piaciuta a tutti!




CONIGLIO ALL'ISCHITANA

Ingredienti (per 3-4 persone):
1 coniglio tagliato a pezzi
2 spicchi di aglio
3-4 pomodori maturi
500 ml vino bianco secco
1 cucchiaio abbondante di spezie isolane (mix secco composto da: peperoncino, aglio e erbe varie)
olio evo
sale

Procurarsi un tegame abbastanza largo da far si che i pezzi di coniglio non si sovrappongano durante la cottura. Scaldare nel tegame a fiamma alta 4-5 cucchiai di olio evo insieme all'aglio sbucciato e tagliato a fettine. Quando l'aglio soffrigge adagiare i pezzi di coniglio nel tegame e farli rosolare su tutti i lati. Bagnare il coniglio con tutto il vino (può sembrare tanto ma la carne si deve praticamente stufare nel vino) e cospargere con un cucchiaio abbondante di spezie. Far prendere il bollore e lasciare evaporare l'alcool per qualche minuto, poi abbassare la fiamma al minimo, incoperchiare e lasciare cuocere circa mezz'ora girando i pezzi di carne a metà cottura.
Aggiungere nel tegame i pomodori tagliati a pezzi piuttosto grossolani, aggiustare di sale e far cuocere ancora 10-15 minuti a fiamma vivace: il fondo di cottura deve restringersi ma rimanere comunque consistente.
Servire il coniglio caldo con abbondante pane.
Buon appetito!

N.B.1: se non è stagione di pomodori freschi meglio usare lo stesso quantitativo di pomodori pelati: il risultato sarà sicuramente migliore che con pomodori freschi ma insipidi.

N.B.2: Il coniglio è una carne molto magra che richiede un bel sughetto di fondo per evitare di asciugarsi troppo e diventare dura.


mercoledì 19 dicembre 2018

Copiona!

Capita mai di andare al ristorante, leggere il menù e rimanere folgorati da una ricetta?
A me succede spesso e la logica conseguenza è che tutte le volte penso: "Ma perchè non mi è mai venuto in mente di prepararla???"
Così è successo per questo primo piatto, provato in un vicino agriturismo in occasione di una festa di compleanno, che mi sono precipitata a riprodurre a casa. E' goloso ma senza troppe pretese: si prepara in un balzello e non ha bisogno di particolari accorgimenti, nè di ingredienti troppo ricercati.
Forse non è una pasta sontuosa, degna delle incombenti festività, ma per chi è alle prime armi può comunque dare soddisfazione e far fare bella figura.
E poi.....se posso vantarmi solo per un attimo....La mia versione è venuta più buona di quella del ristorante!



PICI con RADICCHIO ROSSO, SALSICCIA e STRACCHINO

Ingredienti (per 2 persone):
200 g pici
1 salsiccia fresca
1 piccolo cespo di radicchio rosso
100 g di stracchino
1 spicchio di aglio
olio evo
sale
pepe nero appena macinato

Lavare e asciugare il radicchio, poi tagliarlo a listarelle sottili evitando il torsolo. In una padella far scaldare 3-4 cucchiai di olio evo con lo spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato: quando l'aglio è appena rosolato toglierlo dal tegame e aggiungere il radicchio tagliato e la salsiccia sbriciolata. Far stufare lentamente per circa 15 minuti mescolando spesso per evitare bruciature. Aggiustare di sale.
Nel frattempo far bollire in una pentola abbondante acqua salata e cuocere i pici per il tempo indicato (ai miei pici secchi sono occorsi circa 20 minuti. Ne occorrono di meno per i pici freschi). Scolare la pasta e farla saltare nel condimento ben caldo. Aggiungere anche lo stracchino a pezzetti per mantecare il tutto. Mescolare bene fino a che non si è ottenuto una bella cremina e servire subito la pasta ben calda spolverizzata da pepe nero appena macinato (se piace).
Buon appetito!

N.B.: I pici sono sostituibili con spaghettoni, bucatini o anche con trofie.

mercoledì 14 novembre 2018

Cucina tradizionale

Già in alcuni post precedenti ho accennato al fatto che mi sto cimentando con un tipo di cucina più tradizionale, una sorta di ritorno alle origini dettato perlopiù dalle necessità alimentari del piccolo maschio alfa che, per quanto vorace, ancora non può mangiare proprio tutto tutto.
E allora via libera a pappa al pomodoro, arrosti di carne e pesce al forno, brodo, purè di patate, erbe aromatiche dell'orto, minestrone e quanto altro ricordi i pasti a casa dei nonni. Sto addirittura imparando a preparare il ragù di carne che, chissà per quale motivo, non avevo mai cucinato in precedenza.
La ricetta di oggi fa tanto contorno della domenica e secondo me può piacere anche a bambini che hanno problemi a mangiare le verdure. (So che non è esattamente il mio caso: il baby maschio alfa mangia tutto ma il grande maschio alfa no! E' lui il mio tester affidabile in questo senso....e ha dato il suo benestare nonostante abbia comunque evitato le zucchine). Il mio piccolo ne va letteralmente matto perciò perchè non provare?!



VERDURE GRATINATE al FORNO

Ingredienti (per 2 persone):
1 grossa carota
1 zucchina
1 patata
Pangrattato
Parmigiano grattugiato
Pecorino romano grattugiato
Rosmarino
Olio evo
Sale


Lavare e spuntare la zucchina. Raschiare la carota. Pelare la patata. Tagliare le verdure a cubetti della dimensione preferita (ultimamente i miei cubetti sono piuttosto piccoli in modo che siano facilmente ingeribili anche da baby J). Riunire le verdure nella pirofila di cottura, salare appena, cospargere con aghetti di rosmarino e ungere con un filo d'olio evo (senza esagerare: non deve formarsi una pozza d'olio sul fondo della teglia). Mescolare le verdure per fare si che tutti i cubetti siano leggermente unti e poi distribuirli uniformemente sul fondo della teglia. In una ciotolina mescolare un cucchiaio di pangrattato, uno di pecorino romano grattugiato e uno di parmigiano grattugiato. Cospargere le verdure con il mix preparato, poi infornare a 180°C per 20-25 minuti (la superficie delle verdure si deve appena abbrustolire).
Sfornare e servire calde.
Buon appetito!



N.B.1: Il mix di pangrattato e parmigiano può essere preparato in anticipo e conservato in frigo in un vasetto chiuso di vetro.

N.B.2: Ho usato patate, zucchine e carote ma niente vieta di usare anche altre verdure in base alle stagioni come zucca o cavolfiore in inverno e melanzane e peperoni in estate.

mercoledì 10 ottobre 2018

Suggestioni spagnole

Ormai è noto che, oltre la cucina e il mangiar bene, la mia grande passione sono i viaggi, di cui sento tanto la mancanza. Nonostante l'arrivo dell'alfa baby non ci abbia propriamente fermato (ma di questo racconterò in un altro momento), sento la mancanza di un volo aereo, del rumore del trolley mentre cammino in aeroporto, della Babilonia di lingue che fa da sottofondo.
Mi sorprendo spesso a ripensare a tutti i posti che ho visitato e uno in particolare mi ha ispirato per la preparazione del piatto di oggi: Barcellona.
Ricordo un assolato pomeriggio di luglio, io e il maschio alfa seduti ad un tavolino presso un tapas bar vicino alla Rambla, una pinta di Clara ciascuno, qualche stuzzichino e un'atmosfera di allegra rilassatezza che ormai mi sembra un sogno.
Il mio pensiero si è soffermato su quel piattino....che cosa smangiucchiavamo?....Ah si! Una buonissima tortilla di patate!
Tra il pensare alla tortilla e iniziare a prepararla per la cena è trascorso giusto il tempo di aprire il frigo per tirare fuori le uova. Che poi altro non è che una sorta di frittatona con le patate che a me piace cuocere in forno. Un piatto salva-cena che chissà per quale motivo non mi era mai tornato in mente fino a poco tempo fa.
E' stata un successo strepitoso in casa tanto che ho deciso di proporla anche per varie cene tra amici, come finger food. Semplice e saporita, che in fondo è tutto ciò che cerco in una ricetta, almeno negli ultimi tempi, e con un'eco vacanziera che mi ha fatto sorridere mentre l'addentavo.





TORTILLA di PATATE e CIPOLLE

Ingredienti:
1 grossa cipolla dorata
3 patate di medie dimensioni
6 uova
2 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato
latte
olio evo
sale
pepe nero

Sbucciare e tritare grossolanamente la cipolla. Sbucciare le patate e affettarle sottili. In una padella far soffriggere la cipolla insieme a un paio di cucchiai di olio evo fino a che non è trasparente, poi aggiungere le patate e lasciare cuocere a fuoco vivace per una decina di minuti. Non importa che siano perfettamente cotte: termineranno la cottura in forno. Salare poco verso fine cottura, poi spengere e lasciare intiepidire.
In una terrina sbattere le uova con mezzo bicchiere di latte, sale e pepe nero, meglio se appena macinato.
Rivestire una teglia quadrata di circa 25 cm di lato con della carta da forno e distribuire uniformemente sul fondo le patate. Versare il composto di uova e latte sulle patate e lasciarlo distribuire. Cospargere la superficie con il parmigiano e infornare in forno preriscaldato a 180°C per 25-30 minuti (la superficie deve essere ben dorata). Sfornare e lasciare raffreddare completamente prima di tagliare a quadrotti e servire.
Buon appetito!



N.B. Non ho usato salse di accompagnamento perchè la preventiva cottura di patate e cipolle rende il tutto sufficientemente unto e saporito, almeno per i miei gusti.

giovedì 27 settembre 2018

Piccoli passi


Oggi mi sono data lo smalto. Niente di che: un semplice gloss trasparente. Può sembrare banale ma era da prima di Natale che mi ripromettevo di trovare il tempo di smaltarmi le unghie, senza mai riuscirci: c'è sempre stato qualcosa che acquisiva una priorità maggiore. Ma quando oggi ci sono riuscita mi sono sentita onnipotente. Più carina, più in ordine. Un piccolo passo verso la riconquista di minuscoli spazi solo per me, l'inizio della divergenza dal barcollante cammino del piccolo maschio alfa che, per inciso, ha già la fidanzata all'asilo nido, con mio sommo sbigottimento.
Tutto questo ovviamente comporta anche il riavvio dell'attività bloggereccia e la preparazione di qualcosa di nuovo e speciale, seppur velocissimo.
Questa estate ce ne siamo cibati in quantità, io e il grande maschio alfa, viste le temperature torride e la semplicità di preparazione, pure senza accendere i fornelli. Purtroppo in questo caso il piccolo è rimasto a bocca asciutta perchè va bene essere onnivori ma per la carne cruda è decisamente troppo presto!
Ecco quindi la ricetta della mia tartare di manzo: la si può condire in mille modi ma questa rimane la mia versione preferita, con quel tocco agro-piccante di senape che esalta il sapore morbido della carne
Un consiglio: l'uovo in camicia deposto sopra la tartare è facoltativo ma non rinunciateci! Il tuorlo cremoso che cola sulla carne appena si rompe l'uovo....è poesia per gli occhi e per il palato!



 TARTARE di MANZO SENAPATA

Ingredienti (per 2 persone):
300-320 g manzo battuto al coltello
senape in grani
vinsanto o altro vino dolce (moscato, passito)
2 uova freschissime
aceto
olio evo
sale
pepe nero appena macinato

Innanzitutto occorre un macellaio di fiducia che fornisca della carne di manzo idonea: un taglio di manzo magro che abbia subito un idoneo trattamento. La carne deve essere poi battuta al coltello, non tritata, nè macinata. Questa operazione può richiedere un bel po' di tempo e alcune banali accortezze: pulizia del coltello e del tagliere sono fondamentali per evitare contaminazioni da parte di altri alimenti crudi, siano essi carni, pesci, frutta o verdure. Battuta al coltello significa tagliare prima tutta la carne a piccoli dadolini e poi continuare a "battere" la carne con il coltello, appunto, fino a che non si arriva alla grana desiderata. Per evitare noie si può chiedere al suddetto macellaio di fornire la carne già debitamente preparata. Ho notato che anche alcuni supermercati iniziano ad esibire della carne da tartare: l'ho provata e personalmente la trovo di una grana forse troppo fine ma alla fin fine è questione di gusti!
Porre la carne in una terrina e condirla con un cucchiaio di senape, un cucchiaio di vinsanto, un filo d'olio e un pizzico di sale. Mescolare bene e lasciare riposare in frigo una mezz'ora. Impiattare poi aiutandosi con un coppapasta.
In un pentolino scaldare abbondante acqua con un cucchiaio di aceto. Quando l'acqua bolle, con un cucchiaio creare un vortice al centro e versare al centro del vortice un uovo (senza guscio!). Mantenere il vortice con il cucchiaio facendolo girare nell'acqua vicino al bordo per far si che l'albume, addensandosi, resti adeso al tuorlo. Continuare per circa un minuto e mezzo: in questo lasso di tempo l'albume si addensa ma il tuorlo resta quasi crudo e morbido. Recuperare l'uovo con una schiumarola, far sgrondare bene l'acqua di cottura e poi depositare l'uovo sopra il disco di tartare. Ripetere l'operazione con il secondo uovo.
Servire la tartare senapata con l'uovo spolverizzando con del pepe nero appena macinato.
Buon appetito!




lunedì 3 settembre 2018

A volte ritornano

E' difficile tornare a scrivere dopo così tanto tempo. Un po' per disabitudine, un po' per vergogna, riaffacciarsi sul web mi fa uno strano effetto, un po' come tornare a casa dopo un lunghissimo viaggio che, nel bene e nel male, ti ha cambiato. So di essermi persa tante cose e di aver trascurato amici. Me ne dispiace ma in questo momento non posso fare altrimenti, dato che le necessità della mia famiglia sono più pressanti delle mie. Ma piccolo J cresce alla velocità della luce e io voglio tornare a riappropriarmi della mia vita e di questo blog, che ne fa parte da ormai un bel po' di tempo. Questo post è un piccolo passo in quella direzione, con la speranza di riuscire a tornare attiva. Le idee ci sono e la voglia pure, solo il tempo sembra non bastare mai. Confido molto nel fatto che il piccolo di casa promette di essere una buona forchetta e quindi uno stimolo per creare sempre nuovi piatti, adatti anche al palato di un bambino affamato.
Per ora sono ferma ad una cucina molto veloce, semplice e classicamente mediterranea anche se ogni tanto, quando mi viene concesso un momento di solitudine ai fornelli, riesco ancora a fare qualcosa di sfizioso.
Questo cous cous ne è un esempio: fresco e piccante, saporito ma estivo....a me piace da impazzire e si prepara in un battibaleno! Inoltre il cous cous condito a parte con del pomodoro è stato molto gradito anche dal baby!
Un buon piatto per salutare questi ultimi scampoli di estate in riva al mare.



COUS COUS PICCANTE ai PEPERONI

Ingredienti (per 3-4 persone):
250 g di cous cous
2 peperoni
2 cipolle dorate di medie dimensioni
6 pomodori piccadilly
peperoncino in scaglie
curcuma in polvere
20 g di burro
olio evo
sale

Lavare e asciugare i peperoni, togliere il picciolo, i semi e i filamenti bianchi interni. Tagliare i peperoni a dadini. Sbucciare e affettare le cipolle e successivamente tritarle grossolanamente. Lavare, asciugare e tagliare a spicchi i pomodorini.
In un tegame far soffriggere le cipolle con 3-4 cucchiai di olio evo; quando sono trasparenti aggiungere i peperoni a dadini e lasciare cuocere per una decina di minuti a fiamma vivace. Se il fondo dovesse essere troppo asciutto aggiungere qualche cucchiaio di acqua. Aggiungere anche i pomodorini a spicchi e aggiustare di sale. Spolverizzare con peperoncino in scaglie a piacere, secondo il grado di piccantezza che si desidera, e lasciare cuocere ancora 5 minuti. In alternativa si può usare del peperoncino fresco tagliato a fettine.
Nel frattempo portare a bollore in una pentola capiente 250 g di acqua insieme a un paio di cucchiai di olio evo e al burro. Appena l'acqua bolle aggiungere un cucchiaio di sale grosso e mezzo cucchiaino di curcuma in polvere. Spengere il fuoco e versare immediatamente il cous cous a pioggia nell'acqua. Incoperchiare subito e lasciare che il cous cous assorba tutta l'acqua per 5 minuti. Al termine sgranare il cous cous con una forchetta e condire con il condimento di peperoni. Lasciare freddare tutto in frigo per almeno un paio d'ore prima di servire.
Buon appetito!




mercoledì 3 gennaio 2018

Rosico

Rosico. Mamma mia quanto rosico. Qualcuno si rende conto da quanto tempo non faccio un bel viaggio, di quelli che te ne vai dall'altra parte del mondo e stacchi da tutto? Sono già due anni. Due. E mi sembrano un'eternità. Per carità, la mia scusante è piu che buona: un delizioso pargoletto che mi assorbe completamente, anima e corpo. Di certo non ho tempo per pianificare granchè di viaggi. Però.....quando inizi a vedere le foto dei viaggi dei tuoi amici, quelli con cui hai condiviso mille avventure e risate, mentre tu te ne stai in casa, in vestaglia e pantofole, a valutare la migliore assorbenza dei Pampers, un po' il nervo sale. E quindi rosico. Eccome se rosico.
L'ultimo schiaffo morale è stato un fantastico viaggio niente meno che in Cina dove, grazie a mille foto meravigliose, ho potuto vedere Pechino, Shangai , la Grande Muraglia e rosicare come non mai.
Ma, come si suole dire, se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto. E visto che io non posso andare in Cina faccio in modo che la Cina venga da me!
Via libera alla preparazione di involtini primavera! Ma fatti a modo mio: al forno e con un ripieno arricchito di carne rispetto ai soliti. Deliziosi e molto soddisfacenti.



INVOLTINI PRIMAVERA (a modo mio)

Ingredienti  (per 12 involtini):
200 g macinato di maiale
1 porro
1/4 cavolo cappuccio
1 carota
Un pezzetto di ginger fresco
6 fogli di pasta fillo 37x25 cm
1 barattolino di germogli di soia (circa 90 g)
Vino bianco secco
Salsa di soia
Olio di semi di girasole
Sale
Maizena (facoltativa)

Lavare e affettare sottilmente il porro e il cavolo cappuccio. Raschiare la carota, sbucciare il ginger e tagliare tutto a julienne. In una larga padella scaldare 3-4 cucchiai di olio di semi di girasole e farvi appassire il porro e il ginger. Alzare la fiamma e aggiungere il macinato di maiale. Quando si è appena rosolato sfumare con una tazzina di vino bianco secco e quando è evaporato  aggiungere anche il cavolo cappuccio. Lasciare stufare il tutto per una decina di minuti, poi irrorare con salsa di soia (circa una tazzina). Qualche minuto prima di spegnere il fuoco aggiungere anche le carote e i germogli di soia sgocciolati dal liquido di conservazione  (se li trovate freschi è pure meglio). Saltare tutto a fuoco alto per amalgamare e aggiustare di sale. Le carote non devono cuocere troppo e restare croccantine. Se il fondo di cottura risulta abbondante si possono aggiungere un paio di cucchiai di maizena per farlo addensare su fuoco basso. Una volta che il ripieno è cotto lasciarlo raffreddare. Intanto preparare gli involucri di pasta fillo: sovrapporre 2 fogli e praticare un taglio a croce in modo da ricavare 4 rettangoli uguali. Ripetere l'operazione con gli altri fogli. Disporre un paio di cucchiaiate di ripieno al centro, vicino a un lato corto, poi fare una piega di circa 1 cm sui lati lunghi, come a contenere il ripieno. Così.


Iniziare ad arrotolare dal lato corto con il ripieno:


Ripetere il tutto per i restanti 11 involtini.


Disporre gli involtini su una placca rivestita di carta da forno e spennellarli con olio di semi di girasole.  Infornare a 200 C per circa 20 minuti  (devono essere dorati). Servire caldi accompagnati da salsa di soia e salsa agrodolce.
Buon appetito!


venerdì 10 novembre 2017

Passeggiate autunnali

C'è un momento del giorno in cui amo uscire per una passeggiata in paese, all'imbrunire, quando gli ultimi raggi di sole fanno capolino; prima del buio, quando una luce calda avvolge tutto in un silenzio ovattato. Le strade sono deserte, tutti sono già rientrati da lavoro e si accendono le prime luci. Attraverso le finestre illuminate si possono scorgere fuggevoli immagini di vita casalinga: bambini che si rincorrono, signore intente ai fornelli, TV accese. Non è solo la vista di queste scene a incuriosirmi, ma sono soprattutto gli odori a intrigarmi. Mi piace aggirarmi per le strade vuote e avvertite il profumo di un minestrone che sobbolle sul fornello, un sugo o un soffritto in preparazione, il fumoso odore delle caldarroste e delle braci o dell'arrosto in forno, silenziosa testimone di frammenti di quotidianità.
Mi farebbe piacere sapere che là fuori qualcuno si compiace dell'odore proveniente dalla mia cucina, passando accanto alle mie finestre.
Stasera non so se proprio tutti apprezzerebbero la mia cena: il cavolo non è certo la verdura più amata ma a me piace molto, in tutte le versioni possibili. Oggi l'ho utilizzato per un primo piatto semplice ma molto saporito. È piuttosto veloce da preparare anche se occorre un po' di tempo per la cottura del cavolo (tempo che può essere impiegato in altre faccende mentre si aspetta).




PENNE con CAVOLO ROMANESCO e PANGRATTATO

Ingredienti  (per 2-3 persone):
Un piccolo cavolfiore romanesco
250 g pasta
Una foglia di alloro
2 filetti di acciughe sottolio
1 spicchio d'aglio
1 peperoncino piccante  (fresco o secco)
3 cucchiai di pangrattato
3 cucchiai di parmigiano
3 cucchiai di pecorino grattugiato
Olio evo
Sale

Lavare il cavolo, asciugarlo e dividerlo in cimette. In una tegame far scaldare un fondo di olio evo con la foglia di alloro, i filetti di acciuga sottolio, lo spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato e il peperoncino spezzettato (facoltativo se non piace il gusto piccante). Togliere l'aglio prima che diventi scuro e aggiungere il cavolo. Rosolare alcuni minuti, poi aggiungere un bicchiere di acqua calda (meglio ancora sarebbe del brodo vegetale), incoperchiare e lasciare cuocere 15/20 minuti a fiamma media. Il cavolo dovrà risultare cotto ma non sfatto. Aggiustare di sale verso fine cottura poi schiacciare il cavolo con una forchetta tenendo intatte alcune cimette per decorare.
Far scaldare bene una padella antiaderente e tostare per alcuni minuti il pangrattato, fino a che non è dorato. Tenere da parte e quando si è un po' raffreddato mescolarlo con il pecorino e il parmigiano grattugiati.
Cuocere la pasta al dente in abbondante acqua salata, scolarla mantenendo un po' di acqua di cottura e far saltare un paio di minuti insieme al cavolo in modo che si insaporisca bene. Prima di servire ben calda cospargere con il mix di pangrattato e formaggi e mescolare.
Decorare con le cimette tenute da parte e servire.
Buon appetito!



N.b. Io ho usato delle penne per preferenza personale ma niente vieta di usare altri formati, anche lunghi, tipo spaghetti, perché il pangrattato fa si che il condimento si attacchi magnificamente a qualunque tipo di pasta.

martedì 3 ottobre 2017

Dolce low-cost

Ogni giorno, l'ormai ex maschio alfa, torna a casa da lavoro e porta in dono un piccolo obolo dalla mensa aziendale: un panino e una mela. Non essendo grandi mangiatori di pane spesso il panino risulta essere più che sufficiente per il fabbisogno giornaliero, così pure le mele, che si accumulano nel cesto della frutta. Il risultato è che al termine della settimana ho in casa un cumulo di mele e di pane avanzato. Che fare? Di buttarlo neanche a parlarne, specialmente dopo che l'ex maschio alfa si è procacciato il cibo con tanto amore. E allora pappa al pomodoro, panzanella, carcerato e porrata. Tutti ottimi modi di riciclare il pane ma se volessi farci qualcosa di dolce? Improvvisamente mi sono ricordata di una vecchissima ricetta scritta da un'amica su un post-it riguardante una torta di pane e cioccolato, e di un seminario sulle torte di mele cui ho partecipato alcuni mesi fa: ho deciso di fare una sorta di mix di ricette e di eliminare in un colpo solo pane e mele!
Posso solo dire che si tratta di una delle migliori idee che ho avuto di recente in cucina perchè la torta di pane e mele che ne è venuta fuori è veramente deliziosa, oltre che di semplicissima esecuzione. Inoltre è facilmente personalizzabile: le nocciole possono essere sostituite da qualunque altra frutta secca come noci, mandorle o pinoli e può essere aromatizzata da vaniglia, cannella o scorza di limone secondo il proprio gusto. Insomma da provare e rifare e rifare e rifare.




TORTA di PANE e MELE

Ingredienti:
150 g pane secco
300 ml latte
3-4 mele
Una manciata di uvetta
vino dolce (passito, moscato, vinsanto)
2 uova
90 g zucchero
100 g burro fuso
Una manciata di nocciole

Mettere in ammollo l'uvetta in mezzo bicchiere di vino dolce (io ho usato del vinsanto).
Scaldare il latte e quando è bollente versarlo in una ciotola insieme al pane tagliato a fettine in modo che si impregni bene. lasciare ammollare il pane per almeno mezz'ora poi frullare tutto nel mixer insieme allo zucchero, le due uova e il burro fuso (ma non caldo).
Rimettere l'impasto nella ciotola, aggiungere l'uvetta insieme al vino e le mele sbucciate e tagliate a pezzetti. Amalgamare bene. Rivestire con carta da forno una teglia quadrata di circa 25 cm di lato, versare l'impasto, livellare bene (deve essere alto circa 2 dita) e cospargere la superficie con nocciole tritate grossolanamente. Infornare in forno preriscaldato a 180°C per 45-50 minuti. Sfornare e lasciare raffreddare prima di servire (ma è buona anche tiepida).
Buon appetito!

N.b. Il segreto della bontà di questa torta sta nella quantità di mele: non abbiate paura di esagerare! Si possono usare le mele che si preferiscono ma trovo che se sono un po' vecchiotte e avvizzite la torta sia ancora più dolce e "melosa".


lunedì 18 settembre 2017

Un'altra estate se ne va

Il tempo è cambiato,  le giornate si sono fatte più corte e le temperature sono già scese. Anche questa per me strana estate sta finendo. Ultime melanzane dall'orto e invece di usarle per piatti freschi ed estivi mi trovo a pensare di farci una vellutata. E perchè no? La sera fa freschetto e io esibisco già il pigiama a manica lunga perciò qualcosa di morbido e caldo (oltre al piccolo maschio alfa) mi farebbe proprio piacere!
Ecco quindi una delle mie amate vellutate che, anche se da gustare calda, porta con sè ancora i profumi e la freschezza dell'estate.



VELLUTATA di MELANZANE e FAGIOLI

Ingredienti (per 2-3 persone):
1 scalogno
1 melanzana
250 g fagioli cannellini lessati
scorza di limone
rosmarino
sommacco
olio evo
pepe nero
sale

Porre la melanzana intera su una teglia antiaderente e cuocerla in forno preriscaldato a 200°C per 25-30 minuti. Sfornare, lasciare raffreddare qualche minuto, poi eliminare la buccia e i semi della melanzana e tenere solo la polpa.
Sbucciare e tagliare a fettine sottili lo scalogno, poi farlo appassire in una casseruola con un paio di cucchiai di olio  evo e un rametto di rosmarino, a fiamma vivace. Eliminare il rosmarino e aggiungere i fagioli scolati, la polpa di melanzana e circa mezzo litro di acqua calda. Portare il tutto a bollore e poi frullare con il pimer a immersione fino a ottenere una crema. Se la consistenza fosse troppo liquida lasciare cuocere ancora qualche minuto, se troppo densa aggiungere acqua.
Aggiustare di sale e pepe nero e servire calda cosparsa con buccia di limone tritata e un po' di sommacco (facoltativo ma dà una nota di colore carina).
Buon appetito!

martedì 12 settembre 2017

Momento di quiete

Negli ultimi 4 mesi ho approfittato del mio pochissimo tempo libero per i bisogni primari tipo dormire, mangiare e per l'igiene personale. Stasera, per la prima volta da tanto tempo mi ritrovo sola in casa, con il pargolo che dorme beatamente accanto a me e io che ho già mangiato, fatto la doccia e non ho sonno. Un evento epocale per il mio stile di vita recente. In realtà non credo che riuscirò mai più ad annoiarmi in vita mia: non ne avrò il tempo materiale!
Ma bando alle ciance che il tempo stringe e il mio piccolo supremo padrone potrebbe svegliarsi da un momento all'altro ed esigere la mia totale attenzione. Ne approfitto finché posso per tornare a far visita al mio sgangherato e semi-abbandonato blog, per pubblicare una ricetta dedicata a chi è a corto di tempo ma non ha voglia delle solite cose, ottima per gustare gli ultimi peperoni di stagione che fanno tanto estate e mi piacciono tanto. Un pizzico di piccantezza per dare una marcia in più, qualche foglia di rucola per rinfrescare e in poco tempo si ottiene un piatto completo, perfetto da preparare in anticipo (anche il giorno prima), fresco e colorato.
Godiamoci questi ultimi giorni di estate e i momenti di quiete!



INSALATA di QUINOA con PEPERONI PICCANTI e RUCOLA

Ingredienti (per 2 persone):
120 g quinoa
2 peperoni (per me uno rosso e uno verde)
1 cipolla rossa
Un pezzetto di ginger fresco
1 spicchio d'aglio
Un mazzetto di rucola
Il succo di mezzo lime
Olio evo
Sale
Peperoncino in polvere


Lessare la quinoa per 15 minuti in abbondante acqua bollente salata, poi scolarla (io uso un setaccio) e lasciarla raffreddare a temperatura ambiente.
Sbucciare aglio e ginger e tritarli insieme. Affettare sottilmente la cipolla. Eliminare picciolo, semi e filamenti bianchi dai peperoni,  poi tagliarli a dadini.
In una padella scaldare un fondo di olio evo e farvi soffriggere per alcuni minuti il trito di aglio e ginger e la cipolla. Quando quest'ultima è diventata trasparente aggiungere i peperoni e lasciare cuocere a fiamma vivace per circa 10 minuti. Salare e cospargere di peperoncino a piacere.  Aggiungere poi anche la quinoa, saltare per un minuto per fare insaporire tutto, poi spegnere il fuoco e aggiungere anche la rucola tritata grossolanamente. Condire con il succo di lime e una ulteriore spolverata di peperoncino. Riporre in frigo a riposare almeno un'ora prima di servire.
Buon appetito!


lunedì 17 luglio 2017

Innamorata

Non credevo che sarebbe potuto succedere di nuovo e invece. ...mi sono innamorata!
Ci conosciamo da soli 2 mesi ma sono stati sufficienti a farmi perdere la testa. Lui è molto giovane ma irresistibile: fini capelli color del grano, occhi grandi dal colore indecifrabile, sguardo innocente e un sorriso che farebbe impazzire qualsiasi donna. È molto alto e ben piantato per la sua età: ben 4,360 kg per 53 cm quando l'ho visto la prima volta ....e continua a crescere! Un peso massimo, anche se non è un culturista!
Ci siamo visti la prima volta durante una sessione di taglio e cucito chirurgico ma non mi ha impressionato granché: sarà che ero impegnata in altro. È stato mezz'ora dopo, quando l'ho rivisto in amabile conversazione con il maschio alfa, che mi sono sciolta come neve al sole.
Si chiama J (ha la mia stessa iniziale!), è dolcissimo e mi fa sentire una persona migliore, anche se a volte è massacrante stare sempre insieme.
Il suo candore e la sua innocenza mi hanno conquistato e non vedo l'ora di vivere tante fantastiche avventure insieme.
Si tratta di una relazione estremamente impegnativa, che mi tiene lontano dalla cucina se non per la stretta sopravvivenza: per questo motivo, per un po' di tempo, SE riuscirò a scrivere post, saranno ricette d'archivio che non avevo avuto tempo di pubblicare prima dell'avvento del nuovo mini maschio alfa.
Per il mio ritorno sul web però ho scelto la prima ricetta che sono riuscita a cucinare in due mesi con un esigente bebè in braccio: il polpettonno. E' ovvio che si tratta di qualcosa di veramente superveloce e poco impegnativo anche se in tavola fa una bella figura. Inoltre può essere preparato in anticipo e consumato freddo, che è una bella comodità quando non esistono più orari per i pasti!



POLPETTONNO

Ingredienti  (per 3-4 persone ):
250 g tonno al naturale
250 g patate (o 2 patata di medie dimensioni)
1 uovo
1 spicchio d'aglio
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
Una manciata di capperi sotto sale
2 filetti di acciughe sott'olio
Un ciuffo di prezzemolo
Sale e pepe nero
Pangrattato (facoltativo)
Maionese (per guarnire)

Lessare le patate intere (o cuocerle al vapore o nel microonde), poi sbucciarle e schiacciarle (meglio con uno schiacciapatate). Nel mixer frullare il tonno ben sgocciolato con il prezzemolo, lo spicchio d'aglio sbucciato, i filetti di acciughe e i capperi dissalati sotto acqua corrente. In una terrina unire il composto di tonno e le patate; aggiungere l'uovo e il parmigiano grattugiato e amalgamare tutto. Aggiustare di sale e pepe sempre mescolando. Se il composto dovesse risultare troppo morbido aggiungere poco pangrattato, altrimenti formare un cilindro e avvolgerlo prima nella carta forno e poi nell'alluminio. Infornare a 180 C per circa 40 minuti. Sfornare e lasciare raffreddare completamente prima di tagliare a fette e servire guarnito con insalata e ciuffi di maionese.
Buon appetito!


martedì 2 maggio 2017

Dolce attesa

Lentamente, molto lentamente scorrono queste mie ultime giornate di snervante attesa. Un senso di ineluttabilità mi pervade mentre me ne sto seduta in terrazza, al sole. Già in ritardo di una settimana, la stanchezza inizia a farsi sentire e mi sento come prima di un esame: tranquilla eppure ansiosa, fino a che non mi siederò davanti al professore e inizierà l'interrogazione, che richiederà tutta la mia forza e concentrazione. Ormai ogni momento è buono anche se il pargolo non dà cenno di voler uscire. Evidentemente il mio utero è più confortevole di un resort a cinque stelle!
Nel frattempo un libro, una tazza di thè, qualche biscotto per ingannare l'attesa.
Spero che questo sia il mio ultimo post, prima del lieto evento, poi credo che sarò costretta a prendermi un periodo di pausa per riorganizzare la mia vita. Non posso che lasciare con qualcosa di dolce, dei biscotti che definirei "da inzuppo". Sono veloci da preparare, con un cuore appena morbido e un gusto che è una sferzata di energia: caffè e cioccolato bianco, un binomio che amo particolarmente.



BISCOTTI al CAFFE' e CIOCCOLATO BIANCO

Ingredienti (circa 40 biscotti):
2 uova
220 g zucchero semolato
100 g maizena
60 ml caffè espresso
3 cucchiaini di caffè solubile
125 g burro
420 g farina 00
1 cucchiaino di lievito per dolci
100 g gocce di cioccolato bianco
zucchero a velo

Sciogliere il caffè solubile nel caffè espresso quando è ancora caldo e lasciarlo raffreddare. Sciogliere  il burro a bagnomaria (o nel microonde) e lasciare intiepidire.
In una ciotola mescolare le uova, lo zucchero, la maizena, il lievito, il caffè e il burro. Aggiungere la farina un po' per volta e continuare a mescolare. Quando il composto inizia ad assodarsi aggiungere anche le gocce di cioccolato, poi la restante farina. Quando tutto è ben amalgamato formare con l'impasto delle palline grandi come delle noci e adagiarle su una leccarda da forno foderata di carta da forno. Infornare in forno preriscaldato a 180°C per 20 minuti. Sfornare e lasciare raffreddare. Spolverizzare con zucchero a velo e servire con un bel bicchierone di latte!
Buon appetito!