lunedì 30 maggio 2016

Biscotti da lettura

Una delle cose che apprezzo di più dello scrivere un blog è l'anonimato. Sono una foodblogger in incognito: solo amici e parenti riconoscerebbero Jeggy in mezzo alla folla. Per il resto voglio che siano le mie ricette a parlare. Non è solo timidezza, è che non mi sento così fenomeno dei fornelli da farmi pubblicità dal vivo. Questo per me è un hobby, lo faccio prima di tutto per mio diletto e non voglio che mi crei ansia.
La scorsa settimana però, in barba a tutte le mie paure, ho deciso di "metterci la faccia" e partecipare ad un concorso culinario-letterario. "Biscotti da lettura" era il titolo. In pratica si trattava di preparare dei biscotti da associare ad un libro. L'idea mi è piaciuta talmente tanto che ho preso il coraggio a due mani e mi sono iscritta.
Ho pensato a libro (Jane Eyre) e biscotti (frollini cacao e menta), li ho provati e li ho replicati per la presentazione presso la libreria Lo Spazio, a Pistoia, teatro dell'evento.
Una odissea: gli impegni serali si sono accavallati a tal punto che mi sono ritrovata a fare l'impasto per i biscotti in 5 minuti netti lunedì sera, prima di volare in palestra; martedì sera dalle 21.30 alle 23.30 è stata dedicata alla formatura, cottura e, alla fine, l'assaggio. A questo punto, il dramma: appena fatti i biscotti non avevano il sapore che mi aspettavo e non avevo margine temporale per rifarli. Solo che ormai mi ero iscritta e dovevo presentarmi....imprecazioni. Tutti i partecipanti avrebbero assaggiato i miei biscotti e la menta non si sentiva quasi per niente. Eppure il sabato con le stesse dosi erano venuti perfetti!!!
La sera in questione mi sono recata sconsolata in libreria, accompagnata da mia mamma a darmi man forte in quello che, ero sicura, si sarebbe rivelato un clamoroso fiasco.
Ho consegnato i biscotti alla giuria a testa bassa e mi sono nascosta in un angolino della sala aspettando il verdetto.
Beh, come previsto non ho vinto ma non è stato nemmeno il drastico flop che immaginavo, anzi, a quanto pare sono stata in lizza per il terzo posto. La cosa mi ha sorpreso non poco!
A fine serata mi sono stati fatti un sacco di complimenti da alcuni membri della giuria, tra cui una nota pasticcera pistoiese da cui ho imparato la ricetta base della frolla sablèe che ho usato per i biscotti: giuro che non mi importa di non avere vinto....ero felicissima e sono tornata a casa con un sorriso ebete stampato in faccia!
A quanto pare con il riposo il sapore dei biscotti si è stabilizzato e la menta è piacevolmente riemersa come gradevole e fresco retrogusto del frollino al cacao: un miracolo!



FROLLINI AFTER-EIGHT

Ingredienti:
270 g farina 0
55 g cacao amaro
5 bustine di infuso di menta
3-4 cucchiai di sciroppo di menta
240 g burro
50 g tuorli
140 g zucchero a velo + altro per decorare
sale

Lavorare il burro morbido con lo zucchero, lo sciroppo di menta e le foglie di infuso di menta ben tritate. Quando tutti i grumi sono stati eliminati aggiungere i tuorli e amalgamare, poi aggiungere anche la farina, il cacao e mezzo cucchiaino di sale, tutto setacciato. Lavorare velocemente per ottenere un impasto omogeneo, poi avvolgere nella pellicola e lasciare riposare in frigo almeno 4 ore (io tutta la notte). Trascorso il tempo di riposo stendere l'impasto tra 2 fogli di carta forno (o di pellicola), tagliare nella forma desiderata e cuocere in forno a 180°C per 10-12 minuti (dipende dallo spessore).
Sfornare, lasciare raffreddare completamente e cospargere con zucchero a velo prima di servire.
Buon appetito!



A proposito: questa è la mia presentazione per l'abbinamento biscotto-libro!

Libro: Jane Eyre
di Charlotte Bronte

Ho scelto di abbinare questo biscotto a Jane Eyre non solo perchè l’after eight è tipicamente inglese, così come lo è il libro da me scelto, ma soprattutto perché lo trovo pertinente al personaggio di Jane Eyre.
L’aspetto dei miei biscotti è volutamente semplice, modesto, quasi insignificante, così come è Jane: di umili origini e non particolarmente attrente, né interessante, almeno a prima vista. E’ solo conoscendo meglio Jane che la si scopre dotata di grande forza e coraggio, di una mentalità acuta e vivace e di una insospettabile passione; tutte doti quanto mai sconvenienti per una donna dell’epoca. La menta nel biscotto rappresenta la sorpresa nell’assaggio, la sua qualità nascosta, un po’ anticonvenzionale, forte ma fresca, come Jane Eyre.

domenica 22 maggio 2016

Droga al curry

Scrivo questo blog da quasi 6 anni: si potrebbe dire che ormai sono una veterana del foodblogging. Si potrebbe anche ipotizzare che mi sia montata un po' la testa (di sicuro c'è chi lo avrebbe fatto), che mi senta migliore, più esperta, in grado di dispensare consigli e correggere errori grossolani in cucina. Magari guardare pure qualcuno con aria di sufficienza mentre al supermercato cerca di accaparrarsi l'ultima busta di zuppa liofilizzata. No, non sono io: dopo 6 anni mi sono resa conto che ho ancora un mondo di cose da fare e da imparare per potermi definire anche solo un'appassionata di cucina e che ascoltare anche chi apparentemente potrebbe saperne di meno può comunque essere utile per imparare qualcosa di nuovo. E' con estrema umiltà e riconoscenza che oggi parlo di questa ricetta sorprendente che non è mia. Me ne parlò una collega 4-5 anni fa, quando ancora facevo l'assistente di laboratorio all'università. Una ragazza normalissima, cui piace il mangiare etnico e cucinare per sopravviere: insomma, non la classica espertona di cucina.Tra una provetta e l'altra mi parlò di questa salsa al curry che le piaceva tanto e facile facile da preparare. La ascoltai curiosa e feci tesoro delle sue parole. Nonostante il mio scetticismo per gli ingredienti, che trovavo di improbabile abbinamento, decisi di provare (d'altronde la presenza di un'abbondante dose di curry non poteva che incuriosirmi): è da allora che questa salsa è diventata uno dei miei cavalli di battaglia; un autentico must di tutti i miei ritrovi con amici, siano essi pranzi, cene, aperitivi. Giuro che ho visto chi ripuliva la ciotola con il dito, chi addirittura la leccava! Invariabilmente mi viene chiesta la ricetta e finalmente eccola qua. Provoca dipendenza, sul serio. Non provarla è un reato. Per fortuna è una droga legale!



Ingredienti:
2 cipolle dorate
1 mela (preferibilmente gialla)
1 panetto di Philadelphia da 80 g
polvere per curry
curcuma in polvere
olio evo
sale

Sbucciare la mela e le cipolle, tagliare tutto a pezzetti e mettere in un pentolino insieme a un paio di cucchiai di olio evo e un cucchiaio abbondante di curry. Far rosolare il tutto a fiamma vivace per un paio di minuti, poi aggiungere mezzo bicchiere di acqua, incoperchiare parzialmente e abbassare la fiamma al minimo appena il fondo ha ripreso il bollore. Lasciare cuocere almeno mezz'ora: mela e cipolle devono essere praticamente sfatte e il fondo di cottura abbastanza asciutto (attenzione però a non farlo attaccare al fondo del tegame. Nel caso aggiungere ancora poca acqua). Verso fine cottura aggiustare di sale, aggiungere un mezzo cucchiaino di curcuma e mescolare. Lasciare intiepidire e frullare con il pimer a immersione insieme al Philadelphia fino ad ottenere una salsa liscia e densa. Raffreddare completamente in frigo prima di servire. Si conserva un giorno al massimo. Servire insieme a cruditè di verdure e crostini, oppure può essere usata anche per condire la pasta.
Buon appetito!

N.B.1: Dopo varie prove ho constatato che la mela gialla è quella che dà il risultato più soddisfacente in termini di armoniosità di gusto e di consistenza della salsa, almeno secondo il mio gusto.
N.B.2: Non sostituire, ripeto, non sostituire il Philadelphia con altro, tipo ricotta, robiola, stracchino....il gusto finale ne è totalmente stravolto (in peggio).
N.B.3: Meglio usare il Philadelphia in panetto piuttosto che quello cremoso in scatola che dà una consistenza un po' troppo liquida alla salsa.