venerdì 29 agosto 2014

Summer nights

Qualche giorno fa un amico mi ha chiesto ironicamente se ho avuto flirt estivi.
Si! Senza indugio ne ho avuti parecchi.
Al suo sbigottimento, con tanto d'occhi sgranati, mi sono sentita in dovere di giustificarmi e di spiegare le mie carnali debolezze.
Cracovia, incantevole città medievale, a far da sfondo alle incresciose vicende; il maschio alfa, nella veste di amico di una vita, a fomentare le mie passioni e libertino almeno quanto me.
Il primo giorno è stato subito amore a prima vista: i pierogi, i ragazzi della porta accanto, deliziosi ravioloni di pasta spessa, mi hanno conquistato con la loro semplice versatilità e il loro gusto casereccio. Ci siamo incontrati diverse volte nel corso della mia vacanza e ho potuto apprezzare le moltiplici sfaccettature del loro carattere: corposi con patate e formaggio; decisi, fritti e ripieni di carne; delicati e deliziosi con gli spinaci; rustici, con cavolo e funghi. Mi sono piaciuti sempre, sia fritti che bolliti, perchè possono assecondare tutte le mie mutevoli voglie.


Poi c'è stato un menage a trois con 2 tipi molto sanguigni, i tipici ragazzoni dell'est europeo....lo zampetto di maiale affumicato alla brace e Kielbasa, la salsiccia nazionale polacca. Roba per stomaci forti e smaliziati! Anche con loro mi sono fatta più di un giro e ho assaporato la vera essenza polacca in mezzo alla folla locale.

Mi è capitato anche di frequentare alcuni ingannevoli personaggi polacchi: le zuppe, che danno solo l'illusione di leggerezza e salute, visto che tutte contengono salsicce o trippa, patate, uova e vengono servite dentro una pagnotta! Nonostante il considerevole apporto calorico ci cascavo sempre perchè sono deliziose, specialmente lo zurek (a base di farina di segale acida) e quella di trippa e di funghi. Meno convincente quella a base di rape rosse, anche se non mi sono certo tirata indietro nonostante il disgusto del maschio alfa!


Ho poi flirtato con un vecchio amico un po' trascurato, la birra, che in Polonia, giuro, costa meno dell'acqua, è di produzione locale e insieme a un prezl cracoviano va giu che è un piacere. Ne ho scoperta una artigianale, scura e...dolce! Sembrava ci fosse sciolto dentro il cioccolato....fantastica!
Nel centro del quartiere ebraico mi sono lasciata intrigare dal fighetto di strada, lo Zapiekanki, il più famoso street food cracoviano, una sorta di enorme baguette tagliata a metà e farcita con qualunque cosa possa venire in mente. Calda, appena sformata, il pane croccante e il formaggio filante è una vera goduria!


Infine c'è stata la sbandata colossale, il colpo di fulmine, il tenebroso teppistello che mi ha rubato il cuore in un attimo. Sapevo che mi avrebbe fatto male ma non potevo resistere: è lui che ha infuocato le mie Summer nights, neanche fossi Olivia Newton John! Il suo nome è Smalec ed è un cremoso lardo addizionato di piccoli pezzi di ciccioli croccanti da spalmare su fettone di pane nero. Pericoloso quanto affascinante, potrebbe far esplodere le coronarie al primo assaggio ma se si riesce a sopravvivere rivela il suo cuore scioglievole e un gusto sontuoso. Una droga che ho cercato ovunque appena l'ho conosciuto. Con lui ho perso tutta la mia dignità femminile, finendo a raccoglierne i rimasugli col dito direttamente dalla ciotola. Irresistibile, ma sapevo che non poteva durare: presto sarei tornata a casa e il mio fegato sicuramente non può tollerare uno stile di vita così dissoluto. Ci siamo salutati versando lacrime amare piene di birra e strutto. Forse un giorno ci rivedremo, chissà.


Al mio rientro ho sentito la necessità di liberare la mente e il cuore da tutti i miei flirt estivi e di tornare alla normalità, che non è così male come si può pensare: è bello il brivido della novità ma il calore e la semplicità degli affetti quotidiani lo è molto di più. Come questa insalata di pollo, semplice, senza pretese, adatta a tutti per tutti i giorni. Profuma di limone e non ha effetti collaterali su fegato e girovita! Buon rientro!



INSALATA di POLLO e AVOCADO al LIMONE

Ingredienti (per 2 persone):
400 g di petto di pollo a fette
2 limoni
1/2 avocado
alcune foglie di insalata (lattuga, gentile, romana...a piacere)
4 fettine sottili di pancetta tesa
1 cipollotto di Tropea fresco
10 pomodorini maturi
olio evo
sale
pepe nero

Tagliare il petto di pollo a strisce e lasciarlo insaporire per mezz'ora in una terrina con il succo di 1 limone, un cucchiaio di olio evo e un poco di pepe nero.
Affettare la cipolla, tagliare a spicchietti i pomodorini, lavare, asciugare e spezzettare a mano 3-4 foglie di insalata e riunire insieme tutte le verdure. Sbucciare e tagliare a dadini l'avocado e bagnarlo con alcune gocce di succo di limone per non farlo annerire.
In una padella antiaderente, ben calda, cuocere per una decina di minuti il pollo con la sua marinata, salando verso fine cottura, poi lasciarlo raffreddare chiuso tra due piatti perchè non si asciughi troppo.
Scaldare un'altra padella antiaderente e cuocere le fettine di pancetta fino a che non hanno rilasciato tutto il grasso e sono diventate croccanti. Toglierle dalla padella con delle pinze (per evitare il contatto con il grasso sciolto) e farle raffreddare. Comporre l'insalata con le verdure, l'avocado, il pollo e la pancetta sbriciolata a mano. Condire con una emulsione preparata con il succo di limone, 3-4 cucchiai di olio evo, una presa di sale e poco pepe nero, il tutto battutto bene con una forchetta. Servire immediatamente.
Buon appetito!


mercoledì 20 agosto 2014

La gatta e un'estate anomala

Niente da fare. L'estate non c'è. Non pervenuta. Persa chissà dove. In alcuni giorni ho pensato (sperato) che fosse arrivata e invece....nulla. Falso allarme. Solo nuvole, pioggia, vento.
Per fortuna non ho fatto vacanze marittime. Per fortuna le mie ferie le ho trascorse a Cracovia dove il clima, incredibilmente, non era così diverso da quello italiano.
Il problema di un fresco clima autunnale in agosto è l'esuberanza della piccola Kiki, che non viene minimamente inibita da temperature sotto i 30°. Ebbene si, anche se non ne parlo da un po' la pelosetta di casa è viva e vegeta, è cresciuta, è diventata una bella gatta dal manto nero e lucido, è simpatica, giocherellona e socievole, adora stare in mezzo alle persone e mantiene inalterata la sua vivacità. Nel corso dei mesi siamo giunte ad una reciproca tolleranza che ci consente di convivere più o meno pacificamente e, perchè no, anche di volerci bene: lei rinuncia a saltare su tavolo e lavello e io la premio con tanti grattini dietro le orecchie; lei evita di fuggire in strada quando apro la porta e io le regalo scatole di ogni forma e dimensione con cui può giocare. Purtroppo ancora non ho trovato un rimedio per gli agguati che mette in atto ai danni dei miei piedi nudi: sentirsi azzannare l'alluce, specialmente la mattina appena svegli, non è affatto piacevole!
E poi ci sono le giornate in cui la sua innata voglia di distruzione emerge prepotente, come oggi, che sono sola in casa con lei, che corre su e giu come una pazza, miagola e pretende attenzioni se non voglio che con le sue affilate unghiette devasti la libreria e il divano. In questi momenti avrei voglia di strozzarla!
...
Al diavolo...io accendo il forno!
...
Prima che qualcuno chiami la protezione animali voglio dire che, no, non ho arrostito il gatto....solo qualcosa che le somiglia: una bella melanzana!
E poi, non so perchè, quando cucino riesco a monopolizzare la sua attenzione!



MELANZANE FARCITE al FORNO

Ingredienti (per 1 persona):
1 melanzana tonda
3 fette di prosciutto cotto
scamorza affumicata
olio evo
sale

Lavare la melanzana e asciugarla. Incidere profondamente la melanzana come se si dovessero fare delle fette di circa 1 cm senza però staccarle del tutto. A me sono venute 6 incisioni ma dipende dalla grandeza della melanzana. Ungere l'interno delle incisioni con poco olio evo e salare leggermente. Affettare sottilmente la scamorza. In ogni incisione sistemare una fettina di scamorza e mezza fetta di prosciutto cotto. Mettere la melanzana farcita in una pirofila, irrorare con poco olio evo e infornare a 180°C per un'ora (la melanzana deve essere sempre ben cotta).
Servire calda come secondo insieme a una frsca insalatina.
E' buona anche riscaldata il giorno successivo.
Buon appetito!