venerdì 29 ottobre 2010

Ambrogio!


“… Avrei un leggero languorino…”
Chi non conosce la celeberrima pubblicità? Ma il punto è: chi, pur non avendo fame, non ha mai avuto voglia di qualcosa di sfizioso, grasso e non strettamente necessario per la sopravvivenza? Io credo sia successo a tutti!
Ecco, lo scorso sabato sera è stato uno di quei giorni sempre di corsa, con il risultato che il pranzo ce lo siamo rimediato dal solito pollaiolo del mercato. Dato che il pollo, con annesse patatine e polentine fritte, è risultato piuttosto indigesto, arrivata l’ora della cena non avevo granché fame, così ho preparato un antipastino sfizioso che potesse comunque sfamare la mia dolce metà!
Questa è una ricetta che solitamente preparo per le feste o per le grandi occasioni perché fa molto chic, sebbene sia una preparazione di una facilità estrema (non a caso è stata una delle prime cose che ho cucinato in vita mia… anni e anni fa!) e soprattutto perché l’apporto calorico è notevole! Però, ogni tanto, coccolarsi con qualcosa di estremamente succulento fa proprio bene!
Ecco qua la mia ricetta per i gamberetti in salsa rosa:

·         ½ kg gamberetti sgusciati surgelati
·         1 vasetto di maionese da 250 g (se siete brave la maionese preparatela voi!)
·         70 ml di panna da cucina
·         4 cucchiai di brandy
·         Tabasco
·         Triplo concentrato di pomodoro
·         Erba cipollina (facoltativa)

Fate bollire in una pentola 1,5 l di acqua, salatela e buttatevi i gamberetti ancora surgelati. Fate cuocere 5 minuti circa da quando riprendono il bollore, poi scolateli e fateli raffreddare (magari anche sotto l’acqua corrente per far prima).
Nel frattempo preparate la salsa rosa: versate in una ciotola capiente la maionese, la panna, il brandy, una generosa spruzzata di tabasco e circa 2 cucchiai di concentrato di pomodoro (in realtà io vado un po’ a occhio fino a che la salsa non diventa della tonalità di rosa che voglio io!!!); poi mescolate tutto fino a ottenere una salsa rosa omogenea. Trovo che la panna sia di fondamentale importanza per ingentilire la salsa: troppa maionese coprirebbe completamente il gusto dei gamberetti e risulterebbe stucchevole.
A questo punto aggiungete i gamberetti alla salsa e, se vi piace, qualche filo di erba cipollina sminuzzata. Ponete in frigo per circa 20 minuti e poi impiattate.


Gamberetti in salsa rosa


Come si può vedere dalla foto io ho usato delle coppette da gelato e ho guarnito con pomodorini e erba cipollina, ma è molto carino anche adagiare alcune cucchiaiate di gamberetti su una foglia di insalata. La triste realtà è che mentre io ero tutta intenta a decorare la coppetta per la foto, dietro le mie spalle la dolce metà si era impadronita della ciotola coi restanti gamberetti e li stava trangugiando con un cucchiaio da minestra! Questo si che è bon ton!
Alla prossima e buon appetito!

martedì 26 ottobre 2010

Insalata d'inverno


Dal punto di vista culinario se l’estate per me significa prevalentemente insalate, con i primi freddi è indubbio che inizia l’era delle zuppe: calde, colorate e deliziose mettono subito di buon umore e riscaldano anche le serate più piovose.
Con la ricetta di oggi cercherò una conciliazione tra estate e inverno preparando una crema di lattuga.
In fondo chi non ha qualche cesto di insalata in frigo? Per quanto mi riguarda, quando vado a fare la spesa, non rinuncio mai a prenderla perché è sempre in grado di risolvere la questione contorno, solo che quando fuori ci sono 15°C col cavolo che ho voglia di mangiare quelle fresche foglioline!
Così spesso mi trovo costretta a reinventare l’insalata per poterla consumare prima che le foglie appassiscano!
Ecco, quindi, che ho preparato una delicata crema di lattuga e porri… Ok, la zuppa di oggi non è proprio ipocalorica, però mi ha dato ampia soddisfazione. Perfino il mio compagno l’ha apprezzata! E pensare che riesce a mangiare verdura praticamente solo sotto forma di omogeneizzato, in modo da non riconoscere il vegetale di partenza! A volte è come avere a che fare con un bimbo di 4 anni!
Dopo la breve polemica, ecco gli ingredienti per 4 porzioni:

  • 2 cespi di lattuga
  • 2 porri
  • 1 patata
  • 2 cucchiai di farina
  • 50 g pancetta a dadini
  • Olio extravergine di oliva
  • Parmigiano grattugiato (facoltativo)
  • Circa 600 ml acqua calda (o brodo vegetale)
  • Sale, pepe

Lavate la lattuga e i porri e tagliate la prima a listarelle e i secondi a rondelle. Sbucciate la patata e tagliatela a dadini. Soffriggete la pancetta in una casseruola capiente con 4 cucchiai di olio (in realtà la ricetta originale prevedeva del prosciutto crudo, solo che lo avevo finito!), poi aggiungete i porri, la lattuga e la patata. Dopo aver fatto appassire l’insalata spolverizzate con la farina, mescolate e unite il l’acqua calda (o il brodo). Portate a ebollizione, abbassate la fiamma, coprite e cuocete ancora per circa 30 minuti (se il liquido non è sufficiente aggiungete ancora un po’ di acqua calda).
Togliete dal fuoco, frullate tutto, salate, pepate e fate addensare ancora un po’ la crema sul fuoco fino alla consistenza desiderata.
A questo punto basta impiattare e cospargere con parmigiano a piacere.
Buon appetito!

Crema di lattuga e porri

venerdì 22 ottobre 2010

Pranzo da asporto marocchino


Per tutti quelli che lavorano, me compresa, spesso il pranzo rappresenta una nota dolente poiché non sempre si ha la possibilità di tornare a casa, anzi, la maggior parte delle volte occorre rimanere nei pressi del luogo di lavoro per la lontananza, il troppo traffico, la pigrizia…
Per quanto mi riguarda devo arrangiarmi ogni giorno: appartengo alla fortunata schiera di lavoratori precari che di certo non possono permettersi di andare al ristorante tutti i giorni. Certo è che anche l’idea di pranzare sempre con panini non mi ha mai attirato particolarmente sia per la monotonia (anche se ogni tanto un panino col salame o con la mortadella mi fa inneggiare a tutti i santi del paradiso), sia per il loro purtroppo ragguardevole tenore calorico. Per mia sfortuna non sono una di quelle persone che riescono a mangiare di tutto e a mantenersi magre come un fuscello, al contrario devo stare abbastanza attenta a ciò che mangio e fare un sacco di attività fisica per non diventare un bauletto. Quando si dice la fortuna!
Insomma, tutta questa situazione mi ha portato ad organizzarmi ogni giorno, insieme ad altri amici e colleghi, con pranzo al sacco così sono spesso alla ricerca di nuove ricette veloci, facilmente trasportabili, nutrienti ma non troppo caloriche.

Spulciando tra le mie riviste di cucina ho rinvenuto un vecchio giornale di ricette etniche, così ho deciso di provarne una, di origine marocchina, che può essere preparata agilmente la sera: ceci ai pomodori. E’ un modo semplice per reinventare i soliti ceci lessi.
Ecco qua il mio ciotolino per il pranzo!

Ceci ai pomodori
INGREDIENTI (per 1 persona!):
  • Una scatoletta di ceci lessati (sostituibili con lenticchie)
  • Mezza cipolla
  • Circa 10 pomodorini
  • Un cucchiaino di semi di cumino
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • Pepe in grani
  • Sale

Sbucciate la cipolla (io avevo solo quella rossa ma la ricetta originale prevedeva quella bianca) e affettatela a velo. Lavate i pomodorini e tagliateli a spicchietti. Fate rosolare la cipolla a fuoco dolce in una padella con l’olio e due cucchiai di acqua (metto sempre un po’ di acqua quando faccio appassire le cipolle, così posso usare meno olio; inoltre in questo modo si forma anche un invitante fondo di cottura!), poi unite i pomodori, i semi di cumino (che io avevo precedentemente pestato nel mortaio… Che profumo paradisiaco!) e abbondante pepe nero. Personalmente preferisco usare quello in grani perché dà sapore ma non sono costretta a mangiarlo: avete una vaga idea di quanta infiammazione può provocare? Io si!
Cuocete per circa 15 minuti, poi aggiungete i ceci (Ovviamente il risultato migliora con ceci lessati in casa ma questa volta non ne ho proprio avuto il tempo :-( ) e proseguite la cottura per altri 10 minuti, salando solo alla fine. Pronta! Vero che è facile?

martedì 19 ottobre 2010

I colori dell'autunno


Si può dire che l’autunno è ufficialmente iniziato con annessi e connessi: giornate poco luminose, cielo che esibisce tutte le sfumature di grigio e foglie che cadono. Anche la temperatura sta scendendo inesorabilmente e si inizia a vedere la prima nebbia nei campi al mattino. Questo periodo mi mette sempre una gran tristezza, specialmente perché i ricordi dell’estate appena trascorsa sono ancora troppo vivi. Così, per rallegrarmi un po’, cerco di cucinare più “colorato”!
Lo scorso weekend ho invitato alcune amiche a pranzo (buttando letteralmente fuori casa il tizio con cui abito), così ho deciso di optare per uno dei miei cavalli di battaglia: la vellutata di zucca con porcini.
E’ un piatto leggero (molto da donnine!) ma di sicuro effetto; e poi è bene approfittarne perché la zucca e i funghi adesso sono di stagione! Inoltre la sera prima mi ero scofanata tanta di quella trippa e lampredotto che dovevo per forza cercare di mangiare più leggero!
Mi piace l’idea della stagionalità degli ingredienti perché il sapere che non sono disponibili tutto l’anno li rende in qualche modo speciali (senza contare che gli alimenti di stagione sono infinitamente più saporiti e più a buon mercato… infatti si trovano spesso anche nell’orto di fronte a casa mia [leggi orto di mio suocero] ).
Ma passiamo alla ricetta vera e propria.

INGREDIENTI (per 3-4 persone):
-          Circa 1,2 kg zucca pulita
-          2 patate (medie dimensioni)
-          Circa 300 ml latte
-          Funghi porcini congelati 500 g circa
-          Acqua
-          2 spicchi di aglio
-          Olio extravergine di oliva (3 cucchiai)
-          Sale, pepe, noce moscata

Innanzitutto occorre sbucciare le patate e la zucca; poi tagliare tutto a dadini e mettere in una pentola abbastanza capiente (io uso quella in cui cuocio la pasta, tanto per intendersi). Aggiungere acqua e latte in parti uguali (o in parti variabili secondo il proprio gusto personale) fino a coprire appena le verdure. Far cuocere a fuoco vivace fino a che non inizia l’ebollizione: solo a quel punto abbassare la fiamma e far cuocere lentamente, con coperchio, per almeno mezz’ora (o fino a che sia la zucca che le patate non si spappolano) mescolando ogni tanto con un cucchiaio di legno.
Verso fine cottura salare a piacere e grattugiare abbondante noce moscata (a me piace da impazzire… sarà perché contiene sostanze allucinogene che creano dipendenza?).
Una volta terminata la cottura togliere dal fuoco e frullare tutto con il mixer a immersione fino ad ottenere una crema. Se l’aspetto appare troppo acquoso si può rimettere sul fuoco fino a che non raggiunge la densità desiderata.
Mentre la zucca cuoce si preparano i funghi: io ho usato quelli congelati da mia suocera (per mia fortuna mio suocero quest’anno ne ha trovati tantissimi [lo stesso dell’orto: santo subito]).
Soffriggere 2 spicchi di aglio con l’olio in una padella antiaderente, poi toglierli e ho aggiungere i funghi ancora surgelati. Lasciar cuocere a fiamma non troppo alta per circa 15 minuti, poi salare e pepare a fine cottura.
Impiattare la vellutata calda e cospargerla con i funghi porcini e, a chi piace, con del parmigiano grattugiato.
Le mie amiche l’hanno adorata, perciò… buon appetito!

Vellutata di zucca con porcini

Con questa ricetta partecipo al contest tutto autunnale di Samaf!


sabato 16 ottobre 2010

Si...può...fare!!!


Due settimane fa ho partecipato ad un torneo di pallavolo e, avendo deciso di fare pranzo a sacco ho colto l’occasione per provare una nuova ricetta: la crostata!
Tutti sanno che si tratta di un fondamentale della cucina eppure il mio rapporto con la pasta frolla è sempre stato molto conflittuale: il risultato era sempre troppo morbido per i biscotti, ma se provavo a fare una crostata l’impasto decideva irrimediabilmente di diventare una soletta biscottosa che si ritirava in cottura…Grrrrrr!...Che rabbia!
Così per molto tempo mi sono rassegnata a credere di non essere in grado di preparare una pasta frolla decente….e invece “Si…può…fare!!!” (vediamo chi indovina la citazione!)
Fortunatamente un amico ha avuto pietà della mia disgraziata situazione e mi ha passato la sua ricetta per fare la pasta frolla da crostata e devo dire che il risultato è stato ampiamente soddisfacente (grazie Stefano…meno male che hai studiato all’istituto alberghiero!).
Ok…lo ammetto…Forse l’aspetto non è dei più eleganti ma posso assicurare che era veramente buona!

Crostata con marmellata di fichi e mandorle



Ecco qua gli ingredienti:
  • 1 uovo
  • 100 g zucchero
  • 200 g farina
  • 100 g burro
  • Mezza bustina di lievito per dolci

Dunque, dal momento che ho sempre sentito dire che la pasta frolla va lavorata poco e velocemente per evitare che si scaldi e si ritiri in cottura (ecco perché anche i mixer possono non essere indicati: le pale metalliche girando si possono surriscaldare) per non correre rischi ho messo 2 forchette nel freezer.
Ho sistemato in una ciotola capiente la farina, lo zucchero  e il lievito a fontana e al centro ho messo il burro a tocchetti (rigorosamente a temperatura ambiente sempre per evitare il sopracitato surriscaldamento) e l’uovo. Per mescolare il tutto, dato che notoriamente ho le mani abbastanza calde, ho utilizzato le 2 forchette che avevo precedentemente posto in freezer…che idea geniale! L’impasto deve essere lavorato molto velocemente, tanto che a me erano rimasti ancora pezzi di burro non amalgamati, e poi schiaffato in frigorifero, avvolto in un panno pulito, per almeno mezz’ora. Se gli ingredienti sembrano non amalgamarsi bene fra loro perché l’impasto risulta troppo asciutto si possono aggiungere alcune cucchiaiate di latte freddo (come ho fatto io!)
In seguito, quando l’impasto si è assodato, può esser steso col mattarello infarinato. Nel mio caso avevo poco tempo, così ho semplicemente distribuito a mano l’impasto su una teglia antiaderente (ecco perché è venuta così alta :-P).
Come farcitura ho usato una marmellata di fichi fatta in casa e delle mandorle spellate (anche se probabilmente le scaglie di mandorle avrebbero dato un risultato ancora migliore), che secondo me sono un abbinamento perfetto.
Una volta praparato il tutto ho infornato a 180°C per circa 20-25 minuti in forno statico (mai forno ventilato per i dolci se non si vuole mangiare una crosta!).
Le striscette di pasta per decorazione non sono riuscita a farle perché l’impasto non era abbastanza ma in ogni caso la crostata è stata ampiamente apprezzata dalle mie compagne di squadra!
Un consiglio: con queste dosi si ottiene una crostata abbastanza piccola perciò conviene raddoppiare per essere sicuri che ce ne sia per tutti!
Ciao e buon appetito!